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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • martedì alle ore 15:24
    Oh Fortuna

    Ti ho incontrata 
    oh Fortuna
    in un giorno d’estate
    ed ho messo al serraglio le labbra
    per poterti assaporare ancora.

    Ho visto
    riflesso nei suoi occhi
    il candore della sera
    quando il tramonto non lasciava la mia pelle
    e l’orizzonte era il suo sguardo accanto al mio.

    Ti ho chiamata Amore
    oh Fortuna
    confondendo l’istante col per sempre
    e mentre assaporavo l’assenzio
    le desinenze s’inginocchiavano al verbo.

    Non ho lapidi da svezzare
    ma silenzi di foglie
    su questi sepolcri imbiancati
    in attesa d’un epitaffio d’autore.

  • martedì alle ore 14:03
    Cosa resterà

    Cosa resterà alla fine?
    Più del profumo del caffè
    dei baci, più del vento,
    delle notti insieme
    più della pelle secca
    dopo i pomeriggi al mare
    più delle stanze degli ostelli
    dei colori dei fiori
    più dei sorrisi
    di cui mi sono innamorato
    delle mani che ho intrecciato
    prima di sfiorare la pelle
    più del suono delle foglie secche
    dei racconti incredibili
    nati perdendomi nella luce
    di una finestra che sapeva
    di un focolaio sacro
    e caldo nella ruggine,
    più di questo resteranno queste righe
    che il vento porterà lontano
    e le acque smembreranno
    con delicata laboriosità
    finché come lacrime
    scorrerà inchiostro
    e sarà tutto questo che
    alla fine
    resterà.

  • È arrivata.
    La Primavera che sognavi
    la Primavera che non vedrai
    dopo tanto inverno
    danzerai felice
    fra regni di luce.

    Tutto così lontano
    adesso
    danza per noi
    sperduti nella pioggia.

  • martedì alle ore 11:22
    Lucciola - Luciérnaga

    Per la giornata mondiale della poesia 
    21 marzo 2017

    Lucciola

    Sboccia nel silenzio delle rose,
    nell'aria gracile del mattino trepidante,
    barlume che trema nel chiarore della lontananza.
    E qui, nell'estensione senza strade.
    E' la gloria delle madreselve cullate  di fervore
    che fioriscono in silenzio.

    Mite chiarore delle foglie in ombra.
    Lucciola di tempo, pace senza ombre.

    LUCIÉNAGA

                                Cuántas veces la memoria
                                  fingiendo que es alguien
                              nos cuenta una gran historia
                                  donde nadie está presente.
                                              Fernando Pessoa

    Retoña en el silencio de las rosas
    en el aire grácil de la mañana.
    Destello que tiembla en la bruma de una lejanía
    y aquí en la extensión sin aceras.
    Es la gloria de las madreselvas acunadas de                                                                        fervor,
    florecen en el silencio.

    Trémula claridad
    en las hojas sombrías.
    Es luciérnaga de tiempo, paz en las frondas.

  • lunedì alle ore 21:49
    Ermetico

    Mi dilato
    nel tuo sogno
    Pronto
    ad uscirne
    se così tu vorrai

  • lunedì alle ore 21:43
    Nell'immenso silenzio

    Dialogherò
    con la tua anima
    nell'immenso silenzio
    dei nostri sguardi

  • lunedì alle ore 20:45
    I colloqui tra l'anima e il cuore

    Mi sento come il ragazzino
    che non sono mai stato

    qundo mi ritrovo avvolto
    nell'allegria contagiosa

    che esalta la felicità
    immaginata come un regalo donato dal Cielo

    E rifletto su cosa possa essere la vera fortuna

    nella domanda profonda e silente
    che la mia anima rivolge spesso al cuore

    Dimmi tu mio cuore
    perché hai sempre un buon motivo per sorridere?

    E accetto ogn'ora la solita risposta
    nascosta nel ticchettio dei battiti

    ...mi sento stupido sono egoista
    e godo di ottima salute

    ...per questo sono felice
    .
    Cesare Moceo
    Proprietà intellettuale riservata
    CopyrightAltro...
     

  • lunedì alle ore 20:34
    Vicini, ma lontani...

    Non siamo fatti per stare insieme in questo mondo.
    Ci sarà un'altra vita da dividere, ma adesso ci separa un universo.
    Tu ed io distanti e vicini, soli ma insieme, così lontani...
    Un abisso tra di noi,
    anche se fossimo ad un centimetro di distanza.
    Occhi che non si vedono, mani che non si sfiorano, labbra che non si baciano.
    E non c'è nulla di più brutto, di due cuori vicini, ma lontani...

  • lunedì alle ore 11:07
    Versi di primavera

    L’arrivo della primavera
    è molto vicino
    le giornate si allungano
    il sole fa capolino
    fa più caldo
    si abbandona il cappotto
    si mette il giubbotto
    mi rallegro
    per questo nuovo inizio
    della natura
    di ognuno madre
    consolaci con un tuo sorriso
    i tuoi fiori appena sbocciati
    questa stagione precede l’estate
    quando ci sarà il mio matrimonio
    con te mio dolce fiore
    del mio cuore passione
    del mio animo brivido
    dalla mia bocca un bacio
    che superi ogni confine
    giunga a te
    all’improvviso
    come nella notte tuono.
     

  • Così finiva quel comunicato
    degli assassini la vendetta dècupla
    trecentotrentacinque - tutti uomini
    per trentatrè della colonna cràuta
    distrutta dalla bomba in via Rasella.
    Quei corpi dai quattordici ai settanta
    nei camion zeppi verso l’Ardeatina.
    C’erano tutti, a cinque a cinque in fila
    freddati e spinti al buio nelle cave
    di pozzolana, uno sull’altro informi
    coperti dai rifiuti d’una Roma
    afflitta dagli stenti della guerra.
    E’ ancora la più grande strage urbana
    in questa Europa che ne vede altre.
    C’era l’Italia e c’era ogni quartiere:
    il nobile, il commerciante e il milite
    studenti, professori ed operai
    cattolici ed ebrei insieme agli atei
    democristiani e comunisti fusi
    monarchici, azionsti e liberali.
    Quei corpi dai quattordici ai settanta
    nei camion zeppi verso l‘Ardeatina.
    Chi fece quella lista, chi assentì?
    Chi dattiloscrisse il severo elenco?
    Di chi si liberò quella vendetta?
    Cosa pensò chi lesse ad una ad una
    le condanne di quegli ignari martiri?
    Cognomi e nomi asciutti sulla carta,
    i martiri del ventiquattro marzo
    millenovecentoquarantaquattro.
    Quei corpi dai quattordici ai settanta
    nei camion zeppi verso l‘Ardeatina.
    Lento e snervante incedere dei camion
    verso le fosse, in solco dentro buche
    che predicevano lo starsi addosso.
    Fu memoria di donne, madri, spose
    fu pianto d’orfani perenni, ora
    sono settantatré gli anni trascorsi.
    Chi ha visto piangere la madre solo
    quasi trent’anni dopo quell’eccidio
    ché allora non poteva, sì doveva
    correre per non dare in pasto lacrime.
    Ora puoi piangere mamma puoi piangere!
    Possiamo tutti almeno ricordare
    quei martiri innocenti con un nome?
    Quei camion zeppi d’anime già morte?
    Quei corpi dai quattordici ai settanta
    che andarono a morire alle Ardeatine
    sospinti uno su l’altro nelle fosse?

  • lunedì alle ore 0:29
    Si sfila di dosso, la pelle

    Storie e turbamenti
    fragili apparizioni, cancellate.

    Venia dello specchio: la verità
    a me puoi dirla (sussurrala).

    Mai occhiate più dirette ad aprire
    pensieri accovacciati

    il viso liscio non ha ombre
    spezza un copione
    di friabili discorsi.

    Giù la maschera 
    (di città chiuse e svagate)
    tela di agguati
    di sguardi ghiaccioli.

    Allo scarto di luce 
    la fissità
    inchioda l’apparire
    la pelle si sfila di dosso
    tante volte, ultima nel sonno
    si perde
    si discioglie.

  • domenica alle ore 22:16
    Un dono dal cielo

    Scivolo
    attraverso la mia vita quasi per caso

    imponendo con severità il silenzio
    al mio arrovellare la mente

    lasciandola afflosciata
    come acqua scivolata a valle

    a stagnare in gemiti innocenti

    e cercare la liberazione
    dai dolori del vivere
    .
    cesare moceo

  • domenica alle ore 20:56
    Io.genero di Zeus e Mnemosine

    E non è più un fardello

    la spossatezza che calpesta il mio vivere
    sotto i raggi del sole cocente

    Ho l'età più bella

    quella che mi regala scosse vitali

    nuove energie nella piacevole sensazione
    d'ammirare la natura che mi circonda

    animata da nuove e sconosciute trepidazioni

    colori d'allegria che riaccendono desideri assopiti

    nella crescente voglia di dar felicità ai miei attimi

    E vado avanti arbitro del mio destino

    ad affrontare le paure con il coraggio

    le sofferenze con la generosità d'amare

    i giorni a venire con la passione nel cuore

    Io accecato da nove fari di bellezza

    Io nove volte genero di Zeus e Mnemosine
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    CopyrightAltro...
     

  • domenica alle ore 20:45

    Avere a che fare con persone segnate dalla vita non è cosa facile. Queste persone hanno vissuto la distruzione di se stesse. Sono persone che nel dolore hanno saputo ricostruirsi e diventare più forti. Ogni volta che ritrovano il loro equilibrio niente in loro è più come prima. Hanno un senso molto alto di protezione verso se stessi perché sanno quanto costa raccogliere i pezzi. Hanno un accurato fiuto e un sesto senso ancora maggiore verso nuove situazioni. Le persone segnate dalla vita hanno capito che dare una possibilità è cosa giusta, ma perseverare nel concederne altre è lasciare che possano distruggerti ancora.

  • domenica alle ore 18:55

    Tutti hanno da dire quanto importante sia la sincerità, il rispetto e il mostrarsi a nudo per ciò che si è veramente. Poi non si domandano, laddove non fanno fede alle parole, il male che può fare a chi ne riceve le conseguenze. Non si domandano quanto possa una persona cambiare ai nostri occhi di fronte a certe mancanze, ma soprattutto non si domandano quanto cambia dentro una persona quando le riceve. La verità, i valori, la sincerità e il rispetto deve stare solo sulla bocca di coloro che anche nel peggio ne fanno una priorità... Per tutti gli altri ci sono le "Chiacchiere"!

  • domenica alle ore 10:39
    Lotta per me al lungomare

    Mai mi son doluto per niente
    Son di seria ed onesta gente
    Son buono per navigare
    Son matto per questo bel mare

    Incantato spesso guardo
    L'Etna con riguardo
    Pentedàttilo spalancato
    Come un fiore sbocciato

    Tristi momenti ho passato
    Tanti dolori poi ho superato
    Qui la morte mi aspettava
    Però a dopo rimandava

    Con la falce si avventava
    Della Madonna non s'avvedeva
    Che poi svelta mi afferrò
    Nella sua luce mi abbracciò

  • domenica alle ore 0:48
    Sentiero da sogno

    Sentiero da sogno è qui
    dove convergono gli sbocci,
    sono tele sui viali 
    che ci avvicinano al compiuto
    svolando il bianco 
    da odori e rimestii.

    Dipingo quasi, carte
    di idee e materia
    e pensieri di tracce
    da fiore a fiore: un favo 
    di quella luce-oro 
    contagio agli occhi.

    Ho visto, vorrei ancora
    poesie fondersi al vento
    scalpitare sull’erba
    più verde, lunga e morbida
    in pace con i legni.
    E poi quella maniera nostra
    d’essere alberi,
    raggiungere l’intento di fiorire 
    mescere umori d’api,
    ché amore non lo è mai
    senza dolcezza in seno.

     

  • 18 marzo alle ore 22:09
    Little Italy

    Ho sperato di potere,
    nel tuo petto,
    firmare una tregua con la vita, con le sue estenuanti fatiche.
    Ho sperato di potere,
    nel tuo petto,
    notti, in cui potermi, addormentare,
    e la mia pelle proseguendo sulla tua rendere infinito il mio corpo,
    i miei sogni sui tuoi,
    infinita la mia speranza,
    e il mio cuore sul tuo,
    infinita la mia pace.

  • 18 marzo alle ore 20:58
    Specchi convessi

    Mi fisso
    assorbendo il mio volto

    negli occhi cerchiati

    dallo scandire infelice
    dei battiti del cuore

    E scruto nelle rughe

    aliti di venti freddi che soffiano
    in quei profondi dirupi scoscesi

    a distorcere l'eco dei peccati
    e il piacere d'esser amato dagli angeli
    .
    cesaremoceo
     

  • 18 marzo alle ore 20:36
    I segreti del mio fiore

    Conversazioni sussurrate

    scintillanti di misteri

    nella ricerca
    d'un qualche gorgoglìo d'amore nel cuore

    con le parole a emanare profumi d'affetto

    e intridere paletti di sofferenze e depressioni

    vele lacerate nella meraviglia
    di godere della libertà interiore

    Conservare i sogni

    nel piacere di colorarne ogni emozione

    fin quando la vita

    stanca delle scorribande patite

    non decide di cacciarti
    dentro oceani d'ispirazioni oscene

    E allora perdi i tuoi spazi

    i tuoi pensieri le passioni
    e i dubbi

    e cominci con i viaggi inutili della mente

    a rivedere i luoghi della memoria
    in lunghi dormiveglia

    immerso nel vaneggiamento dei ricordi

    momenti d'accesa frustrazione
    al pensiero che la vita fugge via
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 18 marzo alle ore 19:59
    Tra i pioppi

    E tu sotto al filare
    muovi lanugini da lunghe cripte
     
    arrivi, quale livido di marzo
    scroscio pudico di un sussurro
    sulla mia strada
    confusa con il cielo
    a nutrire incanti di asfodeli
     
    a guisa di apnea, mi cogli
    attitudine al dischiudermi
    radura che profuma d'abbandono.
     

  • 18 marzo alle ore 18:56

    La strada che percorri ti cambia. Soprattutto a cambiarti saranno le persone che incontrerai lungo di essa. Da alcune cose non si torna indietro. Quando qualcosa arriva fino dentro l'anima e colpisce a fondo è naturale che qualcosa di essa muore. Se è la fiducia che tradiscono, ti fiderai meno. Se è il cuore che spezzano, sarà più difficile tornare ad amare. Se sarà la tua bontà ad essere sfruttata, imparerai che a volte non esserlo troppo è meglio. Se è l'opportunità che viene gettata, imparerai che più di una non va data. Ognuno ha un percorso diverso, ci sono cose di te che perdi e puoi ritrovare e altre che non ti apparterranno mai più.

  • 18 marzo alle ore 14:21
    O viecchio piscatore

    Assettato 'ncopp' o muolo
    guarda 'a cesta vacante,
    comme allucche l'acquaiuolo:
    "manca 'a neve", pare cuntente.

    Tu no, staje stunate 'e sole
    e tiene a lenza abbandunate
    là sotto, comme 'e ffigliole
    e vote, dispettose e sprucete

    veneno, tuzzuleano, e se ne vanno
    e tu saje che stasera, 'nfine,
    te miette 'ncuollo 'e panne
    e va a fern' cu' e nespole e giardine.

  • 18 marzo alle ore 10:51
    Tra le dune di sabbia

    Al tramonto del sole
    Vedo avvicinarsi
    la tua ombra
    Tra le dune di sabbia
    ancora accaldate dal sole
    T'avvicini pian piano
    Sento forte
    il pulsare del cuore
    Perdo il respiro
    Aspetto con ansia
    che tu giunga  a me

    ​(F.V.)

  • 18 marzo alle ore 7:15
    Colori

    Parole 
    che non mi scrivono

    e disegni 
    che non trattengono

    tutti i colori che sono.