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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 febbraio alle ore 10:26
    La soitudine dei numeri primi retrocessi

    Manifestanti di giovine età

    traboccanti di cultura nella temerarieta'
    di filosofeggiare col mondo

    a godere di quell'intimo piacere
    trafitto da emozioni morali
    dal volto scuro e tenebroso

    a veder transitare la loro storia

    cieca e cinica

    vissuta tra voglie illecite per niente etiche
    a sfociare in egoismi ridotti sul lastrico

    Anime rimaste sole

    tra birre e canne
    speranze fallite e certezze frantumate

    A rintanarsi nei luoghi del non senso

    a rivivere viaggi della memoria
    violentata dai ricordi

    e dagli attimi di vita
    che avevano costellato la loro esistenza

    luoghi dove chi entra

    vive la sua solitudine diversa

    assieme a altre solitudini
    nella solidarietà tra numeri primi retrocessi

    e rimasti soli a cantare senza spettatori
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 28 febbraio alle ore 9:48
    Simile A Un Lupo Selvaggio

     
     
    Delicati profumi
    Nel cuore della notte
     
    Mentre un uomo austero
     
    Giacca sulla spalla
    Ombrello a tracollo
    Bastone nella mano
     
    Grida alla luna
    I suoi ultimi passi
    E tutto ciò non mi è strano.
     
     
    Cit. “ Il viaggio nella notte è svanito nella stazione della luce “

  • 28 febbraio alle ore 8:50
    Anima...

    Tu hai visto la mia anima...
    e ci hai giocato...
    Dentro, tutte le porte erano aperte...
    le stanze vuote...
    Aleggiavano sogni...lieti...ribelli...preziosi
    Solo chi aveva gli occhi nel cuore poteva vederli...
    Ma i sogni erano per pochi...
    e l'anima vagava solitaria...indefinita...sospesa...
    Tu hai visto la mia anima...
    E ci hai giocato...

  • 27 febbraio alle ore 21:22
    Donna, tu

    Sei tu la più bella
    nella tua anima,
    sempre contenta,
    sempre lieta,
    unica nuvola
    in celeste volta;
     
    a dea simile
    non comprendo le violenze,
    le angherie,
    le ripicche,
    contro di te,
    anima sublime
     
    il mio animo
    d’amor pieno
    non può tollerare,
    non può permettere,
    queste ipocrisie,
    queste ignominie
     
    la prima regola
    rispettare la donna
    comprenderla,
    assecondarla,
    accettarla
    come donazione divina.
     
     

  • 27 febbraio alle ore 21:06
    Divino

    Danzo
    su note di vino
    appagato dall'intenso profumo
    dei frutti di bosco
    Non sono ubriaco
    Sono semplicemente felice
    d'amarti

  • 27 febbraio alle ore 18:06
    All'amante morta

    Ti vedo e non ti vedo, nei meandri
    dei miei ricordi sei ormai evanescente.
    Eppure, nonostante il tuo riflesso si
    fa fioco nello specchio dei miei neuroni,
    l’oltretomba non può trattenere il verde
    dei tuoi occhi o la lacrima dei miei.
    Spero che dopo questa vita ci sia
    qualcosa solo per tornare a baciarti,
    a scambiarci dolore, saliva e anima
    in un eterno avere sedici anni.

    02/09/2014

  • 27 febbraio alle ore 16:53
    Mare di speranza

    Grani di felicità
    vorrei donare
    a chi dure battaglie
    deve affrontare
     
    Calma e vigore insieme
    vorrei regalare
    che risollevino gli animi
    per pungolar l'istinto
    di altre incipienti primavere
     
    Vorrei che Ottimismo
    squarciasse l'oscura cortina
    che ora tutto avviluppa
     
    E la sciogliesse
    in un caldo mare di speranza

  • 27 febbraio alle ore 11:02
    Ricordi nel vento

    I profumi dei fiori
    son tutti diversi
    ed ognuno di loro
    ricorda qualcosa
    un giorno...
    un momento...
    un bacio nel vento.

  • 27 febbraio alle ore 9:43
    Una Sconfitta Cercata

     
    Nella vita!
     
    Non ho mai barato
    Per fare sempre del bene
    Ed ho ricevuto del male
     
    Ho incontrato satana
    Con la valigia in mano
    Voleva portarmi con se
     
    In piena confusione
    Nella stazione della vita
    Ho cercato Dio tra la gente.
     
    Cit. “ Nella vita le lotte finiscono sempre con una sconfitta a metà, in attesa di
    Quella definitiva.”

  • 27 febbraio alle ore 0:51
    Non manca niente

    Son messo all’angolo
    dalla tua bocca
    imprigionato
    in un recinto d’aria.
    Tra le nostre labbra spira
    una corrente di petali rossi
    nello spazio di un bacio.

  • 26 febbraio alle ore 23:56
    Dio,perchè ci hai fatto così ?

    "Nè la pietà nè i lamenti nei pianti
    dovranno evocare il mio nome"

    Nel mio sguardo alla vita
    un pò stranito e malinconico

    avvolto dal pensare

    che la ricchezza della mente
    non svanisce assieme al corpo

    sgombero il campo
    da ignobili cangurate

    subissato da fantasmi
    di morti viventi

    che potreste essere Voi

    con le vostre adolescenze violate
    dall'infedeltà alla natura umana

    pesanti angosce di chi
    non riconosce più le sue radici

    Gesta e azioni a produrre disastri

    piaghe divenute infette
    a sollevare i veli dell'omertà e dei silenzi

    sempre pronti a nascondere e minimizzare

    atteggiamenti e stili di vita
    di uomini privi di saggezze

    nella realtà che ognuno vuole e può essere
    a perseguire le proprie convenienze

    superando la difficoltà interiore
    di sentirsi diversi 

    illusiva concezione di vita

    e essere visti volteggiare nell'aria
    senza concedersi agli sguardi del mondo

    nell'abbandonarsi facilmente
    all'entusiasmo del "bambino che c'è in Loro"
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 26 febbraio alle ore 14:22
    biografia non ufficiale

    rumori tra le crepe
    semplici suoni
    distorsioni

    ascolta
    riguarda noi
    ingenue contorsioni sociali

    curiamoci un po'

    perché le sofferenze della vita non serviranno a niente
    quando la vita sarà più

    lamenti attraverso la foschia
    semplici miracoli mascherati da miraggi
    rumori tra le crepe

    curiamoci un po'
    perché siamo la salvezza l'uno dell'altro

    salvezza

    le nostre vite
    nodi di tenerezza
    sotto questo cielo

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/02/biografia-non-ufficiale.html

  • 26 febbraio alle ore 12:47
    Incubo

    Mi perdo in un canneto, nudo e confuso,
    cercando invano una via d’uscita.
    Vola in alto fischiando il tarabuso,
    mentre il buonsenso mi dice che è finita.
    Spettri mostruosi mi strappano la pelle,
    insieme ai rovi e alle loro spine.
    Ascolto il coro delle raganelle
    che fanno il controcanto alle mondine.
    Fuggo nella palude intimorito,
    sfiorando squame di viscidi serpenti.
    Mi chiedo dove andrò così svestito,
    ma trovo pace fra i salici piangenti.
    Rospi occhialuti iniziano a suonare
    un rap suadente dai sinistri toni,
    e più lontano si esibisce il mare
    che urla in groppa a bianchi cavalloni.
    Vedo un falò ardere ad oriente,
    e faville nell’aria che riluce:
    l’incubo si dilegua, e finalmente,
    sfuma il ricordo di quel mondo truce.
     

  • 26 febbraio alle ore 11:45
    Pioveva a Roma

    “ Roma è una cosa a parte; si spiega con un tramonto e si capisce con una carezza”.
    Quante volte me l’hai detto… Pioveva  e me lo trovai scritto in fondo all’anima, carne viva di un’incomprensibile mattino.Non dovevi partire! Le botticelle in fila per un turista, il tramonto sulle spalle di un Santo. L'inverno sta tornando si dispera lungo il Tevere. Crolla la sera al respiro della tua assenza, sei lontano mai straniero, come nido violato un sorriso si è perso nel vento.  "Roma non ha pretese. Non le importa del cielo, non teme le offese”. Mi fu detto ma pioveva ancora e ancora voglio vivere la vita come capriccio di bambini. Solo conciamo queste righe sottopelle, solo sogno di ritrovarti presto in piedi su quella strada o in pace su quella panchina da dove si vedeva casa.
     

  • 26 febbraio alle ore 9:58
    Il Messaggio Dell'Ultima Stella

     
     
    La mente astuta
    Ha gli occhi di ladro
     
    Secoli  silenziosi
    Per capire il silenzio
     
    Il messaggio è
    Nell’ultima stella
     
    Che si perde nella luce
    Di una delle tante sere
     
    È la natura prodiga
    Di giorni e notti morenti
     
    Profili di vita giovanile
    Senza un degno futuro
     
    Vita da lupo selvaggio
    E l’arte di arrangiarsi.
     
     
    Cit. “ La sfida con la Natura è una partita perduta “

  • 26 febbraio alle ore 9:55
    Danza Di Una Donna Tra Realtà E Finzione

     
    Nuda!
     
    Donna misteriosa
    Come uno spettro
     
    Appari nella luce
    Scompari nel buio
     
    Di una finestra
    Di un balcone
     
    Confondi l’altrui esistenza
    Lasciando vagare l’immaginazione.
     
     
    Cit. “ Un pugno di sabbia è svanito nel nulla “
     

  • Avrei voluto chiamarti amore

    ma ho scordato il tuo nome.

    Ricordo però bene le tue labbra

    che spaziavano dalle radici al cielo.

    Ricordo il tuo profumo

    euforia che alimentava la mia pelle

    eccitando i sensi sino allo stremo

    di masturbanti attimi di gaudente utopia.

    Ricordo i tuoi capezzoli giocosi

    ticchettare al ritmo dell'oblio

    e poi sedurre il tempo

    sino a rapirne il battito.

    Ricordo anche il precipizio delle incomprensioni

    fare a pugni con la precarietà della lontananza

    e le suppliche angosciate

    affinchè l'equilibrio non cadesse nel tranello

    d'una gelosia corrotta

    dal peccato originale.

    Mi sono rotto il cazzo

    di te, di me, di noi

    anche se t'amo più di prima

    e l'indifferenza mi consuma.

    Ti avrei urlato "Vaffanculo"

    se solo ricordassi il tuo nome

    e mille volte ancora

    avrei preteso le tue labbra.

    Avrei voluto chiamarti amore

    ma ho scordato il tuo nome.

    Forse è meglio così

    perchè il nulla non può svanire.

     

  • 25 febbraio alle ore 23:10
    Il buio dinanzi la siepe

    Come una farfalla
    infilzata mentre ancora vive

    scopro i riflessi della sottomissione
    ai vuoti della mente

    e subire nel tempo

    emozioni a esprimersi
    molto più modestamente

    nell'assalto alle diligenze delle passioni

    Maturare voglie e desideri
    ad aggiungersi a utopie frammentate

    personalizzate in mittenti
    con la chemio in tasca

    e destinatari con la vita in dipartita

    privati della possibilità
    di teneri ritorni ai loro cuori soffrenti

    E piango consapevoli rischi

    a evocare immagini
    di chi va verso la propria fine

    allietato dalle musiche
    di sentimenti stonati

    E pretendere da me stesso

    di diventare un altro

    dimenticare il mio corpo e le mie idee
    e sognare di essere in un'altra dimensione

    libero dalla schiavitù
    di quelle intimità perverse
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 25 febbraio alle ore 23:05
    Fondali

    Tornava sovente
    sotto gli occhi della luna
    a sedere lungo la riva
    della sua solitudine
    e come brezza
    con le mani increspava
    scure acque quiete
    quasi a cercare
    un non so che di raggiungibile.

    Scendeva incauta
    tra i suoi fondali
    poichè altro non erano
    che il fondo del gusto del suo dolore
    per poi riemergere
    con la voglia di sentire
    il cielo sulla pelle.

  • 25 febbraio alle ore 22:40

    La Signora "Cattiveria" va bussando ad ogni porta.... Che resti a lei chiusa, che essa le permetta di affacciarsi all'interno o che la sfondi ed entri... Non conta. La Cattiveria presto o tardi, malgrado i giri che può fare torna sempre a casa propria. E' come un pacco che come ultima destinazione ha il suo stesso "Mittente", ma sopra di esso porta la scritta: "Prima di inviarmi rifletti perché prima o poi da te devo tornare"!

  • 25 febbraio alle ore 20:47

    Ho puntato il mare molte volte, l'ho ascoltato, osservato e anche un po temuto. Il suo fruscio a volte calmo altre volte impetuoso, il suo sfiorare la spiaggia, come per bagnarla di nuovi sogni e speranze per poi fuggire via scomparendo di nuovo nella sua immensità. La paura di quell'enorme distesa di acqua che sembrava non avere una fine al suo orizzonte. Quante volte mi sono sentita simile a lui, forte e immensa, mentre altre volte ero un po come la spiaggia... Una semplice persona inerme che riusciva a sfiorare i suoi sogni per non afferrarli mai.

  • 25 febbraio alle ore 17:50
    Parole

    Taci meraviglia
    poiché quando taci io
    non resisto
    alla tua dolce natura.
    Taci dinanzi all’odio
    poiché i tuoi
    occhi
    dispensino gioie lontane.
    Taci se vuoi
    orgoglio della mia
    vita
    ma parlami d’amore,
    parlami.

  • 25 febbraio alle ore 17:47
    Silenzio

    Ho scelto volti senza nome
    a cui chiedere chi sono.
    Ho gridato ad una finestra chiusa
    la mia passione.
    È insolente questa necessità di risposte,
    è un sorriso saturo di rabbia
    è un’anima abbandonata ad un punto di penombra,
    è una metamorfosi.
    Vorrei appartenere ad un silenzio clandestino,
    inquilino dei tuoi pensieri.
    Vorrei uno scorcio di umanità
    nella mia terra.
    Vorrei essere il
    proprietario della tua serenità.
    Mi appartiene il tuo sguardo,
    come una sentenza.
    Ho urlato in un dirupo,
    il silenzio
    e d’un eco di ritorno
    non credevo che i sogni
    mi avvolgessero,
    prendendosi cura di me.

  • 25 febbraio alle ore 17:46
    I Pescatori

    Ho visto uomini discutere della raccolta. Il rumore delle onde di ritorno restituiva loro i pensieri evasi. La Grecia all’orizzonte. Una bottiglia di vetro dinanzi alla scogliera. Ho condiviso la rabbia, alcolica, con il vuoto del mare. Il silenzio che cura il silenzio. Spuma di ritorno, ornata di qualche guscio di vongola, ad esaltare la monotonia dei giorni trascorsi.

  • 25 febbraio alle ore 17:45
    Confini

    Come la goccia più densa di latte
    si lascia cadere nel tè e gli regala
    il colore ambrato delle emozioni
    cui non posso guardare attraverso.
    Come questi muri sono confini,
    e sono confini le punte dei polpastrelli,
    le mani che guardi
    la fatica spesa a guardarle,
    e la semplicità di chiudere gli occhi
    e sentirle.
    Ti costa più trasformarti che concederti.
    Quel meccanismo di matrioske
    che racchiude tante camaleontiche versioni
    di te
    e l'ultimo strato racconta il pensiero.