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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 febbraio alle ore 21:44
    Notturno veloce

    Nottetempo resterò a guardare il tuo corpo,

    che giace nelle coltri avvolto, dormiente.

    Starò lì dove tu mi hai messo,

    nell'angolo più buio dei tuoi pensieri,

    in agguato, attendendo il momento

    incui le ali dei sogni lasceranno

    dietro il super-io prigioniero e

    voleranno liberi nei cieli dell'Es.

    Solo allora potrai scorgere i miei occhi,

    in quel momento sentirai la mia bocca

    sulla tua pelle, come sai che desideri,

    come sai di non poter avere.

  • 17 febbraio alle ore 21:23
    Eri un sogno

    Non lo avevo capito ch’eri soltanto un sogno,
    un bellissimo sogno di luce,
    apparizione dorata nella vita mia.
     
    E se nulla è per caso, tu,
    venisti a me per dimostrarmi che l’amore esiste
    e mi baciasti con dolcezza.
     
    Ti afferrai mio sogno,
    ti cercai, ti attesi…
    Fu con stupore che ti guardai negli occhi.
     
    Gustai con te succosi chicchi di passione,
    or ne sento il profumo e li conservo nel ricordo,
    dentro la coppa d’oro che mi offristi.
     
    Avessi io potuto amore, dominare il destino,
    sottrarti al suo volere,
    ti avrei tenuto stretto a me quel giorno.
     
    Ma eri soltanto un sogno…
    Un dolce, meraviglioso, fantastico sogno.

  • 17 febbraio alle ore 21:12
    Cernobbio

    Leggero squarcio
    annerito scoglio
    ampio spazio
    bel consiglio.
     

  • 17 febbraio alle ore 20:48
    Io devo esser degno di me

    Dolorante e sconvolto rimango
    dalle frustate continue della vita

    nel destino di servire la vita stessa

    Consegnarmi alla dannazione eterna

    portando con me la vigliaccheria
    di accontentarmi di poco

    all'ombra di cuori secolari
    che piangono lo sdegno del Signore

    E scelgo luci e tenebre

    pretenzioso di istituire in me

    etiche che giustificano
    i sacrifici del cuore 

    e fanno diventare appetibile ogni onore

    vestendo la corazza dei versi

    e incitando le parole a non indietreggiare
    al lampeggiare di quell'ardore
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 17 febbraio alle ore 19:08
    Gioia felina

    Presenza discreta
    che scalda il cuore,
    hai per occhi
    fiammeggianti dardi
    che trafiggono l'anima.
     
    I tuoi giochi improvvisi
    sono sussulti di vita,
    avide foglie
    che col verde divorano
    muri di silenzio.
     
    Piccolo essere,
    grande potenza,
    averti è un dono
    ed io saprò apprezzarlo.

    ©Giuseppina Manfredi
     

  • 17 febbraio alle ore 12:38
    Haiku

    Dammi la mano
    Ti donerò il mio amore
    Danziamo insieme

  • 16 febbraio alle ore 21:31
    Primavere che non verranno

    Sorrisi spenti di bocche mute
     cucite col filo delle paure
     
    con l'anima a battere
    i ritmi oscuri del cuore

    imprigionato tra voglie
    segregate dalla volontà

    Vivo i miei giorni

    perso ad aspettare
    primavere che non verranno

    nell'indugiare di quest'inverno

    che gela gli ottimismi
    e ammaina le speranze

    gioie unte dalle afflizioni 
    e lacrime ancora e sempre piante

    E notti che straziano
     nel mormorìo del fato

    agonizzante nell'ossessione
    di desideri ammaliati
    da seducenti domani

    eccitati dalla cattiveria umana
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 febbraio alle ore 18:45
    troppo stesso si sente dire

    troppo spesso si sente dire
    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande

    la verità è che tutti sogni sono nudi e fragili per il momento
    i sogni hanno freddo là fuori persi e soli per le vie del mondo

    la verità è che ai sogni bisogna dare da mangiare e da bere 
    bisogna vestirli i sogni con abiti caldi e carezze sincere
    i sogni non si possono comandare
    e le cadute non servono a niente, fanno soltanto tanto male

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande
    che bisogna
    che si deve
    che si 
    e poi che non 
    si deve

    ma uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo, 
    il prossimo respiro
    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    troppo spesso si sente dire che bisogna 
    troppo spesso si sente dire che non si deve 
    e poi che si deve
    io per il momento null’altro so fare
    provo a respirare
    ancora
    e sia quello che deve essere presso questi cieli di periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/01/troppo-spesso-si-sente-dire.html

  • 16 febbraio alle ore 15:19
    Piccole creature danzano

    Piccole creature
    chiamate lettere
    aprono le danze
    di un grande spettacolo
    che su un foglio bianco
    ha luogo,
    un enorme palcoscenico
    che con orgoglio le ospita.
     
    Una serie di mondi incredibili
    alla mente si presenta,
    e la magia che nasce
    tutto attraversa.
     
    La vita si accende
    di pulsanti emozioni,
    e in una realtà sola
    ne racchiude mille altre.

    Come pozzo di San Patrizio
    che di stupir non smette,
    sgrava dai pesi l'esistenza
    e ali le dona per volare in alto.

  • 16 febbraio alle ore 11:43
    L'isis attaccherà...l'Italia

    Non ho paura della futura guerra: la guerra non piace ne' da pace.
    Resisto e oppongo resistenza un attacco diretto e spietato spiegato a tutti.
    Preghiamo insieme l'avemaria e il padre nostro verso gli opposti.
    Al governo prospera serenità di santa pace dai fedeli agli infedeli a tutti i gesuiti e cristiani.
    Non piegate la testa ma voltate le spalle questa rivolta avrà una lunga svolta...di volta in volta.

  • 15 febbraio alle ore 20:56
    Le imposizioni del destino

    Notti insonni
    esasperate dalle illusioni

    nella continua ricerca
    di chi o cosa

    possa calmare il cuore imbestialito

    Silenzi da ascoltare in silenzio
     
    a esulare dai desideri
    e dalle bontà dell'anima

    E spogliarsi dei dubbi
    preparandosi a rivalutarsi
     
    per piacere o per esigenza

    e continuare a vivere alla giornata
    senza guardare al futuro

    E obbligarsi a esprimere
    idee invecchiate e obsolete 

    nell'imposizione del destino

    di non potersi confrontare
    col mondo che cambia repentino

    e fomentare la speranza

    di poter fare ancora qualche giro 
    sulla giostra dei sogni

    e possibilmente amare
    nella libertà di essere me stesso
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 15 febbraio alle ore 16:14

    Un uomo non è un uomo se non ha un cuore, una donna non è una donna se non conosce valori. Un uomo non è uomo se non sa vivere nella sincerità, una donna non è donna se non conosce dolcezza. Un uomo è colui che ti abbraccia, una donna colei che cerca l'abbraccio in un momento di tristezza. Un uomo è colui che si ferma a pensare, una donna è colei che gli si siede accanto anche restando in silenzio. Un uomo sostiene, una donna appoggia. Un uomo e una donna si ascoltano, si completano e si rispettano... Sempre. 

  • 15 febbraio alle ore 14:19

    Facile è la vita per chi usa vivere "Girando" fatti e parole a suo piacimento. Facile camminare in avanti e restare in piedi per chi non si è mai assunto colpe e responsabilità perchè è abituato a scaricarle sugli altri. Facile essere stimati, quando ci avvolgiamo in  una finta anima, un finto volto e abbelliamo il nostro essere con finti valori e concetti che non abbiamo mai praticato. Io "Schifo" in modo smisurato queste persone, preferisco essere chiamata stronza ma essere me stessa. Essere quella che si ama quando soffre, quando piange, quando ride e quando s'incazza. Non mi interessa il "Vociferare" di persone che della mia vita non fanno parte. Credo sia essenziale mantenersi la stima delle persone anche dopo che ci hanno vissuto, anche dopo che hanno percorso un tratto di strada con noi. Questo è ciò che secondo me veramente conta!

  • 15 febbraio alle ore 14:01
    Auguri Valentina

    Ricorderò sempre il tuo viso come un sogno in paradiso.
    La tua eleganza non ha uguaglianza.
    T'avrei voluta bene e cercata sempre nel tuo amore ho scoperto il cuore.
    Noi figli di un paese il presepe con il bue e l'asinello sempre quello.
    A pensarti sempre un fiore per amore sempre t'assenti nel presente.
    Figlia mia predisposta all'amore per Valentino auguri...amore.
     

  • 15 febbraio alle ore 12:06
    Arlecchino in cerca di sorrisi

    Cercare nell'aria il vento

    la displasia di un aquilone muto

    in cerca d'un volo

    come nuvola bulimica

    che divora cielo.

    Sono lacrime

    sul trono dell'attesa

    in balia di emozioni spasmodiche

    e preghiere

    in frangiflutti di delusioni

    l'eutanasia dell'anima

    l'unica risposta.

    Appendere

    il destino alle ipotesi

    e conficcare chiodi

    su mura instabili

    per crocifiggere il desiderio

    e disinnescarne gli ardori.

    Sono coriandoli

    i miei passi sterili

    strade senza passaporti

    e chimere

    su deserti di sogni

    nel grottesco Pierrot

    d'un arlecchino in cerca di sorrisi.

  • Avvolto nelle spire delle costrizioni

    vertigini coinvolgenti a suggerire passioni
    a esaltare la fantasia

    m'avviluppano a momenti
    di trascinanti emozioni

    sospinte dai vortici
    dei sentimenti più puri

    Placare le rabbie
     
    in fronte alle angosce e alle paure

    dolorosi promemoria a ricordarmi

    che gli appuntamenti della vita
    prima o poi presenteranno il conto

    e continuare a sognare

    per riscoprirmi ancora estroverso
    e pronto a percorsi frenetici

    che siano lo specchio
    della mia coscienza

    e far da colonne portanti
    a misurate modestie

    nel disperato bisogno
    d'amore e d'amare

    e coglierne la più intima natura
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 febbraio alle ore 20:39

    Si può pensare di morire e di non aver raggiunto quel "Qualcosa" che tanto hai sognato e desiderato. Si può morire senza sapere di morire e si può morire senza morire veramente. Si può morire in un secondo, in un maledetto attimo... Quando la vita ti lascia vedere ciò che mai avresti creduto di dover vedere. Ecco che i tuoi occhi ora vedono chiaro, la tua mente collega finalmente i suoi punti sospesi e rimuove quei tanto fastidiosi punti interrogativi. Si può morire per troppa vigliaccheria e per poca forza. Si può morire perché lo si vuole o perché a deciderlo è stato qualcun altro. Si può morire mille, un milione di volte, ma fino a quando non lo sarai a 360° avrai sempre una possibilità: Ed è quella di rialzarti e ricominciare. Ogni dolore che nella vita ci viene inflitto è uno scalino in più sulla scala della "Forza" solo ed esclusivamente se superato. Ogni lacrima che nella vita versi è un momento in più per capire il valore di te stesso e il poco valore di chi le ha causate. Ogni momento in cui pensi che non ce la farai, sappi che se provi per una sola volta a dire: "Posso farcela"! Potresti uscirne vincitore!

  • 14 febbraio alle ore 17:50
    La vigna

    Non ci sarà vendemmia,
    padre mio.
    I vitigni generosi
    scelti con cura
    interrati da te
    in ginocchio, con le mani
    ora, ammalati nello spazio breve
    di un’estate infame,
    stanno per morire…
    La tua vigna muore!
    Io non ho cuore
    né occhi per guardarla
    posso solo sperare
    che a te sia dato di vederla
    come ce l’hai lasciata
    bella com’era
    la nostra vigna… amata.
     

  • 14 febbraio alle ore 16:34
    Nostalgia

    Rimpiangi il passato
    scrutandoti intorno
    Lo senti con un cuore
    che piange e malinconico
    si veste proteggendosi
    dalle sue languide serate
    spogliate da cima a fondo
    che allungano gli sguardi
    e immaginano un cielo
    variopinto per ritornare
    a sperare ancora, quando
    le parole, non ci sono più

  • 14 febbraio alle ore 14:52
    Ti porto con me (testo per canzone)

    E' bastato un tuo sguardo

    per rapire il mio cuore
    tra i tuoi occhi mi perdo
    e mi sento morire.

    Come mare in tempesta
    offro il cielo alla luna
    la tua bocca mi desta
    quando m'offre fortuna.

    Ti porto con me
    tra sospiri e boulevard
    tra un bacio e un “je t'aime”
    il tuo profumo e un foulard

    Ti porto con me
    per non perderti ancora
    due gocce di te
    il domani è qui e ora.

    Dammi un po' del tuo tempo
    il tuo sorriso, il tuo pianto
    col tuo amore ci campo
    mia passione e tormento.

    Nella notte mia sola
    tra le fredde lenzuola
    cerco il sesso tuo caldo
    il tuo piacere profondo

    Ti porto con me
    tra silenzi e paure
    tu contessa, io re
    senza confini o barriere

    Ti porto con me
    mio dolcissimo amore
    perché tu sei di me
    la mia parte migliore.

    Ma tu credi al destino
    in un Dio o nella sorte?
    Dai su stammi vicino
    e poi stringimi forte

    Ti porto con me
    tra sospiri e boulevard
    tra un bacio e un “je t'aime”
    il tuo profumo e un foulard

    Ti porto con me
    stretta stretta al mio cuore
    perché senza te
    io mi sento morire.

     

  • 14 febbraio alle ore 13:36
    A PERDERSI

    ho stretto stupidi cuscini
    là nella villa
    dove i ciottoli
    sono costretti
    agl'impedimenti.
    è l'incomprensibile
    indecifrabile
    impressione
    dell'intenso.
    addentro la maligna
    stridula
    civettuola
    fanciullesca
    ostica
    sragione.
    subconscio da irrompere
    da percepire
    come giocosa
    rappresentazione.
    ma imprevedibile
    è il tempo.
    che non accenna.
    a perdersi.
     

  • 14 febbraio alle ore 13:33
    INTERMINABILI

    se gli uomini
    avessero
    mezz'ora di vita
    confesserebbero inermi
    milioni di colombe
    mai bastate.
    condotte nella chimica
    emblematica carezza
    dentro lo scrigno
    dove si tuffano
    protette dai tramonti
    scontrati riflessi
    interminabili.

  • 14 febbraio alle ore 13:30
    DEGL'ESITANTI

    stormiscono oche
    cacciate dal vento
    sovrano.
    in rabbocchi
    ricompensati
    d'adombrati disappunti
    che s'inchinano
    affaticati
    e soffocano l'inchiostro
    accompagnato
    dalla folla.
    dietro la staccionata
    che separa
    salici selvatici
    e stormi di crisantemi
    spediti dall'aldilà.
    salgo nel frastuono
    incurante
    delle ciglia tristi.
    e scordo
    nel padiglione
    degli opposti
    la fluttuante trincea
    degl'esitantii.

  • 14 febbraio alle ore 13:25
    AH AH AH AH

    la consuetudine rattrista
    il cupo riprendere
    un immacolato
    comperato tradimento.
    aiutatemi
    tra i biscotti
    che ho sempre creduto
    promesse
    sparse
    fra i minuti.
    tra pareti in bilico
    nella bruciante 'ndrangheta
    di quelli che spartiscono
    nelle devote incompiute
    fiabe
    sull'orlo
    di chissà quali meduse.
    e qui il sipario chiude.
    osservo la catena
    che non scende
    servo di un gabbiano
    senza mare.
    bevo ginseng
    ombra cinese.
    se cercano me.
    sono quello là.
    quello che scrive
    le poesie.
    ah ah ah ah

  • 14 febbraio alle ore 13:20
    SBAGLIATE

    stanno massacrando
    un'idea sbagliata.
    eliminando
    il suo finale.
    nell'invisibile
    predisposto ingresso
    posato sul rimpasto
    del cervello.
    stanno affossando
    i dieci comandamenti
    nell'aria stanca
    di burberi affidamenti.
    in una molteplice
    lussuria anticlericale
    recuperata
    dalle passioni
    inedite.
    castrate
    sull'anziana erba
    aspettata e intimorita
    sbarrata con la solitudine
    della vita.
    ma scomparsa
    è l'alchimia
    dentro quei sogni usati
    nelle insonni
    congelate facce
    di ahimè rubate
    idee.
    sbagliate.