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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 novembre 2015 alle ore 16:42
    Magia

    Incorniciarti l'anima
    con soffici parole, 
    e i silenzi che si perdono
    nel chiarore della luna.
    Diamanti i tuoi sogni
    che sorvolano il cuore,
    e l'infinito racconta  i palpiti del vento.
    Dolore e amore,
    da sempre indivisibili ed effimeri,
    si contorcono nell'oblio
    di magiche sensazioni senza fine.

     

  • 22 novembre 2015 alle ore 15:16

    Sorrido sempre perché non ci sono persone o cose che possono impedirmelo. Non lo permetto e non lo concedo a nessuno il mio sorriso. Ho polmoni sani per respirare aria nuova e se per farlo devo spostarmi un po, semplicemente mi sposto. Allontanandomi da ciò che mi oscura il cuore, l'anima e il volto. Corro via da coloro che mi spengono, mi rattristano e schiacciano la mia serenità. Aria nuova a pieni polmoni e ben tornato sorriso.

  • 22 novembre 2015 alle ore 13:15
    Navigo senza affondare

    Martire dilettante dell'insistenza

    intellettuale di strada fattomi da me

    mi adopero al salvataggio
    delle idee e dei pensieri

    stati d'animo col sole dentro
    a illuminare il mondo e le sue bellezze

    nel tentativo di preservarli
    a stravolgimenti e enfatizzazioni

    E mi ascolto
    nelle domande di quest'oggi

    nel suo appartenere immediato al passato

    nei miei contributi di passioni
    animati dall'amore per la vita

    a scrivere d'umiltà e di modestie

    senza alcuna pretesa d'assomigliare
    a filosofi e dotti

    immersi a tutte l'ore
    nella malvagità d'arraffare il proprio potere

    nel ricordo nostaligico
    del loro essere che più non è
    .
    cesaremoceo
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  • 22 novembre 2015 alle ore 10:00
    Canzone ( Rivista)

                                                       
     
     
     
    Io dolce e puro bambino
    Rinato da un bacio
    Di due anime che m'appartengono
    Scivolato nel mondo 
    In una lacrima di un cielo stellato
    Mentre piange raggi di luce.
    La mia anima vestita di me
    Volerà in balia di una nuvola
    Per abitare tutta la luna.
    La mia casa sarà una stella
    E non solo quella
    Non ci sarà Inferno
    Non ci sarà Purgatorio
    E nemmeno il Paradiso
    Ma solo Sole
    Luna e Stelle.
    L'anima vagabonda dell'Universo
    Pregherà solo per essa
    Non avrà bisogno
    Dei vostri pensieri
    Non saranno necessarie
    Le vostre preghiere
    Perché non mi troveranno.
    Solo Dio sarà il mio amico
    San Padre Pio e l'Immacolata
    Le mie uniche guide
    Per una vita migliore
    E non più Così! Come!
     
    Cit: “  Pensieri in cammino verso albe rossicce. “
     

  • 22 novembre 2015 alle ore 8:11
    Vincere la paura del futuro

    Seduzioni intelligenti
    attorniano il capezzale della vita

    impatti affettivi a infondere
    stimoli d'intensita' emotiva

    con l'intento di lenire
    le brucianti sensazioni delle sconfitte

    Negare cinismi e spavalderie

    germogli sempre più avvizziti
    di un ottimismo malato

    a contrastare il sangue freddo
    sollecitato da emergenze e necessità

    E indicare

    nel nome della dignità dei popoli
    percorsi nei quali tutti dobbiamo riconoscerci
    .
    cesaremoceo
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  • 21 novembre 2015 alle ore 21:02
    Post fata resurgo

    Annego nell'infelicità dell'angoscia

    opercolo desolato

    ingaggiato dal tempo
    che scorre implacabile

    nei rimpianti di quello
    che non ho potuto 
    o forse voluto fare

    E soffre Amore

    araba fenice di se stesso

    in quest'impervio buio
    a rappresentarmi l'anima

    inebriata dei piacevoli profumi
    che esalano da quelle ceneri

    e m'infondono la forza
    di abbandonare i peccati
     
    E rivivo ancora...e ancora senza paura
    .
    cesaremoceo
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  • 21 novembre 2015 alle ore 17:15

    Nella mia vita accetto persone che mi camminano a fianco nella piena sincerità. Accetto coloro che dietro me con armi leali mi sorpassano e avanzano. Accetto coloro che stanno avanti a me di poco, di tanto e anche di troppo se quel posto se lo sono guadagnato onestamente. Non accetto chi mi cammina a fianco comprandomi con finti affetti. Non accetto coloro che da dietro me tentano di passarmi avanti calpestandomi come persona... Tanto meno accetto chi ha preso un posto in prima fila senza un vero merito, perché l'unico merito che ha è quello di aver dimostrato di saper comprare il posto che occupa!

  • 21 novembre 2015 alle ore 12:45
    Al risveglio

    Al risveglio

    pront'e' la mente a migliori memorie

    sdraiate a riposar il passato
    e cercar i suoi guai e ritrovar sorrisi

    E vado in scena col dolore
    soggiogato da adrenaliniche tensioni

    ustionate da ritorni di fiamme
    racchiuse in seno a tristezze e allegrie

    Non cedere ai conflitti delle sofferenze

    ogni attimo di ogni parola

    resistervi dentro
    reprimendo le ombre dei disagi

    e ritrovare il senno
    .
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  • 21 novembre 2015 alle ore 12:44
    Il corso delle cose

    Un guscio vuoto
    da cui scorrono rivoli di vita

    A questo un brutto evento riduce…
    succhia l’anima

    Ma il tocco di una mano sulla spalla
    può far tanto

    Ricondurre al corso delle cose
    sgravandolo del peso della solitudine

    Questo il senso dell’umano agire
    quando il bene si eclissa

  • 21 novembre 2015 alle ore 11:35
    coscienze

    coscienze dentro a un foro nel muro,
    martello, chiodo, coscienza che scotta,
    che striscia sui tuoi si, sui tuoi no
    coscienza che suda, sfruttata,
    dispersa in un turbinio di sabbia
    coscienza che urla, soffre,
    instancabile nella sua determinazione
    coscienza che cresce,
    come la sua voglia di scomparire...
    coscienze, improbabili testimoni
    di un'assenza temporale,
    di attimi incontrollati e incontrollabili

  • 21 novembre 2015 alle ore 10:47
    Mare Luna E Sole

     
     
    Oggi il Mare ha l’armonia
    Fatta a misura d'uomo
    Fresco di pioggia passata
    Turchese, calmo e piatto
    È uguale a quello di ieri
     
    Al morire del giorno
    La Luna è rotonda
    Con passi soffici e lenti
    Sussurra tra le stelle
    Il solito tratteggio
     
    Fruga nella vita
    Dona la sua fetta di sogni
    Carpisce l'intensa nostalgia
    Di nuove sensazioni della gente
    Nel respiro della luce del Sole.
     
     
    Cit.  “ Nei silenzi che dissetano i cuori “

  • 21 novembre 2015 alle ore 10:32
    Ti trovai

    Ti trovai quasi senza darmi conta 
    quando un tuo verso accarezzò la mia pelle 
    e la tua risata mi accompagnò fino al sole.

    Ricordo il suono dei miei passi 
    cercandoti in una notte senza pioggia 
    con un bicchiere di domande 
    ed una sigaretta senza anima 
    nelle mie mani solitarie 
    in mezzo alla moltitudine.

    Le mie parole dormivano nella mia lingua 
    mentre leggevo sguardi anonimi 
    cercando di decifrare una strada 
    verso i tuoi occhi strapieni di me, 
    ballavo col mio desiderio 
    baciando il niente che respirava 
    i miei sogni assetati di te.

    Ti trovai quasi senza darmi conta 
    quando un tuo verso accarezzò la mia pelle 
    e la tua risata mi accompagnò fino al sole.

  • 21 novembre 2015 alle ore 7:45
    La sensibilità del cuore

    Occhi unti di sorti avverse

    versano ancora lacrime frantumate

    stagnanti nei solchi della vita
    a disegnare le paure dell'anima inquieta

    Caducità represse in abissali malinconie

    manifestano cicatrici affettive
    orfane di sentimenti e d'emozioni

    nello sforzo di ridare valore
    alle consapevolezze del passato

    sollecitate da pensieri regressivi
    che spingono in altre dimensioni del Sapere

    dove Amore e Psiche non lasciano scampo
    alle sensibilità dei cuori
    .
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  • 20 novembre 2015 alle ore 22:53
    non devi gridare più forte

    non devi gridare più forte perchè io ti possa sentire,
     capire....
    è che a me tremano i polsi e sento il gelo scendere come foschia nelle vene
    perchè 
    siamo così fragili
    siamo così piccoli 
    che
    tra il tuo dire il mio ascoltare e comprendere e poi rispondere
    e il tuo comprendere 
    sono trascorsi secoli di silenzi 
    come un fiume in piena presso queste dimenticate periferie del mondo 

    forse un giorno ci incontreremo ancora 
    forse no
    forse un giorno impareremo a leggere il silenzio
    per il momento null'altro sappiamo
    ma tu non devi 
    gridare più forte perchè io ti possa sentire, capire
    poichè il tuo cuore è qui davanti a me nudo e fragile
    come un guanto rivoltato dentro fuori

    il tuo cuore sa
     riconoscere il mio abbraccio
    il mio cuore sa
     riconoscere il tuo
    e allora nulla dobbiamo temere
    non siamo dimenticati
     sotto questo cielo di periferia
    al momento siamo soltanto
    così lontanamente vicini

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/11/non-devi-gridare-piu-forte.html

  • 20 novembre 2015 alle ore 22:33
    La memoria di me

    Nel respiro del cielo

    cammino in silenzio,

    sentendo tra i miei passi

    uno sguardo divino

    e i pensieri

    si appoggiano

    all’anima,

    scrivendo sul foglio

    della solitudine

    parole

    che non riuscirò a dire,

    ma che avranno voce

    quando la memoria di me

    verrà disseppellita

    dalle mani dell’amore.

  • 20 novembre 2015 alle ore 20:41
    Desolanti certezze

    Peccati fluttuanti di criminalità
    s'infrangono su giorni
    arrossati dal colore del sangue

    Capolavori tramandati alla storia

    nell'emozione di poter incidere
    con rapaci zampate

    sui pensieri accesi
    dai fulgidi raggi delle novelle stirpi 

    esecuzioni scellerate a legittimare
    la dignità dispersa nella notte dei tempi

    Bizzarrie e opacità estroverse
    a dimorare nel Nulla

    e indicare il miglior approdo
    alle mavagità compiute

    qualunque sia stato il male donato

    e aprire varchi a rinnovate crudeltà
    .
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  • 20 novembre 2015 alle ore 20:34

    Quando sei piccolo e cresci in una famiglia dove non puoi permetterti tutto... A quel poco che arriva, se anche desideravi di più ti sarai sentito rispondere mille volte:"Accontentati"! Un termine che insegna, che nella vita non si può avere tutto, che si deve cercare di essere felici con quel poco che si ha. Poi cresci.... Ed ecco che quel termine cambia completamente forma e significato. Accontentasi è perdere, è non rischiare, è vivere adagiati in situazioni che non ci appartengono. E' tenere determinate persone perché non puoi avere di meglio o perché non vuoi stare solo. Accontentarsi da piccoli insegna i valori... Da grandi spesso accontentarsi di chiunque li fa perdere.

  • 20 novembre 2015 alle ore 17:42
    Pidocchi Di Farina

     
    Incollato alla poltrona
    Il lecchino, intoccabile
    Il pidocchio sul trono
     
    Raggiratore del giusto
    E conoscitore del male
    Sapientone di tutto e nulla
     
    Impaziente nel decidere
    Passato, presente e futuro
    E il destino dei sub-alterni
     
    Meschino e fragile individuo
    Colui che morde tutti i diritti
    E si alimenta sotto la cenere
     
    Puoi dare il meglio di te stesso
    Ma a lui non serve più di tanto
    Si sente un mamma-santissima.
     
    Mia madre mi proferiva sempre
    L’acqua chiara segue la torbida
    Il Signore non me ne voglia sé
     
    Mentre invoco la giustizia Divina
    Mi conforta l’idea che non può
    Soffiare sempre lo stesso vento.
     
     
    Cit. “ Perché gli uccelli cinguettano sempre? “

  • 20 novembre 2015 alle ore 14:19

    Ci sono mani vicine, che non hanno presa. Mani che malgrado stringono la tua, tu cadi... Poi ci sono mani lontane. Mani dalla presa forte, decisa... Una di quelle prese che senti non solo per come stringono la tua, ma soprattutto perché in mezzo al vento, alla pioggia e alle peggiori tempeste tu resti appesa a quella mano amica chiamata "Speranza" e senti che non ti lascerà mai cadere nel vuoto.

  • 20 novembre 2015 alle ore 10:20

    Le donne forti non sono anime prive di sentimenti ed emozioni. Sono donne che hanno scalato montagne, che per arrivare alla vetta sono cadute nel precipizio della delusione e dell'indifferenza di chi le ha spinte giù. Le donne forti hanno un anima "Ricca" di espressioni e sfumature che non mostreranno mai a tutti, perché sono consapevoli grazie alla loro esperienza, che non tutti gli occhi saranno capaci di notarle. Queste donne non sono nate forti, ma le tempeste che la vita gli ha messo di fronte come sfida, le ha fatte cambiare... Perché di fronte al "Male" che ti cade addosso, spaccandoti il cuore, spegnendoti l'anima e graffiandoti la pelle... O diventi forte... O muori. Fa paura la loro forza, sembrano indomabili, insensibili... Ma in realtà hanno solo il coraggio di non dirti mai che le hai "Uccise" dentro. In realtà cercano solo due braccia che con forza ed energia sfondino quei muri e le stringano forte. Per fare questo servono persone e cuori capaci di saper ascoltare nel silenzio il loro grido. Un grido che non può essere percepito dalle orecchie, ma solo dal cuore. Un cuore capace di amare qualcuno pieno di ferite, ma che a sua volta sa prendersi cura delle tue.

  • 19 novembre 2015 alle ore 21:13

    Per Natale non vorrei regali, ma un cuore. Un cuore da unire al mio. Un cuore che batte dentro il petto di qualcuno che sa cosa sia il "sacrificio" che serve a restare in piedi, mano nella mano, nelle difficoltà... Giorno dopo giorno. Vorrei un cuore privo di superficialità, ma talmente profondo da non sapere cosa sia l'apparenza. Un cuore non prepotente, arrogante che sa pretendere e non ascoltare. E' un regalo strano il mio, uno di quei regali che forse solo la magia del Natale può portare. Del resto, cuori veri e capaci di amare ormai non ce ne sono praticamente più. Per questo Natale vorrei vedere tutti i cuori che ancora sanno amare davvero stringere altri cuori caratterizzati dagli stessi valori.

  • 19 novembre 2015 alle ore 16:54

    Fanno rabbia le persone come me. Quelle che sono troppo decise e autonome. Quelle che hanno una sola faccia buona o cattiva che sia a seconda di chi hanno di fronte. Fanno rabbia e spesso fanno sentire inferiori quelle persone che per sentirsi importanti devono per forza avere vicino qualcuno di debole! La debolezza non è un difetto se intesa come fragilità, anche quelle come me, sicure di sé e decise sono persone fragili e sensibili. Hanno solo un concetto ben chiaro riguardo la loro "Fragilità": Mostrarlo a chi merita, a chi è in grado di capire e di non gioirci sopra. Per il resto del mondo vedete pure ciò che volete, perché per noi non sarà mai un problema!

  • 19 novembre 2015 alle ore 16:36

    Oggi non voglio brindare a me stessa, ma a tutti voi convinti e fanatici del loro "IO"! A voi tutti pronti a giudicare e criticare le scelte degli altri... Senza considerare che la vostra opinione non è "Legge". Brinderei a tutti i piccoli uomini che si sentono grandi insultando una donna, solo perché un "NO" non lo hanno digerito. A tutte le persone che fanno della loro vita un'intera conversazione sulle vite altrui. Festeggiamo la fine del rispetto, del dialogo e della comprensione... Benvenuta ipocrisia, maleducazione, finto perbenismo e convinzione.

  • 19 novembre 2015 alle ore 11:15
    La Rondine Smarrita

     
    Sole giallo
    Sole rosso
    Nel cielo terso
     
    Una rondine smarrita
    Vola solitaria e paurosa
    Verso il sole di fine corsa
     
    E perdersi nel rossiccio
    Di una sera fanciulla
    Preludio di forte paura
     
    Lotta contro il tempo
    Man mano più scuro
    Da incutere angoscia
     
    Germoglia il desiderio
    Di benevola compagnia
    E lenire un triste futuro
     
    Ma la sua lotta continua
    Si fa sempre più fievole
    E arrendevole nel tempo
     
    Nel profondo crepuscolo
    Sarà forse uno omaggio
    La differente nuova luce.
     
    Cit.  “ Nel tempo e nello spazio vive un sole provvisorio. “

  • 19 novembre 2015 alle ore 10:12
    Un ciglio di libertà

    Togli quel velo

    che sradica il cielo dai tuoi occhi

    e rende sterile il fuoco

    che cova sotto la cenere dormiente.

    Hai spento l'emozione

    barattando un “coup de foudre”

    con un cerino spento

    seppellendo la tua “joie de vivre”

    tra sterpaglie e rami secchi

    per paura di vedere l'oltre

    e respirare i giorni contromano.

    Togli

    quella parvenza di cerume

    con la quale invecchi la pelle

    affinché convinca lo specchio

    a dissuadere l'occhio dal rimpianto.

    Non c'è catena di diamante

    che valga un sol ciglio di libertà.