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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 febbraio alle ore 23:03
    Un ricordo,un'illusione

    Un pianoforte a spandere nell'aria
    note liete e soavi

    in una cornucopia di prelibatezze
    per i cuori

    E mentre qualcuno
    stappa la sua bottiglia preferita

    subito musiche e danze
    ammaliano i sentimenti

    E noi

    a dimenticare la triste litania dei lamenti
    nel pudore delle nostre emozioni

    e donarci tutta la felicità dell'amore

    Sostenere le nostre anime al dolore

    cucirci addosso le ali della passione

    e volare
    in controvento a tutti i perchè

    sul soffio di quella canzone

    ...e rifugiarci nel tempio dei piaceri
    .
    cesaremoceo

  • 28 febbraio alle ore 19:51
    Nella soffitta dell'anima

    Nella soffitta dell’anima
    ritrovo l’ombra
    di un sogno infiammato
    ormai placato
    dai venti freddi della ragione,
    che mutano i destini
    di brezze ribelli e infantili
    profumate di effimero.
     

  • 28 febbraio alle ore 18:40
    Carnevale

    Nascosti dietro maschere sfuggenti
    i nostri sorrisi da tempo spenti 
    cercano riparo in questa consumata realtà
    uccisa da guerre inutili.
    Da guerre viste in passato 
    e vissute nel presente.
    Nascosti per paura d’esser riconosciuti da sé stessi
    come fautori di una realtà assassina
    ora, han spento i loro sorrisi,
    han spento le nostre speranze.
    Ma vogliono di più: il nostro sudore
    da tempo dimenticato in quello spazio
    che un tempo sembrava esser amico.
    Chi ha ora il coraggio 
    di togliersi la maschera dal viso, 
    abbia anche il coraggio di dire perché…
    Perché ha voluto esser infedele a sé stesso.
    Perché ha ucciso il sorriso dei cieli 
    e quello dei nostri figli 
    che non han vissuto ancora nulla
    di ciò che noi abbiam paura di vivere oggi
    e domani.
    Domani…! Com’è difficile a volte
    pronunciare questa parola.
    Com’è difficile a volte 
    sorridere al domani,
    ammesso che ci sia un domani…

  • 28 febbraio alle ore 9:35
    Ombra di un sogno

    "Uomo, ombra di un sogno"
    diceva il luminoso poeta
    con parole alate,
    l'effimero dell'uomo
    si manifesta
    nel sogno che trascolora con la vita.
    Illusione noi siamo
    incerti del domani come dell'oggi.
    E tutto passa e va col tempo acre
    veloce l'ora corre in mezzo al fiume
    dell'uomo che annaspa e senza posa
    si gira e cerca la verità nascosta.
    Noi tutti siamo gettati dentro un sogno
    dell'ombra che lasciamo contro il muro;
    figli mettiamo al mondo nella speranza
    di un giorno migliore che non arriva.
    Figlio, sogno di un'ombra tu sei per me
    che t'aspetto da una vita in mezzo al fiume
    dove le membra fremono di freddo
    ma il cuore si riscalda nell'attesa.
    E tu verrai a me in epifania
    miraggio sei tu per me, eterno sogno
    G.A.

  • 28 febbraio alle ore 9:30
    Ombra di un sogno

  • 28 febbraio alle ore 9:26
    Sommerso dall'oscurità

    Sommerso dall’oscurità
    ho vagato senza
    pace, senza sollievo
    per la mia anima la salvezza
    era inaccessibile ovunque
    mi recassi un sentiero
    senza fine il dolore

  • 28 febbraio alle ore 8:47
    A che scopo

    A che scopo dobbiamo vivere
    quando l'acido
    ci assorbe, rendendoci
    viscidi ed invidiosi
    di tutto ciò
    che ci sta intorno
    alimentando un grosso
    falò? A che scopo dobbiamo continuare
    se si è arrabbiati dentro
    ammalandosi nel ritrovare
    ripugnanza, in sguardi
    servitori che prestano
    la loro correttezza
    la loro dignità
    che noi non possediamo
    ed essi si?

     

  • 27 febbraio alle ore 23:41
    Mi ricordai d'avere un amico

    Mi ricordai d’avere un amico
    quando ormai era notte
    volevo porgergli un saluto
    ma già lui sul letto giaceva
    Mi ricordai d’avere un amico
    quando già il sonno lo dominava
    volevo dirgli parole cordiali
    che il mio cuore sprigionava
    Mi ricordai d’avere un amico
    tanto tempo fa
    incominciai a pensare e mi chiesi
    “ma lui di me si ricorderà?”
    m’addormentai
    e di lui mai più mi ricordai.

  • 27 febbraio alle ore 23:05
    L'intruso

    Non dormo
    inseguo incubi che m'inseguono
    e ho il viso torturato
    stavolta mi arrendo
    al canto obliquo
    mi arrendo al nemico
    L'intruso
    è qui
    E stavolta la mia rivoluzione
    sarà rumorosa
    Mi guarderò
    dall'amico
    manipolatore
    Dal bugiardo
    il mentitore
    E se vuoi farmi compagnia
    devi guardarmi
    sul corpo
    ogni cicatrice
    Se davvero vuoi amarmi
    abbraccia prima
    il mio dolore
    Che sol'io
    ho curato
    fino ad ora
    Se vuoi vivermi
    sopporta
    la mia morte
    Mi vedo combattere
    da molte vite
    Oggi è la mia resa
    ma sono più
    invincibile
    di prima

  • 27 febbraio alle ore 19:38
    Generoso

    Quanto manchi alle parole
    che non bastano, per dire
    quanto amore puoi dare
    a chi ha bisogno di te
    cercandoti come se fossi
    un grande Dio, illuminato
    dai fedeli del mondo
    che rischiarano sentieri
    tortuosi, unendoli
    al perdono e alla sapienza
    del dono, ammirabile pregio

  • 27 febbraio alle ore 14:45
    Esisteva

    Esisteva un tempo in cui anche Taranto e la sua provincia profumavano di ulivi e mare.
    Esisteva un tempo in cui anche qui il cielo era sempre azzurro, 
    e le nuvole giocavano a rincorrersi felici.
    Esisteva un tempo in cui anche a Taranto le greggi 
    erano libere di pascolare banchettando serene 
    e l'erba era verde 
    e non rossa.
    Esisteva un tempo in cui i bambini non avevano paura di giocare all'aperto, 
    e dal cielo cadevano gocce d'acqua pulita 
    e non pulviscolo nero, 
    carbone.
    Esisteva un tempo in cui Taranto era libera 
    e i delfini felici intrecciavano 
    amore e sereno.
    Esisteva un tempo in cui a Taranto tutto questo era realtà 
    e non tetra 
    utopia.

  • 27 febbraio alle ore 11:09
    Quello che resta del giorno.

    Lo incontri, per caso
    distratto
    a parlare sommessamente di noi.
    Lo vedi eclissarsi
    goffamente
    nel via vai di una promessa,
    ferito dal bisogno
    di mentire
    perché nessuno
    gli racconta la verità.
    Quello che resta del giorno
    lo trovi ad un angolo di strada;
    con indosso ancora
    il vestito della festa,
    elemosina scampoli d'incanto
    implorando la notte
    di non lasciarlo al buio.

  • 27 febbraio alle ore 8:53
    Notte

    Maledetta notte insonne
    A scacciare ombre nere
    Mi rimbalzano addosso
    Girano intorno
    È un vortice senza fine
    Maledetta notte di spine
    Lame affilate in gola
    Mi dilaniano dentro
    Maledetta notte
    Belva rabbiosa che morde il petto
    Graffia la carne con zampe piantate addosso
    Lacera le membra
    Maledetta
    La sento tutta, ancora
    Lenta, da non finir mai
    Ma domani si
    Ogni secondo di tormento
    Avrà sapore dolce di godimento
    Se servirà a riportarmi da te
    Ogni goccia di sangue in gola berrò
    Se questo è il prezzo per averti
    Lo pagherò a tasche sfondate
    Io solo lo pagherò
    Domani
    Notte maledetta
    Domani si
    Non serviranno tutti i dolori del mondo
    Per dirmi e dirti che ti amo
    Che solo il tuo respiro è salvezza
    E quello solo spazzerà via
    L’orrendo rimbalzare di queste ombre nere
    Maledetta questa notte
     

  • 26 febbraio alle ore 18:50
    Solidale (Filastrocca dell'azione)

    Tanti chicchi
    fanno un cucchiaio
    Tante briciole
    fanno un boccone
    Poi non datemi
    del coglione
    se mi sta a cuore
    la piccolezza.

  • 26 febbraio alle ore 15:59
    Zio Enzo.

    Dall’alba della mia infanzia
    giungono a me
    i tuoi occhi profondi
    e azzurri,
    pieni di ombre
    nello sguardo fermo.
    Porta bianca, chiusa,
    antica,
    grande,
    e le nostre due immagini,
    la mia di bimba,
    proiettata nel futuro,
    la tua di uomo giovane,
    già destinato alla sofferenza
    e le tue grandi,
    lunghe,
    gentili mani
    a ritagliare ballerine
    nei fogli a righe
    di un quaderno di scuola.
    Ballerine legate per la mano,
    ritagliavi, zio Enzo.
    A che valse nella tua vita,
    l’intelligenza,
    la genetica pervasa di futuro,
    la cultura,
    l’amore,
    se non poterono salvarti
    dal tuo dimani?
    Ritorni ame
    Quest’oggi,
    da una foto,
    ma più profondamente
    t’avevo impresso
    e mai dimenticato
    per il gentile amore
    che mi hai dato.
    Biancolina.

     

  • 26 febbraio alle ore 9:55
    L'Uomo Civetta

     
     
    Lui!
    Non era del posto
    Veniva da lontano

    Abitava una casetta
    Vicino al Cimitero.
     
    La gente aveva paura
    E lo chiamavano “Solitario”.
     
    Parlava pochissimo
    E lo faceva con la civetta
     
    Dalle ali mozzate
    Che viveva con lui.
     
    Uomo lugubre sciancato
    Nasone lo sparapalle
     
    A chi gli faceva scongiuri
    Gli sputava sentenze
     
    Lo fissava negli occhi
    E lo prendeva di mira;
     
    Il futuro era bello e segnato
    Al quel povero malcapitato.
     
    Come un albero in frutto
    Colpito da un fulmine
     
    Era destinato a patire
    La sua lenta agonia.
     
    Tutte le mattine
    Si girava il paese
     
    E quando centrava il bersaglio
    Avvisava l’amico cassamortaro
     
    A tangente versata
    Si metteva all’opera.
     
    Questa era la lugubre esistenza
    Dell’uomo civetta-camposanto.
     

  • 26 febbraio alle ore 9:50
    Senza Senno

     
     
     
    …nuvole incerte
    Dall’andare affaticato
    Hanno offuscato il cielo
     
    Ora il vento respira forte
    In una sera senza fascino
    E su di un mare chiassoso
     
    Sotto la pioggia urla forte
    È un mormorio insistente
    Sull’inquietudine stagnante
     
    E mentre la natura vuole ridere
    Ed il sole sprizzare la sua gioia
    L’uomo avido del potere
    Progetta e si dispera…
     

  • 26 febbraio alle ore 1:11
    Respiri

    Respiro selvaggio, carezza rubata,
    sguardo fugace, tempo furtivo,
    ali di ragazza che cavalcano il cielo
    scavando un solco tra le grigie nubi.
    Angelo libero, rubami l'anima,
    strappami il petto e prendi il mio cuore,
    fuggi lontano e non riportarlo più indietro,
    questa mia vita ti appartiene,
    in questa notte di respiri stridenti,
    respiri che affogano nella nebbia,
    respiri che tagliano sorrisi, respiri,
    sono solo respiri, i miei e i tuoi.

  • 26 febbraio alle ore 1:09
    Donna

    Nessuno può donare il calore di una donna.
    Una donna è dolcezza, delicatezza,
    gentilezza, affetto, calore, amore, intimità,
    moglie, madre, figlia, sorella, amica.
    Una donna è una rosa in pieno inverno,
    una pioggia che rinfresca d'estate,
    un sole sempre acceso.
    Una donna è sana,
    forte e fragile ma non può ferire,
    non ha artigli né spine per poterlo fare,
    è un profumo che va sempre di moda.
    Una donna è un angelo in terra
    venuto per cambiare il mondo.

  • 26 febbraio alle ore 0:36
    Attimi

    L'amore nasce da una semplice amicizia,
    dal rispetto e dalla fedeltà,
    da un sorriso o da una semplice carezza,
    da un piccolo bacio a un bacio carnale.
    Ciò che passa sotto le vesti dell'anima
    non si spoglia mai,
    ciò che attraversa il cuore
    resta nel cuore eternamente.

  • 25 febbraio alle ore 20:55
    O' CORE S'E' SPUSTAT'

    O’ core s'è spustat’,
    sé né jiut’ iss sul’
    miez’ a’ na’ via,
    senza chiù sole’,
    senza chiù ammore,
    senza chiù
    na’ jiusta direzione,
    sulament’
    n’ ombra e’ tempesta
    attuorn’ a’ stù core.
     

  • 25 febbraio alle ore 20:50
    La donna dai capelli di fuoco

    Tu sei la maschera del mio cure
    Nascondi il male che vi è racchiuso,
    percorrendo lenta le mie vene
    ripulendole dalle mie paure sintetiche.
    Resto sveglio,
    in questa valle desolata,
    sentendomi morto
    perché sei lontana,
    come adamo che vede
    il paradiso sparire.
    Raccogli tutto il tuo calore
    E avvicinati piano a me,
    sciogli la neve di plastica
    che avvolge il mio spirito.
    Sono vivo nel buio
    della tua lontananza,
    quando la speranza
    silente muore,
    quando l’inferno si spegne
    dentro di me.

  • 25 febbraio alle ore 20:49
    Mosche

    (Disse il profeta cieco):
    Dove mi conduci, bambina!
    Si sta facendo pian piano mattina!
    Verrà la pioggia, verranno uragani,
    o nemici da paesi lontani?
    (La bimba dagli occhi rossi rispose):
    Non so dove ti sto portando,
    ma il pericolo sta pian piano aumentando.
    Senti dentro cosa sto vedendo,
    anche l'inferno si sta infiammando.
    (il profeta sconvolto):
    Sento solo la morte e la sua litania
    il genere umano sta smarrendo la via!
    Perché mi trascini e vuoi fuggire
    torniamo dietro li potremmo salvare.
    (La bambina ridendo):
    Fuggire, io non oso!
    ti sto solo portando verso l' eterno riposo.
    Nemmeno l'uomo si è salvato
    dalla furia di un dio adirato,
    la sua era è stata una delle più fosche,
    ma ora  la terra è il dominio delle mosche!

  • 25 febbraio alle ore 13:01
    Appesi alle gocce

    Appesi alle gocce aspettiamo
    che ci si possa asciugare
    mentre le nubi ci avvolgono
    continuando a stringere
    ogni contrada nell'umido.

    Usare l'appello politico giova?

    O nuvole fate le brave
    andate a bagnare il deserto
    dove il sole poltrisce
    il volto nelle dune specchiando
    e l'astro qui torni a brillare!

  • 25 febbraio alle ore 13:00
    Avrò diritto di guarire anch'io

    Allenarmi a gareggiare con l'anima

    a lanciare sentimenti e passioni
    piu' in alto possibile

    superando una dopo l'altra 
    condizioni di turbe interiori

    Navigare a vista

    nel ritmo coreografato della vita

    remando solo con le mie forze

    con la diffidenza a ossessionarmi
    dentro astrusità
    che affondano le radici nel passato

    senza pensare
    la barca possa colare a picco
    da un momento all'altro

    uccidendo l'apatia
    con il gioco di luci e d'ombre della fantasia

    e nei dolori e insoddisfazioni
    prendere in prestito i moti dell'anima

    prima che passi il tempo massimo
    del mio vivere
    .
    cesaremoceo