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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 febbraio alle ore 1:52

    Sono felice delle scelte fatte nella mia vita, di tutte... Non ce ne sono di sbagliate, ognuna di esse mi ha insegnato qualcosa. Ognuna di esse mi ha portato a qualcosa di migliore. Esattamente come le ultime fatte, mi hanno portato a qualcosa di più grande e capisco che forse le ultime "Parentesi" erano solo il passaggio per arrivare sulla strada giusta. Ho fierezza nell'animo in questo momento. Quella fierezza che portano dentro sé quelle persone che sono rimaste coerenti con il loro pensiero, sempre... Quella fierezza che non lascia traccia al rimpianto, al rimorso e non lascia l'amaro di chi non "Ha capito in tempo"! Ho stima per me stessa in questo momento. Quella stima che possono provare solo le persone che non si sono lasciate "Cambiare" da chi nella vita può insegnare tutto...Tranne i valori. Ho amore... Tanto! Amore per me stessa e per chi da oggi mi cammina a fianco. Ho rispetto nel cuore! Rispetto per me e per chi amo. Non ho lacrime amare da versare, ma solo sorrisi da indossare. Quei sorrisi che sanno di chi "Ce l'ha fatta"! Quei sorrisi che possono indossare solo le persone che hanno quello strano senso di leggerezza bagnato di umiltà. Quello che sono lo devo ad ogni percorso fatto, a quelli giusti e a quelli sbagliati. Agli errori e alle vittorie. Lo devo alle persone che mi sono rimaste accanto, alle storie finite e alle persone sbagliate, ma soprattutto lo devo a me stessa! A me stessa si,  perché ho saputo imparare ogni cosa senza dire mai: " E' finita"! 

  • 27 febbraio alle ore 21:48
    Il destino vince sempre,purtroppo

    Occhi rubicondi
    di uomini senza virtù
    si stagliano all'orizzonte
    in compagnia di vite private di valore
    arenate su spiagge
    di verità a doppio taglio
    a illuderle con sapienti
    e assennati antidoti
    abbandonarle sull'orlo degli uragani
    animate da giustificate arroganze
    a morire di ulteriori vogate
    E regolare aperture
    e chiusure di antri oscuri
    a custodire felibrismi
    e scorte di emozioni
    sfruttando la pelle di quelle anime 
    per farne tamburi
    al cui suono
    altri cuori terrorizzati
    accrescono i loro palpiti
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 27 febbraio alle ore 18:06
    "Il medico degli umili"

    Più il mio Sposo non ritrovo
    il suo cuore all’improvviso (ed anche il mio) si è fermato
    col sorriso sollievo ha donato a quanti
    da sofferenza e malattia invasi
    orai in Cielo lui è stato condotto
    spazia adornato da candidi Angeli.
    Quaggiù, io son rimasta
    sola e desolata trafitto ho l’animo
    mentre il volto inondano amare gelide lacrime
    lo sento mi abbraccia
    tendo la mano percepisco l’Amore
    ma non lo vedo.
    Non più respiro senso non riscontro
    vegetare o morire nello struggente
    dolore che attanaglia?
    Mio Gesù, a Te mi unisco
    disperazione solamente posso offrirti
    trasformala in dono, Dono vero.
    Anche per me hai versato il sangue innocente
    debole e fragile  ai tuoi piedi mi abbandono.
     

  • 27 febbraio alle ore 12:37
    Diotima

    Vieni e placami questo Caos del tempo come allora,
    delizia della celeste Musa, gli elementi hai conciliato!
    Ordina la convulsa lotta coi tranquilli accordi del cielo,
    finché nel petto mortale ciò ch’è diviso si unisca,
    finché l’antica natura dell’uomo, la placida grande,
    fuor dal fermento del tempo, possente e serena si levi.
    Torna nei miseri cuori del popolo, bellezza vivente,
    torna all’ospite mensa, nei templi ritorna!
    Ché Diotima vive come i teneri bocci d’inverno,
    ricca del proprio spirito, pure ella cerca il sole.
    Ma il sole dello spirito, il mondo felice è perito
    e in glaciale notte s’azzuffano gli uragani.

  • 27 febbraio alle ore 12:33
    Al mattino

    Brilla di rugiada il prato; più vivace
    già corre la sorgente desta; il faggio
    inclina il capo incerto e tra le foglie
    mormora e brilla; e intorno a grigie nubi.

    Rosse fiamme si allungano, annunciando,
    senza rumore si levano in onde;
    come flutti alla riva, le cangianti,
    alte si levano, sempre più alte.

    Vieni ora, sali, e non troppo presto,
    giorno dorato, al vertice del cielo!
    Perché più aperto e confidente vola
    a te il mio occhio, beato! Fino a quando

    giovane nella tua bellezza guardi
    e troppo splendido e orgoglioso ancora
    per me non sei; sempre vorresti andare.
    Lo potessi io con te, viandante dio!

    Ma tu sorridi del lieto spavaldo,
    che vorrebbe eguagliarti; benedici
    invece il mio mortale agire e ancora
    benigno! Allieta il mio muto sentiero.

  • 27 febbraio alle ore 12:32
    La veduta

    Riluce il giorno aperto agli uomini d’immagini,
    quando traspare il verde dai più lontani piani,
    ed al tramonto inclini la luce della sera,
    bagliori delicati fan mite il nuovo giorno.
    Appare spesso un mondo chiuso ed annuvolato
    dubbioso interno all’uomo, il senso più crucciato,
    la splendida natura i giorni rasserena,
    sta la domanda oscura del dubbio più lontana.

  • 27 febbraio alle ore 12:32
    Alle Parche

    Un’estate donatemi, o possenti!
    E solo un autunno al mio canto maturo,
    poiché il cuore, saziato
    di dolce gioco, muoia persuaso.
    L’anima che non ebbe in vita il suo diritto
    divino non avrà pace neppure
    laggiù tra i morti. Ma se mi sarà dato
    ciò che mi è santo in cuore, la poesia,
    sii benvenuta, pace delle ombre!
    Anche se non mi seguirà la cetra
    sarò appagato. Avrò vissuto un giorno
    come gli Dei, più non chiederò.

  • 27 febbraio alle ore 12:31
    Il canto del destino

    Voi che lassù vi aggirate nella luce 
    sul soffice suolo, o beate divinità! 
    Rilucenti, divini aliti
    lievemente vi sfiorano, 
    come dita d'artista
    le sacre corde.
    Indifferenti al fato, come addormentati
    poppanti, respirano gli abitatori del cielo;
    castamente custodito
    in piccola gemma 
    fiorisce per sempre
    per loro lo spirito,
    e gli occhi, beati,
    guardano nel calmo
    eterno chiarore.

  • 27 febbraio alle ore 9:46
    Profumo Di Casa Mia

     
    Nell’anima del bosco
    Ai bordi del silenzio
     
    Palpito dopo palpito
    Nell’attesa del tempo
     
    Osservo nubi scherzose
    Che ridono e rievocano
     
    Con il canto del vento
    La nostra antica terra
     
    Con le verità mascherate 
    Dallo sbrigliato progresso.
     
    È bello dominare il paese
    In un silenzio che appaga
     
    Con momenti di felicità
    Nella pace d’una stanza
     
    In una notte che spalanca
    L’animo a limpidi mattini.
     
    Oh terra incantevole!
    Io ti conosco dentro
     
    E ti porto nel petto
    Laddove mi muova.

  • 27 febbraio alle ore 0:01
    perchè scrivo

    ascoltare è impegnativo,
    ascoltare è vincolante
    ascoltare è faticoso, laborioso…. 

    il vero ascolto contiene e custodisce  il sacro dono 
    di prestare attenzione a qualcuno in sua presenza
    guardandolo negli occhi

    per ascoltare davvero 
    bisogna imparare a prendersi il tempo di farlo e poi regalarlo via il tempo buttarlo fuori lontano!

    bisogna saper aspettare prima di replicare
    insomma per ascoltare davvero
    ci vuole tempo, impegno, costanza, pazienza dedizione 
    ci vuole passione insieme
    e soprattutto per ascoltare è necessario essere
     essere 
    così , senza vergogna essere!

    l’ascolto, il vero ascolto è un nodo che ti lega e ti rende libero per sempre, 

    e allora 
    perché scrivo?
    perché la gente non ascolta
    la gente non ascolta
    non ascolta
    più
    fine

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/perche-scrivo.html

  • 26 febbraio alle ore 18:28

    Urlatelo quel "Vaffanculo" che avete in gola da tempo... Urlatelo quel "Ti amo" che trattenete nel cuore da una vita... Urlatelo il vostro disprezzo e il vostro amore, date voce alle emozioni e alla rabbia. Non abbiate mai paura di essere chi siete, di provare quel che provate. Di accettare ed ammettere che tutte queste cose echeggiano dentro di voi. Dentro di voi, come dentro ogni persona che sia umana regnano sensazioni, emozioni sia positive che negative. Non abbiate paura di ferire con la verità, perché dovete sempre ricordarvi che c'è chi non si è fatto problemi a ferirvi con la bugia. Non abbiate paura di dire "NO" perché c'è chi vi ha detto "SI" solo per una propria sporca convenienza. Non abbiate mai paura di soffrire ne di gioire... E se le gioie portano successivamente al dolore o viceversa fa niente; questi processi si chiamano "Esperienze di vita"! E quella vita è la vostra. Quindi sia nel dolore, sia nella gioia, nella rabbia e nell'amore avete semplicemente vissuto!

  • 26 febbraio alle ore 14:09
    Il Volo Del Falco

    Se mi guardi con quel’occhi
    non so se potrei aver di te pazienza,
    e se luna e sole si allineano brune
    vorrà dire che le nuvole
    non son poi così tanto scure
    e se i pianeti gireranno intorno all’asse del tuo corpo, oh cara,
    sarebbe proprio un colpo di magia!

    Come l’angelo Gabriele sceso a Maria
    per dirle “e così sia”,
    quando il diavolo a patti con l’inferno è uscito
    per volar su da te per quella bugia legata al dito
    come amanti pronti al niente
    nell’intreccio del fuoco lucente
    mentre spengono la luce a suon di lacrima dormiente
    e dire al mondo ormai finito “guarda, qui ci sono anch’io”
    ma poi mi chiedo il senso del partecipare sulla terra mio
    se quella, poi, inghiottisce avida senza Dio.

    E quando penso che, come me, siam stati vomitati da così tanto realismo
    allora salviamola senza troppi inganni o prestigioso ingegno.
    Basta amarsi un po’ di più e accecarsi senza troppi dubbi su di chi
    le mani macchiate porta dietro la sua schiera
    e due labbra dal sapore di contesa.

    Eccola la nave che attracca alla mia riva,
    forse son salvo, forse è finita.
    Ma basta pur sapere che quell’occhio tuo a nulla induce
    a chi di bellezza, di certo, non discute.
    veder nel cielo quella finta luna
    con le ali degl’uccelli che s’allontanano da chi le brucia.

  • 26 febbraio alle ore 12:24
    La Rete Del Potere

     
     
     
     
    Lame appuntite
    Ficcate negli occhi
    Per rendere ciechi
     
    Colate di cera bollente
    Ci otturano le orecchie
    Per rendere sordi
     
    Chilometri di filo
    Per cucirci le bocche
    E renderci  muti
     
    Vogliono orientarci
    Verso  un sentiero
    Scialbo ed inutile
     
    Clonati in tale modo
    Serviamo al diavolo
    Che si cela ovunque.
     

  • 26 febbraio alle ore 11:41
    Metamorfosi

    S'avvolge alla notte

    quel nulla che opprime la gola

    come sirena in declino

    della sifilide ostaggio

    e carezze insanguinate

    nel silenzio dell'anima

    a coprire di strazio

    l'avvenenza del giorno.

    E' l'abulia d'una mano

    il nulla che fa rumore

    ma quando il braccio si desta

    è già perduto il respiro

    e le lacrime appese

    a giacigli di sogni

    non sono altro che stelle

    in ossessione di vento.

    Il domani è Itaca

    un lontano miraggio

    troppi passi da camminare

    per una mente stanca

    dove le passioni nascono

    esplodono, vibrano

    sino all'orgasmo.

    E poi muoiono. E poi rinascono.

    Sono solo un uomo

    spesso un uomo solo.

    A tratti unicamente solo

    A tratti magicamente uomo.

    Il tutto di oggi è il nulla di ieri.

    E viceversa.

    Sono la mia stessa ossessione.

    Nelle preghiere troverò resurrezione.

     

  • 26 febbraio alle ore 10:27
    Il Canto Del Mare

     
    Il sapore del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria
     
    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori dei giorni
     
    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato
     
    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo
    Gli occhi sul mondo
     
    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille
    Le onde della speranza.

  • 26 febbraio alle ore 10:03

    Mi sento bene con me stessa, mi sento bene dentro i miei principi, dentro le mie emozioni e mi sento nel posto giusto anche dentro le mie paure, i miei sogni mancati e quelli che ancora cerco di realizzare. Mi sento felice di essere quello che sono, perché non mi piego nemmeno più di fronte all'ignoranza e la cattiveria, la stessa che un tempo invece mi spezzava proprio completamente. Mi sento coerente con ciò che fino ad oggi ho detto di essere, di volere e di credere. Mi sento bene con le persone uguali e simili a me, con quelle affini e anche con quelle diverse e opposte, ma non mi sentirò mai bene vicino a coloro che se pur fingendosi A dimostrano di essere B. Un B molto scadente... E questo non perché sia per forza il mio A ad essere giusto, ma semplicemente perché ognuno sceglie di essere, di frequentare e di camminare a fianco di chi cazzo vuole! 

  • 26 febbraio alle ore 9:37
    Il Mare D'Inverno

    Audace e selvaggio
    Il mare mi piace
    Lui d'inverno
    È ancora più bello
    Imponente 
    Maestoso
    Rumoroso
    Felice
     
    Ondeggia la vita
     
    I suoi giochi vivaci
    Lontani dagli ozi
    Spumeggiano
    Biancheggiano
    Si infuriano
    Lui non dorme
    Riposa…
    Dagli sguardi indiscreti.

  • 26 febbraio alle ore 2:40
    Decir que estas alli...

    Dentro, profundamente dentro,
    hieres, dueles en el fondo, allí,
    allí en dónde se anidan impávidos
    los recuerdos, los buenos y
    también los malos...
    Y decir que estas allí...
    saberlo... sentirlo...
    duele en cada célula
    inerte, allí escondida...

    Sentir que estas allí...
    es ver cada momento
    como un eterno
    silencio, y verte...

    Allí en donde estás...
    silente, callada, riendo
    con tu sonrisa tenue...

    Y no dejas espacio...
    nada en mí deja
    de ser de cierto tuyo...

    Y aún te siento allí...
    llenando cada espacio
    de aquello que es tuyo...

    Un sueño, un momento
    y allí te encuentras...
    y te busco en mi profundo...

    Y ahora escribes versos,
    apareces en el instante
    en que te pienso....

    Y aún estas allí....
    asustando mi razón
    absurda y triste...

    Y te pienso y tu...
    estas allí dentro escondida
    en lo profundo...
    Y me escapo, y me niego
    y no deseo sentir...
    y las palabras se ahogan...

    Y no las pronuncio...
    y tu, aun estas allí
    silente, que sonríes...

    Con esa sonrisa
    que me dice a gritos
    que tu, estas aun allí...

    Escribir tu nombre,...
    duele tu fuerza,
    duelen tus alas...

    Duele tu ausencia...
    Y tu, aún estas allí
    con el nombre perfecto...

    En un espacio mio
    dentro de ese corazón
    que me pertenece...

    Y allí estas, tu...
    silente, que ríes
    sin recordar en dónde...

    Ayer te vi, y me dueles
    en el profundo, dentro,
    allí en donde estas duele...

    Porque no es nada mas
    que tu, que estas allí...
    y me dueles...

    Me dueles en el centro
    de todo espacio...
    en que no te encuentras...

  • 26 febbraio alle ore 0:39

    Nella mia piccola modestia, nella mia piccola ma vera personalità tengo nascoste doti che decido di mostrare solo quando lo sento giusto e lo ritengo opportuno. Non saranno due lacrime versate in un attimo di debolezza ad impedirmi di avere "Le palle" di mandare a fanculo coloro che non hanno capito un cazzo di me! Non saranno due silenzi che piombano pesanti nei momenti di insicurezza interiore ad impedirmi di dire la mia a gran voce verso ciò che non ritengo giusto. Non sarà certo il mio modo semplice di vivere, la mia semplicità esteriore ad impedirmi di sentirmi donna. Donna... Qualcosa che vive principalmente dentro di me. Quel qualcosa fatto di valori, di umanità, di dolcezza e di intelligenza. Non sarai tu, che sai vantare un copione da "Puttaniere" a farmi sentire sbagliata, anzi ... Mi sento più "Giusta" che mai... Diversa e fiera di esserlo. Non saranno coloro che giudicano, sparlano, inventano a farmi pensare che devo cambiare, ma sarà solo verso la mia coscienza che porterò rispetto e se essa sente di essere "Apposto con se stessa" proseguirò a testa alta senza rimpiangere ciò che ho lasciato dietro. Non bastano le parole, a nascondere una faccia che non ha "Volto". Non bastano le macchinazioni alle "Spalle" a schiacciare e render cieca la mia intelligenza. Sono una persona semplice, piena di difetti, ma almeno sono vera... IO almeno vanto di poter dire che non mi nascondo mai dietro scuse patetiche ,per questo non accetterò mai di avere il dito di "certe persone" puntato contro!!! 

  • 25 febbraio alle ore 21:25
    L'acre sapore della ruggine

    Volti della paura

    offese all'amor proprio

    bassezze di codardìa a mettere
    sotto sequestro le emozioni

    rumori di gocce d'odio
    a spezzare e trasgredire

    con arti umiliatorie

    l'inizio di ogni fine

    E esprimermi fino al margine
    di ciascun alito di respiro

    predisponendo in favore di venti propizi

    i miei versi

    raccoglierli e custodirli
    in seno al ventre dell'anima

    e dal mio esilio volontario

    rivenderli al mercato delle idee usate
    .

    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 25 febbraio alle ore 20:16
    Ostro e Maestrale "da Dissolvenze"

     
    Tragico il Maestrale
    il sospiro tuo racconta:
    è pianto profondo
    - il cuore ed il ventre
    comprende?-
    È caldo l’Ostro
    soffio languido piangente
    melodia divien:
    lo strugger dei corpi canta
    sussurrando canta
    nel soffio caldo avvolge
    nel pianto di pioggia svolge
    S’inebria la Rosa dei Venti
    in sputi di sabbia e grani di gelo
    e lame taglienti e lingue di fuoco
    sferza la pelle - la brucia -
    di velo cocente la copre:
    il Maestrale si scioglie nel ventre
    pulsando
    io, Ostro pulsante  nel ventre
    l’accolgo.
     
     

     

  • 25 febbraio alle ore 18:44
    Il Fascino Del Mare

    Il Fascino Del Mare

    Il sapore del mare
    Sbatte tra gli scogli
    E si nutre nell’aria

    Respira l’infinito
    Cattura tutti i sogni
    E i sudori dei giorni

    Di questa vita avara
    All’ombra di un sole
    Di un futuro passato

    Nel silenzio assoluto
    Gli strilli dell’animo 
    Gli occhi sul mondo

    Ed oltre la solitudine
    Si muovono tranquille 
    Le onde della speranza.

  • 25 febbraio alle ore 18:42
    L'Incanto Del Mare

    Il Mare:

    Il mare si esprime
    Si fa comprendere

    Bisogna ascoltarlo
    E saperlo capire.

    I Gabbiani:

    I compagni del mare
    Che nel primo mattino

    Si innalzano in volo
    A salutare L’aurora.

    Il Vento:

    Quasi per culto
    Implora il Sole

    Per i lupi di mare
    È un prodigo ritorno.

    Le Sirene:

    Danzano con loro
    Temerari pescatori

    E nelle notti mute
    Leniscono le insidie.

    Il Mare:

    È il tempio dell’anima
    E muore sulla battigia.

  • 25 febbraio alle ore 11:14
    La poesia è amore

    La poesia è amore
    ma se alziamo
    gli occhi al cielo
    può esser solo
    un illusione
    che condiziona
    dal momento in cui
    percepiamo la sconfitta
    ed una vera rivoluzione
    mentre si pronunciano
    piccoli suoni, in archi
    struggenti e variegati
    da spettative che forse
    arriveranno, o forse mai più

  • 25 febbraio alle ore 1:57
    Il suono della pioggia

    Amo la pioggia
    e i suoni che racchiude
    nell'intimo suo scroscio.
    Nel suono della pioggia
    c'è il suono delle tue parole
    cucite sul ricamo di un discorso
    che ascolterei per ore.
    C'è quello del silenzo 
    fermato sulla sacralità
    di un bacio alla tua schiena
    e quello del carnevale dentro
    e della gioia senza maschere
    nel toccare la tua pelle nuda.
    Nel suono della pioggia
    c'è quello del tuo respiro
    fermato negli occhi 
    dentro gli occhi
    che racconta di due mondi:
    uno chiuso dentro
    e l'altro fuori.