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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 gennaio alle ore 22:35
    Dietro a fresche finestre
    Dietro a fresche finestre
    di pioggia,
    appare piangente,
    il volto riflesso.

    E si perdono
    sguardi,
    dietro a rapide nuvole
    che come
    lividi bruni
    anelano a orizzonti.
    Ma impetuoso e fiero,
    l'ultimo raggio scarlatto
    di un giorno senza fine
    come lama crudele
    le squarcia.
    E, trionfa
    mentre l'animo s'inebria.

    Dietro a fresche finestre
    di pioggia,
    lunghe ali
    di stormo lontano
    carezzano la mente.
    liberando pensieri
    pregni di mestizia.

    E nella sera senza stelle
    che scende
    a poco a poco,
    alto s'invola
    un sogno proibito
    che dolce e beffardo
    nel buio
    Scompare.
  • 31 gennaio alle ore 17:45
    vernissage
    con i lustri che passano giusto un lustrino
    sulla giacca ingentilisce il tardo aspetto
    della cute truccata con oli oli-gominerali
    ed è tutto un fissaggio di creme e cremine
    per poi affrontare il nuovo giorno oscurato
    da scorie carboniche che distruggono il nostro
    paziente vernissage ma fa più fico
    questa cosa del cosa è o cosa non è
    come il gioco delle bambole
    o delle piccole cucine dove mia nonna
    deformava le pettinature
    o inventava quale piatto servire in tavola
    che i materiali oggi non valgono un cazzo
    come le camicie che compri
    per poi buttare il colletto
    insozzato da polveri mischiate
    a sputi e a tossici sproloqui
    così salivazioni e sperma raffermo
    sui marciapiedi delle nostre città da bere
    sono gli unici compagni di bevute.
  • 31 gennaio alle ore 15:16
    Strade di casa mia
    Che scenario sublime
    percorrer quelle vie
    in un continuo  incunearsi
    e nascondersi tra ficus
    oleandri e cipressi;
    un ginepraio
    di fantastiche visioni
    tra mare e monti gibbosi,
    a un dito dal toccare
    il bel cielo azzurro;
    l'occhio
    a spaziare sulle valli, 
    i paeselli
    arroccati tra le rocce
    a esaltare
    la loro radice plebea,
    con il loro aspetto fiero
    e il dignitoso orgoglio
    scalfito in un panorama
    di luci e di colori
    a nobilitare le loro genti.
    L'emozione non da pace,
    ogni curva un sussulto,
    una nuova suggestione
    e gioire pensando al creato.
    .
    cesaremoceo
  • 31 gennaio alle ore 13:31
    La sistola
    Ir mi' giardino è bello
    e per tenello ammodo
    aprii 'rrubinetto del lavello
    ma 'n terra 'r tubo
    s'era tutto annodo.

    Un mi riuscia fermallo
    tanto si contorcea come un pitone
    che mi toccò pestallo
    e chiude ll'acqua
    che un facesse più pressione.

    Poi la riaprii
    puntando 'r tubo cor dito davanti
    sulle piante
    e quando sentii lo spisciolio
    scende sulle scarpe
    penzai: "Meno male
    che un son vestito elegante".

    Ma poi guardai 'fiori
    e 'colori belli der giardino
    e penzai "chisenefrega!
    L'acqua s'asciuga".
    E un sorriso s'allargò
    tra un rigagnolo e una ruga.
  • 30 gennaio alle ore 23:27
    Cielo e nebbia
    Pende dalle chiare distese nude
    l'amor che col suo oscuro canto allude.
    Melodia che col crudo ferro tace
    evapora in un candido "mi spiace"...

    E il grigio resta muto,
    ravvivato da linfa
    che al contatto con
    il sudicio cemento
    si disperde
    in un afono lamento.
    Il circolo si chiude sulla scia.
    È lì! Eppure fugge dai suoi occhi.
    E non vedrà
    e non dirà
    di quei pallori essangui
    e quei rintocchi,
    ma lascerà che il vento lavi via
    le macchie della sua normalità.

    Amore, possa tu erogar perdono:
    dimentica quest'infima morale,
    ignora il perpetuarsi dell'errore,
    ricorda che anche tu sei stato tale.

    [ad Antonio Minichini e tutte le vittime della camorra]
  • 30 gennaio alle ore 23:14
    Ogni giorno
    Ogni giorno
    gioco a moscaceca
    con la vita
    mi nascondo
    dietro muri di parole
    per evitare di vedere
    gli attimi sbagliati,
    ma quando  li scopro
    inevitabilmente
    " libero tutti".
  • 30 gennaio alle ore 22:56
    Un frasario del mio immaginario...
    Una mamma
    ti culla
    ti ama
    ti adora.
    Una mamma
    con tutti gli errori
    di un figlio
    perdona
    comprende
    ti avvolge
    di coccole
    ti ascolta.
    L'amore
    di una mamma
    è immenso
    non ci sono limiti
    di parole
    e né confini
    per spiegare.
    Ti circuisce
    ti imprigiona
    dei suoi sorrisi
    della sua dolcezza.
    Io non sono mamma
    e forse mai lo sarò,
    ma in un frasario
    del mio immaginario
    sogno tutto questo
    da tempo
    e mai ne godrò,
    mai pronuncerò
    la frase
    figlio mio,
    mai avrò
    le tue confidenze
    la nostra complicità.
    Vivo solo 
    di un frasario
    del mio immaginario...
  • 30 gennaio alle ore 21:45
    L'essenza della felicità
    La felicità emana
    i profumi della speranza
    che soffoca la malinconia,
    dagli anfratti assolati dell'anima
    alle ombre calde del cuore,
    a rappresentare
    la sacralità della vita
    nel recupero
    dei valori primordiali
    dell'essere umano;
    e camminare in bilico
    su quella linea sottile
    che contiene i nostri errori
    oltre la quale si supera l'oblìo;
    sognare i nostri corpi
    senza alcuna distanza
    avvinghiati in abbracci e sorrisi
    scaturiti dall'impulso 
    che vorresti non finisse mai
    nella spirale ascendente
    di sentimenti e di colori
    che stupiscono,che ammaliano
    e scolpiscono nella mente
    indelebili emozioni senza nome.
    Ti amo...
    .
    cesaremoceo
    in occasione del nostro 34° anniversario
  • 30 gennaio alle ore 18:05
    *Azzurra accoglienza*
    Osservo
    con scrupolosa attenzione
    il cielo
    tinteggiato
    d’azzurra accoglienza
    sussurrante
    fluttuanti sentieri
    cingendo meraviglie
    che odo
    silenti.
    Poi
    seducenti eufonie
    assorbono
    gioiosamente
    nell’indelebile tempo
    universali sentimenti
    ghermendo
    intimamente
    celesti preziose bellezze
    in cui esso
    scorre
    attraversato
    da colorati giardini
    d’inesprimibile bontà
    come fossero incanti
    d’inviolabile presenza.
    E il cuore
    apprende
    sensazioni
    di gioviale compagnia.
  • 30 gennaio alle ore 17:22
    Quattro Cento Trentanove
    La pupa preme dall'incapsulato marsupio , tre colpi forse di più per divaricare in crepa il setaccio. Fuori e'scommessa sul volo, sui battiti della prima frizione . Un grido accompagna la voglia sboccata di mondo, dall'involucro colano sudore e succo di buio. I semi ormai maturi di ali, vangati in un giorno feriale: bombo, farfalla o gabbiano accorsi ad ingravidare la zolla fino ad allora impigrita.
  • 30 gennaio alle ore 17:19
    Quattro Cento trentotto
    Al mio rappezzo accorrono in pochi: impavide unita' rispondono al magro offertorio con scampoli di me fra le dita, residui di precedenti detrazioni, sbavature non più correggibili e prove di fogge maldestre. Accosteranno l'avanzo al moncone, sformati ritagli alla stondatura in attesa, leganti e mastici brulicheranno come formiche all'esca del pane, piastrine a sancire lo strano assemblaggio. Ma resterà persistente una nidiata di fori, tarlatura in agguato, una febbricola della mia difettosa fioritura. 
  • 30 gennaio alle ore 6:30
    L'amante francese
    Quando ti dissi
    ti amo
    tu mi guardasti incredula
    convinta che il mio cuore
    fosse già volato via.
    Allora
    lo ripetei in francese
    e,nella lingua di Montaigne,
    tu mi credesti e ti convinsi.
    Versai torrenti d'emozioni
    sopra te,
    lungo la schiena ardita
    respirai il tuo odore
    e sporcai di nero china
    il quaderno
    che giaceva intorno a noi.
    Sulle cime del mondo
    ti portai e mi portasti....
    salimmo vertiginosi picchi di piacere,
    angeli senza ali
    fummo noi in un istante.
    Poi,la quiete
    s'impossessò di noi,
    strinse le nostre mani
    con le corde dell'unione
    e tornammo a vivere....
    come sempre...
    gli umili concetti
    della quotidianità.
     
  • 29 gennaio alle ore 22:28
    Carmela
    "Qui dove l'onda sorride alla rena
    dove il mio cuore connobbe l'ebbrezza
    io vengo e ricordo, dolente, il mio sposo
    la sua voce, le mani, la dolcezza, le feste

    Ed ascolto la voce e stringo le mani
    la dolcezza mi colma i pensieri ed il cuore
    il mio sposo sorride e mi attira al suo petto
    e canta per me le canzoni del mare

    Le parole piu' dolci, piu' forti, piu' vere
    rivolgo al mio caro, all'amato mio sposo
    le incido nell'acqua , le scrivo nel cielo
    perchè dicano al mondo
    che l'amore è coraggio
    e non teme bufere! "
  • 29 gennaio alle ore 22:27
    Dolore
    "Perchè il dolore non è solo la furia del vento che squarcia i cammini del cielo,
    che gonfia le acque, tormenta le cime,
    abbatte le siepi e inonda, spietata, le strade,
    avvolgendo le case di freddo e di buio.
    Dolore è anche la pioggia insistente, minuta, sottile;
    la plumbea pioggia che cade silente da un cielo remoto
    che non ama le nuvole, che rifiuta la luce.
    E' singulto di pianto che dilata la notte,
    che ignora la luna".
  • 29 gennaio alle ore 22:21
    Tratto da " Gli Idoli del Villaggio
    Nel cuore degli uomini riposa sempre una storia. In penombra essa occupa un angolo esiguo ed il suo manto ha i colori della mestizia o della nostalgia, del rammarico, del conforto o del lutto.
    E' tiepido rifugio o insidia spinosa; vive nel torpore del letargo o conosce le veglie dell'insonnia.
    Le sue parole sono suadenti come un mattino di luce o lasciano il bruciore delle unghiate sull'anima.
    Scorrono improvvise , mosse da un ignoto motore, percorrono sentieri impervi, sotterranei, tortuosi.
    Sono gelose dell'ombra e del loro mistero. E poi fluiscono nei pensieri degli uomini, inattese e spontanee. Fluiscono e diventano emozione o immagine; volano come un soffio malinconico o mordono come un ansima rude di struggimento e affanno
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