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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • Ho subito scelto te...
    ... perché mi sembravi diversa
    Perché t' impadronivi della mia mente
    Non vedevo allora che solo te
    ... per come ti muovevi
    Per ogni parola che dicevi
    Fra tutte allora t'ho preferita
    ... perché mi davi sensazioni
    Colpendomi il cuore intensamente
    Ho capito allora ch'eri sincera 
    ...per i tuoi occhi belli 
    Perchè questo solo mi bastava
    Ti ho messa allora piedistallo della mia vita

  • Ieri alle 22:10
    Gradazione di respiri

    Tracce di evanescenza
    fuori dagli occhi
    nuvole
    di un'altra via
    di un'altra vita
    ricordi svolati
    che riempiono
    la gradazione dei respiri
     
    -il tuo firmamento addormentato-
     
    un colore continuo
    da vita sparsa
    muove le aurore,
    una bellezza rappresa
    di neve e sabbia
    di sudore e ossigeno

  • Ieri alle 20:47
    Riflessioni

    Nulla c'è d'indispensabile in questo vivere ma tanto d'essenziale E a Voi io dico non leggete di scorcio le mie rime dove io vi racconto la mia storia e l'impercettibile scorrere dei miei giorni eternamente simili ma ognuno di valor diverso nei fatti che mi succedono e nel loro apparente senso di quiete in cui vi elagisco i miei dolori e le mie speranze E mi piace pensarvi mentre cammino tra le spine tra gli odori delle rose nell'immenso piacere d'averne cura e di farle divenire l'eterna certezza della nostra felicità . © ® Cesare Moceo

  • Ieri alle 20:45
    Le virtù dell'anima

    Non sensi d'incompletezza e di leggiadri distacchi svelano senza fatica celate intimità sconsacrate e lascian trasparire l'assolutezza del mondo interiore nei dispiaceri calendule dal forte aroma petali di rose variopinte sfiorite nell'amore che s'adornano costantemente all'anima e la innalzano ai più alti piaceri E Lei corroborata e fortificata nei suoi odori quanto più è intrisa di dolore o dall'ansietà o dalle emozioni tanto più è incline a regalar sorrisi ferma su se stessa fiera e salda nella sua incommensurabile bellezza a cercarci e abbracciarci E comprendere i nostri silenzi e i nostri timori . © ® Cesare Moceo

  • Ieri alle 20:33

    Non c'è mai una fine. Non c'è mai un "The End" per chi dentro la vita la sente. Non conta quanto in fondo, sotterrata da milioni di delusioni, difficoltà essa batta. Per chi quella voglia di vivere ce l'ha radicata dell'anima non ci sarà mai una fine. Solo la morte può fermare queste persone, ma fin quando saranno in vita lotteranno e rinasceranno sempre. Per loro rinascere è una nuova opportunità, un'occasione in più e completamente nuova che la vita offre, dicendo: " Rialzati e riprova. Non hai perso nulla anzi... Hai imparato qualcosa in più che ora potrai portare con te. Usalo e fanne tesoro... Si chiama esperienza"! 

  • Ieri alle 19:35
    QUESTO E’ IL NOSTRO TEMPO

    Ritrovarsi in un istante,
    un fiato di vento e
    tu sei di nuovo mia.
    Le dita si riconoscono,
    il cuore riprende il suo ritmo,
    gli occhi si riflettono.
    Questo è il nostro tempo,
    questa è la nostra dimensione,
    questo è il nostro amore.
    Questa è la realtà?
    Noi anime inumane
    ci intrecciamo, mescoliamo,
    anneghiamo in questa verità.
    Io sono il tuo mare,
    tu sei il mio mare.

  • giovedì alle ore 13:49
    NON SARÀ PIÙ LA BELLEZZA

    Andiamo, andiamo,
    prendiamo su con noi
    anche dio
    o quel che ne resta

    Andiamo, andiamo,
    il Padrone
    sta già abbassando
    il sole

    Andiamo,
    andiamo a bussare
    alle porte del paradiso

    Andiamo, andiamo
    a sputare due risate
    venute male:
    non sarà come prima,
    non sarà mai più la bellezza
    d’un sognare a occhi aperti
    a dominare
    sugli spazi in ombra

    Andiamo, andiamo,
    il Padrone
    sta già pescando
    dalla luna nel pozzo
    la pazzia dei fantasmi

    Andiamo, andiamo,
    anche se il ritardo
    che portiamo sulle spalle
    è davvero pazzesco

    Andiamo,
    andiamo a bussare
    alle porte del paradiso
    Andiamo,
    andiamo a consegnare
    le spoglie di dio
    a chi troveremo o no

  • giovedì alle ore 13:43
    MI SPIACE, MIO LIBRO SACRO

    Mi spiace,
    l’indice,
    che girava
    una a una
    le pagine
    del Libro Sacro,
    si è rotto,
    è rimasto
    impiccato
    come il grilletto
    nel corpo scarico
    della pistola

    Mi spiace,
    non c’è più
    una sola poesia
    che sappia sparare
    qualcosa di più
    delle solite banalità
    - parole a salve

  • giovedì alle ore 13:35
    DIMMI TUTTO DI TE

    Dimmi, dimmi, dimmi
    Dimmi di te,
    e dimmi di quell’uomo
    che oggi ti sta accanto
    senza mai stonare una parola
    per farti ridere un po’

    Dimmi, nel dettaglio dimmi
    di quell’uomo,
    di come ogni notte torna da te
    levandosi di testa il cappello,
    dicendoti bella
    mentre si mira e si rimira
    nel tuo specchio infranto
    per scoprirsi più di Dorian Gray
    perfido e vecchio
    e infine entrare nel tuo letto

    Tu, mia celeste Aida,
    com’è che lo sopporti?
    Dimmi, dimmi tutto

  • giovedì alle ore 13:32
    DISPERATO ATTO DI CORAGGIO

    Mancò
    un disperato atto di coraggio
    che dalle falle della vita
    spazzasse via i dubbi,
    così siamo adesso qui
    soli e più confusi di ieri
    cercando
    nei giorni uguali ai giorni
    il perché
    del nostro esistere

    Non splende il sole sul fiume,
    inciampano e cadono i pescatori
    nelle tracce
    che la luna ha impressionato
    lungo le sponde vuote
    di cristi e giudei;
    e non c’è nessuno,
    non c’è davvero nessuno
    che sappia come pescare
    un nome,
    non c’è uno
    che sappia come peccare
    per dar oggi corso
    a un domani migliore

    Mancò
    un atto di vero coraggio
    che ci prendesse in ostaggio,
    così siamo adesso qui
    e qui resteremo ...
    per un lento morire
    senza aver vissuto mai,
    mai veramente

  • giovedì alle ore 1:05
    Acqua di zenzero

    Leggimi Maga
    nel fondo delle acque
    e dimmi cosa vedi.
    Perso 
    negli influssi degli infusi 
    che profuman di limone,
    naufrago,
    stordito dal narcotico passato,
    anestetizzato.
    Eppure so che tu puoi Maga,
    drenare la mia rabbia
    col tuo antidoto 
    di pizzicore e miele
    cancellando di un botto
    l'antico negativo auspicio...
    Maleficio.

  • mercoledì alle ore 20:40
    Un altro pò di me...per voi

    Ricordo la mia infanzia

    e i sogni che ne facevano
    l'unica possibilità d'evasione dalla cruda realtà d'ogni giorno

    E vivevo con la miseria sempre addosso

    a colorare i miei lerci abiti
    e rivestire le suole delle mie scarpe

    persino la sedia su cui sedevo
    era imbrattata di miseria

    come pure il tavolo su cui mangiavo

    Mia madre

    donna semplice e silenziosa
    dagli occhi sempre stanchi

    fece la sarta fino alla cecità

    di mio padre... forse è meglio non parlarne

    E io

    tutto libri e pugni

    ingrassavo nel mio orgoglio

    nell'illusione di pareggiare con le risse

    tutte le briciole che incontravo sulla mia strada

    E fu là che conobbi la felicità
    del mio voler star da solo

    e ancor oggi nella solitudine

    far volare i miei sogni.
    © ®
    Cesare Moceo

  • mercoledì alle ore 20:37
    Il miracolo della mia vita

    Cerco di tenere inalterata
    quella sensazione di calma interiore

    impostami dal cuore

    che mi ha percorso e ancora mi percorre
    in questi ultimi anni appena vissuti

    trasferendola volutamente

    in quelle anime meno disposte per inquietudine

    affinché in essa
    possano trovare il piacere di essere se stesse

    E inseguo quelle improvvisate speranze

    in questa mia età dell'ansia

    per riappropriarmi del vero senso dell'esistenza

    elargendo parole semplici e sode

    puntigliose e a volte anche insignificanti

    nei miei gesti e nelle azioni

    senza fantasticherie mentali

    nell'auspicio che possano esse essere

    il miracolo della mia vita
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • mercoledì alle ore 19:12
    Non so. Eppure so.

    Non so

    quanto durerà la stagione degli applausi

    ma è il silenzio delle mani

    ad obnubilare il mio orizzonte

    come schiuma d'attesa

    che si scioglie a sera

    prima che la notte

    si trasformi in desiderio.

    Non so

    se le labbra si faranno grevi

    o baceranno lievi

    le tue guance mute

    in apparente stasi

    come molecole assorte

    in balia di materia

    tra le incertezze degli atomi.

    Eppure so

    che sedimento ancora

    tra le tue istanti attese

    l'allegoria del proibito.

  • mercoledì alle ore 18:37
    LA FONTE SEI TU

    Cuore che scalpita,
    pensieri annebbiati,
    mani tremanti.
    Le ciglia serrate,
    in un battito d’anima,
    si aprono fulminee.
    Scorgo l’amore,
    dolce e sensuale,
    mi trafigge e mi invade.
    Scorgo me stessa,
    dolce e sensuale,
    mi trafigge e mi invade.
    Scorgo me stessa,
    sono luce lunare,
    ma calda di sole.
    La fonte sei tu.

  • mercoledì alle ore 17:30
    Sogno

    Macchie di nero, amalgama di carta
    e di pensiero in gradazioni d'ombra
    nel luogo dove il no non si pronuncia
    e non si nega il gusto di aspettare.

  • mercoledì alle ore 12:38
    TI HO DIMENTICATA

    Ti ho dimenticata,
    ti ho dimenticata
    Puoi credermi,
    sulla parola, sì
    L’ho detto ieri,
    e lo ripeto oggi,
    te lo ricorderò domani
    Ti serve forse
    una proposta
    indecente più di questa
    per capire
    che non si può capire
    la verità
    fra me e te?

  • mercoledì alle ore 12:30
    QUANDO MORTI FINALMENTE CI AMATE

    Quando morti
    dimenticati o quasi,
    ci scoprite
    come fiori mai nati
    nei giardini seppelliti;
    e allora sì, ci amate,
    con calde lacrime
    i poeti
    – che fecero amore –
    finalmente li amate;
    e con loro parlate,
    perché più non han voce
    né fiati o foschie di cuore
    che l’amata vostra solitudine
    potrebbero molestare

  • mercoledì alle ore 12:29

    Ci sono persone che hai amato così tanto che resteranno incise nella tua anima per sempre! Non conta quanto hai sbagliato con quella persona o quanto essa abbia sbagliato con te, no... Non conta il male che vi siete fatti. Quella persona resterà incisa là, nell'anima come qualcosa di indelebile. Non servono a nulla le gelosie, la rabbia e le paranoie. Niente lo sradicherà da dentro. Non importa ricordarmi quanto mi ha fatto male, lo so... Non serve ricordarmi quanto ho fatto per quella persona, lo so cazzo! Ma so anche quello che quella persona ha fatto per me, forse poco agli occhi di molti, ma per qualcuno che "Non fa niente per nessuno" credetemi è stato tanto. Questo rende quella persona "L'assoluto"! Non saranno le gelosie, le richieste o la rabbia a cancellare qualcosa che è andato oltre il volere, la ragione e la razionalità! Perché per quella persona ti sei dimenticata quasi di esistere! Hai scordato le tue necessità, i tuoi bisogni e anche a volte i tuoi valori! Lo hai amato in modo viscerale! Pur sbagliando lo hai fatto! Hai scelto poi di allontanarti, capendo che avevi trascinato troppo ed era giusto dire basta! Lo hai detto e messo in pratica finalmente perché hai capito che avresti continuato a buttare troppo di te stessa/o ed era giusto darti nuove possibilità. Amori così non li cancelli mai, restano una parte di te, ma una parte che appartiene al passato! Ognuno di noi ha un passato... Invece di guardare quello, di giudicarlo e di provare a cancellarlo... Nel momento in cui vi capita l'occasione di essere il "Presente" di qualcuno, pensate a renderlo migliore di "Quel passato" invece di cercare di cancellarlo! Non ci riuscirete mai... Perché inconsciamente lo difenderemo sempre perché è una parte della nostra vita importante e vera che non si può rimuovere. Il passato si lascia dietro e si va avanti, ma non si cancella! Quando scegli di "Tatuartelo sulla pelle" è un po come se avessi scelto di portarti nella tomba una delle parti più importanti della tua vita.

  • mercoledì alle ore 12:29
    IL NOSTRO DOLORE COSÌ STUPIDO

    IL NOSTRO DOLORE COSÌ STUPIDO

    Il nostro amore così fragile
    Il nostro cuore che non sa,
    che non sa battere senza cuore
    Il nostro dolore così stupido
    – che brucia lacrime battesimali
    E le nostre labbra ali di farfalle
    sulla primavera, su i suoi tanti colori
    E i nostri “sì” e i rari “no” sussurrati
    per paura di svegliare il sogno
    che tormenta il sonno di noi
    in un faccia a faccia di maschere

    Potremmo mai rinunciare a tutto questo?

    Un’idea assurda e felice…
    Gli amici ci avevano invitati alla loro festa
    perché ci scuoiassimo sul materasso,
    ma Selene
    dall’alto della buia notte scintillava
    dentro ai nostri occhi
    A un tratto, con tono di sfida, mi dicesti
    che potevo essere un poeta e basta,
    che dovevo camminare
    e che dovevo camminare a lungo
    con le scarpe bucate e le tasche sfondate
    se volevo essere vicino a Dio a modo mio

    Potremmo mai rinunciare a questa felicità
    che insieme a noi ripara in un manicomio?

  • mercoledì alle ore 12:22
    Filosofia Del Vivere

     
     
    Gioca
    La luna nervosa!
    Tende le mani
    Ad un giorno sereno
    Che nasce all'antrasatta^ (improvviso)
    Mentre il venticello della collina
    Domina il caldo e ristora la vita
    A chi lavora la terra
    A chi fatica il vivere quotidiano
    Giunge la sera
    E la luna si calma
    Il sole si arrabbia
    Le nuvole si elettrizzano
    E la vita si bagna di sudore
    Giocano gli eventi
    Che si ripetono
    Sul quotidiano
    Questa è la filosofia
    Dell’esistenza
    Vince chi sdrammatizza
    Pulisce il vento spazzino
    E impedisce al grigio
    Di colorare  il cielo
    Il viso dorato del sole
    Trionfa sorridendo al tempo
    E bacia la vita che cammina
    Sul frastuono del progresso
    Sul buio della notte…
    Che calma per loro.

  • mercoledì alle ore 0:14
    Prossimità

    Notturno 
    di lanterne che si smorzano
    La luna è 
    un grande vuoto pulsante, 
    farfalle gli occhi 
    nel cerchio casto
    che pure inghiotte il fuoco
    Non c'è risveglio se non 
    da un sogno senza terre

  • martedì alle ore 22:59
    Loro, l'albero della vita

    Mute voci di luce
    scivolano
    -in stille edulcorate di pensiero
    messaggi dell'oltre
    sdraiati sullo sterno
    sussurrano
    nel vagare lenti-
    marchiate onde d’esistenza
    Chi del poeta si fa mezzo
    per render verbo
    a sconosciuto dire?
    Di chi è il poeta
    muta voce e luce?
    È forse egl'inconsapevole
    o forse ardito
    cantor di verità velate?
    Il poeta nulla sa
    pur tende fianco
    a mondi Altri
    e d'essi si fa voce
    E mondi nuovi
    nell’eterno vivi
    -inconsapevole-
    a se stesso conduce.

  • martedì alle ore 20:52
    Nella solitudine delle mie notti

    Ricordo ogni sfumatura
    della mia ingenuità

    e soprattutto i valori di vita
    rimasti nel mio cuore

    E godo ancor ora della serenità
    che mi contagia quella nostalgia

    nel riscoprire il filo di certezze
    che mi aiuta a vivere

    e riproporre e riportare a Voi
    e a una ben più vasta platea

    quelle emozioni che regalo al mondo

    nelle mie quotidiane
    e concrete azioni di vita

    i miei piaceri e gli umili affetti
    nella costante serenità dell'anima
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • martedì alle ore 19:41
    Esposti

    Esposti, nero sul bianco
    fragilità di carta
    fuggiamo dove la muta è ferma
    nell’aspettare il corpo alato
     
    e un atomo di elio vaga nel dubbio
    se darsi al brillio o spingersi
    in fondo a un buco d’aria