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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 giugno 2013 alle ore 22:04
    Sei entrata in paradiso

    Angeli celesti,
    trepidanti d'amore...,
    fanno festa!
    Angeli candidi s'avvicinano alla
    grande porta del Paradiso e
    attendono con ansia il suo arrivo.
    Lei,
    dolce più che mai,
    s'affretta ad entrare.
    E' arrivato il grande giorno...
    sei giunta in un mondo fantastico,
    universo incantato
    dove bimbi di luce corron
    dietro ad una variopinta farfallina
    immersi in cotanto spirito d'amore.
    Alberi giganti,
    di straordinaria beltà,
    cingono stradina dorata;
    luce intensa
    che non offende la vista,
    avvolge i tuoi sensi
    conducendo la tua anima verso Dio.
    Sei in Paradiso,
    ALINA mia dolce,
    sei con Dio...
    protetta dal suo bene eterno.
    Nulla mai potrà turbare
    tua armonia celestiale.
    Sei entrata nell'eternità,
    tempo tiranno s'è fermato.
    Nessuna fretta o premura
    distoglierà il tuo pensiero,
    il tuo essere unica.
    Avrai riguardo per tutti,
    mio tenero fiore.
    Avrai cura di chi t'amò su
    questa terra ricolma
    di pianto e dolore.

  • 30 giugno 2013 alle ore 16:50
    Non più per me spighe dorate

    Laggiù spighe dorate a un vento
    gentil ondeggiano e piegansi ridenti,
    più su in alto un cielo azzurro terso,
    da qui d'uccelli battiti d’ali festanti
    a quella bionda pastura dolce vanno,
    lieto frullio senti nell’aria ed allegria.
    Oggi alla mente torna quel mattin
    lontano, altro era quel dì quel campo
    altre eran pur quelle dorate spighe,
    d’amor così volavan i pensier miei
    e tu che poi  festante lieta sorridevi,
    oggi ormai  a me non più spighe dorate
    non più di Cupido ali spiegate in volo
    non bionda dolce pastura ai desideri
    che già sazio di dolore è il cuor mio
    per quel nel tempo andato abbandono tuo.

  • 30 giugno 2013 alle ore 10:44
    La mancanza

    Si sente la mancanza della sabbia,
    quella morbida terra che delicatamente
    ricopre i miei piedi in ogni minimo passo.
    Si sente la mancanza del sole,
    quella stella che ogni giorno ci guida,
    che con i suoi raggi caldi
    riveste  la mia anima e mi sento viva.
    Si sente la mancanza del mare,
    quella tela blu che sembra fatta di raso,
    col suo movimento soave
    immerge i miei capelli
    fino a farli diventare lucenti alla luce del sole.

  • 29 giugno 2013 alle ore 23:43
    Notti innamorate

    Notti innamorate
    magicamente
    scrivono
    scrutano stelle
    leggono
    il cuore
    nel profondo
    del respiro
    di un'insolita mente

  • 29 giugno 2013 alle ore 19:50
    In uno spazio chiaro

    Chiedi,
    appartengo al buio
    e al suo tocco
    lieve d'ossidiana fredda,
    mi competono lo scintillio degli atomi
    e il foglio nero,
    l'approssimarsi
    della folla dell'insonnia
    e il muro crepato che
    non smette di essere vuoto.
    Al chiarore, per restare
    ho bisogno di un giuramento
    ogni volta terrifico e reale,
    il giorno mi sopporta
    quanto io sopporto la sua promessa della fine,
    ma sono bianca come
    una maschera sospesa,
    sistemata in uno spazio chiaro,
    forse in un cassetto.
    Così, per dire
    come si dice del tempo,
    quello che il cielo manda
    quello che è troppo o troppo poco,
    quello che scava e le parole non sanno.

  • 29 giugno 2013 alle ore 16:54
    Il cielo ha chiarori inattesi

    Il cielo ha chiarori inattesi
    In questo  giorno di replica piovosa
    Nel vicolo s’è fatto muto
    Il sibilante volo dei piccioni e
    Passi soffocati fanno rima
    Agli usci apre-chiudenti

    Voci come pagliuzze e l’aria è ferma
    Dai miei polmoni l’ansia si sprigiona
    Il vasto mondo invento
    Su dalla tazza riflettono i vapori
    Visioni alpine  vastità di steppe
    Profondità marine

    È questa un’ora incerta
    Dove come la foglia subisco il vento
    Soffio demonico che mi può rapire
    Allontanando ad occhi  ancora spenti
    La luminosità di un giorno finto

    Una finestra ammicca segnale alterno
    Tetti e crateri  opere d’umani
    Oppure narrazioni  d’appennini
    Canzoni che si toccano con mani.

  • 29 giugno 2013 alle ore 16:52
    lucore del primo albeggiare

    Lucore del primo albeggiare
    Nella nebbia inatteso compare un passante
    Una semplice sagoma scura
    che nel fondo del viale cattura
    Un po’ d’ombra un po’ luce
    con un passo esitante
    Il silenzio è grondante e uno schiocco si infrange contro muri incolori
    Non si colgono luci o bagliori
    Nel riflesso di un vetro il sole natante si libra si accende
    L’uomo passa
    e già è un ricordo incipiente.  Ritorna alla mente
    fra due spigoli acuti
    Il silenzio imponente
    Poi scompare
    Coi pensieri gelati
    Ancora da soli
    Un po’ nasci un po’ muori

  • 29 giugno 2013 alle ore 16:49
    all'alba di un giorno

    All’alba di un giorno intero
    Mi pongo
    Come dormiente in preda al sogno del mondo

    Ombre che sfuggono –si addensano
    Oltre quello stato dell’essere in cui  divengo
    Pane e terra  opera delle mie mani
    Uomo di fango  e  di soffio

    All’aurora di un giorno unico
    Assurge
    L’aroma del sangue e del pensiero

    In profonda smemoratezza
    Batte di pura forza  il mio ardente cuore
    Nell’incedere della vastità ininterrotta
    Sale dal fondo del tempo il richiamo
    Dell’eterna presenza

    Leste meteore  trascorrono
    La fulgida  notte si muta  nella radianza
    Del sé che si esprime
    Un canto eterno mi pervade
    In luccicanza  d’ogni volto del mondo

    Al mezzo di un giorno intero
    Il rintocco di un nome
    Al pulsare incessante s’incide di legge perenne
    Eco dell’assoluto 
    In un punto focale s’esclama
    In verità di vita  pura esistenza

    Quale perfetto uno dell’unità molteplice
    In un ‘estasi splende la ferma immagine
    Un io si incendia e vive di propria sorte

    Al meriggio di un giorno irripetibile
    Un grumo lievita
    Nucleo del seme mio che si conferma

    Risa e pianto scandiscono l’impronunziato silenzio
    A cui  appartenne ogni flusso primevo
    Un deliquio s’evolve in levità di  luce
    Le chiarità che sprigiona
    La fonda oscurità d’ogni contrasto

    Al tramonto del mio eterno giorno
    Inclino alle antiche radici
    Ed in quel sangue affondo riso e pianto
    Pane e  terra  mutando in solo canto

    Libere stelle affermano ogni fissa memoria
    A prua vedendo navigo
    Quanto avviene da  sempre
    Verso la notte madre a ritrovarmi  intatto.

  • 29 giugno 2013 alle ore 16:30
    La grande pioggia

    Scendono da giorni
    lacrime di inconsolabile cielo,
    percuotono il suolo.
    Incessanti.
    Cupe nubi sovrastano
    e opprimono l’anima
    già colma di tristi presagi.
    Lente le gocce che sembrano amiche
    a un tratto si fanno impetuose,
    esondano i fiumi,
    s’inondano i campi, le strade, i cortili…
    La gente ormai stanca
    ricerca speranza
    in arcobaleni furtivi.
    Tornerà un raggio di sole
    la nube più chiara a bucare
    portando
    messaggi di luce e calore
    promessa di un presto ritorno?

  • 29 giugno 2013 alle ore 13:43
    Ci sono cose (Impressioni)

    Ci sono cose, che a volte
    vorresti scacciare
    ma poi non riesci
    facendoti stravolgere
    dalle sperdute maniere
    folli, degli scarti
    delle pattumiere, di desideri
    falliti o riciclati, come bottiglie
    imbottigliate, che serrano
    il collo e non li fanno sperare
    dovendosi rassegnare ad un destino
    che ad una vita, non assomiglia più

  • 29 giugno 2013 alle ore 9:26
    Risveglio

    Il risveglio
    sul ciglio bianco,
    la sua fioritura carnale
    e il suo marchio,
    il segreto
    che attendo
    svelarsi dal fondo marino
    dischiuso.
    Conosci
    gli intrecci dell'alga,
    conosci
    la curva del volo
    e la bellezza trasparente
    di essere niente,
    soltanto
    quel fiore di schiuma.

    da: La mia dolce cenere/ Moj slatki pepeo, prosveta ed.

  • 28 giugno 2013 alle ore 16:45
    Primo periodo

    E’ passato un mese
    da quando ci
    siamo ritrovati
    dopo tanti anni
    Pur vivendo in due
    continenti diversi
    tramite epistole
    alimentiamo i nostri rapporti
    O come vorrei essere
    più vicino a te
    la distanza cancellare
    lontananza meno soffrire
    O come vorrei vivere
    ogni minuto con te
    ogni istante con te
    ogni attimo con te
    Solo tra un anno
    ci vedremo
    separati vivremo
    insieme attenderemo.

  • 28 giugno 2013 alle ore 14:57
    "Per sempre nel mio cuore"

    Lasciasti questo mondo
    a te caro,
    in gioia e voglia
    di offrire contributo vitale
    a quanti vedevano in te
    gran soddisfazione,
    gran forza e dignità.
    Hai raggiunto
    l'orizzonte decantato
    ampiamente
    da poeti e scrittori,
    penetrando luce intensa,
    assaporando il gusto d'eternità
    incantevole.
    Ora,
    dolce Alina,
    sei in amorevole verità!
    Verità che tutto
    percepisce e
    tutto fa comprendere.
    Sei in Dio,
    sei nell'universo,
    sei nel mondo...
    Pronta a difender
    nostri corpi umani
    da assurde debolezze,
    noiose incertezze,
    apportando pace
    a cuori distratti e
    offuscati da umana
    imperfezione.
    Un abbraccio,
    dolce ALINA.

  • 28 giugno 2013 alle ore 10:33
    L'Arte

    Se una tristezza, all’alma resta impressa
    per uscir fora da codesto loco…
    con un sorriso, credi, non è poco…
    raccogli la speranza, ti è concessa.

    Allontana quell’aria sottomessa
    prendi la vita sempre come un gioco
    ai dolori e tormenti dagli fuoco
    la gelosia? E’ malattia sconnessa…

    Teatrante di un teatro da inventare
    improntato tra sarcasmo ed ironia.
    La morte? Gioca un ruolo elementare…
    Primo attore, che mescola le carte.
    Vecchiaia e gioventù in sintonia…
    Gran confusione, ma chi vince è l’Arte!

    Sonetto dedicato a Pirandello e alle sue opere.

  • 28 giugno 2013 alle ore 10:32
    Notte

    Mentre tutto dorme già, 
    la luna sale in alto al cielo
    e innaugura la nuova notte.
    Il cielo spoglio, senza luce
    aspetta la prima stella,
    il primo sogno di un bambino.

  • 28 giugno 2013 alle ore 10:05
    Dimmi a memoria il canto

    E quindi dimmi
    se mai sei stato
    attraversato dall'acqua,
    bevuto
    invece di bere,
    corallo
    nell'ora meridiana,
    abitato dal nome delle rocce
    o scavato dal silenzio.
    Dimmi
    di cosa parli
    quando non sei
    stato mai ucciso
    dal rosso del papavero,
    dimmi a memoria il canto
    dell'onda e dimmi
    la trasparenza delle vocali
    nel nulla che succhia il fuoco vivo
    e urla,
    dimmi la mezzaluna ponte sul poema,
    se hai ancora la lingua
    che non sia bruciata
    nell'anestetico
    e sempre che sia vivo il gatto.

  • 28 giugno 2013 alle ore 1:34
    Insieme

    “Insieme” è forza
    “insieme” è bello
    “insieme” è magia
    che fa crescere l’impegno
    e moltiplica l’ingegno

    “Insieme”
    il solo modo
    per essere perfetto
    perché ciò che a te manca
    ce l’ha l’altro di certo.

    “Insieme”
    è il tutore che ti sostiene
    quando non stai in piedi
    è come la canna
    per il pomodoro!

    “Insieme”
    è compagnia
    che ti avvolge
    e scioglie ogni malinconia

    “Insieme”
    è la sorella
    che ti rimane vicino
    e non ti lascia
    finché non sei guarito...

    “Insieme”
    è il motore
    che fa girare il mondo.

  • 28 giugno 2013 alle ore 0:07
    Volo d'ebano

    Non c'è vertigine
    nell'attimo sonoro
    che dondola nel vuoto
    le sue gambe
    seduto comodamente
    sopra un bischero
    a immaginare note.
    La mano mia si allunga
    facendo trapassar
    tra un dito e l'altro
    le quattro code
    del nichelico sorcio
    tenendo un occhio aperto
    ed uno chiuso
    come a voler far suo
    il melodico momento
    imbevuto d'estro armonico.
    Glissano gli amori
    e poi camminano
    gettandosi in picchiata
    giù sul fondo
    e morbidamente
    risalgono la cima
    come in un bunjee jumping
    legati ad un elastico
    di dolci frasi pizzicate.
    E la parete nera
    libera colori.

  • 27 giugno 2013 alle ore 21:13
    Fuori dal tempo

    Per la notte che mi è sorella,
    io chiedo di far ritorno nel silenzio
    e di sostare,
    fuori dai giorni opachi
    tra le sue mani calde
    e le sue labbra schiuse.
    Solo si estingue la mia sete
    tra le sue immense braccia
    e il suo andare lento;
    mia la sua bocca,
    mio il suo vento
    che trasmigra le ore fuori dal tempo.
    Io chiedo siano cancellate le parole
    insinuate come un nodo nel mio petto,
    per ritornare alla battaglia audace
    nel suo giardino di zagare incompiute.
    Chiedo di dimorare senza tempo
    tra le vele agitate della notte
    dove le mani sue hanno ròtte
    eternamente in volo,
    lentamente.

    da:L'Oasi e la Neve, poesie d'amore e d'eros. Il Calamaio ed.

  • 27 giugno 2013 alle ore 18:31
    I tuoi occhi

    I tuoi occhi
    come aguzze saette
    infilzano il mio cuore
    e lo sconquassano.
    D'essi m'hai fatto dono
    che custodirò nell'animo mio.
    Sempre!
    Oh, che occhi meravigliosi,
    sublimi, stupendi,
    straordinariamente impareggiabili
    m'hai donato!
    Ora li tengo accanto a me
    preziosi e unici
    e godo del loro respiro.
    Mi guardano intensamente
    e quello sguardo fisso,
    come un alito,
    come un sospiro,
    come un sogno,
    è tutto ciò che rimane del ricordo di te!

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:11
    ad una donna

    Ad una donna che tanto amato ebbi che
    tanto di mia forza la vita ostacolai
    per la passione futile
    il senso di un possesso che
    senza sano amore nutrire mai potei

    Ad una donna splendida anche nel suo crollare
    la furia travolgente d'intima confusione che
    per le mie demenze in lei potei innescare

    Ora nel mio silenzio in questa lontananza
    a quella donna elevo un canto
    di grata rimenbranza

    Ad una donna limpida
    di fuoco e di dolore che nel mio cuore abita
    avvolta in un ardore per sempre
    forma e compito impronta evocatrice
    a quella donna dedico una
    eterna cicatrice

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:09
    puro colore

    Cerchi di puro colore cadenzano la sagoma del sasso
    Unica prerogativa di una beltà frugale
    Io ti bagnai del mio pianto in effige e chissà se in quel momento trasalisti
    Tutto è interconesso,respirare può essere il riflesso di un sole che brucia
    Non ti catturo vigore ma ti posseggo
    Ogni sette anni dell’umano tempo muto corpo e struttura,
    con ciò si esprime la mia eternità
    Scrive la mia mano parole senza rumore
    Del vasto mondo vorrebbe parlare,dire,svelare
    Io è un riflesso di luce,nella vita siamo attimi
    L’inchiostro dura un po’ ed oltre il foglio il pensiero modella la realtà
    L’Io si accalora
    Niente è già qualcosa,
    fuori dell’anima,si nasce,
    si muore senza posa.

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:06
    l'angelus

    Suona la campana
    l'ora del raccoglimento
    ne cani  ne  gatti
    sul luminoso lastrico
    e le piccole donne accorrono
    serrandosi la vita stretta al seno
    le grige tempie immobili
    segnate sul bluastro delle vene
    dal rapido passar d'idee fisse
    vuoti pensieri carichi di pianto
    o come fumi il rifrangersi
    di  memorie adolescenti
    le mani senza esprimere
    si puntano alla gola
    lacrime per il freddo
    rivolano sulle rughe
    bruciano
    vanno via col vento

    Poche sparute immagini
    compaiono dai vicoli
    si fanno un segno muto
    poi spariscono dentro
    oltre le cigolanti porte
    della chiesa.

    Dopo resta il silenzio
    qualche strillo lontano
    lo scalppiccio nervoso
    d'una ritardataria

    nel cielo indifferente
    le nuvole galoppano
    rondini
    vanno a caccia
    stridono pipistrelli
    oltre le mura in volo
    giù dal mare giunge
    quasi un sussurro  l'eco
    di macchine il rumore.

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:03
    noi

    Noi
    noi siamo così fragili
    così preziosamente fragili
    che la stupidità del mondo
    un sogno segreto del  cuore
    può trasformare in
    un inferno della vita
    perchè non ci unirà 
    un comune delirio

    Noi
    noi siamo così forti
    così profondamente forti
    che la cattiveria del mondo
    una canzone racchiusa nell'anima
    Può far sgorgare in una vittoria
    della vita
    perchè non ci disperderà
    una comune paura

    Noi
    noi siamo così oscuri
    così confusamente oscuri
    che la certezza del mondo
    un anelito alla luce
    può trasformare in
    un grido d'orrore della vita
    perchè mai ci sosterrà
    la comune ignoranza.

    Noi
    noi siamo così semplici
    così limpidamente semplici
    che l'assurdità del mondo
    un sentimento profondo
    può trasformare in
    una scoperta della vita
    perchè mai più ci ingannerà
    una comune teoria.

    Ma noi
    noi che nasciamo e moriamo
    noi che siamo e diventiamo
    noi che vegliamo e dormiamo

    solo con l'amore  alla
    comune essenza ci destiamo

    E così noi
    noi che sembriamo niente
    solo un punto nell'ambiente
    dentro il mondo della mente
    ci scopriamo
    e riveliamo
    questa musica che siamo
    e  mostrando  noi esprimiamo
    il divino che  portiamo.

  • 27 giugno 2013 alle ore 17:00
    canto

    Canto le vaste fondità dell'etere
    l'atomico pulviscolo aggregante
    canto le terre nate dai marosi
    dell'infinito oceano silente
    l'ore primeve e il moto ininterrotto

    l'anelito del mondo inappagato
    nell'inseguire il ritmo del tempo
    materia partoriente i semi astrali
    canto le stelle esplose per amore
    la notte senza fine che ci accoglie

    canto il dolore delle umane doglie
    canto la forza che urge in ogni stelo
    la stessa che promuove la tensione
    spingendo inerti atomi all'incontro
    la musica inesausta
    la visione

    canto quel che compare
    dell'immutato nulla in sospensione
    canto la sorte la natura interna
    canto la vita
    e canto anche la morte.