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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 20 febbraio alle ore 20:40
    Notte (HAIKU)

    Falce di luna
    Misteriosa la notte 
    Dalla montagna.

  • 20 febbraio alle ore 20:11
    Infelicità

    Hai fatto di me
    un poeta
    Mi hai donato
    ​l'infelicità

  • 20 febbraio alle ore 20:07
    Cerco

    Ti cerco
    ​sorso dopo sorso
    ​nel fondo del bicchiere
    Trovo
    ​impetuoso
    il vuoto che mi opprime

  • 20 febbraio alle ore 20:00
    Meglio il silenzio

    Non riesco a parlare
    con me stesso
    Non abbiamo lo stesso
    linguaggio
    Meglio il silenzio

  • 20 febbraio alle ore 17:54
    L'ultimo verso

    Quando nel dì funesto
    tutti i fiori appassiranno 
    avrò comunque bisogno di un fiore
    oppure Poesia perirà, oh sì!

    E di ciò ne ho certezza 
    poiché or ora ho giaciuto 
    sin da codesto attimo appena trascorso 
    sulle ciglia dell'ultimo verso 
    che mai scriverò

    in assenza di calle 
    o di un fiore qualunque
    senza più alcuna essenza
    mancando tu a me 

    Oh Musica! 
    Ammansirò tutto il mare per te,
    giungerai mai ove l'albatro 
    riposerà la mia penna? 

    Non rispondermi adesso, 
    quando starai arrivando
    un'alba gentile sussurrerà il tuo nome 
    ed io ti sentirò

    E s'anche non dovessi giungere mai
    spargerò i tuoi silenzi
    su quell'ultimo verso 
    che mai scriverò.

  • 20 febbraio alle ore 17:20
    Il poeta

    Il poeta sfiorisce
    dentro le notti 
    gremite di ombre
    e di ruvide ore feconde
    che senza clemenza
    graffiano il cuore,
    per schiudersi poi
    in grembo all’alba materna
    tra lacrime d’estasi
    e nettari eterni.

  • 20 febbraio alle ore 17:18
    Poesia?

    E cos'è mai la poesia
    se non un modo come un altro
    di affrontare l'inverno
    meno ingombrante di un cappotto
    più leggera di una foglia che gocciola via
    dalle nodose braccia di un albero qualsiasi.

     

  • 20 febbraio alle ore 17:16
    Poca per volta

    Forse è tutto qua
    tra le mie mani a forma di barchetta,
    l'antico sapore di sorgente
    che mai più dissetò voci di bosco
    dopo che l'ombra arcigna
    giunse nitida e sprezzante

    Ma non sento i fili in erba,
    quelli che solevano 
    bighellonar tra le mie dita
    nei meriggi riversi 
    sotto un sole stanco d'esser stella

    - E tace pure il martellar d'un becco

    Nelle mie mani 
    non v'è nulla dunque
    oppure solo miopi sguardi 
    di vita rafferma
    da sbriciolar pei molti gorghi
    che avidi mi bevono
    poca per volta
    perfidi.

  • 20 febbraio alle ore 17:12
    L'asciutto intervallo

    La pioggia
    ciarliera e sfacciata
    ammutolisce i miei sensi
    scandendo l'asciutto intervallo.

  • 20 febbraio alle ore 17:11
    Ora che piove

    Ora che piove 
    potrei numerare ogni goccia 
    eccetto una

    e su questa
    non cifre, ma lettere cucirei…
    tutte a comporre poesia

    Un'altra noiosa tornata di versi
    sul grigio che scende 
    e me che mi soffio il naso 
    con un paio di ruvide strofe

    Senti come piange ancora il cielo
    e non ridere dai...
    per queste ennesime ruvide strofe
    con cui ancora una volta
    debbo soffiarmi il naso.

  • 20 febbraio alle ore 17:09
    Forse l'Amore

    Saperci srotolare senza pensieri
    lungo le nostre solitudini in discesa
    e magari così sprovveduti inciampare
    rovesciandoci l'una sull'altro
    come piogge impreviste
    in terre pazienti

    E così, forse domani
    sarebbe Amore.

     

  • 20 febbraio alle ore 17:06
    A volte svanisco

    A volte svanisco 
    dietro dune dormienti
    quando il verbo del mare 
    mi prende per mano
    portandomi fuori 
    dal tempo presente
    ch'è cinto da braccia 
    rapaci e nodose.

  • 20 febbraio alle ore 17:04
    Il ripasso

    Dopo aver increspato il mare
    con le mie noiose domande,
    voglio intingermi ora
    nei suoi toni distesi 
    per poter ripassare 
    alcune equazioni remote
    dagli esiti ancora 
    grondanti sgomento.

  • 20 febbraio alle ore 17:02
    Sui miei passi

    Imbratto di mare
    le mie riottose orme
    per provare a ricondurle 
    sui miei passi

    Le ripesco dal vuoto 
    in cui le ho smarrite,
    da quel via vai intontito
    tra cielo in catene
    e bugiarda libertà.

  • 20 febbraio alle ore 17:00
    Metafore al sole

    Il mare mi ha promesso
    di trascinare la luna lontano da me,
    così da non sapere se ancora respira 
    e per non udire più dentro il cuore
    le sue nenie confuse e illusorie
    con cui quella volta imbrogliò i miei sensi
    fino a perdermi nel labirinto dei miei versi

    Non voglio più ferirmi le mani
    nella testarda ricerca di un senso
    sepolto dalla sabbia 
    del suo profondo deserto
    e pure se il senso è là
    ora di sapere non m'importa più

    Non ho più bisogno di capire
    giacché il sole s’è accorto di me
    quando ero pasto del freddo rapace
    e mi ha cullata e scaldata
    riuscendo a stordire il tempo
    per restituirmi bimba al presente

    Quella luna non saprà mai
    quanto è potente questo sole d'amore
    che mi attira a sé così forte,
    tanto da non volermi nemmeno voltare
    per sapere se il mare
    ha mantenuto la sua promessa.

  • 20 febbraio alle ore 16:56
    Per sempre amarti

    E perché mai 
    dovrei volerti ancora 
    anima mia,
    avvolta come sei 
    negli attimi sdrucciolati
    dal quadrante del cuore

    Di te ho saputo il freddo 
    e raccolto le bacche più dolci,
    quelle che cascavano dalle tue labbra
    quando il mio respiro ti sfiorava appena...
    le stesse che scavavano l'aria
    viziata dai nostri corpi

    Non serve più 
    ch'io t'appartenga 
    poiché di me hai destato labirintiche notti
    ubriacandoti d'ogni mia alba 
    al punto da non sopportarne più 
    neanche il pensiero

    Anima mia 
    io t'ho esiliato sai
    laddove il mare veglia la tua essenza
    sí da trattenerti dentro 
    per non vederti andare via 
    un'altra volta ancora

    E sei così lontano ormai
    eppure sempre qua,
    nei cassetti di solitudine
    profondi come il cielo
    quando lo frughi a primavera 
    con occhi di bambino

    Non ritornare anima mia
    io non ti voglio
    perché l'amore giammai reclama
    sicché della tua assenza,
    per sempre amarti 
    ho sempre urgenza.

  • 20 febbraio alle ore 16:52
    Astratto e distante

    All'alba e al tramonto
    dell'amore verso il conto
    nel mio confuso quaderno 
    sia in estate che in inverno e...

    ti amo, senza capricci e lamenti 
    né illusioni o tormenti
    e nessun laccio mi annoda
    se non vi è capo né coda

    Ti amo, senza chiedere o volerti 
    senza credere di piacerti
    senza dare né gioire
    senza osare di morire

    Nelle ore vorticose
    liscio boccoli di rose 
    spettinati dal maestrale
    questo amor non può far male

    e ti amo! Astratto e distante
    per non mutarti in un istante
    in altra noia dei giorni miei
    perché di amarti io cesserei.

  • 20 febbraio alle ore 16:49
    Non avertene a male

    Ma quel mio ultimo bacio
    incautamente posato 
    sul tuo collo contratto, 
    scivolò dentro ripide notti 
    le cui stelle mutarono 
    in stille di ghiaccio

    Ed ora mio amato 
    non avertene a male
    se avvicinarmi non puoi 
    senza bere il dolore

    Son risorta, mi vedi?

    Fiera e sanguigna
    per infliggerti cinici squarci
    da ricucir coi miei veti d'amore.

  • 20 febbraio alle ore 16:48
    L'assoluzione

    Quanto disgusto
    potrei scaraventarti addosso
    ancora e ognora

    e quanti alfabeti 
    potrei esser atta a procreare
    per sadica sgranarli
    senza intervallo

    - Paralisi d'un pendolo, o forse due

    E le novelle lettere 
    in sputo di marmo
    dentiere aguzze. Giù!
    Una appresso all'altra 
    a edificar verso l'abisso
    moderne parole dentro cui serrarti

    e vano sarebbe 
    il tuo scuotere sbarre al veleno

    Quante frasi infine
    scioglierei in scirocco 
    per essiccarti esangue e tuttavia nessuna

    ormai che mi perdono 
    io ti perdono, 
    in questo apatico mio annusare
    gli zuccheri del tempo.

  • 20 febbraio alle ore 16:46
    il sapore delle viole

    mi è piovuto un sogno sulla testa 
    che mi ha bagnato le parole

    e mi ha lasciato in bocca

    il sapore delicato delle viole

  • 20 febbraio alle ore 16:45
    Come la neve stanotte

    Ancora sto attraversandoti
    senza respiro e scalza
    come la neve stanotte.

  • 20 febbraio alle ore 16:43
    Concludendoti

    Tirando le somme
    ho bevuto dalle tue mani 
    solo umide tracce di un sogno 
    versato nel vuoto

    ed ora cerco il senso
    rimasto imbrogliato
    tra ortensie a mezz'ombra 
    e risate di vino

    Questi gli indizi
    altro non so.

  • 20 febbraio alle ore 16:38
    Nuvole eclettiche

    Nuvole eclettiche
    ricamano indefiniti oblii
    frantumati e affilati
    da nitida estasi
    traboccante opacità

  • 20 febbraio alle ore 16:36
    Infinito scorri

    Tutti parlano d'amore
    ma io non li sento
    perché sto ascoltando te
    che infinito scorri lungo le braccia 
    del mio pensarti

  • 20 febbraio alle ore 16:34
    Senza repliche

    Ho smarrito il senso 
    di questo tuo inesauribile ripetermi 
    che arderesti da capo ogni diluvio
    e che dai fogli fradici 
    inspireresti i miei versi appassiti

    Ma nessuna pioggia 
    sarebbe la stessa
    dopotutto io neanche, 
    invece tu purtroppo uguale
    e il mio illudermi irripetibile.