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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 24 luglio alle ore 13:54

    Regalare un sorriso è qualcosa di immenso. Non costa e non ha prezzo. Riempie ma non avanza mai. Dona amore ma non è mai sprecato. Regalare un sorriso può aggiustare milioni di cose a chi lo riceve e anche a chi lo dona. Un sorriso è un gesto unico. Lui può essere inaspettato, commuovente oppure desiderato. Un sorriso spiazza il buio e riaccende il giorno.

  • 24 luglio alle ore 11:18
    Senza titolo IX

    Mi manca l’aria e vorrei stringerti,

    strappare via con foga i vestiti che indossi

    e tenerti stretta a me, nuda e perfetta, tu

    piccola gattina che hai graffiato il mio cuore.

    Cerco i tuoi baci nei miei ricordi, dove gli occhi

    degli altri non possono toccarci; Cerco il tuo sapore

    sulle mie labbra, il tuo profumo sui miei vestiti.

  • 24 luglio alle ore 10:09
    L'Amore

     
     
    Amore
    Amore
    Non morire
    Dura tutta la vita
    Amore
    Sei come l'aurora
    Nasci e ti perdi nella sera
    Amore
    Sei come il crepuscolo
    Ti tuffi nel seno della notte
    Amore
    Sei come il vento
    Spiri tutti i sentimenti
    Amore
    Sei come il mare
    Mai sempre calmo
    Amore
    Sei come la pioggia
    Attesa e poi bagni di pianto
    Amore
    Sei come la nebbia
    Ti dissolvi nel nulla
    Amore
    Sei luminoso
    E poi buio come la notte
    Amore
    Sei un vulcano
    Esplodi ardi e ti raffreddi
    Amore
    Sei come la neve
    Candido e poi gelido.
     

  • 24 luglio alle ore 9:31
    tirando a sorte con il destino

    tirando a sorte con il destino
    con passione e compassione
    estraggo premi rifugi soluzioni 
    e consolazioni

    e invece
    prefissando e stabilendo schemi
    paradigmi, dogmi  e sistemi
    io svanisco tra le incognite 
    e i violenti marosi del "così deve essere"

    forse la soluzione all’arcano, l’arrivo, 
    l'agognata meta non è altro che
     giocarsi tutto sul cammino
     non chiedere il nome di ogni singolo elemento 
    e non aver la presunzione di dare un nome 
    a quello che, se esiste, è smisuratamente
    infinitamente più grande di noi 

    forse la soluzione, l’arrivo 
    il segreto non è altro che
    non conservare niente
     non lasciar nulla di intentato
     e soprattutto non cedere niente al nulla eterno, all'oblio 
    all'abbandono, al silenzio
    perché ogni piccola e fragile briciola di esistenza
    ha pieno diritto di passeggiare e di ridere 
    presso queste dimenticate periferie del mondo
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/tirando-sorte.html

  • 23 luglio alle ore 21:46
    Aiutarsi a non arrendersi


    dove i sensi di colpa
    rendono irripetibili
    gli errori commessi
    imporsi la volontà
    di purificarsi nei ricordi
    e asservire i sensi
    accordando tra loro
    i rumori dell'anima
    sconfiggendo patetiche paure
    di cadere dentro
    le sabbie mobili dell'angoscia
    Prediligere solo desideri minimi
    rinunciando a quelli
    racchiusi nelle utopie
    E rivivere in ciò che resterà di me
    nel gioco sottile della vita
    che tutto avvolge e tutto consuma
    E tanto mi basta...
    .
    cesaremoceo(c)
     

  • 23 luglio alle ore 20:31
    Toons of reality

    Capitan Harlock chiama,
    la Verità risponde
    con corna ed alabarde
    sulle sponde
    come barriere alzate
    a difesa degli anni che verranno
    dagli attacchi degli attimi passati.
    Capitan Harlock chiama,
    la Verità risponde
    con magli perforanti ed una strega
    ad aprire il fuoco fatuo
    contro il pianeta Vega.

  • 23 luglio alle ore 17:40
    Nell'attimo, l'eternità

    Accarezzo le tue labbra
    M' immergo nell'intimità
    del tuo sguardo
    Respiri con me.

     

  • 23 luglio alle ore 13:47
    La centenaria

    C'era questa donna
    nella trasmissione
    un secolo dietro le spalle
    già da alcuni anni.

    Ti sorprendeva vederla
    a se stessa presente
    del paradiso parlare
    senza fretta d'andarci.

    Sapevi da prima
    di non poterla trovare
    perché ormai partita.

    Però che belle le tracce
    il suo attendere gaia
    la contentezza di vivere.

  • 23 luglio alle ore 10:31
    Lacrima, da "Fiori di campo" 1993

    Intingere le sguardo
    in un lago
    di tristezza.
     
    Carpire
    un fruscio
    un addio
    un dolore.
     
    E seminare
     schegge di silenzio
    nei rimorsi
    di chi se ne va
    senza tendere
    la mano.
      Da “Fiori di campo” 1993, rieditato 2011
     

  • 23 luglio alle ore 9:33
    Il Figlio Della Natura

     
     
     
    Vorrei essere figlio del sole
    Per regalare tanto calore
     
    Vorrei essere figlio delle stelle
    Per far brillare la terra
     
    Vorrei essere figlio della luna
    Per far sognare ognuno di noi
     
    Vorrei essere figlio dell’aurora
    Per regalare a tutti l’amore
     
    Vorrei essere figlio del tramonto
    Per far sognare a tutto il mondo
     
    Vorrei essere figlio delle montagne
    Per far baciare terra e paradiso
     
    Vorrei essere figlio del mare
    Per annegare tutto il male
     
    Vorrei essere figlio del vento
    Per spazzare  ogni tormento
     
    Ma sono figlio del mondo
    E non posso cambiare il mondo.
     

  • 23 luglio alle ore 2:37

    Viviamo in un mondo dove le madri uccidono i figli, i mariti le loro mogli, i preti violentano i bambini. Dove questo paese non ci appartiene più, dove siamo schiavi a casa nostra... E poi?!Ancora ci stupiamo quando qualcuno finge, gioca con i nostri sentimenti e ci delude... Non c'è più niente ormai di cui dobbiamo stupirci.

  • 23 luglio alle ore 2:37

    Tutto è importante nella vita:I ricordi, le delusioni, le vittorie e i traguardi. Tutto è necessario, ma niente è indispensabile: Le lotte, le discussioni e le conquiste.
    Tutto si può avere, ma non tutto si può comprare: L'amore, il rispetto, la stima e l'amicizia. Tutto ha un suo senso, ma non tutto è come sembra: le persone, le parole,gli atteggiamenti e gli interessi!

  • 22 luglio alle ore 23:08
    Inquisizione

    A mani giunte
    prego in questo altare
    s'affaccino i giusti 
    negli esuli promontori
    in esso gli occhi inquisitori 
    ch'ella è nel sospiro agitato;
    venni chiamato 
    tenera creatura
    sono tua prigioniera 
    ma il castello fu nella dimora della matrigna
    divenni fantasma 
    nelle silenziose stanze
    una volata di vento irrorava l'aria
    che artefatta si snodava nei corridoi
    di stanze affollate da inquisitori.
    Ebbi la porta socchiusa
    al ritmo dei battiti 
    lo sgranare del rosario al consumo del tempo
    nell'imprecazione che essa raggiunse 
    quel soffio di cielo
    ancor una volta  nel raggio dei suoi occhi
    di iridi splendenti 
    contornavano la gioia in essa,
    gli angeli aprirono le ali 
    e il viaggio iniziò nei cieli dei giusti

  • 22 luglio alle ore 20:59
    Felicità

    Dopo l’estate
    mi verrai a trovare
    mi verrai a vedere
    mi verrai a incontrare
    per poco potrai restare
    dopo poco dovrai tornare
    Quei giorni sarai felice
    quei giorni sarai raggiante
    quei giorni sarai splendente
    ancora potrai me abbracciare
    ancora potrai me salutare
    ancora potrai me baciare
    Anch’io sarò gioioso
    anch’io sarò gaio
    anch’io sarò lieto
    ancora potrò con te parlare
    ancora potrò con te conversare
    ancora potrò con te discorrere
    Anch’io sarò giocondo
    anch’io sarò contento
    anch’io sarò allegro
    ancora con te potrò rivivere
    ancora con te potrò rinascere
    ancora con te potrò risorgere
    In autunno
    ti aspetto
    ti attendo
    ti desidero
    io amico
    io compagno.
     
     

  • 22 luglio alle ore 19:54
    Ore dodici

    Tempo che dolsi
    tempo che non colsi.
    Tempo sprecato,
    ammanettato,
    amato,
    disciolto
    in sogni infranti 
    sul selciato
    e finalmente
    di sospiri tirati
    liberato
    ricalcolando
    i punti della rotta,
    stavolta giusta
    e cavalcata a botta. 

  • 22 luglio alle ore 16:25
    Il veliero della solidarietà

    Solo, su una piccola barca in mezzo al mare,
    osservi la riva poco distante
    e ti metti a pensare.
    Pensi che la vita con i suoi colpi di scena
    dispensi ora raggi dorati,
    ora ombre cupe
    da cui non ti separi se non a gran fatica.
    Ma tu confidi nel fatto che
    altri uomini vivono il tuo destino
    e che in loro troverai sempre un sostegno,
    che il mare sia in tempesta
    o che sia fermo.
    Ricorda, però: la solidarietà
    non è un dato scontato
    ma un valore aggiunto.
    Un comune sentire, un comune soffrire,
    e solo in pochi lo ricevono in dono.
    È il sentimento che fa del cuore
    cera stillante
    alla schiusa delle uova di una Caretta
    sulla spiaggia di Lampedusa,
    e che ti gela il respiro quando lo stesso lido
    da culla si tramuta in bara
    per l'ultimo viaggio
    di chi, a bordo di una carretta,
    sognava l'approdo su terra
    e si è involato
    in cielo.
    Sul veliero chiamato solidarietà
    sono in pochi a salire.
    Eppure il posto c'è, quello non manca.
    Come non manca il vento.
    La bocca di Eolo soffia una forza
    che trascinerebbe il mezzo all'altro capo del globo.
    È la volontà la grande assente,
    soffocata da implacabili moti di egoismo.
    Basterebbe poco per veleggiare
    di mare in mare
    e portar conforto a quanti
    come te,
    ma ad altre latitudini,
    sostando su una barca
    poco distante dalla riva
    si mettono a pensare
    ai "fratelli"e a quello che li unisce,
    non che li separa:
    il comune destino di navigatore.
    In cerca di un faro,
    in cerca di una mano.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • 22 luglio alle ore 15:57
    Ricordando Edgar Lee Masters

     
    Qui in un vecchio cimitero di campagna
    abbandonato dove par  assente la pietas
    che ai morti porta un amorevol  sguardo
    qui dove  regnan solo rovi sterpi ed erbe
    quattro tombe vedi e sassi a far lor ricordo
    con scure  lapidi dal tempo nemico fessurate
    niente si legge  fuor che ad un occhio attento
    su una questa consunta giallo scolorita scritta
     il  resto eroso cancellato :… a sedici anni morta !
    Io cara fanciulla dal nome  sconosciuto
    di te tanto più di te  vorrei sì altro  sapere
    oltre l’attimo di tempo breve cui la vita un dì
    poi  spenta un tempo ti sorrise.. muta la risposta
    tua anche se il vento che l’erbe muove sembra
    con dolce sospirare dire: non turbar forestiero
    il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,
    perché il voler saper?  Sol morti e muti siamo
    e quindi il tuo  saper  sia solo questo:  taccio
    rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo
    fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia
    poi coglie e con amor in silenzio tremando lì  depone.
     
     
     
     

  • 22 luglio alle ore 15:46
    Asmodeo

    Sono il padre dell'ira,
    generatore del fuoco e del dolore.
    Sono colui che porte la rabbia,
    che muove la mano prima che
    la mente possa placare il
    cieco furore incondizionato.
    Sono il rosso ardore che portò
    l'umana progenie a tramutare
    falci in spade, aratri in asce,
    da alzare contro il fratello.
    Sono il marchio dell'istinto,
    il laccio della nera bestia,
    vivo nell'occhio dell'assassino,
    nel campo di battaglia saturo.
    Sono l'antico fuoco di distruzione,
    non mi rinnegare perchè anche grazie 
    a me l'intelletto brilla e sopravvive,
    eppure anche grazie a me tu sei ancora vivo!

  • 22 luglio alle ore 15:43
    Alle 3:33

    Notte fonda, ed io
    attendo, fermo nel mio
    giaciglio, il buio mi avvolge
    ma gli occhi non cedono
    al peso delle arti di Morfeo.
    Il corpo è pur si macroscopicamente
    fermo, ma io lo sento che trema
    percorso e percosso da violente fitte
    di rabbia e di rancore, che salgono
    dal basso su, rapide come fiamme
    e implacabili come mastini, fino al cervello.
    Per quanto ti ami, mio dolce amico,
    questo corpo non sarà tua lieta
    dimora fintanto che non sarò calmo.
    Di già fuori la notte inizia
    a cedere il passoal giorno,
    s’è fatta ora di alzarsi,
    s’è fatta ora di aprire gli occhi.

  • 22 luglio alle ore 15:16
    Il buio

    S'impossessa del male
    come una tigre inferocita
    addentrandosi
    nella foresta soffocante
    di carnefici rubini
    avvolti in un tetro abbaglio
    che distoglie prede
    buttandole nel sacco
    chiudendolo stretto
    con un passo deciso
    senza far respirar
    il vuoto svuotato
    che lentamente nell'abisso
    sprofonda

  • 22 luglio alle ore 11:51
    Ciao fratello!

    Assorto
    nei miei pensieri
    attraverso
    lento nei passi 
    la piazza indorata dal sole
    Inatteso
    il saluto di un uomo,
    la voce straniera.
    Volgo lo sguardo al suo viso,
    il sorriso di attesa...
    Ciao fratello!

     

     

  • 22 luglio alle ore 11:25
    Che dire delle vibrazioni

    Che dire delle vibrazioni
    che mi ritmano
    il cuore
    con simmetrica armonia
    quando solo
    io ti guardo?
    Vorrei,
    sì vorrei,
    accarezzare,
    allora
    i tuoi pensieri
    rivolti a me
    che rendono
    l’animo mio
    sublime e speranzoso.

  • 22 luglio alle ore 10:19
    La Preghiera

     
     
     
    Solitario
    Lungo un sentiero
    Che porta nel nulla
    Con passi stanchi
    Respiro suoni e pensieri
    Che urtano fra di loro…
    Come nuvole nel cielo.
    Stanco e sudato arranco
    Sotto un sole tropicale
    Attraverso piane e valli
    E ruscelli di campagna
    In piacevole compagnia
    Della mia sola ombra.
    Passo dopo passo m'inchino
    Ai piedi di un tramonto
    Per pregare il Buon Dio
    Che mi dona pace e serenità.
    Il buio oscura la mia ombra
    Accende in me una nuova luce
    E nel nuovo giorno che nasce
    Rinasce anche la speranza
    Che alimenta il nuovo futuro
    Della vita che mi circonda.
     

  • 22 luglio alle ore 9:54
    Il Fiume

     
     
     
    Il fiume scorre lento
    Scivolando sul suo letto
    Disegna un lungo serpente.
    Cammina diritto
    Gira a destra, a sinistra
    Corre verso il mare.
    Si diverte a giocare
    Si diverte a burlare
    Saluta il pescatore
    Rallegra il contadino
    Mentre io seduto
    Registro la sua musica.
    Gli regalo i miei pensieri
    Gli regalo i miei amori
    E con gioia crudele
    Se li trascina per affogarli
    Nel profondo del mare. 
     

  • 22 luglio alle ore 0:02
    Pugni nello stomaco

    Con i giorni dell'avventura ormai trascorsi

    continuo a vivere in una determinazione
    che m'inquieta

    e col cervello divenuto troppo piccolo
    per cogliere ancora i retroscena della vita

    E cerco in tutti i modi disperatamente
    di non essere appariscente

    godendo solo di circostanze
    che mi promuovono sul campo 

    a sfociare in ironie da contagio

    per il benessere del mio Ego

    diventato vecchio e trasandato

    e l'umana voglia
    di focalizzarmi su cose diverse

    sopportando le alterazioni della coscienza

    nel consequente scollamento
    tra la realtà che mi circonda
    e le mie fantasie immaginarie
    .
    cesaremoceo(c)