username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 26 gennaio alle ore 13:58
    Nonostante le mille tue soglie

    E ti respiro amore
    so respirarti perlomeno
    ma nient'altro voglio fare
    così da non sciuparti,
    come penso accadrebbe
    anche solo sfiorando

    il tuo volto sfregiato
    con le mie labbra di sale

    E se saprò respirarti abbastanza
    forse questa nebbia appuntata sul petto
    finalmente scivolerà via
    lasciandomi nuda
    al caldo della tua assenza

    nonostante le mille tue soglie
    che non oso varcare
    per il timor di farti male anch'io. 

  • 26 gennaio alle ore 13:34
    Nero gennaio

    Nero gennaio
    i bambini sono in salvo,
    per il resto tutto male 
    o tutto neve

    La morte 
    svergognata 
    veste di bianco 
    in questo nero gennaio lassù.

    (Rigopiano e i suoi tanti morti)

  • 26 gennaio alle ore 11:25
    Nel codice dell'anima

    Fammi leggere
    i versi
    che mi dedicheresti
    se tu fossi
    la mia poetessa.
    Anche poche parole
    nel codice
    col quale l'anima
    osa svelarsi

  • 25 gennaio alle ore 21:36
    Sarà ogni anno ventisette gennaio ?

    Stelle abbaglianti
    schiudono il cielo

    al fumo di anime
    arse dalla desolazione

    verità falsate nel vortice
    delle condanne di questo mondo

    inquieto nel suo vivere

    e con l'angoscia a abbracciare
    quelle misere presenze

    nei refoli di vento e di pietose arie

    Guizzi di soffi
    a giungere in punta di piedi

    turbinii di palpiti demoniaci

    a percorrere veloci
    i sentieri freddi del cuore

    Ispirazioni premeditate
    che non tutti faranno loro

    nel malessere di sapere
    che non tutti comprenderanno

    E intanto i miei pensieri
    se ne vanno a spasso da soli
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 25 gennaio alle ore 20:34
    Libero,sempre e comunque

    Libero

    con le rime a contrastare
    e combattere oppressioni e pregiudizi

    e tessere senza smagliature la mia interiorità

    Libero

    di vivere nell'armonia tra ragione e sentimenti

    di scrivere di silenzi e solitudine

    e svelare a me e a voi
    quello che di me non ancora conosco

    Libero

    d'entrare e uscire dalla diversità del mondo
    nel rispetto dello stesso mondo

    e creare in esso catarsi purificatrici

    nella sublimazione di dare
    a ogni esperienza la giusta emozione

    Libero

    sempre e comunque

    . © ®
    Cesare Moceo

  • 25 gennaio alle ore 15:54
    T'odio

    Sapessi come t'odio nelle notti d'inverno, quando il freddo mi gela le ossa e il tuo alito mi riecheggia nella mente.
    Sapessi come t'odio nei giorni di pioggia, quando ti penso continuamente anche se non vorrei.
    Sapessi come t'odio durante l'estate, quando vorrei essere con te a guardare un tramonto.
    Sapessi come t'amo tutti i giorni dell'anno, quando so che nessuna tempesta, potrà mai portati via dal mio cuore

  • 25 gennaio alle ore 15:46
    Solo un frammento

    Coltiverò
    solo una rosa
    per farne dono
    al tuo viso

  • 24 gennaio alle ore 22:49
    Vita

    Ho visto la Morte in faccia
    mi prese per i polsi
    volgendomi a lei

    e ancora non li dimentico
    quei suoi lineamenti
    così intraducibili a parole

    Accadde a primavera
    all'improvviso
    in un luogo insospettabile
    il più sicuro, o così credevo
    benché sapessi per sentito dire
    che non c'è angolo di mondo
    del tutto sicuro e sempre

    Anche accucciarsi
    sotto mille campane di vetro
    non salva, sapevo anche questo
    eppure escludevo che là dove stavo
    potessi trovarmela dinnanzi

    La Morte

    l'ho vista in faccia
    e sai, non ho avuto nemmeno il coraggio
    di averne paura, come fossi già defunta
    nessun sentimento, tutto finito

    Invece no, l'attimo appresso
    mi lasciò i polsi pulsare di nuovo
    voltandomi languidamente le spalle

    -non ero interessante

    E dopo? Vita
    dono immenso per davvero.

     

  • 24 gennaio alle ore 22:41
    Il rumore del freddo

    Conchiglia di latta,
    nel barattolo di un mendico
    qualche spicciolo di pietà
    e il rumore del freddo

    Un dito di lana mozzato
    fa cenno che no, 
    quel rumore non scema 
    neppure 
    a coprirsi d'oro 
    gli orecchi

    ma già lo sapevo
    che la vita è una pena
    da scontare perlopiù soli
    e ultimi o primi, cosa vuoi che importi 
    alla morte, infine.

  • 24 gennaio alle ore 22:38
    Non può essere

    Non può essere 
    che in cuore all'inverno 
    non vi sia un occhio di sole 
    vuoi anche cisposo
    altrimenti dimmi come mai 
    può essere invece che in estate 
    il sale sugli scogli 
    sia pianto di tutte le genti 
    di oggi e di ieri, oh sì
    non lo sapevi? 

    Come può essere...

  • 24 gennaio alle ore 22:31
    Quante le bocche

    Quante le bocche
    che non si schiudono mai abbastanza
    quasi temessero di far trapelare dettagli impertinenti
    e intanto questi rigano da dentro i denti di davanti
    mentre le lingue si srotolano verso l'ugola
    evocando i tappeti dei bordelli
    ai tempi di Al Capone.

  • 24 gennaio alle ore 22:29
    Luce blues

    Arriva svelto il giorno
    in cui scopri nell'altro

    nuove fragilità
    per esempio in tuo padre
    quando lo turbano i rintocchi del pendolo
    e non te lo dice

    Gli occhi sono vecchi
    ma più di questo 
    è la luce che emanano

    Luce blues, 
    come l'infelicità che li annacqua
    nel vederti uomo 
    e volerti ancora bambino.

  • 24 gennaio alle ore 22:01
    Metafore al vento

    Niente può inchiodare il vento
    non c'è trappola che lo possa incastrare
    poiché esso sfugge alla presa della pretesa
    umiliando la clessidra dell'incombenza
    prima che essa stritoli i suoi gemiti
    sciolti tra le braccia del tempo.

  • 24 gennaio alle ore 21:44
    Eppure è appena estate

    Sono solo mazzi
    di lacrime ingiallite 
    quelli che fan capolino
    dai ricordi di un attimo fa

    e non so quanto tempo 
    debba ancora sfilare 
    lungo il mio angolo diroccato
    ove dormo bendata 
    per non sognare a dirotto

    Eppure è appena estate 
    oppure ancora inferno 
    e amor non può morire
    se nacque blu ed eterno 

    malgrado giaccia esausto
    sotto brace di mare 
    bramosa di un vento
    però troppo curvo
    per potermi per ora 
    anche solo sfiorare.

  • 24 gennaio alle ore 20:55
    Vivo senza malinconia

    E raccolgo tutti Voi infine

    nelle rime soavi delle mie poesie

    in giorni che rivelano al mondo
    i limiti del mio vivere

    in questo mio eremo

    solitario e eterno

    dove posso concedere
    tutto me stesso

    con le mie sofferenze interiori
    i miei tormenti i miei dolori

    E scrivere e scrivervi

    nell'ostilità della disperazione

    fetido olezzo
    a eccitare fantasie e speranze

    della mia anima zittita

    buona ormai solo
    a rosicare nella lenta agonia dei giorni
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 24 gennaio alle ore 20:47
    Ognuno ha la sua Itaca

    M'accorgo

    rimanendone sgomento

    di certi legami
    con immagini di persone lontane

    sgradite nella loro essenza
    alle mie rimembranze

    nel vissuto delle esperienze
    divenute profezie

    e annego quei pensieri
    in bagni d'inchiostro e di silenzi

    tra la facondia di parole
    e gli inghippi della memoria

    E raccolgo quel tutto in un mio breviario

    in una sorta di quiete dell'anima
    che m'accompagna nella recita alla vita

    e mi aiuta a mostrare più che mai vive
    le mie sembianze

    nel piacere di continuare a vivere

    Il dopo non credo che sia interessante

    anche perche' deve esser ancora scritto
    . ©. ®
    Cesare Moceo

  • 24 gennaio alle ore 20:47
    La follia di Omero

    Ho incontrato Itaca
    nei lunghi viaggi
    che mi condussero all’amore.
    Pellegrino inquieto come Ulisse,
    fui re per una notte sola
    nell’alcova discutibile di Circe,
    fra flebili richiami di sirene
    e il caldo abbraccio di Nausicaa.
    Avrei voluto mangiare la mia terra,
    nutrirmi di cibi prelibati
    e non soffrire per guerre e sotterfugi
    che furon dagli Dei organizzati.
    Ma il fato, si sa, non è mai probo,
    riserva dolori e pentimenti
    voltandoti la schiena all’improvviso
    per riportarti indietro di vent’anni.
    Seguii la mia sorte, con coraggio,
    solcando mari impraticabili
    e calpestando terre menzognere.
    Infine ti trovai, isola mia,
    stanco distrutto e amareggiato
    per ricomporre le tessere di un sogno
    che il folle Omero
    aveva programmato.

  • 24 gennaio alle ore 18:10
    Oggi vi celi

    Da sempre di fiocchi candidi
    hai coperto ogni cosa
    riversando su tutto
    un silenzio sereno

    Di bianco abbagliante
    hai dipinto le case e le strade
    Con suoni ovattati
    ci hai addormentato

    Hai reso ridenti occhi
    e bambini che, sorpresi
    ti hanno guardato
    scendere piano

    Hai messo a riposo
    ogni refolo
    e sotto il tuo manto di freddo,
    hai sempre celato fermento...

    ma oggi vi celi
    solo morte e sgomento.

  • 24 gennaio alle ore 13:18
    Colori

    Colòrati di emozioni.
    Scegli i colori più belli e dipingi la tua anima.
    Ogni sfumatura arricchisce un pezzetto del tuo essere.
    Finché c'è un colore che occupa la tua mente, non ci sarà mai il grigio

  • 23 gennaio alle ore 21:44
    Eppur sto male nonostante la mia pace

    Trovo riparo

    quando intorno spirano i venti delle afflizioni

    nello spazio del mio ascoltarmi
    a contemplare le turbolenze del mio Essere

    Là c'è il mio mare

    immenso nel mio stanco andare

    a tessere la mia interiorità

    e goder delle lucenti stelle
    riflesse negli orgasmi rancidi delle sue onde

    superbe e con le creste nude

    a rincorrersi come falene eccitate
    al suono languido delle carezze alla rena

    aspro oblìo d'increspate paranoie
    negli attimi eterni che le separano dalla riva

    a fingere pietà per le malinconie dell'anima

    terrori di oscure tenebre prigioniere senza catene

    a ridestare la memoria e sollecitarne la fantasia

    E così sto male nonostante la mia pace
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyrightAltro...

     

  • 23 gennaio alle ore 20:43
    Il mio silenzio

    Cammino così

    nel buio di un'alba che ancora non è

    con la mente appassita e gli occhi stremati
    dal desiderio di scintille e onestà

    Il cielo sopra di me
    grigio e sbuffante di pioggia

    a ricordarmi la sua dignità

    egoista e fiera del suo brontolio

    a coprire e nascondere
    i miseri baratti di una vita senza stimoli

    E vado

    annaspando nel mio silenzio

    tra le ingarbugliate paure
    che chiudono la ragione nelle celle dell'oblio

    E non mi bastano più i pensieri
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 23 gennaio alle ore 20:10
    Cenere d'astro

    Sei cenere d'astro 
    nel malinconico mio
    rovesciarmi a metà

    Ed io solita ti parlo
    tra crepuscoli ed aurore
    spegnendoti addosso
    brace di mare.

  • 23 gennaio alle ore 20:07
    Come ombra a mezzogiorno

    Crampi dilanianti m'alzano
    da lenzuola verdi e ruvide
    impigliate al vento d'Africa
    dalla notte dei tempi

    E dopo i mille voli avanti e indietro
    ecco me daccapo
    faccia a faccia col cuscino
    zuppo di un antico rigurgito 

    Oh, se tu potessi scivolarmi addosso
    come ombra a mezzogiorno!

    Inspireresti le mie carni
    così da liberarmi
    anche solo per un attimo
    dall'insonne brivido che mi trapassa 
    come rigido febbraio che non passa,
    i cui giorni son crepuscoli nei muscoli

    e poi declineresti labbra tue di mandorla
    sul mio petto in corsa 
    verso il fato avverso 
    che già pregusta avido
    questo avanzo livido: io di te.

  • 23 gennaio alle ore 19:52
    Lo scialle dell'assenza

    Il respiro del tuo cuore
    scosta dal mio seno
    lo scialle della tua assenza
    ed ti raggiungo
    spettinandomi in te.

  • 23 gennaio alle ore 19:51
    Spleen di un déjà vu

    Ammiccano le matrioske di legno sfregiato
    svuotate di sguardo e di bocca

    Le sgrano nell'infinita processione
    del loro contenersi
    liberando vapori di realtà evanescenti

    E così, transumano le percezioni
    fin sulle asciutte labbra d’un vulcano trascorso,
    ciascuna ad imperlarle di gocce bucate

    Si rivela quindi
    il mio antico déjà vu,
    ora che il Tutto incornicia un beffardo falso
    dalla firma promiscua

    e il Niente frattanto insaliva
    il torvo lucignolo della sua invidia

    È tutto finto, oh sì!

    Ma non l'abbraccio blu e il bacio giallo,
    non il bianco del lenzuolo
    e neppure i suoi rossi ricami

    È tutto finto, oh sì!

    Ma non tu, non io. Noi no.