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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 dicembre 2015 alle ore 11:47
    Il treno...

    Sui binari
    quel treno scompare
    ma resta negli occhi
    quel fumo che brucia.
    Sconvolge la vita
    un preciso ricordo
    che trucida l'anima.
    E la mente s'appaga
    nel fugace momento della felicità

  • 31 dicembre 2015 alle ore 11:47
    L'arrivo

    Voglio inebriarmi
    di aromi e profumi
    che incantano l'anima
    e seguirne la scia
    fino a saziarmi
     
    Voglio scordarmi
    del tempo e della gente che passa
    e concentrare le forze
    sull'attimo che vivo
    e sulla gente che resta
     
    Voglio guardare la punta
    di un superbo campanile
    e pensare che è lì che son giunta
    dopo infinite, strette e tortuose scale.

  • 30 dicembre 2015 alle ore 23:20
    di un falso infinito

    e che non c'è mai tempo
    e che dobbiamo correre
    dice la gente
    correre rotolare scivolare
     come sassi dispersi sul sentiero
    tra il poco e il niente

    e così rotoliamo e andiamo non si sa dove come e quando
    e poi dice la gente che
    un giorno senza dire grazie sa di infinito
    un giorno senza prendersi per mano sa di infinito
    un giorno senza guardarsi in  viso sa di infinito
    e allora
    che cosa facciamo?
    cosa dichiariamo?
     non sappiamo non chiediamo
    non ci associamo non adeguiamo ne ci adeguiamo
    non

    non
    altro non sappiamo
     
    e nel traffico nel baccano
    dice la gente
    non è mai successo prima
    che un essere umano
    dicesse ti amo
    prima di iniziare il cammino

    eppure
    noi ci proviamo
    sì è vero che un giorno con un ti amo cantato nel vento,
    ha il sapore amaro di fragile, precario e finito
    eppure meglio un giorno così

    meglio un giorno così
    che una vita intera sprecata sotto il velo sottile
    di un falso infinito

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com.es/2015/12/di-un-falso-infinito.html
     

  • 30 dicembre 2015 alle ore 21:39
    A ciascuno le sue gioie e i suoi dolori

    Umanità costretta da ciò
    a cui nel tempo è appartenuta

    e divenuto ormai parte di essa

    Sentimenti profondamente nostri
    ci accomunano e ci affratellano

    nell'abbraccio tra mente e ragione
    tra il cuore e l'anima

    con l'emozione a vivere solo d'attimi

    E viviamo immersi nella disparità
    dell'amore e dell'odio
    mai distribuiti in parti uguali

    fino a farci divenire vittime
    infelici e ignorate

    nel risalto dato alla sofferenza e alla gioia

    a dimostrare che vivere o morire
    non è uguale per tutti
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 30 dicembre 2015 alle ore 21:15
    Paura insostenibile

    Della morte l’ombra
    si è posata
    sulla città
    della Francia;
     
     
    attentati
    ai nostri cuori
    feriti,
    affranti;
     
     
    le notizie
    di morte
    e distruzione
    si susseguono ripetute;
     
    come potremo fermare
    quanto accade
    purtroppo non ci sono risposte  
    solo  sconfitte.
     

  • 30 dicembre 2015 alle ore 13:23
    Capodanno

    E’ già passato un anno, e la mia vita
    seduce il tempo con il suo sorriso.
    Sento bruciar nel cuor quella ferita
    che torna a sanguinare all’improvviso.
    Il capodanno, gli amici, le baldorie
    scompaiono tra i fuochi artificiali,
    e le stelle bruciano le storie
    considerate anonime... banali.
    Sprofondo allora nel buio del futuro,
    fuggendo dalle trame del destino,
    e mi ritrovo in un mondo oscuro,
    dove è bandita la luce del mattino...
    Il tentativo della seduzione
    resta legato ad un risolino,
    e la sconfitta trasuda delusione
    che annegherò in un bicchier di vino.

  • 29 dicembre 2015 alle ore 20:46
    Il mio immortal respiro

    Esibizioni desideri presunzioni

    anarchie a rafforzarsi nella consuetudine

    abilità che spadroneggiano
    dentro lo scorrere inesorabile del tempo

    e arrancano in inutili scorciatoie d'intelligenza

    cristallizzata nelle esperienze vissute
    a identificare la nostra vera età

    E vivere con passione le passioni
    ben sapendo che ogni giorno

    la salute si diverte dondolandosi
    sull'altalena del benessere

    a produrre desideri e energia di vita
    trascendendo altre idee

    nuovi pensieri da traboccare al mondo
     

  • 29 dicembre 2015 alle ore 20:43
    Sii te stesso

    Non ascoltare
    le voci intrise di buio.
    Non soffermarti a guardare
    le torbide pozzanghere.
    Non dar credito
    alle vanterie
    di chi si copre con piume.
    Non accogliere
    i deliri sacerdotali
    dei saccenti a buon mercato.
    Non fidarti
    di chi vuole tracciarti
    la strada.
    Sorreggi tu le redini
    del tuo agire.
    Usa la bussola
    che ti sei costruita con le tue mani.
    Canta al mondo intero
    la bellezza della libertà.
    Abbraccia la dignità
    di chi è umile.
    Percorri i sentieri
    che sono stati tracciati dal sole
    Non umiliare te stesso
    per appagare l'altro.
    Siamo nati per vivere
    a viso scoperto.
    Le maschere son false.
     

  • 29 dicembre 2015 alle ore 17:37
    Questo è stato

    Versi impazienti 
    suonavano alla mia porta, 
    la mattina ascoltavo 
    canzoni trasparenti, 
    per la prima volta uno specchio 
    rifletteva i miei giorni senza ceneri, 
    il sole rideva nel fiume 
    primavere dormienti, 
    i minuti morivano 
    abbracciando memorie, 
    tram colorati 
    rimavano curve metalliche, 
    le mie mani respiravano 
    un ieri con te, 
    feci colazione con le tue orme 
    disegnando una notte, 
    nella stanza accanto 
    dormivi con i miei baci, 
    nonostante risuonavano le parole 
    che bevvi dalle tue labbra, 
    potevo sentire il tuo tatto 
    chiudendo i miei occhi, 
    la seta delle tue dita 
    sui miei sogni, 
    il tuo sguardo rifugio 
    riempie di lune, 
    donna di strada, 
    ti amai con sete 
    di eternità 
    e anche se non sei più 
    con me 
    così è stato.

  • 29 dicembre 2015 alle ore 16:02
    Pareti senza aria

    Parlo con le pareti senza brezza
    che respirano istanti senza sogni,
    i miei passi trascinano le tue parole
    dalla pelle di queste strade nude,
    la memoria è sempre sveglia
    ad abbracciare sogni imbalsamati,
    infiammo un’animo col tuo nome
    e mi bevo un bicchiere di asfalto
    mentre in ogni angolo un ricordo
    disegna ombre nelle tue orme,
    la notte non ubbidisce mai ai miei occhi
    che ti cercano nella voce che si nasconde.

  • 29 dicembre 2015 alle ore 14:09
    L'inverno.

    L'inverno è la fiamma di un ceppo ardente che riscalda la stanza piena di ricordi. 
    Il calore ruba il sapore della cucina e risale dalla canna fumaria polverosa. 
    Il vapore percorre tiepido i tetti delle case coperti di coppi mossi dal vento.
    L'umidità scivola dentro la grondaia di metallo e s’insinua tra i ciottoli della strada rotta dalla radice dell’albero appena potato. 
    La pioggia rumorosa della notte trascorsa viene riscaldata dal timido sole mattutino e cristallina cade dalle poche foglie rimaste, donando energia a chi la ricambierà, domani, in calore. 
    L'inverno è scoppiettio, rimbombo, sibilio, stillicidio, l'inverno è rumore passato.

     

  • 29 dicembre 2015 alle ore 11:42
    Tornerà il sole?

    Tornerà il sole
    a indorare verdi valli,
    o il triste mantello dell'inverno
    porgerà i lunghi lembi
    all'orizzonte stanco?
     
    Di caldo e luce si ha bisogno
    per tessere le tele dei sogni
    e rischiarare speranze
    dalla bruma avvolte
     
    Nell'attesa,
    un canto si leva alla natura…
     
    che con vigor sorregga
    e un po' di peso allevii
     

  • 29 dicembre 2015 alle ore 0:52
    Scelta

    Allora legatemi le mani, castrate il mio cervello e alitatemi all’orecchio.
    Abolire il pensiero e lasciare che i l vorace uomo che vive in noi esprima se stesso; il mio, il vostro, quello di tutti.
    La libertà non esiste; essa risiede nella morte fisica che svincola lo spirito che si unisce al resto senza leggi ne legami, ne tedi ne gioie; esso è.
    Cosa siamo senza il pensiero? Uomo duro e crudo mosso dall’istinto e dall’ardore.
    Cosa siamo con l’istinto? Uomo emozione di causa e azione, effetti turgidi e incantevoli nell’errore ma senza il pensiero a dettar legge sul chi siamo e cosa saremo.
    Il vincolo, il bivio volendo; forma e pensiero.
    Quale strada scegliere nelle occasioni vissute, vivibili, che verranno?
    Cosa siamo realmente, noi?
    Animali timorosi della fame o uomini timorati di Dio?

  • 28 dicembre 2015 alle ore 21:08
    Overdose d'oblìo

    Perché vivere ?
    Perché soffrire ?
    Se grave è la fatica
    il dolore imbroncia la vita
    e opprime d'incubi le emozioni
    Nella povertà che invade le Verità
    crisi d'astinenza d'amore
    senza soluzione e colme di disperazione
    acuiscono depressioni d'Uomini
    che girano nel circolo vizioso della vita
    con la vergogna a far di lor ciò che sono 
    E incominciano a vedere
    fantasmi dappertutto
    che osservano giudicano 
    e decretano delusioni e sofferenze
    a suggerire desideri di sparizione 
    per sottrarsi a quegli occhi 
    avari di pietà negli sguardi
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 28 dicembre 2015 alle ore 19:09

    Ho amato troppo, forse più di quanto amassi me stessa e forse non amerò più. Ho provato la rabbia, il dolore, la solitudine e quel senso di impazzire. Avrei sbattuto la testa contro al muro per cambiare le cose, avrei dato 10 anni della mia vita per un solo attimo di vero sentimento... Ma poi ho capito che non devo regalare più niente a nessuno. Io non ho "Bisogno" di qualcuno... Io se devo stare vicino a qualcuno, voglio qualcuno che chiuda gli occhi assieme ai miei, che si perda con me... Qualcuno che quando il suo petto poggia contro il mio senta di essere nel posto giusto. E' giusto così. E' giusto amare, ma AMARSI è fondamentale. Devo esserci, ma devo sentire che quel qualcuno c'è... Devo capire, ma devo anche essere capita. Io non sono nessuno, ma amo ogni piccola parte di me e la parte che amo di più è proprio quella che è dolce, amabile, comprensiva... Quella che sa amare, che non si risparmia. Io non voglio niente per questo nuovo anno, non voglio cose nuove, voglio solo che si assestino le "Vecchie"... E ritrovare a pieno la mia serenità. La mia vita la posso anche proseguire da sola, ma nella serenità. Io non voglio più regalare me stessa a nessuno, sono pezzi di me che ogni volta se ne vanno, sono parti belle di me che ogni volta lascio morire... Io non sono nessuno, ma valgo qualcosa e io voglio vedere il sole, la luce, la tranquillità... Io voglio tornare da dove sono partita, io voglio ritrovare le mie radici ... Perché la in fondo a me stessa ci sono, io esisto ancora... Ora mi sento persa a volte, ma ci sono... Non voglio diventare ciò che non sono, non voglio essere una persona cattiva, una "Facile", una che per un po d'amore si svende e supplica, una che per un po di bene è pronta a dimenticare se ha torto o ragione. Io non devo cambiare per essere apprezzata o amata... E per tanto non cambierò. Per questo nuovo anno prometto che mi AMERO' ancora di più di quanto ho fatto in questo 2015 

  • 28 dicembre 2015 alle ore 12:47
    Orizzonte

    Mi concedo la spinta del bacio
    per coprire l’ampiezza del tuo sguardo
    con l’ampiezza dei miei occhi,
    non ci sono altre linee all’orizzonte,
    solo le tue labbra,
    le ante del tuo cuore
    che ogni volta attraverso
    per essere te
    dentro di te
    e se questo significa morire
    spero almeno si tratti
    di una fine infinita.

  • 28 dicembre 2015 alle ore 12:45
    Binari

    La fragile curva dipinta dagli occhi inermi
    abbandonati come sassi dentro le orbite
    raccoglie la vastità del mondo
    e la osserva
    nella sua interezza sconfinata .
    Eppure senza te la vastità è poco,
    l’assenza è tutto.
    Pare strano non ti abbia seguito la luna.

  • 27 dicembre 2015 alle ore 22:04
    Lasciti

    Mangiare dormire
    vivere morire 

    Percosso dall'ebbrezza
    e lacerato dall'amore per la vita

    brucio dal desiderio
    impavido e temerario

    di esporre sulle alte torri
    dei piaceri diversi

    la potenza della narrazione
    e la forza delle mie parole

    E destinare
    il grande tesoro di quei versi

    quale miglior lascito
    alle rivoluzioni del sapere

    e alle volontà di pace
    che tocca ogni essenza d'inedia 

    nell'amore che supera le barriere

    che vince sui drammi
    e nello stesso tempo l'inquina
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 27 dicembre 2015 alle ore 20:32
    Silenzi

    Preferisco venire dal silenzio. 
    Adesso comunque, eccomi e 
    ruba via tutti i pensieri 
    che non c'è niente da dire.
    A volte, sull’orlo della notte, si rimane sospesi
    e sempre quel tuo sogno mi accompagna 
    nel gelo di gennaio.

     

  • 27 dicembre 2015 alle ore 16:38

    Per ogni mio errore, per ogni mio sbaglio, ogni delusione e per ogni ferita ho imparato qualcosa di nuovo. Ho visto la mia esperienza crescere e il mio "IO" cambiare. Mi sono fatta le peggiori battaglie interiori che una donna può farsi. Mi sono messa con le spalle al muro, pronta ad essere "Giustiziata" anche da chi nemmeno meritava una parola. Mi sono messa da parte troppo spesso, troppo a lungo. Ho dimenticato le volte che avevo ragione, ho rimosso le colpe altrui, ho abbattuto l'orgoglio perché ci tenevo. Oggi, mi trovo di fronte per l'ennesima volta ad un'altra me. Una donna nuova, piena di orgoglio, una donna che non ha più l'intenzione di "Proteggere", ma solo la voglia di "Proteggersi"!

  • 27 dicembre 2015 alle ore 15:25
    Piuma leggera nel ciel aleggia

    Nella notte serena aleggia
    alta nel cielo par una foglia
    dorata dalla foggia strana
    caduta da un albero fatato
    la piuma lieve soffice lucente
    dall’agitar frenetico caduta
    dell’angel del Signor nunziante
    la nascita di Cristo Redentore
     
     

  • 27 dicembre 2015 alle ore 13:46
    Come concerto di rose

    Sento

    quel vacuo senso d'infinito

    che alimenta la marea del nulla

    come fiore di ciliegio in attesa

    d'una primavera che più non rifiorisce.

    E' l'apnea

    il rifugio delle mie utopie

    mentre il mondo scopre nuovi boia

    ed i giorni

    sono uteri feroci

    che del mestruo han fatto il grido di battaglia.

    Non ci sono rose

    non ci sono giardini

    solo le verdi lusinghe del petrolio

    ad alimentare oasi di cemento

    e tutto attorno

    in astinenza d'ossigeno

    lo sciamare di rifiuti animati

    e cervelli inermi

    in file disadorne

    su propaggini di coscienze mute.

    Sento

    le tue mani su di me

    mi accorgo d'esser vivo

    in un contesto di paralisi

    e

    tutto attorno rinasce

    l'euforia d'un canto nuovo

    come concerto di rose

    allo scoccar di mezzanotte.

     

  • 27 dicembre 2015 alle ore 9:55
    Il mio mondo

    Vivere in un mondo
    che coniuga la bellezza
    della musica e l'incontro
    con l'altro...
    dove l'impalpabilità dei sensi
    accarezza l'armonia
    e le corde dell'anima...

  • 27 dicembre 2015 alle ore 9:43
    Bacio

    Baciami,
    perché un bacio puo risuonare sul viso
    per ore, giorni, secoli,
    e con la memoria, eternamente,
    riportarmi da te.

  • 27 dicembre 2015 alle ore 8:09
    Tedi_azioni

    Chiamato a fermarmi in attese sterili e infruttuose mi guardo dentro e attorno il tempo utile a prendere coscienza dei miei limiti E mi ritrovo perso e non disperso assassino della mia età araba fenice delle novità a vivere giorni intensi al riparo dal freddo dell'anima e dalle foschi che assillano i pensieri E rimango chiuso in me avvinto ma non vinto a sentirmi al sicuro a raccogliere attimi di misericordia e oltrepassare le soglie dell'esigenza. cesaremoceo proprietà intellettuale riservata Copyright