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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 ottobre alle ore 17:56
    Quegl'ami.

    Masticami e soffiami, sudami e sfiorami.
    Spostami.
    Ritrovami e guardami, girami e ariami.
    Liberami. 
    Respirami e pesami, danzami e giocami.
    Attraversami.
    Camminami, ricordami, gridami, rischiarami.
    Abbiamo abboccato a due ami invisibili di una stessa lenza invisibile, lunga abbastanza da lasciarci vagare ai confini del mondo.
    E tuttavia ricongiungerci con un solo strappo del filo. 

  • 14 ottobre alle ore 17:45
    Febbre

    E voglio dirti che mi piace il tuo modo di essere gentile; e giocare a chi è più forte e perdere sempre; e giocare solo per baciarti. E sapere quali sono le tue fisse; e guidare forte fino a casa tua. E dirti alle tre di notte che ho fame e parlare sotto casa mia senza riuscire a uscire dalla tua macchina. E fare l'alba e scoprire che hai le mani grandi e decise. E desiderarti la mattina ma lasciarti dormire. E baciarti la nuca e il palmo di una mano. E sentire la tua voce nell'orecchio. E fare l'amore ubriache facendo mattina e ricominciare subito dopo pranzo. E parlarci con il corpo e baciarti e basta. E dormirti accanto ma alla giusta distanza. E rifiutare ogni pigiama di notte e trovarmi coperta la mattina. E sentire che mi svegli sorridendo. E stupirmi quando non mi scrivi. E stupirmi quando lo fai. E andare a teatro insieme e guardare che mi guardi. E sudarci pur di volerci. E sentire che non rimpicciolisci anche se te ne vai da me. 

  • 14 ottobre alle ore 17:41
    La Rivoluzione

     
     
     
    È terribile
    Girare le spalle!
     
    Si è terribile
    Girare la schiena!
     
    Per questo dolore
    All'alba mi prenderò
    Ciò che mi spetta
    Il mio vivere felice
    Che mi hanno portato via
    Quando non c'ero.
     
    Vi pagherò con il sangue!
     
    Nascondetevi
    Nascondetevi
     
    Cavalcate
    Cavalcate
     
    È guerra
    E
    Vincerò
     
    E se dovessi
    Perdermi di nuovo
    Non cercherò più
    Ciò che una volta era mio.
     

  • 14 ottobre alle ore 17:26
    Cin Cin

    Alle sigarette spente. Accese. Spente a metà.
    Alle mani che ho, che nelle tue devono stare.
    Agli odori e sapori. Una cucina e due sensi.
    A che cosa sei,
    in questi occhi che hai.
    Ai cieli sereni. Che da distesi si vedono meglio.
    Alle debolezze.
    Alle cose che non sai.
    Non ci siamo. Anzi, si.
    Al consumismo della tua bocca, collo, pancia, guancia, spalla.
    Alla superficie di un corpo senza scampo.
    Alle sveglie accarezzate.
    Ai fiati comuni. Affannati e pieni.
    Agli sguardi toccati ma fuggiti.
    Alle porte sbattute e ai vaffanculo sottovoce.
    Brindo. 
     

  • 14 ottobre alle ore 8:06
    da madre a figlia, il corpo

     il corpo, il mio corpo il tuo corpo,
    ti sentivo ti ascoltavo di notte in silenzio

     eri parte di me ma eri già tu viva e nuova alla vita,
    ai sorrisi alle lacrime agli affanni ed alle mille notti insonni

     il corpo il nostro corpo è vita e preghiera
    è sangue, terra, fuoco e radici,
    è lava che scorre paziente sottoterra
    radici profonde e fiumi come vene ed arterie che scorrono al mare

     braccia come rami che tendono al cielo
    che invocano il Sole
    si flettono ai venti d’estate
    aspettando la pioggia
    pioggia di vita
    come battesimo del cielo

    il corpo, il nostro corpo un tempio alla vita,
    come laguna calma della sera dove una volta era il vulcano,
    come fiume in piena,
    ed io ti aspettavo

     ti ho aspettato per tanto tempo e tu sei arrivata una notte d’estate
    sei nata al mare della vita
    il mio corpo il tuo corpo il nostro corpo
    come preghiera di vento e di pioggia

    radici i piedi e rami le braccia ridiamo alla vita io e te figlia mia
    felici come un fiume in piena che corre verso il mare

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2011/09/laguna-di-xiloa-nicaragua-da-madre.html

  • 13 ottobre alle ore 23:19
    Trame d'Autunno

    Ha parvenza di sogno
    la campagna di primo mattino
    col suo fiato di bruma
    lasciato a mezz'aria.
    Dal colle s'affaccia
    già stanco e sbiadito
    il sole d'Ottobre
    e distorta
    tra il pero e il susino
    dalle chiome ancor folte e imbiondite
    filtra soffusa
    una luce color zafferano.

    Sonnecchia la vigna sguarnita
    ancor memore di canti ed allegre risate.
    Arrossito è il melograno
    carico del suo rubicondo tesoro
    e dal mandorlo scapigliato
    un tordo smarrito
    cerca il nido perduto.
    L'Autunno ha già steso
    le sue trame preziose
    e un'antica mestizia
    a poco a poco
    avvolge la terra
    e invade segmenti del cuore.

    Sa bene qual'è il suo destino
    la foglia ingiallita
    che visse una sola stagione.

  • 13 ottobre alle ore 19:22
    L'autunno

    Tempo di mutamenti
    sopra i lividi del tuo cuore
    tra donne e locali che
    non si faranno ricordare,
    le fiamme di un amore
    tra fumi e nebbie
    dove non sei più tu
    dove i pentimenti avanzano.
    Le tempeste arriveranno
    portando vento e pioggia 
    dove i sorrisi cedono
    il passo all’inganno,
    dove la passione soccombe
    finendo in letti sbagliati
    tra funghi e castagne
    capolinea di amori finiti.
     

  • 13 ottobre alle ore 19:01
    Trascorsi

     
    La luna splendente
    Dietro alla finestra
    E vicina agli Angeli
     
    Conosce tutto di me
    Dei miei nascosti
    Delle mie gioie e dolori.
     
    Non più emozioni a terra
    Ma rigenerati sentimenti
    Nel mio nuovo cammino.
     
    Storie scordate
    Ispirate da te
     
    Che avrai sofferenze
    Per la mia nuova via.
     

  • 13 ottobre alle ore 12:21
    Haiku

    S'erge lo sguardo
    oltre il velo di nubi
    Estasi e magia!
     

  • 12 ottobre alle ore 20:55
    Il battibecco degli orli

    Il vuoto a confondere stimmate del passato
    e mescolare i ricordi con inedite emozioni 
    a concimare i soffici prati dell'anima 
    a trasformarli in boschi rigogliosi
    nei quali tracciare nuovi itinerari
    da percorrere lungo gli orli di confine
    tra presente e passato nei battibecchi
    tra crude realtà e struggenti nostalgie
    suggestioni da condividere e raccontare
    E goderne senza sensi di colpa
    sapendo di non poter recuperare 
    alcun tempo perduto
    accettando riflessioni che aiutano
    a comprendersi nel profondo
    portare in superficie ciò che
    ciascuno ha dentro al cuore
    e sviscerare ripugnanze decomposte
    sulle quali fioriscono le muffe della vita
    e trasformarle nei più gioiosi sentimenti
    .
    cesaremoceo(c)

  • 12 ottobre alle ore 19:27
    questo forse è amore

    che i nostri sorrisi e le nostre lacrime
    non ci rendano mai schiavi,
    come la foschia
    in autunno sulle siepe e i rovi
    ai bordi della via

    che siano come un'oasi segno di salvezza
     tra queste dune di asfalto e cemento, svincoli di periferia 
    e per il resto
    sia quel che deve essere
    che forse questo è amore
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/10/questo-forse-e-amore.html

  • 12 ottobre alle ore 18:53
    Eros e pathos

    Se io non t' amassi
    come t'amo,
    ciascun astro verserebbe
    così tante lacrime
    da inondare l' universo intero
    E afflitto,
    urlerebbe con tale forza
    il proprio tormento,
    da ammutolire l' umanità
    e la renderebbe sorda!

  • 12 ottobre alle ore 17:59
    La mendicante d'amore

    Non vestiva di stracci, ne viveva ai bordi delle strade

    La mano tesa si celava dietro ai suoi occhi grandi e luminosi

    ..i cenci, erano in realtà la solitudine e la rassegnazione che viveva..

    Diceva sempre: " in realtà, la realtà stessa è pura finzione, figlia di specchi per le allodole e fango laccato in oro ".

  • 11 ottobre alle ore 21:02
    In cerca di soffi di vera vita

    Nel sacrificio che sgomenta
    e fa cedere la volontà

    seguire princìpi prudenziali
    a diradare silenti nebbie di paure

    e far della trasparenza
    motivo d'onore

    Scavalcare le alte mura
    del conformismo

    ricoperte di mieliniche retoriche

    e respirare salubri soffi di vita
    a liberare dalle bassezze

    e togliere dalla mente
    la polvere nera dei compromessi
    .
    cesaremoceo(c)
     

  • 11 ottobre alle ore 18:31
    Il volto disegnato

    Un equilibrio celeste
    mi giunge in sogno
    scolorendo
    le macchie
    che mi oscurano il cuore
    e trasponendolo in forma
    lo ritraggo
    in un volto disegnato,
    che ho conosciuto
    in un tempo misterioso,
    con cui ho parlato
    con sguardi sottomessi,
    che mi ha liberato
    da ossessioni
    e inutili errori
    accumulati
    come ruggine
    sull’armatura stanca
    dell’anima.
     
     
     

  • 11 ottobre alle ore 16:35
    A Genova

    Volto sfregiato,
    paesaggio deturpato,
    cuore lacerato.
    Tu, Superba, china
    sulle tue ferite,
    pronta volgi
    lo sguardo alla tua gente,
    e provi a dare balsamo
    a morali infiacchiti,
    volontà spezzate,
    dignità lese.
    Come nella Pietà di Michelangelo tu,
    madre amorevole,
    accogli e consoli
    chi, oggi, piange,
    ma domani vedrà tornare il sole
    sulla ridente baia
    che vanto dev'esser dell'Italia
    e non vergogna.
     
     
     
     
     
     

  • 11 ottobre alle ore 10:05
    La Sete Del Sapere

     
    … nuvole incerte
    Dall’andare stanco
    Hanno offuscato il cielo
     
    In una sera senza fascino
    Su di un mare rumoroso
    Il vento soffia energico
     
    Sotto la pioggia urla più forte
    Con un mormorio insistente
    Sull’inquietudine stagnante
     
    Mentre la natura vuole sorridere
    Ed il sole sprizzare la sua gioia
    L’uomo avido del sapere
     
     Si dispera.
     

  • 11 ottobre alle ore 8:34
    nei miei passi

    nei miei passi io sono salvo, io sono vivo

    nel tuo canto sento il sapore dei giorni passati

    nei miei sogni sotto la pioggia e sotto il sole schiacciato, come sono dalla stanchezza,

     la memoria antica mi ricorda che

    una strada senza buche non porta da nessuna parte

    e che il sole sorgerà ancora là di fronte

     e il sogno è salvo 

    il sogno è vivo

    vivo! oltre e nonostante tutto

    prima che la notte ci catturi

     saremo di nuovo e ancora a casa insieme 

    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/10/nei-miei-passi.html
     

  • 11 ottobre alle ore 8:34
    Una carezza

    Per quello che sono
    e mai diventerò,
    troppo attento
    a distrarmi
    quando chiamato
    in causa.
    Saggio
    al punto di perdermi
    se una promessa
    mi mostra la via.
    Lesto
    ad impugnare un tramonto
    per trafiggermi il cuore
    ma
    schiuse,
    mani tese
    perchè una carezza
    sa perfettamente
    cosa
    non bisogna tacere.

  • 10 ottobre alle ore 21:10
    E continuo nel mio navigar...

    Vestito più di dignità che di grazia
    erro tra le strade del mio futuro

    a cercare difficili equilibri
    tra la mente e il cuore
     
     e  colmare i miei vuoti

    affinchè non perdurino
    in dolori che annientano

    E cogliere preziosi bagliori di Verità
    rivestite d'ineluttabilità

    negli istanti sfuggevoli
     
    rimarginati stati d'animo

    ristagnanti tra le ombre dei sentimenti

    a magnificare mirabilie
    che accentuano i disagi dell'anima
     
    e aiutano i desideri a crescere
    e alimentare le ossessioni

    E rimanere impavido al timone
    della nave della vita

    anche col mare in tempesta 
    illuminata da saettanti folgori

    scie d'un imminente tramonto
    a elevare lo Spirito

    E continuare a credere che il Cielo
    mi riservi ancora mille opportunità
    .
    cesaremoceo(c)

  • 10 ottobre alle ore 13:58
    La luna e il poeta

    La luna si immerge
    nel mare...
    e lo inonda di luce
    Per i poeti della notte.

  • 10 ottobre alle ore 10:49
    Illusione

     
    Dal primo sole
    All'ultima luce
     
    Sentieri in fiore
    Mi portano lontano
     
    Sino alla Luna
    In momenti quieti
     
    Io burlo la vita
    Con sogni e progetti
     
    Ma… ahimè
    L'illusione mi sveglia
     
    È la notte burlona
    Stavo solo sognando.
     

  • 09 ottobre alle ore 22:26
    Quello che conta

    Ci accarezziamo negli sguardi
    fino a restarne prigionieri

    rinchiusi dentro la caparbietà
    delle nostre passioni 

    ad amarci con intensità infinita

    nella certezza d'esser l'un per l'altra
    l'amore della vita

    Con i ricordi affilati
    a dire che il tempo è passato

    e a divenire punture dell'anima

    andiamo avanti ad accettare
    smarrimenti e consapevolezze

    sicuri che la Provvidenza
    sappia fare il suo corso

    nel viaggio tra le intimità dell'anima
     
    a ricordarci il nostro amore

    E questo è ciò che conta
    .
    cesaremoceo(c)

  • Con la forza irresistibile degl'istinti

    vivo i giorni della vita inframmezzati
    da immense parentesi di dubbi

    colmate solo da mille avventurose parole

    parvenze di un mondo alla rovescia

    acqua indispensabile per la mia sete
    aria necessaria per respirare

    E nel sapore agrodolce di ciò che sono
    vivere sognando quel che ero

    con il cuore e l'anima collegati tra loro

    in modo che le cause e gli effetti
    grati alla sorte e alla benedizione Celeste

    siano chiusi con le stesse chiavi

    dentro scrigni di saggezza
    dove il senso della morte non è cupo
    .
    cesaremoceo(c)
     

  • 09 ottobre alle ore 19:39
    Musica

    Cos’è l’amore se non musica,
    che udiamo in due, vicini e uniti.
    E come musica, leggero si insinua
    Nei meandri della mente, e vi rimane
    Immobile, invisibile, etereo,
    come il fuoco, e com’ esso tutto brucia
    nelle sue spire dolci e dolenti.
    Suona e ti pice, come musica,
    anche se spesso non arrivi a capire
    qual è il meccanismo che v’è
    dietro le note, e ti sconvolge
    nel profondo, e ti turba,
    portandoti a voler sacrificare tutto,
    per poterla guardare, per un suo bacio.
    Musica è l’amore, musica sei per me.
    [è strano notare come le più belle musiche parlino della morte]