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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 ottobre alle ore 12:42
    Libertà Avuta Da Sempre

     
     
    Stelle:
    Prigioniere delle nuvole
    Montagne:
    Carceriere dei tramonti
    Vento:
    Che alita libertà
    Nobile sentimento
    Pagato con il sangue
    Dagli uomini della guerra.
     
    E tu donna "finta" oppressa
    Briciola della natura
    Frammento dell'uomo
    Pulviscolo vagante nell'aria
    Ripudiata e maledetta da Dio
    Per castigare l'intera umanità.
     
    Donna desiderosa d'aria
    Vorresti far tuo da subito
    Tutto quello che l'uomo
    Ha conquistato nei secoli
     
     
    Ricordati che sei figlia di Eva
    Donna arrivista mal pensante
    Non desiderare con ardore
    Ciò che hai sempre avuto.
     

  • 17 ottobre alle ore 10:48
    Notte Solo Mia

     
    La neve ha smesso di fare silenzio
    Il nuovo sole si è addormentato
    Alzo gli occhi al cielo desideroso
    Di penetrarlo per vedere Dio.
    Mi viene sete
    Mi viene fame
    Ho fame
    Ho sete di buio e d'amore.
    Ormai la vita dei vivi volge al termine
    Aspetto che tutti dormono
    E che nasca il buio.
    Sento che questa notte e mia.
    E' la mia notte.
    Pigiama di luna sulla pelle
    E via per i miei vicoli deserti
    Voglio ritrovare l'amore perduto
    E mentre cammino con i miei pensieri
    Una dolce voce mi penetra il cuore
    Comincio a sentire le pene dell'amore
    Inizia una notte di malattia
    Che piange amore da ogni stella.
    Ho ritrovato l'amore!
    Ora che l'ho ritrovato
    Vorrei arginare il fiume
    Per non farlo trascinare verso il mare
    Insieme ai miei sogni rinati
    Vivi negli occhi
    E nel cuore dell'anima.
     

  • 17 ottobre alle ore 10:17
    Scrivete

    Scrivete anche se
    davanti ad un foglio
    bianco la vita si spegne
    non si emoziona più
    impassibile restando
    con penne che illudono
    di poter scrivere ancora
    poemi che tracciano il cuore
    a grappoli impauriti
    di non esser capiti
    se tutto marcisce
    nelle nostre infermità
     

  • 17 ottobre alle ore 9:45
    Dal novel Burchiello

    L’acque fende oggi correndo il burchio
    del Piovego e poi del Brenta lentamente
    e nella corsa se pur rotta da chiuse e ponti
    lieta alla vista s’offron palazzi e ville
    che di un tempo lontan portano i ricordi
    e nelle del suo correr soste a lo spirto nutrir
    nel suol calcando delle dimore i parchi
    e nel silenzio lor d’affreschi istoriate stanze
    sentir si sente di storie antiche e di leggende
    note o sconosciute: Napoleon qui dormì una notte
    là la bella Rosin con Re Vittorio vi trovò ricetto
    e quell’affresco di Enrico di Francia e di Polonia
    l’ospital con Doge Mocenigo e lieto incontro
    all’occhio dona e la villa vedi ove per il suo amor
    da carnal altri amori offeso vi segregò l’infedel sposa
    il nobil venezian Alvise che per anni poi Malcontenta
    visse e poi quel udir di nomi e nomi quali di dogi
    di dame e cavalieri di mercanti pittori e condottieri
    e primi di quei delle magion insigni costruttori
    degni di fama eterna per l’architettura somma
    in cui qui primo eccelse Andrea di Pietro patavino.

  • Accendi la mia bocca, o Musa,
    tu che di fuoco e ardori
    avvolgi le mie membra stanche,
     
    tu che di vento e tempesta
    accartocci il mio cuore
     
    e spargi d’aneliti rubati al tempo
    il mio battere di ciglia.
     
    Ora tra i miei petali dischiusi
    offro una corolla  dei miei sogni
    e dei miei pochi passi
    tra gli intricati arbusti
    del tuo vago ancheggiare.
     
    Baciami, o Musa,
    sulle mie palpebre chiuse,
    sulle mie ansie segrete,
     
    fammi innamorare ancora del tuo spaziare,
    fino a peregrinare eterna,
    eterea,
    esule in terra
    come una foglia,
    come un fiore leggero
    tra corolle schiuse,
    dischiuse,
    offuscate
    e  smorte
    ma mai sfiorite.
     
    Baciami,
    e vivrò per sempre in te,
    mia Poesia.
     
    c.aurora
    Da “Uno scrigno è l’amore” 2007
     

  • 16 ottobre alle ore 21:23
    Le ragioni della vita

    Cimentare le idee tramandate
    dalle diverse epoche
    susseguitesi nel tempo

    e tramutarle in accessori
    di grande valore sentimentale

    Antiche eleganze

    divenute strazianti sottofondi
    di volti rigati dalle lacrime

    piante nel desiderio di entrare
    nelle convinzioni dell'Altro 

    E capirne le armonie

    nel tentativo di esplorare i lati oscuri
    della desertificazione delle emozioni

    Entrare nelle seduzioni della fantasia

    col piacere di abolire l'importanza
    delle vittorie e delle sconfitte

    recuperare i valori primordiali
    della vera Essenza 
    e difendere le ragioni della vita
    .
    cesaremoceo(c)

  • 16 ottobre alle ore 18:07
    L'Ultima Primavera

     
    La notte è giovane
    Tu odori di mare
    Mi fermo a guardarti
    E ti sogno farfalla
    Su gocce di rugiada.
     
    Vorrei fermarmi qui
    Nella luce del creato
    Lontano dall'ombra
    E fra i suoni del mare
    Scanditi dai sogni.
     
    Vorrei evadere lontano
    Dal tuo cuore di pietra
    Per godermi  melodie
    Angeliche suonate
    Fra papaveri vermigli.
     

  • 16 ottobre alle ore 14:31
    Il buio

    Sommerge inseguito
    da un torbido tormento
    che vola fra sgomenti
    arricciandosi e smarrendo
    il sentiero rapito
    da nuvoloni scurissimi
    con divieti di soste continue
    puntualmente presenti

  • 16 ottobre alle ore 10:33
    La Speranza

     
    Dai monti lontani vestiti di bianco
    Ai confini del cielo
    Spira un gelido vento
    Che bacia i seni di un prato
    Prossimo a rinverdirsi.
    Nel mezzo un tratturo ed un casolare
    Che imprigiona i muti sentimenti
    Di un errante pastore.
    La pioggia battente si mescola
    All'umido degli occhi intrisi di pianto
    Dell'uomo vagante dalla mille speranze.
    Il mesto compagno del gregge allo sbando
    Rincorre il crepuscolo
    Per precedere la notte che incute paure.
    Fugge da un gelido cuore
    Nel desiderio di un alito di vento
    Spazzino della malinconia
    Confida nella luna padrona
    Confida nelle stelle messaggere
    E nel calore del sole per avere certezze.
    Nel suo sguardo d'attesa
    Non più notte
    Non più miraggi
    Ma una gioia compagna
    Per guida futura.
     

  • 16 ottobre alle ore 9:20
    Lacrime

     
    Una casa con pareti di fumo
    Per tetto una trapunta stellata
    Dalle  luci padrone dei sogni
    Ed una notte  giocherellona
    Che si diverte girare le spalle
    Dispettosa consegna alla luna
    I pensieri scintillanti come lucciole.
    Per fortuna si affaccia il sole, che
    Bacia le maestose chiome del querceto
    E macula di ombre il prato fiorito.
    Il fiume scorre lento e silenzioso
    La quiete e la frescura si fanno godere.
    Nella mente una barca di sogni
    L'Infinito ed una pioggia di lacrime
    Lacrime amare e dense di dolore
    In sussulto perenne come i moti della terra
    Lacrime avide di puri sentimenti
    Che muoiono a sera nel sonno della notte
    Lacrime messaggere e speranzose
    Da leggere come un libro di poesie
    Lacrime di miele prodighe d'amore
    Lacrime alla ricerca di aurore festose
    Che un giorno arriveranno.
     

  • 15 ottobre alle ore 22:18
    I pensieri devono riposare in pace

    Con la convinzione
    che la certezza di essere amato

    non soddisfi mai abbastanza

    inizio e concludo idillii

    nobilitandoli col suggello
    di sofferenze e di ambigue incertezze

    realtà incomprese

    anzi equivocate da fragilità
    subite senza esser state scelte

    E realizzarmi
    con l'entusiasmo dei sogni

    nell'urgenza del mio cammino
    .
    cesaremoceo(c)

  • 15 ottobre alle ore 21:35

    In questi ultimi 7 anni ho attraversato l'inferno, ho avuto più dolori che gioie. La vita mi ha remato davvero contro... Sulla salute, sul lavoro, su tutto... Poco tempo fa sei arrivato tu... E non so come spiegarlo ma è come se all'improvviso mi guardassi dietro con un enorme sorriso e con la voglia di dire addirittura: "Grazie Dio"! Grazie, per avermi fatto conoscere le difficoltà, le delusioni, le persone sbagliate... Grazie, perché grazie a tutto questo sono diventata la donna che sono oggi. E se non fossi diventata questo probabilmente non mi avresti amata. Da quando ci sei ogni dolore ha smesso di essere dolore, le lacrime sono sorrisi, il vuoto è terreno fertile da coltivare insieme e io sono di nuovo Donna a 360°. Da quando ti ho vicino a me non solo sono migliore, ma ogni cosa che credevo dimenticata, ogni parte di me che credevo aver rimosso è  magicamente tornata fuori, a farsi sentire e ad essere parte di me. Tutto è tornato al suo posto dentro me... E quindi capisco che non è che ero cambiata, avevo solo deciso di essere "Diversa" per non essere ferita e delusa ancora. E' bella la sensazione che lascia un tuo sorriso, un tuo sguardo... Sensazioni che avevo dimenticato. E' bello sentirti ridere, ridere assieme, vedere che dopo vuoi parlare ma non riesci e ridi di nuovo... E' bello appartenerti anche nella più "Intima" carezza. E' bello solo che ci sei, che so che esisti... Sei bello TU, per come sei dentro... Bello solo per il modo in cui ti avvicini a me, per come mi parli, per come mi sfiori. Sei bello perché sei tutto ciò che io ho sempre cercato, tutto ciò che io aspettavo... Sei bello ... Sei MIO e io TI AMO !
    (Dedicata a Claudio Butrichi)

  • 15 ottobre alle ore 15:32
    Mantova

    Luoghi natii
    poeta latino
    illustre Virgilio
    sublimi versi.
     

  • 15 ottobre alle ore 11:58
    La Mia Anima

     
    Notti nere
    Trascorse nella solitudine
     
    Notti buie
    Che scivolano a rincorrere gli anni
    Che si accavallano sempre di più
     
    Notti
    Che portano via briciole di sentimenti
     
    Notti
    Che vivono nell'attesa
    Luminosa e guaritrice
    Delle pene dell'anima.
     

  • 15 ottobre alle ore 11:15
    La Mia Canzone

     
    Occhi
    Che guardano lontano
    Per non essere visti
    Mai ti dimenticheranno
    Ti amerò dolce creatura.
     
    Amore quieto
    Amore vivo
    Solitario nella mia anima.
     
    Ti canterò la mia canzone
    Sapendo che ti piacerà.
     
    Ti amerò
     

  • 15 ottobre alle ore 5:40
    vivere il sogno

    vivere
    vivere adesso
    vivere il sogno
     vivere in bilico, 
    in equilibrio instabile su questa sottile linea di confine tra passato e presente
    sognando un futuro che forse sarà 
    forse no ma poco importa,
    per quanto ne sappiamo 
    questo è il dono più grande
     vivere 
    vivere adesso 
    vivere il sogno del più bel futuro che sappiamo e che possiamo
     vivere ed essere felici portando un passo avanti 
    sognando la felicità
    e sia quello che deve essere
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2014/10/vivere-il-sogno.html

  • 14 ottobre alle ore 21:05
    Consolarsi con il buono che offre la vita

    Ogni tanto fa bene restare da soli

    rinchiusi nelle gabbie ardenti 
    delle trepidazioni e dei sentimenti

    a indagare sui propri cambiamenti

    suggestioni e percezioni messe a fuoco
    dall'esaltazione della coscienza

    Doti e qualità rifinite 
    in momenti giusti o sbagliati

    a naufragare nel mare oscuro
    delle Verità svelate

    Emozioni ferme
    dinanzi a limiti invalicabili

    oltre i quali c'è il deserto

    territorio scivoloso
    che attira come una calamita

    dove le illusioni 
    si nascondono dietro le menzogne
    .
    cesaremoceo(c)

  • 14 ottobre alle ore 19:01
    E quando

    E quando
    ti dirò
    che t'amo,

    forse
    nei tuoi occhi
    leggerò
    un attimo
    di gioia.

    Ma
    l'immediato
    alito fugace
    della vita
    ti trarrà
    lontana,
    in altre dimensioni.

    Allora,
    i nascosti sogni,
    evanescenti
    al tepore
    del mattino,
    t'accarezzeranno,
    mentre
    i flauti vibreranno
    nella dolce nenia
    dell'eternità.

    1985
     

  • 14 ottobre alle ore 18:56
    Ombre del passato

    Due anelli
    ricordano
    ombre del passato.

    eri felice...

    Pagato
    il triste tributo,
    all'inesorabile
    cieco destino,
    aspetti.

    felicità ?...

    Il fiume 
    vorticoso
    del tempo
    trascinerà
    la barca
    della tua vita.

    Alla foce,
    l'azzurro mare
    raccoglierà
    la solitudine
    stanca.

    1985

  • 14 ottobre alle ore 18:05
    Se ci fosse

    Meno acrilico nel mio maglione pesante.
    Più tempo nelle mie sere. 
    Più sapore nei funghi.
    Meno tolleranza con i potenti.
    Più spazio nella mia vasca da bagno, da invitarci gli amici a ragionar di biliardo.
    Meno ore di treno tra Palermo e Milano.
    Più abbandono nella mia donna, ma non tanto da indurla a dormire.
    Più poesia nei miei versi.
    Una sigaretta per miracolo,
    stasera.

  • 14 ottobre alle ore 17:56
    Quegl'ami.

    Masticami e soffiami, sudami e sfiorami.
    Spostami.
    Ritrovami e guardami, girami e ariami.
    Liberami. 
    Respirami e pesami, danzami e giocami.
    Attraversami.
    Camminami, ricordami, gridami, rischiarami.
    Abbiamo abboccato a due ami invisibili di una stessa lenza invisibile, lunga abbastanza da lasciarci vagare ai confini del mondo.
    E tuttavia ricongiungerci con un solo strappo del filo. 

  • 14 ottobre alle ore 17:45
    Febbre

    E voglio dirti che mi piace il tuo modo di essere gentile; e giocare a chi è più forte e perdere sempre; e giocare solo per baciarti. E sapere quali sono le tue fisse; e guidare forte fino a casa tua. E dirti alle tre di notte che ho fame e parlare sotto casa mia senza riuscire a uscire dalla tua macchina. E fare l'alba e scoprire che hai le mani grandi e decise. E desiderarti la mattina ma lasciarti dormire. E baciarti la nuca e il palmo di una mano. E sentire la tua voce nell'orecchio. E fare l'amore ubriache facendo mattina e ricominciare subito dopo pranzo. E parlarci con il corpo e baciarti e basta. E dormirti accanto ma alla giusta distanza. E rifiutare ogni pigiama di notte e trovarmi coperta la mattina. E sentire che mi svegli sorridendo. E stupirmi quando non mi scrivi. E stupirmi quando lo fai. E andare a teatro insieme e guardare che mi guardi. E sudarci pur di volerci. E sentire che non rimpicciolisci anche se te ne vai da me. 

  • 14 ottobre alle ore 17:41
    La Rivoluzione

     
     
     
    È terribile
    Girare le spalle!
     
    Si è terribile
    Girare la schiena!
     
    Per questo dolore
    All'alba mi prenderò
    Ciò che mi spetta
    Il mio vivere felice
    Che mi hanno portato via
    Quando non c'ero.
     
    Vi pagherò con il sangue!
     
    Nascondetevi
    Nascondetevi
     
    Cavalcate
    Cavalcate
     
    È guerra
    E
    Vincerò
     
    E se dovessi
    Perdermi di nuovo
    Non cercherò più
    Ciò che una volta era mio.
     

  • 14 ottobre alle ore 17:26
    Cin Cin

    Alle sigarette spente. Accese. Spente a metà.
    Alle mani che ho, che nelle tue devono stare.
    Agli odori e sapori. Una cucina e due sensi.
    A che cosa sei,
    in questi occhi che hai.
    Ai cieli sereni. Che da distesi si vedono meglio.
    Alle debolezze.
    Alle cose che non sai.
    Non ci siamo. Anzi, si.
    Al consumismo della tua bocca, collo, pancia, guancia, spalla.
    Alla superficie di un corpo senza scampo.
    Alle sveglie accarezzate.
    Ai fiati comuni. Affannati e pieni.
    Agli sguardi toccati ma fuggiti.
    Alle porte sbattute e ai vaffanculo sottovoce.
    Brindo. 
     

  • 14 ottobre alle ore 8:06
    da madre a figlia, il corpo

     il corpo, il mio corpo il tuo corpo,
    ti sentivo ti ascoltavo di notte in silenzio

     eri parte di me ma eri già tu viva e nuova alla vita,
    ai sorrisi alle lacrime agli affanni ed alle mille notti insonni

     il corpo il nostro corpo è vita e preghiera
    è sangue, terra, fuoco e radici,
    è lava che scorre paziente sottoterra
    radici profonde e fiumi come vene ed arterie che scorrono al mare

     braccia come rami che tendono al cielo
    che invocano il Sole
    si flettono ai venti d’estate
    aspettando la pioggia
    pioggia di vita
    come battesimo del cielo

    il corpo, il nostro corpo un tempio alla vita,
    come laguna calma della sera dove una volta era il vulcano,
    come fiume in piena,
    ed io ti aspettavo

     ti ho aspettato per tanto tempo e tu sei arrivata una notte d’estate
    sei nata al mare della vita
    il mio corpo il tuo corpo il nostro corpo
    come preghiera di vento e di pioggia

    radici i piedi e rami le braccia ridiamo alla vita io e te figlia mia
    felici come un fiume in piena che corre verso il mare

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2011/09/laguna-di-xiloa-nicaragua-da-madre.html