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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 marzo alle ore 22:58
    La perfezione nell'imperfezione

    La nostra amicizia 
    scintilla per caso
    naturale per divertimento
    indelebile nel tempo.

    Noi che ci siamo
    sempre, anche nel silenzio dei giorni 
    quando siamo lontane.

    Noi che ascoltiamo
    possiamo parlarci senza riflettere, 
    senza giudicare o fraintendere.

    Noi che ci arrabbiamo
    possiamo litigare, discutere, urlare
    senza ripicche o drammi.

    Noi che ci divertiamo
    forse più di altri che fanno finta di farlo
    e dicono di esser sempre felici.

    Noi che sbagliamo
    ma vogliamo bene a noi stesse
    e non ce ne dimentichiamo.

    Noi che siamo egoiste
    ma pensiamo sempre e comunque
    a chi conta veramente.

    Noi che siamo instabili
    emotivamente razionali e razionalmente emotive.
    Così simili e diverse.

    E tu...
    ... che hai avuto tempo per me quando ne avevo veramente bisogno,
    ... che mi leggi dentro la tristezza e senza nemmeno farmelo capire la cancelli,
    ... che nella mia negatività sai che c'è anche positività,
    ... che aumenti la mia allegria perchè quando ridiamo per ore siamo davvero felici!

    Ma sopratutto tu...
    ... che sai cogliere la perfezione nell'imperfezione
    e la trasformi in un sorriso.

  • 31 marzo alle ore 17:35
    CHI SEI TU

    IRIS VIGNOLA

    CHI SEI TU?

    Nel letto di dolore, tra spasmi e sofferenze,...
    immobile e preda inerme d'un fato atroce,
    ti chiedi cos'hai fatto per meritare un simile castigo.
    In questa tua esistenza, forse hai errato troppe volte,
    oppur sei qui a scontar pene per tue vite vissute,
    in altro tempo e in altro spazio, di cui non hai ricordo.
    Una folle realtà ti vuole disarmato e senza scudo di difesa,
    affinché la vita, vile carceriera,
    ti releghi in questo corpo sì stanco e martoriato,
    privo di alcun libero arbitrio per gridare basta,
    dacché la voce manca
    e gli occhi chiusi o fissi non possono parlare.
    Muto e inerte, pari incosciente, in quel triste sudario,
    forse lo sei, o forse sei tra noi,
    presente ed impotente a farti udire,
    da noi che, limitati, non sappiamo percepire
    l'urlo straziante che irrompe in te e, lì, muore.
    Chi sei tu, adesso?
    Pensi, riflettendo la tua immagine, come in uno specchio,
    piangendo su te stesso e su quell'amara, mortale sorte.
    Ti senti affievolire come flebile fiammella sul punto di smorzarsi,
    purtuttavia, irriverente, la morte
    t'ha abbandonato fra le mani del tuo nulla esistenziale
    e non accenna ad affrancarti.
    La vita ti ha deluso e incarcerato in quest'insana spoglia,
    il cui spirito pretende d'esser libero di scegliere
    se continuar a vivere, se vita si può dire,
    o librarsi in volo per divenire anima immortale,
    in una dimensione astratta e congeniale
    ad apportar supporto ad altri in greve stato
    e a custodire chi abbisogna di conforto.
    Libero, uscito da quel corpo che tradito poi t'aveva,
    disteso in un riposo guadagnato,
    seppur pianto da chi non sa che or ora sei felice.
     

  • 31 marzo alle ore 17:34
    UN SORRISO VESTITO D'ANIMA

    IRIS VIGNOLA

    UN SORRISO VESTITO D'ANIMA.

    Con un sorriso vestito d'anima,...
    lasciai il mio involucro assopito,
    per levitare in alto, nel corpo mio astrale,
    onde elevarmi lassù, nel blu cobalto
    d'un cielo non fattosi ancor nero inchiostro.
    Verso le stelle, m'innalzai, in quella tarda sera,
    che stavano accendendosi, per illuminar la notte.
    Mi scrutarono in viso, con enigmatico sorriso,
    avean tessuto un magico velo, disteso fra di loro,
    nel quale i sogni imprigionare,
    lasciandone sol taluno libero di volare,
    affinché potersi realizzare.
    M'incupii, giacché i miei eran tutti prigionieri.
    Guardai le stelle, sempre più lucenti,
    che, come sfingi, apparivan misteriose.
    Lo sguardo mio trasudava parole,
    insieme a lacrime, come cristalli di sale.
    E con stupore, in quello spazio senza tempo,
    osservai i sogni miei volare,
    nel cielo fattosi ombroso, verso l'immane infinito.
    Fu allora che compresi ciò che sarebbe avvenuto,
    tant'è che quel sorriso, vestito d'anima,
    spuntò di nuovo sul mio viso, testé radioso.
    Ringraziando le stelle, discesi in tutta fretta,
    per far rivivere il corpo mio, in placida attesa,
    supino e immobile, sul letto ancor giacente, che parea sorridere, come sapesse
    del dolce incanto, accaduto in quel del cielo,
    in una notte serena e confortamte.
     

  • 31 marzo alle ore 17:33
    LA PASSIONE DI CRISTO

    IRIS VIGNOLA

    LA PASSIONE DI CRISTO

    Limpido cielo, di stelle ammantato,...
    in quella gelida notte, nella quale sei nato,
    finanche, da vivida cometa, attraversato,
    onde annunciar sublime avvento,
    tra paglia, nell'angusto antro,
    in miseri panni e solo riscaldato
    dal fiato del bue e dell'asinello,
    Tu, Umile e Divino Bambinello,
    dall'eterea dimensione, proveniente,
    sull'angosciata Terra,
    per volontà del Padre Tuo Vivente.
    Regali gesti, dalle miracolose mani,
    generate per sanare e per donare
    ciò che era andato perso,
    per un destino avverso,
    da chi, nel proprio cammino, Ti ha incontrato
    ed il Tuo verbo, ha fatto suo,
    per cui, ogni peccato, gli è stato cancellato.
    Carismatiche parole, dalla Tua bocca,
    di pace, perdono,
    speranza, fratellanza,
    rivolte alla crescente folla,
    che ha barattato il cuore, in cambio del Tuo amore,
    per mezzo delle quali, mutando triste sorte,
    la vita, hai restituito,
    sconfiggendo la morte,
    su chi, di Te, la veridicità, ha recepito.
    Tu, come Buon Pastore,
    hai conquistato il cuore,
    di chi, di Te, ha compreso
    che fossi, in verità,
    il Messia tanto atteso,
    del Creatore, l'Unigenito Figlio,
    fattosi uomo e, tra i suoi simili, sceso,
    per prender su di sé,
    del mondo, diabolico peccato.
    Ed affinché ciò si avverasse,
    fosti straziato ed umiliato,
    a seguito di, con un bacio, esser tradito
    da chi, al desco Tuo, si era seduto
    ed aveva, con Te, intinto il pane consacrato,
    spezzato e dispensato,
    come Tuo Corpo, sulla Croce, immolato
    ed il vino, dal calice, bevuto,
    offerto, al pari del Tuo sangue, versato,
    per l'Eterno Patto,
    dal dorso, che lo scudiscio ha martoriato,
    dal capo, che le spine della vile corona hanno violato
    e, appresso che, durante la via,
    cadesti, sotto, della Croce, il grave peso,
    da taluni reietto e disprezzato,
    bensì, dai giusti, immensamente amato,
    dai piedi e dalle mani,
    trapassati dai sacrileghi chiodi
    e dal costato,
    dove, non ancor paghi del male compiuto,
    vigliacchi, Ti hanno altresì ferito.
    Tu, Essere Celeste,
    che, di alcun male, Ti sei macchiato
    ed hai, all'inverso, gli stolti carnefici, perdonato,
    che, all'insano ordine, hanno obbedito,
    senza capir realtà di Colui che stavano uccidendo
    e che, a Dio, l'innocente Suo Spirito, rimetteva,
    che fosse in ver chi, d'esser, predicava.
    "IO SONO LA VIA, LA VERITA' E LA VITA.
    CHIUNQUE CREDERA' IN ME NON MORIRA' MAI"
    Pronunziò, avanti la sua Ascesa,
    Gesù, chiamato il Nazareno,
    o il Cristo, dell'Onnipotente, l'Unto,
    il Messia, il Salvatore...
    Comunque sia...il nostro adorato Signore,
    che, per nostro amor, ha donato la Sua vita.
     

  • 31 marzo alle ore 17:31
    PENSIERO NELL'ALI DEL VENTO

    IRIS VIGNOLA

    PENSIERO NELL'ALI DEL VENTO,

    Il pensiero di te vola in alto,...
    radicandosi nell'ali del vento.
    Giunto a te, si fa senso, percorrendo il tuo corpo,
    con un tocco leggero e finire sul viso,
    per sfiorarti le labbra e sottrarne il sapore,
    quasi un bacio d'amore...
    Indi tornar indietro, fluttuante nel cielo,
    avido pensiero,
    attendente un soffio fugace,
    zufolo leggiadro,
    di cui approfittare per condurre, al desiderio mio,
    la tua dolce fragranza e posare,
    sulla bocca mia ardente,
    quel bacio conturbante, da poco,
    a te, sottratto
    dal mio pensiero materializzato.
     

  • 31 marzo alle ore 17:29
    A MIO PADRE

    IRIS VIGNOLA

    A MIO PADRE

    Non ho scritto mai, per te,...
    alcuna frase, nel corso della vita,
    giacché son vaghi i ricordi,
    avendomi lasciata ancor bambina..
    Flash, nella mia mente,
    riportano a quell'età solare
    dove i pensieri volavano leggeri,
    sull'ali bianche della spensieratezza
    di quell'infanzia che m'appariva lieta,
    in specie, nei giorni della festa,
    quando s'andava, in campagna, a passeggiare,
    con il vestito domenicale e lindo,
    tenuto in serbo tutta la settimana,
    io a cavallina, sulle tue spalle sicure,
    guardavo il mondo, trovandomi su, in alto,
    quasi vicina a toccar il cielo con la mia piccola mano.
    Anche il mio nome, rammenta il tuo ricordo,
    di quella notte che udì il mio primo pianto,
    quando cantasti l'Iris di Mascagni,
    con la tua voce che vorrei poter sentire. Padre mio amato e troppo presto perduto,
    idealizzato nel ricordo che ho nel cuore,
    son qui a scriver, per te, d'amor, parole
    dolci come le caramelle che non mancavi di portare,
    a questa piccola tua figlia, prima di dover andare
    in una vita celestiale, che ti richiamava a sé,
    a cui non ti potesti rifiutare.
     

  • 31 marzo alle ore 17:22
    SE MI VUOI

    IRIS VIGNOLA

    SE MI VUOI

    Se mi vuoi, non occorrono parole......
    Guardami...
    Non son forse il tuo sole?
    Lascia trapelare il silenzio, senza smetter di guardare,
    arrivando come un'onda che abbandona il suo mare,
    per sfiorare ed unirsi all'arenile.
    S'infrange sulla pelle che si lascia ognor lambire, lo sguardo tuo,
    raccontando, al cuore mio,
    le dolci frasi che le labbra non saprebbero esplicare.
    Scruta gli occhi che hai davanti,
    veritieri traditori dei reconditi pensieri della mente,
    penetra or ora l'anima ignuda ed indifesa,
    per carpirne gli esaltanti e inestimabili segreti,
    che conducono al portale della dimensione astratta.
    Ma ancor concreta, tua sarò,
    nella silente attesa d'una sgargiante aurora,
    che possa baciare i nostri corpi addormentati dopo l'estasi d'amore,
    ancor dapprima d'udire, vicino, il tuo respiro,
    o percepire il tocco delle mani sul mio viso.
    Nell'ovattato silenzio, s'odono i palpiti del nostro cuore
    e il tuo mi sta dicendo che mi vuoi,
    mio immenso amore.
     

  • 31 marzo alle ore 17:20
    LACRIME DI PIOGGIA

    IRIS VIGNOLA

    LACRIME DI PIOGGIA

    Scorre, scivolando sul vetro del finestrino, la pioggia,...
    formando esigui canali
    che, zigzagando, s'avviano verso il proprio destino.
    Lacrime di pioggia, scendendo giù dal cielo,
    ammantato di cinereo,
    tremolanti, si soffermano,
    riprendendo poi quel pianto naturale.
    Intrisa di tristezza per la tua lontananza, scruto
    nel mentre che le fronde, dal vento, sono scosse,
    sotto la cappa velata del mesto orizzonte,
    che non vorrebbe piangere,
    ma risplendere di sole,
    come vorrei pur io,
    se non dovessi dirti sempre addio.
     

  • 31 marzo alle ore 17:18
    VITE SENZA TEMPO



    IRIS VIGNOLA

    VITE SENZA TEMPO

    Rumoreggia il silenzio,...
    nella coscienza attenta.
    Grovigli di pensieri,
    Intersecati come fili,
    tentacoli, nella mente, radicati.
    Chiazze d'oblio,
    lapsus di vita passata
    e, nel contempo,
    visi improvvisi,
    sprazzi d'eventi remoti,
    come lampi che affiorano dall'io.
    Giù nel profondo,
    scavando tra memorie antiche
    che, sapienti,
    riconducono i ricordi,
    appartenenti all'anima immortale.
    Effimere vite,
    vissute quanto un battito di ali.
    Realtá irreali,
    materia che non vale quasi niente,
    che si disgrega,
    come nuvola col vento,
    sotto l'inverecondo influsso
    d'un fuggente tempo,
    che lo spirito non teme, ma divora,
    nutrendosi di fasci d'ore e di minuti,
    onde approdar all'esistenza muta,
    in una dimensione ancora pura,
    nel suo non tempo,
    eterno ed assoluto.

  • 31 marzo alle ore 17:12
    IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

    IRIS VIGNOLA

    Il silenzio degli innocenti

    Silenzio, nella verde valle ridente,...
    in cui la natura,
    in quell'aurora radiosa,
    è ancora, nel sonno, assopita.
    Echi improvvisi la invadono,
    poi disperdendosi,
    nell'ossigenante aria,
    testè fattasi frizzante.
    Echi di urla strazianti,
    di belati stridenti,
    contrastanti nel perfetto scenario
    del giorno nascente.
    Echi di sofferenza,
    occhi saturi di doloroso languore,
    delle vittime designate, tenere carni al macello,
    brutalmente trascinate.
    Sangue, dissacrante,
    colora la terra di purpureo rosso
    e l'odore di morte prevarica,
    ad oltranza,
    dei fiori, la fragranza.
    Poi torna il silenzio,
    a regnare con clemenza,
    donando, della pace,
    solamente la parvenza,
    nella valle, tutt'intorno.
    Il silenzio di creature innocenti.
    Il silenzio delle vittime dell'uomo

  • 31 marzo alle ore 17:07
    SCARPETTE ROSSE

    IRIS VIGNOLA

    SCARPETTE ROSSE

    Leggiadra all'apparir, sovvieni, al pari di dolce farfalla,...
    volteggiante nell'aria tiepida di primavera in fiore.
    Son ali colorate, le tue scarpette rosse,
    di lucente raso create, nastrate alle caviglie,
    come, da tempi immemori, son solite far le ballerine.
    Punte gessate, su cui spiccare il volo,
    acciocché farti ammirare, tentando di scordar dolore e ansia,
    roteando, aggraziata, in vorticose pirouettes infinite,
    esile trottola, nell'armoniosa danza,
    ritmata al cadenzar d'una soave melodia,
    nell'attitude, nel fouetté, nel pas de chat,
    nel coup de pied, nel developpé, nell'arabesque,
    le tue movenze fluidamente delicate trasudano energia
    e fan di te poesia, sublime libellula danzante,
    sposata al sacrificio, senza alcun indugio,
    a cui ti doni con passione e dedizione,
    per tornare ad esser ancora e ancora notturna falena,
    attirata dall'aura iridescente della scena,
    nell'istante supremo d'apertura del sipario,
    quando, ad occhi chiusi, trai un respiro più profondo,
    per balzare dalle quinte e volare su quel palco,
    avvolta in altrui vesti, d'organza e di paiettes,
    giacché narrar le storie, con la tua suggestiva danza,
    preludio, fulcro, epilogo del cantico d'amore.

  • 31 marzo alle ore 0:46
    Il tuo sapore

    Ho scoperto
    qual'è il tuo sapore.
    Sai di scroscio di note
    e presenza notturna.
    L'ho scoperto l'altra notte
    mentre ero prigioniero
    tra le tue gambe
    e in fondo ai tuoi occhi.
    Lo avevo ancora in bocca
    mentre il mio sorriso
    si affacciava al bordo 
    della tazzina 
    al mattino seguente,
    retrogusto di ricordo d'amore
    che nemmeno il caffè
    ha cancellato.

  • 30 marzo alle ore 21:13
    Piccola poesia di due righe

    Buonissima Pasqua a te e famiglia;
    ma senza bullismo né omofobia !!!

    Dedicata ai genitori che non accettano i propri figli perché non li ritengono "normali" o "sani" di mente. 

  • 30 marzo alle ore 14:53
    Come la prima volta

    Sipari che proteggono

    e quando si aprono

    mostrano solo una parte

    perchè di nascosto

    tuto è custodito

    tutto si sa

    magia del palcoscenico

    segreti che

    non si svelano

    timidi come bambini

    indifesi e soli

    appena

    l'ultimo faro

    spegne un sogno

    e domani pronti

    ad accenderlo di nuovo

    profumi e copioni

    mescolando applausi

    emozionandosi

    come la prima volta...

  • 30 marzo alle ore 9:44
    Un Quiz

     
     
     
    Lei
    La conosco
     
    L'ho consumata
    E non ha mai urlato il mio nome
     
    Ha determinato la notte
    A un uomo che ha donato amore
     
    Ella vive per vivere
    Lui vuole vivere
     
    Vive per gli altri
    Vive per tutti
     
    Soprattutto vive per lui
    Nel lavoro e nell'amore.

  • 30 marzo alle ore 9:42
    Corpo Di Donna

     
     
    Gioca il suo seno
    Nell’acqua di mare.
     
    Leggero il suo corpo
    Si posa sullo scoglio
    A guardare verso l’alto.
     
    Non può mancare il sole
    Con i suoi raggi lucenti
    A indorare la pelle di luna.
     
    Oggi mi piace pensare
    Che lei
    E’ un grappolo d’argento.

  • 30 marzo alle ore 9:41
    Tristezza

     
    Il giorno scivola
    Verso la sera
    La pioggia gronda
    Sulle case del paese
    Il vento fruga
    Fra i capelli
    Sulla tristezza
    Della gente
    E di quel fragile
    Fiorellino
    Che ha bisogno
    Di nuova allegria
    Ed io ho bisogno
    Di quel fiorellino
    Malinconico
    D'autunno
    Per mandare via
    La sua
    E la mia
    Tristezza.
    Tristezza ti prego
    Lasciaci vivere.

  • 30 marzo alle ore 7:12
    dove stai cercando la verità

    Dove stai cercando la libertà
    Dietro l’ombra dei tuoi passi
    Dietro il tuo sorriso triste
    Che cammina un po’ più avanti
     
    Dove stai cercando la libertà
    Sotto la tua delusione
    Di un risveglio poco limpido
    Da quel sonno pseudo ipnotico
     
    Dove stai cercando la verità
    Dentro gabbie fluorescenti
    Di chi crede d’esser giusto
    Di chi ha in testa troppe certezze
     
    Dove stai cercando la verità
    Forse l’hai già superata
    È perché tu non l’hai vista
    O perché non ci hai creduto
     
    Non stai trovando  la verità,
    Ma sei già libero di volare
    Con i tuoi dubbi, le tue paure
    Perché solo quelle sono vere
     

  • 29 marzo alle ore 18:09
    L'eco degli applausi

    Spremere seni

    di corpi maturi

    sul greto crepuscolare dei giorni

    e avventare mani

    su limoni indecisi

    alla ricerca di lacrime

    e sorgenti di estasi

    su gocce di ricordi

    che non placano la sete.

    Solleticare l'impensato

    dando un senso agli eufemismi

    mentre il torchio si fa burro

    e le labbra scivolano lente

    sulla bocca impolverata

    dalla morale e dagli affanni

    e si scioglie

    come cera

    l'ultimo lume a mezzanotte.

    Respirare come un mantra

    l'insaziabile euforia

    d'un cerino che s'accende

    e la notte rende aurora

    mentre fuori

    sulle scale

    urla il vento tra gli amplessi

    e l'orgasmo che l'assale

    non è che l'eco degli applausi.

     

  • intraprendere una strada
     accoglierla
    inseguire una poesia
     riconoscerla 
    e coglierla
    tra i rovi e le spine sparse sul selciato
    nascosta ai bordi della via
    della via del vivere

    vivere
    vivere pienamente
    e ricordare sempre il grande sogno
    ogni giorno
    il grande sogno
    quello di andar lontano 
    lontano per le periferie del mondo 
    e vicino
    vicino al cuore dell'essere
    dell'essere umano

    e il resto
    tutto il resto verrà da sè
    oppure se ne andrà lontano da qui
    chi lo sa ma poco importa
    l'importante è intraprendere una strada 
     percorrerla fino in fondo
    e se è necessario ripercorrerla ancora e ancora
    vivere pienamente 
    andar lontano
    e poi tornare al centro del cuore dell'essere umano
    oppure al bar dell'angolo a prendere un gelato 
    al gusto di limone e libertà!
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/03/un-gelato-al-gusto-di-limone-e-liberta.html 

  • 28 marzo alle ore 9:00
    Cuore di Farfalla

    Leggiadra,
    in sospensione
    afferravi colori di speranza
    porporine  lucenti
    fuse in pulviscolo di stelle.
    Con regale bellezza di un volo
    sostenevi
    cuoremente
    su esili ali
    la sofferenza di tanti.
    Donavi eternità
    ad un esempio d'amore.

    (In Memoria di Martina Murziani-Onlus La Farfalla-Grosseto)

  • 27 marzo alle ore 19:31
    Turbinio

    Nel delicato turbinio 
    nei meandri dell'anima
    del pensiero
    rapisco i colori
    li stendo
    li confondo
    li rimiro
    Mi riconosco.

  • 27 marzo alle ore 12:56
    Si vive per dimenticare

    Si vive per dimenticare
    per essere certi
    di voler un'altra vita
    ma che in realtà
    non vogliamo
    e ci nascondiamo
    augurandoci di non cadere
    al sopraggiungere di pensieri
    che si accavallano scuotendo
    incertezze davvero gravose
    Si vive senza dare tempo
    al tempo, senza che le giustizie
    facciano il suo corso, ed aspettano
    di ritrovare, tempi migliori

  • 26 marzo alle ore 23:21
    Se...

    Se potessi volare
    non starei qui
    a scriverlo.
    Sarei già da te

  • 26 marzo alle ore 22:37
    maschera

    Maschera, se potessi vestirmi di una maschera ogni volta che la mia anima cambia di colore, sarei la persona più amabile di questa terra, ma invece eccomi qua, con questa espressione che a momenti fa trapelare la mia rabbia, la mia felicità, la mia delusione, la mia sorpresa, il mio dolore, il mio essere mutevole come un camaleonte… alla rovescia.. che mai si adegua a questa vita e alle vostre aspettative… per fortuna