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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 marzo alle ore 17:11
    LA GROTTA DELL'ANGELO

    IRIS VIGNOLA

    LA GROTTA DELL'ANGELO

    Moltitudine di anime,

    nella vasta grotta,

    ascoltano,

    in silenzio,

    la parola del Signore

    e pregano.

    Lo sguardo sorvola

    tutt'intorno,

    nella sacralità del luogo,

    mentre l'emozione

    cattura la gola

    e gocce salate,

    trasparenti,

    luccicanti

    come cristalli,

    sgorgano

    dagli angoli degli occhi,

    scivolando giù,

    lungo le guance,

    inarrestabili.

    Le mani si congiungono

    per una silenziosa preghiera,

    intanto che la mente corre,

    a ritroso nel tempo,

    immaginando il toro,

    immobile,

    nel rifugio precario

    e la freccia scagliata

    2

    dalla mano infuriata,

    tornata,

    come un boomerang,

    a colpire il mandante,

    in quella grotta

    tra le tante,

    in una zona impervia

    e incontaminata.

    Ancora pura.

    La grotta

    prescelta dall'Angelo,

    consacrata

    dalla Sua stessa presenza

    eterea,

    celestiale,

    paradisiaca.

    La grotta in cui Michele,

    Arcangelo di Luce,

    Agguerrito Capo

    delle Guarnigioni Angeliche,

    Intrepido Vincitore

    di orde di angeli del male,

    ha salvato l'animale

    ed è apparso,

    Messaggero proveniente

    dalla Dimensione Divina,

    su quest'angolo di mondo,

    a dare prova di sé

    e del Suo Mondo,

    Eterno,

    Perfetto,

    Immutabile.

    I miei piedi

    calcano la terra

    che hai calcato

    Tu

    e, per questo,

    il mio cuore esulta.

     

  • 11 marzo alle ore 17:09
    I RIFLESSI DELL'ANIMA

    IRIS VIGNOLA

    I RIFLESSI DELL'ANIMA

    I riflessi, dell'anima mia,

    sfaccettature, inestinguibili e variegate,

    da dissacrante metamorfosi, non intaccate,

    che induce il corpo mio, come petalo sfiorito,

    a morire e, alla polvere, tornare,

    per il destino, di ognuno, già scritto, al principio.

    Riflessi di luce,

    tonalità di colori mutanti

    e rispecchianti emozioni, sensazioni,

    di ogni momento dell'effimera vita,

    che, l'essere, empiono, attraverso la spoglia...

    Quand'esso ama e, l'anima che, di ardore, si nutre,

    di dolcezza, di candore e di eterno amore,

    l'ebbrezza passionale, fa volare,

    liberamente, oltre la materia,

    vagando, lucente rubino, per lo spazio smisurato,

    a lambire la luna, che la guarda attonita

    e a toccare le stelle, del cielo, splendenti sorelle...

    Quand'esso canta, incitandola a viaggiare

    tra terra, sorvolando città, aguzzi monti, correnti fiumi,

    ameni laghi, verdi prati, di fiori, cosparsi, d'estasi profumati...

    e mare, distesa fluida ed infinita, come il cielo, d'azzurro, colorata,

    2)

    su cui, l'anima, rapita, si fa turchina, specchiandosi, inebriata...

    Quand'esso soffre, espandendo il suo dolore,

    fino a travolgerla, per ciò che riserva la vita,

    nel buio opprimente si rifugia, di cui assume l'oscuro colore,

    anima in pena, miseramente smarrita.

    Riflessi d'anima pulsante, di luce, rifulgente,

    governatrice del vitale mio cosmo,

    creato e plasmato dal Sempiterno Artista,

    particella, seppur infinitesimale, integrante,

    di quello universale e sconfinato...

     

  • 11 marzo alle ore 17:07
    COS'E' QUELLO

    IRIS VIGNOLA

    FILASTROCCA DEDICATA AI PICCOLI

    COS'E' QUELLO?

    Cos'è quello?...Un fiore?

    Mi avevano detto che erano belli,

    su lunghi steli, corolle e pistilli gialli,

    però non sapevo che fossero tinti,

    azzurri, lilla, viola, rosa, rossi,

    insomma...diciamo...variopinti.

    Ma questo profumo, che sollazza i sensi,

    proviene da loro? Curiosa, testé annuso...

    Mi sento rapita...

    La mente gremita...

    e, lesta svolazzo tra l'uno e l'altro,

    affinché coglierne il gradevole olezzo.

    Cos'è quello? ...Il sole?

    Mi avevano detto che era dorato,

    di fuoco rovente, altresì formato,

    però non sapevo di questo calore,

    che brucia la pelle e ravviva l'umore.

    Ma questa luce, fin troppo brillante,

    arriva da lui? Curiosa, testé lo osservo...

    Mi sento abbagliata...e lo sguardo,volto...

    e, lesta, ad occhi chiusi,

    ad esso offro il viso, assai smorto,

    affinché ambrato possa divenire

    e, la mia dolce beltà, far riapparire.

    Cos'è quella?...La luna?

    Mi avevano detto quanto fosse amena,

    attorniata di stelle, come una sirena,

    però non sapevo che fosse d'argento

    e che lo spargesse, portato dal vento.

    Ma questa luce, così irradiante,

    arriva da lei? Curiosa, testé la scruto...

    Mi sento pervasa di freddo chiarore incantato...

    e, lesta, ad occhi chiusi,

    ad essa offro il viso bronzato,

    affinché splendente polvere di luna, si possa posare

    ed un innamorato, in un baleno, mi faccia trovare.

     

  • 11 marzo alle ore 16:57
    ACQUA

    ACQUA

    Acqua...
    ...Da natia sorgente, sgorghi,
    fra anfratti di roccia scalfiti,
    scrosci...
    Di artico fluido, ti vesti...
    spandendo invitanti fruscii,
    che, ad argentine e antiche risa,
    di giubilanti pargoli,
    riporti...
    Verso te...inchinata...
    ...Invoco...
    per grazia...
    Riempi l'immacolate mani,
    che devastante dolor, mai arrecarono,
    racchiuse, or ora,
    come caldo, concavo scrigno
    e compiaci
    l'assetata mia bocca,
    di voluttuosi baci, anelante,
    che, di te, si sollazza...
    ...Fitta cascata, irrompi,
    tra rocce e sassi, tuffasi,
    come vitale fonte,
    con zampillante balzo,
    in suggestiva pozza,
    da leggiadre ninfe, abitata,
    che, tu medesima, hai plasmato...
    Di cristallino manto, ti vesti...
    Ignuda...a te, protesa...
    ...Invoco...
    per grazia...
    Purifica, con salubre dolcezza,
    il languido mio corpo,
    come, pietosa,
    laveresti via mortal peccato,
    se, di Divino Assenso,
    fossi rivestita
    e carezzane l'infuocate membra,
    d'ardente desiderio, possedute,
    cosicché spegnerne il tormento,
    come spegneresti fuoco,
    divampante...
    ...Turchese mare, ti riveli,
    tra cielo e Terra,
    pulsante e vivo,
    di salina e amara linfa intriso,
    seppur, con carisma, generato.
    Nel tuo sconfinato impero,
    che, ognor dominante,
    invincibile, si erge...
    di bramante trionfo, ti vesti...
    Sconfitta...a te, arrendevole...
    ...Invoco...
    per grazia...
    Conducimi con te,
    per il sommerso spazio,
    tra varia e variopinta fauna,
    vermigli coralli e, di alghe, distese,
    onde, alla chimerica Atlantide, approdare,
    di aitanti fauni e lusinghiere sirene,
    segrete parvenze, scoprire,
    acciocché, dallo straziante vivere,
    sull'effimera terra,
    fattosi, anzitempo, mesto sopravvivere,
    fuggire e cercar rifugio.

     

  • 11 marzo alle ore 16:57
    AMOR CHE ARRIVI

    AMOR CHE ARRIVI

    Amor che a me arrivi
    e nel mio cuore vivi,
    ora di te non so più far senza ...
    e quando non ci sei,
    mi manca la tua presenza.
    Amor che vieni e non
    te ne vai,
    ora che ci sei non ti lascerò mai.
    Horion Enky

  • 11 marzo alle ore 16:55
    OLTRE IL CIELO

    OLTRE IL CIELO

    Questa notte sapresti indicarmi
    la via per l’infinito,
    dove l’anima vive il tempo di una lacrima, ...
    o di un sorriso?
    Tenebre che avvolgete tutto il cosmo,
    lasciando risplendere iridescenti stelle,
    come lucciole,
    illuminate minuscole porzioni di cielo,
    nelle notti buie.
    Anima astrale e immortale
    che, ai fili dell’ignoto destino sei collegata
    e a noi, ignari mortali, nulla vuoi insegnare,
    sai lasciare a noi acquisire l’esperienza,
    per maturare il nostro cuore terreno.
    Da questa vita non porteremo via niente,
    solo l’esperienza ci è data da immagazzinare,
    per accrescere un cuore che impari ad amare
    e, nell’anima poi, si vada a riversare.
    Horion Enky
     

  • 11 marzo alle ore 16:55
    A PIEDI NUDI

    IRIS VIGNOLA

    A PIEDI NUDI...

    A piedi nudi,

    al riparo della grotta,

    osservo...

    il cielo infuriare

    e

    scatenare la sua ira,

    mobilitando il vento,

    sulla tavola immobile,

    nera come pece,

    sotto di lui,

    che,

    come fluido specchio

    gli ha sottratto l'identità.

    A piedi nudi,

    accoccolata su me stessa,

    attendo...

    che il diluvio cessi,

    il vento si calmi,

    le nubi si disperdano,

    il mare si acquieti,

    la luna riappaia

    a irradiare la Terra,

    effondendo il suo argento.

    E ritorni il silenzio,

    a regnare sovrano.

    A piedi nudi,

    2)

    sulla rena bagnata,

    attendo ancora...

    e

    ancora

    il freddo mi pervade,

    provocandomi brividi,

    inarrestabili

    e

    incontrollabili

    che scuotono le membra,

    intirizzite,

    e

    fatalmente prostrate.

    A piedi nudi,

    il mio spirito tormentato

    ascolta...

    lo sciabordio dell'acqua

    accarezzare l'arenile,

    dolcemente

    e

    la flebile brezza sussurrare,

    nello sfiorare i miei capelli.

    A piedi nudi,

    perennemente immobile,

    la scorgo...

    nella semioscurità,

    Entità alata,

    volgere il capo, riccio,

    dissolvendo ogni mio pensiero

    e riacutizzando brividi,

    di tutt'altro genere,

    bensì

    nessun dubbio mi assalga

    che sia demone,

    sotto mentite spoglie.

    A piedi nudi,

    nuovamente sola,

    nonché turbata,

    avanzo...

    come fantasma errante,

    lungo la riva,

    deserta,

    bramando le sue orme,

    che il mare,

    venerante,

    non ha dissacrato,

    su cui,

    ad occhi chiusi,

    impregnandomi di pace,

    poso i miei piedi...

    nudi...

     

  • 11 marzo alle ore 16:53
    DISABILITA'

    DISABILITA'

    Infausti ricordi,
    ora di te rimane solo una sedia a rotelle vuota
    e un cuore che vaga alla ricerca di quell’amore ...
    sofferto e imprigionato in un corpo tradito
    da una mobilità mancata.
    Di un sorriso e una lacrima è intrisa
    questa casa vuota senza di te,
    resta solo la tua invisibile ombra
    correre sui muri silenziosi,
    i quali ospitarono le tue inferma membra.
    Il fruscio delle ruote sembra ancore risuonare,
    ma è solo un’illusione,
    il silenzio fa da padrone,
    impietosa è la fine, ruba e trascina con se ogni casa.
    Eppur ora tu manchi come ogni amore
    che se ne va, così i miei occhi continuano a cercarti,
    ma in un angolo e nell’ombra
    di te vi è rimasta solo una sedia a rotelle vuota
    e il mio amore che continua a cercarti.
    Horion Enky

  • 11 marzo alle ore 16:52
    MALEDETTA MALATTIA

    MALEDETTA MALATTIA

    Ho guardato in faccia la morte
    mentre voleva rubarmi alla vita,
    ho pianto guardando il buio ...
    nel momento in cui mi voleva portare con sé.
    Maledetta malattia,
    continui a giocare con lo spirito
    per poterti portare via l’allegria.
    Lacrime cadono su di uno specchio,
    dove rifletto e lotto contro la voglia di perdere
    e di lasciarmi vincere dal male.
    Ma se ascolti la speranza e l’amore,
    ti fanno vincere ogni dolore,
    darò retta alla mia anima che parla al cuore.
    Horion Enky

  • 11 marzo alle ore 16:51
    MIA STELLA

    Perché questa notte
    alzando gli occhi al cielo
    ho incontrato te stella?...
    Palladi e immobile,
    mi stavi a guardare
    e io come un Pierrot,
    in silenzio da una lacrima,
    il viso mi sono lasciato bagnare.
    Stella continua a brillare
    e a farmi sognare.

    Horion Enky

  • 11 marzo alle ore 16:51
    CI SON NOTTI

    CI SON NOTTI

    Ci sono notti che non riesci a dormire
    e rimani sveglio fino al mattino.
    Notti dove i ricordi si aggrappano ai sogni ...
    e vivi e ti nutri nel buio di una stanza,
    sopra un letto dove cerchi di assopire la mente.
    Notti dove senti scendere, in silenzio,
    le lacrime a scaldare le guance del tuo viso,
    ricordando i momenti più belli che hai vissuto.
    Notti dove ti manca l'amore di chi è lontano e,
    tra le lenzuola, cerchi inconsciamente la sua mano.
    Notti dove il silenzio è rotto da un solo frastuono,
    il battito del tuo cuore innamorato, che ti tiene sveglio
    e non ti fa dimenticare quell'amore che abbracciavi e baciavi ,
    stringendo fortemente a te.
    Horion Enky ( GIUGNO 2012 )

  • 11 marzo alle ore 16:50
    L'AMORE E'

    L’amore è come un’onda
    che continua ad aggrapparsi
    a uno scoglio,
    l’avvolge e lo stringe abbracciandolo
    e ogni volta che scivola lasciandolo,...
    ne porta via con sé una parte di esso.
    Ma nonostante ciò, continua a perpetuarsi
    finchè non diventerà tutt’uno.
    Horion Enky

  • 11 marzo alle ore 15:50
    Rumore silenzioso

    In silenzio origli
    disarmandoti
    dai pericoli
    che funesti
    si accingono
    a sparare
    e non a ragionare
    tragedie spaventose
    che rompono la quiete
    lottando come bestie
    avvelenate, e mordenti
    predatori

  • 10 marzo alle ore 19:48
    Mi piacerebbe

    Mi piacerebbe
    diventare un grande poeta
    e la gente
    mi metterebbe
    serti di lauro sulla testa
    ma ecco
    non ho
    abbastanza passione per i libri
    e penso troppo a vivere
    e penso troppo alla gente
    per essere sempre contento
    di non scrivere che vento.

  • 10 marzo alle ore 19:47
    Voglio una vita a forma di spina

    Voglio una vita a forma di spina
    su un piatto azzurro
    voglio una vita a forma di cosa
    sul fondo di un coso solitario
    voglio una vita a forma di sabbia fra le mani
    a forma di pane verde o di brocca
    a forma di molle ciabatta
    a forma di “dirindindina”
    di spazzacamino o di lillà
    di terra piena di sassi
    di barbiere selavaggio o di piumino folle
    voglio una vita a forma di te
    ed io l’ho, ma non mi basta ancora
    non sono mai contento.

  • 10 marzo alle ore 19:46
    Un uomo passeggiava tutto nudo

    Un uomo passeggiava tutto nudo
    il vestito in mano
    il vestito in mano
    non sarà forse una cosa geniale
    ma mi fa ridere
    il vestito in mano
    il vestito in mano
    ah ah ah ah ah ah ah
    un uomo tutto nudo
    passeggiava lungo la strada
    il completo in mano.

  • 10 marzo alle ore 13:44
    Di giorno potresti

    Di giorno potresti
    consolarti, alleviando
    le tue pene con il mondo
    che fuori t'aspetta
    e cercandolo amandoti
    anche nell'inquietudine
    afflitta da dolori immensi
    che non sai come toglierli
    godendo nella spensieratezza
    più assoluta con l'aria pungente
    nel ghiaccio che ti libera
    dall'angoscia di anni persi
    e mai recuperati, in quei vuoti
    aggressivi, nello scorrere dell'ora

  • 10 marzo alle ore 12:31
    Malinconiche nostalgie

    I pensieri crescono
    e contano riflessioni
    nei giorni per arrivare alla fine
    di un tempo annichilito
    che non si ferma a respirare
    cose sentite, nel viso perplesso
    consumandosi in un'attesa
    che snerva e non sa quale
    colore avrà, come sarà
    quando si avvicinerà
    entrando da una porta
    riempita di dubbi esistenziali
    e duraturi, in terre pentite
    nelle sue malinconiche
    nostalgie

  • regalo due abbracci umani 
    uguali!
    ritirare quando possibile
    che tanto non hanno data di scadenza

    regalo un sorriso e una stretta di mano
    perchè mi servono entrambi
     e se li regalo io so che si moltiplicheranno e torneranno a me ancora 
    e ancora,

    regalo regalo regalo
    perchè sono un essere umano
    sono fatto così, non posso farne a meno

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/03/non-posso-farne-meno.html

  • Quanto rumore fa la notte

    quando i pensieri sono polluzioni di sogni

    e le incertezze gravitano nude

    tra le parentesi dell'infinito.

    L'amore sta

    su una panchina vuota

    come donna genuflessa al mattino

    al cospetto di Dio

    in sintonia di rosari e preghiere

    tra le labbra l'Ave Maria.

    E poi si scuote l'ombra

    dal vento dipinta di forme

    a riflettere coni d'anima

    sulla risacca di orme sospese.

    L'amore sta

    sul boulevard delle illusioni

    come donna genuflessa la sera

    al cospetto dell'eros

    in sintonia di amplessi e piacere

    tra le labbra il nettare proibito.

    Quanto rumore fa la notte

    quando risuona l'eco di orgasmi lontani

    e la mia bocca trema

    al solo evocare il tuo nome.

     

  • 09 marzo alle ore 15:23
    Questo Miracolo d'essere nato

    La malinconia all'assalto
    quando semplicemente tu
    vorresti unirti
    indissolubile
    al Bello
    al Profondo
    al Nobile
    che profuma questa vita
    ma non puoi:
    rimani fuori,
    spettatore attonito
    ammirato
    stupefatto
    ma come un incompiuto.
    Questo il destino
    di questo lato dello specchio
    di questi amanti
    del centuplo quaggiù
    ed una tristezza
    Altissima mi coglie
    in questo spicchio di terra
    invaso di grigiore
    di fronte a quel bivio
    insormontabile
    tra l'accomodante fascino
    della divina Teti
    e la coraggiosa Gloria
    che non vano andò cercando
    giù sulla terra il Pelide 
    Achille
    come intuendo
    che il tempo della vita
    non è affare per ignavi.

    In questo specchio
    già dal sapore antico
    io ritrovo
    di nuovo la mia vita
    raccontarla ancora
    al mondo
    è una gran fatica;
    io mi fermo
    giro in tondo
    chiudo gli occhi
    e spero che svanisca
    tutto come sogno
    che appaia come incanto
    un passante un po' più saggio
    l'invocato ladro della libertà
    che solo per un attimo
    mi tolga il peso
    di ciascuna azione
    mentre un velo disperato
    mi scolora:
    e prego,
    in questo viaggio di ritorno
    al mio essere abituale
    ciò che solo
    rade al suolo
    ogni incertezza:
    tu, Bellezza
    sei ciò che mi rende Uomo
    tra gli Uomini
    tu, Bellezza,
    sorpresa della vita
    che hai il potere ancora
    di ricordarmi oggi
    questo Miracolo
    d'essere nato.

  • 09 marzo alle ore 7:02

    Ci sono persone capaci di dare voce ai silenzi. Anche a quelli più nascosti, segreti e disperati. Persone che non lasciano traccia del loro passaggio, ti accorgi di loro perché senti che hai qualcosa di diverso, qualcosa in più. Ci sono persone capaci non solo di asciugare le lacrime, ma vantano del pregio di non saperle far scendere. Sono quelle persone che non parlano molto, ma ascoltano e sfiorano il cuore donando ad esso pace e serenità. Sono quelle persone rare, che se incontrate hanno il magico potere di cambiarti la vita e a volte cambiare anche "Un po di te"!

  • 09 marzo alle ore 3:05
    ¿Cómo lograr definirlo?

    Un aroma distinto...
    Impregnado en mis manos,
    El aroma de ti, mas profundo
    correcto, cual si fuera
    desde siempre...
    El mío...
    Hoy vi cada espacio,
    no logré dejar de hacerlo...
    Hoy vi cada detalle...
    perfecto en mi espacio...
    Tan breve e sutil...
    Perfecto, indiscreto,
    reconocí en la comisura
    de tus labios...
    Algo mas eterno...
    que un momento...
    Un momento eterno
    escondido en ti...
    Allí, por mi...
    te descubrí nostálgica
    te descubrí etérea...
    Me recordé el instante
    lejano en que inicié
    ad amarte...
    Cómo se puede amar
    todo en una sonrisa
    tierna...
    Te descubrí mas bella
    discreta detrás del alma...
    Te descubrí en mis sueños,
    te descubrí en eterno...
    Llevo en mi el aroma
    de tu piel...
    Y duele...

  • 09 marzo alle ore 2:48
    dare soddisfazione alla vita

    tutti noi esseri viventi a breve conservazione
    sui cammino dal così deve essere
    al così può essere, soltanto una cosa possiamo fare sotto questo cielo sotto questo sole
    dare soddisfazione alla vita,
    vivere! 
    a braccia aperte e mani vuote, 
    vivere
    così come viene senza soluzioni
    e sia quel che deve essere
    pressi questi dimenticati incroci di periferia
    e così sia

    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/03/dare-soddisfazione-alla-vita.html

  • 08 marzo alle ore 12:05

    Festa della Donna... Io oggi voglio spendere due parole per alcune di loro. Faccio i miei auguri a tutte, nessuna esclusa, Auguri a quelle donne che sanno cosa sia davvero esserlo, ma esserlo dentro. A quelle che fanno della loro anima e del loro essere il primo punto di forza. A quelle che amano essere ricordate per ciò che lasciano dopo averle vissute e non durante. Auguri a quelle donne, che da tali non vengono mai trattate. Che vengano usate, deluse e ferite. Auguri a quelle che si nascondono, ormai prive di forza e di voglia di lottare. Auguri a quelle che sono felici di esserlo e di mostrarlo al mondo con fierezza. A quelle che non hanno perso anche la voglia di alzarsi al mattino e donne non si sentono più. Alzate gli occhi donne, asciugate le lacrime, accendete il sorriso e ricordatevi sempre che le prime a sentirvi donne dovete essere voi. Non servono complimenti, frasi mielose o 1000 adulatori... Non serve una ricorrenza. Una vera Donna si sente donna a prescindere. Comunque sia... Buon 8 Marzo a tutte.