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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 agosto 2012 alle ore 23:38
    Vivere

    Velocemente la puerizia passa
    che qual’ uccello in volo lesto spare,
    pure la gioventù che presto appare
    è come molle fior che presto appassa.

    Lesto il posto cede all’età matura
    che di triboli tanti si riveste
    e molte difficoltà appaiono leste
    che fendon corpo come legno scura *

    Il vivere, perciò, per nulla è lieto
    che mai tien dritto verso la sua meta,
    non librasi alto, no, come cometa
    chè di cotanto gaudio tiene veto

    ma serpeggiando va come strisciante,
    ora in fosso cadendo or da dirupo
    in cerca pasto d’affamato lupo
    e non è giorno che non sia ansimante.

    Il vivere non è, pertanto, affare;
    arriva, genera guai e poi scompare.

    * scure

  • 31 agosto 2012 alle ore 23:27
    Il Vento e la Quercia

    Ulula il vento, non si cheta, incalza,
    ora alberelli piega ora altri innalza,
    ora a dritta soffia e ora mena a manca
    e donde passa d’ogni cosa ammanca.

    Le foglie da su gli alberi divella
    in ciel le innalza e, poi, le mulinella
    indi le abbassa fino a fondo terra
    tante ne innalza ancora, altre sotterra.

    Ingagliardito di sì tal possanza
    verso l’annosa quercia, forte, avanza
    ma per quanto soffia, urla e si lamenta,
    per quante volte l’assalto ritenta

    della sua forza sente il fallimento.
    La quercia resta là, non ha spavento
    e del rabbioso vento par che rida
    mentre immobile accetta quella sfida.

    Rùgge, ora, il vento, freme, si tormenta,
    s’innalza, s’allontana, indi, ritenta,
    con furiosa lena, di poi, si scaglia
    ma a contatto di quercia si frastaglia.

    Son radicata qui da trecent’anni
    immagina se temo te e i tuoi danni;
    così la quercia sussurra  all’udito
    mentr’esso di tal possa inorridito

    sen corre via sbuffando, indebolito.

  • 31 agosto 2012 alle ore 23:25
    Pupa

    E dei sinceri giochi di bambini
    fummo e lei e io ingenui compagni
    così crescemmo un poco birichini
    tra i campi, a nascondino tra i castagni.

    Quando cresciuti, un poco, più grandetti
    ci ritrovammo a scuola, fanciulletti,
    poi giovinetti ancora tre anni fummo
    e  altri cinque poi assieme viaggiammo.

    Così finisce lei ciclo di studio
    mentr’io m’avvio in verso l’ateneo,
    gode ella del lavoro già il preludio
    ignara dal sapere ch’avrà gran neo.

    E sposa e va più in là, oltre confine,
    rigonfio cuore di speranza e amore,
    animo sincero, gentile e fine
    lungi pensar di perdere l’onore.

    Ma l’uomo ch’à, di pietra tiene cuore
    ch’appen che luce vede primo fiore
    con la minaccia a lei la strada impone
    dopo strenua lotta ed aspra tenzone.

    Così la trovo là, in ginocchione
    smunta da duol, piangenti gl’occhi,
    racconta lesta sua maledizione,
    m’affida per sua bimba due balocchi.

    Domani non sarò, figliola cara,
    deposta giacerò nella mia bara
    ma veglierò su te dal Paradiso
    onde i miei pianti sian per te sorriso.

    Aspetta, Pupa mia, teco son pur’ io,
    aspetta qui, un poco, il mio ritorno
    che certo mi ha mandato il gran buon Dio,
    vedrai, doman sarà diverso giorno.

    Quando che fui coi militi di torno
    stesa la ritrovai immersa a sangue,
    nel biglietto è scritto: Il cuore langue,
    meglio l’onore, figlia, che l’inferno.

    Potrai guardare dritto negli altrui occhi
    ch’ onor per frutto lascio e  due balocchi.

  • 31 agosto 2012 alle ore 16:44
    Tasti bianchi tasti neri

    Prospettiva introspettiva
    virtuosismi della mente
    l'improbabile estrazione
    della nota suggestiva
    per un verso evanescente
    per sputare una canzone

    Videoclip retrospettivo
    detenzione dei miei sogni
    nell'ermetico cassetto
    in disordine emotivo
    in conflitto coi bisogni
    è la causa dell'effetto

    Tasti bianchi tasti neri
    cromatismi brizzolati
    dicotomici sentieri
    dai riverberi zebrati
    tasti bianchi tasti neri
    chiaroscuri intermittenti
    accordate i miei pensieri
    in giri armonici eloquenti

    Laboriosa gestazione
    muri mari pergamene
    il metronomo fraterno
    la feconda ispirazione
    ha spezzato le catene
    proiettandomi all'esterno

    Eufonia codificata
    vibrazione universale
    i vagiti dell'essenza
    come mistica neonata
    la poetica in licenza
    nel fluire naturale

    (È il testo di una canzone)

  • 31 agosto 2012 alle ore 12:48
    A ZEMAN (agosto 2012)

    Sul volto tuo dell'esperienza il segno
    In te stanno vicine Sparta e Atene
    E l'urlo per la rete si trattiene
    Su quel tuo volto immobile, di legno.

    Chi dice antipatia, chi contegno,
    Ma quel che conta è lavorare bene.
    C'è quel ch'è giusto, non quel che conviene
    C'è la parola detta, non lo sdegno.

    Ti è grato il Calcio, rigoroso e fiero
    Grato ti è il pubblico, sempre chiassoso
    Ed anche il calciatore dolorante.

    Perché tu pieghi la realtà al pensiero,
    O così speri, maestro prezioso,
    Che insegni sotto a una pioggia incessante.

  • 31 agosto 2012 alle ore 12:40
    Pioggia

    Cielo di piangente pioggia,
    vestito grigio grondante,
    tamburellante ticchettio
    su suoni soffusi,
    propagati profumi
    a lungo sepolti e sopiti,
    sete saziata,
    la terra torna
    a sorridere serena,
    il cielo cambia
    veste velocemente:
    arriva l’arcobaleno.

  • 31 agosto 2012 alle ore 11:08
    haiku n. 84 (il Moulin Rouge)

    il Moulin Rouge
    illumina la notte-
    ritmo del cancan

  • 30 agosto 2012 alle ore 16:40
    Siamo luci accese...

    Tutti i nostri giorni... 
    finiranno.
    E poi...
    ce ne andremo...
    ritorneremo là
    da dove siamo venuti.
    Questo...
    succederà...
    ma ora sei qui... 
    sei la mia aria...
    voglio respirarti
    con respiri profondi...
    riempirmi di te...
    sempre,
    di giorno in giorno...
    tutti i giorni
    che mi restano,
    per sentire che...
    esistiamo,
    che siamo noi...
    un solo corpo,
    una sola carne...
    che non c'è
    il buio dentro di noi,
    siamo vivi e...
    gridarlo alla vita

  • 30 agosto 2012 alle ore 13:25
    Settembre

     

    Le dalie in giardino

    nel calore

    del pomeriggio.

     

    Vaghi tintinnii

    e voci di donne

    sul piazzale.

     

    Lenta

    la giovane estate

    si stacca dai prati

    e nell’aria già

    il sapore del silenzio.

     

     

    Da “Nel migrar dei giorni” 2000

  • 29 agosto 2012 alle ore 22:20
    A mio figlio

    Ti lascerò dormire sul mio cuscino.
    Addormentarti come un angelo.
    E sorridendoti, amerò il tuo piccolo cuore.
    Accarezzerò dolcemente il tuo viso,
    avendo cura del tuo sonno.
    Ti osserverò, piccolo mio.
    Con eterno amore lo farò.
    E sarò sempre li, al tuo fianco.
    Seguirò i tuoi passi.
    E sarò li, pronto....
    Pronto a prenderti,
    prima che tu cada.
    T'insegnerò la vita.
    Le sue mille cose belle.
    Amerò i tuoi sbagli,
    rendendoli miei.
    Amerò i tuoi capricci,
    perché fan parte della mia vita.
    Asciugherò le tue lacrime,
    piangendo con te.
    Di tutto questo io vivrò;
    anche dopo la morte.

    Ma ciò che importa adesso,
    figlio mio,
    è vederti e amarti
    tutti i giorni della mia e della tua vita.

  • 29 agosto 2012 alle ore 19:02
    Voglio amarti Fratello "Onore al Cosmo"

    Cosa videro i nostri occhi nei giorni dell'ignoto,
    mentre si dormiva sui semi della guarigione,
    mentre tutto taceva alle verità e alla pace.

    Il potere sputa l'avidità negli occhi per distruggerci,
    per lasciare l'anima cieca e sola,
    per dividerci dal cosmo al quale all'unisono apparteniamo;

    per carità e per volere nostro,
    puliamoci lo sguardo in questi deserti,
    poichè l'intelligenza non ha mai smesso in noi di respirare.

    E in questa esplosione voglio amarti Fratello,
    poichè l'unica guarigione è di quesi semi il germoglio,
    è l'infinita essenza che risveglia ogni cosa attorno...

    è l'infinita essenza;
    che risveglia ogni cosa attorno... 

  • 29 agosto 2012 alle ore 10:51
    Tutte le donne

    Madre
    da ascoltare quei battiti
    di ataviche ansie
    irrisolte

    Figlia
    quando ascolti le mie
    in serate elettriche
    da annegarci i pensieri
    e le voci

    Amica
    da giocare a freccette
    di parole e risate
    gareggiando di intuito
    giocolieri di verbi
    e sarcasmi a metà

    Amante
    improvvisa di colpo
    se ti inventi qualcosa
    che ti passa nel sangue
    ubbidiente o regina
    in momenti alternati
    di una tacita intesa
    di pelle.

    Bambina
    coi capelli arruffati
    scalza
    o con tacchi da diva
    Struccata
    col rossetto soltanto
    che ti lasci la firma
    sugli anfratti nascosti
    che sai

    Complice
    se facciamo un progetto
    litigando di grida
    con un bacio nel mezzo
    arrabbiati di gioia
    convulsa

    Viva
    quando appari nel buio
    con in mano un bicchiere
    e un sorriso beffardo
    di sorpresa intrigante.

    ...E gioco
    brindo a questo stupore
    infiammandoti gli occhi
    con carezze intuite

    Brindo
    non credendoci ancora
    brindo a tutte le donne
    che fai nascere in me

  • 29 agosto 2012 alle ore 10:50
    Piccolo ritratto

    Ti conobbi d’estate

    ti ricordi

    subito amici

    note intonate

    insieme suonate

    liete voci

     

    pochi attimi

    poche parole

    uniche emozioni

    unici momenti

    felici giorni

    felici ore

     

    uguali suoni

    uguali sensazioni

    subito provammo

    ora proviamo

    ora abbiamo

    ora viviamo

     

    sguardi intensi

    felici sorrisi

    avemmo nei visi

    ora ricordiamo

    ora proviamo

    ora viviamo

     

    poche frasi

    pensieri sparsi

    toni sommessi

    flauti dimessi

    allegri passi

    animi eccelsi

     

    Tra noi

    tempo fuggì

    crudele ormai

    vedrò più mai

    occhi tuoi

    tenui sfumati

     

    sola tra i ricordi

    vaga memoria

    ormai svanirà

    non rimarrà

    nella mente mia

    ormai nulla.

     

  • 28 agosto 2012 alle ore 16:49
    Oltre il mare

    Fonte è 
    una parola
    che 
    sgorga dalla mente
    colando come
    gocce di limone
    e di frescura
    Da lì sorse l'amore
    della sirena
    che diceva
    "è anche tua la colpa"
    scrutando il marinaio
    dentro l'orizzonte
    lambito con i suoi
    forzieri di promesse

  • 28 agosto 2012 alle ore 14:12
    Dall'album dei ricordi

    Ho staccato dall’album dei ricordi
    una foto dove mi sorridi tempo andato
    di colpo il pianto mi prende mi commuovo
    una briciola di felicità nell’infelicità
    tempo presente la rigiro bianco grigiore
    cui rimando sorridendo quel sorriso
    sentendomi infelice nella falsa felicità

  • 28 agosto 2012 alle ore 10:15
    Il dono di Morfeo

    Morfeo ti sei ripreso
    il dono tanto ambito
    le antiche ansie
    m'hanno rubato il sonno
    figlio della notte
    il buio ti ha inghiottito.
    I sogni miei più arditi
    perle di un passato
    brillavano felici
    avvolti da una coltre
    di trame alle mie spalle.
    Qui gemo sul cuscino
    con gli  occhi sul soffitto
    le ombre hanno preso
    il posto delle stelle
    le lacrime gemelle
    mi fanno compagnia
    in questo  mausoleo
    all'asta della vita.

  • 28 agosto 2012 alle ore 10:04
    Libellula

    Sospesa sul mondo
    come lieve libellula,
    volteggiando, vedo
    l’alienante affannarsi,
    il nulla come meta;
    ma ammiro ammaliata
    le piccole preziose creature
    Magicamente create,
    i paesaggi pennellati
    da Luce che illumina,
    trasfigura e trasforma...
    …libellula, aliena e leggera…

  • 28 agosto 2012 alle ore 8:42
    Gratitudine

    Mi vesto
    col soffuso chiarore
    dell’alba,
    roseo inizio
    di una partitura
    tutta da interpretare,
    alba sempre nuova
    di un giorno vergine,
    attimi da cogliere
    con sempre grata gioia
    di esistere
    e di avere gli occhi,
    fisici e dell’anima,
    e il cuore aperti
    all’infinitamente
    meraviglioso.

  • 27 agosto 2012 alle ore 21:35
    Dettagli

    Dettagli.
    Il Dolore.
    Daniele.
    Distanza.
    Diamine.
    Dai!
    Dettagli.
    Due.
    Odio i Dada!
    Dante lo mio gran maestro.
    Decisione.
    Decaduto.
    Dettagli.
    Deficiente.
    Degradato.
    Dignità.
    Deriva.
    Desolazione.
    Destino.
    Dettagli.
    Un Disegno.
    Sembra geometrico.
    Una geometria sconosciuta.
    Bellezza e Armonia.
    Riposano sicure.
    Non più violentate.
    Senso che trasforma tutto.
    Dettagli.
    Deus lo vult.

  • 27 agosto 2012 alle ore 21:32
    Contando i giorni

    Sono uscito
    dal buio dell'infanzia
    in compagnia
    della mia povertà e
    della sofferenza che
    genera sogni
    di una spensierata giovinezza.
    Mi aiutavano,sessantottino,
    le canzoni che raccontavano
    la nostra realtà
    rendendomi felice
    tra gioie e dolori,
    sognando giorni migliori,
    in mezzo alla vertigine
    dei mille errori fatti
    che si nascondevano
     nel labile alibi della 
    parola "scelte".
    Oggi,
    circondato dalla fretta
    di un mondo che non mi aspetta,
    mi accorgo
    che ogni passo percorso
    ha lasciato traccia
    e, nonostante 
    tanti colpi bassi ricevuti,
    è bello essere ciò che sono,
    terra arata,coltivata
    e non dimenticata . 
    .
    cesaremoceo

  • 27 agosto 2012 alle ore 18:22
    Kenya

    oggi la marea abbassa le acque e gli occhi
    piega obliqui i dohw ormeggiati
    bivaccanti
    in pozzanghere salate
    inquadra in lontananza le lente onde
    come piccoli brillanti
    incastonati
    in un anello troppo grande

  • 27 agosto 2012 alle ore 12:53
    Attesa

    Aria di attesa,
    sento uno strano
    suadente silenzio,
    profumo di pioggia
    preme alla porta,
    vita che va e che
    viene velocemente,
    esplosiva elettricità
    empie l’etere:
    sta per scatenarsi
    dirompente,
    deflagrante
    diluvio dilavante…
    la terra attende, esitante
    d’esser dissetata dal cielo,
    antico amante.

  • 27 agosto 2012 alle ore 12:52
    Tempo d'estate

    Temporale:
    tempo d’estate
    dilavato e disciolto,
    autunnale assaggio,
    preludio di
    stagione nuova,
    catarsi e cambiamento,
    vita vergine da inventare,
    foglio bianco in attesa:
    germoglia gioia…

  • 26 agosto 2012 alle ore 22:31
    Eppure correvano felici

    Eppure correvano felici
    (A Marco Simoncelli)

    L’abbandono consumato tra le curve
    è sangue consacrato alla terra
    calda, matrigna terra.
    Hai vissuto con magnifica esultanza
    con i tuoi sogni a sfidare le stelle
    e all’imbocco di ogni tornante
    possibile appuntamento con la morte
    i tuoi occhi fuggivano lontani
    liberi
    come gazzelle nella savana.
    E mai gara fu più sofferta
    e mai fu più feroce
    il piacere che ti paralizza le membra.
    Tu e la tua moto spezzati in due
    come un centauro rimasto orfano
    che imbocca un tunnel verso l’ignoto.
    Resteranno di te il coraggio
    i timori e le speranze
    svanite in un giorno d’autunno
    e una vita a soffocare il respiro
    come corda tesa sull’abisso.
    Eppure correvano felici
    i tuoi occhi a sfidare le stelle.

  • 26 agosto 2012 alle ore 22:29
    Noi che sfidammo la notte

    Noi che sfidammo la notte

    Navigammo verso orizzonti inauditi
    noi che sfidammo la notte
    in attesa della  sua fine imminente
    certi che la nuova alba a picco sulla vita
    fosse il primo cenno
    di luce sul mondo.
    Ci svegliammo come in un giorno qualunque
    e vedemmo giovani entusiasti
    scambiati quasi per messi celesti
    scrivere daccapo la storia
    squarciando di meraviglia la cortina del cielo.
    E fu giorno, abbacinante giorno
    al di là di ogni immaginare
    e parve che dal nulla volasse
    una carezza, un sussurro a disperdere
    le foglie, nel segno
    di una presenza sconosciuta
    di coloro che per l’Impero
    era come se non fossero mai nati.
    Fine della storia, tramonto delle tenebre
    parole pronunciate al crepuscolo
    di un secolo spietato e un urlo
    immenso, che sale da dentro
    in un orgia di sofferta libertà.

    Come il mare quando vomita i suoi ospiti
    e riprende il suo viaggio eterno
    la storia ha issato le reti
    libera dal superfluo che la ingombra.
    E noi qui muti alla finestra
    con più rughe e molto disincanto
    ad assecondare il compiersi del giorno
    persuasi che ogni ‘89
    sconta sempre il proprio Termidoro.
    Dunque vivere fu questo
    assistere all’eclissi dell’aurora
    passare impotenti
    da un permanente teatro dei sospetti
    ad un labirinto tecno paranoico?
    Fu sapere che i muri più coriacei
    sono impressi sulle nostre ombre
    tra noi e quell’essenza remota
    che si chiama Europa?
    La sentenza attende il suo verdetto
    purché si faccia in fretta:
    l’imputato è ormai moribondo.