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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 aprile alle ore 12:00
    La Fiumara

     
    La mia fiumara
    Nasce dall’alto
    Serpeggia
    Fra salici piangenti
    E campi di grano.
     
    Stanca si perde
    Dentro un lago muto
    E poi si disperde
    Fra verdi campi
    Acerbi pescheti
    Ed uve scialbe
    Come gli amori inutili.

  • 30 aprile alle ore 10:25
    Asfodelo

    M’attrae e rapisce
    in "luoghi oltre" mi porta
    Ondeggia la mente
    su dei fiori sacri i profumi
    ora qui e altrove mi conduce
    -è cullio di Tempo che si fa eterno-
    sfogliando passi nelle memorie intarsiate
    pure carezzate sollevate soffiate
    da lembi di mente nel mentre
    vibranti suonano
    arcane melodie.

     

  • 30 aprile alle ore 10:00
    È questo?

    Umori nuovi sul filo delle dita
    da calze trasparenti e l’ambra desta
    si divide tra amache e fiori dinoccolanti
     
    ho visto perfino il giardino della luna
    nel getto del sole: è giallo ginestra,
    i baccelli mimano la tua bocca
    quando mi chiami con nomignoli di cerva
     
    l’acerba traccia di desio si espande in fughe
    -correre a procreare alberi d’oro? - vieni a me
    con mastice di polline.
    Mi sento una scatola di api
    sotto ciondoli azzurri, lacci di favo intorno
    dilatano il venir meno
     
    lascio che primavera abbondi,
    planino le ciglia nel verde integrale
    del tuo sterno d’attesa. È questo?
     

  • 30 aprile alle ore 1:50

    Ho parlato nella vita. Ho cercato di spiegare molte cose, forse nel modo sbagliato, ma almeno c'ho provato cavolo! Ho cercato, rincorso e aspettato. Ad essere sincera l'ho fatto poche volte per rimediare ad errori miei e troppe, decisamente troppe volte anche quando non avevo colpe, ma avevo subito errori altrui. "Ci tengo" era il mio motivo, la mia motivazione a non restare ferma e nel silenzio! Stasera rifletto e dico: "Ci tengo" non sono due parole da buttate là a cazzo... Prima di pronunciarle occhio. "Ci tengo" spesso è meglio non dirlo, ma dimostrarlo. Poche volte l'ho detto verso chi ho rincorso, verso chi mi ha alzato muri insormontabili! Io con le mani abbattevo i muri e non mi interessava se le mani sanguinavano... L'assenza faceva più male! IO sarà ingestibile, avrò muri alti (Detto non da me) ma cazzo... Almeno io lotto se ci tengo. Fatemi un favore da oggi... I vostri "Ti amo", "Ci tengo", "Sei importante"... metteteveli SU PER IL CULO!

  • 29 aprile alle ore 23:31

    In alcuni momenti della vita mi comporto come un bambino che non vuol sentire le giuste direttive di una saggia madre. Ho esattamente lo stesso entusiasmo di un aquilone che prende il volo consapevole che prima o poi il vento a favore finirà. Ho la capacità di non temere e allo stesso tempo di tremare all'idea che la paura possa paralizzarmi. E' si... Adulti che hanno a volte la capacità di ritrovare quell'aspetto "Infantile". Quell'aspetto che fa di loro persone un pò sciocche, ma con il cuore colmo di speranza. Forse per questo non finiamo mai di crescere ed imparare. Non so se fa parte dell'essere umano... Oppure dell'essere un po "Coglioni" ed irresponsabili questa cosa che ci fa buttare comunque anche quando sappiamo che il volo sarà uno spettacolo, ma l'atterraggio una morte sicura.

  • 29 aprile alle ore 22:28
    Oltre...

    Scrivo poesie
    ​Per il desiderio di volare
    Oltre...

  • 29 aprile alle ore 21:22
    La sfera

    È che dentro una sfera tutto
    può diventare altro e noi 
    da istintivi paesaggi sfociamo
    in virtuosismi prensili
    alberi della vita abbozzati
    a radunare sensi.
    Il muoversi all'essere.
    Le ciglia voltano impervi affreschi
    al cadenzare di una pioggia ameba
    -potrebbero tanto dire, staccate
    da silenzi di pancia.
    Il mare intero abita all’interno
    apparecchia tagli in viola, gole.
    Resta immobile l’altro nostro viso
    prestato allo stupore
    su nastri di dinieghi
    che poco si lasciano rovistare
    rimbellettare al giorno.

  • 29 aprile alle ore 13:17
    Maggio (Acrostico)

    Mattine terse di sole senza
    Ambagi d’ombre dai nembi perse.
    Gora di luce che ha l’oro ai lembi
    Già spora in canto dà voce al coro
    Irosi morsi di verbi in pianto
    Ostro dissecca con sorsi acerbi.
     

  • 29 aprile alle ore 10:46
    Soltanto vento

    Le parole sono soltanto vento.
    Non hanno confini,
    non occupano spazi,
    ma trovano la via per arrivare al cuore...
    Mormorio di pensieri così assordanti,
    che giungono in luoghi sconosciuti, ma presenti.
    Un solo sapore, le tue labbra.
    Un solo desiderio, il tuo profumo.
    Portato dal vento, ascolto il tuo silenzio.

  • 28 aprile alle ore 17:31
    Piedistallo della mia vita

    Ho subito scelto te...
    ... perché mi sembravi diversa
    Perché t' impadronivi della mia mente
    Non vedevo allora che solo te
    ... per come ti muovevi
    Per ogni parola che dicevi
    Fra tutte allora t'ho preferita
    ... perché mi davi sensazioni
    Colpendomi il cuore intensamente
    Ho capito allora ch'eri sincera 
    ...per i tuoi occhi belli 
    Perchè questo solo mi bastava
    Ti ho messa allora piedistallo della mia vita

  • 27 aprile alle ore 22:10
    Gradazione di respiri

    Tracce di evanescenza
    fuori dagli occhi
    nuvole
    di un'altra via
    di un'altra vita
    ricordi svolati
    che riempiono
    la gradazione dei respiri
     
    -il tuo firmamento addormentato-
     
    un colore continuo
    da vita sparsa
    muove le aurore,
    una bellezza rappresa
    di neve e sabbia
    di sudore e ossigeno

  • 27 aprile alle ore 20:47
    Riflessioni

    Nulla c'è d'indispensabile in questo vivere ma tanto d'essenziale E a Voi io dico non leggete di scorcio le mie rime dove io vi racconto la mia storia e l'impercettibile scorrere dei miei giorni eternamente simili ma ognuno di valor diverso nei fatti che mi succedono e nel loro apparente senso di quiete in cui vi elagisco i miei dolori e le mie speranze E mi piace pensarvi mentre cammino tra le spine tra gli odori delle rose nell'immenso piacere d'averne cura e di farle divenire l'eterna certezza della nostra felicità . © ® Cesare Moceo

  • 27 aprile alle ore 20:45
    Le virtù dell'anima

    Non sensi d'incompletezza e di leggiadri distacchi svelano senza fatica celate intimità sconsacrate e lascian trasparire l'assolutezza del mondo interiore nei dispiaceri calendule dal forte aroma petali di rose variopinte sfiorite nell'amore che s'adornano costantemente all'anima e la innalzano ai più alti piaceri E Lei corroborata e fortificata nei suoi odori quanto più è intrisa di dolore o dall'ansietà o dalle emozioni tanto più è incline a regalar sorrisi ferma su se stessa fiera e salda nella sua incommensurabile bellezza a cercarci e abbracciarci E comprendere i nostri silenzi e i nostri timori . © ® Cesare Moceo

  • 27 aprile alle ore 20:33

    Non c'è mai una fine. Non c'è mai un "The End" per chi dentro la vita la sente. Non conta quanto in fondo, sotterrata da milioni di delusioni, difficoltà essa batta. Per chi quella voglia di vivere ce l'ha radicata dell'anima non ci sarà mai una fine. Solo la morte può fermare queste persone, ma fin quando saranno in vita lotteranno e rinasceranno sempre. Per loro rinascere è una nuova opportunità, un'occasione in più e completamente nuova che la vita offre, dicendo: " Rialzati e riprova. Non hai perso nulla anzi... Hai imparato qualcosa in più che ora potrai portare con te. Usalo e fanne tesoro... Si chiama esperienza"! 

  • 27 aprile alle ore 19:35
    Questo è il nostro tempo

    Ritrovarsi in un istante,
    un fiato di vento e
    tu sei di nuovo mia.
    Le dita si riconoscono,
    il cuore riprende il suo ritmo,
    gli occhi si riflettono.
    Questo è il nostro tempo,
    questa è la nostra dimensione,
    questo è il nostro amore.
    Questa è la realtà?
    Noi anime inumane
    ci intrecciamo, mescoliamo,
    anneghiamo in questa verità.
    Io sono il tuo mare,
    tu sei il mio mare.

  • 27 aprile alle ore 13:49
    Non sarà più la bellezza

    Andiamo, andiamo,
    prendiamo su con noi
    anche dio
    o quel che ne resta

    Andiamo, andiamo,
    il Padrone
    sta già abbassando
    il sole

    Andiamo,
    andiamo a bussare
    alle porte del paradiso

    Andiamo, andiamo
    a sputare due risate
    venute male:
    non sarà come prima,
    non sarà mai più la bellezza
    d’un sognare a occhi aperti
    a dominare
    sugli spazi in ombra

    Andiamo, andiamo,
    il Padrone
    sta già pescando
    dalla luna nel pozzo
    la pazzia dei fantasmi

    Andiamo, andiamo,
    anche se il ritardo
    che portiamo sulle spalle
    è davvero pazzesco

    Andiamo,
    andiamo a bussare
    alle porte del paradiso
    Andiamo,
    andiamo a consegnare
    le spoglie di dio
    a chi troveremo o no

  • 27 aprile alle ore 13:43
    Mi spiace, mio libro sacro

    Mi spiace,
    l’indice,
    che girava
    una a una
    le pagine
    del Libro Sacro,
    si è rotto,
    è rimasto
    impiccato
    come il grilletto
    nel corpo scarico
    della pistola

    Mi spiace,
    non c’è più
    una sola poesia
    che sappia sparare
    qualcosa di più
    delle solite banalità
    - parole a salve

  • 27 aprile alle ore 13:35
    Dimmi tutto di te

    Dimmi, dimmi, dimmi
    Dimmi di te,
    e dimmi di quell’uomo
    che oggi ti sta accanto
    senza mai stonare una parola
    per farti ridere un po’

    Dimmi, nel dettaglio dimmi
    di quell’uomo,
    di come ogni notte torna da te
    levandosi di testa il cappello,
    dicendoti bella
    mentre si mira e si rimira
    nel tuo specchio infranto
    per scoprirsi più di Dorian Gray
    perfido e vecchio
    e infine entrare nel tuo letto

    Tu, mia celeste Aida,
    com’è che lo sopporti?
    Dimmi, dimmi tutto

  • 27 aprile alle ore 13:32
    Disperato atto di coraggio

    Mancò
    un disperato atto di coraggio
    che dalle falle della vita
    spazzasse via i dubbi,
    così siamo adesso qui
    soli e più confusi di ieri
    cercando
    nei giorni uguali ai giorni
    il perché
    del nostro esistere

    Non splende il sole sul fiume,
    inciampano e cadono i pescatori
    nelle tracce
    che la luna ha impressionato
    lungo le sponde vuote
    di cristi e giudei;
    e non c’è nessuno,
    non c’è davvero nessuno
    che sappia come pescare
    un nome,
    non c’è uno
    che sappia come peccare
    per dar oggi corso
    a un domani migliore

    Mancò
    un atto di vero coraggio
    che ci prendesse in ostaggio,
    così siamo adesso qui
    e qui resteremo ...
    per un lento morire
    senza aver vissuto mai,
    mai veramente

  • 27 aprile alle ore 1:05
    Acqua di zenzero

    Leggimi Maga
    nel fondo delle acque
    e dimmi cosa vedi.
    Perso 
    negli influssi degli infusi 
    che profuman di limone,
    naufrago,
    stordito dal narcotico passato,
    anestetizzato.
    Eppure so che tu puoi Maga,
    drenare la mia rabbia
    col tuo antidoto 
    di pizzicore e miele
    cancellando di un botto
    l'antico negativo auspicio...
    Maleficio.

  • 26 aprile alle ore 20:40
    Un altro po' di me... per voi

    Ricordo la mia infanzia

    e i sogni che ne facevano
    l'unica possibilità d'evasione dalla cruda realtà d'ogni giorno

    E vivevo con la miseria sempre addosso

    a colorare i miei lerci abiti
    e rivestire le suole delle mie scarpe

    persino la sedia su cui sedevo
    era imbrattata di miseria

    come pure il tavolo su cui mangiavo

    Mia madre

    donna semplice e silenziosa
    dagli occhi sempre stanchi

    fece la sarta fino alla cecità

    di mio padre... forse è meglio non parlarne

    E io

    tutto libri e pugni

    ingrassavo nel mio orgoglio

    nell'illusione di pareggiare con le risse

    tutte le briciole che incontravo sulla mia strada

    E fu là che conobbi la felicità
    del mio voler star da solo

    e ancor oggi nella solitudine

    far volare i miei sogni.
    © ®
    Cesare Moceo

  • 26 aprile alle ore 20:37
    Il miracolo della mia vita

    Cerco di tenere inalterata
    quella sensazione di calma interiore

    impostami dal cuore

    che mi ha percorso e ancora mi percorre
    in questi ultimi anni appena vissuti

    trasferendola volutamente

    in quelle anime meno disposte per inquietudine

    affinché in essa
    possano trovare il piacere di essere se stesse

    E inseguo quelle improvvisate speranze

    in questa mia età dell'ansia

    per riappropriarmi del vero senso dell'esistenza

    elargendo parole semplici e sode

    puntigliose e a volte anche insignificanti

    nei miei gesti e nelle azioni

    senza fantasticherie mentali

    nell'auspicio che possano esse essere

    il miracolo della mia vita
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 26 aprile alle ore 19:12
    Non so. Eppure so.

    Non so

    quanto durerà la stagione degli applausi

    ma è il silenzio delle mani

    ad obnubilare il mio orizzonte

    come schiuma d'attesa

    che si scioglie a sera

    prima che la notte

    si trasformi in desiderio.

    Non so

    se le labbra si faranno grevi

    o baceranno lievi

    le tue guance mute

    in apparente stasi

    come molecole assorte

    in balia di materia

    tra le incertezze degli atomi.

    Eppure so

    che sedimento ancora

    tra le tue istanti attese

    l'allegoria del proibito.

  • 26 aprile alle ore 18:37
    La fonte sei tu

    Cuore che scalpita,
    pensieri annebbiati,
    mani tremanti.
    Le ciglia serrate,
    in un battito d’anima,
    si aprono fulminee.
    Scorgo l’amore,
    dolce e sensuale,
    mi trafigge e mi invade.
    Scorgo me stessa,
    dolce e sensuale,
    mi trafigge e mi invade.
    Scorgo me stessa,
    sono luce lunare,
    ma calda di sole.
    La fonte sei tu.

  • 26 aprile alle ore 17:30
    Sogno

    Macchie di nero, amalgama di carta
    e di pensiero in gradazioni d'ombra
    nel luogo dove il no non si pronuncia
    e non si nega il gusto di aspettare.