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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:15
    I bambini dello stesso mare

    Ero di lato e osservavo
    E ho visto due bambini dello stesso mare su due sponde diverse
    Ed entrambi guardavano due barchette in mare
    Una era di carta, l’altra no
    Uno era felice, l’altro anche,
    prima, ora no.
    E  osservavo ancora
    E ho visto il bambino felice guardare la barchetta tranquillo, e lei serena lì in mezzo al mare
    Invece l’altro bambino guardava l’altra barchetta
    E piangeva
    E lei affondava, pian piano, piano lì in mezzo al mare.
    Ero di lato e osservavo
    E ho visto due bambini dello stesso mare
    Sulla stessa sponda ora,
    il bambino felice era in piedi
    l’altro bambino no. Era steso.
    E osservavo, e nel mare le barchette non erano più due.
    La barchetta di carta era lì, serena
    L’altra no. Non c’era.
    Siamo tutti i bambini dello stesso mare.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:14
    Trepidi piaceri

    Passeggiate in riva al mare
    mitigano i pensieri

    tra lo sciabordio dell'onde
    e il risuonar nell'interiorità

    delle note soavi e solenni
    del canto del vento

    a sussurarmi il fascino allegro delle emozioni

    nell'odor di muffa

    che esala dall'insensibilità del mondo

    Brividi lungo la schiena mi percuotono

    a dimostrare se mai ne avessi bisogno

    la profondità del mio animo
    nella libertà riverente del mio andare

    ed accettarne -frugando tra i ricordi-
    l'intimità scavata nel mio Essere

    E trepidi piaceri m'attraversano la mente
    nel sollievo occasionale dello sguardo all'orizzonte

    mentre l'aria salubre di quel vedere
    purifica le angustie che opprimono il mio vivere
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:11
    La gloria del Signore

    Con il cuore rattrappito
    dalle reminiscenze di un passato ormai andato

    e la mente a trasformare nella gioia
    certi grevi dolori

    ritrovo miglior conforto
    nell'incontrarmi con Te

    nella volontà di ricevere e accettare
    la tua parola di Verità

    calda e paradisiaca

    e custodirla come prezioso tesoro
    nell'anima estasiata

    E vivo immerso in fortunate confusioni

    a ringraziare la divina Provvidenza

    nell'illuminare e far risplendere
    la sua Celestialita' nei piaceri futili del vivere

    e indorare quelle tenebre
    con la gloria del Signore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Cooyright

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:09
    Voci mormorii labbra

    Voci

    su cui l'anima si libra
    dagli abissi più profondi

    lontana dai silenzi e dagli oracoli

    Mormorii

    di tumulti repressi

    in balìa di sublimi incanti
    a essere trasportati oltre

    al di la del regno delle menti

    ad approvvigionarsi di respiri e sospiri

    impregnati di fragranze d'estatici pensieri

    Labbra

    d'una sensualità evoluta
    a emanare ispirazioni e influssi

    e infondere coraggio e ardimento

    come fossero baci d'uno spirito profetico
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:08
    E il passato scompare

    Ti guardo

    con gli occhi del cuore
    nella tua grazia sublime

    nell'armonioso movimento del tuo fare

    nel piacere del tuo sorriso

    in questo presente dei tuoi occhi seducenti

    in questo nostro amarci
    condito dagli attimi della passione
    e delle idiozie

    con il sollievo tra le meraviglie di quell'infinito

    ogni volta a lasciarci senza parole
    e a renderci schiavi l'uno dell'altra

    Ti amo

    d'un amore vibrante di vita

    che diventa ogni giorno più bello

    a chiederci ogn'ora d'aiutarci e capirci

    e godere di desideri e passioni
    lontano dai venti impetuosi delle tempeste

    E il passato scompare

    mentre ci accorgiamo ancora
    che ne vale la pena
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:07
    Barconi avorio speranza

    Come a guardare il sole, come a sfidare la luna
    inermi e sospinti dall'onde del mare i barconi avorio speranza,
    blu i volti d'avorio di trecento speranze,
    e il barcone era spinto dal vento, freddo, come freddi tutti gli inverni di mare
    ma come ogni stagione
    come speranze funebri, avanti senza un destino.
    E la notte è lunghissima
    e il barcone si trascina sull'onde nervose del blu della notte
    nel gelido mare d'inverni incazzati, come incazzate tutte le stagioni.
    E il giorno è infinito
    e i barconi avorio speranza
    il sole riflesso sui volti d'avorio, sorrisi di ghiaccio e occhi sbarrati
    e i pianti, la paura, e le preghiere
    e i bambini terrorizzati.
    E galleggiano i corpi, e le notti e i giorni
    e galleggiano i corpi trascinati dal mare
    come le buste al vento
    gonfi, come a guardare il sole, come a sfidare la luna
    inermi, sospinti dall'onde del mare
    blu i volti d'avorio a galleggiare muti,
    e i barconi avorio speranza.
    Mute speranze, muti i sogni, muto il futuro.
    Come a guardare il sole, come a sfidare la luna.
    Partirono speranze su quel barcone avorio speranza
    partì la speranza e con lei trecento persone
    come a guardare il sole, come a sfidare la luna.
    Ma solo il mare,
    il blu della notte, e barconi avorio speranza.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 20:51
    Piedi nudi in cammino

    A una Damasco in ginocchio, annientata ma viva
    Come la speranza, e la speranza non morirà mai a Damasco.
    Neanche sotto le bombe di una guerra incivile
    Di una guerra pazza, come pazze sono tutte le guerre.
     
    A una Palmira antica, alla sua antica storia
    Distrutta, violentata, calpestata.
    A una Palmira fiera, che non imbruttirà neanche in macerie
    Perché è storia, e la storia resta. Anche sotto le ruspe di una folle guerra,
    come folli tutte le guerre.
     
    A Mohammed il pediatra d’Aleppo, era il papà, l’ultimo
    Di tutti i bambini, lui dava la vita. E l’ha data.
    Con lui è morto il futuro, i bambini non nasceranno più
    E invece no, il futuro non si potrà mai uccidere,
    i bambini nasceranno grazie a lui, sempre ad Aleppo.
     
    A una mamma Siria che guarda questo e piange
    A una sorella Siria che però cammina e spera.
     
    E la poesia diventa piedi nudi in cammino, in Siria.
    E la poesia diventa gente, e gambe, e bambini sulle spalle,
    e abiti da sposa, e la poesia diventa pianto
    però anche sorriso.
    E diventano poesia quei piedi, quelle gambe coraggiose
    Mentre vanno fiere incontro alla loro libertà
    E la libertà è vita.
     
    A una terra che piange, a una terra che sogna
    A una terra Siria
    Che sorride, che cammina.
     

  • 11 dicembre 2016 alle ore 20:20

    Amo i ribelli, i folli, quelli quasi "Senza senso"...
    Si li amo. Li amo perché non ci stanno a farsi comandare, vivono di pura e sana pazzia e a guardarli in apparenza sembrano persone insignificanti. Si, amo i ribelli, ma quelli con il cuore che batte. Quelli che un cuore lo sanno usare a 360° e non solo per amare se stessi. Quelli folli a tal punto da arrivare a capire che non c'è libertà più grande di una complicità che appaga. Quelli che se li guardi da lontano non hanno un senso, ma se sai arrivare a loro e conquistarli sanno dare un senso a tutta la tua vita.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 16:43

    Ho varcato soglie che avrebbero fatto paura anche al Diavolo. Spesso non mi è bastato attraversarle, ma ho voluto sfidare me stessa mettendomi a confronto con tutto ciò che mi trovavo di fronte. Mi sono messa in discussione così a fondo a volte da non sapere nemmeno io se ne sarei uscita. Mi sono messa nei panni degli altri, ma quanti di loro si sono veramente messi nei miei?! Anche priva di forze ho teso la mia mano a chi incontravo esausto a terra, ma una volta rimesso in piedi non ha percorso nemmeno un tratto del suo cammino con me e si è dimenticato di me e del mio gesto. Ho amato tanto, anche quando niente avevo da dare se ho amato ho dato più di ciò che avevo, ma quanto veramente io sono stata amata?! Oggi mi guardo incredula, sono viva, in piedi, piena di forza e di una fierezza che poche donne possono permettersi. Oggi non sono più degli altri... Oggi sono principalmente di me stessa! 

  • 10 dicembre 2016 alle ore 19:32
    Mille volte

    Sono morta per te mille volte.
    Perché volevo un tuo sorriso.
    Perché credevo nell'amore.
    Morta ma sopravvissuta alla dolorosa realtà.

    Sono morta per te mille volte.
    Logorio di pensieri assordanti.
    Spasmodici ricordi sotto pelle.
    Morta ma ancora qua ad affrontare la vita

  • 10 dicembre 2016 alle ore 19:31
    Il gioco

    Un gioco, di sensi e di armonia, sottile piacere condiviso,
    ma solo un gioco.
    Un gioco che ti coinvolge e ti sconvolge, ti prende, ti ruba l'anima e poi ti lascia attonita.
    Un gioco di pelle, di anime, di cuori
    solitari e infranti, ma solo un gioco.
    Quel gioco sofisticato e soffuso di chi sa come giocare

  • 10 dicembre 2016 alle ore 15:24
    A BETLEMME

    Con Giuseppe e la sua sposa
    c'è un Bimbo che riposa:
    non sul letto com'è usanza,
    al calduccio d'una stanza,
    ma su poca trita paglia
    con quell'animal che raglia.
    Sono giunti a Betlemme
    procedendo lemme lemme,
    chè Maria è in attesa
    di dar vita, con sorpresa,
    a Quel di cui scrisse Isaia
    nella sua Profezia.
    Sono svegli quei pastori
    che sorvegliano da fuori
    delle grotte, nella piana,
    quelle greggi che, in fiumana,
    sono lì per pascolare,
     e non posson riposare.
    Una dolce melodia
    vien dal cielo qual poesia,
    invitandoli ad andare,
    senz'indugio, ad adorare
    quella nata Creatura
    che sarà speme futura.

    Lucillo Dolcetto - Varese

  • 10 dicembre 2016 alle ore 15:22

    Non mi faccio comprare perché io non ho un prezzo. Darmi un valore mi aiuta a non farmi calpestare. L'essere cosciente del mio essere non mi fa sentire superiore a nessuno, mi permette solo di essere consapevole che come persona merito rispetto. Che le mie idee meritano rispetto. Non mi adeguo a nessuno, non mi svendo... Al massimo scendo a compromessi reciproci se essi hanno la facoltà di migliorarmi e di addolcirmi il cuore.

  • 10 dicembre 2016 alle ore 7:46
    Oceani di luce (Tanka)

    Nubi squarciate
    albergano nei cieli.
    Oltre la rupe
    distanti dalle coste
    oceani di luce.

  • 09 dicembre 2016 alle ore 10:57
    Il collezionista di rifiuti

    Il cielo è scomposto, ad un’ora in cui le voci non fanno ancora rumore, il morale è alle stelle che son sparite, la luna è in vacanza da due vite. Manifesto a pubblicizzare un saggio di danza, scalzo mi destreggio per le strade specchiandomi tra la solita mattanza, di rifiuti. Il treno è già passato e nessuno se ne è accorto, non potrei mai darti torto, in fondo non è che un altro giorno andato storto. Ci siamo abituati a comprendere senza ascoltare, tu lo facevi bene, io te ne volevo da morire, ed ora non hai nulla di cui rimproverarti, sbagliano sempre e solo gli altri. L’eccesso di egoismo è una pratica simile al buddismo, perdona il parossismo, una sorta intercalare di bullismo. Proverbio del giorno, oroscopo della settimana, solitudine somministrata attraverso endecasillabi faleci, prospettive di individualità a spiccare sul senso comune di una ragione, che mai ebbi se non per i trascorsi greci. La legge è uguale solamente per tutti coloro che la rispettano, non può esistere altro Dio al di fuori di chi un Dio non ce l’ha. La mia faccia non è da Coop, le mie mani non sono luoghi comuni per raccolte punti di momenti inopportuni, il mio feretro è scomposto, quanto questo cielo scalzo, sorridente all'attesa di un treno, già passato, che mi ha dimenticato.

  • 08 dicembre 2016 alle ore 20:50
    La mia felicità

    Riflessi d'emozioni
    si posano allegri sull'anima

    a guarire e chiudere ferite
    ereditate dalla gioventù

    nella densa penombra dei battiti

    guizzi di sole a sguazzare nel piacere
    di dar calore al cuore

    e consumare il sapore del martirio

    E vivo la mia felicità al pensiero
    che i travagli i dolori e le sofferenze

    e che quanto è più di terreno

    finisse con me sepoltomi accanto

    mentre il mio spirito esultante

    v'accompagna nel vostro cammino
    .
    cesaremoceo
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  • 08 dicembre 2016 alle ore 20:49
    Apologia di un reato

    E poi

    poi se ne riconoscerà il talento

    si osserverà che coglieva
    germogli d'emozioni

    estirpava radici del male

    e piantumava semi di passione
    come chi è rapito da celate virtù

    che non hanno valore
    agli occhi dei più

    E lo sentivan parlare

    e leggevan i suoi versi
    che poco meno avean della realtà

    E ora tutti a chiedersi il come è il perché

    non si fossero accorti di quel candore
    nel mondo dei dotti

    Lui

    che nel suo cuor

    sperava che la risposta
    fosse accolta dagli uomini di senno

    e ricordarlo come un reato del Cielo
    .
    Cesaremoceo
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  • 08 dicembre 2016 alle ore 20:46
    L'immensità del tempo

    Sorridente

    nell'immensità del tempo che è stato

    rivivo emozioni già scorse
    nel profumo della passione vissuta

    E mi riverso ancora
    in lucenti sentieri

    sospinto dal vento del tuo amore

    dolce e premuroso

    che continua a baciare i miei desideri

    Averti qui

    accanto

    tra le voglie frenetiche
    del nostro vivere

    ora

    a riempirmi i pensieri e le illusioni

    nel palpitar del cuore che mi conduce alla follia

    nel nostro amarci

    eterno miracolo ebbro di felicità

    che ci conduce assieme
    verso il nostro destino
    .
    cesaremoceo
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  • 08 dicembre 2016 alle ore 20:44
    Ardenti...domani

    Nel mattino che insegue la sera
    dall'alba al tramonto

    vivo i miei attimi

    fermando la fretta d'andare
    e plasmando i sospiri

    in lingue di fuoco

    a riconoscere le mie piaghe e i dolori

    e gustare i gemiti sommessi
    della mia voglia d'amare

    nella profonda avversione
    all'avvento del male

    e nel conforto tenero
    di cercare l'amore

    E mi confondo tra fuggenti scintille

    a godere del crepitio di quelle fiamme
    sempre ardenti

    nel bruciore nell'anima
    di desideri e speranze

    addolcite dai rintocchi delle ore
    sottratte alla vita
    .
    cesaremoceo
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  • 08 dicembre 2016 alle ore 17:53

    Se devi puntarmi il dito contro assicurati che il mio non abbia più motivazioni delle tue per puntare su di te. Non ho mai preteso di essere capito, compreso o sostenuto... Ho preteso solo verità e lealtà d'animo. Pensa quando agisci, pensa se le tue azioni vanno ad infrangere le promesse fatte a qualcuno. Se la tua attenzione voltata altrove dopo sarà ancora meritevole di trovare la mia. Pensa prima di agire e laddove scegli di non farlo, dopo non dipingerti vittima di ciò che tu stesso HAI SCELTO. 

  • 08 dicembre 2016 alle ore 6:08
    Guardami (Tanka)

    Madre Celeste...
    leggi l'anima mia
    donami il sorriso.
    Nel tuo sguardo mistico
    vedo solo amore.

  • 07 dicembre 2016 alle ore 10:32
    Il pianto di un ulivo

    Ho visto piangere un ulivo
    E diceva -no no, non mi uccidete no-
    L'ho visto fiero implorare di restare lì al suo posto
    A metà tra la terra e il cielo
    L'ho sentito piangere, gridare il suo dolore
    -no no, non sono malato, è una malattia inventata, no no, non mi uccidete, sono sano, ho più di cent'anni io, molti di più-
    -non mi tradite, non v'ho mai tradito-
    Ho sentito piangere un ulivo
    E diceva - no no, ho visto crescere il papà di tuo nonno in queste terre, e poi lui, e poi tuo padre giocare con il mandorlo giovane, no no, non mi uccidete, ti ho visto diventare grande al fresco delle mie foglie, non ricordi, no?-
    L'ho visto fiero implorare di restare lì al suo posto
    A metà tra la terra e il sole
    L'ho sentito piangere, gridare il suo dolore
    E diceva -no no, non sono malato, è una malattia inventata, no no, non mi uccidete, sono sano, ho più di cent'anni io, molti di più-
    Ho visto un ulivo morire piano
    Sotto il rumore di una sega
    E intorno il canto triste d'addio di grilli e cicale
    E il mandorlo salutava triste
    E un cane zoppo abbaia alle pietre
    E l'ho sentito gridare, piangere e gridare
    Fiero su di una terra fiera e rossa
    -no no, non lo fate-
    E ho pianto anch'io
    E poi il silenzio di campagne vuote.

  • 07 dicembre 2016 alle ore 10:30
    E magari ridere

    È bello farlo lo sai?
    La sensazione di averti addosso anche quando non ci sei, lo sai?
    È bello amarti lo sai?
    Averti in testa sempre
    E camminare mano nella mano
    E ascoltare musica anche quando non ascoltiamo musica.
    Sì è bello lo sai?
    Sapere che domani ci sei pure che non ci sei
    E poi guardare il sole e magari ridere
    E chissà, seduti sull'erba guardare il mare
    E fumare e bere
    È bello farlo lo sai?
    È bello amarti
    E fare l'amore anche quando non facciamo l'amore
    E sentire il tuo profumo anche quando non ci sei
    E magari ridere
    E sorridere.
    Lo sai?
    È bello farlo, è bello amarti, poterlo fare.

  • 06 dicembre 2016 alle ore 21:57
    5 dicembre 2016

    Il cielo oggi

    brilla d'uno splendore
    argenteo e luminoso

    che ravviva tutti i colori della libertà

    nel contrasto con disperati affanni

    scurrili strette d'angosce abbracciate
    a flemme d'inquisizione di cuori in rivolta

    a rendere l'aria pesante

    con sospiri di fastidio
    nel panico che conduce alla follia

    E guardarsi allo specchio

    leggendosi negli occhi
    la paura d'un pericolo scampato

    risonanze umane a esprimere
    i ricordi del passato più prossimo

    nel pensiero d'un futuro più roseo

    E sognare

    nella possibilità di potersela ancora cavare

    giovandosi delle doti acute
    innate di talenti patriottici
    .
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  • 06 dicembre 2016 alle ore 21:01
    Una sorte migliore

    Sopporto fardelli d'ingiustizie

    nel desiderio di vivere oltre

    con il cuore a soggiacere
    a mille occhi malvagi

    che già da tempo
    mantengono in ceppi la mia anima

    E soleggio i perché
    delle angustie del mondo

    da sempre sovrastato
    dal giudizio del Cielo

    ammansendo il mio Essere

    nel baratto di questa falsa vita
    con l'illusione di una vita vera

    nella volontà di predicare il bene

    nell'immenso piacere
    di seguitare a scrivere

    E non m'attardero' ancora in tormenti
    che corrodono il vivere

    rendendomi incapace d'agire

    e vincerò

    prima che la forza d'afferrare una sorte migliore

    m'abbandoni
    .
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