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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 novembre 2016 alle ore 23:17
    Diafana realtà

    Ovattati fremiti

    bruciano seduzioni fortuite nell'anima
    a far rivivere disinvolture e devastazioni

    con le verità a scarmigliarsi nel piacere
    di rimaner composite in fredde serenità

    bave di nebbie che avvolgono
    arroganti insinuazioni

    spiriti effusi a ledere la dignità degli uomini

    desiderosi di arcobaleni e baci

    E la mente scaltra
    che accarezza il suo egoismo

    e si fa largo nei varchi della memoria

    tra vellutate immagini di pensieri mesti
    nel trionfo delle utopie

    una dopo l'altra

    in un'altalena di sensazioni
    a farci amare il Diavolo
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 30 novembre 2016 alle ore 23:12
    L'essere e il non Essere(il poeta che non sarò)

    La certezza di ciò che siamo

    riempie d'una gioia esultante
    alla quale non crediamo

    noi

    splendidi nei nostri abiti color parole
    a cantare d'emozioni

    e raccoglierle in versi di piena nobiltà

    con l'anima a incorniciar passioni
    e farne dono al mondo

    Lampi di genialità

    speciali pensieri di sotterfugi
    a rinfocolare melodrammi

    abbelliti di nuvole e d'amore

    desideri a germogliare
    fra i brusii del cuore e i silenzi della mente

    fra la quiete dell'Essere
    e le tempeste del non Essere
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 30 novembre 2016 alle ore 10:58
    Agonia

    È sempre la prima volta, perché le volte sono sempre poche.
    Come fuoco mi assali, e poi scompari.
    Ritorni al tuo  mondo, e tutto tace.
    Nel silenzio del mio cuore, solo l'agonia dei ricordi

  • 29 novembre 2016 alle ore 20:40
    Che valore hai tu,o mio domani

    Momenti

    in cui defraudi
    il godere del presente

    che oscurano la luce del mio oggi

    l'amore per il mio futuro

    le felicità più prossime

    Il solo pensarti deturpa l'esistenza

    distruggendo al cuore gli attimi di piacere

    Momenti

    che non donano indugi
    nel raggiungere le mete

    e che appena centrate
    mi spingi ad affrettarmi

    a correre incontro al destino

    a ricordarmi che tu

    o mio domani

    non sarai più oggi
    .
    cesaremoceo
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  • 29 novembre 2016 alle ore 20:38
    Profezie di mia madre

    Andrai oltre il tuo tempo

    mi dicevi nel riparo del tuo sonno
    tra gemiti d'amore e di torpore

    Ancora intenso
    è il profumo di quelle tue parole

    e m'inebria e m'accarezza il cuore

    nell'orizzonte eterno
    dello scrosciar del tempo

    E m'inerpico tra i giorni
    a tessere illusioni

    nel vibrar di fremiti e scintille

    smanioso e ammaliato
    da quella piacevole verità
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 29 novembre 2016 alle ore 20:36
    Cesare contro Cesare

    Dimmi cos'altro vuoi tu

    dopo che abbiamo scritto il più bel libro
    con i più bei capitoli del nostro vivere ?

    confessa a me i tuoi sogni
    affinché io possa realizzarli

    Altro non ti chiedo che fidarti di me

    a sopportarci ancora nei lunghi anni
    che ci vedranno insieme

    nel bisogno l'un dell'altro

    nei nostri palpiti e nelle nostre paure

    in quei silenzi in cui tutto
    ci sembrerà proibito

    Alziamo assieme le mani al Cielo
    ancora senza arrenderci

    ad accettare ciò che la ragione
    impone al cuore e alle sue pulsazioni

    a comprendere e imparare
    i giochi che la vita ci regala

    gli aliti delle sue ansie
    e il suo pieno respiro

    E continueremo ad amarci
    anche se il tempo cancellerà i ricordi
    .
    cesaremoceo
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  • 29 novembre 2016 alle ore 20:26
    Nevicata

    Tutto sembra irreale 
    quando il mio sguardo
    si perde nella prima nevicata

  • 29 novembre 2016 alle ore 14:20
    Volo indeciso

    Potessi essere aria mobile
    abbracciata alla cenere e dopo alla roccia.
     
    Districandomi tra rovi di consueto classico
    come musica di violini
    sorseggiando sapori antichi
    e scritture medievali certe
    nobile arte del saggio e del consiglio
    il sapere e il letto comodo
    di amore e filosofia.
    Quieto.
     
    Oppure buttarsi nel cielo anonimo
    e guardare intorno l’aria
    guastarsi
    e le mille scintille nuove e partorite
    dal vibrante spasmo del corpo
    sfrattato da ogni stella
    cadere in meditazione ridente
    e i turbolenti salti del cuore.
    Agitato.
     
    Sapessi volare,
    sarei cenere nuova
    su solida roccia
    poggiata.

    Raffaele di Ianni

  • 29 novembre 2016 alle ore 10:14
    Artemisia

    Artemisia
    ...sopravvissuta ...
    allo stupro crudele di Agostino
    spaccata ancora in due
    da quel processo iniquo...
    che ti guidò
    per senso di giustizia
    ad armare
    la mano di Giuditta...
    a separar di spada
    il capo...dal tronco...
    di Oloferne...inerme ormai...
    in un lavacro purpureo
    di purificazione...
    ( dedicata ad ActionAid Italia / NO! alla violenza sulle donne )

  • 29 novembre 2016 alle ore 4:15
    Dicen

    ...dicen que no estoy cuerdo,
    porque cuando entro en algún lugar,
    alzo la voz y digo buenos días,
    porqué hablo, hablo con quién sea,
    de igual manera,
    no importando la edad o la condición,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque comparto mi mesa
    indiferentemente,
    dicen que no estoy cuerdo,
    dicen que no estoy sano de mente
    porque no me avergüenzo
    de ser lo que yo soy,
    dicen que no tengo tacto
    porque sonrío a las adversidades,
    porque si no me pagan, no caigo,
    me alejo y en lugar de enojarme
    me reclamo y después olvido,
    dicen que no estoy cuerdo
    porqué no estoy casado
    y quién me lo dice
    es quien traiciona y tiene cuernos,
    dicen que no estoy cuerdo
    porqué según algunos,
    vivo como un loco, soñando
    y haciendo castillos en el aire,
    dicen que no estoy cuerdo
    porqué amo las cosas auténticas
    y digo lo que pienso,
    dicen que no estoy cuerdo
    porqué siempre doy la cara,
    dicen que no estoy cuerdo
    porqué hablo siempre yo
    y los que lo dicen
    nunca se han dado cuenta
    de que no importa lo que digan,
    siempre los he escuchado,
    dicen que nos estoy cuerdo
    porque digo la verdad,
    como la pienso
    sin temor de herir o loar,
    dicen que no estoy cuerdo
    porqué mi mano es franca
    y mi voz es fuerte,
    porque defiendo mis convicciones
    hasta la muerte
    y quién lo dice, no comprende,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque escribo versos y enamoro,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque no tengo sonrisas falsas,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque prefiero no indagar,
    chismear o averiguar,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque digo siempre:
    “hazlo, prueba”,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque creo que todos son buenos
    hasta prueba contraria
    y aun así, probándolo,
    confío aun en la bondad humana,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque mis puertas
    están siempre abiertas
    y dicen que no estoy cuerdo
    porqué creo, creo en mi
    y creo en todos,
    dicen que no estoy cuerdo
    porqué no sé esconder lo que siento,
    porque no digo las cosas
    como otros desean escucharlas,
    porque contesto y protesto
    y enseño y comparto,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque no bebo coca cola
    y dicen que no estoy cuerdo
    porque no logro hacer la pasta recocida,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque alimento mi alma
    de palabras de otros,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque nunca pregunto
    de donde vienen las personas
    si no hacia donde
    las puedo ayudar a proseguir,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque no me doblego
    a las convenciones,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque si me doblego a las pasiones,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque amo la comida
    y sobre todo ver que otros coman,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque me gustan las mujeres
    y jamas las he visto como objetos,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque creo en Dios, la patria y la familia,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque me gusta descubrir
    que todos podemos aprender,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque estoy orgulloso
    de lo que he hecho,
    de mis errores y mis triunfos,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque continuo, sin detenerme,
    en lo que inicio,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque perdono
    antes aun de ser ofendido,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque no guardo rencor,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque nunca se han encontrado
    con alguien autentico,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque mis brazos
    están siempre abiertos,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque soy sincero
    con los hipócritas,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque nunca digo
    “te amo” sin sentirlo,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque miro a los ojos cuando hablo,
    hasta para herir,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque si no tengo dinero
    no me escondo,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque hasta mis enemigos
    saben que en mi encontraran
    siempre afecto, comida y reparo
    en caso de necesidad,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque sigo dando
    a quienes se aprovechan
    de mi bondad,
    dicen que no estoy cuerdo
    porqué soy abrupto y pasional,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque exijo que todos
    sean mejores por sí mismos,
    dicen que no estoy cuerdo
    porque combato la envidia...
    Y dicen, que no estoy cuerdo
    porqué he vivido y no creo
    que la vida tenga algún
    significado, si no la compartes...
    Aún así, dicen que no estoy cuerdo,
    que soy inestable,
    que estoy loco
    que no comprendo,
    que no acepto,
    que no existo...
    Dicen...
    y los que dicen...

    [Diario de un insospechado psicópata]
    © Claudio Valerio Gaetani

  • 28 novembre 2016 alle ore 20:54
    Vorrei essere ignorante

    "Non avrai altro Dio fuori di me"

    Dibattuto tra Cielo e Terra

    resto immobile nel timore
    di veder rivelare al mondo

    la vera essenza degli uomini
    che s'insinuano nelle mie intimita'

    Tremiti d'allarme
    serpeggiano nel mio stomaco

    a reprimere l'allegro fruscio
    dei voli delle farfalle della pace

    che s'annidano là

    nello sfuggimento costante
    alle avversità della vita

    e impaurite da idee vetuste

    nere e solenni

    che rilasciano al vento
    lamenti e nostalgie

    tra le meravigliose immagini
    che il desiderio invoca

    E respirare la certezza
    di poter vivere secondo i miei desideri

    Io rivestito d'eleganze informali

    fremo

    sventolandomi al caldo delle mie paure

    e mortificato dai rossori
    che rilucono le mie guance
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Cooyright

  • 28 novembre 2016 alle ore 20:52
    La terza scala

    Qua

    son solito sedermi

    davanti casa mia

    a contemplare
    con aria vagamente serena

    il via vai dei gabbiani

    nel fruscio del vento
    tra l'eternità degli alberi

    la mia voglia di scrivere

    e gli occasionali colloqui
    con qualche bella ragazza

    intenta a immortalare bellezze
    splendori e fragori del sole

    il tutto ad agire sui miei sensi
    e farsi varco nella mia interiorità

    E ricerco con attenzione
    quei lampi di cortese interesse

    con il loro tumultuare nell'atmosfera di quiete
    che traspare nelle mie fattezze

    per accendere le fiammelle
    dei lumi dell'intelletto

    nella mente ingombra
    del suo stesso sapere

    non ancora opacizzato
    dalle nebbie dell'imbecillita'

    nell'oblio delle verità perdute
    .
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  • 28 novembre 2016 alle ore 20:50
    Tu,Cefalù

    Semplice e deliziosa
    nel calore intimo degli affetti vissuti

    a illuminare i ricordi e l'armonie

    con i tuoi raggi di intensa luce a annichilire i dolori
    nella meraviglia dei respiri d'amore

    Nei tuoi silenzi che fan da cornice ai sentimenti

    tutto diviene e si trasforma

    come fosse un balletto
    di coreografie sensuali e profonde

    nell'immensità del tuo palcoscenico

    Tu Cefalù

    dolce terra a evocare la tua identità
    nell'estetica sublime del tuo Essere

    nelle immagini vive dei tuoi colori accesi

    mescolati ai miei versi

    a raccontare il nostro accompagnarci al mondo

    ...e il nostro amarci
    .
    cesaremoceo
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  • 28 novembre 2016 alle ore 20:34

    Ho avuto comprensione nei confronti di alcune persone e ci ho messa tutta me stessa e la mia buona volontà per capire il loro modo di pensare, di agire e di rapportarsi con il mondo e con me. Poi mano mano che il tempo passava capivo che poco avevo da spendere in tempo, energie e comprensione. I rapporti non vanno avanti se capisco, se ti dedico tempo e se sono presente... I rapporti durano quando CI CAPIAMO e quando CI DONIAMO tempo e presenza.

  • 28 novembre 2016 alle ore 16:15
    Cercatore

    Immergo
    stanco, nel mio fiume
    setacci a maglia fine
    cercando
    pepite di tempo
    pagliuzze di vita.
    A monte rivolgo lo sguardo
    anelando a preziosa vena.
    A tumulto d’acque
    me stesso oppongo.

  • 28 novembre 2016 alle ore 16:12
    Belvedere

    Nulla più serve
    nulla più voglio.
    Estasiato assaporo
    linguine allo scoglio.

    Poso lo sguardo
    sul mare di fuoco:
    un applauso a Dio,
    un applauso al cuoco!

  • 28 novembre 2016 alle ore 16:10
    Peluche

    Ha la bocca cucita
    e il rattoppo sul cuore
    questo cane di pezza
    dall'anima lacera.
    Stringilo forte
    non lasciare che cada
    a raccattar polvere
    sotto al divano.

  • 28 novembre 2016 alle ore 16:07
    Ricettina

    Lavate una manciata di parole
    da renderle lucenti
    togliete poi il bavaglio
    alle più impertinenti.

    Adagiatele s’un foglio
    non serve sale, non serve olio
    lasciatele al tempo, che le depuri e
    abbiate cura dei chiaro-scuri.

  • 28 novembre 2016 alle ore 13:17
    Il giorno del Sole

    Nel Sole della pioggia....un ruscello di Anime Lucide vagano.....albeggia la meteora luccicante....fuggente ederosa...e l' àncora è il ricordo fiammeggiante del Suo Spirito....

  • 28 novembre 2016 alle ore 0:13

    A volte ti domandi il perché di molte cose, ma le risposte non ci sono, non le trovi e non arrivano. Ti domandi perché siamo costretti ad impiegare la maggior parte del nostro tempo a difenderci, a giustificarci e a spiegarci. Viviamo in uno stato perenne di diffidenza verso chi si avvicina, verso chi abbiamo di fronte. Parliamo, giudichiamo e spesso non capiamo. Per non perdere le persone, troppe volte le rincorriamo adeguandoci al "Meglio" che ci viene concesso. Perché mi domando io?! Arriverà mai il giorno in cui incontreremo qualcuno con cui lasciarci andare completamente e in assoluta libertà. Qualcuno con cui essere noi stessi al cento per cento senza sentire il bisogno di difenderci per ogni pensiero, gesto o reazione. Qualcuno con cui poter piangere liberamente, ridere senza problemi e soprattutto qualcuno con cui poter esprimere il nostro pensiero, quello vero e sentito senza la paura delle conseguenze, di una reazione di troppo o di un giudizio affrettato. Perché se sei pulito e dall'altra parte c'è fiducia non può esserci aggressività, ma deve esserci comprensione.Qualcuno che si soffermi un attimo sulle nostre parole e guardi oltre e cerchi di capire attraverso di esse da dove sono derivate, senza sparar subito a zero, senza farti sentire stupido o sbagliato. Quel qualcuno che non pensa che il tuo pensiero sia frutto della tua stupidità o della manipolazione di qualcuno, ma che capisca a pieno o che almeno ci provi. Qualcuno che magari sia anche pronto a mettersi in discussione perché potrebbe esserne il responsabile. E' più facile scaricare le colpe altrove, trovare pretesti e non assumersi le responsabilità dei propri errori. Sono in troppi ormai ad essere convinti di essere dei "Santi" in balia del loro finto "Paradiso"! Ricordiamo a tutti che i più "Grandi Uomini" e le più "Grandi Donne" la prima cosa che hanno imparato a fare è scendere di uno scalino, sedersi al tuo fianco e ascoltare...

  • 27 novembre 2016 alle ore 22:21
    Nelle ombre ti specchi

    Quando perdi una mano
    sicura, nelle ombre ti specchi
    e cammini inseguendo il vento
    tornare vorresti rivedere quelle onde
    calme attraverso l'anima
    spenta al centro di un vuoto
    che rimane su di un fianco penetrando
    mentre senti palpebre leggere
    dove scendono gocce di pioggia
    che lavano dolori, forse per sempre
    come acque infinite

  • 27 novembre 2016 alle ore 22:02
    Le campane potrebbero ricominciare a suonare

    E non si odono più
    nemmeno i pianti

    anche i pargoli tacciono

    d'un silenzio avvolto
    da falsa calma e palese paura

    con il cielo a piangere
    scure macchie

    a zittire anche gli uccelli

    inquietudini miste a tristezza
    a bruciare tutte le speranze

    a lasciare il mondo
    ansimante e senza fiati

    e senza pudore
    .
    cesaremoceo
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  • 27 novembre 2016 alle ore 20:51
    Pensieri

    Cravatte ben annodate
    in vestimenti guarniti di sontuosi ricami

    e altre stravaganterie

    sono ora accessori necessari e odiati
    della mia nuova essenza

    nella curiosità del mondo
    che dà valori fittizi a queste meschinità

    Ansie

    ad alterare il respiro pacato della mia volontà

    accarezzata dalle brezze gentili
    della fantasia più intrigante

    E mi chiedo

    se oltre ad essere appagato
    nel mio desiderio di libertà

    andrò adesso
    incontro alla mia dannazione
    .
    cesaremoceo
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  • 27 novembre 2016 alle ore 20:48
    La terza scala

    Qua
    son solito sedermi

    davanti casa mia

    a contemplare
    con aria vagamente serena

    il via vai dei gabbiani

    nel fruscio del vento
    tra l'eternità degli alberi

    la mia voglia di scrivere

    e gli occasionali colloqui
    con qualche bella ragazza

    intenta a immortalare bellezze
    splendori e fragori del sole

    il tutto ad agire sui miei sensi
    e farsi varco nella mia interiorità

    E ricerco con attenzione
    quei lampi di cortese interesse

    con il loro tumultuare nell'atmosfera di quiete
    che traspare nelle mie fattezze

    per accendere le fiammelle
    dei lumi dell'intelletto

    nella mente ingombra
    del suo stesso sapere

    non ancora opacizzato
    dalle nebbie dell'imbecillita'

    nell'oblio delle verità perdute
    .
    cesaremoceo
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  • 27 novembre 2016 alle ore 18:42
    Mare

    Il cuore sanguina
    pure una carezza
    sospesa in cielo
    si frantuma sulla battigia
    e canta.