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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 novembre 2014 alle ore 9:47
    Il tempo gocciola poco a poco. AMARCORD

     
    E stai lì 
    volgare puttana
    con l'aspetto di tenera madonna
    stretta la sottana
    seduta su una panca 
    le cosce aperte
    una mano sul pube
    Tutti conoscono la via.
    Gli uomini ti penetrano la carne 
    ti attraversano il corpo
    Nessuno ha voglia di raggiungerti l'anima

    Sono io poeta della tua rossa bocca
    pittore della tua natura pagata
    rapito dalla rotondità del pomposo culo
    come giocoliere infante 
    mi appenderò ai tuoi grossi seni

    Il tempo gocciola poco a poco

    Carezze di vetro 
    ha conosciuto la tua fresca pelle
    sorrisi cuciti e bavosi baci 
    sulla bocca di pesca
    Suonerò per te 
    il violino 
    un'ultima volta
    Strideranno le sue note e cadranno
    scivolandoti lungo le natiche, 
    sbattute 
    su un marciapiede di provincia 

  • 14 novembre 2014 alle ore 9:32
    Tre metri in avanti

    E poi mi son spogliato.
    Vestaglia di seta
    e pantofole cammello.
    "Ma io chi sono?"
    Apostrofando sul più bello.

    Vedo foglie cadere,
    nubi svanire
    e neve pippare.
    Germoglio insulso ma onesto
    del mondo piccolo
    in cui mi son perso.

    E sempre pippe di coscienza
    pronte a farti star male.
    Io mi appello a Don Chisciotte.
    Don Chisciotte non era un fesso!

    Pronto a combattere battaglie
    imbecilli e disarmanti,
    con la gioia e lo spirito
    di una vita vissuta
    tre metri in avanti.

    Solo ora mi accorgo
    di aver scritto questo testo,
    sul retro di una prescrizione
    medica.

    Al diavolo il dottore!
    La poesia è la mia cura:
    è la vita che tinge la mia dolce visione.

  • 14 novembre 2014 alle ore 9:08
    La Mia Stella

     
     
    Lungo il sentiero della vita
    Scruto il cielo per vedere Dio
     
    Scorgo un cielo chiaro
    Scruto un cielo oscuro
     
    Esploro cento, mille stelle
    Eppure non scopro la mia
     
    Forse non è mai spuntata
    Oppure l’avrò sognata
     
    Forse è sola immaginazione
    Che si alimenta nel mio cuore
     
    Rialzo gli occhi al cielo
    Aspetto un altro buio!
     

  • 14 novembre 2014 alle ore 8:48
    Apatia

    "E venne mia madre a baciarci
    tornò per tre volte
    l'ultima, era vestita solo di una sottoveste
    ci baciò come una folle
    sapeva che non ci avrebbe più rivisti".

    La violenza e la pestilenza
    erano scritte sui libri
    "per gli altri "

    Noi per sopravvivere 
    ci nutrivamo di cani e topi
    la schiavitù diventava il nostro abito
    la ferocia l'unico scenario
    L'ignominia dell'uomo
    ci correva sulla pelle
    ci trafiggeva gli occhi

    Sulla bocca di tutti per un po'
    il tempo di far notizia,
    nel cuore di nessuno per amnesia.

    Tu lo chiami oblio
    io, del mondo, lo chiamo distacco
    o meglio
    la chiamo apatia

  • 13 novembre 2014 alle ore 20:47
    Le migliori risposte

    Assumersi le responsabilità
    delle proprie azioni

    lasciando agli altri
    quelle delle loro

    Urli psicologici

    repentini cambiamenti

    a esaltare l'accettazione libera
    di finti pregiudizi

    per non cercare le cause dei fallimenti

    nei segni di presunta stima 
    che illuminano il lato oscuro delle sensibilità 

    desiderando di regalarsi
    sogni e scelte suggestive

    assaporando le diversità
    che da il mondo visto dal basso

    e  rimediare così
    le migliori risposte ai propri bisogni
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 13 novembre 2014 alle ore 19:12
    Stella Di Mare

     
     
     
     
    Fra strani silenzi
    Il vento del Sud
    Il canto degli uccelli
    E il magico arcobaleno 

    Morbido fiore della natura
    In una splendente serata
    Di un’estate rovente
    Spargi nell’aria aroma di sale 
     
    Stella di mare…
    Che brilli dentro di me
    Non ti conoscevo
    Eppure mi mancavi. 
     

     

  • 13 novembre 2014 alle ore 15:42
    Autunno italiano

    Foglie morte 
    Vittime in autunno.

    Figli senza futuro
    La mano uccise
    In ogni stagione

    Rivendicando sempre 
    La sua ira

  • 13 novembre 2014 alle ore 14:39
    Città nel lago

    Ho bisogno della città nel lago,
    incontrata per caso,
    per salpare dal mondo e
    sentire con gli occhi e le braccia aperte
    la grandezza
    del cielo aperto, di notte,
    come i naviganti della terra;
    per assaporare,
    come una lacrima scesa alle labbra,
    la luce grigio marrone,
    che profuma di funghi,
    la luce di Autunno che ora,
    da vagabondo e a pieni polmoni
    mi da allegria.
    Per essere esattamemte in alto,
    al fianco della voglia che gli uomini hanno di volare,
    ho fatto le scale una ad una,
    tra un dubbio e l'altro,
    tra un amico e una amore,
    tra lasciare e prendere,
    tra perdermi lontano o vicino,
    tra abbandonarmi poco o molto
    tra mia madre e mio padre
    che mi hanno partorito una volta ancora.
    Voglio la citta nel lago per andare e tornare.

  • 13 novembre 2014 alle ore 13:40
    Trastevere 30/10/14

    Come sto al mondo.
    Preferisco seguire l'intutito,
    che prende insieme strade e direzioni giuste,
    ne fa un fascio e lo butta al fiume.
    Sto con il mio intuito
    che si accende e si spegne
    e quando va,
    mi lascia
    con la luna da una parte
    e il tevere dall'altra.
    Quando si spegne,
    mi mette tra la gente con solo l'istinto,
    sicché mi perdo, ed incontro per fortuna,
    i posti che non ero pronto a vedere
    e mi reclutano nuove forze,
    sempre.
    Così sto al mondo,
    con la luna e il fiume,
    metto un sentiero,
    tra me e la donna che amo e l'uomo.
    Seguo un suono o un odore e mi piace.
    Seguo strade che siano corde di violoncello,
    e la sola direzione giusta è quella del baccalà fritto.
    Ma dopo tutto questo, che ne so se ci lascio il cuore.
    Lo puoi fare, certo!
    Lasciare il cuore e poi tornare a prenderlo,
    lo posso fare perchè so dove l'ho messo,
    e così sia!

  • 13 novembre 2014 alle ore 13:27
    Bologna

    Bella Bologna
    che stenta a svegliarsi
    di Domenica mattina.
    Belli i suoi cuori di luci soffuse
    e le piazze nebbiose.
    Bello il suo mille colori
    alla fontana del mondo,
    dove i bambini corrono a bere
    con le manine giunte a conchiglia.
    Belli i mercati dove si vende il passato,
    e i bar dove si brinda al futuro,
    bella la sua chioma
    nera
    sulle spalle,
    la bella arte,
    in un obiettivo di portogallo
    in cui la bella vive il momento.

  • 13 novembre 2014 alle ore 12:53
    Embolia

    Rotta la triade,
    nell'immobilità,
    il sangue mi si è coagulato nelle vene.
    Si è coagulata la mia vita,
    ciò che ero ed intendevo essere,
    i pensieri, l'amore e gli altri spiriti magri,
    e mi hanno tolto l'aria,
    mi hanno fatto torcere e sputare il mio sangue;
    fin quando vuoto e nudo ho atteso.

  • 13 novembre 2014 alle ore 10:37
    Profumo Di Bosco

     
    Chiuso nel mio silenzio
    Annuso gli odori usuali
    Desideroso e senza freni
    Per scappare dalla notte
     
    Fuggo dall’aria respirata
    Nel profumo del chiarore
    Alla ricerca dell’amore
    E di quello che non c’è
     
    È una vita senza tempo
    È una vita senza spazio
    Senza quel noioso tic tac
    Udito giorno dopo giorno
     
    Per vivere nel tuo bosco
    Nelle mie notti silenziose
    Sullo scenario del silenzio
    Con desideri lieti ricordi.
     

  • 13 novembre 2014 alle ore 3:25
    Lieve soffio

    Svesti le ombre
    e appendile alle grucce
    chiudendole dentro 
    alla notte che scende.
    Saranno in simbiosi
    l'aria e le mie labbra,
    un soffio lieve, 
    intimo
    ad abbassarti le spalline.
    Voltati adesso. 
    Non ho paura di perdermi.
    se anche nessuna bussola
    mi farà tornare indietro
    dai tuoi occhi.
    Mi guiderai a tentoni sui tuoi fianchi
    e sarò fiore nel tuo grembo.
    Amami.

  • 12 novembre 2014 alle ore 17:38

     

  • 12 novembre 2014 alle ore 17:38
    Valori Perduti

     
    Verdi colline degradate dall’ uomo
    Fiumi lambiti da schiume inquinate
    Alberi pallidi che bramano l’azzurro
     
    Vapori maleodoranti nei nostri respiri
    Vegetazioni, oliveti, frutteti agognanti
    Desiderano l’armonia tra cielo e terra.
     
    Eterna ricerca di un tenero abbraccio
    Per sfuggire all’innato egoismo umano
    Che reclama profitti ignorando valori.
     

  • 12 novembre 2014 alle ore 14:19
    Del caffé

    Del caffè mi ricordo
    quando ero troppo piccolo
    per avere caldo o freddo a casa con mia madre,
    mi ricordo 
    l'aula della quinta elementare in Ottobre,
    in cui era sempre primavera,
    i piccoli bicchieri con il rossetto della maestra;
    l'odore caldo
    dal fornello elettrico
    diceva che era momento di gioco,
    di grandi avventure immaginarie,
    Angelo o Roberto ,
    cavalieri con scudi di cartone.
    Del caffè mi ricordo 
    la mia casa al sesto piano,
    dove il caffè con Elena 
    l'ho preso anche per gioco,
    porto di mare, casa di tutti.
    La Croce,
    la montagna mia e di Lorenzo,
    mi ricordo che non si dorme,
    per stare insieme,
    che era momento di parlare,
    di grandi avventure interiori,
    io e pubert uomini coi pantaloni corti.
    Del caffè ho in mente la Toscana,
    vino e caffè,
    su una collina d'autunno e d'oro nel bicchiere.
    Mi viene in mente la notte di ferragosto,
    di profonde esplorazioni, 
    del mondo che ci palpita dentro,
    e mi viene in mente quanto cuore avevo, quanto cuore ho.
    Per molti amici, un caffè.

  • 11 novembre 2014 alle ore 21:57
    Istante

    Evocare la luce,
    accarezzarle i rami
    che fremono
    e ondeggiano
    su nocche livide
    di luna.
    Interrogarmi sui passi del vuoto
    sull'assenza degli dei,
    tradurre la volontà
    dei cercatori d'oro. 
    Fin dove possiamo spingerci?
    Un istante.
    Patire l'umile giaciglio,
    impilare sorrisi
    giorni,
    e consegnarli al vento.
    Richiamare il domani
    asciugargli lacrime
    che cadono
    e dissetano
    acque orfane
    di luna.
    Un istante.

  • 11 novembre 2014 alle ore 20:41
    Palingenesi

    Dimenticare il tempo

    e con esso i sogni di normalità 

    nel continuo allontanarsi e avvicinarsi
    cercarsi e ritrovarsi

    E lasciare che le tensioni si sciolgano

    nella ferma volontà delle emozioni
    di rientrare nella vita 

    a inventare attimi d'eternità

    imponendoci di sorridere anche
    con il cuore grondante di lacrime

    Riscoprire le tenerezze

    nel piacere di donarci l'un l'altro
    ciò che la vita ci ha regalato
     
    e escogitare nuovi stimoli
    e travolgenti fantasie

    a consumarci di brividi

    tra i guizzi degli istanti luminosi 
    saettanti tra le ombre grigie dell'esistenza
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 11 novembre 2014 alle ore 17:23
    Vivere O Morire

     
     
     
    L'alba sorge
    Come un fulmine
    A ciel sereno
    Ed io avverto la paura
    Di rompere il silenzio
     
    Vivere o Morire!
     
    Il fiume in piena
    In seno alla notte
    È un inferno perpetuo
    Come la giovinezza.
     
    E così
    Al sole lento
    Del tramonto
    Lei aveva
    Un cappello nero
    Il vestito rosso
    Due occhi mori
    Sul viso bruno
    Si chiamava
    Regina
    Ed io la baciai.
     

     

  • 11 novembre 2014 alle ore 14:43
    Un verde germoglio.

    Un verde germoglio,
    né un fiore 
    né un quadrifoglio.
    Un verde germoglio,
    nato nel duro cemento,
    che non spicca
    né attira lo sguardo.
    Un verde germoglio,
    la cui forza è stata 
    sufficiente a rompere
    questa dura lastra,
    senza dare nell'occhio.
    E attende, attende,
    attende ancora
    una botanica
    dell'animo a render
    merito del suo successo.
    Non la bambina
    in cerca di rose.

  • 10 novembre 2014 alle ore 23:23
    " Lume discreto"

    Quasi pudica la luna
    in lontananza s' affaccia
    mentre i sogni
    degli amanti vagano
    nel cielo pur privo di stelle
    al suono vibrante
    del violino di notte
    Lume discreto del cosmo
    germe di poetiche follie

  • 10 novembre 2014 alle ore 19:20

    Sai amore mio?

    Un giorno mi domandai perché ogni cosa bella che dal cielo scendeva non bussasse mai alla mia porta. E mentre lo domandavo a me stessa e non trovavo risposta, provavo a domandarlo anche agli altri...Essi mi dicevano sempre che non era il momento, che prima o poi avrei avuto quello che meritavo. Era strana la sensazione che provavo in quelle risposte... Una rabbia che mi riempiva gli occhi di lacrime. Non era possibile che niente accadesse per me, che nessuno vedesse in me qualcosa di più di ciò che ero "Apparentemente" davanti agli occhi del mondo.

    Sai Clà? 
    Mentre tra amici veri e piccole soddisfazioni continuavo a tenere duro e a procedere nel mio cammino in realtà dentro me si spegneva il meglio... Muoriva la dolcezza e la voglia di tornare a scoprire quanto fosse bello l'amore, amare ed essere amati.Ma malgrado questo non ho mollato, ho solo nascosto delle parti di me stessa, in un angolo segreto di me. Un angolo talmente fondo e nascosto che anch'io non sarei stata in grado di riportare alla luce quello che ci avevo messo dentro. 

    Ho pianto, a volte anche intere notti e ho sorriso a volte solo per dovere. Ho lottato contro chi ha provato a mettermi in un angolo e non ho mai dato spazio a chi mi dimostrava solo superficialità. Sono poche le persone che conoscono Silvia per quello che veramente è....

    Poi arrivi tu... Una richiesta di amicizia tra le tante che ricevo dai "FAN" . Dai fan di una pagina che tu mi confessi poi seguire assiduamente da un anno, domandandoti chi "cavolo" fosse questa Silvia Nelli! E mentre oscuravo nella HOME tutti i fan aggiunti, per continuare a seguire gli amici veri e reali, quando arrivai a TE non so perchè ti lasciai vsibile... E' cominciata così... In questo modo semplice e banale. A questa "Amicizia" sono seguiti commenti e messaggi che ci hanno portato nel giro di una settimana a conoscerti. Ancora ricordo l'emozione nell'aprire quel messaggio che diceva:"IO DEVO VEDERTI"! E così fu....

    Amore..
    So che non posso cancellare un passato, ne il dolore e le ferite. Io non sono la "Gomma" giusta, ne posso essere la sostituzione di qualcosa o di qualcuno... Ma sai perchè mi sono innamorata di te?
    Mi sono innamorata di te, proprio perchè non mi hai mai fatto sentire un rimpiazzo, una sostituzione, ma mi hai sempre fatta sentire SILVIA... E come SILVIA mi stavi amando. 
    Perchè hai saputo tu andare a cercare dentro me quelle cose che avevo nascosto e messo via... E senza nemmeno che io me ne accorgessi, senza sentire alcun dolore eccole tornare a piccole dosi... Attraverso gesti e parole che avevo dimenticato. Tu che ti sorprendi di quanto sei amato non rendendoti conto invece di quanto tu sia CAPACE di amare. Tu che non hai nulla di diverso dagli altri in apparenza, ma non ti accorgi di quanto in PIU' tu abbia dentro. 

    Sai Clà...
    Potrei parlare ore di te, convinta che troverei sempre qualcosa da dire, ma sarebbe inutile... Amo parlare con te come facciamo spesso, anche stando in silenzio uno di fronte all'altro, guardandoci e sfiorandoci le mani. E come dici tu: "Facciamo l'amore anche senza spogliarci"... Non so se si può desiderare di più da una relazione, da un rapporto... Non credo... So che io con te credo di avere trovato tutto ciò che cercavo e anche qualcosa di più.

    Mi fa stare male a volte pensarti solo, a casa e nn poterti dire:"Vieni amore abbracciami"! Mi fa tristezza pensare a quei maledetti 5 giorni a settimana che ci separano, ma so anche che sorridi, come sorrido io ... Perchè dietro tutti i casini, i problemi e i pensieri NOI CI SIAMO !

    Ti Amo Clà ....

    Silvia

  • 10 novembre 2014 alle ore 18:12
    Una Rosa

     
     
    In me tutta l'arte
    Di coltivare l'amore
    Per una Donna Immacolata
     
    La paura di conoscerla
    Mi assale dentro
    Il panico mi divora l'anima
     
    Cerco il mio spazio
    E non lo trovo
    Devo consegnarle una rosa
     
    Esiste?
     
    Non la trovo
    La troverò
    La rosa è sua
     
    La cicala
    Canta e sogna
    Ed io pure.
     

  • 10 novembre 2014 alle ore 17:15
    Haiku

    Scende la nebbia
    gli occhi colmi di grigio
    Novembre è triste

  • 10 novembre 2014 alle ore 13:59
    Come un gatto.

    Come un gatto,
    che ad occhi chiusi
    gode delle carezze
    e manifesta 
    il suo piacere
    con enfatiche mosse,
    cosi' mi sento io al tocco
    del tuo luminoso sguardo.