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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 dicembre 2013 alle ore 16:55
    Il giorno buono

    Sono il giorno buono
    la strada
    e l'orizzonte nuovo.
    Posso perdermi
    nelle lacrime di libertà
    versate
    o nella migrazione delle stagioni.
    Sono gemma
    e foglia d'autunno
    un alito di vento,
    l'ultimo dei giorni.
    Oggi è già domani
    e nei tuoi occhi
    il mio fiume
    non scorre invano.

  • 31 dicembre 2013 alle ore 16:44
    Con le tue mani

    Con le tue mani 

    vorrei toccare i cuori,

    accarezzare le anime, 

    cancellare la forza del male.

    Con le tue mani 

    vorrei toccare un viso, 

    ridargli il sorriso, 

    ridargli speranza.

    Con le tue mani 

    vorrei toccare il mondo, 

    guarire le sue sofferenze, 

    rimarginare tutte le sue ferite.

    Con le tue mani 

    vorrei fare tante cose, 

    oh mio Signore.

    È così…!

    Con le tue mani 

    e con la mia voglia d’esser umile, 

    qui, in questa vita che sembra spesso

    un campo di battaglia, 

    un campo di morte.

  • 31 dicembre 2013 alle ore 14:59
    Sei Cento Sessantaquattro

    Non bisognerebbe mai insegnare
    che esiste un amore perfetto
    perfetto; la vite che riconosce
    il pampino dalla filettatura  e scesa
    a valle per la spremitura,  con la testa
    che le gira, incastra bacino e gabbia,
    portentoso il meccanico contatto.
    Non bisognerebbe mai udire il
    " sei tutto per me, la tavola e
    pure il vino"strizzata mammella
    del Bacco travestito, indomita
    la doratura sulle corna ottobrine
    a chiudere la generosa lampo
    portatrice, oh aurea traghettatrice,
    dei doni custoditi negli uteri
    grondanti. Non bisognerebbe mai
    dire di aver visto agganci incredibilmente
    combacianti con affezioni da torsolo
    alla mela: è bello non sapere, ipotizzare,
    mai scardinare alla porta la porta
    che appunto porta all'osso perfettamente
    ad agio nella nicchia, Madonnina eburnea
    sorride dalla teca, il femorino impacciato
    impiallacciato nella coscia tumultuosa.
    Perchè se esiste tale bellezza, se esistono
    tali imbandimento e leccornia da dei,
    se esistono, dicevo,  e non ci toccano o solo
    ci sfiorano come avvenne per me
    un mercoledì che era mercoledì
     per tutto il Santo mondo,
    ma poi si infrangono, allora tutto
    vorrei che esserne nuovamente
    consapevole e fuggiasca.
    No, non bisognerebbe mai alzare
    la voce e chiamare questa creaturina
    tanto naturale -eccezionale il Signor
    amore per poi saperla crepata
    come la mattonella in un sismico
    turgore. Parimenti con quale cuore
    al malato che è terminale si potrebbe
    far mai annusare il medicamento
    miracoloso senza poi somministrarlo?
     

  • 31 dicembre 2013 alle ore 11:50
    Sono saturnino

    Scarseggiano
    le tue dolci parole
    piene di tono intenso
    che non odo già.
    È come assente
    la tua folta chioma
    penzolante sul tuo fine collo
    che non accarezzo  ormai.
    È lontanissimo
    il tuo sorriso splendido
    recante diletto
    che non vedo più.
    Sono saturnino davvero!
    Come albero spogliato
    del frutto invecchiato
    dal suo ramo caduto
    malinconia m’avvince
    amarezza mi stringe.

  • 30 dicembre 2013 alle ore 23:46
    Amor, Amor

    Amor , Amor,
    cosa facesti?
    Un aureo strale lanciasti
    per tedio
    o per svago
    non si sa
    e nel mio cuore avviasti
    una così intima ferita
    senza far rumore
    lentamente
    come goccia
    cava la dura roccia.
     
    Amor, Amor,
    esanime mi rendesti
    in quel dì soleggiato 
    e quando rinvenni
    abbagliato
    dai pungenti raggi solari
    m’accorsi a stento
    che tu non c’eri più
    però il mio cuore
    ardeva come pira
    effondendo intenso calore.

  • 30 dicembre 2013 alle ore 22:33
    Nel parco dei sogni

    Dolcemente posata eppur maestosa
    nel parco verde vellutato sorge
    dimora antica velata di mistero
    Bella, accogliente avvolge nel suo abbraccio.
    Luogo di sogno, in terra di magia,
    gelosamente, per curar l’incanto,
    da mura cinto.
    Alti gli alberi intorno,  e forti
    al ciel turchino innalzano le braccia,
    robusti rami che elevano il pensiero
    di chi ai lor piedi lo stupore prova.
    Ogni cedro a chi l’ode può parlare,
    così gli abeti,  cipressi,  platani e sequoie,
    le magnolie e gli odorosi tigli,
    forti e possenti san narrar di vita,
    della forza dell’uomo e dei prodigi
    che solo la natura può inscenare.
    Superbi  lauri  e  fiori dagli intensi aromi
    oppure dai profumi delicati,
    e dai colori adatti alle stagioni.
    Forme di quella vita
    che nel verde pulsa come grande cuore
    parlando di bellezza e di mistero.
    E  l’acque tèpide, amiche, accolgono la gente
    come lenzuoli  di seriche armonie,
    e tremule le luci riflesse dentro il lago
    ricche di suggestioni e di magie.
    Luogo d’incanto fra i più belli al mondo
    chi lo raggiunge quiete può trovare
    godendo di tali meraviglie,
    all’ombra delle generose chiome
    nel parco che somiglia al paradiso.
     

  • 30 dicembre 2013 alle ore 19:58
    L'Ultimo dell'Anno

    Unica certezza
    balza nella mente 
    arsa ed intontita
    da pensiero incessante;
    da stimolo invitante 
    nel capire
    incomprensibile 
    umano errore.
    Vago fra cellule 
    cerebrali che 
    aiutano memoria 
    dal tempo offuscata.
    Viaggio inerme e sconsolato 
    fra buio disarmante e 
    voglia di cioccolato.

    Sento una voce 
    gridare nel cuore...
    Incita in me gran pace e
    voglia d'amore.
    Forza inquieta sprigiona 
    consapevolezza che
    porta l'anima mia 
    verso immane tristezza.
    Segno indelebile sgrida la mente: 
    "Basta Giovanni 
    ama immensamente!"

    Fallo per chi ha bisogno di te, 
    fallo per me
    che non vivo più
    senza te!

  • 30 dicembre 2013 alle ore 15:04
    Sognatore

    Perde la cognizione del tempo
    concentrandosi su se stesso
    senza avere una meta
    un punto di fermezza
    Un anno in arrivo
    lo accoglie riservandogli
    poca importanza
    dando per scontato
    che meglio non potrà essere
    migliore del passato
    di suoni sconfortanti
    colmi di rabbie infreddolite
    nel futuro incerto che suonerà
    una musica tramontata
    e mai più note ci saranno
    a rassicurar

  • 30 dicembre 2013 alle ore 9:55
    Stagioni

    Non perdiamoci
    di vista
    mi hai detto
    -e il tuo sguardo
    già
    mancava-.

    Dimmi come sarà
    il primo giorno senza me
    in inverno, quando il
    ghiaccio brucia
    gli occhi, e lenti
    avanzano i passi.
    Dimmi se ci sarai
    in primavera,
    quando nell’aria prendi
    rincorsa e ignori
    il coraggio degli occhi.
    Dimmi se ti amerò ancora
    d’estate
    nel frinire insonne
    delle cicale
    con l’ansia
    di finire un ciclo.

    E se in autunno cadrai
    insieme alle foglie
    scordarti voglio
    togliendomi dal cuore
    i falsi anelli
    posti a catena.

    Non c’è dunque nessuno
    -nessuno-
    che voglia semplicemente
    ascoltare?

    Lasciarmi andare
    per non lasciarti andare.

    E alla fine accogliere
    solo chi
    non ha fretta
    di chiudermi
    in parole che conosce.

  • 30 dicembre 2013 alle ore 0:46
    Negli anfratti di un mare distorto

    Parlami,
    parlami sempre
    che nella tua voce io mi sento,
    sul tuo sorriso io mi vedo.
    Largo e risacca son dimensioni
    d'un tormento solo
    andata e ritorno
    della mia inquietudine.
    Cercami,
    cercami e parlami
    nelle notti insonni
    in cui abbraccio la tua assenza 
    stringendo cuscini, distanze e dubbi
    mentre t'amo e temo.
    Temo altri occhi
    e tremo.

  • 29 dicembre 2013 alle ore 21:46
    Luci tremolanti

    Gemiti infantili
    invadono la mente

    a rintuzzare gli ardori

    dei giorni del martirio
    del nostro amore

    quando velenosi giudizi

    miravano a inquinare
    la brezza profumata

    che accarezza ancora oggi
    il tuo viso

    immerso nella pace silenziosa
    che ti porta lontano dai guai
    e dai dolori di questo mondo

    che aspetta solo e sempre

    la cecità per apprezzare
    la bellezza della luce

    oppure di essere travolti
    dalle sciagure

    per godere delle gioie della vita

    Arso dal desiderio
    di bere nei calici della vendetta

    cerco di scuotermi
    da quei turbinosi tormenti

    arrendermi alla mia coscienza
    colma d'incertezze

    e riscaldarmi al sole caldo del perdono
    .
    cesaremoceo

  • 29 dicembre 2013 alle ore 20:36
    Passaggio lento

    Cigola di gemiti
    la porta del tuo scrigno
    aprendosi al passaggio
    dei miei baci.

    E non c'è verso
    di zittire il cigolio sensuale
    ché i miei baci bagnati
    sui tuoi cardini
    la tua porta fan vibrare.

    Neppur lo cerco in verità.

  • 29 dicembre 2013 alle ore 11:02
    Di quest'oblio

    Di quest'oblio
    son le coltri nebbiose
    che avvolgono 
    distanti vicinanze
    come dismesse vesti
    su manichini senza ombra.
    Facciate fatiscenti 
    son le strofe che cantai
    perdutamente infrante
    sul crinale della sera
    come calici di cristallo
    esplosi contro il buio,
    rumori sordi e muti,
    affossati ed infossati
    negli intonaci del mai.
    Di quest'oblio
    restan parole scritte
    salvate all'imbuto 
    del vuoto cerebrale
    che le inghiotte
    mentre fuori e dentro
    si fa notte.

  • 29 dicembre 2013 alle ore 9:24
    Soffri perchè vuoi soffrire

    Soffri, perchè vuoi
    soffrire
    se guardassi
    da un altra prospettiva
    eviteresti tante sofferenze
    e voleresti nei pensieri
    combattuti, inclinando
    il capo, che viaggerebbe
    ad una velocità sostenuta
    evitando di guardare il nero
    ma solo il bianco, di una cometa
    che esplora piano, l'universo
    alle prese con i suoi turbamenti
    duri da digerire, in quella valanga
    di consumi sostenuti sempre
    da molteplici annunci pubblicitari
     

  • 28 dicembre 2013 alle ore 22:01
    Stasera

    Stasera fra stracci di nuvole
    fiorite viole sulla celeste volta
    è tornata a affacciarsi la luna
    splendida nel profilo sottile
    di bella fanciulla che cresce.

    La catturava il riflesso
    dell'acque a specchio del lago
    ed io a guardarla sognavo.

  • 28 dicembre 2013 alle ore 21:16
    Tu,amor mio

    Nella morbida sera

    con i teneri raggi del sole al tramonto
    e gli occhi dell'emozione a risplendere

    struggenti luci riflesse nell'anima

    ringrazio il Destino
    d'avermi trovato avvolto
    nella mia solitudine

    con il cuore vuoto e pronto all'amore

    quando l'hai trafitto a sirene spiegate

    Tu

    figlia della divina provvidenza

    mi hai aiutato
    a spiccare il volo verso la vita

    Adesso domini tutti i miei pensieri

    riempiendo con la tua Essenza
    le mie giornate

    rendendo felice quel volo

    e

    per quanto possa
    intrepidamente spiegare le ali

    assaporare il perenne piacere
    di ritrovarmi ancora
    dentro il cerchio magico del tuo amore
    .
    cesaremoceo

  • Dolce
    tremulo aprirsi
    candido pulsare di vento
    le tue ciglia
    sussurri di segreti infiniti
    la tua bocca.
     
    L’aria leggera
    sorregge
    i misteri del tuo tempo
    lungo il filo trasparente
    del tuo destino.
     
    Lieve si posa
    il mio bacio
    sul tuo dolce sonno.
     
    Da “Fiori di campo” 1993
     

  • 28 dicembre 2013 alle ore 9:27
    Nata Dal Mare

    In un alba di sole
    Da un bacio di luce
    Dal mare nasci tu
    E mentre ti guardo
    Al calare del sole
    Ti vesto di luna.
    Con i miei occhi ti fisso
    Con lo sguardo ti spoglio
    Per rivestirti di pioggia.
    Dai tuoi capelli al vento
    Nasce una musica soave
    Ed io ti canto la mia serenata.
    Figlia del mare sotto  le stelle
    Più ti guardo e più ti voglio
    Ti amo, ti amo, ti amo
    Sino all'eternità

  • 28 dicembre 2013 alle ore 9:09
    non pronuncerò invano quella parola

    non pronuncerò invano quella parola,

    come acqua di ogni minuscolo rivolo
    che scorre silenziosa verso un mare 
    immenso e libero

    come un lieve alito di vento 
    che muove la vela dell’anima
    dopo una notte di bonaccia

    come la flebile luce di un faro 
    che indica il giusto cammino
    mentre tutto intorno la tormenta infuria

    di questo e di mille altri minimi dettagli parliamo 
    quando parliamo d’amore

    amore
    costituito da minimi dettagli, minuscoli ingranaggi che compongono e muovono 
    questo unico ed essenziale motore dell’universo

    no,non pronuncerò invano quella parola
    oggi parlerò in punta di piedi
    per non muovere la polvere di stelle che ci ricopre e ci dà forza

    parlerò in punta di piedi
    e aspetterò le giuste risposte nel vento

    e il vento che mi avvolgerà lieve in questa notte d'inverno mi ricorderà ancora che
    l’amore è come un immenso mare
    composto da miliardi di piccole gocce d’acqua
     se manca una sola goccia, 
    l’amore non è
    l'amore
    non
    è

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/12/non-pronuncero-invano-quella-parola.html

  • 27 dicembre 2013 alle ore 14:55
    Memento

    Il vortice di polvere.
    Mille echi.
    Si cancellano dal cuore, dalla mente.
    Agli occhi svaniscono.

    Immagini perdute e poi riprese.
    Come vestiti sotto gli armadi.
    "Che tanto non vanno più bene"
    Coperti di polvere.

    Inganni del tempo.
    Abbandonati sulla battigia,
    lasciati marcire al sole.

    Il cercatore ritorna.
    Ci sono quei giorni in cui
    "Quasi quasi si potrebbe..".

     

  • 27 dicembre 2013 alle ore 14:20
    La mia pace

    Avanzi tranquilla 

    tra le aggressive esistenze

    in un misto di curiosità
    e d'attrazione

    lanciandoti felice
    alla conquista del mondo

    a diffonderti
    tra i flutti dell'abbondanza
    e le povertà mortali

    abbracciandole del tuo silenzio

    Avvezza a dominare

    col tuo fascino

    il Tutto e il Nulla

    a intuire i gesti
    della degenerazione degli uomini  

    sforzandoti di raccogliere
    frammenti di dignità

    in mezzo agli scempi
    da loro stessi provocati

    e portare lampi di luce celeste
    in quelle vite avvolte dal buio
    .
    cesaremoceo

  • 27 dicembre 2013 alle ore 12:54
    Le mie poesie

    Le mie non son poesie.
    Sono pensieri che partono dal cuore
    e finiscono su di un foglio di carta.
    La poesia è anche questo; è soprattutto questo.
    I poeti non scrivono poesie,...no!
    Ma piccoli o grandi pensieri.
    Pensieri che rendono vive le parole.

    No…, le mie non sono poesie.
    Sono semplici frasi.
    Frasi che rendono la mia vita
    un po’ meno sofferente del solito.

     

  • 27 dicembre 2013 alle ore 12:00
    Nei tuoi quattro pensieri

    Rimani pure nelle tue quattro mura.
    Ho visto riti e persone,
    assaggiato storie 
    e liberato idee.
    Ho chiamato vita una sensazione..
    Tu resta in piedi dietro di me.
    Puoi andar via,
    se vorrai,
    nel tempo che rimane.
    Nelle tue quattro mura
    nei tuoi quattro pensieri.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 11:49

    Come se nulla fosse accaduto,
    anche se è accaduto.
    Ed io, solo per un istante 
    certa di quel che ho veduto,
    cerco di persuadervi dal pensare 
    quanto vuoto era quel cuore.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 2:25
    Nido di rondine

    (Sarà di luce
    e dolci chiaroscuri
    il tempo che fermeremo
    tra le mani).

    Avrà il profumo levigato
    dei tuoi fianchi nudi
    chiusi tra le mie braccia
    e dei tuoi seni sul mio petto
    il tempo che indugerà
    nei nostri occhi.

    Con le mani 
    chiuse nelle mani
    sarà musica ogni gemito
    e poesia ogni parola
    che ci sussurreremo
    contratta sulle bocche.

    (E nutriremo d'oltre
    questo oltre
    imboccando d'amplessi
    questo folle desiderio).