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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 29 aprile alle ore 14:35
    Cercarsi
    Afferro ricordi
    di giochi  svagati
    nel vento d'estate.
  • 29 aprile alle ore 14:33
    Smarrirsi
    Dove si sono impigliati
    i soli e le lune
    di ore mai trattenute?
    Mentre  la vita
    mi viveva addosso
    e determinava il passo,
    io mi smarrivo
    cercando risposte.
  • 29 aprile alle ore 14:32
    Figlio
    Quale tenerezza e spasimo melanconico
    mi assalgono
    ogni qualvolta ti vedo ripartire,
    figlio.
  • 29 aprile alle ore 14:31
    Esserci
    Vorrei esserti accanto
    quando l'insicurezza  e la paura
    ti tolgono il respiro.
    Vorrei tenerti la mano
    violacea e tumefatta,
    figlia mai nata in te.
    Vorrei accogliere le tue pene
    perché tu possa addormentarti
    in una culla antica di bambina
  • 29 aprile alle ore 14:30
    Decisione
    Devo fermare il cammino ora lo so
    non basta no, rallentare il passo.
    Devo sciogliere quel nodo sinuoso
    che tenace, costringe e possiede.

    Un gesto banale  infine serve:
    fermarsi, chinarsi, levar il sasso.
    Decisione ormai presa dunque,
    via la scarpa e libero il piede.
  • 29 aprile alle ore 14:16
    Ho paura
    Il sonno ha rapito l'incanto
    di teneri abbracci di bimba
    cercati a dissolver paure
    delle ombre che il buio produce.
    Più lieve il respiro diventa
    che a sogni leggeri s'appresta
    di canti con rime inventate,
    di giochi lasciati a metà. 
  • 29 aprile alle ore 14:15
    Capolinea
    Ho fatto brillare la mina,
    con lei, la corazza è saltata;
    Divelto pensieri ossequiosi
    scolpiti  già in  rughe profonde,
    m'appresto a fuggire dal certo
    che blocca il respiro soave.
    Più lieve nel volo ritrovo
    freschezze d'un tempo vitale;
    Colori  e profumi assaporo
    e di bianchi coi neri smarriti,
    dentro grigi fumosi ed uguali.

    Clandestino il presente riafferro
    e la donna bambina rinasce
    nel ricordo di picchi furiosi
    troppo a lungo lasciati dormienti.
    Un cestino di paglia  ed  ancora
    un grembiule a quadretti, rivedo,
    dissepolto il passato riappare
    è  da  lì che potrò ripartire.
  • 29 aprile alle ore 13:53
    Galassia Amore
    Mentre una collisione interstellare è in divenire
    le nostre strade parallele si sono incontrate
    i cuori fusi assieme, non può finire
    esplosioni cosmiche e stelle ormai nate.

    Pulviscoli gassosi annebbiano i futuri
    che prima o poi si dirandan da soli
    confida in me, i tempi son maturi
    la primavera è tutta pronta con i suoi boccioli.

    Uno spiraglio squarcia l'Universo
    da cui tutto nasce e tutto more.
    Sembra, ma non è tutto perso
    fidati, quest'inquietudine chiamasi Amore.

    © Enrico De Santis
  • 29 aprile alle ore 12:54
    Cinque Cento Sedici
    L'altitudine è dispari: dal mare salgono cifre
    indivisibili a targare il nido in cui è il mio circolo.
    Ho apparecchiature di riproduzione inutilmente
    oleate, un limo arancia e blu a fecondare il marmo,
    semi a capofitto urtano le ossa rimbalzando,
    gittata seria e senza frutto. Corde di nubi
    disegnano corredi per la sera  che rannuvola
    e nelle culle quelli che erano lombrichi,
    hanno le reni già corpute e pance arzille,
    vulcani di pappe in flautulenza, ocarine
    rivoltate all'occasione per stuzzicare
    il sonno; i piedi riottosi alle suole,
    scalciano proiettili di feltro e le coperte
    mummificano lo spauracchio dei malanni,
    poi scivolano con il passo delle maree.
    A volte credo di essere dispensata da
    questi accadimenti: dai manifesti
    dei compleanni, dai gigli tesi
    in Comunione, colletti ed amido su
    un altro Maggio, dagli allestimenti
    azzurri e dalla rosea metereologia.
    A volte mi avverto ferma come la risulta
    accomodata fuori dai cantieri:
    miscellanea di cose acciuffate fino
    al fondo, e scariche, svernate dal focolaio
    dell'uso eppure cosi intonse da fare
    commozione. Una parata di aggeggi
    con finalità molteplici tenuti
    sapientemente in caldo  per restare ghiaccio.
  • 29 aprile alle ore 0:03
    Vita di un pittore
    Bosco di pioppi
    Su un ramo
    Uccellino riposa
    Cielo azzurro
    Immagini in armonia
    Su quella tela
    Vita di un pittore
  • 29 aprile alle ore 0:02
    (senza titolo)
    Pensare
    Che non sei più qua
    Qua con me
    Ad allietare i miei pensieri
    Il mio tempo, la mia vita
    Pensare
    A quello che ho passato
    Insieme a te
    Quando, x mano
    Ti baciavo
    E toccando i tuoi capelli
    Mi perdevo nei tuoi pensieri
    Pensare
    Ai giorni che verranno
    E saranno giorni tristi
    Senza il tuo sguardo
    Che mi ha fatto
    Innamorare di te
    Leggendo le tua lettera
    Scritta con parole
    Dolci e tonde
    Come il tuo viso
    Pensare
    A quei momenti
    Che potrei passare
    Adesso con te
    E invece
    Sono solo immagini
    Che la mia mente realizza
    E a cui penso
    Tutti i giorni

    Sarebbe bello
    Poter tornare indietro
    A quei giorni
    Passati con te
    E portarti via
    E iniziare una nuova vita
    Insieme, solo io e te
    E piano piano
    Creare una famiglia
    Fatta di noi
    E del nostro amore
  • 29 aprile alle ore 0:01
    Mattino
    Il calore delle coperte
    Il morbido cuscino
    L’odore di caffè caldo
    E di una brioche
    Il pane viene sfornato
    Il suo odore si sparge
    Per le strade
    Strade di negozi
    Che piano piano riaprono
    Sentire un gallo
    Gallo che canta
    “è tornata la vita”.
  • 28 aprile alle ore 23:59
    La mia realtà
    Soffice, leggero vento
    Voce di pioppi
    Il sole si nasconde
    Dietro ai rami di un vigneto
    Piccole sagome bianche
    Guidate da pastori
    Passano
    Per gli argini
    Del grande fiume
    Nella tranquillità
    Di un bosco
    Pittori che dipingono
    La loro realtà
    La mia realtà
  • 28 aprile alle ore 23:58
    Natale
    Tra il gelo e la brina
    Strade ghiacciate
    I lumi delle case
    Scaldate dalla bontà
    Vie illuminate
    Dalla luce del cuore
    Dall’amore
    Dalla gioia del natale
  • 28 aprile alle ore 23:57
    Profumi
    Un ruscello
    I pesci, il piccolo ponte
    Sentire l’acqua che scorre
    Un bosco più in la
    Germogli, uccellini
    Sentire la loro voce
    Campi colorati all’orizzonte
    Sentire dolci profumi
    Profumi di fiori
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