username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 18 giugno alle ore 15:31
    Haiku "Immigrato"

    A passi lievi
    e lo sguardo smarrito.
    Cerca un sorriso

  • 18 giugno alle ore 13:50
    Al chiaror di Luna

    Chiara
    risplendi
    Luna
    in una notte
    quasi serena
    accompagnando
    i sogni di mille vite
    tranquille
    disperse
    perse
    felici

    Noi,
    a te guardiamo
    che nella notte
    brilli
    accompagnata
    dalle tue sorelle
    stelle
    e il buio non ci può
    spaventare
    finché da lassù
    continui a
    brillare.

    Francesco Iodice

  • 18 giugno alle ore 13:07
    Di Noi

    La luna giovane ed oramai propensa
    ad avvicinare intenti e scorci di mani
    quando il tuo respirare era teso
    e solleticava i quesiti delle mie ricerche
     
    Cosi nel caldo e nell’improvviso
    passeggiammo accanto estati e vuoti urbani
    e dove l’angolo di caldo più feroce
    all’ombra si aggrappava saldo
     
    lì fermammo i nostri battiti
    nella certezza di un desio già avanzato
    che non muore nell’istinto e nella poesia
    ma vero resta sfondo genitore di lacrime
     
    Poi la festa di scoperte e rosei tremori
    con la mente già errante nei tuoi luoghi
    senza appigli ne salvezza era incognita
    ma la voce che saliva confortava la pelle
     
    Ed immergermi nel tuo cuore fu bacio.
    Furono gemme di perla negli occhi.
    Furono tutte le parole conservate .
    Fu l’intento di fermare il viaggio
    e cogliere finalmente tra le mani e sulle labbra
    il sapore del risveglio.

  • 18 giugno alle ore 9:58
    Accadrà

    Accadrà così, d’improvviso
    passeggiando sulla riva di un mare
    o accarezzando il sole che va via

    Sarà un istante, un attimo
    e parlerai con l’amore e col dolore
    concorderai un futuro da vivere

    Nascerai di nuovo, in un momento
    provando solo allora ciò che sento
    percependo di getto le emozioni

    E comprenderai, ne sono certa,
    le mie necessità, le pause, i brividi
    ascoltando i miei stessi silenzi

    Rileggerai gesti ed espressioni
    decifrerai assenze e riflessioni
    e mi amerai un po’...
    … quando accadrà

  • 18 giugno alle ore 9:39
    Brividi nelle lune

    Nelle lune leggo brividi
    compatti, densi, vivi
    ovatte di attimi reali
    nati dal morso di un’idea
     
    E scrosciano impetuosi
    temporali di cristallo
    biologici universi
    figli dei miei sensi silenti
     
    Nelle lune cerco ipotesi
    matematici riscontri
    bavagli di un errore
    muto a grida di dolore
     
    E si asciugano ricordi
    fra bucati stesi al vento
    umidi e nostalgici
    in un gocciolio di vita

  • 18 giugno alle ore 9:39
    Con tre quarti di cuore

    Con tre quarti di cuore
    ritaglio frammenti
    di sentimenti
    su brividi intensi
     
    Poi mi siedo a cucirli
    con fili di lana
    sui controsensi
    della natura umana
     
    Incastro mille tasselli
    di bimba, di donna
    fino a creare
    un mosaico di me
     
    Vorrei lo osservassi
    da un vetro sottile
    per fonderti
    in ogni mia verità
     
    Con tre quarti di cuore
    mi arrendo ai timori
    di tatuare
    un’impronta di te

  • 18 giugno alle ore 8:42
    L'ombra

    Agisce nelle pieghe
    del mistero, e cammina
    con lui, rimanendo soffocata
    tra le spire buie che l'avvolgono
    irrigidendosi ad un vento
    impetuoso, costruendo
    dighe dove l'acqua non si muove
    ma scopre rifugi accampati
    sulle cime, di montagne
    protettive

  • 17 giugno alle ore 22:17
    Il dolce canto della mia vita

    Come un limpido ruscello che nasce
    da pianure lontane e innevate del tempo
    così il mio cuore si aprì alla vita:
    un candido canto, un pianto di gioia
    si levò in un freddo meriggio
    attraverso un cielo che sembrava lontano.
    Oggi vive in me la serena e calda brezza
    di ogni stagione e, nell'immensità
    di un Amore senza fine, solco
    con fede e coraggio, con forza e umiltà
    ogni singolo istante
    di questa tenera e dolce
    mia giovane età.

    Francesco Iodice

  • Stanco di vivere dentro un cimitero
    attraversato da infinite tormente

    cerco con sincera credenza la redenzione

    forgiando a mio piacimento i sogni

    zigzagando tra i meravigliosi
    e inspiegabili bivi della vita

    e compiendo gesti che riflettono l'anima

    con prove che m'arricchiscono e rafforzano

    nell'abisso che c'è tra l'audacia
    e la speranza di riuscire

    Adesso vado a impostare
    i desideri per gli anni a venire
    e ringrazio la vita.
     

  • 17 giugno alle ore 20:44

    Per avere l'attenzione di qualcuno è necessario saper tenere alto il livello di argomentazione e maturità nel confronto. Le provocazioni non meritano attenzioni e sono il modo di attirare l'attenzione dei falliti. Le persone intelligenti non le accolgono, ma lasciano cadere il silenzio di fronte ad esse e con un leggero sorriso se ne vanno con l'assoluta convinzione che non avrebbero potuto fare scelta più giusta.

  • 17 giugno alle ore 13:00
    La magia della luna

    Il sole stanco del giorno
    lascia il posto
    alla magia della luna
    che si staglia
    su un cielo nero
    pervaso da ombre e sogni,
    che di notte si sprigionano
    alleggerendo l’inconscio,
    ottenebrando
    i passi limitati del reale
    per far luce
    sui voli della mente,
    che nonostante gli anni
    e le macerie
    vuole ancora
    con trepidazione
    sognare
    e perdersi
    in paesaggi onirici
    da attraversare.

  • 17 giugno alle ore 12:11
    Essere soli

    chiedilo alle ragnatele
    tessute dai ragni silenziosi
    cosa si prova ad essere sole
    com'è facile diventare invidiosi

    a crescere senza parole
    morbide ed accoglienti
    per un mondo che non le vuole

    ad essere vittime di venti
    violentate da un ingordo sole
    logorate da raggi impertinenti

    cosa si prova nella solitudine
    di pensieri calpestati
    chiedilo alle bambine

    che cercano i fiori nei prati
    chiedilo a quella donna
    che versa del sangue per amarti

    a chi non abbandona
    e finisce abbandonato
    dagli abbandonati.

  • 17 giugno alle ore 12:03

     
     
     
    Neve Finta
     
     
     
     
    Storia di una morte a tappe
    Vera e sicura!
     
    L’aria che aleggia
    In questo inoltrato mattino
    Si dissolve come fumo
    Tra castelli sognati
    E mai posseduti.
    I giorni scivolano
    Fra eventi che si ripetono
    Migliorano
    Peggiorano
    Conteggiano le ore.
     
    Lentamente germoglia la sofferenza
    Germina caos dentro desideri proibiti
    E così uno dopo l’altro ardono i dì e le notti
    Sempre più bugiardi per i giovani della luna
    Poveri figli delle stelle e dei fiori!
    Poveri sogni della neve finta!
    Inebrianti
    Sbornianti
    Dalle emozioni bugiarde
    Vi attende una morte a tappe!
     

  • 16 giugno alle ore 22:00
    Ambigui confini

    In quella sorta di bisogno

    che impone di relazionarmi
    con la mia identità

    do rifugio e senso di sicurezza

    conferendogli sublime valenza

    all'incontro tra la mia anima e il cielo

    E mettere carattere e fascino
    nel riflettere sugli scopi della vita

    promuoverne la bellezza
    e concepirne la ricchezza

    nel vivere il costante rapporto
    tra l'intimità e la vivacità

    nell'ambiguo confine
    tra la spiritualità e la materialità
    .
    cesaremoceo(c)

  • 16 giugno alle ore 21:11
    Viver dentro un mucchio di dolori

    Momenti scelti dalla mente 

    colmi d'odio
    a impregnare tutto il mio Essere

    E brontolare al perpetuare
    del dilagante materialismo
    che mi accerchia e mi soffoca 

    Cercarne i retroscena
    nelle viscere dell'anima

    e rimanervi intrappolato

    nella costrizione di non aver più
    la percezione della facoltà

    di stabilire le priorità a individuare
    le oasi dei sentimenti più puri

    E vivere dentro questi dolori

    con la coscienza a prenotare
    un posto all'inferno

    e le lacrime a prepararsi a scorrere

    E lottare per non voler far questa fine...
    .
    cesaremoceo(c)

  • 16 giugno alle ore 20:53
    Controcorrente.

    Sono come sono-
    senza filtri-
    nè maschere-

    Nuda inchino la mente-
    dinanzi a chi-
    alzerà gli occhi al mio cuore-
    e saprà ascoltare-
    e remare controcorrente.

  • 16 giugno alle ore 10:08
    L’Attesa

    Un giorno d’Aprile
    Si fa quasi da parte
    La pioggia è passata
    E al calare della sera
    Gli uccelli fan festa
    Nell’attesa del sole
     
    Lo scroscio riprende  
    La tristezza ripiglia
    Il pensiero è uguale
    L’attesa e la stessa
    Io sono nell’usuale
    Tu chissà dove?
     
    Una nuvola si ferma
    Aspetta i suoi baleni
    Per ripartire lontano
    E ripigliare l’abituale.
     

  • 15 giugno alle ore 22:02
    il sereno oltre il temporale

    più in là della tormenta del così dev'essere
    è ancora viva la nostra illusione

    oltre le grigie nuvole dell'inevitabile 
    è ancora in attesa il sereno si può fare!

    quella fiducia viva accesa e libera
    che solo gl'occhi dei bambini sanno insegnare

    e noi che bambini siamo in cuore e anima
    senz'esitar da quell'illusione ci lasciam'innamorare

    siamo poveri migranti a mani vuote
    ma ricchi di abbracci buoni e compassione

    viviam così la vita senza remore
    cercando il sereno oltre il temporale

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/

  • 15 giugno alle ore 20:55
    Aspetterò qui

    Aspetterò qui
    un tuo ritorno.
    Le mie lacrime
    da tempo ormai
    sono fantasmi
    nel tempo.
    Aspetterò qui
    un tuo ritorno
    o semplicemente 
    un tuo ricordo.

  • 15 giugno alle ore 19:34
    Noia

    Chiami giorni, che son
    tutti uguali, e li descrivi
    come oggetti senza senso
    Li ammanetti procurandole dolore
    che lo mischi con un pizzico di gioia
    ma quella gioia che avverti appena
    consumandoti la vita
    quella vita che non senti e vorresti
    trasformarla senza rancore
    per ore e ore, affinchè un portone si apre
    dove passano raggi solari, nei contorni
    dell'amore

  • 15 giugno alle ore 17:46
    Eleda

    Mi aggrappo al tuo sguardo
    e mi perdo nel vortice
    di emozioni senza nome
    .
     

  • 15 giugno alle ore 17:18
    Medusa

    I brividi che mi facevi sentire ogni volta che sorridevi erano paragonabili solo a quelli del freddo che si sente quando si è troppo coperti. Così non capivo perchè ti restassero tutti distanti. Rischiai, con la stessa paura di un bambino che per la prima volta si avvicina al mare per bagnarsi i piedi.
    Incrociare il tuo sguardo significava morire all'istante. Ma io portavo le lenti a contatto, così mi sono solo pietrificato.

  • 15 giugno alle ore 17:17
    Blackout

    Non spegnere la luce e resta a guardare i miei pensieri che ballano senza musica. Ora spegnila e resta ad ascoltare le mie parole che lottano senza forza.
    L'oscurità che vedi quando ti trovi in un luogo privo di luce è diversa da quella che vedi quando hai gli occhi chiusi ed ora in questo lungo blackout di speranze siam rimasti soli, ma con questo buio riusciamo a vedere anche i pianeti.

  • 15 giugno alle ore 17:16
    Calore

    Lasciavamo sempre i termosifoni accesi per non doverci più vestire. E ci stavamo addosso appiccicati come l'aria di un pomeriggio di inizio estate, senza riuscire a capire se ci mancasse il respiro per il caldo o per le nostre labbra sovrapposte.

  • 14 giugno alle ore 20:42
    Per le madri di figli fioriti

    Per le madri di figli fioriti
    il giorno lontano del miracolo 
    è pietra scolpita
    sbozzata, modellata, levigata
    “per forza di levare”
    e quel che resta sa di perfezione
    portento incredibile a chi l’ha generato.
    Nulla turba il sereno fluire della vita.
    Luminosa la speranza danza 
    nella culla dell’alba e del tramonto
    non teme crepuscoli e scrosci di pioggia
    imperturbabile bacia il giro del giorno.

    Per le madri di figli smarriti
    una muraglia d’ombra offusca il ricordo del principio
    con l’incertezza esitante del presente
    e grappoli di dubbio sul futuro.
    Vibra insicuro l’arco tra le dita dell’arciere
    e la freccia scoccata non coglie il bersaglio
    confusa la parabola
    non sa districarsi tra gli echi storditi
    e i richiami amorosi attutiti da fredde distanze.

    Per le madri di figli perduti
    i giorni s’arrampicano ad uno ad uno sugli anni
    e le notti scorrono lente nei sogni solitari 
    annodati al ricordo di infanzie felici e lontane
    distanti come stelle ingoiate da buchi neri
    profondi senza risalita.
    L’anima allucinata
    dimentica del cielo e della terra
    nel fragore del vento che a fatica si districa tra i rovi
    trascina i suoi piedi d’automa
    lungo una strada senza varco
    lastricata di chiodi riversi
    che l’allontani da tutto
    e ne cancelli il nome per sempre 
    insieme al suo fiore tranciato anzitempo.
    Nella stanza senza porte né finestre 
    le danza intorno gioioso un bambino
    dagli occhi limpidi e il riso cristallino.

    Per le madri di figli ritrovati
    la freschezza dell’ombra mattutina
    si accompagna al sentore fragrante del pane
    e nell’onda di luce che sale dal respiro sereno della notte
    e si diverte a frantumare le tenebre
    si dissolvono come cristalli di neve i dolori 
    e la freccia smarrita punta dritta al bersaglio.