username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 31 gennaio alle ore 17:37
    Impeto Rabbioso

    Vivere alla mercè del mio destino; oh, fottuto destino! 
    Avrete anche la mia immensa bontà,
    il candido amore floreale di fanciullo,
    ma, ahimè, l'anima, quella, non l'avrete se non combattendo!

    Strappatevi a brandelli coscienza e intelletto,
    sguazzate in follia e perdizione, 
    gelosia e frustrazione;
    tu dimentichi e io rammento,
    quale duetto migliore.

  • 31 gennaio alle ore 14:29
    Sei Cento Settantacinque

    Ci pensi tu a richiudermi?
    Si, a richiudermi.
    Confido nel tuo tempo,
    nella tua autonomia, sai ho
    bisogno di essere riallacciata,
    riassestata  e riassettata,
    riammessa, riconnessa.
    Di tutte le mie falle, la tua
    è quella che ha trovato
    dove annegarmi con la perizia
    della manina bianca d'infermiera,
    blu rabdomante blu, che cerca
    e scova, quale bravura, la vena
    sottocoperta. Di tutte queste
    cave che ho sistemate in corpo,
    necropoli fra osso ed osso,
    fra idea e sistema, potevo
    volentieri tenere conto senza
    dolore, ma il tuo viadotto,
    il vaso che volevi, non trova
    ancora il suo rammendo, la
    sutura ed il calzante e se ne
    sta là, accidenti, boccuccia
    spalancata, smagliatura
    senza denari, con la foga
    e l'entusiasmo di chi viene
    prima al mondo e  non sa che
    dietro le spalle, le basterebbe
    una voltatina, tipo Euridice ma
    meno fortunata, c'è tanta folla
    a somigliarle, litri d'acqua
    in suppurazione.
    Così, dicevo, ci pensi tu?
    Hai avuto la chiave, conosci
    i rintocchi: si, hai capito, tipo
    tre colpi a salve, tre incornate
    del battaglio nella campata.
    Tocca a te, magistralmente,
    il lavorio, la bordatura e con
    dovizia sartoriale ed un po'
    di pena, fare cantiere perchè
    di questo  freddo, finalmente,
    io mi possa svestire.

  • 31 gennaio alle ore 13:47
    Strano incontro

    Un giorno ho incontrato la Sofferenza
    nell'abito scuro d'ordinanza
    figura tristissima a prima vista
    che mi chiamò lacrimosa.

    Mi raccontò malattie e disgrazie infinite
    perché m'associassi al suo piangere
    e prendessi di lutto ugual veste
    ovunque spargendo dolore.

    Mi fece impressione non nego
    ma mi rafforzò del contrario:
    che meglio è fingersi allegro.

    E più confrontato al patire:
    quando non si può evitare
    allora fa bene sorridere.

  • 31 gennaio alle ore 12:15
    Sei Cento Settantaquattro

    Ho fatto un sogno, un sogno
    rugiada, alambicco, una placentina
    sturata bene dal fagottino, sognato
    presto, all'oretta -missile che dalla
    fonderia  del buio ti raffredda  al
    giorno, non di lunedì, il mio sogno
    tutto uguale al papà mercoledì.
    Tu eri in teca come un Vishnù,
    murato ed occultato, retto nella
    pancia di una mansarda mai vista,
    casa sconosciuta, e tutta realizzata
    in su.Dietro le tue spalle un bollitore-
    guscio, una caldaia, un porro bianco,
    ti stava a pennello,
    tipo Invicta da lumaca, equipaggiamento
    dell'astronauta nel benedetto dì
    dell'allunaggio. Io ti facevo un segno,
    uno di quelli sciocchi che si fanno
    quando si commette una marachella,
    un tranellino ruba biscotti, smorfia
    aerea nella foto di fine anno,e tu
    facevi su o giù, a seconda del
    mio nascondino telecomando.
    Ti tenevo là, e di riserva, come
    si tengono erba cipollina, timo
    e curcuma, comprati, erano in
    lista.Di quelle cose che apri
    la bocca al mostro pensile
    e ti dici serena se stanno buone
    in panchina ad esalare il loro
    alito millefiori.
     E tu pistone, infiorescenza,
    venivi su al mio richiamo per
    poi sparire se la situazione era crac.
    Ho fatto un sogno, ti tenevo
    lì, non pronto all'uso, di proprietà.
    Ma tu non sei se non dei sogni,
    dei morticini che non hanno nome,
    solo parvenza e son vestiti
    da postini, da corridori,
    da fresie o da aquiloni.
     

  • 30 gennaio alle ore 18:15
    La vecchia scala (dedicata a mio padre)

    Riconoscevo il rumore del tuo passo stanco
    cadenzato  sulla vecchia scala
    della nostra casa.
    Entravi   posavi il tuo zaino e ti sedevi,
    io bimba lo aprivo curiosa
    ben certa di trovarci qualche cosa:
    un frutto,  la tua  merenda,  una  pallina…
    Grandi tesori per una bambina.
    Poi te ne andasti  senza salutare
    così in un sol momento
    sotto quel  muro che ti seppellì cadendo
    un dì di marzo con un forte vento
    e non tornasti più.
    Ma io ti sento ancora dentro
    e  sempre attendo
    di udire all’ improvviso il passo tuo stanco
    cadenzato  sulla vecchia scala della nostra casa.

     
     

  • 30 gennaio alle ore 18:14
    Tic E Tac Nella Notte

     
    La nuova stagione
    Si colora di fiori
     
    Il cielo e il mare
    Respirano piano
     
    Nella tanta quiete
    Del mio interiore
     
    L’orologio oltraggia
    Una notte prodiga.
     

  • 30 gennaio alle ore 16:26
    Sotto la neve...

    "Sotto la neve, pane",
    dicevan i nostri vecchi,
    perchè soltanto fame
    portavan gl'Inverni secchi.
    Ma era pur vissuta
    sulla loro pelle,
    la gran pioggia caduta,
    si diceva: a catinelle.
    Marciva il frumento
    da poco nato, in terra
    che, mancando 'l vento,
    vera palude era.
    Speravan che la neve
    venisse giù copiosa,
    rendendo meno greve
    la vita, già non rosa.
    Anche la verza, in orto,
    sotto la coltre bianca,
    divien gustosa molto,
    seppur di vita stanca. *
    * Stanca perchè lì trapiantata dal campo dove aveva completato la maturazione.

  • 30 gennaio alle ore 16:02
    GROTTAGLIESI SERATE ESTIVE

    Musica,
    poesia e liete serate alcoliche,
    chianche, vedute storiche
    e mura strette.
    Fresche, alcoliche
    serate estive.

  • 30 gennaio alle ore 15:08
    Pioggia di Maggio

    La pioggia di Maggio,
    inattesa e forte, copiosa.
    La pioggia di Maggio e le strade bagnate
    e il cuore pure.
    Anche dentro piove,
    a tratti,
    e le nostre aride vite
    e bagnandosi prendono nuove forme,
    nuovi colori.
    La pioggia di Maggio è un abbraccio di solitari pensieri
    e il caldo cede alla grandine
    e lei si arrende al sereno che arriva.
    La pioggia di Maggio,
    inattesa e forte, copiosa.

  • 30 gennaio alle ore 12:40
    Sei Cento Settantatre

    L'amore vero amore  ama
    fin dentro le budella: le interiora
    sono gambe cucù fuori dal ventre
    minigonna e all'intestino fa un inchino
    come fosse treccia ipogea, la
    sottoposta, vezzo di capigliatura
    interna, acconciatura versipelle.
    L'amore vero amore, steso su
    di un fianco,dorsale appenninica,
    bruciatore spento dopo i seriosi
    ingaggi, mi fece posto nello
    slargo dove parcheggiate stavano
    le gonne già venute.
    L'amore vero amore, un colosseo,
    groviera a più uscite, presa scart,
    usb: le braccia? Due leoni.
    L'amore vero amore mi ama
    pure sconfitta e non gli importa
    di un sorriso cromatina , il lucido
    tirato sulla bocca opaca del
    mio dio-carbone. Perchè il carbone
    poi torna matto e con quell'inchiostro
    provarono già una volta ad assecondarlo,
    ma dopo i primi guizzi, le
    conte giuste, si lasciò  infilare
    domato la camicia, il forsennato.

  • 30 gennaio alle ore 11:32
    VECCHIAIA

    4 pareti
    Una tavola una sedia un letto
    Un uomo
    Consuma il lavoro di 70 anni:
    una vita senza sole
    (l’ultimo raggio l’ha gelato l’inverno
    lasciando solo il profumo del pane)
    Una goccia che cade
    la tela di un ragno
    un ciocco che brucia…
    i ricordi
    rivivono nel silenzio della solitudine
    L’alba poi non cambia niente:
    i giorni seriali sono industria del tempo
    dove l’uomo rincorre il suo fantasma
    e distrugge l’uomo
    automatizzandolo x la società del consumo
    E quando non dà + di +
    2 calci ed è servito
    Allora vivere è + difficile che morire.

    (da "Numeri")

     

  • 29 gennaio alle ore 23:07
    Ancella d'inverno

    La neve scende
    e porta via il freddo dal cuore.
    Ci è testimone il fuoco del camino
    che infiamma i sensi
    ché le mie mani
    sulle tue natiche
    furiosamente
    verso di me ti spingono.
    Cola l'amore mio invasore
    dal tuo ventre
    nello spazio temporale
    conquistato dalla quiete.
    Mi appartieni.

  • 29 gennaio alle ore 20:16
    Tentazioni

    La prima tentata fu Eva
    arresa per una mela al serpente
    un pomo più tardi perdè Elena
    ed oggi da apple ti lasci attirare.

    Ma basta così per il frutto
    e all'oro veniamo fatale
    all'avido Mida del mito
    da febbre folle a cercare.

    Poi giunse l'azzardo beffardo
    Fortuna d'ambiguo sorridere
    che tutto promette all'illuso.

    La donna infine rimane
    che ti seduce nel sogno
    e cenere lascia all'amare.

  • 29 gennaio alle ore 12:40
    Haiku

    Velo di neve
    su cime silenziose
    Lo sguardo è pago
     

  • 28 gennaio alle ore 17:06
    Energia universale

    E’ qualcosa che immagini

    Quando

    Sei bambino e

    Che perdi da grande

    Ma quando lo ritrovi si apre

    Davanti a te

    L’Universo

    E le sue leggi

    Di armonia e di bellezza

    Cosmica

    L’oceano non ti fa più paura

    E tu vorresti essere

    Una goccia d’acqua per

    Unirti al mare e

    Scoprire il tutto.

    E’ qualcosa che

    Tu dai a me

    Quando

    Sei lontano

    Quando

    Non ti posso parlare

    E’ l’amore

    Che tu hai

    Per la gente

    E tutte le persone

    Che incontri

    Sono le tue vibrazioni

    Positive che

    Emani

    Anche quando

    Non si sente la tua voce

    L’amore che tu sai

    Inviare

    Io

    L’ho recepito

    Le tue vibrazioni

    Mi aiutano sempre

    Quando le sfioro

    Col pensiero mi guariscono

    Mi fanno star bene

    E’ un’emozione che

    Mi fa vedere le rose

    Là dove c’è la pioggia

    Questo è solo

    Il mio modo di dirti

    Grazie…

    Antonia frida Guarda

  • 28 gennaio alle ore 12:47
    Passione

    Bellezza abbagliante
    di occhi che non lasciano esplorare.
    L’oscurità che è nascosta dietro di loro,
    che mi seguono la notte nei miei sogni.
    È da molto tempo che non riesco a dormire
    pensando alla strada percorsa assieme,
    prima di allontanarci e perderci
    l’uno nell’animo dell’altra,
    prma che  la ruvidezza dello spirito
    ci graffiasse nel profondo,
    quando l’amore aveva il sapore dolce della violenza
    e il sesso aveva il valore di una comunione.
    Ormai mi sento solo stando con te
    perché il tuo cielo è troppo lontano dal mio,
    perché voli in uno spazio fatto di materia
    lasciandomi negli archeologici ricordi
    della passione ormai stantia.

  • 28 gennaio alle ore 12:43
    Inconclusa III

    Scorrimi dentro come veleno,
    che tiepido percorre il mio corpo
    sino al cuore, infesta il mio animo,
    leggera come piuma, dammi la morte.
    Entra nel mio cervello, mordendomi il collo
    Devasta e distruggi la mia personalità,
    dammi la pace ed il silenzio,
    che non so trovare, perché tu sei il mio veleno.
    Odiami e violentami, come sai fare,
    dammi il dolore che provi quando vivi il giorno.
    Amami e coccolami, come sai fare,
    dammi i sogni che fai quando guardi le stelle.

  • 28 gennaio alle ore 8:40
    Cosa sono le parole

    Cosa sono le parole
    se non sappiamo scrivere
    con la polvere del cuore
    Cosa sono se non amiamo
    quello che scriviamo
    intenerendo il senso delle cose
    Cosa faremmo se non riuscissimo
    a interpretare le nostre emozioni
    che alimentano la nostra anima
    e la mente del segreto nascosto
    in noi, nei rifugi riservati?

  • 27 gennaio alle ore 21:42
    Erano rinchiusi

    Erano rinchiusi nel dolore
    presi dalla nostalgia si avviavano
    povere vittime
    ad incontrare la morte
    lasciandosi dietro, amori sinceri
    che non rividero più
    Quelle fosse scavarono
    bruciando nei roghi
    solitari, che nessuno guardò
    nemmeno dietro una lacrima
    scolpita dal sole

    Giorno della memoria

  • "Il mio cruccio è che sono vissuto già abbastanza per capire che i piani del Signore, anche se sempre perfetti,non prendono forma come vorremmo noi.E mi ritrovo immerso nella ribellione del cuore all'idea che Iddio nel suo fare perfetto prenda i buoni dal mondo e lasci i cattivi"

    Occhi limpidi e innocenti

    spiccano su visi
    deformati dalle avversità 
     
    a perdere il senso del tempo
    e percorrere strade buie
    intrise di sussurri e lamenti

    fruscii e pianti 
    avvolgono nel pericolo
    quelle anime sottratte alla vita
    da chi

    per alleggerire il peso 
    delle colpe commesse

    abbisogna d'addossarle ad altri

    nella necessità di raccordare
    la realtà ai preconcetti
    .
     cesaremoceo

  • 27 gennaio alle ore 19:50
    Sogni di libertà

    Batte il mio dito come una pressa su questo foglio ormai bianco.
    Trasparenti le mie parole vengono scortate alla sorgente dalla mano abile di una massaia,ritrovata giovane tra le mie dita.
    Sentimenti soppressi tra l'asfalto umido,scivolano come lacrime sulle mie guance timide e immobili come i tuoi occhi.
    Occhi che un tempo non avevano riflessa la stessa immagine opaca,che oggi con tanta grazia tendi a nascondere,con l'illusione stessa di illudere i miei.
    E come manichini stanchi della loro stessa vanità,prendono vita i miei giorni,alla ricerca della sottile perfezione che divide i nostri universi.
    Libertà,che ti prendi gioco della mia meraviglia,sfiorivano nel giardino della mia fanciullezza le ore che mi avvicinavano a te,e adesso mi sfuggi via.
    Come fiori di pesco,rosee sfumature che macchiano la campagna in primavera,così i miei ricordi si perdono tra i tuoi rami. 

  • 27 gennaio alle ore 18:35
    History

    history is a long winding road,
    it stretches far beyond,
    for what the eye can see,
    every stone age wall a treasure,
    every rock formation gold,
    every lost civilization a mystery,
    on this earth that continues to get old,
    every town has a date of birth,
    maybe written in the domesday book,
    lands have been ravaged by invaders,
    and delicate treasures stolen and took,
    living in the squalor of an inner city,
    between 1960s brutalist creations,
    it is hard to see the beauty,
    in other far away civilizations,
    we have to at least read to know,
    before we travel far from home,
    we don’t have to visit the pyramids,
    look for a castle closer to home,
    a strange mound could be a hill,
    or even it could be foundations of an old fort,
    even modern motorways,
    have some history of some sort,
    blessed with living in italy,
    I see different types of history,
    crossing over the Appian way,
    where roman soldiers marched every day,
    I see church towers almost abandoned,
    I see the scars of world war 2,
    I see the disasters of the modern age,
    but what does history mean to you?
    some history is sad news to tell,
    some history is defined by a natural disaster,
    some history is a man-made hell,
    pushed into recession by a mad dictator,
    nature continues to carve her name in history,
    through earthquakes, volcanoes, and unseasonal weather,
    poor souls who have lost their lives,
    whilst the governments could have protected them better,
    history mainly is about gains in humanity,
    but sometimes can be a turning back,
    there is nothing worse than a huge tidal wave,
    to cast your population back fifty years,
    some history now seems impossible,
    the pyramids and the hanging gardens of Babylon,
    we are still searching for Atlantis and Noah’s ark,
    when all traces to the goal are long gone,
    so no matter who you are,
    and even if you live on the moon,
    embrace what history has left for us,
    taste it slowly with your inquisitive spoon.

  • 27 gennaio alle ore 17:51
    La violetta

    Sei sbocciata il ventisette
    nell'abbandonato giardino
    dietro la cinta di ruggine.

    Per memoria del gennaio
    che non ti potè avere
    sospiri con tenue profumo.

    T'apri violetta a consolare
    della Shoah il piccino
    che porta tatuato l'orrore.

    Fiorisci sfidando l'inverno
    per ridar voce all'amore
    da bruti assassini risorto.

  • 27 gennaio alle ore 16:30
    è urgente piangere

    27/01/2014 per il giorno della memoria

    ................................

    è urgente piangere

    è urgente piangere per tutti i mali del mondo
    è urgente piangere
    e poi distendersi da una sponda all'altra del dolore
    come ponti sul fiume in piena delle immani sciagure e ingiustizie che da migliaia di anni sul quadrante della storia scorrono
    scorrono via

    è urgente piangere per i mali del mondo
    è urgente piangere 
    e poi distendersi come un ponte di redenzione sul fiume dell'esistenza
    e così sia

    è urgente gridare la nostra ira per le ingiustizie del mondo
    è urgente gridare
    e poi distendersi da una sponda all’altra della rabbia che da migliaia di anni muove troppi cuori nel mondo 

    è urgente gridare la nostra ira per le ingiustizie nel mondo
    è urgente gridare
    e poi distendersi come un ponte, un abbraccio di riparazione sul fiume dell'esistenza
    e così sia

    siamo noi goccia d’acqua nel fiume dell’esistenza che scorre via
    mai più uguale mai più la stessa 
    e al tempo stesso possiamo essere noi ponti di redenzione salvezza sempre uguali sempre gli stessi
    immobili e fissi, incorruttibili, inalterabili e forti , pilastri della storia 

    siamo noi precari e fragili come lacrime di un pianto 
    sul fiume dell'esistenza
    che scorre imperturbabile verso uno sbocco inesorabile, verso un immenso mare
    e possiamo essere noi ponti e pilastri saldi e sicuri nello spazio e nel tempo
    siamo noi fragili e soli nella tempesta e nella tormenta
    e possiamo essere noi àncora di salvezza ferma, risoluta e forte 

    è urgente piangere per tutti i mali del mondo
    è urgente piangere
    e poi distendersi come un ponte di salvezza e redenzione 
    sul fiume dell'esistenza
    come un rifugio
    come un passaggio sicuro verso un futuro migliore
    un futuro più giusto, solidale e urgente 
    adesso
    e così sia

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/01/e-urgente-piangere.html

  • 27 gennaio alle ore 15:23
    Divino

    Accade l’attimo in cui
    il mondo cessa d’esistere
    e
    ci siamo solo noi.
    Avvinghiati l’un l’altro
    e
    non odiamo nulla
    se non
    l’uno il respiro
    dell’altro.
    E non sentiamo nulla
    se non
    l’uno il calore dell’altro.
    E non tocchiamo nulla
    se non
    l’uno il corpo dell’altro.
    Accade il mondo cessa d’esistere:
    è l’attimo
    in cui
    un anima giace in due corpi.

    Siddharta-Asia Lomartire