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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 27 gennaio alle ore 13:08
    Briciole

    Briciole di un giorno

    che il tramonto raccoglie

    per mescolarne i suoi colori

    per renderli più bui

    finche' non arriva l'alba

    lasciando un nuovo sogno

    a ogni stella

    cercando sempre

    entusiasmandosi

    da qualche parte

    oltre l'arcobaleno

    una pennellata nei ricordi

    parole e immagini

    per sognare

    come i figli

    pronti a scoprire

    il mondo

    entusiasmarsi

    delle briciole

    dei giorni

    e poi sorridere

    per giocare

  • 27 gennaio alle ore 11:16

    Le persone perfette o per meglio dire che credono di essere perfette mi sono sempre rimaste sulle palle. Non sono nessuno, non mi sento nessuno e nemmeno ho interesse nel diventare qualcuno. Amo la mia imperfezione, la mia semplicità e soprattutto la mia umiltà... Quell'umiltà che mi ha sempre permesso di non sedermi da sola sopra a un trono di pregi che mi sono auto regalata. Sinceramente parlando preferisco i miei errori, i miei difetti alla convinzione squallida e superba di "Certa gente"! Scendeteci da quel trono, perchè la vita prima o poi vi fa tornare con i piedi per terra. Scendete quello scalino, che a volte essere meno "Convinti" è anche essere "Migliori". Rallentate la "Convinzione" perchè può arrivare  a fare male... Molto male!

  • 26 gennaio alle ore 23:45
    Mi chiamo Anna Frank

    Conto le lettere

    in assenza di stagioni

    mentre il buio solfeggia le ore

    e le mie mani

    sono spartiti d'epidermide

    alla ricerca di note

    che non vedranno l'alba.

    Bombe e lacrime

    mentre gli occhi s' addensan di preghiere

    nuvole e cenere

    rintocchi di morte

    e un colore acre

    ad incendiar la notte.

    Drappelli di bambini

    in file senza ritorno

    mucchi di stracci anonimi

    manciate di polvere

    in cieli innocenti

    e sguardi muti in cecità di stelle.

    Scrivo la mia storia

    sulle pagine di questo diario

    e firmo la speranza

    con le lettere del mio nome.

    Mi chiamo Anna. Anna Frank.

     

  • 26 gennaio alle ore 21:48
    Chimera

    Son cadute
    poche gocce di gelo
    e la tua anima
    è diventata di marmo

     
     

  • 26 gennaio alle ore 20:13
    appartenenza, circolarità

    a volte abbiamo paura
    e la paura cammina accanto alla sensazione di solitudine
    e nemmeno il sole riesce ad illuminare quel sentiero 

    intorno la notte sembra aspettare in silenzio un nostro passo falso
    e noi che ci affanniamo e cerchiamo un secondo di speranza
    un respiro di innocenza ancora
    e la sensazione di appartenenza,
    di circolarità

    appartenenza, circolarità
    una culla di pace dove dormire ancora
    per un minuto soltanto, per un anno interno o per un millennio
    che tanto è uguale, il tempo è un’illusione
    la nostra vita è tutta qua,
    terra pioggia e vento
    passato presente e futuro
    stazioni di un lungo viaggio
    uno specchio con la nostra immagine riflessa
    appartenenza
    circolarità
    e ritorno a casa
    che così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/04/appartenenza-circolarita.html

  • 26 gennaio alle ore 15:37
    Addentro

    Saprò vedere i miei pensieri,
    passare come nuvole in cielo,
    lontani da me.
    Esaurirò la nostalgia,
    del cielo che non posso avere.
    Senza questo peso,
    le emozioni si espandono dentro,
    e le riconosco.
    Sento vicina la terra sotto la schiena,
    dentro,
    sento l'onda,
    il vulcano,
    il cervo, le radici, gli zoccoli,
    pelle su pelle,
    occhi negli occhi,
    battiti di ali
    e sospiri.

  • 26 gennaio alle ore 15:01
    Luna nuova

    La luna è nuova ,
    ció che semini,
    crescerá bene.

    Il mondo la fuori non mi interessa,
    le corse di
    madri e figlie,
    I padri e il tempo,
    possedere,
    la fame e la sete.

    La vita è con me,
    é questo fremito di tremula terra
    che ho tra la schiena e il petto,
    vento e acqua 
    labili nelle mie mani come candela,
    che bramo, per scaldare,
    che desidero sulle mie labbra,
    pelle su pelle, un palpito io uno tu, 
    una musica.

  • 25 gennaio alle ore 10:58
    Dedica

    Per te che mi tieni
    su questa punta di
    spillo
    danzando, e io che
    stando ferma
    mi pungo.

  • 25 gennaio alle ore 10:44
    La Poesia E' Di Tutti

    I pensieri puri
    Sono chiusi
    Nella cassaforte del tempo
    Fra gli abissi del mare
    E mai nessuno può dire no
    Alla propria fantasia
    Che scaturisce dopo
    Tanti respiri profondi
    Sbocciati ad occhi chiusi
    Dentro la solitudine
    Di una notte quieta
     
    Quando nel buio
    Il respiro si affioca
    E gli occhi smuoiono
    La mente si rasserena
    E partorisce dall' inconscio
    Frasi da elaborare nel conscio
     
    Vibra così una simbiosi
    Tra irrealtà e realtà
    Razionale ed irrazionale
    Che nel quotidiano
    La vivacità dell'anima
    Diviene poesia.
    Pensieri puri …

  • 25 gennaio alle ore 10:42
    L'Amore

     
     
    Il giorno
    La sera
    La notte
    Respiro la speranza
     
    Inebriato  nutro l'amore
    Sazio il mio cuore
    E non solo il mio
    C’è lei.

  • 25 gennaio alle ore 10:39
    La Poesia E' Di Tutti

     
     
    I pensieri puri
    Sono chiusi
    Nella cassaforte del tempo
    Fra gli abissi del mare
    E mai nessuno può dire no
    Alla propria fantasia
    Che scaturisce dopo
    Tanti respiri profondi
    Sbocciati ad occhi chiusi
    Dentro la solitudine
    Di una notte quieta
     
    Quando nel buio
    Il respiro si affioca
    E gli occhi smuoiono
    La mente si rasserena
    E partorisce dall' inconscio
    Frasi da elaborare nel conscio
     
    Vibra così una simbiosi
    Tra irrealtà e realtà
    Razionale ed irrazionale
    Che nel quotidiano
    La vivacità dell'anima
    Diviene poesia.
    Pensieri puri …

  • 24 gennaio alle ore 16:00
    Bimba, 27 Gennaio -Giorno della Memoria-

    Apristi gli occhi
    –acque chiare-
    in uno sfondo cupo di tempesta.
     
    E passò su di te il vento.
     
    (Dal libro “Nel migrar dei giorni” 2000)
     

  • 23 gennaio alle ore 21:52
    Allo specchio

    Occhi velati di lacrime,
    volano lontani ad un tempo che fu,
    quando, incurante di questo mio
    sangue corrotto e del corpo orrendo,
    mi amavi e vita mi dava la tua gioia.
    Ma ormai sei cresciuta,
    ed ora non mi vuoi,
    altro sangue bramano le tue labbra,
    ed altri corpi desideri ingorda.
    Ti accorgesti che non ero come tu volevi e vuoi,
    mi cambiasti non potendomi abbandonare,
    e infine mi lasciasti solo nel silenzio dei miei giorni,
    a chiedermi perché,
    perché mi odi,
    me?

  • 23 gennaio alle ore 21:51
    Preghiera

    Alla sera torno a te, antica e
    giovane amica, torno al tuo amore,
    al tuo silente abbraccio di notte.
    Tu che sei amica e amante
    con mille occhi di stelle e quattro volti
    di lune, che ami con sogni sempre nuovi,
    tu che sei giaciglio e riposo, patria
    degli amanti, dei poeti e dei sognatori,
    che si abbeverano a te, unica fonte.
    Tu che sei datrice di pace e di consiglio,
    antico oceano di silenzio sacro e caro,
    donami ancora una volta la forza di amare.

  • 23 gennaio alle ore 19:56
    "In quiete"

     Dove s’incamera tutta l’aria sospesa che hai mescolato a mari e trasfigurazione,
     come si chiama il vicolo che incorona il tuo passo,
     dove hai collocato il gelo che fa il tuo nome dopo averlo pronunziato
     e in che lingua hai tradotto il canto del cuore che non ascolti più.
     Se per favore puoi, attingi dal tuo ricordo, non reprimere la rivolta dei tuoi pensieri
     e immedesima le parole nello spirito.
     Sarà come vivere, il vivere vero, quello che ti limiti a desiderare.
     

  • 22 gennaio alle ore 23:48

    Non c'è niente di totalmente sbagliato nella vita, nemmeno il dolore, la delusione o gli errori. Ogni sbaglio ci porta a capire che cosa vogliamo o non vogliamo veramente. Ci aiuta a capire che non siamo perfetti nemmeno noi, anche se a volte tentiamo di sembrarlo e ci aiuta ad essere meno frettolosi. Il dolore non uccide, ma fortifica dice... Io credo che il dolore principalmente ci cambi, ci faccia diventare più forti in apparenza, ma molto più fragili e vulnerabili dentro. Il dolore fa in modo che diventiamo meno "Stupidi" a volte e meno creduloni, ma esso fa solo in modo che cambiamo la facciata di noi stessi... Ma dentro, dentro in fondo non si cambia... Anzi abbiamo più paura di prima, perchè ora cosa sia il dolore lo sappiamo bene. La delusione non è la fine della vita, non è il cessare un cammino, ma solo la "Fine" di una parte di esso. Una fine che andrà ad aprirne uno nuovo, magari migliore. La vita ferisce, ma se non fosse importante non avremmo quel maledetto istinto di rialzarci sempre e di riprovare. La felicità è qualcosa che spesso rincorriamo tutta la vita, ma poi alla fine del suo percorso ci renderemo conto che ciò che ricorderemo saranno quei momenti di completa serenità, vissuti nella semplicità e vicino alle persone che abbiamo amato. La vera felicità è l'insieme di quei momenti, alternati da qualche caduta e qualche lacrima... Perchè senza esse il sereno non si apprezza e non si gode. Per questo oggi mi guardo dietro e penso che tutto ciò che posso aver perso per strada è stato un bene averlo perso, esso ha fatto in modo che io voltassi lo sguardo verso altre strade. Penso che le mie lacrime i miei dolori per quegli amori che non mi hanno capito, apprezzato e corrisposto siano state giuste... In fondo è grazie a loro se oggi sto vicino a chi davvero mi merita. Penso che tutte quelle delusioni per le prese in giro subite, le offese ricevute, le critiche di basso livello e l'invidia portata dal disprezzo, mi hanno solo aiutata a capire che c'è una parte di mondo da cui dovrai difenderti sempre e una parte di esso a cui dovrai sempre andare incontro per proteggerlo.

  • 22 gennaio alle ore 20:21
    SETTIMO MESE

    Chiedo in giro
    se Madonna
    avesse partorito
    anticipando il bene.
    "Si è presa il suo tempo
    cercando animali silenziosi!"
    mi dissero.
    Le donne dell'Eden
    erano tutte gestanti
    impazienti
    per poi fuggire via
    lasciando il feto adulto
    tra le mani degli squallidi.
    Settimo mese
    d'attesa...
    dentro acque vergini,
    attaccato ad uno stelo di ghiaccio
    su sottili rami spogli.
    Freddo e confusione 
    che penetravano
    fino a budella senza sapori.
    Il gravido tempo
    continua percorsi
    verso di me
    ed attendo senza peluria
    la luce della neve.
    Ecco...
    poco tempo ancora
    per la crescita della montagna
    senza rinascere ancora.
    Ecco...
    lo sapevo, prima ancora del momento,
    che avrei toccato sete e velluti
    in mezzo a cammelli che sbavano
    e giumente che partoriscono.
    Ancora poco...
    dentro placenta
    e globo fuori che mi vuole
    ...ancora.
    Visione perfetta
    nel freddo sterile
    della campagna Reatina.
    Donna con lunghi capelli
    che ondeggiano a toccare culo
    allontanando sporche impronte
    che non hanno saputo aspettare
    ed occhi che abbagliano nel buio.
    Capelli a coprire la mia nudità
    e scaldare il cuore.
    Occhi a schiarire il visivo
    e guardare il vero fiore.
    Ecco...
    sapevo che ogni petalo che cade
    porta con se il suo colore
    magenta, porpora, rosso sangue
    ed ogni petalo che si apre
    offre sempre le sue grazie.
    Valgo quello che sono
    prima dell'orgasmo di mio padre,
    prima di essere figlio di Dio.
    Inizio il settimo mese
    e comincio a scalciare
    sentendo già la primavera.

    francescoruffinorossi(C)

  • 22 gennaio alle ore 17:41
    La Guerra

     
     
     
    Ricomincia la favola
    Gli angeli cantano
    Suonano
    Fischiano
    Ascoltano
     
    I cuori di pietra
    Dai pensieri vuoti
    Decidono
    Agiscono
    Rovinosi
    Distruttivi
     
    Soffia
    Infuria
    Il vento gelido
    Della guerra
    Che strappa la luce
    Dei giorni abituali
     
    Confidavo
    Che gli errori della storia
    Dessero agli eletti
    Il ruolo di figli del creato.

  • 22 gennaio alle ore 12:09
    il prezzo

    il servizio è a pagamento 
    se ti esponi paghi il prezzo
    se ti nascondi paghi lo stesso
    se non ti importa nulla allora
    corri fuori adesso
    scappa!
    perché il servizio è a pagamento
    lo è sempre stato 

    e tu come hai potuto?
    come hai potuto credere che l’accesso virtuale al passato al presente e al futuro fosse gratuito?
    come hai potuto credere?

    il servizio è a pagamento 
    il prezzo era nascosto sì è vero,
    a tua discolpa lo potrai accennare 
    di fronte alla Commissione d’Inquisizione
    ma se tu vuoi un vero e diretto contatto fisico
    allora scendi in strada! 
    se vuoi un amico sincero
    se vuoi una stretta di mano e una pacca sulla spalla
    se  vuoi amore, vero
    allora cerca altrove
    cerca altrove!

    il servizio è a pagamento 
    lo è sempre stato
    questa è una registrazione
    e tu stai parlando con una macchina
    e allora
    perché recrimini?
    cosa lamenti cosa piangi?
    se vuoi calore umano 
    cerca altrove

    fine della conversazione
    il tuo credito è scaduto
    striscia la carta 
    se vuoi rinnovare la tua sottoscrizione
    in comode e flessibili rate mensili

    questa
    è 
    la
    fine...

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/06/il-prezzo.html

  • 22 gennaio alle ore 10:47
    Nel Mio Tempo

     
     
     
    Il rumore del silenzio
    Mi lascia alle spalle
    Tante stelle smorte
     
    Ritrovo nel futuro
    Destini brillanti
    Esploro il vivere
     
    Nei suoi segreti
    Ritrovo embrioni
    Di latente verità.
     

     

  • 22 gennaio alle ore 10:14
    Come Una Favola

     
    Bagnerò i miei piedi
    Nel ruscello a valle
     
    Sotto una nuvola
    Di petali colorati
     
    Danzeranno sul mio corpo
    E sulle penitenze dei cuori
     
    Il calore del sole vestirà
    I miei pensieri spogliati
     
    I desideri voleranno alto
    In nuovi spazi universali
     
    Per ridare a tutto il creato
    Pezzi di sogni desiderati…
     
    Le miei creature celesti
    Non saranno vagabonde
     
    Ma candide e prodighe
    Spazzeranno ogni ombra
     
    E tu sarai il mio angelo custode
    Con profumi di spezie orientali.

  • 21 gennaio alle ore 18:06
    Il senzatetto

    Errabondo vagavo per le vie,
    come campana stordita
    dai colpi del batacchio.

    I miei non erano invitanti rintocchi di festa,
    ma scomodi scampanii di morte.

    I passanti che incrociavo per la via
    mi attraversavano come fossi aria,
    ma aria putrida, malata,
    quasi un castigo di Dio.

    Dell’anima, dei sentimenti miei
    a nessuno importava.
    Nessuno avrebbe udito la mia storia.

    Finché un giorno,
    freddo come pochi,
    un uomo, spinto dal figlio,
    una coperta mi porse,
    e lì capii che c’era ancora
    qualcosa al mondo
    per cui la vita
    doveva essere vissuta.

    Non è retorica se dico
    che quel gesto
    mi scaldò più di una bevanda calda.

    Qualcuno si era accorto
    del “fantasma”
    in una terra
    fatta di potenti e di aguzzini,
    ma anche martiri e santi.

    Con un po’ di carta e una penna,
    un impegno presi con me stesso:
    annotar le buone azioni
    a me rivolte per provare che
    l’umanità non era morta.

    Ma un giorno, ahimè, ascesi al cielo,
    e mi fu chiesto di mostrare
    il mio taccuino improvvisato.
    Il numero segnato
    era assai basso
    e ammettere dovetti la sconfitta:
    più alta era la cifra dei buoni
    che all’altro mondo stavano,
    quello più in alto,
    quello che ora mi ospitava.

    I poveri di tasca, ma non di spirito,
    avevano perso la partita
    sulla terra.

    Gli altri, invece,
    avevano trionfato,
    e tronfi si godevan la vittoria
    mentre, tra motteggi e bagordi,
    si ubriacavano al calice della vita.

     

  • 20 gennaio alle ore 23:35
    Dell'anima

    Ma si può toccare?

    Ti può mancare?

    Può sfiorire?

    Appassire?

    Lentamente

    Finire?

    Ma si può sfiorare?

    Magari con un dito

    Come un sogno finito

    Improvvisamente obliato

    Dimenticato?

    Ma si può toccare?

    Ti può mancare?

  • 20 gennaio alle ore 22:15
    Sei il mio fiore più bello

    Con gli occhi
    a esprimere caldi desideri

    stimoliamo la fantasia

    per esaltare il fascino
    di seducenti incantesimi

    piacevoli pretesti

    opportunità rubate
    alla creatività dei sentimenti
     
    a farle divenire delizie carnali
    negli intervalli peccaminosi della vita
    dedicati all'amore 

    E apprezzare il silenzio
    e l'acuto frastuono di quelle emozioni

    passioni a convergere e contribuire
    all'unicità della nostra unione

    nei cui riverberi

    si specchiano riccamente le nostre Essenze
    affaccendate a darsi lezioni d'amore

    a condividere l'orgoglio
    e la libertà delle nostre anime

    nella volontà di non screpolare 
    i nostri ardori invecchiando 
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 gennaio alle ore 22:15
    Impietoso destino

    Nel cammino sempre più arduo
    e con la strada ancora in salita

    vivo circondato dai ricordi

    nell'alternarsi delle emotività e tristezze

    rappresentazioni dell'inconscio irresponsabile
     
    simboli di ascese al vuoto celeste 
    e al nulla che rappresenta il Cielo

    E mi piango addosso
    tra liti e denigrazioni dell'Essere

    a districarmi nel groviglio delle malvagità
     
    cibo primordiale della miseria umana

    infima grandezza che alberga
    nel cuore degli uomini

    vuoto di sentimenti

    E vorrei fermare il tempo

    e raccontare con i versi
    gli attimi che fuggono

    nella consolazione tremenda
    di amare la vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati