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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 febbraio alle ore 22:10
    Il quarto tempo
    Sono in trappola
    impigliato in una rete
    sullo spartiacque
    divisore di un sogno
    tra passato

    (non troppo prossimo,
    non troppo remoto)

    e futuro
    il cui nome
    non risponde a presente.

    Erano pesci le mie parole.
    Sono caduto in queste acque
    tentando di afferrarli
    e intrappolarli nella mia penna
    ma sono sguisciati via
    dalle mie mani
    rimaste vuote
    come un pugno di mosche
    messe in fuga
    da uno sciame
    di pensieri aggressori.

    Sulla sfera
    una goccia d'inchiostro
    è tutto ciò che rimane
    della loro fuga
    da questo acquario fluente.

    (Né libertà, nè prigione).
  • 28 febbraio alle ore 15:53
    Pensieri nani
    Volute di colore sfumato,
    dall’azzurro al verde
    e poi all’azzurro ancora
    in cerchi e spirali lunghe,
    dall’alto in basso
    e dal basso in su,
    come un’aurora
    su il corpo mio s’avvolge
    E sento
    dai chakra miei fluire
    ogn’angoscia
    e ogni pensiero nano
    nella notte va a morire.
  • 28 febbraio alle ore 15:00
    Emilia
    Sul tuo sguardo triste
    una luce
    che dice
    come una candela
    soffiata
    da un vento
    che porta
    una voce
    lontana
    vicina al cuore.

    Sul tuo sguardo triste
    un accenno
    di dolce
    farcito
    da tutte le cose
    più buone.

    Che
    il cielo e la terra
    non sono abbastanza,
    spesso
    t'ingombrano
    formando
    un vortice.

    Di tutte
    le stelle
    che ho visto
    brillare
    tu sei,
    come, l'ultima luna.

    Trasalimenti e stanchezze.

    La speranza
    attende
    e
    ti chiama,
    ha udito
    sul tuo viso
    una luce
    che dice
    come tante
    candele
    soffiate
    tra
    i coralli
    di un Acquario.
  • 28 febbraio alle ore 13:26
    Piove
    Grani di cielo bagnano la vita,
    mentre la pioggia spazza via il passato.
    Sotto il ponte sul fiume ossute dita
    si scaldano ad un fuoco improvvisato.
    Piove sulla speranza, sul futuro,
    scomparsi ormai dagli occhi del barbone.
    Piove sull’oggi, su quello ch’è sicuro,
    facendolo apparire un’illusione.
    Piove dall’alto una favola vera,
    l’ascolteranno credendola inventata.
    Il sogno vagheggiato da chi spera
    sarà come una carta mai giocata.
  • 28 febbraio alle ore 11:00
    Tra illusioni e realtà
    Fingere di non aver paura
    di acerbe ombre oscure
    che minacciose s'addensano;
    nubi che scandiscono messaggi
    di temporali imminenti,
    indiziari di un lento tramonto.
    Con la coscienza pulita
    accetto queste lusinghe
    eleggendole a fedeli fidanzate,
    costanti compagnie
    per ingannare il futuro.
    Calpesto i miei passi
    su orme già scavate nel tempo,
    raccogliendo l'eco,
    appetitoso e salace,
    di brezze propizie
    a sfidare notti
    di sospiri struggenti,
    con la voglia di sfoltire
    irrisolti conflitti,
    cupi pensieri,
    revocandoli in timidi sorrisi
    in guerra contro la noia,
    tra auto-sberleffi
    e intenerimenti continui
    nel mare dei tormenti;
    e celebrare la pace,
    nascondendo il destino,
    nella rappresentazione goliardica
    che lacera con bocca famelica
    e seppellisce lo spirito
    scorazzando su illusori prati
    di variegati arcobaleni.
    .
    cesaremoceo
  • 28 febbraio alle ore 9:13
    Quattro Cento settantasette
    Come tutti i poeti, tu vai dove
    le tue parole vendono bene ed i neri
    mercati in cui si accatastano  smesse
    cianfrusaglie d'occasione, alzano le
    tende, gonne rivoltate fino  al buio
    segreto. Ammiccanti anche oggi,
    gonfiano la merce con sboccate
    prostitute di cartone, conveniente
    il prezzo, ami senza l'appendice
    verminosa, boccagli per gli occhi.
    Anche io credevo di essere come
    te, ma non lo sono: io mi faccio
    comprare con un pò di zucchero
    sul cuore, spolverato come il sale
    sulla coda dei piccioni.
    Ed è così che mi irretisci il
    volo mentre oli bene il tuo marchingegno
    con cui  stupisci la rosa clientela già pagante.
  • 28 febbraio alle ore 7:09
    Chari-Oscuri
    Domenico Felice

    CHIARI-OSCURI

    Parte I

    CHIARI

    I

    E poi
    sei venuta tu,
    bimba vestita di sole
    che guardi nella direzione del vento,
    anemone infinita.

    II

    Una lama di fuoco
    incendia
    i confini del cielo.

    Tu esisti
    in ardore.

    III

    Ho guardato un cielo di rondini:
    Sfavillio di voli
    Dov’eri tu la regina.

    IV

    Ovunque volgo lo sguardo
    ci sei tu,
    ninfea immortale.

    V

    Di astro in astro
    Per sempre noi vivremo
    Sterminata eco
    Di un bacio infinito.

    VI

    Vorrei essere l’aria che respiri
    per perdermi nel tuoi alveoli,
    mirabile plasma,
    animula infinita!

    VII

    Tu vestita di sole
    e io di vento
    per sempre vivremo
    mirabili creature
    di uno spazio senza fine

    VIII

    Stupefatta la notte entrava nel giorno e
    il giorno entrava nella notte  stupefatta
    con l’urlo congelato alla gola.

    Destati, amore: è l’ora.
    Viviamo questo tempo che non è
    né il giorno né la notte,
    ma quello del sogno e della conoscenza.

    IX

    Altrove – non qui –
    Parleremo il linguaggio dei fiori
    Comprenderemo le voci di tutti gli esseri
    Della terra e del cielo
    Percepiremo gli echi degli astri
    Senza più confini né tempo
    Come luce pura
    Negli spazi infiniti
    Natura nella natura

    X

    Io sono il mio presente
    Un frantume di fuoco
    In un gorgo di stelle

    Parte II

    OSCURI

    Data sunt ispis quoque fata sepulcris
    Giovenale

    I

    Qui
    Non c’è altro che vento
    Vento del nord
    Vento del sud
    Vento dell’ovest
    Vento dell’est
    E nulla
    Proprio nulla
    Che riveli tracce
    Di esseri viventi

    Solo
    Polvere e vento
    Vento e polvere
    Vento

    II

    Il tempo,
    che tutto consuma,
    corroderà anche queste rovine.

    Tutto,
    anche il vento che le traversa,
    sarà consumato.

    Resterà solo
    un irreale terrore:
    un silenzio nudo.

    III

    Noi siamo nel vicolo dei sorci,
    dove abita Squallore.
    Eppure,
    se c’interroghi,
    ti diciamo che non è Squallore che ci opprime,
    ma questa grancassa di denti
    che ci rodono le ossa.

    IV

    Ovunque
    volgi lo sguardo,
    gli orizzonti si chiudono.
    Tu sei solo,
    accanto al tuo respiro.

    V

    Sparire
    Dietro i sorrisi e le labbra
    Sparire
    Cancellando gli addii

    VI

    Fuoco di vento
    Vento di fuoco
    Vento
    Fuoco

    E niente acqua
    Acqua

    Solo
    Roccia
    Interminata roccia

    Irreale terrore

    VII

    I cannibali

    Ciò che il melograno disse alla magnolia:
    Fame di vento
    È la tua immagine chiara.

    Ciò che la magnolia disse al melograno:
    Fame di fuoco
    È la tua linfa scura.

    Ciò che disse il vento:
    Sete di fuoco
    È la tua dissolvenza.

    Ciò che disse il fuoco:
    Sete di vento
    È la tua trasparenza.

    Fuoco.
    Vento.

    Ora lo sai:
    Anche la desolazione ha la sua fine.

    VIII

    I criminali

    Sono vissuto
    in un tempo in cui
    l’unico evento umano
    era la morte.

    Eppure, a onore del vero,
    anche su quella
    l’inumanità era totale.

    IX

    Contro l’orrore
    In te mi dissolvo
    Chiarità essenziale

    APPENDICE

    A mia madre

    Eri tu la migliore
    Perché parlavi il linguaggio dei fiori
    E conoscevi tutti i nomi del dono

    *
    Ti porterò doni
    Come quando
    Eri ancora bambina
    E toccavi il cielo con le dita

    A mio padre

    Né più mai saprai
    L’odore verde del rosmarino
    Il sapore giallo della vite
    La brezza azzurra del mare

    Né più mai dirai
    Versi di volo e
    Di frante primavere

    Né più mai coglierai
    Assolate asparagine
    Abbrunati pungitopo
    O ferrigne lumache

    Eppure io vedo la tua voce
    E ascolto il tuo sguardo
    Addossato a questa collina
    Dove sussurrano gli ulivi
    E odora la ginestra
  • 27 febbraio alle ore 23:15
    haiku n. 106 (dietro alti pioppi)
    dietro alti pioppi
    straordinaria e chiara
    riluce l'alba
  • 27 febbraio alle ore 14:59
    Clown
    Volteggi e cadi, pupazzo senza fili,
    riuscendo ad attirare l’attenzione.
    Gli scalmanati sono meno ostili,
    adesso applaudono con ammirazione!
    Calchi la scena con disinvoltura,
    davanti a centinaia di spettatori
    che, affascinati dalla tua bravura,
    ti acclamano da dietro ai riflettori.
    Sulla maschera rotonda e infarinata
    hai disegnato un semplice sorriso.
    Una lacrima dagli occhi s’è affacciata,
    tu le hai impedito di bagnarti il viso.
  • 27 febbraio alle ore 12:24
    Quattro Cento settantasei
    Forse non dovresti amarmi,
    ho tante, troppe scatole senza seme,
    una palizzata è più madre di me.
    Il mio alveo ha fama di taccagno
    e se anche tu non credessi a questa
    infamia, lui non si è mai scucito
    più di una sola volta al mese,
    mai ha trasgredito la femminina
    regola. Per questo ti consiglio,
    forse, di lasciar perdere,
    di non insinuare nel mio curriculum
    traslochi o migrazioni .
    I bicchieri avvolti nelle notizie, il nastro
    adesivo sui ricordi, cellofan a volontà
    e polistirolo che allaga:
    tutte queste cose mi disorientano.
    Però potremmo togliere insieme
    la polvere dalle cornici, sostituire
    le vecchie foto con le nuove: ibridi,
    innesti, ingredienti esplosi nel
    guanto del grande, estroso chef.
    Questo più mi solletica al rischio:
    vederti dipingere il soffitto,
    diluire cigolii, aspirare buchi.
    Saresti perfetto ed alto
    mentre ti osservo  accomodarmi
    il nido ed io all'ombra delle
    tue spalle mi riaddormento.
  • 27 febbraio alle ore 11:25
    Intimità
    Dentro il tuo nobile cuore
    Dentro i tuoi puri pensieri
    Dentro le tue fervide parole
    Dentro i tuoi saggi precetti
    Dentro le tue amate frasi
    Dentro la tua grata voce
    Dentro i tuoi fini modi
    Dentro la tua fresca e genuina mente
    Dentro la tua sinuosa vita
    Ognora mi scopro,
    O raro amore mio!
    Nelle mie care pupille
    Nelle mie cupide orecchie
    Nella mia avida bocca
    Nel mio agitato cuore
    Nella mia focosa pelle
    Nell’aria vitale che respiro
    Nel miei vivaci pensieri
    Nei miei gesti usuali
    Sempre ti trovo,
    O raffinato amore mio!
  • 27 febbraio alle ore 9:55
    Quasi marzo
    Vorrei dirne una, forse due o tre
    per smentire sinteticamente le indecisioni mie
    sulla vita, sull'amore
    quell'impulso di mille cenerentole fa
    non mi si addice più
    ora che indosso il senso di questa mia esistenza
    senza troppa paura di ammetterlo
  • Ti sei messa un vestito dorato stasera eh?e per chi lo hai messo? e sei scesa sulla terra a rubare l'ombretto blu a quel battito d'ali di una farfalla e non mi hai detto niente.
    Hai un sorriso ancora piu' bello e enigmatico questa sera,e io voglio sapere per chi diavolo è!!Vieni piu' vicino,stai facendo impazzire anche a una donna come me,la tua pelle é color latte e sul tuo seno si sono adagiate delle stelle con la scusa di farsi allattare e orasono perennemente sopra di te e si sono fatti nei.Vieni qui non ti muovere e girati!Nella tua schiena ci sono orme di lupo che non muoiono mai...Sei bellissima mentre ti osservo con gelosia fame e rispetto e le tue guance diventano rosse.Stai ferma,non ti muovere e non alzarti piu' in cielo altrimenti si alzera' anche la mia pazzia,stenditi qui al sole del mio possesso,sciogli i tuoi lunghi capelli color miele e io bacero sul tuo seno ogni neo che prima era una stella e poi lo restituiremo al cielo,conta su di me..fidati...non averepaura rifaremo vivere il cielo che è morto se tu non sei li'..
    Ma ogni tanto devi lasciarti prendere,non puoi stare sempre lia farti ammirare da tutti,a far commuovere la gente e fare arrabbiare gli uomini soli,devi scendere e farti amare da qualcuno mia cara.
    Stasera hai trovato me,una donna che impazzisce per i capell color  miele ,l'altalena che fai da sempre salendo e scendendo e il nascondino,sparendo dietro le nuvole...
    vieni a giocare con me?non ti muovere ,ti faccio vedere come ci si sente ad essere trovata e scoperta all'improvviso.....tu hai bisogno di essere ferma,me ne sono accorta quando sei mezza ,io so che quel tuo essere a meta' è un grido che tu fai dicendo che senza amore non si puo' vivere.E ora che ti amo ,mentre ti prendo ,dimmi che questo vestito dorato tu stanotte lo avevi messo per me....
    Lo vedi non mi ero sbagliata e ora che ci siamo unite nel corpo e nell'anima,sei pregata di dirmi ogni volta che non ti vedro' nel cielo,in quale casa ti sarai intrufolata,altrimenti prega che  il grande spirito faccia  abitare  nel cielo delle nubi talmente scure da riuscire a farti nascondere,perché ormai sei mia e io ti troverei ovunque
    Non ti muovere luna dorata.

    _( dedicata a  una  donna  con i capelli color  miele e con grandi occhi neri incontrata  poche  ore  fa ,cosi' bella che mi ha ricordato la luna piena   dorata di questa notte  26.02.2013  h:11:30 )
  • 26 febbraio alle ore 20:24
    Ascolta la pioggia
    Ascolta la goccia
    che cade dal cielo
    il ticchettio saltella
    e rimbomba di tuono,

    la sposa del vento
    si apre sul noce
    raffredda i suoi piedi
    bollenti di odio,

    si ferma su cumuli
    e fa terra bagnata
    cadenza la voce
    su croci di pietra,

    il pianto risorge
    cambia orizzonti
    scegliendo per caso
    dove fermarsi,

    la pioggia disseta
    l'ombra dell'uomo
    schiarendo la mente
    vi trova ristoro.
  • 26 febbraio alle ore 18:30
    Silenzio
    Senza spazio; senza tempo.
    Come un otre teso di pensieri
    Che indocili s'azzuffano.

    E' in questo dolce acquetarsi
    Che meglio i miei occhi ricordano i fremiti.
    Screzi dipinti su un cielo velato di cremisi.

    La botte ribatte gli echi del fatuo gaudio
    Ed io raccolgo il capo
    E stringo a me ogni congettura di lacrima.

    Dimmi quando. Quando
    Il nodo s'è sciolto?
    Che sì tersa era la presa.

    A questo orizzonte che di spezie s'indora
    Rimetto i miei sogni

    Cullali!

    Dimmi quando. Quando
    Il mio fiato ritroverà il tuo?
    Quando tutto questo silenzio
    Avrà fine?
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