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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 marzo alle ore 22:09
    Little Italy

    Ho sperato di potere,
    nel tuo petto,
    firmare una tregua con la vita, con le sue estenuanti fatiche.
    Ho sperato di potere,
    nel tuo petto,
    notti, in cui potermi, addormentare,
    e la mia pelle proseguendo sulla tua rendere infinito il mio corpo,
    i miei sogni sui tuoi,
    infinita la mia speranza,
    e il mio cuore sul tuo,
    infinita la mia pace.

  • 18 marzo alle ore 20:58
    Specchi convessi

    Mi fisso
    assorbendo il mio volto

    negli occhi cerchiati

    dallo scandire infelice
    dei battiti del cuore

    E scruto nelle rughe

    aliti di venti freddi che soffiano
    in quei profondi dirupi scoscesi

    a distorcere l'eco dei peccati
    e il piacere d'esser amato dagli angeli
    .
    cesaremoceo
     

  • 18 marzo alle ore 20:36
    I segreti del mio fiore

    Conversazioni sussurrate

    scintillanti di misteri

    nella ricerca
    d'un qualche gorgoglìo d'amore nel cuore

    con le parole a emanare profumi d'affetto

    e intridere paletti di sofferenze e depressioni

    vele lacerate nella meraviglia
    di godere della libertà interiore

    Conservare i sogni

    nel piacere di colorarne ogni emozione

    fin quando la vita

    stanca delle scorribande patite

    non decide di cacciarti
    dentro oceani d'ispirazioni oscene

    E allora perdi i tuoi spazi

    i tuoi pensieri le passioni
    e i dubbi

    e cominci con i viaggi inutili della mente

    a rivedere i luoghi della memoria
    in lunghi dormiveglia

    immerso nel vaneggiamento dei ricordi

    momenti d'accesa frustrazione
    al pensiero che la vita fugge via
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 18 marzo alle ore 19:59
    Tra i pioppi

    E tu sotto al filare
    muovi lanugini da lunghe cripte
     
    arrivi, quale livido di marzo
    scroscio pudico di un sussurro
    sulla mia strada
    confusa con il cielo
    a nutrire incanti di asfodeli
     
    a guisa di apnea, mi cogli
    attitudine al dischiudermi
    radura che profuma d'abbandono.
     

  • 18 marzo alle ore 18:56

    La strada che percorri ti cambia. Soprattutto a cambiarti saranno le persone che incontrerai lungo di essa. Da alcune cose non si torna indietro. Quando qualcosa arriva fino dentro l'anima e colpisce a fondo è naturale che qualcosa di essa muore. Se è la fiducia che tradiscono, ti fiderai meno. Se è il cuore che spezzano, sarà più difficile tornare ad amare. Se sarà la tua bontà ad essere sfruttata, imparerai che a volte non esserlo troppo è meglio. Se è l'opportunità che viene gettata, imparerai che più di una non va data. Ognuno ha un percorso diverso, ci sono cose di te che perdi e puoi ritrovare e altre che non ti apparterranno mai più.

  • 18 marzo alle ore 14:21
    O viecchio piscatore

    Assettato 'ncopp' o muolo
    guarda 'a cesta vacante,
    comme allucche l'acquaiuolo:
    "manca 'a neve", pare cuntente.

    Tu no, staje stunate 'e sole
    e tiene a lenza abbandunate
    là sotto, comme 'e ffigliole
    e vote, dispettose e sprucete

    veneno, tuzzuleano, e se ne vanno
    e tu saje che stasera, 'nfine,
    te miette 'ncuollo 'e panne
    e va a fern' cu' e nespole e giardine.

  • 18 marzo alle ore 10:51
    Tra le dune di sabbia

    Al tramonto del sole
    Vedo avvicinarsi
    la tua ombra
    Tra le dune di sabbia
    ancora accaldate dal sole
    T'avvicini pian piano
    Sento forte
    il pulsare del cuore
    Perdo il respiro
    Aspetto con ansia
    che tu giunga  a me

    ​(F.V.)

  • 17 marzo alle ore 21:12
    Ruvido raccolto

    Dediche

    vissute senza entusiasmi

    nel tremendio affascinante
    delle fantasie infiammate del vivere

    immaginazioni di vita da cui fuggire

    per perdersi in paure senza rumori
    e tumulti colmi di timori

    E viver di passioni

    accampato nelle paludi dell'amore

    a bonificare e coltivare dentro l'anima

    campi incolti

    disseminati di brandelli di menti
    ricusate dalla vita

    e cuori in perenne conflitto con Dio
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 17 marzo alle ore 21:05

    Sono bravissimi a tramutare i loro errori nelle tue colpe. Perfettamente impegnati a riempire le loro vite di argomenti scontati e superficiali che trattano sempre dei difetti altrui e mai dei propri. Ottimi manipolatori mentali, ma molto piccoli sotto il punto di vista dell'essere umano. Non hanno maschere perché la loro faccia è una sola, ma la loro mente è un labirinto di vere e proprie elaborazioni maniacali. Tendono a schiacciare per sentirsi migliori e quando si imbattono in qualcuno che ha una personalità non mutabile, ma sicura e ben definita il loro attacco porta solo un nome: L'OFFESA! E mentre loro saranno ancora intenti a lanciarci fango per distruggerci, noi saremo talmente lontani e in alto che l'unica cosa che gli resterà è ricordarsi di noi come la loro ennesima "Sconfitta"!

  • 17 marzo alle ore 9:39
    Inizio di primavera

    Anche se non è ancora primavera
    inizia il caldo
    la nuova stagione
    porterà nuove amicizie
    e salderà quelle vecchie
    tanti fiori variopinti
    le giornate mano mano
    si allungheranno
    la brina e la rugiada
    si allontaneranno
    verrà la primavera
    con il suo abito da Arlecchino
    meraviglia i campi saranno
    l’amore sboccerà di nuovo
    fra i fanciulli e gli adulti
    nuovi sentimenti ci saranno
    festa grande sarà per tutti
    anche per me.
     

  • 16 marzo alle ore 16:04

    Le "Belle persone" vinceranno sempre. Loro vinceranno senza dover giustificare niente. Le belle persone non hanno il bisogno di smentire a parole le false accuse che a loro vengono rivolte. Hanno azioni che parlano da sole, hanno un cammino che fa da testimonianza a ciò che sono. Chi le ha davvero conosciute, vissute e amate non ascolterà mai il "Superfluo" che gli gira intorno. Le belle persone costruiscono la loro strada concentrandosi sulla loro di vita e mai su quella degli altri. Esse non ascolteranno mai "Lezioni di vita" che arrivano da chi una propria vita non ce l'ha. Loro le basi per costruirne una vera già le hanno e dei vostri consigli non sanno cosa farsene. Le belle persone restano belle anche di fronte ai giudizi e alle finte storie costruite su di loro da parte di chi è sempre rimasto un "Passo indietro" al loro.

  • 16 marzo alle ore 0:37
    Le lucertole

    La sera guardo
    le persone come persone
    e le luci delle case popolari
    le sento sussurrare
    storie tristi e caldi abbracci
    quando le tende scostate
    tradiscono un sorriso
    le mani intrecciate
    la luce si spegne
    e le persone fanno l’amore
    chissà con chi
    con quali storie
    con quanti baci.
     
    La sera penso
    alla vita del signore
    che porta a spasso il cane
    dietro le staccionate bianche
    se quando la sua ombra
    si allunga sotto i lampioni
    sorride come quando era bambino
    e che quella passeggiata
    lo faccia volare
    fuori di casa
    la moglie lo aspetta
    alla luce dell’abat-jour
    gli manca.
     
    La sera sono solo
    alla finestra
    una sigaretta dietro le tende
    la gente fuori
    non fa rumore
    io aspetto che qualcuno bussi
    le nocche sulla porta
    o che gridi il mio nome
    dal giardino
    come quando da piccolo
    scendevo a giocare
    col pallone tra le braccia
    e sorridendo mi buttavo
    con le ginocchia sulla strada
    ore sotto il sole
    a cosa pensavamo poi
    non facevamo l’amore
    non aspettavamo nessuno
    guardavamo le lumache
    e ci chiedevamo dove fossero
    prima della pioggia
    e se le lucertole quando crescono
    diventano serpenti
    o coccodrilli.

  • 15 marzo alle ore 20:56
    Il sogno di Narciso

    Nell'interiorità
    ringiovanita di coraggio e di fierezza

    e che cantilenando risorge
    ad ogni alito di passione

    simile a un'onda che ritraendosi
    riacquista la sua forza

    e s'abbatte con dolcezza
    e rinnovata gioia sulla sabbia

    a rinsaldare gl'invisibili legami
    che li legano nel loro destino d'unione

    vantando con quella carezza
    la sua volontà d'amare

    sbrano ingordo i miei giorni

    poetando del mio sogno
    d'appartenere a uno stuolo
    di uomini di valore

    E consegno le mie rime al futuro

    allietato dal desiderio
    d'elargirgli il mio fiero cammino
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright 

     

  • 15 marzo alle ore 20:56
    L'immortalità dell'idiozia

    Sussurri

    sibili di voci roche
    nate dall'irrequietezza

    vita e mito
    di malcelate acredini

    intrecciate a oscurare la mente

    e raccontare realtà
    scoppiettanti di fronzoli

    a confermare i distacchi umani

    lusinghe appariscenti
    ai margini del comprendere

    a delineare barriere di non ritorno
    in scenari che coinvolgono tutti

    di pensieri e sentimenti
    che si vendono le coscienze
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 15 marzo alle ore 19:51
    Delirium Tremens

    Dell'ala maldestra di umano corpo
    sono il grido  inneggiante  rivolte
    Dell'albero maestro
    di nave traboccante speranza
    sono crollo di anima in sua essenza
    E il tempio di carne sta in piedi
    seguendo
    divini ingegni
    ancora inconoscibili
    Al barcollare di radici
    foglie
    e alabastri
    Infettati di canto
    Io sento
    Tutto quanto
    nel vento
    Di alba
    nascosta
    in ogni tramonto
    Come manto di pelle
    ricoperto d' asfalto

    Nell'ultima danza
    di fiore nel fuoco
    mentre gira impazzito
    sul suo stesso rogo

  • 15 marzo alle ore 18:11

    Spesso la vita ci impone di correre e il tempo passa così velocemente da non permetterci di capire quanto poco spazio diamo alle cose più belle e semplici. Poi un giorno tutto si "Sofferma" e tu cominci a pensare... E questa volta non pensi a ciò che vorresti fare, rincorrere o raggiungere, ma stranamente pensi a ciò che hai trascurato e lasciato dietro. A tutti quei momenti importanti ed intensi, ma vissuti troppo in fretta. A quei rapporti spesso trascurati per le frenesie quotidiane. Agli abbracci non dati perché la rabbia li ha schiacciati. Alle parole non dette perché l'orgoglio le ha soffocate. A volte dovremmo fermarci un attimo per dire: "Cara Vita, ho aspettato tante volte che tu mi concedessi alcune cose, adesso aspettami tu... Perché voglio godermi ciò che la tua frenesia spesso mi impedisce anche di vedere"!

  • 15 marzo alle ore 17:02
    Come un gabbiano

    Oh strade amate
    Tanto inzuppate
    Sono irritato
    Anche desolato
     
    Sono anche affranto
    Perché non mi sei accanto
    Perché forse tu
    Non mi vuoi più  
     
    Son però capace
    Di diventar rapace
    Come un gabbiano
    Dal cuore sano

    Che l'amata si tiene
    Senza patir pene
    Che sempre lotta duro
    Per averla nel suo futuro.

  • 15 marzo alle ore 11:30
    Composizione di colori

    Composizione di colori,
    veli e sedute
    e vuoti morbidi.
    Sguardi in tatui
    mai schiariti,
    fasci di luce
    le porte sprangate
    di primavera
    dentro l’inverno.

  • 15 marzo alle ore 10:03
    Lucania Mia

     
     
     
    Bella
    Varia
    Povera
     
    Ricca di gente
    Con il cuore nel petto
    E un pianto con emozioni stanche.
     
    Pochi orizzonti negli occhi!
     
     

     

  • 14 marzo alle ore 22:06
    Su fili sottili

    Cammino
    come funambolo
    su fili sottili
    in balia dei venti
    a volte assai capricciosi
    Nell'equilibrio  insicuro
    afferro con forza
    la bellezza intrinseca
    di ogni singolo passo
    Prezioso tassello di vita

  • 14 marzo alle ore 21:25
    Fiore appassito

    Sonnecchio insapore e incolore
    nell'incarnazione del nulla

    in frammenti d'oscurità e di fobie

    che solleticano il vuoto della mente
    e turbinano nei mutamenti

    momenti di parole e di pensieri

    che si allontanano fluttuando
    tra i petali dell'inezia

    meschino fiore che cresce
    nei giardini dell'ignoranza
    .
    cesaremoceo

  • 14 marzo alle ore 19:56
    Mio padre

    Mio padre ciabattino
    Tanto m’ era vicino
    Comunista sempre credente
    Non gli è servito a niente

    Sette figli nati
    Dove più li trovate
    Per davvero siam stati tanti
    Bravi tremendi e birbanti

    Da tempo non lontano
    Il più grande ed il mezzano
    Giovanni ed anche Nino
    Han finito il lor cammino

    M' ha sempre ben trattato
    Mai però l' ha dimostrato
    Vuoi che l' ultimo nato
    Mi diventa un avvocato

    Piccolino m' accarezzava
    L'educazione m' insegnava
    Ai miei fratelli birbantoni
    Poco carezze e ceffoni

    Moine tante non ne faceva
    Poco la carezza conosceva
    Niente però c' è mai mancato
    Sempre duro ha lavorato

    Mai ha detto vi voglio bene
    Una delle nostre poche pene
    Poche eran le occasioni
    Per dar dimostrazioni

    Era però spesso presente
    Non è cosa questa da niente
    Se all’ amici si dedicava
    Per noi il tempo sempre trovava

    Era così e lo rispettavamo
    Non perché ci spaventavamo
    Tutti fortunati ci consideriamo
    Se un buon padre noi troviamo

    Cose m’ ha insegnato tantissime
    Cose utili e importantissime
    Con mia madre Concettina
    Mi faceva la lezioncina

    All’ onestà lealtà umiltà
    Aggiungo anche la solidarietà
    Il rispetto anche sento
    Ce n' ho tanto e son contento

    Anche tanto mi consigliava
    Sempre tanto di provare
    Se un tentativo mai fai
    Niente puoi cambiare mai

    Le amarezze son maledette
    Per tante cose mai dette
    Quanto tanto lo rispettavo
    Quanto in egli m’ impersonavo

    Adesso finalmente per finire
    L’ ultima cosa vi voglio dire
    Se parlar coi vostri desiderate
    Fatelo adesso non ve lo scordate

  • 14 marzo alle ore 19:02
    Quella strana inquietudine

    Avevo preso l'abitudine
    di andarmi a sedere la sera, sugli scogli,
    specie quando il mare era agitato.
    Mi piaceva sentire l’odore del mare...
    E bagnarmi con le gocce di sale
    che schizzavano da quelle onde gigantesche.
    La luna come un amante mi scrutava
    sembrava spogliarmi dalla mia solitudine,
    provavo uno strano piacere
    e sentivo il tumulto del mondo.
    I miei occhi si emozionavano
    a guardare quell’incanto di flutti e sensazioni
    e le lacrime mi scendevano sul viso.
    Dio come godevo con passione,
    giungevo al punto di sostenere l’estasi
    Ed ero turbata dall’inquietudine di perderla.

  • 14 marzo alle ore 17:37
    Sulla tua riva

    Sulla tua riva, passo
    di questo inverno
    -arrivo scalza 
    con i capelli sciolti e persi 
    cammino nel sorriso 
    sulla nuca 
    nella cascata di parole, 
    versi sedati 
    nel lamentare di una gronda.
    E' notte 
    in gocce briglie,
    si scolla a stento
    il silenzio- pace
    dalla bufera.

  • 13 marzo alle ore 22:47
    Rosa di neve

    Rosa di neve
    si scioglie l’amo
    d’iride azzurra.
     
    All’ancora nel porto
    rimane nuvola di lacrime
    e polvere di mare.
     
    Sussurra vento,
    sorride al ramo
    senza più foglie.