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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 aprile alle ore 13:53
    Visioni senza età

    Visioni senza età
    Dipano ragnatele
    nel profondo del mio cuore,
    cantilenando
    orecchiabili canzoni
    per assopire l’inutile visione
    che ho di te.
    Io non ti cerco,
    per le strade, nella notte,
    come facevo un tempo
    col fiato grosso in gola,
    il sangue che scorreva all’inpazzata.
    Ero un fiume in piena
    quando la tua pelle
    combaciava nettamente con la mia
    e il tuo odore
    penetrava gli anfratti più sottili
     del mio esistere.
    Ora sei via,
    libero atomo nel cielo,
    felice nella tua distrazione
    di donna solitaria
    e senza età.

  • 17 aprile alle ore 13:49
    Corpo Graffiato

    Alla luce della luna,
    fredda la tua mano bruna.
    E come un vampiro 
    il mio sangue hai leccato,
    che tu hai procurato.
    Sono una donna con il corpo graffiato,
    quanto ho gridato
    al tuo sporco corpo sudato.
    Il canto di un corvo sopra il mio volto,
    e il sorriso
    mi hai tolto.

  • 17 aprile alle ore 13:48
    Filo Spinato

    Da un filo spinato
    sei tormentato.
    Percosso dalla paura,
    per quell'assurda tortura.
    Le baracche di un triste colore
    abbattono il tuo cuore.
    Non c'è amore
    né un granello di calore.
    Ti chiedi dov'è finito il tuo Signore,
    perché credi a quella cosa di valore.
    La vita.

  • 17 aprile alle ore 9:33
    Il Pianto Della Paura

     
     
     
    Nel tempo che non è tempo
    Nella luce che non è luce
    Nel buio che non è buio
     
    Il cielo del tramonto
    Apre l’uscio alla calma
    Per donarci la serenità
     
    Cavolo che tristezza
    L’uomo ha perduto il senno
    Pare l’ultima notte di quiete
     
    L’attimo pare si sia fermato
    Il vento ha smesso di soffiare
    Eppure tutta la vita si muove
     
    L’universo oltraggiato
    Ha perduto la pazienza
    E si è fatto minaccioso
     
    Meno male che
    Il mare che prega per noi
    E il Divino grazia noialtri.
     
     

  • 16 aprile alle ore 21:31
    Res Publica

    Il futuro oggi non esiste,
    nemmeno tra cent'anni.
    Mi chiedi di immaginarlo,
    per essere certo che io sia ignaro abbastanza,
    abbastanza sazio,
    ed abbia fiducia nel tempo irreale,
    o Patria!
    Io mi fido dell'uomo presente,
    della sua speranza e del genio, della sua ira;
    io sono sveglio, oggi,
    ed in questa tiepida mattina,
    che sento e respiro,
    mi accorgo,
    che allatti i tuoi figli col veleno della corruzione ,
    e i tuoi baci da arpia,
    ci stracciano un oncia di carne bambina,
    dal braccio che usiamo per difenderci in volto,
    una per ogni speranza che nasce.
    Il domani in cui mi mandi è troppo lontano,
    troppo diverso da noi,
    innamorati della vita, presente.

  • 16 aprile alle ore 20:56
    Ribollenti pulsazioni

    Sogno mondi incantati

    dove sfidarsi per raggiungere
    traguardi di veri eroi 

    e intanto m'echeggiano nella mente

    grida sovrumane a possedere i pensieri

    Anime infestate da inquietanti presenze

    imposture pentite in cerca di redenzione

    ad assumere continue nuove identità
    a lottare contro se stesse

    E cerco soffrente
    il dialogo tra Luci e Tenebre

    dentro lo sguardo pietoso della Fede
    e nei volti confusi del mondo

    con la Speranza sempre viva

    d'incarnarMi in gesti d'amore
    e di commozione fatati

    che il tempo non sfregi nè intacchi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 aprile alle ore 13:07
    Sospiri

    Tremano le mie mani allo sfiorar le gote tue,
    un tremito d’amore percuote il mio animo,
    tutto si compie, tutto è amore,
    il mio per te.

  • 16 aprile alle ore 11:45
    Ti sento ancora

    Ti sento ancora stretta al mio petto
    come un rampicante al tronco di un olmo
    provato dagli anni
    ma forte della saggezza antica dei maestri
    che portano la lampada dietro di sé
    e vanno sicuri nel buio.
     
    Tra i segni del ritorno ti cerco e spio,
    nei raggi ricurvi di un sole sconosciuto
    tra le gemme timide del melo a primavera 
    o nell’ultima foglia ribelle alle ventate,
    un indizio, una traccia. 

    Ma è muto l’orizzonte.
    Resta la solitudine di un deserto 
    popolato di assenze.

  • 16 aprile alle ore 10:18
    La sera si racconta

    La sera si racconta
    con le sue solite vedute
    distratte che indignandosi
    riapre pagine di memorie
    scorrevoli al chiaro delle lune
    condannate ad assistere
    tristi pensieri che si coricano
    a volte litigando o rassettando
    cocci caduti

  • 16 aprile alle ore 8:47
    L'Amore Vero

     
    L’amore vero  cavalca
    Un bianco cavallo
    Lungo la scia d’argento
    Dipinta nell’aurora lucente
    Da una lumaca messaggera
    Prima di celarsi nel guscio
    Come il cuore di donna
    Dai sentimenti ardenti.

  • 16 aprile alle ore 6:36
    poesia del tutto

    poesia del tutto
    non andrò da nessuna parte
    anzi se posso non partirò
    e comunque non porterò niente con me
    non vedrò nessuno
    e se riesco farò finta di non sentire
    e poi se proprio insistono 
    i detentori della presunta ragione
    allora fingerò 
    fingerò di non capire

    perchè il segreto è
     non fare
    non muoversi 
    non guardarsi indietro
    non sperare
    non pretendere
    non voler battere il ferro finchè è caldo
    non cavalcare l'onda
    semmai passare sotto la sua cresta
    e continuare così 
    fino a che il nostro fragile e precario sempre sarà
    forse così nessuno si accorgerà
    che la vita vera ha avuto luogo qui
     in silenzio

    che la felicità
    passa, 
    sì passa e va
    nello spazio e nel tempo
    del tutto compreso in un solo sì 
    sì 
    tutto il resto è poco o nulla
    e forse ancora meno
    poesia del tutto....
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/poesia-del-tutto.html

  • 15 aprile alle ore 21:24
    Ai re

    Ai re
    che dileggiano la poesia
    con frasi di circostanza,
    ai sovrani
    che sporcano i mari
    pisciando vergogna.
    Agli dei
    che giocano al perdono
    mischiando le carte.
    Ai prìncipi
    che dimenticano le favole.
    Il trono, un tuono
    da trincee scavate
    con le ossa.
    Dentro chiese
    consacrate alla rivolta
    abbiate cura dei vostri nomi,
    si fa strada
    l'eco della verità.
     

  • 15 aprile alle ore 20:54
    L'eco dei rumori dei pensieri

    Nell'alto morale del mio esistere

    mi accorgo d'esser diventato
    un retaggio museale del passato

    ridotto a chiedere l'elemosina all'anima

    e vivere momenti di veloci discese verso l'alto
    miste a salite repentine incontro alle bassezze

    Eccelse verità ad appellarsi alla coscienza

    e elargire sorrisi a restituire serenità
    a chi è stato creato in maniera diversa

    E mi guardo continuamente dentro

    senza puntare l'indice verso alcuno

    evitando d'inciampare sui miei passi

    con gesti e sguardi a rivelare più delle parole
    e rimuovere la paura di parlare
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 15 aprile alle ore 15:57
    Si fermò il tempo

    Si fermò il tempo sulla lampadina
    che delicatamente illuminava il suo viso di cera.

    Il soffitto bianco, pareti di fuliggine,
    il ritratto del nonno nel piano di lavoro.

    Si fermò il tempo sul letto,
    silenzio in spirale di sofferenza
    sostenendo tra le sue mani
    un rosario di legno.

    Quel giorno Dio stridé
    dietro la vecchia facciata di calce imbiancata,
    nel vapore umano di quel corridoio,
    nel battere della polvere sulla scala.

    Esplose il tempo in pezzi di nostalgie e dolore
    nella dimensione stessa della mia anima.

    E Dio ammutolì.

    Il rosario rimase per sempre tra le sue mani
    la materia del suo corpo si fermò,
    si disfò del tempo verso il niente.

    Non cedé a capricci né vani sospiri
    si pentì del sole e del pomeriggio.

    La notte occultò tra i morti
    la speranza appassita di mia nonna
    che si stancò degli uomini ed andò via;

    Dio non restituì mai a quella casa il tempo.

  • 15 aprile alle ore 12:35
    Novella

    Indietro nel tempo
    affiorano ricordi passati
    l’infanzia gioiosa
    e i giorni d’estate
    novelle narrate,
    o ricordi dei nonni.
    Cantano bimbi
    e sorridono o piangono,
    momenti di storia,
    di lucciole e prati,
    di lire passate,
    novene cantate nel mese di maggio
    e  le corse spavalde
    nei campi e nei prati.

  • 15 aprile alle ore 9:52
    Notte Solo Mia

     
     
     
    La neve ha smesso di fare silenzio
    Il nuovo sole si è addormentato
    Alzo gli occhi al cielo desideroso
    Di penetrarlo per vedere Dio.
    Mi viene sete
    Mi viene fame
    Ho fame
    Ho sete di buio e d'amore.
    Ormai la vita dei vivi volge al termine
    Aspetto che tutti dormono
    E che nasca il buio.
    Sento che questa notte e mia.
    E' la mia notte.
    Pigiama di luna sulla pelle
    E via per i miei vicoli deserti
    Voglio ritrovare l'amore perduto
    E mentre cammino con i miei pensieri
    Una dolce voce mi penetra il cuore
    Comincio a sentire le pene dell'amore
    Inizia una notte di malattia
    Che piange amore da ogni stella.
    Ho ritrovato l'amore!
    Ora che l'ho ritrovato
    Vorrei arginare il fiume
    Per non farlo trascinare verso il mare
    Insieme ai miei sogni rinati
    Vivi negli occhi
    E nel cuore dell'anima.
     

  • 15 aprile alle ore 9:50
    Preghiera Nella Notte

     
     
     
    Notte mia
    Tu sola mi appartieni
    Con i tuoi silenzi
    E gli attimi di una solitudine
    Rigeneratrice dell'Anima.
    Notte mia
    Che cavalchi le mie Lune
    Sei appena sbocciata
    Sulla finestra del tempo
    Mi parli con il tuo linguaggio
    Semplice e luminoso
    Dei sogni di mezzanotte
    A me tanto familiari e vivi
    Nella quotidiana realtà.
    Ti prego  oh notte!
    Rimani solo mia
    Regalami sempre la tua compagnia
    Perché la mia vita di fede
    E' un sogno senza fine.
     
     

     

  • 14 aprile alle ore 20:57
    Senza fermarmi mai

    Chiuso dentro le mie mura

    tra gl'imbarazzi dei pensieri

    a guardarmi negli specchi dell'anima

    sopporto avvenimenti
    che se ne fregano di me

    Ricambio il destino

    immergendomi felice e frastornato

    nei miei sogni

    e dimenticando il vivere
    e i suoi problemi

    nel desiderio
    che diventa una condanna

    di dover comunque scegliere il futuro

    E proseguo per la mia strada

    con la volontà di arrivare
    fino in fondo alla vita

    senza fermarmi mai
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 aprile alle ore 19:15
    Letture

    Attimi rubati
    al treno della vita
    per concedere il sorriso al cuore,
    per trovare la chiave
    in un pensiero.
     
    Un grimaldello che apra
    a me altri mondi
    e ad altri mondi me,
    in uno scambio fecondo
    di emozioni che nel grigio
    vagone che mi è dato
    strada si fanno a forza
    fino a sparir dal finestrino…
    e del mio silenzio
    diffonder la voce.
     

  • 14 aprile alle ore 14:08
    La ricetta

    Se avessi la ricetta
    che tu mi chiedi
    d'una vita piena
    non la rifiuterei.

    Su me farei la prova
    poi te la donerei
    ma sappi che finora
    ho magri risultati.

    E' buona la poesia
    carezza i sentimenti
    e appaga la mia voglia
    di tirar fuori i belli.

    Le foto insieme ai viaggi
    anche san darmi gioia
    scoprendo aspetti nuovi
    riempiendo la giornata.

    Qualcosa però manca
    anche ai felici istanti
    forse una fede viva
    o un po' di sana noia.

  • 14 aprile alle ore 13:09
    Le vittime

    Come non notare il numero
    praticamente uguale?

    Vittime della follia suicida
    immolate a un ego
    folle che a morte le porta.

    Vittime di violenza fanatica
    ammazzate per odio
    là dove s'educa alla vita.

    A poca distanza il massacro
    a disperare sospinge
    e inarrestabile pianto.

    nb. a poca distanza di tempo: 149 persone uccise dal pilota suicida nello schianto dell'aereo sulle alpi, 148 giovani studenti "giustiziati" da guerriglieri in kenia.

  • 14 aprile alle ore 12:01
    Superga

    Abito il mondo con la pelle,
    il mio abito.
    Incrocio le braccia,
    e con dieci vomeri, solco la vecchia pelle,
    per far germogliare
    la terra nascosta sotto,
    e fare giorno di primavera tiepida
    che con fiato aspro e umido, dalle labbra a punta,
    m'ispiri

  • 14 aprile alle ore 9:22
    infraordinaria frenesia fragilità

    infraordinaria frenesia fragilità

    micro opaco spazio 
    tempo ordinario

    infraordinaria felicità

    oggetti minimi per trascurabili micro felicità

    banale normalità
    piccoli gesti di riguardo

    infraordinaria frenesia
    fragilità

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2011/10/infraordinaria-frenesia-fragilita.html

  • 14 aprile alle ore 9:09
    E sarà amore

    Ho bisogno di silenzio
    perché la mia voce adesso sarebbe fragore.
    Dietro questo corpo apparentemente vuoto
    il silenzio ti parla tingendosi di caldi colori.
    Il silenzio è la voce delle mie emozioni,
    nel silenzio prendono forma i miei pensieri,
    come frammenti di conchiglie,
    li conservo nel profondo della mia anima.
    Il mio silenzio ti sente amica
    perché è il silenzio che ci unisce
    e nel silenzio che ti accolgo
    e nel silenzio che ti ascolto,
    ma se veramente mi vuoi amare
    amami soprattutto nel silenzio.

  • 14 aprile alle ore 0:09
    Sulla scala degli amplessi

    Estemporanee polluzioni

    sono le note intermittenti d'un blues

    che brucia lacrime a New Orleans

    come un mantello che ammalia la notte

    e seduce gli ardori

    adescandone il ritmo.

    Si sorprende il sax

    quelle labbra sul bocchino

    e dita tese

    su tasti in estasi

    come mani sull'imene

    a propagare suoni

    sulla scala degli amplessi.

    La dama langue

    nel suo divaricar sorrisi

    mentre il desio si sottomette al diapason

    e la melodia sgorga

    goccia a goccia

    sull'euforia dello spartito.

    Distilla l'eco

    d'una voce sommessa

    il verbo che ride

    e la giostra gira

    una volta ancora

    a sublimare il poeta.