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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 16 giugno alle ore 22:00
    Ambigui confini

    In quella sorta di bisogno

    che impone di relazionarmi
    con la mia identità

    do rifugio e senso di sicurezza

    conferendogli sublime valenza

    all'incontro tra la mia anima e il cielo

    E mettere carattere e fascino
    nel riflettere sugli scopi della vita

    promuoverne la bellezza
    e concepirne la ricchezza

    nel vivere il costante rapporto
    tra l'intimità e la vivacità

    nell'ambiguo confine
    tra la spiritualità e la materialità
    .
    cesaremoceo(c)

  • 16 giugno alle ore 21:11
    Viver dentro un mucchio di dolori

    Momenti scelti dalla mente 

    colmi d'odio
    a impregnare tutto il mio Essere

    E brontolare al perpetuare
    del dilagante materialismo
    che mi accerchia e mi soffoca 

    Cercarne i retroscena
    nelle viscere dell'anima

    e rimanervi intrappolato

    nella costrizione di non aver più
    la percezione della facoltà

    di stabilire le priorità a individuare
    le oasi dei sentimenti più puri

    E vivere dentro questi dolori

    con la coscienza a prenotare
    un posto all'inferno

    e le lacrime a prepararsi a scorrere

    E lottare per non voler far questa fine...
    .
    cesaremoceo(c)

  • 16 giugno alle ore 20:53
    Controcorrente.

    Sono come sono-
    senza filtri-
    nè maschere-

    Nuda inchino la mente-
    dinanzi a chi-
    alzerà gli occhi al mio cuore-
    e saprà ascoltare-
    e remare controcorrente.

  • 16 giugno alle ore 10:08
    L’Attesa

    Un giorno d’Aprile
    Si fa quasi da parte
    La pioggia è passata
    E al calare della sera
    Gli uccelli fan festa
    Nell’attesa del sole
     
    Lo scroscio riprende  
    La tristezza ripiglia
    Il pensiero è uguale
    L’attesa e la stessa
    Io sono nell’usuale
    Tu chissà dove?
     
    Una nuvola si ferma
    Aspetta i suoi baleni
    Per ripartire lontano
    E ripigliare l’abituale.
     

  • 15 giugno alle ore 22:02
    il sereno oltre il temporale

    più in là della tormenta del così dev'essere
    è ancora viva la nostra illusione

    oltre le grigie nuvole dell'inevitabile 
    è ancora in attesa il sereno si può fare!

    quella fiducia viva accesa e libera
    che solo gl'occhi dei bambini sanno insegnare

    e noi che bambini siamo in cuore e anima
    senz'esitar da quell'illusione ci lasciam'innamorare

    siamo poveri migranti a mani vuote
    ma ricchi di abbracci buoni e compassione

    viviam così la vita senza remore
    cercando il sereno oltre il temporale

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/

  • 15 giugno alle ore 20:55
    Aspetterò qui

    Aspetterò qui
    un tuo ritorno.
    Le mie lacrime
    da tempo ormai
    sono fantasmi
    nel tempo.
    Aspetterò qui
    un tuo ritorno
    o semplicemente 
    un tuo ricordo.

  • 15 giugno alle ore 19:34
    Noia

    Chiami giorni, che son
    tutti uguali, e li descrivi
    come oggetti senza senso
    Li ammanetti procurandole dolore
    che lo mischi con un pizzico di gioia
    ma quella gioia che avverti appena
    consumandoti la vita
    quella vita che non senti e vorresti
    trasformarla senza rancore
    per ore e ore, affinchè un portone si apre
    dove passano raggi solari, nei contorni
    dell'amore

  • 15 giugno alle ore 17:46
    Eleda

    Mi aggrappo al tuo sguardo
    e mi perdo nel vortice
    di emozioni senza nome
    .
     

  • 15 giugno alle ore 17:18
    Medusa

    I brividi che mi facevi sentire ogni volta che sorridevi erano paragonabili solo a quelli del freddo che si sente quando si è troppo coperti. Così non capivo perchè ti restassero tutti distanti. Rischiai, con la stessa paura di un bambino che per la prima volta si avvicina al mare per bagnarsi i piedi.
    Incrociare il tuo sguardo significava morire all'istante. Ma io portavo le lenti a contatto, così mi sono solo pietrificato.

  • 15 giugno alle ore 17:17
    Blackout

    Non spegnere la luce e resta a guardare i miei pensieri che ballano senza musica. Ora spegnila e resta ad ascoltare le mie parole che lottano senza forza.
    L'oscurità che vedi quando ti trovi in un luogo privo di luce è diversa da quella che vedi quando hai gli occhi chiusi ed ora in questo lungo blackout di speranze siam rimasti soli, ma con questo buio riusciamo a vedere anche i pianeti.

  • 15 giugno alle ore 17:16
    Calore

    Lasciavamo sempre i termosifoni accesi per non doverci più vestire. E ci stavamo addosso appiccicati come l'aria di un pomeriggio di inizio estate, senza riuscire a capire se ci mancasse il respiro per il caldo o per le nostre labbra sovrapposte.

  • 14 giugno alle ore 20:42
    Per le madri di figli fioriti

    Per le madri di figli fioriti
    il giorno lontano del miracolo 
    è pietra scolpita
    sbozzata, modellata, levigata
    “per forza di levare”
    e quel che resta sa di perfezione
    portento incredibile a chi l’ha generato.
    Nulla turba il sereno fluire della vita.
    Luminosa la speranza danza 
    nella culla dell’alba e del tramonto
    non teme crepuscoli e scrosci di pioggia
    imperturbabile bacia il giro del giorno.

    Per le madri di figli smarriti
    una muraglia d’ombra offusca il ricordo del principio
    con l’incertezza esitante del presente
    e grappoli di dubbio sul futuro.
    Vibra insicuro l’arco tra le dita dell’arciere
    e la freccia scoccata non coglie il bersaglio
    confusa la parabola
    non sa districarsi tra gli echi storditi
    e i richiami amorosi attutiti da fredde distanze.

    Per le madri di figli perduti
    i giorni s’arrampicano ad uno ad uno sugli anni
    e le notti scorrono lente nei sogni solitari 
    annodati al ricordo di infanzie felici e lontane
    distanti come stelle ingoiate da buchi neri
    profondi senza risalita.
    L’anima allucinata
    dimentica del cielo e della terra
    nel fragore del vento che a fatica si districa tra i rovi
    trascina i suoi piedi d’automa
    lungo una strada senza varco
    lastricata di chiodi riversi
    che l’allontani da tutto
    e ne cancelli il nome per sempre 
    insieme al suo fiore tranciato anzitempo.
    Nella stanza senza porte né finestre 
    le danza intorno gioioso un bambino
    dagli occhi limpidi e il riso cristallino.

    Per le madri di figli ritrovati
    la freschezza dell’ombra mattutina
    si accompagna al sentore fragrante del pane
    e nell’onda di luce che sale dal respiro sereno della notte
    e si diverte a frantumare le tenebre
    si dissolvono come cristalli di neve i dolori 
    e la freccia smarrita punta dritta al bersaglio.

  • 14 giugno alle ore 9:49
    Il bacio sulla nuca

    ...e se ti farò gli occhi prigionieri
    a intrappolarti lo sguardo tra le dita
    solo l'amore che provo
    scorgerai affacciato
    da dietro le falangi.
    Allargherai un sorriso
    sulla carezza 
    che dalle mie mani
    sul tuo viso calerà
    e scioglierò quei nodi nel mio petto
    ad occhi chiusi in un anelito
    fermandoti un bacio sulla nuca
    e il naso tra i capelli.

  • 13 giugno alle ore 21:44
    Il piacere del dubbio

    Sgranare gli occhi tutt'intorno
    e non trovare rapporti da idealizzare 

    Inseguire vane ebbrezze

    attimi di sublimazione
    senza riflessi interiori

    con i pensieri che arrancano
    a scavalcare i recinti della mente
     
    e combattere tra loro
    in giorni altalenanti di mesti desideri

    mescolati a promesse di meraviglie
    a traguardare illusori obiettivi

    dubbi di meschina lealtà

    e veleggiare serenamente
    nella fervida immaginazione

    di andar via dal mondo
    senza neppure salutare
    .
    cesaremoceo(c)

  • 12 giugno alle ore 21:54
    Conoscere il meglio di sè

    Rigorose disamine
    di stupori innocenti a leggervi dentro

    fantasticare in intimi viaggi del cuore
     
    nel desiderio di levigare spiagge assolate
    irte d'imperfezioni 

    farle divenire verdi distese di sentimenti
    seminate a passioni ed emozioni

    Interiorizzare afflati romantici
    nella musicalità dei giorni

    e cogliere sfumature agogiche

    nascoste tra le pieghe
    della complessità della vita
    .
    cesaremoceo(c)

  • 12 giugno alle ore 21:32
    Musica

    Celestiale attacco
    al piano
    m’immagino
    tra pubblico
    numeroso
    Troppo ti amo
    altro non ho
    solo bacio
    il tuo viso
    affaticato
    Nel cielo
    il sole si leva in alto
    così mi rechi la luce del meriggio
    ad aprire lo scrigno
    del mio celato desiderio
    Nella notte appare un astro
    da nubi velato
    così io assorto
    di te non mi accorgo
    mentre incede il tuo passo
    Davanti al mio vecchio vetro
    canta un passero
    così io rapito
    una nota ricordo
    alla mia mente ornamento
    In un solitario
    o affollato luogo
    ci troveremo
    tu e io
    fusi nel nostro comune sentimento.

  • 12 giugno alle ore 20:57
    Sogni

    Forme e colori si uniscono,
    libere e frattaliche nella mente.
    Vortici infiniti e onirici librano
    effimeri ed onirici come pulviscolo,
    lampi di luce accecante
    nella sempieterna coltre dei pensieri.
     

  • 12 giugno alle ore 20:55
    Ricordi

    Sarà il freddo che mi assale
    Ogni volta che mi metto a letto,
    o il canto della tempesta
    scoppiata in pieno agosto,
    non so come succeda
    la mia mente torna a te, nera.
    Ogni lacrima che cade
    Invisibile dalle nuvole,
    ogni lama che mi affligge,
    corrodendo il mio animo,
    non so perché accada
    mi trascina verso te.
    Mi distruggo,
    quando ascolto
    il canto del fuoco
    che mi porta a te.
    Mi sento distrutto,
    quando osservo
    la danza del vento
    che mi porta a te.

  • 12 giugno alle ore 16:27
    Come vivo ora

    E oramai
    vivo così...
    accampata su un orlo di precipizio
    a snocciolare giorni inquieti
    come grani di un rosario,
    a ricomporre notti
    che una falce di luna
    fece a pezzi.

    E infilo lacrime
    come perle rare
    per adornarmi il petto,
    e mastico ricordi
    che serrano la gola
    senza saziare il cuore.

  • 12 giugno alle ore 8:45
    La Natura

    Il vero enigma della vita
    È il mistero della natura!
    Ella è buona e saggia
    È calma
    È dolce
    È vita
    È madre
    È cibo del corpo
    E dell’anima
    È mamma flora
    È mamma fauna.
    La terra è figlia sua
    La pioggia partorisce:
    vallate, pianure
    Colline, montagne
    fiumi, laghi e mari
    La bellezza, il mistero.
    Ella bacia le nuvole
    Il sole, le stelle e la luna.
    È armonia
    Dona amore
    E pretende amore.
    L’arcobaleno ci abbraccia
    Ci stringe, ci sopporta, ci perdona
    Ma quando s’arrabbia
    Oscura ed apre il cielo
    S’infuria e pare dire
    Con il vento e la pioggia
    “Non ti curar di loro ma guarda e passa”
    Mentre la figlia sotto il diluvio
    Si gonfia e cammina
    I fiumi ribollono, straripano, distruggono
    Il mare si agita, cresce, si alza, ci frusta
    Perde la memoria e s’acquieta
    Pur sempre restando in agguato.
    Sopporta, s’adira, ignora la sfida.
    La mamma è buona e saggia
    Preavvisa
    Ammonisce
    Sopporta
    Perdona
    Borbotta 
    Sbotta
    Sussurra al diavolo
    “Non ti curar di loro ma guarda e passa”
    Distrugge e punisce l’Umanità
    Poi………perdona di nuovo.
     

  • 11 giugno alle ore 22:48
    L'immortalità dell'anima

    Lasciare il segno
    per rimanere inconfondibile

    consapevole di non poter bruciare
    le tappe della vita

    sconvolgendo equilibri
    che potrebbero annegarmi
    nel mare delle incertezze
     
    nel continuo rimpallo
    tra la mente e il cuore

    a esaltare purtroppo
    il tipico vizio di farmi del male

    anche quando tutto va per il meglio

    Ed esser coinvolto
    in continui turbinii esistenziali
     
    senza avvertire la colpa
    di sentirsi fuori posto

    e non aver più remore
    sull'immortalità dell'anima
    .
    cesaremoceo(c)

  • 11 giugno alle ore 22:17

    Sono cresciuta un po come tutti. Mi hanno detto non rubare, non ferire e non mentire!  Ma poi crescendo ho trovato spesso chi mi ha rubato tempo, ferendomi con bugie. Strano e difficile vivere con concetti e valori che mi sono stati insegnati, quando devi confrontarti con una realtà ben diversa. Ma quei pochi che ci riescono meritano tutta la stima possibile, perchè ancora possono guardarsi allo specchio senza paure e non temere mai il confronto con DIO!

  • 10 giugno alle ore 21:15

    Mi porto con me le cose più belle, le persone migliori. Nella vita aver imparato a scegliere è la cosa migliore che puoi aver imparato. Imparare a valutare chi conta e chi no, cosa vale e cosa no è essenziale per salvaguardare la tua serenità. offese, insulti, false accuse... Niente può sfiorarti più... Quando diventi consapevole e certo di ciò che sei, della persona che sei il tuo valore non potrà più essere distrutto dalla merda che proveranno a gettarti addosso. Se sai quanto vali HAI VINTO TU!

  • 10 giugno alle ore 21:07
    Rimasugli di baci

    E germogliare

    alimentandosi della propria autenticità
    nei sospiri rivolti al cielo 

    Abbeverarsi di lacrime fluorescenti
    per nascondersi dal buio dei sentimenti 

    Rivelarsi ai silenzi con pensieri irreali
    a pervadere e animare
    scorci solitari della mente

    visioni di avventurose navigate 

    su onde piroettanti
    di libertà e menzogne

    aneddoti rimasti nell'ombra
    a mandare in subbuglio l'anima
    e riesumare remoti ricatti nostalgici
    .
    cesaremoceo(c)

  • 10 giugno alle ore 20:28
    Antichi mondi nuovi

    C'è una pace nel mio cuore
    caldi giorni e fresche aurore
    filamenti argento e oro
    calmi scesi
    da antichi mondi nuovi
    dov’ armonie di silenzio
    sono suoni conosciuti
    E volute di pensieri
    sono argomenti chiari
    E non c'è voce né parole
    a turbare il lento andare
    di colori in onde fusi
    C'è una pace nel mio cuore
    spirale
    di suoni e di colori
    da lontani mondi scesi
    Antichi lontani alti mondi
    avvolgono il mio andare
    nuovo.