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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 giugno alle ore 13:52

    Ho avuto una sensazione strana al mio risveglio questa mattina. Una sensazione di pace. Quella sensazione che si prova quando improvvisamente ti rendi conto che i pensieri, le preoccupazioni, le delusioni e tutto ciò che fino al giorno prima ti accompagnava sono sparite. Improvvisamente non sei più la stessa persona che si è coricata, ma sai di aver fatto quell'ultimo scalino che ti mancava per ritrovare te stesso. Credo di essere finalmente libera da ogni ombra del passato. Non mi interessa più ciò che prima mi dimenava, non mi angoscia più ciò che prima mi tormentava e guardo altrove... Più lontano di come avessi mai immaginato. Se devo essere sincera, mai avrei creduto di arrivarci, ma l'Inferno è talmente brutto che l'unica cosa che inconsapevolmente cerchi è la porta d'uscita. Sono fuori finalmente e adesso non mi preoccupo più di chi o cosa io possa aver lasciato là dentro, ma sono certa di cosa io abbia ritrovato ora che sono fuori. Non so dare consigli a riguardo, so che è stata durissima... L'unica cosa che vi posso dire è che amarsi conta e in modo fondamentale. Nessuno ritroverà mai la pace se non si ama veramente. Solo l'amore per se stessi, il rispetto per se stessi e la volontà di non perderli possono combattere l'inferno. Ora ho solo un obiettivo... AVANTI e SENZA RIMPIANTI! Forse sono questi i veri "Addii"... Viva la libertà dell'anima. 

  • 18 giugno alle ore 8:55
    Ti amo

    Per niente stanco della mia remissività m'aggrappo con forza ai fili che muovono la vita a sorreggermi delle mie stupide illusioni E galoppiamo insieme nel piacere di non spegnere mai i nostri sogni che avvolti dalla luce intensa dell'amore ancor ci affascina e ci ammalia legandoci al nutrimento della passione del nostro vivere e ci risarcisce dei tormenti e delle ossessioni patite E mi sarebbe piaciuto poter esser più forte e forse anche più uomo ma mi son perso nel mio amare . Cesare Moceo © ® Tutti i diritti riservati

  • 18 giugno alle ore 8:44
    Da vecchia

    Da vecchia, imparerò
    l'indicibile essenza delle rughe
    in trama estesa
    assolta da una bellezza effimera.
    L’albero sempre più blu
    già mi trema, rizoma nelle vene
    prosciugando l’ardesia.

    Sabbia e diamante
    rifletterò bagliori
    in muta foce

    una ballata in cenere
    mi sveglierà, dopo che un sogno
    trasalirà d’insonnia
    profondamente mia.

     

  • 17 giugno alle ore 22:44
    Riscrivi il tempo

    Riscrivi il tempo e pensi
    a quello che è passato
    e poi lo scegli, fra tanti
    dispiaceri. È lui che vuoi
    non lo cambieresti, neanche
    per un miliardo di stelle
    anche se sono più belle
    più intelligenti. Ti accontenti
    non dici niente, ma capisci
    che la tua ragione di esistere
    può aiutare a dimostrare
    che non bisogna demoralizzarsi
    perché c'è solo un'alternativa
    o proseguire, oppure spegnere
    tutti i riflettori e prenderci il posto
    che ci aspetta lassù, senza ma
    senza se, nel paradiso spensierato
    dei colori infiniti, ove il tramonto
    si addormenta rapidamente
    abbracciato ai pensieri finiti

     

  • 17 giugno alle ore 21:01
    Fenomeni

    Fenomeni senza tempo Profezie inascoltate rimaste intrappolate nei gorghi delle intenzioni si muovono usate e abusate dalla scaltrezza degli uomini affossando nella rumorosa realtà che unisce e disunisce E siamo ognuno a presentare la nostra Luce nella dissoluzione del suo calore in un gioco di riflessi e di ombre che solo lui capisce tocchi tremuli e vibranti guizzanti negli sguardi sfuggevoli degli occhi apparentemente distratti a esprimere la loro realtà mutevole e artefatta Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 17 giugno alle ore 20:59
    Non è tutto oro

    Buongiorno e buon wkd a tutti Non è tutto oro,ciò che riluce Gravato dalle fatiche e dalla disperazione prego il mio Cristo d'assistermi in questi miei giorni d'inferno E sorrido amaro pensando alla blasfemia del mio pensiero unica fede e certezza del mio esistere e alibi inattaccabile delle mie sconfitte Nè mi rallegrano più i momenti di catarsi scaturite da epiche parole pronunciate nello strazio di un tempo che non tornerà più . Cesare Moceo @ tutti i diritti riservati

  • 17 giugno alle ore 20:57

  • 17 giugno alle ore 20:55
    Incontrarsi

    Incontrarsi piacersi capirsi Ancora una volta fermenti rapidi e diretti attecchiscono i ritmi del cuore a far rivivere i fantasmi riflessi dagli specchi della vita e riscoprire convivenze di piacere tra rischi e rinunce e tormentate sofferenze E riscoprire il proprio sé libero nel desiderio di sensualità nella voglia di aversi nel piacere di continuare fin quando appagati di passione realizziamo i nostri sogni Ancora una volta

  • 17 giugno alle ore 20:13
    Sotto la pressa

    Sotto la pressa 
    d'angoli e spigoli 
    espande 
    piatta regione 
    e senza varchi 
    di mezzo al giorno
    respiro solo evade 
    i pori in traccia.
     
    La sera
    ripreso corpo 
    ricuce strati esangui 
    rifiata ai moti 
    delle strozzate cisti 
    placa lo strazio 
    di sbuffi e il sonno esausto
    e dopo esonda. 

  • 17 giugno alle ore 13:48

    Puoi togliermi due parole, ma ciò che sono resta, sempre e comunque! Attenzione però: Se tolgo io a te due delle tante parole che dici... Di te non resta niente!

  • 17 giugno alle ore 1:19

    Amo la notte in modo smisurato. La amo perché la sento amica e fedele. E' stata proprio lei la mia più grande complice, nei momenti più difficili e più importanti della mia vita. Seduta sul mio terrazzo, nel buio e nel silenzio ho assaporato chiudendo gli occhi quella sensazione che l'aria fresca mi dava. E' quello il momento in cui comincia il mio viaggio interiore...
    Tante le cose che non vanno, tante le cose che ti riempiono gli occhi di lacrime se ci pensi, ma grazie a queste cose ho imparato a guardare anche l'altro lato della vita, ossia quello che ho, quello che sono e credetemi non sono poi così sfortunata. E' un po come scuotermi dentro, permettere alle cose belle di tornare in superficie e a quelle negative di adagiarsi sul fondo perché non prendano il sopravvento. Amo la notte perché è l'unica cosa che ancora riesce a farmi assaporare un po di quella magia perduta. Se molti anni fa mi avessero fatto vedere ciò che sono oggi, credetemi avrei detto: "No, io non diventerò mai così...Quella non sono io"! Ed invece sono proprio così... Sono quella che davanti ad un testo d'amore o a delle frasi piene di grandi propositi sentimentali, sorride... E quel sorriso è accompagnato da un leggero senso di nausea alla bocca dello stomaco. Non credo più, è chiaro, semplice e non posso negarlo. Sono quella che l'amore lo lascia agli altri perché ha imparato a bastare a se stessa e quella serenità, quell'equilibrio gli è costato così caro che non serve un altro coglione qualunque per scalfirlo. Sono quella che da un valore inestimabile all'amicizia, perché i passi più difficili li ho percorsi mano nella mano con un amico e niente e nessuno dovrà mai intaccare quei rapporti, quei legami che io chiamo "Intoccabili"! Sono quella che spesso sta volentieri da sola, nel suo mondo, tra le sue mura a godersi se stessa, le sue passioni e suo figlio mentre lo fa non sente la solitudine o la tristezza... Ma sono anche quella che ha i suoi momenti di fragilità, dove si sente come persa in chissà quale mondo e non sa come tornare a casa, quella che avrebbe disperatamente bisogno di un abbraccio vero e sincero, non lo ha e magari piange. Amo la notte perché mi viene di guardare il cielo e sentirlo vicino a me per quel suo colore scuro, ma poi capisci che anche il cielo di notte, malgrado sia scuro, ha le sue notti stellate e quelle oscurate dalle nuvole... Un po come me in fondo no?! Ecco forse perché la notte ha quell'aria così familiare da permettermi di ritrovarmi, di guardarmi dentro, poter conoscere i miei limiti e assaporare quella sensazione magica di chi, anche se non lo dice, ogni tanto ritrova la capacità di sognare.

  • 17 giugno alle ore 0:41
    Giugno (due haiku in acrostico)

    grata d’organza
    imperla il muricciolo
    un gelsomino

    ghermisce l'indaco
    nutrendo l'acre afflato
    osmosi d’etere

  • 16 giugno alle ore 21:30
    Vieni, prendimi

    Gravato dalle fatiche
    e dalla disperazione
    prego il mio Cristo d'assistermi
    in questi miei giorni d'inferno
    E sorrido amaro
    pensando alla blasfemia
    del mio pensiero
    unica fede e certezza
    del mio esistere
    e alibi inattaccabile
    delle mie sconfitte
    Nè mi rallegrano più
    i momenti di catarsi
    scaturite da epiche parole
    pronunciate nello strazio
    di un tempo che non tornerà più
    .
    Cesare Moceo @
    tutti i diritti riservati
     

  • 16 giugno alle ore 21:20
    Fenomeni senza tempo

    Profezie inascoltate

    rimaste intrappolate
    nei gorghi delle intenzioni

    si muovono usate e abusate
    dalla scaltrezza degli uomini

    affossando nella rumorosa realtà
    che unisce e disunisce

    E siamo ognuno
    a presentare la nostra Luce

    nella dissoluzione del suo calore

    in un gioco di riflessi e di ombre
    che solo lui capisce

    tocchi tremuli e vibranti

    guizzanti negli sguardi sfuggevoli
    degli occhi apparentemente distratti

    a esprimere la loro realtà
    mutevole e artefatta
    .
    CesareMoceo@
    tutti i diritti riservati

  • 16 giugno alle ore 5:38
    Treni (acrostico)

    Tu fiammata di mia vita
    Resti spesso sola, non ti neghi
    E saresti altrove e altrove è dentro
    Non c'è fine a quest'arte che si fuma il tempo
    Il cielo astratto si accomoda nelle vesti, mi consuma

  • 15 giugno alle ore 22:19
    In piena al barbaglìo d'iride azzurra

    In piena al barbaglìo d'iride azzurra
    trabocca la tua luce oltre la sponda
    disseta i campi con un balzo d'onda
    e un trillo lene ai petali sussurra.
     
    Ma se la nebbia cresce e s’allontana
    il viso tuo che la mia fronte incava
    mi scotta come terra sotto lava
    l’attesa al buio tra la rena in chiana.
     
    Se non è amore che d’aurora estasia
    e mucido s’ammorba nel declino
    solo furore per antonomasia
    s’adorna ritto dallo specchio chino.
     
    Tu sola chiave sei di quel lucchetto
    sì che ritorni l’acqua nel suo letto.

     

  • 15 giugno alle ore 21:29
    Le mie notti

    Nugoli di scintille passano vorticosi
    in questi notti calde e stellate
    a rischiarare il buio dei pensieri
    I miei passi strascicati
    bagnati dal brontolìo delle onde
    si trascinano stancamente sulla riva
    uno dietro l'altro nell'oscurità
    librati in quello spazio
    a intrappolare
    la monotonia del mio vivere
    Ondate di calore mi travolgono
    nella sofferenza che fiacca l'insonnia
    e disperde gli attimi d'orgoglio
    che gli occhi implorano
    al cielo e alla luna
    i cui raggi traversano le stelle
    a canzonare la mia intimità
    con bagliori lucenti
    sensi incantati
    a alonare risvegli di memorie 
    e invitare a sogni splendenti
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 14 giugno alle ore 21:30
    E la vita cola via

    Lampade di luce fioca sibilano
    appese ai bisogni delle coscienze...odori d'ansie

    che attraversano il cuore
    e le sue cicatrici

    ancora sanguinanti
    nei salti da rospi che le consumano

    Trufoli di tormenti

    pizzicanti come fossero
    pungenti aghi

    bizzarrie a intonare nenie di dolori

    nel ritmo dei passi pesanti

    intrecciati al respiro greve
    di uomini stanchi della vita

    delusi d'aver toccato il fondo
    del loro vuoto infinito

    e tesi a reagire con spietati
    sensi d'umorismo

    alla disperazione che li avvolge

  • 14 giugno alle ore 12:09
    Il Privilegio

     
     
    La notte
    Solo nel buio
    Respiro con Dio
     
    Governo i miei sogni
    E depuro la mia anima
     
    Desumo di tenere
    Il privilegio di un angelo
     
    Devolvo ai meno fortunati
    Quello che il divino mi dà
    In questo mondo crudele.
     
     
     

  • 14 giugno alle ore 8:15
    La via della cultura

    Ovunque tu vada
    troverai un universo in vista.
    La trama del sapere cattura nuovi semi
    fiorisce in arte e scienza
    supera le attese
    vince l’ignoto.
    Il racconto da vergare non avrà fine
    sarà proclama di libertà
    voglia di agire senza timori:
    siamo albe sotterranee
    pronte ad aprirsi al sole,
    armi pacifiche laddove
    qualche potere subdolo
    penserà di aver già vinto.
    I ragazzi dei villaggi
    li abbiamo visti correre
    verso i lampioni delle città lontane
    per studiare a sera
    e non restare poveri
    di cultura.

  • 13 giugno alle ore 21:25
    Noi, tutti figli dell'umiltà

    Parlo

    e brucio nell'anima
    le mille necessità che sento di dire

    a Voi che ci avvicinate per aiuto

    e agendo con la morte addosso
    aspirate a divenir angeli

    e distribuire esche all'eresia

    E non v'accorgete

    ingannevoli e carezzevoli come siete

    della sporcizia dei vostri peccati

    rinchiusi nell'anima certa di dover perire in se stessa

    e regalati all'illusione che ingombra i cuori

    dove vive anch'essa affamata
    un'altra umanità

    Né mostrate i guadagni di questa inutile gloria

    sicura della fine a cui dovrà soggiacere
    con il corpo

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 13 giugno alle ore 13:37
    Diramarsi

    Trama
    che tende trama
    risacca d'aria in cui 
    intrecciare i capelli.
    Sfinge 
    tutta l'oscurità:
    lo sterno
    si adagia lento
    al diaframma.
    Bisbiglia, poco più
    di un cardine eroso
    -poco meno di un'ala
    palpitante.

  • 13 giugno alle ore 13:07
    Divina sei tu, natura bella

    Divina sei tu, natura bella.
     
    Aureo mare di ondulanti spighe,
    fulgente stella, di cui m’indoro,
    mentre io miro le rose screziate
     di voi sento il profumo dell’estate
    e la melodia del fruscio sonoro
    delle reste che fan le danze gighe.
     
    Musica, spettacolo e natura
    ossigenano la mente e il cuore;
    m’ispirano la poesia più pura
    mentre miro il sito incantatore,
     
    che le affilate falci e rutilanti
    presto deporranno al suolo
    a mannelle e poi a gran covoni,
    che a breve equini ansimanti
    dall’aurora al chiù dell’assiolo,
     scalpitanti ed al villano proni,
     
    priveranno le spighe del grano
    e il contadino col favor del vento
    della pula e della fulva paglia.
    Così vien fuor il pane quotidiano
    a fatica e con qualche tormento
    di chi braccio e mente travaglia
     
    per nutrire anche i malviventi.
    Divina sei tu, bella natura,
    sei la migliore banca della terra:
    noi seminiamo con sudati stenti
    e tu poi restituisci a dismisura
    ciò che l’uomo pone sottoterra.
     
    Dal mio libro "Brio e Malinconia" 

  • 12 giugno alle ore 22:29
    Lodi e vergogne dell'interiorità (1981)

    Imbroglione impastato di bugie

    a lanciare sfide spavalde
    su bianchi e nudi fogli

    compagni di pene e tormenti

    e sentimenti e trite parole

    nella convivenza dei giorni
    che invadono l'anima

    stanca di diverse nature

    a recitare le sue lodi
    al di là d'ogni convenienza

    E non mi vergogno
    di dirmi poeta

    o come tu vuoi
    scribacchino dell'anima

    nel godimento d'esprimere
    la miglior coscienza

    a custodirmi nel passato
    e ancor di più nel futuro

    Nell'attesa di vedermi sparire

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 12 giugno alle ore 22:28
    L'invidia

    Alla mia età
    aspersa d'imminente
    e infame vecchiaia
    godo di credito e protezione
    dalle ombre fredde della gelosia
    che avvolte di tristezza s'insinuano
    nei dolci raggi del mio tramonto
    Insidie a aleggiare nell'aria
    e nascondere putridi vezzi
    di uomini e donne
    in guerra con il loro vivere
    Dispetti e maliziose ambizioni
    a gioire in odi e offese
    di volti tirati in maligni sorrisi
    che cercano la pietà
    al crepuscolo delle sere
    e la grazia per concedere
    gli attimi dell'eterno riposo
    a quei loro derelitti simulacri
    .
    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati