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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 12 maggio alle ore 11:10
    Dolore

    Un dolore abissale,
    struggente che cresce,
    amaro che logora,
    sordo che stride,
    vuoto che abbandona,
    grave che rimbomba,
    pesante che affonda,
    nero che offusca.
    Un dolore che nasce,
    Un dolore che prospera,
    di speranza svanisce,
    di bellezza muore.

  • 12 maggio alle ore 1:08
    Non hai idea

    Non hai idea
    quanto sia difficile starti vicino
    le poche volte che ci incontriamo.

    Non hai idea
    di quanto vorrei abbracciarti, baciarti, toccarti.

    Non hai idea
    (dopo averti visto)
    quanto sia difficile starti lontana,
    non scriverti.

    Quanto rimpianga il no che ti ho detto quella notte.
    E ogni volta che mi guardi e mi sorridi in quel tuo modo birbante,
    provocante,
    non hai idea
    di quanto vorrei lei sparisse di nuovo.
    E allora sarebbe un si.
    Allora saresti MIO.

  • 11 maggio alle ore 21:56

    Io non so come gestiate i vostri rapporti, ma per me la coerenza sta al primo posto. Vi vedo farvi commenti amichevoli, scambiarvi parole d'effetto e frasi di lealtà e fratellanza. Mentre lo fate vi osservo e mentre noto il piacere che mettete nel giudicare il resto del mondo mi viene quasi la nausea. Io non so come gestiate i vostri rapporti e non sta a me dirvelo. Però credetemi, guardando voi che vi offendete e vi pugnalate alle spalle per poi scambiarvi frasi d'amore fraterno facendo di voi stessi un esempio di lealtà e di rispetto la mia autostima sale alle stelle!

  • 11 maggio alle ore 20:44
    Piromani(a)

    " Vi auguro che il Dio del vostro fuoco
    faccia di voi infernale giustizia " (CESMO)

    Anime ritirate in se stesse

    nella loro intimità frustrata

    nell'inensibilità della loro natura
    esasperata dalla solitudine

    e in quella

    vivere coltivando il venir meno
    d'ogni senso di socialità

    Uomini dominati dalla tristezza
    che li accompagna alla malinconia

    agli atti impuri del mistero di se stessi
    e della loro sgomenta cattiveria

    e nel disprezzo per il mondo
    godere del suo amaro sapore

    cesare moceo
    tutti i diritti riservati
     

  • 11 maggio alle ore 20:32
    Le confessioni dell'anima

    Immersi in questo mondo
    che avanza su difformi sentieri

    a comunicarci l'estraneita'
    dell'uno nei confronti dell'altro

    viviamo nell'adulterio di tutti i valori

    e di qualsiasi sentimento
    che possa essere riconosciuto dalle coscienze

    depressioni nascoste

    a mormorare i patemi del nostro abbandono

    e d'ogni convivenza tra le anime inaridite
    dalla perdita dei contatti umani

    E m'inginocchio alle mie macerate confessioni intime

    nell'incapacità dell'accettazione di questo vivere

    restando avviluppato ai vuoti interiori

    che sento dentro il mio Essere

    e colmarli d'imbarazzi languidi
    e allo stesso tempo cocenti

  • 11 maggio alle ore 13:05

    Non mi sono mai posta il problema se nel perdermi poi mi sarei dovuta ritrovare. Non mi ha mai spaventato il dolore, la mancanza di forza oppure il rischio di farmi male. Laddove trovo motivazione vado fino in fondo anche a costo di farmi male e lasciarci una parte di me. Ho imparato però... Che laddove mi rendo conto che sto combattendo una "Battaglia persa", un attimo prima di morire so prendere la decisione di andarmene. Fino al limite del possibile... SI'! Fino a perdere me stessa definitivamente... NO!

  • 11 maggio alle ore 11:36
    Per non cadere

    Non tenermi per mano,
    non ho tempo per gli addii.
    Scegli di sfiorarmi le dita
    mentre insieme percorriamo
    le stesse vie, le stesse strade.
    Per non cadere nell'unico istante
    entrambi ai piedi della vita,
    che ci vuole perdenti e arresi,
    all'ostacolo primo.
    Non annegare negli occhi miei,
    non ho tempo per le sconfitte.
    Scegli di guardarmi raramente,
    per non cadere nella dimenticanza
    di cose viste tutti i giorni.

  • 10 maggio alle ore 21:13
    Accetto le mie infamie

    Stanco di ripiegarmi su me stesso

    sopporto situazioni già vissute

    che mi ritornano alla mente
    con mutate sembianze

    a rendermi cupo
    soltario e scontroso

    E vivo momenti

    in cui non ho più la coscienza
    del mio essere

    attimi del mio vivere per vivere
    senza saper come vivere

    fino a sdraiarmi sul fascino
    del mio temperamento

    per vivere e sentirmi vivo
    senza più ripiegarmi su me stesso
    .
    cesare moceo

  • 10 maggio alle ore 21:03
    Nella tana di Svevo

    Nella tana di Svevo

    Anch'io molte volte
    sono stato ad un passo
    dal mettere in dubbio ...
    i miei valori morali

    La mia vita

    un continuo riflettere
    attimo dopo attimo
    sulla mia esistenza

    a cogliere nell'obiettivita'
    le ragioni d'ogni mio agire

    col piacere d'esaltare
    la volontà d'impegnare
    al meglio il mio tempo

    nel rispetto di tutti i principi
    della mia coscienza

    E nel bisogno estremo
    ricorrere a loro come antitodo
    ai veleni dell'insoddisfazione
    a non vivere bene il tempo che passa

    Oggi che della mia gioventù
    non ho più la giusta coscienza
    e nella vecchiaia m'e' rimasto
    il rammarico di tutte le esperienze
    bruciate dall'ignoranza

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 10 maggio alle ore 20:56
    La vera essenza della vita

    Essere

    nella piena consapevolezza delle mie opere

    il piacevole riflesso della mia natura

    Vivere

    e dibattermi con piena coscienza

    opponendomi e combattendo

    ingiustizie e crudeltà
    di decadenze e involuzioni

    pur nell'amara constatazione
    dell'assurdita' della vita

    nell'incapacità di cambiarla

    fino a apprezzarne le angosce

    e con quelle

    accendere e irradiare con raggi di passioni

    la vera essenza d'ogni gesto

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 10 maggio alle ore 19:00
    Ho mai detto al Cielo che sei bella?

    Dolci i fianchi lungo le montagne
    e la pioggia, la pioggia non cessa il suo lavoro:
    e ogni creatura cerca un minimo riparo,
    e ogni donna cerca un amante per la notte
    Ho mai detto al Cielo che sei bella,
    te l’ho forse mai detto chiaro e tondo
    per farti tremare al di là d’ogni dubbio?

    Dolci, dolci i sogni che ci tormentano
    Ogni giorno passa lento sulla tua bellezza,
    e ogni goccia di pioggia ti accarezza piano
    Da lassù il Signore ci invita a salvarci:
    non gli piace affatto questa solitudine
    che ci viviamo addosso fino all’ultimo giorno

    E ogni creatura cerca un minimo riparo,
    e ogni donna cerca un amante per la notte

    Non ti ho mai detto che nel Giorno del Giudizio
    a nessuno di noi verrà chiesto perché Sole e Luna
    non hanno mai fatto niente per essere un po’ di più
    Non ti ho mai detto la verità sulla confusione
    che alberga quaggiù dove è facile franare
    insieme ai secoli delle montagne,
    dove è facile cadere in ginocchio
    senza una vita alle spalle… senza un perché

    E ogni creatura cerca un minimo riparo,
    e ogni bambino cerca il petto d’una madre

    Dolci,
    dolci sono i fianchi delle montagne
    Non reggeranno ancora a lungo,
    non reggeranno ancora a lungo

  • 10 maggio alle ore 14:54
    Come si sfrondano sillogi

    Le nubi
    sempre più irruente
    non lasciano pace
    Le cose innominate
    che sto toccando
    l'inevitabilità del tuo profumo
    a cui partecipo togliendo veli
    dalle coperte di sillabe
    Come si sfrondano
    sillogi
    e ogni strappo è
    un fiume di grazia
    nel lume incorporeo
    del pensiero
    Ho in te luoghi scalzi
    Amo queste gocce senza radici
    il mare sconosciuto
    che gira tra vento e foglie
    Un tremolio, che riempie
    solitudine e solchi
    e insegna a viverci
    disarmati e docili

  • 09 maggio alle ore 20:44
    Il destino d'ogni uomo

    Illusioni
    a manifestarsi come inganni

    ideali irrealizzati
    di realtà meschine e avvilenti

    che uccidono tutte le speranze

    Crisi di coscienza di sentimenti

    in guerra tra loro

    a vanificare disillusioni e imprevedibilità

    nella sconfitta a cui e destinato l'uomo
    .
    cesare moceo
    tutti i diritti riservati
     

  • 09 maggio alle ore 20:35
    L'impulso del mio vivere

    La mia laidezza

    a donarmi la felicità
    di goder d'ogni bellezza

    d'un bambino

    d'una donna

    della natura

    finanche di me

    e della mia inutilità
    in questo mondo

    E mi faccio spento il respiro

    nei sospiri accesi
    dello sguardo attonito
    a ciò che di bello mi circonda

    a delibarlo

    bevendone le gocce d'effluvio
    che emana in ogni presenza

    fuoco invisibile
    che m'invade le vene

    e m'accalora la pelle
    avviluppandomi in palpiti arcani

    emozioni quasi carnali
    a benedire le mie passioni

    Io colpevole solo
    della mia sete di vita

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 09 maggio alle ore 20:12
    Ricorda mani basse

    Sei ciò che è stato ieri
    per lui ricerca dell'approdo, privo
    d'identità di terra
    gelo 
    che non sa accogliere.

    Lo sguardo ruvido di meta
    ricorda mani basse 
    si perde come goccia 
    precipita 
    e non si fonde.

  • 09 maggio alle ore 13:53
    Lago di Grazia

    Lago di Grazia....non deludermi mai.....Lago di Grazia.....socchiudimi sempre.....

  • 09 maggio alle ore 1:43
    Pietre preziose

    Ho visto pietre diventare sali e sciogliersi inesorabilmente sciogliersi Ho visto sali divenire pietra -preziosa- racchiudere l'anima delle Cose e perpetrarla Ho visto pietre preziose racchiudere e proteggere "Cose" preziose: -Anima- -Vita- -Cosmo- - Piccolo- -Grande- -Eterno- E perpetrare Anima Vita Cosmo Piccolo Grande Eterno La pietra purificata dal Tempo è pietra preziosa sferzata ferita limata lavata È pietra preziosa La pietra nascosta nell'ombra è casa del muschio.

  • 08 maggio alle ore 23:30
    Settimo senso

    Implodere in cristallo
    la fissità dell'occhio

    mi assento dal mio scolorire
    inflessibile accanto.

    Una volta ho pianto nelle stelle:
    irradiavano pace

    e noi, l’aver vissuto
    cigli setosi tra gramigne
    e uccelli migratori.

  • 08 maggio alle ore 21:07
    Le primavere ritrovate

    Emozioni che incedono
    incalzate dalla spinta delle passioni
    a brancolare nei moti dell'anima
    e incitare al silenzio atroci dilemmi
    dispensando plumbei riflessi
    al cuore e al suo timido zittìo
    E in quella silenziosità impetuosa
    proscenio illuminato da grevi luci
    espressa da sentimenti umani
    dar limpidezza ai giorni
    e anche ai ricordi della giovinezza
    con le sue primavere ritrovate
    .
    cesare moceo
    tutti i diritti riservati

  • 08 maggio alle ore 20:48
    Un giorno in più

    I giorni rinascono tranquilli e luminosi

    nei libri sparsi per la stanza

    a colmare l'abisso che spadroneggia nella mia mente

    tra i coprifuoco imposti dall'alba al tramonto

    a ricordare equilibri di una volta sostenuti dall'assenza

    resi precari adesso dall'assidua presenza a marcire nelle ore

    dimenticato uomo

    ora che il mio ruolo è tramontato

    E mi appoggio al caldo delle tue carezze
    a costruire momenti di bontà

    con la paura di disturbare

    senza perdere la speranza di vivere un giorno in più

    e con la consapevolezza che domani

    tutti dovremo morire nella nostra povertà
    .
    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 08 maggio alle ore 20:46
    E la mente va

    Pensieri

    addobbati con scialli a frange corte

    meraviglie di vecchi merletti
    e vecchie lenzuola

    stese sui parapetti del cuore
    rivestiti d'amore e d'odio

    con i foulards di tabula rasa
    color vita da vivere

    ad avvolgerli tutti nella più becera tradizione

    Con " l'eleganza " del loro significato

    incompreso nei dintorni del gusto

    illuminata con neri fanali

    aridi come cenere spenta

    consumata dall'esperienza

    E viverci assieme stupidamente

    giorno dopo giorno

    a raccontarsi tutte le sciocchezze
    di questa vita d'egoismi

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 07 maggio alle ore 21:27
    Ombre

    Ombre

    che sorpassano
    pensieri disposti a ventaglio

    a soffiare impertinenti
    su gemiti di paure

    che sorgano invisibili
    fra i grovigli della vita

    Venti a disperdere
    le nubi e quelle ombre

    lasciando spazio
    a raggi di luna
    a significare le notti

    sagome di tenebre stagliate
    in improvvisi guizzi di luci

    Vite sciupate

    ripugnanti rabbie amare

    a urlare le loro avversità
    contro l'inulità della vita stessa
    .
    cesare moceo

  • 07 maggio alle ore 20:45
    L'avidità della vecchiaia

    Sono un pellegrino errante
    di questo mondo
    e rallento il mio andare
    quando in lontananza
    scorgo le pagine allegre
    d'un qualche libro che mi sorride
    Con lui mi fermo a contemplare
    i visi belli della mia fanciullezza
    deformati ormai nei ricordi
    da questa infida vecchiaia
    e le parole che un tempo pronunciai
    e che ora rapite dell'oblio
    più non sentirò
    E rimango sempre amico di me stesso
    consapevole della vita che scorre
    e dei passi che faccio
    e dei miei versi sempre a portata di mano
    mai inopportuni e mai molesti
    a rendere splendida la mia prosperità
    alleviandone le sventure
    nel tempo che passa
    che tutto deturpa e tutto cancella
    .
    cesare moceo

  • 07 maggio alle ore 20:41
    L'istantaneita' dei miei sogni(1978)

    Vivo le mie notti
    nei tanti sussurri al cielo

    illuminato solo
    dalla luce fioca d'ogni mio pensiero

    ciascuno a voler dare affetto all'altro

    senza sapere in che modo poterglielo offrire

    E percorro lento i corridoi di quel vivere

    mezzo addormentato ma cosciente
    delle vibrazioni che mi scuotono l'anima

    e del loro dolce mormorio

    che pervade la mia grazia quasi felina
    e le mie fattezze ruvide

    contornate dalle rughe

    come se fossero tacche dei tormenti vissuti

    e soffuse da grigiori malaticci

    a significare tutte le mie miserie
    i dolori e le paure patite

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 07 maggio alle ore 10:39
    Legittima difesa e... alleluia!

    Ora la notte qui non è più buia
    la illumina il riflesso della canna
    di quest’arnese, sporta come zanna
    che aggetta fiera dalla fitta tuia.
     
    Fino al tramonto a salve si può armare
    a chi vi turba il grotto sulla fronte
    non c’è che digrignare arcate smunte
     
    o ancora l’altra guancia rimostrare.
    Ma appena il sole cala all’orizzonte
    disintegra sorprese anche presunte.
     
    Se d’uno spillo acuminate punte
    minacciano un pericolo imminente
    sappiate che v’assiste l’esimente:
    legittima difesa e… alleluia!
     
    C’è già la legge, ancor non scritta bene
    e in caso di legittima reazione
    a un’aggressione ingiusta e contestabile
     
    non c’è poi da scontare grosse pene
    se la difesa a offesa è proporzione
    - con quella attuale e questa inevitabile -
     
    e la reazione è l’unica pensabile.
    Però questione vera e assai spinosa
    è la non netta proporzione, cosa
    più ambigua, perché il giudice s’abbuia.
     
    Ma se la differenza è rilevante
    tra male inflitto e male minacciato
    - laddove l’arma punti i fuggitivi -
     
    non c’è esimente e scatta l’aggravante.
    Ma che il far west sia almeno scongiurato
    che detti sempre il giudice i motivi
     
    e che soltanto in casi tassativi
    si possa rilasciare una licenza
    per tirar colpi ed allentar la lenza
    in questi mari mondi troppo bui.