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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • venerdì alle ore 2:05
    Casa

    Fuggo ancora tra le foglie
    che piangono rugiada:
    l’alba più bella
    troverò
    nel posto più lontano
    dall’ultimo tramonto.

  • giovedì alle ore 23:32
    Haiku

    Fior di ciliegio
    Delicate emozioni
    Sgorga l'amore

  • giovedì alle ore 21:27
    Senryu

    Nuda e bagnata
    Il corpo arde d'amore
    Fremi in attesa

  • giovedì alle ore 20:48
    Quel che potremo dirci

    Continuo imperterrito a scrivere
    inseguito dallo spettro dell'insuccesso
    svelando gl'imbarazzi che mi legano al vivere
    suggestioni che ispirano gli inchiostri
    in sottili trame di tormenti e sospiri
    E m'immergo nelle vibrazioni dell'anima
    in viaggi evanescenti verso le utopie
    in coni d'ombre a dialogare con la fantasia
    e raccontare al mondo quel che potremo dirci
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright
     

  • giovedì alle ore 20:37
    La bellezza del mondo

    Incontro ogni giorno il mio tempo

    succube di questa lenta agonia
    che pian piano s'intrufola tra le voglie zittite del vivere

    E mi pento d'aver accettato
    certe false carezze

    calve e rasate scemenze

    cicatrici profonde
    lasciate da mani traditrici e malinconie scottanti

    Aiutami adesso Tu vita
    a cercar di respirare ancora

    e poterlo fare a pieni polmoni

    tra le cruenze e le torture che oscuran la mia mente

    e dammi la forza

    di riaprirmi al mondo e alle sue bellezze
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • giovedì alle ore 20:18

    Ho smesso di odiare e di portare rancore, semplicemente lascio andare. Non vivo più di rabbia e di malumori, semplicemente scelgo. Sapete... Odiare, portare rancore, provare rabbia porta solo a stare male, a vivere male e non in modo sereno e in pace con se stessi. Lasciare andare e scegliere chi portare avanti e chi lasciare dietro fa proseguire in piena serenità il tuo cammino. Ricorda; chi ti fa del male o ti ferisce per essere punito non ha bisogno del tuo rancore e della tua rabbia, ma della tua felicità e del tuo sorriso. Perché vederti proseguire felice e indifferente lo distruggerà... Vederti a pezzi e piena di rabbia lo renderebbe solo felice ed orgoglioso della consapevolezza di aver vinto! 

  • 20 aprile alle ore 14:00
    Aramat

    Ci siamo incontrati
    nel giardino degli artisti
    Lì abbiamo gustato
    le raffinate delizie dell'amore

  • 19 aprile alle ore 20:51
    Vivo !

    Ah ! Questo mondo

    che mi rende sempre...
    il cuore inaridito

    esaurito dalle illusioni
    e dalle delusioni

    senza che niente

    mi possa più scaldare
    i sentimenti !

    E non sono più

    un giovane uccellino
    che sussulta ai primi palpiti di vita

    ma sento lo stesso ardore e passioni

    sentimenti vasti e impetuosi

    di un aquila che si affaccia
    ai primi amori

    E ogni volta
    sto ancora a barrire

    le magiche sensazioni
    che disperavo d'avvertire

    e che invece mi pervadono
    come un grande sollievo
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 19 aprile alle ore 20:49
    Anche questo sono io

    Voi

    abbiate il piacere di leggermi

    che al resto penso io
    con la mia ironia bambina

    con le mie rime
    a enfatizzare il mio amarmi

    il vedermi dentro le mie trincee

    a difendere la mia isola di dignità

    E mi piace mettere l'ombrello alla mia vita

    raccontarla da cacciatore d'amore

    malinconico e nostalgico
    di un passato diverso

    vissuto in una dimensione diversa

    astratta

    rivendicata dal cuore e dalla sua baldanza

    sospesa tra battiti e pulsazioni
    . © ®
    Cesare Moceo

  • Avvezzo a violenti rovesci d'umore

    vivo come un seme d'anguria

    piantato dentro un campo di fichi d'India
    attorniato dal filo spinato

    Là sto imparando a conoscere il dolore

    la sofferenza e la disperazione

    e a immortalarne l'Essere nei miei versi

    come fossero fotografie senza colore

    in un gioco di parole dettate dall'anima
    nei suoi tormenti interiori

    E in questi insegnamenti
    trascorro la mia vita

    la mia ironia e il mio tagliente sarcasmo
    . © ®
    cesare moceo

  • 19 aprile alle ore 20:42
    Ma che poeta d'Egitto

    Passeggio tra le fronde del mio sapere
    innamorato pazzo dei miei errori

    frugando nell'estrema gelosia dei miei pensieri
    alla ricerca dei piaceri del mio scrivere

    E vi leggo e vi rileggo

    allenando la mente ai messaggi che m'inviate

    senza sapere cosa potrebbe accadere in me
    che girellando in quell'universo

    m'accetto paziente

    cercando di ritrovar me stesso nei misteri

    tra le mie alchimie

    E confesso senza ritegno

    quante volte ho sospirato
    per la bellezza di certi vostri versi

    nel disagio che s'insinua silenzioso
    a far divenir le notti peccaminose

    in crisi d'astinenza d'ispirazione

    negli occhi che si chiudono
    parlandomi d'invidia e di codardia
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 19 aprile alle ore 20:39
    Nel giardino do casa mia

    (La prima Pasqua dopo 48 anni di lavoro)

    Rimango assorto

    a guardare nel vuoto

    fisso

    con gli occhi fermi a contemplare i miei fiori dell'allegria

    rose gladioli sterlizie

    a ispirarmi le parole più dolci nella mente

    e traslarmi nella fanciullesca dimensione
    della mia non più verde gioventù

    con astuti opportunismi che s'insinuano presuntuosi

    a farmi sentire come un quadro
    che resta appeso solo il momento di un attimo

    E cerco la pace tra quei silenzi

    e tra i pentimenti dell'anima

    che minacciano il mio vivere
    con le spine acuminate delle amarezze
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 19 aprile alle ore 20:37
    Una natura diversa

    Scopro ancora,
    attimo dopo attimo,
    la mia natura diversa
    invasa dai demoni della conoscenza,
    che aleggia sovrana nel mio vivere
    e ammanta l'esistenza
    di profonde e lusinghiere critiche.
    Cosciente d'esser pienezza di fiducia
    in chi mi sta accanto,
    vivo nel sogno di un mondo scintillante,
    impregnato di spensieratezza,
    nell'immensa soddisfazione
    di creare il mio universo e viverlo con voi,
    insieme,senza peli finti nel petto;
    naturalmente vero nelle gioie più grandi,
    senza rivestire i piccoli gesti d'ogni giorno
    degli abiti della lussuria
    e senza sentire la necessità
    di battermi a duello con me stesso.
    Ed esser contento di questa felicità raggiunta.

    Cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 19 aprile alle ore 20:34
    Poetiche ambiguità

    Poetiche ambiguità

    Ritorni di fiamma

    scelte vincenti

    occasioni da rivivere al volo
    dondolandosi sulle onde dell'emotivita'

    Belle storie di cuori solitarizzati

    aleatorie

    prese dall'ansia

    altalenanti nell'inquietudine delle paure

    Luci fioche di candele consumate

    che lungi dall'essere lusingate per la luce profusa

    lamentano il fastidio di fiati sommessi

    supplicanti sospiri

    a rendere ancor più crudele
    l'inesorabilita'della loro fine
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 19 aprile alle ore 20:31
    A proposito di elezioni...Io uomo...

    E potrò domani dir
    che m'hai pensato strana persona

    nella mia normalità

    rampante tra i raggi nascenti dell'albe
    a germogliar nuovi giorni in cui sperare

    nel respiro amaro dei risentimenti a grappoli

    in queste anime stanche
    che profumano di mare nel cigolar della vita

    Velati misteri
    sciamano tra le vie del borgo

    affollate d'intenti d'uomini orbi

    pronti a mulinar nel vento
    liquide parole in giorni senza ore

    a spogliar le menti
    e svestir di pudore le anime innocenti

    E le notti cantano i sospiri e le pene
    del popolo che spera
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 19 aprile alle ore 19:35
    È Aprile

    È Aprile, il quarto mese dell’anno.
    Come dire (forse) avere trent’anni,
    intrecci di rigenerate clorofille
    con la ri-apertura della stagione
    di Artemide, la divina Garbo,
    la recita perfetta della resurrezione.
    La natura canta il suo rifiorire,
    noi volti indefinibili, dietro a un Led,
    una primavera per ogni invio (illusi),
    l’usura dell’hardware, l’estate alle porte,
    la ventola rumoreggia, matti per le strade,
    è “Aprile dolce morire”.

  • 19 aprile alle ore 19:17
    Alle cinque della sera

    Le cinque della sera
    Per il toro è nera
    Aspetta la gente 
    Della torta la fetta
    Male gli è andata
    Botte ne ha prese
    Entra malridotto
    Ingannato e maltrattato
    Si atteggia l'uomo
    Non si spaventa
    Col toro avvilito
    Mai è sconfitto
    Il toro non si accorge
    Ch'è arrivata l'ora 
    È un amaro destino 
    Il gioco paga caro
    Oh che tristezza
    Che accappona la pelle
    Tori ne muoiono
    Gente che applaude
    Un uomo ora muore 
    Tanto dispiace
    Muoion anche tori 
    Ventimila l'anno
    Storia che non finisce
    Come il sol nascente
    Di più dobbiam fare
    Per la vita da rispettare
    Tori foche e balene
    Son tante le pene
    Mondo mai civile
    Con gente stupida e vile

  • 19 aprile alle ore 16:00
    Piccoli lampi.

    Immaginato il mare tra le orbite
    come stelle distorte oramai stanche
    di planare su grigi silenzi.
     
    Un piede alla volta
    nel mare di acqua e ricordi
    tra gli sguardi della mia fonte.
     
    Corri bambino solitario
    da amici troppo grandi
    e giochi quasi incivili
     
    sporco di sangue e terriccio
    nella vasca di riposo e di casa
    tra il sapore di pesce bollito
     
    sale e ancora sale dopo la corsa
    il salto beffardo all’onda
    la fatica tantissima
     
    linea sottile che mi teneva
    alla spiaggia e alla poesia
    non c’era amore, fuochi fatui
     
    e musica come comete
    bambino solitario alla radio
    contorno d’anima antica
     
    ho vissuto leggende intere
    in ogni respiro donato
    dalla mia timida voce
    al vasto mondo arcobaleno
     
    e ho protetto feroce
    il cuore e le mie spade
    ma l’animo morbido
    sorride, vecchio
    e mi culla ancora.

    Raffaele di Ianni

  • 19 aprile alle ore 14:52
    stanza bianca

    Sei in una stanza bianca,
    vuota con dei chiodi alle pareti,
    cornici senza tele sul pavimento,
    legni sparsi contorni di una
    radio che urla la sua frequenza
    sulla strada, una macchina
    in retromarcia azzoppa la folle corsa
    dei decibel, cani che latrano nel saloon
    di un bar, rivoli-bava di birra lungo
    il marciapiede.

    Cambia il set:

    un punto solitario,
    la scimmia primordiale,
    una stella lontana,
    il nero del buio acceca la luce
    della domanda.

    Scuse … in ritardo

    la stanza bianca ti chiede scusa,
    la pelle della specie non ha saputo
    proteggerti dal sole del tempo.

  • 19 aprile alle ore 10:13
    Breccia

    Si disvela in semasia
    qual turbinio una breccia 
    a tradir la pelle - vorrei, dispersa.
    Ma saprò esserti sì - muta d’ansia
    in anelito a tua poesia di sete
    essendo gocce -cos’altro, del congiungersi?
    In riva a mondi fragili
    non sia riscossa amore che mi impura,   
    è qui e mi spazia il viso d’abat jour 
    in foce dove giaci - e resti a me.

  • 19 aprile alle ore 9:27
    Generoso maggio

    Odoroso maggio
    che tutto vesti di colore
    porti il tuo calore ad ogni cuore
    innamorato
    le tue calde serate
    preannunciano l’estate
    che tra poco verrà
    non lasciarmi solo
    ttra le muras
    della mia città
    ormai dimenticata.

  • 18 aprile alle ore 18:30
    Dove non siamo

    Dal tuo mistero, no 
    non son capace di redimermi:
    ti affacci ti materializzi
    - non credo di poter vincere 
    l’immane contrappunto

    (luogo di spiriti)

    dove non sono non siamo
    spiro spesso 
    tentata sedazione
    fino al respiro prossimo 
    a venire.

     

     

  • 18 aprile alle ore 15:31
    Desideri

    Nascondeva lacrime innocenti tra radicate infamie,
    mostrando denti bianchi, in sorrisi smaglianti ed ammiccanti.
    Pertugi, nella mente, circuivano pensieri,
    simulando desideri luccicanti come stelle,
    ancorati a quel suo cosmo irriverente,
    prigioniero d'ombra d'un disdicevole degrado
    del suo alter ego, di quella che faceva e non pensava niente.
    Di colei che rifiutava e viceversa la sua parte di coscienza,
    che tesseva, ricamava, rifiniva una vita alternativa,
    rammendando solitudine e squallore, in vuoti enormi,
    con l'ago di pazienza ed il filo di speranza.
    Desideri impertinenti, timorosi di svanire, essa cullava,
    fra lenzuola spiegazzate che grondavano sudore, corpi ignudi, misti a umori e ad odori, in rapporti sempre uguali.
    Mille amanti frettolosi, mille volti sconosciuti
    non colmavano il ricordo di quell'ora ch'hanno avuto,
    nel lasciar la propria impronta, poi dissolta in un minuto,
    sopra il letto saturato del veleno del peccato,
    fomentato dal martirio d'un orgasmo esasperato.
    Desideri irrefrenabili e impetuosi,
    affrancatisi da pene del suo viver licenzioso,
    sconfinando e rinnegando ogni traccia di serpente
    che, strisciante, rifugiava nella tana bistrattata
    e infecondata, dall'amore ripudiato e crocifisso.
    Desideri ch'hanno vinto,
    nello smetter di giacere fra le braccia di nessuno
    e nel cogliere il volere, quel recondito, sol uno,
    quel dettato dalla voglia di riscatto del suo ego,
    nel riflesso d'esistenza, intrappolato in quel laido passato.

  • 18 aprile alle ore 15:29
    La monaca

    Scioglieva i suoi capelli lunghi e neri,
    soggiogata da litanie, nenie diffuse,
    allorquando li spezzava, in un sol colpo,
    donando chioma, alla lucente lama.
    Brandelli caduchi,
    rendean tappeto l'ore infrante,
    taglio netto ad un nobile vissuto, 
    in agonia prostrata. straziata, 
    seguente a scelte d'altri,
    dal bieco sapor di costrizione. 
    Un solo istante... l'esistenza, in un minuto,
    s'ea ritirata tra cinta di clausura,
    orazioni cantilenanti e ceri accesi, sagome scure su immacolati muri. 
    Angusti corridoi... Segreta e uggiosa cella accogliea carne fiorente, 
    vitale ed infuocata, dal desio del peccato,
    a tramar l'incontro e copulare, nell'anelata ombra,
    recante luce a figli, nati e persi, sovente mai bramati.
    Tormentato amore disperato, esasperato da simboliche catene,
    sortite dalla mente d'un infido tiranno,
    che padre s'appellava, di giovinetta ignara,
    la monaca che si macchiò d'infamia, in tempi andati.

  • 18 aprile alle ore 15:27
    Rosso di passione

    Viva certezza o drammatica illusione,
    alternantisi quanto mai fugacemente,
    fiancheggiando felicità e sconforto,
    sorrisi e lacrime sul volto...
    Sovente soppeso sulla mano.

    Le labbra che saranno offerte,
    dischiuse, nell'attesa d'essere baciate,
    col rosso di passione ho tinteggiate,
    contando che non sia solo il miraggio
    d'aver un bacio tuo appassionato.

    Girando e rigirando sottosopra la clessidra,
    prima ancora che la fine alfine venga,
    barattando facoltà d'agir, col nulla,
    raggirerò l'amato e, nel contempo, odiato tempo,
    giammai scivolerà, di sabbia, l'ultimo granello.

    Renderò eterno l'ultimo secondo,
    inibendo l'integro scorrer del minuto,
    diverrò fata o maga o ancora strega,
    ingannando in tal maniera l'attesa che tu giunga,
    ad appagare, del tuo amore, la mia sfrenata voglia.

    Rifletterò la mia immagine allo specchio,
    con speme che rimanga tal rossetto,
    per morir sulla tua bocca, mio desio. 
    Vedrò però sol l'anima che spera,
    che giunga amore, non viceversa una chimera.