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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 giugno 2012 alle ore 20:36
    Il silenzio

    Il silenzio non ha confini.
    E in passato, non ha pianto invano.
    Ne tanto meno, ha sofferto invano.
    Il silenzio è ciò che noi a volte, sogniamo di perdere.
    È una delle tante fatiche quotidiane che ci accompagna.
    È ciò che ci spaventa a volte,
    più della morte; più del terrore di vivere
    in questo mondo maledetto.
    Maledetto da generazioni.
    Il silenzio, ahimè, siamo noi.
    È parte della nostra vita.
    Quella vita che non abbiamo mai conosciuto,
    ne mai avremo l'occasione di conoscere.
    Il silenzio è tutto, il silenzio è nulla.
    È nei nostri volti, privi di luce.
    Quella luce che da vita
    e uccide la morte.
    È nei nostri cuori, nelle nostre anime,
    nei nostri sentimenti, nei nostri orgogli feriti.
    E non parla mai; non dice mai nulla.
    Poiché a volte, è nel parlare o nel dire
    che si perdere il valore della vita
    e il diritto nel viverla.

  • 30 giugno 2012 alle ore 17:05
    Vagabondi

    s’era detto che il vagabondare dell’ombra
    fosse il fantasma della vita in compagnia del proprio telaio
    e non mi raccapezzavo nel non scorgere mai la pelle del cielo
    così come quando lasci l’arena a fine spettacolo
    e non sai cosa potrebbero fare i circensi protagonisti
    spogli da tinte colorate per tirare la corsa all’incipiente alba.

  • 30 giugno 2012 alle ore 14:54
    Due Cento settantotto

    Carne, non inchiostro: questa dovrebbe
    essere la mia eredità lasciata con cura
    a chi diceva che non sarei durata abbastanza.
    Come testamento una culla, non certo una
    pagina. Tutti dovrebbero sapere che ho avuto
    per nome un punteruolo ai cui lati nessuno
    si acconciava sicuro, la paura rende più
    avari.Carne, non parentesi, parole, frasi
    addobbate da marionette, versi starnazzanti,
    ochette dal fine piumaggio, niente di tutto
    questo, ma ossa e pelle e due piedi che
    somiglino ai miei, ed un neo arrotolato
    da qualche parte che ricordi la mia voglia
    a sinistra. Il distretto delle mie vene echeggiato
    da una postura, una movenza. Questa dovrebbe
    essere la mia vecchiaia: non una conta di linee
    occupate da letti che chiamano lettere, ma un
    pomeriggio seduta intorno ad un tavolo con le
    mani sostenute da altre e la notizia che una
    custodia ancora giovane porta il mio sangue
    in giro per il mondo mentre io mi asciugo.

  • 30 giugno 2012 alle ore 11:18
    Sogno un mare d'erba

    (a Walt Whitman)

    amo le tue odi dolce vecchio
    Whitman -
    un lampo ed ora ti vedo
    tra nubi giocare coi capelli
    di Dio Padre (tu ritornato
    bambino) - ed ecco
    ti si ricongiunge l'ex
    "allievo" - il profeta *
    barba-di-luce - fluttuante
    nel mare d'erba del cielo

    * Allen Ginsberg, che s'ispirò a Whitman,
    morto il 5.4.97

    [poesia del 2000, ripresa nel 2012]

  • 29 giugno 2012 alle ore 23:26
    Bruma autunnale

    Pioviggina la nebbia, mentre sale
    dal cuore, che patisce, il tuo ricordo,
    ti insulto, maledico, poi m'assale
    l'affetto che cancella l'odio sordo.

    Tanta dolcezza a volte mi pervade
    quando ricordo le care tue parole,
    neve tardiva che sul prato cade
    e che non scalda più raggio di sole.

    A volte rileggo qualche tuo messaggio,
    parole scritte senza mai pensare
    che di quel dire poi si resta ostaggio

    che basta poco a farci disprezzare,
    essere oggetti di rancore e oltraggio
    e nell'indifferenza poi annegare.

    E sembra un peso da non sopportare
    scordar l'amore e fingere di odiare

    quella persona che ami immensamente
    che ti tortura ancora cuore e mente

    che è stata per noi fonte di bene,
    ed ora partorisce solo pene.

    (Donnas 11.9.2011 - 10.19)

    - Sonetto ritornellato

  • 29 giugno 2012 alle ore 23:09
    Il killer

    Lo so che ci sei
    ti sento dietro me
    ascolto il mio respiro
    e continuo a camminare.
    Ignoro la presenza,
    di un killer dietro l'angolo
    nascosto nell'ombra
    del mio corpo,
    duplicato per uccidere
    i sogni e le illusioni
    perché è senza cuore
    e sa dove colpire.
    Come tanti vivo
    nell'incognita del sapere,
    se l'intruso resterà
    immobile a guardare
    o vorrà  strappare
    l'alito vitale di chi fugge
    cercando l'impossibile
    per non morire,
    ma le sorprese sono bambini
    che abbracciano e chiedono baci
    dovrai inseguirmi ancora
    lo sai che non mi piaci.

    ( Da; ho legato il biglietto a un palloncino di Vittoria Carrassi)

  • 29 giugno 2012 alle ore 19:02
    Padroni

    Non siam padroni della nostra vita.
    Ma siam padroni dei nostri peccati,
    dei nostri sbagli, dei nostri crimini,
    dei nostri tradimenti.

    Non siam padroni della nostra vita.
    Ma siam padroni delle nostre idee,
    delle nostre supposizioni,
    dei nostri discorsi, dei nostri chiarimenti.

    Non siam padroni della nostra vita.
    Ma siam padroni dei nostri amori,
    delle nostre pene, dei nostri pianti amari,
    dei nostri sentimenti,

    Non siam padroni della nostra vita.
    Perché sembra che la vita spesso,
    ci abbia rifiutato.

  • 29 giugno 2012 alle ore 18:59
    Mille Stelle

    Cadono giù mille stelle.
    Il cielo ha il colore del sangue.
    E all'orizzonte, si confonde con la morte.
    Sui nostri volti la tristezza
    è disegnata sempre dal dolore.
    Dolore che alcune volte uccide.
    Altre invece, fa soffrire.

    Cadono giù mille stelle.
    Cadono giù mille cuori.
    Il cielo ha il colore dei nostri peccati.
    E all'orizzonte, si confonde con il male.
    Nei nostri occhi li pianto
    non ha più lacrime.
    L'inganno, miete sempre le sue vittime,
    come il contadino miete sempre il suo grano.

    Cadono giù mille stelle.
    E con esse mille vite, ... le nostre.

  • 29 giugno 2012 alle ore 18:21
    MUSICAL MARINO

    Le foglie della pineta suonano
    le onde del mare cantano
    e il vento danza sulla spiaggia

  • 29 giugno 2012 alle ore 14:15
    Due Cento settantasette

    Venuta la sera stiamo io e le mie mani. Altrove
    è ora di bocconi acconciati da nani per essere
    innocui.  Non un cigolio sulla savonarola delle
    mie braccia, il netto ancora mi manca, sono
    tara a digiuno, non una costola che venga via
    dal mio incastro per farne un'altra più piccola
    e nuova. Non uno sputo sul fango.  Se conto le
    ossa, sono le stesse, la  carne sopporta una
    clausura affacciata, i malleoli dragano passi
    che nessuno ricopia. Il cuore è sempre puntuale
    al dovere:  il rubicondo impiegato sta fuori da
    anni, aspetta e solo vorrebbe che al suo
    toc rispondesse qualcuno, che finalmente
    là sotto, nel ventre, si aprisse una porta.

  • 29 giugno 2012 alle ore 8:39
    Alba lacustre

    Cerchi d’acqua
    Si dipartono muti
    In controluce.

  • 29 giugno 2012 alle ore 8:37
    Solitudini celesti

    Brucia nell'anima
    un sigillo d'amore.

  • 29 giugno 2012 alle ore 1:00
    Mezzaluna

    Che bello il mondo
    visto dalla curva
    del tuo fianco
    dove ad occhi chiusi
    sento spirare
    l'aria fresca
    a lambirmi
    labbra e denti.

    Dalla mia bocca
    si affaccian
    mille baci
    alla tua pelle
    illuminati
    dalla notte
    riflessa
    nei tuoi brividi
    e sospiri.

    Sulle mie braccia
    che ti cingono
    la vita
    arrivan le tue mani,
    come raggi
    bagliori intimi
    d'estasi e d'intesa
    a illuminarmi il cuore.

  • 29 giugno 2012 alle ore 0:58
    Di-vino amore "notturno time"

    Di-vino amore,
    versato,
    finito, bevuto,
    ebbro e... iniziato.

    Io nel mio verso,
    ad aggiungersi,
    nell'aggiungermi alla frequenza del grillo,
    mentre vicina mastica la notte una cicala,
    il mio cane,
    la sua compagna.

    Leccami il viso fraterno,
    leccami le mani,
    i polsi e la fronte...
    leccami il solletico che la luna fa!

    Pozze nel pozzo dell'acqua,
    infinita fonte al tasto dei piedi,
    all'inverso della memoria che più non ho e nemmeno voglio;

    al sorriso che....ogni volta ti faccio,

    mio,

    amato,

    foglio.
     

  • 28 giugno 2012 alle ore 20:51
    Luci sul mare

    Il mare stasera è coperto di pezzi d'argento
    il cielo aggiunge un velato tocco elegante
    pura seta grigia all'orizzonte.

    Piccoli movimenti increspano e spostano
    i lustrini galleggianti a fior d'acqua
    e una collana di scogli li sospinge a riva.

    Il luccichio tra le ombre ovattate
    è un magnete per lo sguardo assonnato
    dei giovani cuori che palpitano tra le dune
    alla ricerca di un romantico angolo di quiete.

    ( Da: fotografie incorniciate di Vittoria Carrassi)

  • 28 giugno 2012 alle ore 15:04
    Due Cento settantasei

    Un tempo sapevo scrivere meglio: è stato
    quando ti ho toccato. Tu, scrittoio di onesta,
    superiore fattura dai cui fianchi zampillavano
    inchiostri come sputi leggeri di puttini, dalle
    tue braccia veniva  un'antologia di stelle, una
    calda mietitura di accenti che facevano la
    mia lingua veloce.Dicono la distanza una
    musa sempre gravida nelle cui viscere
    stazionano versi glabri in questua di una
    veste: io invece trovo solo mostri, brandelli
    secchi di parole già abusate, adultere stese
    sbronze in troppe pagine. La loro verginità
    andrebbe rammendata, calata una diga sulla
    loro bocca, un levatoio dalla facile ossessione,
    risparmiate ad un nuovo amplesso dalla tua
    presenza. Vorrei chiamarle pure mentre
    mi sfiori senza dire e dici tutto.

  • 28 giugno 2012 alle ore 13:41
    Foresta metropolitana

    Predatore nascosto,
    felino invisibile
    feroce, vorace
    silenziosa regina di una foresta metropolitana
    seguo le tue orme lasciando le mie tracce
    rinchiuso in una tana senza uscita...
    semino desiderio, coltivo gabbie immaginarie,
    scolpisco le rocce affinché guidino i tuoi passi,
    ascolto
    sento
    percepisco la movenza notturna
    la presenza...
    Osservi la luna, annusi la terra,
    accarezzo immobile i resti del tuo pasto,
    dono brividi alle stelle
    fuggo senza fuggire
    strisciando lontano dal branco
    ma vicino alla tua rupe...
    non posso vedere
    la luce del tuo artiglio,
    ma posso preparare la mia carne
    al banchetto dei desideri...

  • 28 giugno 2012 alle ore 13:12
    Due Cento settantacinque

    Un po' d'imbrunire, una squama di rosso, i giardini
    imbrattati dalla sera, rughe appena scartate, qualche
    spina eccitata qua e là. A cosa mi serviranno altri dieci
    anni, la porta obbediente all'accoglienza, le tende pulite,
    i fiori freschi di cura, il beccuccio sgombero delle grondaie,
    i quadri in riga sulla fronte delle pareti senza il tuo scasso?
    Ladra  l'impronta con cui forzasti la mia debolezza mettendomi
    fra le braccia il figlio del furto, con te ho finalmente rubato
    alla gioia, violato il mio livido. Suona allarmata la paesana
    tristezza accoccolata sotto il mio sterno a fare
    baldoria, nessuno si era accorto di me prima che
    tu mi fermassi, adesso sono loro ad
    urlare mentre io mi addormento.

  • 28 giugno 2012 alle ore 0:47
    L'Oro In Bocca

    "Piegare su di te le volontà nascoste,desideri incessanti e semplici,nulla di contorto,niente di costruito.
    Bacerei mille volte quelle labbra se mi fosse dato un tempo in cui farlo ma,ahimè,cuore gelido senza torpore,tu ti neghi al mio averti eppur tua mi vorresti.
    Puro e innocente è il sogno che tesso,dopo aver dissipato per un istante le pene che porto sulla pelle,amore bagnati nell'oro della mia bocca e asciugati nel vento del mio sentimento."

  • 27 giugno 2012 alle ore 20:59
    Vecchiu purpitieddu

    Sobbra na varca
    sbattutu ann' angulicieuddu
    stava nu vecchiu purpitieddu
    e mi uardava cu do uecchi
    ca nd' annu vistu di cosi
    ntra la vita sua e
    paria n'ommu maturu
    unu di quiddi ca la sapi longa assai
    e ca puru ch'è vissutu
    non s'indi faci iabbo cu nisciunu
    e alla fini di li cunti si gira
    uarda andretu
    e metti tuttu sobbra la vilanza
    li cosi giusti e sbagliati
    e puru l'infurrati
    quandu è finito di pisari
    cu l'esami di cuscienza ca s'è pututu ripassari
    DICI...
    ci mi l'è fatta fari giacchè mann'a mangiari.

  • 27 giugno 2012 alle ore 20:29
    Tosolina

    Tosolina è sola
    ormeggiata alla banchina
    vuota come la vita del cane
    senza il suo padrone.
    Ha perso anche il suo nome originale
    ora è un'anonima barchetta legata
    in mezzo a tante.
    L'unico segno testimone
    di un passato di virtù
    trascorso in mezzo al mare
    è una tela a strisce bianche e verdi
    donata da una figlia innamorata
    al suo fiero capitano
    bianca è la purezza dell' anima
    verde è il mare ricco di vita,
    come lo è il colore della speranza
    che aveva negli occhi e nel cuore.
    Da Tosolina traspare ancora
    l'ardore del lavoro tanto amato
    neanche lei lo può dimenticare
    e indossa ancora la traccia
    di colui che la sapeva governare.

    ( Da fotografie incorniciate di Vittoria Carrassi)

  • 27 giugno 2012 alle ore 17:19
    non era inutile chiedersi

    forse non era inutile chiedersi
    se la velocità del mondo
    avesse prodotto qualche risultato.
    i piccioni viaggiatori erano più lenti
    dei neutrini, la spada meno
    rapida di una pallottola, l’inchiostro
    meno lesto della tastiera.
    oggi si procrastinava
    il dubbio se i neutrini non fossero dei
    piccioni senza ali nell’immaginazione
    di uno spadaccino privo di carta e penna.

  • 27 giugno 2012 alle ore 14:41
    Due Cento settantaquattro

    Due mani, quale spreco! Popolazione di
    dieci dita che andrebbe sterminata, un'esecuzione
    perfetta, a dieci fermarsi, un muro è il tuo palmo a
    cui affiggere la solitudine: leggete quanti siamo.
    Ho una zolla che va punita ad un vomere disoccupato,
     faccia pure capriole nella terra e scavi il solco
    buio come le venti a Novembre.  Due gambe sono
    una burla: spesso incinte della stolida curiosità
      che hanno tutti i passanti, poi partoriscono la nuova
    distanza per chilometri di doglie, ricusando il nato.
    Il giorno è un taglio, si alza giovane, eccitato ed irsuto,
    io perdo sangue allora ed il rammendo è tutto nel
    tuo ritorno, l'ombra alta e seria coagula
    il sole che non voglio.

  • 27 giugno 2012 alle ore 8:51
    Prima del crepuscolo

    Scorgo
    la mia vita
    tra quelle montagne
    disegnate con le loro curve
    sul tiepido abbaglio
    in discesa
    di un sole
    a metà

    Prepotente ora
    dal cielo emerge
    e mi vince
    in un abbraccio di luce

  • 27 giugno 2012 alle ore 7:59
    Invito alla vita

    Accorcia le distanze,
    quando l'ombra è troppo lunga
    e bevi dai sorrisi l'inno della vita
    che ti rende ebbro,
    fiero e felice.

    Resta in ogni luogo,
    senza andartene,
    rimani, colora
    e colorati ovunque.