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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 aprile alle ore 15:01
    Eden sì perduto

    Dall'alito sorgivo,
    nasceva Adamo, su terra consacrata,
    dalla sua costola predetta s'innalzò Eva,
    appariscente, immacolata bellezza.
    Tra i lillà soggiacevan alla vita,
    prorompenti e innocenti le lor caste nudità.
    Compagni d'avventura ... o di sventura,
    per l'arbitrio di chi non avea pari alcuno.

    Silenzio in scaglie,
    negli anfratti del seno prescelto,
    fra costante rumor di fauna sibillina e flora abbarbicata,
    ch'odorava persino nei colori...
    Acqua adamantina, di purezza straripante.
    Quasi giardin del cielo,
    nell'Eden acquisito e primordiale;
    singolare riflesso d'eccelso Paradiso.

    Tra fronde verdeggianti e frutti sconosciuti,
    avean casa viscide serpi velenose;
    fra cosce candide di donna
    divenute esasperate,
    strisciava il vile ingannatore,
    scatenando qualcosa d'inconsueto,
    oltre alla percezione del pudore.
    E sangue infradiciaron le sue gambe.

    D'istinti d'altra specie esagitò Eva,
    ch'ignuda si sentì,
    fin a coprirsi con la foglia d'un tenero virgulto.
    Negata quella mela che porse al prediletto Adamo,
    che la seguì, privo d'obiezione.
    Ma s'oscuraron cirri su di loro, forgiando nubi di carbone,
    si coprì il cielo delle tinte della rabbia e d'impotenza,
    scatenatesi all'indegno tradimento.

    D'uno sguardo dissonante
    si vestiron i loro occhi
    già cacciati e maledetti,
    artefatte la bellezza e la purezza
    ai compagni di condanna e di dolore...
    Nel sospiro che dal petto s'immolava,
    s'arrancava il pentimento,
    valicando il confine di tal Eden sì perduto...
    e sì perfetto.

  • 18 aprile alle ore 15:00
    D'esser croce

    Piange il cielo,
    forgiando in perle trasparenti
    amare lacrime che scendono;
    sofferenza ineluttabile
    per l'onta dell'umana alienazione.
    Acquitrini misti a fiori,
    per mondar ferite antiche,
    ma tutt'ora sanguinanti,
    sulla carne trascendente
    di Colui che fu tradito e martoriato,
    poi reietto e crocifisso.
    Chiodi fomentati da peccati
    ne brandiscono l'aspetto,
    come inquietante arma;
    ribattuti di perpetuo da disparate mani,
    trafiggono altresì quel legno infradiciato, 
     d'amore e d'altrui macchie d'innocenza,
    ch'urla ancora, inascoltato da chiunque,
    tra il fragore silente della morte,
    rigettando, d'esser croce, la sua colpa.

  • 18 aprile alle ore 14:59
    Nel sussulto del tempo, resuscita ognora

    E s'ode un respiro, di tenebra chiuso,
    nel guado del tetro sepolcro,
    sospiro di sguardo profondo scintilla nel buio,
    risale alle labbra un gemito fioco,
    l'apogeo del triste calvario rigetta il sudario...
    Proviene dal lungo percorso d'abisso infinito,
    il Figlio dell'Uomo... Rampollo di Dio.

    Riprende il possesso del corpo smarrito...

    La morte s'inchina alla vita,
    getta scettro e corona,
    bistrattata sovrana del nulla.
    Rinnegata la veste sua oscura,
    pel desio d'esser Figlio ch'onora
    il Suo Padre, in ciò ch'era scritto già allora,
    pel desio d'incarnare l'amore... ancora... e ancora.

    Nel sussulto del tempo, resuscita ognora.

  • 18 aprile alle ore 14:58
    Nell'oro di corolla

    Osserva assorto,
    nell'apogeo di cotanta meraviglia,
    nell'oro di corolla
    che, fulgente, s'apre al sole,
    l'ardore del pittore per la Ninfa
    e ascolta, nell'impatto del silenzio,
    avvolto di ceruleo, sottratto al cielo,
    come a immaginar tinta del Paradiso,
    il vento, 
    ch'accarezza soavemente le ninfee,
    ancor piangendo, nel ricordo d'un rimpianto
    per quel ch'ea stato, un tempo mai scordato.

    Racchiude, lo stagno, il suo mistero immortalato,
    nel supplicar perdono da se stesso,
    nell'anelar conforto sconosciuto; 
    rivela la trama bisbigliata della storia 
    immers'ancora nell'ordito del ricordo,
    tra l'armonico inceder del dipinto
    e il geniale fluir di tal pennello.
    Pel suo sapiente tocco,
    la tela sibillina sconfina in un sussulto,
    assuefatta alla voglia di bellezza,
    nell'incanto d'ammirar se stessa,
    come suadente Ninfa testé abbagliata.

    Tra l'acque ristagnanti, ch'odorano di vita,
    tra tinte ch'allietan lo sguardo infervorato,
    e olezzi ch'inebrian 'l pretenzioso olfatto,
    rammenta, lo stagno desolato:
    sommersa come perla, di perle sì adornata, 
    a farsi ancor più ambita s'accingea la Ninfa,
    del raggio di Sole, perdutamente innamorata.
    Tesoro desiato le fu greve,
    per splender come stella tra le stelle,
    affiorante su quei petali di fiore,
    quali mani tramutate in corolle di ninfee,
    dacché 'l fango le fu veste, per l'eterno.

    E s'ode un mormorio celato, 
    tra l'espressione di ritocchi d'emozione
    e sfumature di smeraldo e lapislazzulo,
    nell'estasi sublime d'un tal capolavoro:
    un suggestivo canto librarsi dallo stagno,
    tremulo, com'a palesar screziate ali di farfalla; 
    intona un melodioso inno, sinfonico spartito,
    in sintonia col vento, 
    a richiamar l'amore della Ninfa per il Sole,
    alfin che non s'annienti un mero sentimento,
    trascendentale, 
    pur scritto sulla soglia d'infinito.

  • 17 aprile alle ore 18:20
    Siamo spore

    siamo spore 
    ebbre d'aria e terra
    che di getto s'attraversano

  • 17 aprile alle ore 17:51
    Brezzarsi

    Sèguita la cortina 
    del tacito brezzarsi
    -Taglia, tagliamo stringhe 
    prima che soffochiamo:
    di vene e venti la gola 
    si fa cretto di chiarità 
    svelle pensieri
    disinnesca doglie. 
    Siamo elementi finalmente
    siamo reazioni al tornasole
    Blu-di-metilene 
    avremo notti di allunaggi 
    sferzanti negli sguardi
    sottopelle.

  • 17 aprile alle ore 17:26
    Incompiuta

    Rinascerò per te
    per camminare insieme
    nel giardino dell'amore

  • 17 aprile alle ore 1:42

    Siate felici di ciò che avete. Credetemi ogni piccolissima cosa ha il suo perché e il suo valore. Siate felici di quei sorrisi che nascono senza una vera ragione. Di quei momenti in cui dentro avete quella strana pace che vi fa chiudere gli occhi, sospirare e dire: "Grazie Dio"! Siate felici delle difficoltà, perché essere ancora qua significa averle superate. Significa essere rimasti in piedi con dignità e coraggio. Siate felici della vostra umiltà e tenetevela stretta, perché vuol dire che le cattiverie, l'opportunismo, la convenienza e quella parte di mondo "Materialista" non vi ha "Contaminati". Siate felici di ciò che siete, anche se pensate di essere "Poco". Ricordate che nessuno è poco se ha fatto sorridere qualcuno che non riusciva più a farlo. Se ha regalato un abbraccio a chi ha sofferto il vuoto della solitudine. Se ha teso la mano a chi aveva meno forze di lui... Nessuno è poco, mai... Almeno fin quando sente dentro a se stesso quanto alto è il suo valore e i suoi valori.

  • 17 aprile alle ore 1:07
    Tristezza

    A volte, come oggi,
    ti osservo;
    e quasi tutto ciò che desidero,
    mi appare in te;
    una piccola incertezza nella vita,
    le tue labbra appese come frutti in estate,
    i tuoi occhi ombrosi,
    la tua mano tremante,
    la tua pelle chiara appena intessuta nel freddo della montagna,
    la tua luce perpetua,
    il sorriso che mi insanguina il volto.
    Ma allora dimmi,
    che tristezza sei tu che mi catturi con il silenzio.

  • 16 aprile alle ore 22:16

    Ho imparato a guardarmi dentro e a scavarmi fino dentro l'anima. Un "Qualcosa" di cui non posso fare a meno e se ogni tanto non lo faccio non mi sento apposto con me stessa. Amo entrare nel "Caos" che spesso mi appartiene e rimettere un pò di ordine tra le tante cose ammassate e in disordine che ho dentro. Amo farlo perché mi aiuta a capire cosa non va e cosa devo cambiare. Accuratamente sposto le poche cose certe, gli affetti sinceri e i ricordi preziosi... Afferro i problemi, le paure e le delusioni e le porto in superficie. Non voglio più scappare o rimandare, ho capito che per vivere serena devo affrontare e superare. Per questo da un pò di tempo il rapporto più bello, importante e vero ce l'ho con me stessa.

  • 16 aprile alle ore 20:31
    Tutto un secolo attraversò la nonna

    Tutto un secolo
    attraversò la nonna
    impastando focacce,
    le più spettacolari
    nutrivano attese del sabato santo.
    Finché un’ultima Pasqua
    chiuse la madia e lasciò cadere il setaccio.
    Partì per un viaggio
    di rive appena sbirciate
    lei che poco sapeva di viaggi
    tranne quelli di mulattiere,
    campi di spighe e vigneti
    e il garbo profondo della gioia data ai cari
    appena appena rivelata agli occhi
    come il giorno quando inizia a lucere.

  • 15 aprile alle ore 17:54
    Lo spaccio di endorfine

    All’alba non mi nuoce
    lo spaccio di endorfine
    nel brulicar di tossici
    in crisi d'astinenza
    che al parco si dan voce.

    Lo sforzo è la moneta
    che circola veloce
    ed è per i neofiti
    parecchio inflazionata,
    ma l’anima più lieta.

    La pioggia è recessione
    e sol chi non si frena
    può accedere al mercato,
    se il giorno rasserena
    s’attiva l’espansione.

    Lo spazio è misurato
    e ad ogni giro pieno
    s’accumula sudore
    che pèrcola al terreno:
    si è in debito di fiato.

    Ma nella comunanza
    il tempo si fa lato
    si limita il dolore
    lo scambio è regolato
    e il sangue va in vacanza.

  • 15 aprile alle ore 15:33
    passiamo insieme al Triduo

    ti lavo l'essudato in cave estreme
    il marchio della terra, ora sei a casa
    passiamo insieme al Triduo

  • 15 aprile alle ore 14:33
    Come una volpicina

    Ricordo bene
    Quando ti conobbi
    L'estate finiva
    Mai lo dimenticherò
    Nuvole scurissime
    Cattive compagne 
    Ben ascoltavano
    Le mie lagne
    Con un cielo bizzarro 
    Così a strisce
    Mai veramente 
    Ho visto un pesce
    Così io pescavo 
    Molto triste
    Quando all'improvviso
    Tu apparisti
    Da lontano 
    Splendida ti mostrarti
    La giornata cupa
    Così tutta illuminasti
    Piano t'avvicinavi 
    Come una volpicina
    Che giocare sa
    A nascondino
    Quella però eri tu
    Che così arrivasti 
    E sulla sabbia
    Un cuore ti rubasti

  • 15 aprile alle ore 13:40

    Non basta parlar d'amore per essere capaci di amare e non basta avere sentimenti per saperli donare! Quando una persona continua a puntare solo su questo non capendo errori e problemi, non capendo che questo non basta... Fidati, non lo capirà mai. 

  • 15 aprile alle ore 13:29

    Sono come l'accento sull'ultima lettera di una parola. Quel qualcosa che da un tono più marcato e netto alla tua vita. Però... sono anche il punto interrogativo alla fine di una frase, quel qualcosa che ti farà sempre avere un punto di domanda su chi hai di fronte. Sono una perenne scoperta, una ventata inaspettata e mai prevedibile. E' si... Sono un'anima strana, contorta. Un'anima nella quale in pochi hanno avuto il privilegio di entrare. Forse non mi conoscerai mai veramente o forse sono io stessa che non voglio farmi conoscere mai fino in fondo.

  • 15 aprile alle ore 9:13
    Finestre private

    Aprile non s’accorge 
    delle parole sciolte nelle falde
    di rivoli inquieti e sotterranei.
    Aprile sorride nei giardini pensili,
    ha finestre private 
    per chi ha fame di ginestre e sole.
    Egocentrico, insinua crudezza 
    in fioriture, dove l’incanto 
    è un rampicante in dispersione.
    Passa, apre cancelli asfittici.
    Sfiora -miti in penombra-
    gli sguardi che hanno brillato
    d’istinti buoni.

  • 14 aprile alle ore 21:31
    Splendente

    "Splendente"
    Vedo
    nei tuoi occhi radiosi
    e verdi
    come smeraldi rari
    l'essenza pura
    della tua anima
    Dolce e inquieta

  • 14 aprile alle ore 20:35
    E poi di te

    In questo mio contemplare 
    il risveglio della natura
    mi son compagne 
    ilarità e afflizione

    Entrambe indispensabili 
    per potermi meravigliare 
    anche quest'altro aprile, anzitutto di me 
    ancora così capiente da starmi dentro tu

    E poi di te 
    che fischi e soffi
    come vento nelle vene
    -poesia.

  • 14 aprile alle ore 20:34
    In bocca al baccano

    T'ho perduta tra l'erba di aprile
    e per adesso non se ne parla di ritrovarti
    ma tu resta là, mia solitudine

    anche se intanto l'erba si allunga

    Sono solo caduta in bocca al baccano
    e non so come uscirne, ancora no
    ma tu resta là.

  • 14 aprile alle ore 20:33
    In pace o suppergiù

    Non lo avrei detto 
    di riuscire a spargermi
    ai piedi del vecchio ulivo,
    in pace o suppergiù

    Anche se c'è più azzurro tra le fronde 
    che in tutto il mare

    pallido lui...

    Presto non sarà più nemmeno d'acqua 
    come stesse evaporando 
    per mostrare a questo mondo 
    gli avanzi dei suoi misfatti 

    eppure per assurdo resto in pace
    almeno un poco, almeno io.

  • 14 aprile alle ore 20:20
    Per non pensarti

    Non lo saprai
    che ho smesso di morire 
    per non pensarti più 
    e nemmeno saprai 
    quanto ancora mi costi
    alitarmi il sangue

    Eppure, viva come sono e sono,
    ti penso ancora, in modo diverso

    ma

    fai per esempio 
    che incontro un fiore solo sulla sabbia, 
    ti penso e sai, non piango
    m'inginocchio casomai alla buona
    per guardarmici dentro
    -spettina petali il vento

    e se ancora non piango
    lo raccolgo e lo immortalo

    Ucciderti vale sempre la pena 
    per fare poesia, ricordo mio 
    di te.

  • 14 aprile alle ore 20:19
    Fino a che puoi

    Timido marzo, 
    quando la sera tolgo le scarpe
    è un passo in meno 
    da qui ai tuoi acquosi schiamazzi

    e forse sarai ancora com'ero un tempo io, 
    figlia del mare come adesso 
    ma gli occhi sai, non bruciavano 
    nel risalire il profondo

    Fino a che puoi
    conservati in stato di grazia
    amore mio fanciullo
    -ascoltami.

  • 14 aprile alle ore 20:16
    Del fiore di melo

    M'incanta e mi turba 
    del fiore di melo
    quel suo neverosa sottile 
    simile a carta velina
    però più fragile,
    come me talvolta.

  • 14 aprile alle ore 20:14
    AnimAvara

    Anima piatta,
    camminandoti sopra
    non inciampo
    non sprofondo
    non c'è gusto 

    ché sei avara tu!

    Di te...