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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • venerdì alle ore 20:45
    Il paese dei quadrati

    Una sfida 
    alla non appartenenza 
    Il silente diniego
    alla bellezza

    Ho perso la tua storia
    Bevendo dall'oblio 
    Il veleno che mi fa
    altissima
    e lontana

    Una lama
    la stabilità
    Uccide 
    vicinanze altimetriche

    Spirano venti di marmo
    Mentre smetto i violini
    Che crollano
    da mare al cielo

    Quel che risiede
    è feroce delicatezza
    nei denti di uno squalo

    Il miracolo poi
    è l' insorgere 
    Ricacciare il fallimento
    sul canovaccio
    del destino

    Ho perso la tua storia 
    e ritrovato i miei demoni

    Essi danzano 
    negli specchi
    di questi mondi impossibili 
     

  • venerdì alle ore 14:09
    Triste futuro

    L’eccesivo caldo di questa iniziata primavera
    favorisce gli incendi
    che si propagano qua e là
    sospinti dal vento
    solo gli aerei sono capaci di estinguerli,
    un altro motivo scatenante è  l’effetto serra
    dovuto all’inquinamento atmosferico
    delle nostre città,
    purtroppo con il passere del tempo
    la situazione peggiorerà sempre di più
    perché o uomo hai voluto distruggere tutto?
     

  • venerdì alle ore 6:36
    Testimonianza

     
    È improprio credere che possegga la parola
    la più esatta è un nugolo, forse una pietà.
     
    Eppure passa a suo agio
    nei piatti
    a depredare lievito di braci
     
    s’acquatta
    molle condensa d’alito
    che attende involuzione
    creatura venuta al mondo
    per un centesimo, schiacciata
    dal peso della conoscenza.
     
    È l’ombra dell’ombra
    appena un segno arcaico
    smorfia che fa temere il peggio
    il non detto
    da un farfugliare fole
    lingua di un continente
    per altri noi che quando tornano
    danno solo impressione 
    d’aria che si sposta.

  • giovedì alle ore 19:53
    Di seta

    di seta
    la parola
     
    di poesia
    l’anima mia
     
    investe il verso
    e para
    i colpi
     
    verga
    veloce il rigo
    leggero
     
    pieno
     
    (29 luglio 2015)

    Emanuele Marcuccio, in AA.VV., Soglie, Limina Mentis, 2016. 

  • giovedì alle ore 14:57
    La goccia d'inchiostro

    Ogni goccia d'inchiostro
    è preziosa
    Contiene una poesia
    Un romanzo
    Una favola
    Una sola goccia
    contiene le parole
    che non ti ho ancora dette

  • giovedì alle ore 14:48
    In questa posa

    La tua faccia distesa
    è resina
    che aggetta tenerezza
     
    il modo di tenerti in questa posa
    fa l’universo ignoto:
    rotolo in un caveau
    di pietra nuda

    che mai ho provato a frangere
    in differente formula
    di luce.
     

  • giovedì alle ore 8:21

    Oggi dirò che non c'è niente di più appagante che assaporare la gioia della rinascita. Non c'è niente di più bello che svegliarsi al mattino e sentire che dentro di te "Va tutto bene". Sentire che alzarsi dal letto non è più una fatica e aprire gli occhi è una gioia e non un dispiacere. Sentire che malgrado le ferite non hai smesso di amare... Di amare la vita e te stessa. Sentire che l'opinione del mondo scivola via perché in fondo è ciò che pensi tu e sai di essere quello che veramente conta. Sentire che non hai più niente da perdere, ma solo milioni di cose da guadagnare. SENTIRE ... SENTIRMI!

  • mercoledì alle ore 22:00

    .Sappi che quando penserai di aver capito chi sono dovrai ricominciare da capo... Il "Chi sono" è un privilegio di chi DECIDO IO.

  • 17 maggio alle ore 20:17

    Tutti commettiamo errori e tutti abbiamo alle spalle sofferenze e delusioni. Quando la sofferenza che provo è causata da un mio errore non ho la pretesa di giudicare il dolore di chi lo ha subito! Non è proprio paragonabile capite... Chi lo infligge sceglie e piange il suo di male... Chi lo riceve lo ha subito in modo gratuito, ha visto la sua fiducia tradita soffrendo per qualcosa che non ha cercato e non meritava! Io non avrò indossato le vostre scarpe e non avrò percorso il vostro cammino, ma voi non avete indossato le mie e percorso il mio. Per tanto, soprattutto coloro per cui "Sbagliare" è un'abitudine, mi facciano il favore di TACERE!

  • 17 maggio alle ore 19:41
    Finiamola con questa recita

    (Reazione alla lettura de "La linea di condotta" di Bertolt Brecht)

    Finiamola con questa recita
    rimodelliamo i nostri volti
    e riprendiamo i nostri nomi
    le nostre madri
    strappiamo i fogli bianchi
    che ci hanno dato con impressi
    degli ordini scarabocchiati
    al macero le maschere
    imposte per nascondere chi siamo.
    Finiamola con questa recita
    per sempre.

  • 17 maggio alle ore 19:39
    A margine di frana

    Riporto al buio
    distesa di bagliori
    come carezza tesa
    a margine di frana.
    Provato dal crinale
    rotolo in aridi
    graffi di memoria.
    Ma il sangue è in mare.

  • 17 maggio alle ore 19:37
    E le carezze siano ancore di tatto

    Ridiamo identità alle nostre origini.
    Ritorniamo a sentire.
    Rifiutiamo l’irreggimentazione
    dei nostri gesti e dell’agire contro.
    Porgiamo orecchio
    a ciò che abbiamo dentro di più puro
    e di diverso che ci unisce.
    Incontriamoci
    senza nascondere volti di pianto.
    Lasciamo libero il sorriso quando sgorga
    d’oltrepassare vuoti
    eserciti di nulla.
    E le carezze siano ancore di tatto.

  • 17 maggio alle ore 17:35
    E poi mi scrivo una poesia

    E poi mi scrivo una poesia
    sperando che rimanga mia
    per sempre.

    Per sempre con me,
    con le notti senza sonno
    con la gioia di un ritorno
    a casa.

    A casa mia,
    dove sei tu
    e non vorresti mai andar via.

    Dove tutto ha molto più senso,
    dove l'amore incontra la vita,
    dove ci siete voi:
    i vostri sorrisi, le vostre manine,
    i vostri "papà!", le vostre manie.

    E poi vi scrivo una poesia
    sperando che io sia
    sempre con voi.

    Nei vostri cuori,
    nelle vostre incertezze,
    nelle vostre carezze
    a persone che amate.

    Insegnare ad amare
    non è un mestiere per tutti,
    è amare se stessi
    e donarsi del tutto.

    Insegnare a vivere
    non è un lavoro da nulla,
    insegnare a sbagliare
    è quel che si dovrebbe fare.

    Lo avete capito?
    Amate, sbagliate,
    sentitevi liberi
    di interrogare la vita.

    Io sarò sempre qui,
    dentro e intorno a voi.

  • 17 maggio alle ore 15:36
    Amore pulito

    Per lei mamma perfetta
    Questo nel cuore
    È amore pulito
    Che mai muore 

    Presto mi lasciò
    Cusì sconfortato
    Scoprì allora 
    'Sto mondo ingrato 

    Con lei crebbi sano
    Tanto mi spronò
    Spiegando lentamente 
    A studiare m'aiutò

    Con l'umiltà ed il perdono 
    Che anche m'nsegnò
    V'è anche l'onestà 
    Che mai m'abbandonò

    Affetto caldo
    Ancora presente 
    In questo petto
    Come nella mente 

    Forte il dolore
    Quando se n'è andata
    Ancor'adesso
    Sempre l'ho pensata

    C'è oggi 'sta poesia
    Come un bel fiore
    Che con ardor tenta
    A placar questo dolore

  • 17 maggio alle ore 14:50
    Tragedia maggiolina

    In questo dì de maggio
    nun tengo o curaggio
    de dirti o fattaccio
    e solingo me ne sto
    sotto lo faggio.

  • 16 maggio alle ore 21:21
    Carezza

    C'era un vento sottile
    che scivolava sugli occhi chiusi,
    mentre assaporavo il gusto
    di una tua carezza sul mio viso.
    Languida, respiravo l'aria fresca della sera, insieme al profumo dei tuoi baci.
    Morbide le tue mani sui miei seni,
    calde le tue labbra sul mio collo,
    lente le tue carezze su di me.
    Giustificata passione per un amore che non ha tempo.
    Infinito ed instancabile.
    Solo ed unico.
    Eterno come le tue carezze

  • 16 maggio alle ore 15:46
    Dispersa

    Dispersa
    nei riflessi
    di cieli remoti,
    guardo
    le mie certezze
    cadere
    ed i sogni
    scivolarmi
    dagli occhi,
    guardo
    la vita
    che passa
    eloquente
    e le ferite
    silenti,
    guardo
    il confine
    che ho davanti
    ed io dispersa
    nell'amore
    infranto.

  • 16 maggio alle ore 13:15
    I giorni inseguiti

    Sui nostri giorni inseguiti
    si allungano timidi i passi
    in cerca di celate impronte.
    Resi dal tempo più lenti
    e dal disincanto che strema
    s'avanzano
    ingordi del sonno del pensiero
    che getti il buio sulle ombre
    e innanzi innalzi albore d’ alba.
    Ma vischiosi s’intrecciano i fili
    alle caviglie dei giorni vissuti
    e si fa notte ancora
    e arretra la mente e si attarda
    nello sbadiglio del nulla.

  • 16 maggio alle ore 9:12
    Esame di maturità

    L'estate era arrivata... aperto avete
    i miei occhi: grazie a voi, sognare
    mai più devo? Di dubbi in un mare
    sono, nel porto sicuro attendete.

    Amiche vere sempre state siete,
    ma troppo c'è voluto, a imparare
    la trave, nel mio occhio, a guardare...
    in cima alla montagna, rimanete.

    Ancora del fiume avevo paura,
    per disprezzo! Con l'amicizia vostra
    so adesso, nuotare, nell'acqua scura.

    Nel cielo un miracolo, mi si mostra:
    un coro in festa, e angeli danzanti.
    Anima, è la felicità nostra!

  • 16 maggio alle ore 6:55
    Barlume nostalgia

    Nostalgia si scioglie
    da perspicuo lunghissimo guardarsi
    un attimo contiene l’altro in forza
    si scinde in lama, scheggia l’ombra.
    A pioggia, ne assorbono fantasie
    esposte a mancanze
    falde al tempo da colmare
    se poi l’ora è oro seppellito.
     
    Mi prende il volto con le mani
    come ad accogliere in un vaso
    lo stelo magro della felicità.
    Volto nelle mani, mani nel volto. Oh sì!
    -Non dire nulla, non dire troppo
    strozza il fiore alla sciocchezza-
     
    Nostalgia di te che sei
    che vai che torni
    muro sbrecciato, cielo divelto
    rio sfociante al punto solito.
    Il solco, sempre: a demarcazione.
     

  • 15 maggio alle ore 20:20
    Parole

    Semplice impulso mentale
    che prende vita
    con un movimento d'aria
    tra le corde vocali,
    con quello di una penna
    su un foglio di carta,
    o quello delle dita
    su un display di vetro.

    Vuote.
    Profonde.
    Sprecate.
    Fraintese.
    Regalate.
    Ponderate.

    Non costano nulla e valgono tanto.

    Le tue per me
    sono il battito che si ferma,
    il respiro che si blocca,
    l'ossigeno che mi sballa,
    la droga che mi manca.

  • 15 maggio alle ore 18:37

    Sono cresciuta così tanto ultimamente da essere andata molto oltre in tante cose. No, non cado più nelle provocazioni. Non ci sto più ad assecondare i vostri ricatti e giochini. Sono cresciuta così tanto che certi atteggiamenti ormai sono giochi da bambini per me. Gelosie sterili, piazzate inutili, finto perbenismo e troppa poca voglia di dare concretezza alle parole. La gente che rosica nei miei confronti un tempo mi faceva rabbia. Oggi mi rende fiera e sorrido perché vuol dire che sto facendo un ottimo lavoro! Le persone a cui non piaccio prima mi creavano dispiacere, adesso sorrido e dico: "Beh ... Sopravvivo e alla grande. Anzi... Forse vivo pure meglio"! Le chiacchiere, la voglia di mettermi contro ad altre persone, l'invidia e tutto ciò che gli appartiene viaggia su un binario distante da me. Stazioni ormai disperse nel nulla del mio mondo, perché sono cresciuta così tanto da capire che alcune cose... SE VANNO BENE A ME VANNO BENE E BASTA!

  • 14 maggio alle ore 12:37
    Per mano

    Mi tieni ancora per mano
    ed io mi sorreggo ai tuoi compleanni
    sfidando la legge naturale.

  • 14 maggio alle ore 11:03
    T'ho visto oggi uomo

    T'ho visto sempre simile
    tormento d’anima
    sposata a mie torture
    lo sguardo perso
    che ora arde
    e ora tace
    poi si riaccende
    di nuovo
    attento alla particola
    pronto a difendere
    immensità
    senza apparente nesso
    che invece dentro canta
    e tu ne esegui altero
    il ritmo e l’armonia
    senz’ombra di pensiero vile.
    Ho visto inebriarti nel mistero
    ho visto
    lacrime tue senza materia
    asciutte
    di tenerezza immane.
    Ho visto lunghe mani tese
    verso un dolore percepito
    mai mosse per colpire.
    Ho visto riccioli arruffati
    parvenze di disordine
    che è ordine complesso
    nella precisa mappa cosmica
    assente al velo d’occhi crudi.
    Ho visto ombre
    nere
    sgretolarsi nella luce.
    Mi è caro tutto
    anche l’approccio fisico
    le scie peripatetiche
    ed il rumore
    dei tuoi talloni sul parquet.
    T’ho visto oggi uomo
    negli occhi gioia lucida
    e tutto come ieri
    come sempre.

  • 13 maggio alle ore 16:29
    Come un bell'arcobaleno

    Mi piaceva 
    Stare e parlare con te 
    La tua bellezza 
    M'inebriava i sensi 
    Eri un sogno impossibile 
    Avveratosi all' improvviso 
    Mettendo del sale
    Nella mia insipita vita
    Facendomi sprofondare
    Nei tuoi occhi scuri 
    Che fortuna viverti tutta 
    Non solo sognarti
    Adesso sto bene veramente 
    Ti ringrazio per avermi 
    Cambiato la vita
    Con quello che mi hai dato 
    Per averla colorata 
    Apparendo nel mio cuore 
    Come un bell'arcobaleno