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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 ottobre alle ore 10:14
    Morte Di Una Stella

    Ho seminato stelle
    Sulla mia collina
    Ed il cielo si è rotto
    Le copiose nuvole
    Hanno offuscato
    Sogni e aspettative
    Ho perduto il piacere
    Di evocare la gioia
    Fra sole e pioggia
    Il fiume si è fatto gonfio
    L'acqua scorre veloce
    Dalla pianura al bosco
    E sui respiri della vita
    Ha trascinato affetti
    E il mio mondo con sé
    Sono passato
    Dalle lacrime dolci
    Alle lacrime amare
    Per colpa
    Di una zizzania
    Che ha serpeggiato
    Nei miei sentimenti
    Ed ha seminato
    Scompiglio
    E
    Malumori.
     

  • 20 ottobre alle ore 10:04
    Autunno

    Lento scorre nella valle nebbiosa
    il fiume dalle acque un po’ increspate;
    il vento sfiora i pioppi e poi si posa
    sulle lande silenti e desolate.
    Uccelli neri lanciano nel cielo
    grida struggenti verso la marina.
    Canta il suo pianto il passero sul melo,
    mentre attende il gelo della brina.
    L’autunno arriva dai valichi sui monti
    per cambiare scenario alla natura:
    colori più vivaci sono pronti
    a rinnegare l’agonia futura.
    Stagione che sorridi mentre inganni
    dell’uva cogli i grappoli dorati,
    avida poi il mosto suo tracanni,
    versando pioggia dai nembi corrucciati.

  • 19 ottobre alle ore 21:37
    False umiltà e egoismi(di questo mondo)

    Pretendere di risollevarsi
    guardando verso gli orizzonti più ampi
    con la volontà di liberarsi...
    di destini ritenuti troppo piccoli
    fatti di finti traumi
    e dai falsi timori di chiedere
    E tenere con forza la barra dritta
    nel mare in tempesta di quelle difficoltà
    sentendosi sminuiti
    dall'essere i meno appariscenti
    con la sostanza a contare meno dell'apparenza
    Sapere che tra i segreti della vita
    il più sottovalutato è l'Umiltà
    e sfruttare simulati talenti
    per far sembrare gli altri solo delle ombre
    .
    moceocesare(c)

  • 19 ottobre alle ore 14:56
    Amari giorni

    Amari giorni
    in corpi che non voleranno
    più, dispersi fra detriti
    di menti stanche
    che non comprendono
    le piene del mistero
    di uomini evoluti
    almeno così sembra
    Escono ed inondano
    primavere finite
    ai prossimi inverni
    per certi saltati
    trovandosi al buio
    nell'infinito tramonto
    oltre le stelle, innamorate

  • 19 ottobre alle ore 13:36
    I see you (shadows of autumnal melancholy)

    I see you
    Inside
    And a life that was
    A dream
     
    I see you
    Inside
    And echoes
    Of a past
    Long gone
    Long lost
     
    I see you
    Inside
    Your fears
    And doubts
     
    I see you
     
    Inside
    Shadows of
    Autumnal melancholy 

    Rina Brundu – a poem 18/10/2014

  • 19 ottobre alle ore 9:43
    Nata Dal Mare

     
    In un alba di sole
    Da un bacio di luce
    Dal mare nasci tu
    E mentre ti guardo
    Al calare del sole
    Ti vesto di luna.
     
    Con i miei occhi ti fisso
    Con lo sguardo ti spoglio
    Per rivestirti di pioggia.
     
    Dai tuoi capelli al vento
    Nasce una musica soave
    Ed io ti canto la mia serenata.
     
    Figlia del mare sotto  le stelle
    Più ti guardo e più ti voglio
    Ti amo, ti adoro, ti amo
    Sino all'eternità.
     

  • 18 ottobre alle ore 22:10
    NELL’ALBA DEL MONTEFELTRO

    Vado nell’alba del Montefeltro, passando sul crinale di una montuosa collina che punta verso Carpegna.
    Il sole crescente a levante, la luna calante a ponente
    rappresentano all’orizzonte un immanente bivio,
    ma nessuno dei due “soli” celesti illumina e indica la mia strada.
    Poi, i primi raggi di quel velato sole portano a dolomite la roccia della scoscesa Ripa dei Salti del Monte Carpegna, rivolta a levante, e un roseo bagliore di riflesso illumina così la strada che “devo” percorrere.

  • 18 ottobre alle ore 21:19
    ...e continuare a sognare...

    Sentire nell'aria
    il ronzìo di sentimenti
    anche se instabili e tremolanti
    comunque punti di forza
    a cogliere la bellezza dell'anima
    e svelare emozioni
    protette gelosamente
    ritoccate e asciugate
    per tenerle assieme
    e non spegnerne la memoria 
    E creare aspettative 
    a crescere in pace con la coscienza
    nel bisogno di condividerne le sofferenze
    e aiutarle a cicatrizzare
    lacerazioni e drammi
    ...e continuare a sognare...
    .
    cesaremoceo(c)

  • 18 ottobre alle ore 18:37
    Sfida

    Mi guardava con sfida,
    fiera della propria nudità,
    una vergine in trepida
    attesa. Tentennavo,
    temevo di ferirla, sporcarla,
    deluderla. E se fosse finita male?
    E se non l’avessi mai più rivista?
    Indugiavo, prendevo tempo.
    Lei mi fissava, passavano le ore.
    Finché mi decisi, avvicinai lentamente
    la penna e le scrissi.
    La pagina bianca si sentì,
    così, appagata.
     

  • 18 ottobre alle ore 17:15
    Quadretto di giocose quartine

    ci sono delle cose
    che sono solo cose
    e le cose stanno lì
    come cose morte
     
    la foglia cadendo
    incrocia uno sguardo.
    un bersaglio in movimento,
    il piattello incontra il caso.
     
    l’emozione è un attimo
    del tempo. non è una legge
    fisica universale e tutti pensiamo
    di essere nati scienziati.
     
    Dio ha la barba grigia,
    l’inquinamento l’ha sporcata.
    le polveri sottili
    ci hanno reso simili nel colore.
     
    questo rendersi conto
    dell’età che mangia la vita.
    il fine pasto dipende
    dalla sazietà del commensale.
     
    Oh cavallina cavallina storna …
    Se non fosse mai stato scritto
    e lo leggessi ora penserei
    a un matto scappato dalla neuro
     
    si è soli perché ci manca la buona
    compagnia. non poter conoscere
    gli altri, la relatività non si annulla
    inviando una mail a casaccio.
     
    ci vuole poco per morire a una
    certa età e il dietor non è un salvavita
    Beghelli ma l’illusorio  prolungamento
    temporale di ricordi giovanili.
     

  • 18 ottobre alle ore 10:53
    Luce Nella Notte

    Luce Nella Notte
     
     
     
    Oh Luna fanciulla
    Di questa acerba notte
    La tua pioggia di luce
    È anima di un notturno
    Che profuma di oro
     
    Ti prego
    Lasciami
    Ancora riposare
    Prima di andare via
    Da questa muta sera
    E questo luccichio
    Di angeli luminosi
    Dai giochi infiniti.
     
    E tu stella fra le stelle
    Mio respiro giulivo
    Del nuovo millennio
    Ritorni ogni sera
    Nel volo quotidiano
    In un raggio di luna
    Per evitarmi il partire
    Dalle notti in arrivo.
     

  • 18 ottobre alle ore 8:20
    l'urgenza dalla vita

    aprire la finestra
    respirare il primo vento del mattino
    e una goccia di rugiada 
    che scivola tra le dita

    e poi
    scendere per strada
    e andare  più in là, oltre l'asfalto e il cemento
    e affondare i piedi tra le zolle di terra
    sporcarsi le mani con la terra 
     respirare la polvere nel vento
    e camminare
    camminare lentamente
    guardarsi intorno sentirsi vivi per un momento sull'orlo del baratro 
    e poi 
    senza paura 
    buttarsi giù 
    nel immenso vuoto che c'è
    e volare
    volare fino a scomparire ancora
    tra le zolle del campo
    a cui apparteniamo
    inizio e fine

    inizio e fine
    sentirsi vivo
    adesso
    soltanto questo
    tutto questo
     fa la differenza
    una goccia di rugiada
    che scivola tra le dita
    l'urgenza della vita
    che vola via
    e così sia 

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/10/lurgenza-della-vita.html

  • 17 ottobre alle ore 21:57
    Io,nemico svelato

    Fasciato dai ricordi e dalle passioni

    a fremere nell'ansia acquetata
    dal suo stesso fragore

    e vivere sopraffatto
    dall'ingiustizia degli uomini

    mi viene in aiuto
    il disprezzo delle felicità arroganti

    Seppur rassegnato alle mie imperfezioni
    e divorato dall'anelito alla sublimazione interiore

    traggo forza da quest'esigenza morale

    a combattere menzogne e ipocrisie
    di questo mondo immondo

    dove chiunque si rifiuta di esserne alleato
    diviene necessariamente suo nemico
    .
    cesaremoceo(c)

  • 17 ottobre alle ore 12:42
    Libertà Avuta Da Sempre

     
     
    Stelle:
    Prigioniere delle nuvole
    Montagne:
    Carceriere dei tramonti
    Vento:
    Che alita libertà
    Nobile sentimento
    Pagato con il sangue
    Dagli uomini della guerra.
     
    E tu donna "finta" oppressa
    Briciola della natura
    Frammento dell'uomo
    Pulviscolo vagante nell'aria
    Ripudiata e maledetta da Dio
    Per castigare l'intera umanità.
     
    Donna desiderosa d'aria
    Vorresti far tuo da subito
    Tutto quello che l'uomo
    Ha conquistato nei secoli
     
     
    Ricordati che sei figlia di Eva
    Donna arrivista mal pensante
    Non desiderare con ardore
    Ciò che hai sempre avuto.
     

  • 17 ottobre alle ore 10:48
    Notte Solo Mia

     
    La neve ha smesso di fare silenzio
    Il nuovo sole si è addormentato
    Alzo gli occhi al cielo desideroso
    Di penetrarlo per vedere Dio.
    Mi viene sete
    Mi viene fame
    Ho fame
    Ho sete di buio e d'amore.
    Ormai la vita dei vivi volge al termine
    Aspetto che tutti dormono
    E che nasca il buio.
    Sento che questa notte e mia.
    E' la mia notte.
    Pigiama di luna sulla pelle
    E via per i miei vicoli deserti
    Voglio ritrovare l'amore perduto
    E mentre cammino con i miei pensieri
    Una dolce voce mi penetra il cuore
    Comincio a sentire le pene dell'amore
    Inizia una notte di malattia
    Che piange amore da ogni stella.
    Ho ritrovato l'amore!
    Ora che l'ho ritrovato
    Vorrei arginare il fiume
    Per non farlo trascinare verso il mare
    Insieme ai miei sogni rinati
    Vivi negli occhi
    E nel cuore dell'anima.
     

  • 17 ottobre alle ore 10:17
    Scrivete

    Scrivete anche se
    davanti ad un foglio
    bianco la vita si spegne
    non si emoziona più
    impassibile restando
    con penne che illudono
    di poter scrivere ancora
    poemi che tracciano il cuore
    a grappoli impauriti
    di non esser capiti
    se tutto marcisce
    nelle nostre infermità
     

  • 17 ottobre alle ore 9:45
    Dal novel Burchiello

    L’acque fende oggi correndo il burchio
    del Piovego e poi del Brenta lentamente
    e nella corsa se pur rotta da chiuse e ponti
    lieta alla vista s’offron palazzi e ville
    che di un tempo lontan portano i ricordi
    e nelle del suo correr soste a lo spirto nutrir
    nel suol calcando delle dimore i parchi
    e nel silenzio lor d’affreschi istoriate stanze
    sentir si sente di storie antiche e di leggende
    note o sconosciute: Napoleon qui dormì una notte
    là la bella Rosin con Re Vittorio vi trovò ricetto
    e quell’affresco di Enrico di Francia e di Polonia
    l’ospital con Doge Mocenigo e lieto incontro
    all’occhio dona e la villa vedi ove per il suo amor
    da carnal altri amori offeso vi segregò l’infedel sposa
    il nobil venezian Alvise che per anni poi Malcontenta
    visse e poi quel udir di nomi e nomi quali di dogi
    di dame e cavalieri di mercanti pittori e condottieri
    e primi di quei delle magion insigni costruttori
    degni di fama eterna per l’architettura somma
    in cui qui primo eccelse Andrea di Pietro patavino.

  • Accendi la mia bocca, o Musa,
    tu che di fuoco e ardori
    avvolgi le mie membra stanche,
     
    tu che di vento e tempesta
    accartocci il mio cuore
     
    e spargi d’aneliti rubati al tempo
    il mio battere di ciglia.
     
    Ora tra i miei petali dischiusi
    offro una corolla  dei miei sogni
    e dei miei pochi passi
    tra gli intricati arbusti
    del tuo vago ancheggiare.
     
    Baciami, o Musa,
    sulle mie palpebre chiuse,
    sulle mie ansie segrete,
     
    fammi innamorare ancora del tuo spaziare,
    fino a peregrinare eterna,
    eterea,
    esule in terra
    come una foglia,
    come un fiore leggero
    tra corolle schiuse,
    dischiuse,
    offuscate
    e  smorte
    ma mai sfiorite.
     
    Baciami,
    e vivrò per sempre in te,
    mia Poesia.
     
    c.aurora
    Da “Uno scrigno è l’amore” 2007
     

  • 16 ottobre alle ore 21:23
    Le ragioni della vita

    Cimentare le idee tramandate
    dalle diverse epoche
    susseguitesi nel tempo

    e tramutarle in accessori
    di grande valore sentimentale

    Antiche eleganze

    divenute strazianti sottofondi
    di volti rigati dalle lacrime

    piante nel desiderio di entrare
    nelle convinzioni dell'Altro 

    E capirne le armonie

    nel tentativo di esplorare i lati oscuri
    della desertificazione delle emozioni

    Entrare nelle seduzioni della fantasia

    col piacere di abolire l'importanza
    delle vittorie e delle sconfitte

    recuperare i valori primordiali
    della vera Essenza 
    e difendere le ragioni della vita
    .
    cesaremoceo(c)

  • 16 ottobre alle ore 18:07
    L'Ultima Primavera

     
    La notte è giovane
    Tu odori di mare
    Mi fermo a guardarti
    E ti sogno farfalla
    Su gocce di rugiada.
     
    Vorrei fermarmi qui
    Nella luce del creato
    Lontano dall'ombra
    E fra i suoni del mare
    Scanditi dai sogni.
     
    Vorrei evadere lontano
    Dal tuo cuore di pietra
    Per godermi  melodie
    Angeliche suonate
    Fra papaveri vermigli.
     

  • 16 ottobre alle ore 14:31
    Il buio

    Sommerge inseguito
    da un torbido tormento
    che vola fra sgomenti
    arricciandosi e smarrendo
    il sentiero rapito
    da nuvoloni scurissimi
    con divieti di soste continue
    puntualmente presenti

  • 16 ottobre alle ore 10:33
    La Speranza

     
    Dai monti lontani vestiti di bianco
    Ai confini del cielo
    Spira un gelido vento
    Che bacia i seni di un prato
    Prossimo a rinverdirsi.
    Nel mezzo un tratturo ed un casolare
    Che imprigiona i muti sentimenti
    Di un errante pastore.
    La pioggia battente si mescola
    All'umido degli occhi intrisi di pianto
    Dell'uomo vagante dalla mille speranze.
    Il mesto compagno del gregge allo sbando
    Rincorre il crepuscolo
    Per precedere la notte che incute paure.
    Fugge da un gelido cuore
    Nel desiderio di un alito di vento
    Spazzino della malinconia
    Confida nella luna padrona
    Confida nelle stelle messaggere
    E nel calore del sole per avere certezze.
    Nel suo sguardo d'attesa
    Non più notte
    Non più miraggi
    Ma una gioia compagna
    Per guida futura.
     

  • 16 ottobre alle ore 9:20
    Lacrime

     
    Una casa con pareti di fumo
    Per tetto una trapunta stellata
    Dalle  luci padrone dei sogni
    Ed una notte  giocherellona
    Che si diverte girare le spalle
    Dispettosa consegna alla luna
    I pensieri scintillanti come lucciole.
    Per fortuna si affaccia il sole, che
    Bacia le maestose chiome del querceto
    E macula di ombre il prato fiorito.
    Il fiume scorre lento e silenzioso
    La quiete e la frescura si fanno godere.
    Nella mente una barca di sogni
    L'Infinito ed una pioggia di lacrime
    Lacrime amare e dense di dolore
    In sussulto perenne come i moti della terra
    Lacrime avide di puri sentimenti
    Che muoiono a sera nel sonno della notte
    Lacrime messaggere e speranzose
    Da leggere come un libro di poesie
    Lacrime di miele prodighe d'amore
    Lacrime alla ricerca di aurore festose
    Che un giorno arriveranno.
     

  • 15 ottobre alle ore 22:18
    I pensieri devono riposare in pace

    Con la convinzione
    che la certezza di essere amato

    non soddisfi mai abbastanza

    inizio e concludo idillii

    nobilitandoli col suggello
    di sofferenze e di ambigue incertezze

    realtà incomprese

    anzi equivocate da fragilità
    subite senza esser state scelte

    E realizzarmi
    con l'entusiasmo dei sogni

    nell'urgenza del mio cammino
    .
    cesaremoceo(c)

  • 15 ottobre alle ore 21:35

    In questi ultimi 7 anni ho attraversato l'inferno, ho avuto più dolori che gioie. La vita mi ha remato davvero contro... Sulla salute, sul lavoro, su tutto... Poco tempo fa sei arrivato tu... E non so come spiegarlo ma è come se all'improvviso mi guardassi dietro con un enorme sorriso e con la voglia di dire addirittura: "Grazie Dio"! Grazie, per avermi fatto conoscere le difficoltà, le delusioni, le persone sbagliate... Grazie, perché grazie a tutto questo sono diventata la donna che sono oggi. E se non fossi diventata questo probabilmente non mi avresti amata. Da quando ci sei ogni dolore ha smesso di essere dolore, le lacrime sono sorrisi, il vuoto è terreno fertile da coltivare insieme e io sono di nuovo Donna a 360°. Da quando ti ho vicino a me non solo sono migliore, ma ogni cosa che credevo dimenticata, ogni parte di me che credevo aver rimosso è  magicamente tornata fuori, a farsi sentire e ad essere parte di me. Tutto è tornato al suo posto dentro me... E quindi capisco che non è che ero cambiata, avevo solo deciso di essere "Diversa" per non essere ferita e delusa ancora. E' bella la sensazione che lascia un tuo sorriso, un tuo sguardo... Sensazioni che avevo dimenticato. E' bello sentirti ridere, ridere assieme, vedere che dopo vuoi parlare ma non riesci e ridi di nuovo... E' bello appartenerti anche nella più "Intima" carezza. E' bello solo che ci sei, che so che esisti... Sei bello TU, per come sei dentro... Bello solo per il modo in cui ti avvicini a me, per come mi parli, per come mi sfiori. Sei bello perché sei tutto ciò che io ho sempre cercato, tutto ciò che io aspettavo... Sei bello ... Sei MIO e io TI AMO !
    (Dedicata a Claudio Butrichi)