username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 20 marzo alle ore 23:16
    Rocambolesche peregrinazioni

    Perso
    nel confuso grigiore della vita

    col sangue a scorrere contro corrente
    e con l'urgenza di raccontarmi a me stesso

    finisco col vivere i miei giorni
    con la coscienza irrequieta

    e rinchiudermi
    nelle stanze segrete dell'anima

    In questa consapevole pigrizia

    focolaio di infezioni celate

    errabonde e rocambolesche
    peregrinazioni emotive

    a trasformarsi in malattie
    che scorrono mute sotto la pelle

    e manifestarsi soltanto
    nella controluce dell'anima

    si concretizzano
    nella paura della depressione interiore 

    a far uscire tutte le insicurezze
    e  far entrare malinconie e tormenti

    nella sofferenza di non piegarmi
    al vento dei brutti pensieri
    .
    cesaremoceo

  • 20 marzo alle ore 21:14

    Ho visto persone aprire la bocca con una tale leggerezza da far uscire parole mediocri. E ho visto persone tenere la bocca serrata da far uscire un silenzio quasi imbarazzante. Del resto l'intelligenza non è un "caso", ma una dote di natura. E' proprio la presenza di questa dote ad insegnarci quando è il caso di parlare o tacere!

  • 20 marzo alle ore 21:10
    Concedimi una lacrima.

    Concedimi una lacrima, di commozione. Mia figlia, la più piccola, mi dice spesso che sono diventata facile all’emozione, ma è vero che lo sono sempre stata. Concedimi, mio Dio, che pur da qualche parte sei, se non in cielo, forse nelle speranze di una vita, concedimi un sorriso nel tenere tra le braccia, sospeso tra cielo e terra quel bambino nuovo un poco mio e molto del mondo che verrà. Concedimi di essere felice, che stia bene, che sia proprio così: un esserino pieno di risorse. Concedimi, però, anche una lacrima, che non ho versato, per quelle voci di un filmato: voci di chi al mondo proprio proprio “perfetto” non è nato, ossia come una mamma può avere desiderato, ma che, malgrado ciò è stato amato, forse più di altri più pefetti bambini appena nati o nati mai. Uccisi, violentati, segregati, usati, calpestati. Se tu davvero vedi, guardi al mondo con immensa pazienza, amico Dio, credimi, più di quanta ne abbia io, nel vedere quanto male sappia fare l’uomo di terra, che hai creato. 20/03/14

  • 20 marzo alle ore 20:36

    La cosa più bella dei bambini è che non conoscono l'odio e il rancore. Loro litigano, si urlano e a volte si spingono e si picchiano, ma dopo 10 minuti eccoli di nuovo giocare assieme, condividere, ridere e cercarsi ancora. Proprio come se niente fosse successo. Per questo noi grandi se avessimo più umiltà e meno  orgoglio avremmo da imparare tantissimo da loro. Ogni tanto...RICORDIAMOCELO!

  • 20 marzo alle ore 19:39

    Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica che siamo bellissime al mattino appena sveglie. Abbiamo bisogno di qualcuno che ascoltando le nostre paure e insicurezze non ci prenda per stupide, ma ci prenda per mano e ci rassicuri. Abbiamo bisogno di qualcuno che anche dietro le più sciocche lacrime ci sorrida e ci dica: "Come farei senza di te"!? Siamo in gamba, forti e toste, ma siamo sempre e comunque donne...

  • 20 marzo alle ore 17:28

    Il Tempo
     
     
     
    Io sono la sera,
    Il preludio alla notte
    alla tua compagnia.
     
    Tutti dormono
    Ed io ti faccio sognare
    Tutto ciò che vuoi
    Un'amicizia impossibile
    Un’ amore possibile
    Sei il tuo padrone!
     
    La notte svanisce
    Nel nuovo giorno
    E tu aspetti la sera
    La notte fantastica
    Per riprendere
    I tuoi sogni interrotti.
     

  • 20 marzo alle ore 17:26

    Volo Nel Tempo
     
     
     
    Spunta il mattino
    Sull’alba brinata
     
    Incerto e smarrito
    Con tanto stupore
     
    E con lo spirito di pellegrino
    Cammino di prato in pascolo. 
     
    Tra un’odissea e una pausa
    Ormeggio tra sogni nascosti
     
    E nel rompere il peregrinare
    Ritrovo una calma esistenza.
     

  • 20 marzo alle ore 15:45
    Perchè tentar la lira?

     
     
    Quando con la biro in mano o battendo i tasti,
    dimentico del Croce e credendomi poeta,
    o se assennato qual mero scribacchin di versi,
    su vuoti spazi di carte virtuali o vere
    fisso i miei pensieri, i ricordi, le speranze
    del tempo passato, dell’oggi o del futuro,
    spesso mi domando: “Perché tormenti
    i bianchi o gli elettronici fogli? Perché
    li righi, li graffi, a qual pro lo fai, sì perché?
    Chi vuoi che legga le tue fantasie, gli attimi,
    i sogni i frammenti di una vita solo tua?
    E se mai letti i fogli chi ti potrà mai
    capire o compatire? Sarà il tuo dolore
    deriso e forse poi schernito? Chissà!
    Saranno poi le impresse lì tue gioie viste come fole?
    A chi importa sai se tu un tempo amavi Quella
    e Quella non t’amava, se per la morte di Rufus
    il gatto tu piangevi e se nel veder quel giorno
    quel monte di pace e di silenzi felice ti nutrivi?
    Se ieri lei t’amava e or non ti ama più? Mah!
    meglio sarebbe allora buttar via la biro e lesto
    come pur e per sempre non sfiorare i tasti?
    Se di poetar smettessi o meglio di scribaccare versi
    di certo non piangerebbe quella musa ad Ermes cara
    sia essa Calliope, Euterpe o la giovane Talia!
    Perché in questo artifizio arduo insisto? Lo spiego,
    primo: guai se per vanità scrivessi, triste sarebbe!
    Anche ad un badilante qual io sono e non orafo
    di versi accade qualche volta quel momento:
    “ Est deus in nobis agitante calescimus illo!”
    Se poi nessun leggesse le mie nugae poco male:
    quei miei pensieri, quelle illusioni, quei rimpianti
    rimarrebbero non smossi e fissi come nati,
    lì su quei fogli a man vergati o da lento ticchettio,
    quindi negletti e solo a me legati, sì, solo miei!
    Così sarebbe anche per chi lì soli li lasciasse
    dopo uno rapido sguardo e alquanto indifferente
    ma se agitando quei fogli con un dito o con la mano
    qualcuno li strappasse da questi e vi ridesse
    o peggio vi sputasse sopra nessun rancore,
    per lui solo sentir vari e contrastanti:
    lieto per averlo mosso al riso e allo sberleffo
    più lieto per una vita, la sua , di certo, bella
    vissuta, lieve e senza affanni ma triste sarei
    pure per lui per quel suo spazio vuoto
    di rimpianti, di sussulti e di emozioni, credo…
    ai pochi che si sono visti un poco in me
    e conoscono o hanno conosciuto se non
    con la Luisa, con Giulia o con Graziella
    quei sentimenti strani e opposti dell’amore,
    a chi ha capito il pianto per l’amico gatto
    ed è gioioso della gioia data dagli spazi
    ampi e dai silenzi che nascono dai monti,
    un grazie quale sprone a ritentar la lira,
    un caldo arrivederci una volta scoccata la scintilla!
     
     

  • 20 marzo alle ore 15:33
    Disinfezione dell'anima

    E pensare che ciò a cui aneliamo
    si trova al di la dei nostri turbamenti...

    Sto con la luce dall'amore sempre accesa
    e le porte del cuore socchiuse

    a far entrare chiunque abbia bisogno

    Gente disperata
    la cui vita cade a pezzi  

    con nessuno a cui rivolgersi
    e con i sentimenti
    a ripetere le sofferenze dell'anima

    A vivere il disagio
    in un innaturale evolversi e mutare

    scandalo e follia della vita stessa

    a simulare orgasmi
    nell'imbarazzo di vincere la malasorte

    costretti ad ansimare le loro purezze

    e raccogliere istanti di felicità
    in sorrisi fozati a occultare i dolori

    e onorare i ricordi
    con gesti crudi che disinfettano l'anima
    .
    cesaremoceo 

  • 20 marzo alle ore 11:08
    Ho sognato

    Ho sognato mio nonno Albero forte e silenzioso
    e noi eravamo rami di quercia sulle sue spalle
    Ho sognato un'allegria di festa Al di qua 
    senza maschere 
    Ho sognato l'amore senza condizioni 
    e la paura non era che coraggio
    un po' abbattuto
    Ho sognato Dio
    che somigliava a me da bambina
    La mente non è che acqua limpida
    e i profeti son marinai solitari 
    Il mare siamo noi 
    e questa corrente
    contraria
    son io
    Ho sognato di vivere
    volando
    Perché la paura
    è una sfida
    Perché la realtà
    non esiste

  • 19 marzo alle ore 18:10
    Pagine di un libro bruciate

    Pagine di un libro bruciate
    parole su parole organizzate
    offerte al vento
    parole dietro parole
    che esprimono bellezza
    senza senso
    parole con parole
    che nessuno mai conoscerà
    parole che racchiudono emozioni
    svanite nell’ombra
    di fumo che sfumerà
    parole ombre di sentimenti
    evaporati per sempre.
     

     

  • 19 marzo alle ore 17:46

    La Mia Canzone
     
     
    Occhi che guardano
    Per non essere visti.
     
    Ti amerò mio sogno!
    Non ti dimenticherò!
     
    Amore quieto sempre vivo
    Solitario nella mia anima.
     
    Canterò la mia canzone
    Sapendo che ti piacerà.
     
    Dalle tue lacrime capirò
    Per quanto potrò averti.
     
     
    Sarai una pietra  miliare
    L’incendio del mio cuore.
     

  • 19 marzo alle ore 17:26

    Il Mio Dilemma
     
     
     
    In questa giornata di festa
    Seduto davanti alla chiesa
    Con il cuore in fermento:
    Varcare o non varcare
    Quella benedetta porta?
    Pensandoci sinceramente
    Consapevole e sicuro
    D'essere ancora qui
    Con le mie incertezze
    E sia pur vedendo Lui
    Anche se dall'esterno
    Mi decido ed entro
    Sia pur con il carico
    Delle mie domande
    E delle mia risposte
    Sapendo già cosa farò.
    Pregherò…
    Ancora pregherò
    Lungo il cammino
    Della mia strada dritta
    E sicuro di appagare
    Il sogno d'amore per Lui
    E per questa nostra umanità.
     

  • 19 marzo alle ore 15:49

    Alla gente che non ha un cazzo da fare, che trova sempre tempo per farsi i cazzi degli altri, di guardare e giudicare la vita altrui... Io gli darei un mutuo da pagare, bollette, un figlio da sfamare, da correre dalle 7 del mattino alla sera tra palestra, catechismo, lezione impegni vari e pensieri i veri pensieri quelli di una famiglia, con delle responsabilità.. Poi vediamo se avrebbero ancora tempo di contare le mosche che volano sopra la loro merda!

  • 19 marzo alle ore 11:52
    Buio

    Smettila di far rumore
    e di battere così forte,
    mio dannato amico!
    Fa che i tuoi sussulti
    siano lievi e silenti,
    siano i passi di ballerina.
    Lasciati riempire di una
    vaga rugiada emozionale,
    della malinconia dei riflessi
    di uno specchio infranto nel buio.
    Contraiti si ritmicamente,
    ma non pompare se non aria
    sporca e avvelenata di notti
    fatte di sonni senza sogni.

  • 19 marzo alle ore 11:50
    Amici

    Tutti i giorni incontro
    un mondo randagio,
    che bastardo mi attacca,
    passo il mio tempo in difesa,
    proteggendo ciò che ho
    e ciò che riesco a conquistare.
    Cammino basso,
    guardando in faccia
    chi mi si oppone,
    mentre il vento soffia
    sabbia bianca
    sul mio volto
    ed il sole freddo
    adombra il mio spirito.
    Avanzo verso la sera
    per dormire e per trovare
    chi mi sappia comprendere
    almeno accettare.
    Sembra che guardi
    un fratello
    quando incontro
    coloro che amo
    e che so dove sono,
    attendo il mio tempo
    e che la corrente passi
    nel fiume della vita
    per vedere i miei amici,
    che uccidono la mia rabbia
    e mi sento rinascere
    in un paradiso terreste.
    Rilassandomi come un crisantemo
    Al momento della schiusa,
    trovando l’equilibrio
    e la voglia di capire
    chi cerca di capirmi
    credo di amarli!

  • 19 marzo alle ore 7:51
    Aedo

    C'era l'aedo a corte
    i banchetti a allietare
    delle omeriche imprese
    con nobiltà d'emozione.

    Vibravano le note
    delle eroiche storie
    consegnate a memorie
    nei poemi cantate.

    Oggi c'è il conduttore
    affiancato dall'attore
    a promuovere il niente.

    E' rimasta la corte
    democratica di nome
    e grata suona l'adulazione.

  • Il tuo sorriso, aperto,
    il tuo sguardo indagatore,
    ma preoccupato,
    attento.
    Non conoscevo,
    non ho conosciuto,
    ma tu sei morto invano,
    se, almeno oggi,
    non parlo di te
    Peppe Diana,
    sacerdote di Dio,
    di un Dio fattosi umano,
    che morì sulla croce,
    per me, per te, per noi.
    Se non ricordo,
    in questo giorno qualsiasi,
    eppure da memoria,
    il tuo sorriso, certamente umano,
    alle cui spalle non poteva
    non esserci il timore
    di chi ti avrebbe un giorno
    fatto tacere.
    Per te, per me, per noi,
    per mio nipote che ha solo tre mesi
    e che sorride spesso
    e guarda al mondo,
    pregherò Don Peppe,
    sacerdote di Dio.
    Che tu non sia
    Dimenticato mai.
    Pace per noi.
    BiEffe
     

  • 19 marzo alle ore 2:35
    Argini

    Era la vita
    che impazzava nelle vene
    e che esondava
    rompendo gli argini 
    di un gemito d'amore
    ad occhi chiusi
    mentre sopra di me nuda
    in appartenenza mia completa
    ti muovevi.
     
    Si fermò il tempo 
    sulla tua bocca aperta
    e lo raccogliesti nelle mani
    che chiuse a pugno 
    mi stringevano i capelli
    in simbiosi col contrarsi
    violento del tuo ventre 
    contro al mio.
     
    Fu la felicità
    toccata coi silenzi
    che ci sorprese inermi
    l'uno dentro l'altra
    mentre tutto intorno
    era amore
    era poesia.

  • 18 marzo alle ore 23:25
    Contadino di un tempo

    Amava la semplicità
    era un uomo duro
    ma che coglieva
    l'importanza di essere
    vivo, e mangiare
    quello che c'era
    senza fiatare
    immaginandosi
    di scrutare sempre il sole
    anche ai lati di un tramonto
    oscuro, con valige pronte
    per un alloggio silenzioso
    e veramente sicuro

  • 18 marzo alle ore 22:27

    Questo è per te papà mio, e per tutti i papà del mondo. Per quelli vicini e per quelli lontani. Ai papà un po duri e severi, a quelli dolci e coccoloni. Ai papà sensibili e quelli più freddi. A quelli che hanno gli occhi segnati dai sacrifici, dalla vita e dalle difficoltà. A quelli che hanno saputo anche nei sacrifici farci sentire fieri e orgogliosi di essere figli loro. A quelli che nella povertà materiale hanno saputo insegnarci la ricchezza dei valori. Ai papà che non ci sono più e che almeno in questo giorno vorremmo riabbracciare... AUGURI PAPA'!

  • 18 marzo alle ore 21:59
    Non è quel senso

    Non è quel senso che resta
    a ridarti la vita
    a ridarti una speranza
    mentre passa il tempo
    nello stupore che scuce
    le cuciture di un orlo
    impoverito, ma il significato
    del perchè sei nato

  • 18 marzo alle ore 21:51
    Assenza

    Cammino per la mia città
    la via principale mi sembra vuota
    non ricordo più questa città
    dell’ultimo nostro incontro la data
    ma sento la tua mancanza
    Come l’albero genera foglie
    e le nutre
    sino alla stagione autunnale
    quando ormai secche
    cadono inaridite
    Così io poeta
    senza la tua presenza
    senza mia parola scritta
    non potrei comporre carmina
    ispirati tua rimembranza
    La mia vita non ha senso
    la mia esistenza non ha significato
    se non c’è il di te pensiero
    in te funzione avviene tutto
    senza te sarebbe nulla il mio vissuto
    Ritrovando te
    rincontrando te
    amando te
    posso rivivere
    posso resistere
    Solo a te donando
    tutto me stesso
    solo rammentando
    ogni momento
    a noi legato
    Sei tutta la mia vita
    fosti la vera prima
    non posso far dimenticanza
    non posso far perdita
    non posso far offesa
    Intimi accenni accesi
    toni sopiti
    ritmi accennati
    or mutati
    in lievi movimenti.
     
     

  • 18 marzo alle ore 19:18
    Selvatico

    Ti senti brutto 
    così vecchio
    che se inciampi 
    ci rimani secco

    Già che ci sono
    ti fanno lo sgambetto
    come una melanzana
    spiaccicato sul pavimento

    Senza di te, cosa cambierebbe?
    pure il circolo dei vecchi 
    non perderebbe niente

    Qualche figlio forse
    piangerebbe
    ma anche se così fosse

    qualche nipote forse 
    si lagnerebbe
    e se così fosse

    lo distraerebbe
    dai tuoi occhi spenti 
    che sembrano mimose

    consumate dai venti 
    fiori da campo
    il giovane si pente
    di non averli colti in tempo

    fiori selvatici da campo
    Figliolo, li hai soffiati via 
    a che cosa serve ora
    questa malinconia?

    Te ne resti li da solo
    non sprecherai il tempo 
    te ne resti li lontano
    perchè il tuo tempo è sano

    Non è tuo figlio, vecchio
    era un fiore da giardino 
    non si coglie e non si vende
    ma si protegge dal vicino

    e tu l'ha i colto, vecchio
    potrebbe appassire in fretta
    nella tomba sei uno specchio
    a cui lui non da più retta 

    non è tuo figlio, vecchio
    eppure dei tuoi figli
    questo è venuto meglio 

    grazie di averlo colto
    vecchio

  • 18 marzo alle ore 16:34
    Per ritrovarti

    Senza ritegno
    mi lasciavo andare
    in quella folle corsa
    ad inseguire la tua ombra
    tra arcani pendii della mente.

    Senza mai raggiungerti.

    E ritornavo ad ogni alba
    dopo notti senza tempo
    più esausta che mai
    stringendo in gola un pianto
    e tra i pugni brandelli di memoria.
    per ritovarti...ebbra di stupore
    tra gli spigoli del cuore
    da dove, non eri mai andato via.