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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 agosto alle ore 12:04

    Il percorso che facciamo, la vita, le esperienze ed ogni cosa che viviamo ci porta a nascondere molte cose di noi. Ci porta a sotterrare quei lati con cui troppo spesso le persone hanno giocato. Sotterriamo nel posto più nascosto di noi tutto ciò che potrebbe diventare gioco e arma nelle mani di chi abbiamo di fronte. Malgrado quella parte di te ti manca e ti manca in modo pesante, la lasci là... In quell'angolo perché adesso per te "Proteggerti" sentirti al sicuro è più importante. Poi... Un giorno qualcuno ti guarda in un modo un po diverso, sorride in un modo unico e quel qualcosa comincia a ballarti di nuovo dentro, ma tendi a non ascoltarlo. La verità è che solo chi davvero sa guadagnarsi ciò "Che eri" potrà goderne, facendo in modo che "Ciò che eri" possa tornare ad essere "Ciò che sei"!

  • 08 agosto alle ore 11:44
    Poesia triste

    Le donne che soffrono,
    odorano d'autunno,
    di disperate,
    di speranze che sono cadute al suolo, marcendo,
    di suolo affogato da mille lacrime.
    Queste donne che soffrono, guardano il cielo,
    mentre, con bacio sulla fronte,
    umida e amara,
    cerco di svegliarle, dal loro oscuro sonno,
    mentre, di una pienezza di stelle,
    resta un cielo grigio e vuoto,
    di un vestito di fiori,
    una bandiera nera annodata al collo.

  • 08 agosto alle ore 10:12
    Donne dagli occhi larghi

    Noi donne 
    abbiamo occhi larghi 
    Laghi a specchi 
    su azzurri d'anima
    Vulcani neri
    a fiotti rossi
    su pe' le vene
    Noi donne 
    abbiamo occhi larghi
    Lenzuoli intrisi 
    di rabbia e pianti
    Frammentati denti 
    su pani secchi
    Noi donne 
    abbiamo occhi larghi: 
    negli spazi 
    ampliamo spazi
    Il Cielo ci rassomiglia
    Ha occhi larghi 
    come noi.

  • 07 agosto alle ore 21:21
    La mia poesia da bandiera bianca

    Nella sensazione istintiva
    di una levata d'ancore

    sento moti di devozione
    per il Dio che non ho conosciuto

    E scrivo per Lui e per me

    per il mio e il nostro futuro

    per chi è andato già via
    e anche per chi è rimasto

    Scrivo nel privato baldanzoso
    di chi è approdato in terre sicure

    a respirare l'odore del mare
    anche se il mare non c'è

    e mi riempio di dolcezza

    in ambiguità d'espressioni
    cercate apposta nella mente

    a combattere guerre d'ironie
    nelle vendette aspettate

    spalmate del mio sorriso

    come ornamento del piacere
    e del perdono
    .
    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 07 agosto alle ore 20:50
    Le notti dei poeti

    Magnifiche notti
    dal fronte ampio e dal buio risoluto

    avvolte d'asfissianti calure

    regalano ai pensieri
    gettati tra gl'inchiostri

    stelle lucenti e raggi precoci
    ďalteri pleniluni

    nell'incrocio della passione
    con sarcasmi e sorrisi

    Spettri d'ignote fobie

    ci spingono a sopportare
    i mali che abbiamo nell'anima

    dissolta in fantasmi illuminati
    e illuminanti del nostro vivere

    e che c'aiutano a involarsi
    in sentieri astrusi

    a conferma che l'odio
    è l'opposto dell'amore

    E l'amore l'opposto dell'odio.
     

  • 07 agosto alle ore 19:40
    L'incendio

    l'aria avvampa, arroventa
    sembra soffiare un vento di scintille
    che ammanta: imminente
    l'incendio
    del mondo che s'arrende

  • 07 agosto alle ore 19:35
    In terra che divora

    Non implicare te in questa piena
    perché non si centuplichi lo squarcio
    vorrei: non penetri la daga al gorgo
    fino al plesso. Difesa tua dimora
    empio di lacrime il fossato a sgorgo
    distraggo il sangue della lama – marcio.
    Nel materiale torcersi la pena
    carezza eterna in terra che divora.

  • 07 agosto alle ore 18:22
    Infervorare l'Ombra

    Se l’implicare un gesto
    è muta voce in graffio
    assolvo l’orizzonte 
    in gemito, mia sponda unica

    sorgi dentro me 
    daga di sole
    per un gocciare aspro

    e non sia calco, materiale: 
    ché mi comprenda un lume esiguo

    e d’Ombra, lì assopirmi.

  • 07 agosto alle ore 18:22
    vuoto dentro

    vuoto dentro
    agli occhi che sorridono
    piccoli glicini escoriati dal vento

  • 06 agosto alle ore 21:12
    Recite d'entusiasmi

    Vivere la vita

    con tutti i vuoti da colmare 
    negli inizi nati già epiloghi

    E scorrazzare
    in quei deserti senza luce

    cercando un'oasi
    dove fermarsi a riposare

    e abbeverare l'anima
    impregnata d'arsura

    Distendersi là a guardare la luna

    con i suoi fatui bagliori
    a delineare sagome di passioni

    sensuali e fatiscenti simulacri
    adorati per il loro narcisismo e le arroganze

    e nella pazienza che prelude al trionfo
    imparare ad amare e odiare il Nulla

    E non serve dimostrare
    la miserabilità di certe critiche
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 agosto alle ore 11:56
    Little boy (6 agosto '45)

    Quanti, in balia dell’onda
    deflagrata nel cielo d’agosto 
    ignari che il sole possa precipitare
    mentre crediamo solo di girare
    fiduciosi del viaggio
    - mattino su sera, estate poi inverno.
    Cade la notte improvvisa
    diluvia, lucentezza scura
    orribile macchia, unica su ognuno
    la tunica incandescente.
    Vortice, schiarisce il volto alla Terra
    già piena di ceneri che hanno amato la vita,
    corpo su corpo, humus all’uranio.
    Neanche la morte osa svegliare
    dai loro polmoni la luce
    scavare il sonno di case e respiri,
    l’età del bronzo.
    L’abbiamo vista la vergogna salvare
    la scienza dal suo male?
    Negli ossari di Amleto rivolta il buio
    avanza, tra pace e follia.

  • 06 agosto alle ore 7:40
    Eclissi

    Eclissi di luna si interpone
    tra la coscienza e il Divino.
    Fase primordiale,risuona stentorea
    di forza bruta.
    Ciascun barlume di coscienza
    risulta annerito.
    Il ruolo della ragione
    è miseramente sguarnito.
    Controverse emozioni
    si ripropongono
    in un abito rosso.
    Esplodono desideri repressi.
    Infieriscono turpi oltraggi;
    si riaccendono antichi rancori
    che sembravano sopiti.
    Eclissi: un nero sipario calante,
    ad epilogo di noioso
    spettacolo di periferia,
    scarsamente affollato.

  • 05 agosto alle ore 22:23
    Il nostro vivere

    Or che siam diventati
    diversamente giovani
    ancorchè viviamo in attimi
    di cuore allegro
    ripenso alla nostra esistenza
    immersa tra le tristezze
    d'altre esistenze
    di coppie e di solitudini
    che ci gravitano intorno
    e al come abbiam fatto
    a sopportarci già per quarant'anni
    E mi vengono in mente
    tanti motivi che messi assieme
    non spiegano il nostro
    ancora essere appiccicati l'uno all'altra
    ad affrontare con parsimonia
    la vecchiaia che sta
    nascosta nei giorni a venire
    E m'accorgo che nessuno dei due
    abbiamo meriti particolari
    ma dobbiamo solo ringraziarci
    d'aver avuto la forza e la fortuna
    di preservare la nostra favola
    dalle intemperie del tempo
    .
    Cesare Moceo
     

  • 05 agosto alle ore 21:40
    Alle soglie dell'inferno

    "A volte le persone speciali
    son troppo lontane
    mentre quelle inutili
    le abbiamo accanto"

    Cammino triste
    i luoghi della mia gioventù
    nel dolore struggente
    di veder bruciare
    cose alberi e natura
    che ho visto crescere
    nei miei occhi
    E vado ancora solitario
    in questi angoli di sconforto
    nel silenzio della morte
    raccattando i resti di ciò
    che un tempo dava gioia
    alla mia infanzia
    e raccogliendo tra sentieri desolati
    rami ancora ardenti
    e uccellini morti
    a cui devo umana sepoltura
    Io che non avrei mai creduto
    di poter piangere per un albero
    ho dovuto ricredermi...

    Cesare Moceo
    con il pregevole contributo
    di Claudio Barbera @
    tutti i diritti riservati

     

  • 05 agosto alle ore 21:19
    Il mio canto libero

    Nel mio Essere

    che coglie accoglie e raccoglie
    i segnali del tempo che scorre

    nuvolaglie alternate al sereno

    imbiancano a chiazze
    ora grandi ora piccole

    il mio cielo e la mia vita

    Là cerco di essere ciò che voglio

    senza far del male ad alcuno
    se non a me stesso

    e in questa mia scelta
    di essere ciò che sono

    mi par di sentir ognora

    canti infiniti di solitudine
    intonati da maestranze competenti

    vilipese e ferite nell'anima

    e anche umiliate nella loro bontà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 agosto alle ore 16:44
    Poi sciolto dall'ombra

    Poi
    m'inerpicherò
    su te, tocco
    sciolto dall'ombra
    a morirti dentro
    oasi di corallo.
    Poi labbra
    non più mie
    da un leggero risucchio
    e un grido
    premuto a fondo.

  • 05 agosto alle ore 16:34
    Miles ingloriosus

    Dovrei maledire
    cento volte al dì quel pavido core.
    Gonfio di crassa superbia.
    Il soldato cade in combattimento;
    le forze tradiscono il titano invulnerabile.
    Venne al mondo e appartiene alla terra.
    Pace non sfiora
    l'animo in guerra.
    Armi di legno contro corazze d'acciaio.
    La sorte è segnata da tragico guaio.
    Il miles non combatte per la patria;
    è a lsoldo di chi paga di più.
    Menzogna e disonore
    dormono insieme
    accovacciati sino all'alba.
    E, con sguardo sprezzante
    irridono patetiche virtù.

  • 04 agosto alle ore 21:25
    Comunque vada la vita sarà un successo

    Sogno
    nella speranza del mio miglior futuro
    che ogni notte per quanto lunga
    possa vedere la sua alba
    E disaccordo tutte le impazienze
    d'anticipare il tempo
    dell'incontro con le anime
    in quell'aldilà che diventa liberazione
    Io invece lotto qui
    per la mia e la vostra libertà
    nonostante gl'intrecci deprimenti
    che la vita stanca delle sue attenvioni
    invita a percorrere tra nuvole di morte
    e imposizione di lamenti
    conducendo verso estremi sacrifici
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 agosto alle ore 20:53
    Al di là di ogni enfasi

    Obbligato a soffrire

    più che a pensare

    dell'importanza d'aver avuto
    ciò che ho voluto

    sforzi di costrizione

    confinano il mio scrivere
    in lussuose prigionie di sapienza

    e contemplazioni interiori

    imposte dalla passione

    nel fascino irresistibile
    dei messaggi senza tempo

    Stregato da Calliope
    e dalla sua potenza quasi diabolica

    scrivo fino al sanguinar delle dita

    nel corpo a corpo fragoroso con l'anima

    con il furore della penna
    ancora di più tremendo ardore

    nella reazione della mia pacatezza

    alla stupidità di negare la modernità dell'antico
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 agosto alle ore 20:51
    E lo so io quanto vi faccio ridere

    Nulla potrò contro il destino

    quando lui stesso mi dirà di ritirarmi
    dagli inchiostri e dalla vita

    Mi resta ancor ora il piacere
    di non essere più abbastanza giovane

    e veder con gli occhi della saggezza

    le mie ceneri dentro l'urna
    dei miei versi senza eleganza

    addobbata di critiche e di misteri

    E non contemplate per favore i miei scritti

    con la disinvoltura di un qualcosa
    trovato all'angolo di una strada

    ma fatene almeno antitodo

    contro la tristezza e la malinconia
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 04 agosto alle ore 10:06
    Hazet 36

    Hazet 36,
    fascista dove sei?
    Un grido di battaglia
    erompe con baldanza
    dal folto commando
    all'avanguardia.
    La caccia al nemico
    riscuote buon profitto:
    il giovane studente
    è steso a terra,
    dalla chiave trafitto.
    Angelo Sergio
    pieno di virtù.
    Un ardore giovanile
    consacrato al Fronte
    della Gioventù.
    I vili aggressori
    hai subito perdonato.
    Langui in una bianca
    cameretta
    con il cranio devastato.
    Quarantasette giorni
    di passione.
    Il sangue del martirio
    non si è ancora prosciugato.

  • 04 agosto alle ore 8:33
    Linfa di pietra

    Bosco pietroso
    dove alzo gli occhi
    e il viola s’innerva alle viscere.
    Dal raccolto alla sete, nidi
    intrecciano bocche all’attesa
    -sembra un grido connesso
    di vene d’erba
    questo ventre spogliato,
    di crampi.

  • 03 agosto alle ore 22:49

    SI! Io sono una di quelle persone che si arrabbia. Non posso farci nulla. Quando qualcosa mi tocca dentro e mi ferisce io lo dico. Non penso ai modi e ai toni.. Semplicemente esce! La vera natura di una persona, nel bene e nel male è bene vederla subito. Io amo sapere con chi ho a che fare... Per questo cerco la stessa cosa in chi ho di fronte.! 

  • 03 agosto alle ore 22:38

    Sono la prima a piangere per una cazzata, ad isolarmi se non capita o ad arrabbiarmi per una sciocchezza. Sono la prima a sentire rabbia per un gesto mancato, per una parola di troppo e sono sempre pronta ad alzare muri e stati d'animo difensivi. Sono la prima ad avere un carattere difficile e spesso incomprensibile. Ma c'è una cosa di me che non cambierei mai... Ed è quella mia capacità di capire i modi "Sbagliati" di altri. A cercare di capire da dove nascono e ad andare loro incontro. Fino a quando il mio "Comprendere" loro non diventa un "Dimenticarmi" di me.

  • 03 agosto alle ore 21:11
    A Manuela-La tua pace

    Nel silenzio

    dentro il tuo cuore

    c'è la pace che hai cercato
    e anche quella che sogni per i tuoi domani

    E non soggezionarti ai segni del tempo che scorre

    perché la tua pace è un'opera d'arte

    aggiunta alla posterità

    quando avrai esaurito la carica di necessità
    per cui l'hai cercata. Papà
    . © ®
    Cesare Moceo