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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 gennaio alle ore 20:43
    Strazi della mente

    Ossessioni intransigenti
    traslocano in spazi temporali

    astratte

    a condannarmi

    a parlarmi senza ascoltarmi

    E mi raccolgo nella mia compassione

    in quella stanza dell'anima
    rifugium della mia sensibilità

    dei miei pensieri

    della mia vita

    a cercare e scrivere il mio destino
    .
    Cesare Moceo

  • 31 gennaio alle ore 20:00

    Un giorno sarai l'esempio che potrai porre di fronte a chi ti ha ferito e mostrare loro quanto bella diventa una persona che rinasce. Potrai sorridere delle loro menti ancora limitate, ferme e prese a rincorrere superflui momenti di gloria. Potrai gioire della concretezza che ti cammina a fianco, che ti gira attorno, ma soprattutto di quella che ti esplode dentro e osserverai quanto poco avevano dentro quelle persone in confronto a te. Un giorno sarai quella persona che mostrerà a tutti coloro che ti hanno ferita quanto bello sia morire e rinasce per poi perdersi completamente nelle braccia giuste. Un giorno capirai che pensando di aver perso il tuo "Mondo" eri inconsapevole invece che la parte più bella del "Mondo" ancora non l'avevi conosciuta.

  • 31 gennaio alle ore 17:21

    In molti hanno sfidato la mia intelligenza. In molti hanno provato a trascinarmi in basso nelle "Pozzanghere" piene della loro stupidità. In molti hanno attaccato la mia durezza e la mia forza. In troppi hanno sperato di vedermi cedere, crollare e svanire nel nulla. Pochi quelli che ci sono riusciti, ma nessuno di loro mi ha mai vista restare a giacere sconfitta! Questo ha fatto di me "Una vincente"! 

  • 31 gennaio alle ore 15:43
    La prima pietra

    La porta chiusa
    e una piccola pace dentro che muore da sola

    un vestito della festa pulito
    perché sopra si indossa un vecchio cappotto da buttare

    una carezza di circostanza
    come confine invalicabile per mantenere la distanza...

    distanza
    certo, è un'evoluzione di pensiero inconcepibile sotto questo cielo
    eppure
    l'unica salvezza possibile alberga nel salvare dall'abbandono e portare in casa chi là fuori al freddo è più fragile e solo

    perché non l'ultima che ormai non ha più memoria,
    ma è prima pietra che porta tutto il peso del muro

  • 31 gennaio alle ore 13:02

    In fondo cosa è un "Momento perfetto"... Non è altro che uno sguardo che punta solo ciò che ha di fronte. Due corpi che non si sentono a suo agio per ciò che hanno attorno, ma solo per le vibrazioni che arrivano da chi hanno di fronte. In fondo un vero "Momento perfetto" sono solo due anime che restano "Giuste" anche all'interno di un qualsiasi posto "Sbagliato"!

  • 30 gennaio alle ore 23:23
    Il cubo di Metatron

    Tredici mani di luce
    inventano colori e suoni,
    acquarelli d'anima 
    rotanti 
    nel pentagramma conico.
    Squarciano il buio 
    arpeggiando 
    l'incedere del tempo,
    coprendo la brace dell'odio
    con cenere d'angelo.
    Dal nulla all'equilibrio.

  • 30 gennaio alle ore 21:31
    All'improvviso...la coscienza

    Voglio stare ancor da solo

    con i miei giorni
    a cominciarli da me

    in compagnia delle lacrime
    velate delle mie poesie

    Albe serene
    in soffi di tenua luce

    danzano negli occhi
    appena dischiusi

    sugli inconsci pensieri
    delle dolci carezze
    al mio mare dorato

    Rivedere i miei sogni

    dispersi in sonni
    pateticamente illusi

    a descrivere i ricordi

    nel respiro ansimante
    che raggela il volere
    e nutre l'inquietudine

    E veglio

    col mio libro di rime
    aperto tra le mani

    a percuotere i tamburi della poesia

    mentre mi stringo cosciente

    ristretto nella mente
    a parlarmi d'amore e di pace
    .
    cesaremoceo
     

  • 30 gennaio alle ore 14:07

    C'è chi impara a correre più veloce del vento... Io invece, ho imparato a correre più veloce del dolore. E' stato il modo migliore per lasciarmi dietro ciò che faceva di me un corpo senza battiti. Poche sono le persone che possono capire come ci si sente, in fondo solo tu lo sai. Non mi sento di dover spiegare nulla a nessuno di ciò che nel mio intimo in questo momento può essere ingestibile. Le uniche spiegazioni che devo, sono quelle rivolte a me stessa. Sono quelle dove io stessa tra mille lame mi svincolo per cercare un appoggio più morbido dove riposare il mio "IO" attendendo che quelle maledette lame comincino a bruciarmi meno sulla pelle.

  • 29 gennaio alle ore 21:05
    Fratelli in guerra,rivali in amore

    Spiarmi

    nel mio farfugliare tra le nuvole

    intrise di presagi apocalittici

    pensieri che affollano
    le piazze del mio intelletto

    ritti

    dinanzi all'oscurità
    che riempie i miei vuoti

    Io ladro derubato

    complice delle luci spente

    che illuminano il pallido grigiore
    delle feste delle morti

    e gl'illimitati orizzonti

    quasi senza sole

    delle sepolture degli equivoci

    con il cuore e l'anima

    colombe incatenate
    sotto il fardello dei tormenti

    a barrire nel loro coraggio
    di sopportar sfortune

    e esser felici senza alcuna certezza

    schiave degli amori

    schiave delle guerre

    Ora

    tutto ciò che mi resta 
    è la mia dignita

    Lasciate che la conservi intatta
    .
    Cesare Moceo
     

  • 29 gennaio alle ore 20:52
    Non tutte le gocce fan traboccare i vasi

    Me ne vado solitario
    per le strade dei pensieri

    educato ad attraversarle
    sulle strisce colorate dei ricordi

    e in quell'andare

    mi soffermo in momenti di vertigini

    smarrimenti della mente

    come chi crede
    d'aver sbagliato la rotta per la vita

    E mi sembra d'un tratto
    d'esser catapultato su di un palcoscenico

    per altro ben allestito

    a recitare non so se la tragedia
    o la commedia di me stesso

    davanti a un pubblico festante
    che m'acclama e chiede il bis

    E allora mi concedo ancora al mondo

    in gocce di rugiada d'albe fresche

    che fan traboccare il mio amore
    nel tempo che mi resta

    e strusciarmi felice

    nella magnanimità della mia natura
    che a lui m'accompagna
    .© ®
    Cesare Moceo

  • 29 gennaio alle ore 20:46
    La Sposa delle Isole

    Delicatamente, 
    la dolce sposa attraversa la navata
    decorata con splendide rose
    e vestita di alabastro e di perle.
    Le sue guance arrossiscono
    allo sguardo del suo amato,
    mentre intorno a lei
    la dolce brezza del mare del Nord
    porta con sé
    esotici profumi
    e meravigliosi canti.
    Ma, ecco un'ombra oscura
    si posa sul viso dello sposo,
    facendo brillare i suoi occhi
    di una luce sinistra,
    mentre si tingono di sangue.
    E l'inferno emerge dalla terra
    oscurando i cieli
    con diaboliche tempeste
    decomponendosi,
    in fetide nebbie.
    L'essere orrendo
    e il suo corteo
    trascinano,
    la sventurata sposa
    nel nulla,
    lasciandosi dietro di sé
    soltanto
    orride grida.

    Liberamente ispirato alla leggenda popolare scozzese che narra la terribile storia di un vampiro, che assumendo le sembianze di un defunto, cerca di succhiare il sangue di una giovane vergine entro la notte di Ognissanti, per poter mantenere i suoi diabolici poteri.

  • 29 gennaio alle ore 16:02
    Senza voce

    Mi hai tolto l'aria
    mentre stavo respirando
    Ora sono di pietra...
    senza voce

  • 29 gennaio alle ore 13:26
    Un amore sbagliato.

    Un amore così sbagliato, che non ha senso viverlo.
    Ma è un amore consapevole,
    testardo,
    tenace,
    irrinunciabile.
    Un amore così forte ed impetuoso che stravolge gli animi e la volontà.
    Un amore determinato,
    appassionato,
    senza regole.
    Un amore a volte ferito, a volte deluso, a volte senza speranza.
    Ma ad un amore così grande, non si può rinunciare, anche se è sbagliato.

  • 29 gennaio alle ore 13:25
    Il mio mare

    Tu sei il mio mare, forte e caparbio come una tempesta.
    Nei giorni bui, le tue onde mi rassicurano, mi sollevano e mi portano in alto.
    Tu sei il mio mare, calmo e silenzioso, che quieta la mia anima quando ho bisogno di dolcezza.
    Un mare così profondo che mi ci smarrisco dentro, immersa nei tuoi colori e nei tuoi delicati movimenti.
    Tu sei il mare che ho dentro gli occhi, quando sono così lontana.

  • 28 gennaio alle ore 21:09
    Uomini...chi di parola,chi di parole

    Sovrana e regina
    stasera sei tu mia luna

    nel tuo soave influsso
    a dar fiato al mio sgardo

    beato nell'inebriante luce

    delle vaghe stelle
    che ti danzano attorno

    dolci virtù a rallegrare il mio cuore

    Rivolgo a te

    in questa mia preghiera

    ogni mio ancestrale e selvatico sospiro

    affinchè in questo sommesso rumorio

    germogli il piacere
    di vagabondare senza tempo

    per i terreni angusti dell'anima

    tappa obbligata delle emozioni
    cariosside nuda delle passioni assopite

    E tornare così
    alla mia dimensione umana

    a quel valore aggiunto del mio Essere

    che mi faccia sopportare i dolori
    che m'impone il mio vivere
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 27 gennaio alle ore 22:47
    Apri l'anima

    Apri l'anima
    Saprò accarezzarla
    come farei coi petali
    di una rosa bagnata di rugiada
    Apri l'anima
    e il tuo profumo
    inonderà ogni mio desiderio

  • Condivido con il mondo
    il mio passato meticciato di ricordi
    e ingravidato di spiacevoli nostalgie
    volteggi di danze sognate
    emozioni intense e delicate
    di sapori di baci immaginati
    profondi sospiri di vita non vissuta
    a intridere l'aria di ciò che l'anima sente
    Percorro la mia e la nostra storia
    spesse volte pervasa
    da cruda imprevedibilità
    nel suo evolversi
    senza avvertirci
    dei fuori programma
    in netto contrasto
    con i desideri e le attese
    E mi sforzo di capire
    da che parte va il mondo
    per indirizzare la mia rotta
    verso la meta eloquente
    del continuare a scrivere
    senza che il futuro
    mi dia per disperso
    nel grande mare dell'anonimato

    chi si sarà vestito
    della roba d'altri
    rimarrà nudo
    finanche senza mutande
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 27 gennaio alle ore 21:22
    Il silenzio

    'La mia fede/ che credevo fatta in pietra"

    Il silenzio assordante
    Mura la mia anima assopita
    Il mio fumi-e a Nagasaki aspetta
    Come una ghigliottina
    Che mi attende sotto casa:
    Lo smarrimento del silenzio.
    Perché, mio Dio,
    Tu mi abbandoni?
    In queste urla sparpargliate
    Della gente
    Nell'orrore della vacuità distratta,
    La mia persecuzione quotidiana:
    Tu, infin, chi sei?
    Tante cose di Te mi han parlato.
    Eppure, misterioso flusso
    D'incessante desiderio:
    Tu, chi sei?
    Tu lo vinci questo scandalo,
    Quest'orrore mio che mi corrode l'anima?
    E questa carne mia
    Ch'è tutta un limite,
    Questo muto, spogliato amore mio
    Tremante e fragile
    Spaventato e piccolo
    - Mio dio, quanto sei piccolo! -
    Lo abbraccerai tu, come fece
    Il Figlio tuo con Lazzaro?
    Stasera trascrivo il tuo silenzio
    Che si annida ancora sussurrando
    Tra questa sudicia mia malinconia
    Che quest'oggi proprio ora
    Ha perso ogni che
    D'eroica nobiltà.

  • 27 gennaio alle ore 20:50

    Se ti avvicini ancora un pò capirai che dietro i miei silenzi possono nascondersi respiri fatti di morbide intese. Se ti avvicini ancora un pò capirai che non tutta quella durezza che mostro è reale, magari molta di essa nasconde qualcosa di estremamente dolce. Se ti avvicini ancora un pò e io resto ferma senza tirarmi indietro ... Sappi che è come se ti stessi dicendo:"Resta vicino a me e non allontanarti più"!

  • 27 gennaio alle ore 20:50
    Musiche interiori

    Fervide e sincere volontà
    d'auspicati sussulti d'amor patrio

    chiedo a te Italia mia

    Tu ancora ora
    "nave senza nocchiero in gran tempesta"

    tramortita da mille vergogne
    e soffocata dal peso degli egoismi

    di uomini che sanno ragionare
    solo di pancia e non d'intelletto

    Solidali armonie

    desidera il mio cuore ferito
    da guerre e persecuzioni

    in questo arcobaleno di fedi

    e di colori di pelli d'altri uomini
    che gridano forte a invocare la vita

    E invece tristi e leste avanzano le notti
    in terremoti e slavine

    e nelle parole gettate al silenzio
    a annegare nei marosi dell'ingiustizia
    e dell'incuria
    .
    Cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 27 gennaio alle ore 20:13
    Quella cosa

    Più mi sfoglio 
    e meno trovo un modo
    per stendere all'aria quella cosa 
    che si aggira gattoni laggiù,
    nell'umidiccia palude dell'anima

    So cosa è, o forse sì e no
    insomma, a tratti sì e a tratti no

    Può sembrare strano
    ma in fondo non lo è così tanto
    se considero tutto 
    e ogni suo contrario
    che poi è niente 
    rispetto a ciò che potrebbe valere 
    se io sapessi spiegarlo al vento

    Mi servirebbero parole illibate forse
    oppure non saprei
    sta di fatto
    che quella cosa è smpre là,
    ginocchia a consumare

    Magari ci vorrebbe un mestolo 
    che mescoli questo mio sentire 
    per farlo imbizzarrire 
    così da riuscire ad acciuffarlo per il muso 
    ed issarlo un poco più su

    Fino allo stomaco potrebbe bastare,
    da lì al mio pelo 
    penso che potrei finalmente sbottare

    Ma il mestolo non l'ho
    e dunque stop e sto
    a tratti sì e a tratti no.

     

  • 27 gennaio alle ore 19:53
    Metafore in strada

    Non porterò con me l'ombrello
    neanche dovesse piovere 
    fino alla fine
    di questa strada dissestata 

    Ciò che indosso 
    potrebbe pure inzupparsi di nuvole 
    e non sarebbe gran cosa

    Con l'ombrello 
    dovrei star dritta come un bastone
    invece ho bisogno di camminare 
    senza dovermi curare 
    di come appendo le gambe alla terra
    per evitare magari un sasso 

    Voglio procedere selvatica 
    e le mani le voglio libere,
    metti che trovi un grande fungo 
    sotto il cui cappello voler sbirciare

    Che dire poi dei rami bassi,
    se m'imbrogliassero il passaggio
    dovrei scansarli dalla faccia 
    e con l'ombrello in mano
    sarebbe un pasticcio

    E poi senti com'è forte il vento…
    non ho voglia di opporgli resistenza,
    l'ombrello prenderebbe una brutta piega 
    e io mi bagnerei

    Però più di tutto 
    voglio arrivare dove non so,
    avendo bevuto da questo cielo
    tutte le mie gocce in salita.
     

  • 27 gennaio alle ore 19:45
    Troppo piena e troppo vuota

    Troppo piena per poterla chiudere
    troppo vuota per non volerla riempire,
    basterebbero vesti senz'anima forse
    mai indossate, mai sfilate 
    forse mai neanche vesti

    In questo viaggio 
    la valigia è questa mia cara me!

    Troppo piena e troppo vuota
    ma non v'è morale che m'importi di afferrare
    e benché i conti tornino tutti
    io invece no, neppure vaga

    Voltarmi indietro per riacciuffarmi
    sarebbe un torcicollo
    quindi procederò a folle in pianura 
    senza risparmiarmi: 
    via crucis tra un me ne frego
    e un colpo della strega

    ma dopo però, adesso riposo 
    in piedi come un cavallo
    dentro un cerchio assolato
    poco più in carne di me
    tanto che se uno starnuto 
    giungesse improvviso
    perderei l'equilibrio 
    e la lingua s'incollerebbe
    al ghiaccio circostante

    Ghiaccio e taccio
    ghiaccio color di vetro
    attraverso cui osservare
    riferimenti impliciti
    e se per ipotesi vedessi piovere
    sarebbero lacrime, quelle lacrime

    e se si alzasse il vento
    sentirei una porta, quella porta
    sbattuta in faccia all'amore

    Se infine alitassi al cielo 
    esso parrebbe specchio
    quello specchio che non rifletteva
    e perché, ancora non l'ho capito. 

  • 27 gennaio alle ore 19:38
    Non è più il tempo

    Non è più il tempo
    in cui spensieratezza mia 
    saltava a un piede solo 
    inconsapevole del precipizio, 
    giacché la vita era anche il volo
    o forse il volo era la vita

    Non è più il tempo dei sogni illogici
    sebbene ancora non riesca a credere 
    che altri brividi non bramerò

    Ora il passato s'è fatto prato
    e quel che colgo è ciò che avanza,
    non sazia né disseta 
    eppure basta.

  • 27 gennaio alle ore 19:30
    Come soffio di cotone

    Sfogliando le rughe 
    di un album in pila al tempo 
    m'incontro ieri e come allora 
    voglio soltanto potermi disfare 
    come soffio di cotone

    E dove van le fibre 
    poco importa
    basta che stiano
    lungi da me.