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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 marzo alle ore 22:14
    Il ciclo dell'Eden

    Quando ormai nessuno mi voleva,
    avete accolto il mio triste cuore
    con un vero sorriso, e il timore
    di rivelarlo, con voi, taceva.

    Finalmente, qualcuno che rideva
    con me, non di me! Ancora l'onore
    di occhi sinceri ho! Il mio errore
    non riporterà il buio che splendeva!

    Vi voglio bene. Mai ricambiare
    posso la vostra amicizia, che festa
    rende ogni giornata, senza una croce.

    Spero che raggiunga, la mia voce,
    la vostra anima...la mente resta
    in attesa di una stella da donare.

  • 08 marzo alle ore 19:24
    Bramosia d'amore

    Era bello di notte sognarti
    Miglior sonno non c’era
    Con la tua testa sul mio petto
    Mi agitavo su quel letto

    Dolcemente ti baciavo e ti dicevo
    Cose belle che il tuo cuore voleva
    Eri nuda e t’ accarezzavo
    La morbida pelle che profumava

    Intensamente nel sonno ti abbracciavo
    Questo però non mi bastava
    Perché conto non mi rendevo
    Che vita senza te non esisteva

    Non basterebbe una vita
    Perché tu sia la mia donna
    Per volerti come t’ho conosciuta
    Così… dolce… per sempre e solo mia

  • 08 marzo alle ore 11:11
    centro dell'universo

    Tu,
    che la mattina ti alzi quando ancora dormono, e addolcisci il looro risveglio
    tu che sei buffa coi capelli in disordine, le pantofole e la vestaglia, e ti vedi bruttissima ma in realtà se la migliore delle principesse
    tu che..
    prima lui, loro,
    tu che sei madre anche quando non lo diventi, che sei sempre la zia perfetta,
    l'amica, la confidente
    tu che la mamma è e sarà sempre la mamma, ovunque, comunque
    tu che se lo diventi lo sarai sino alla fine, anche se negli occhi dolci e nelle mani tremanti di una dolcissima nonna,
    tu che ami sempre senza limiti, senza riserve
    tu che averti è un conto, meritarti significa essere migliori,
    amarti essere speciali
    tu,
    che se soffri è sempre dentro di te, e fuori sorridi ,
    tu che il tuo profumo, i tuoi occhi, le tue mani, un bacio
    ed entri,
    comunque per sempre,
    tu che il rispetto prima di qualunque cosa,
    come l'aria, come l'acqua, sempre
    tu irrimediabilmente in ritardo, e se capita che sei in anticipo, sei solo in anticipo sul ritardo,
    tu che non hai mai nulla da mettere, dolce machiavellica e consapevole bugia,
    tu che te l'avevo detto, lo sapevo, è (sempre) colpa tua, ed anche se (per caso) è la "tua", sarà "sempre e comunque" la sua
    tu che le amiche, quelle vere, sono speciali, e lo saranno per sempre
    tu che sei la bella copia, la versione finale, quella corretta e quasi perfetta,
    in un mondo di errori,
    tu, che non si sà come ci riesci, ma ci riesci, quasi sempre
    tu che sei tu,
    semplicemente, unica.
     

  • 08 marzo alle ore 7:56
    Lei -Ella

    Giorno della donna 8 marzo 2017

     LEI

    Come prigioniero,
    coi muri intorno di case, di ferro
    niente si vede, niente si può.
    Debbo liberarti piccolo uccello, soave bambina fragile sinuosa,
    aria che anela sospiri.
    Bianca neve, e cenere e giorni
    dagli occhi di bruma,
    dai modi di vento oscuro.
    Sono gialli i salici ed è aprile,
    sono gialli i salici ed è maggio.
    Devi liberarti…devi andare al cielo,
    devi andare a un cielo,
    dove c’è la terra e i passi.
    C’è solo lo gnomo seduto,
    uno schiavo che mangia e piove!
    E aprile è giallo.
    Avvicinati Bianca di neve,
    imprigionata di cenere.
    Avvicinati agli usci incantati dell’aria,
    avvicinati all’atrio del cielo imprigionato.
    Aprile è giallo e maggio è lontano…
    Aspetta il prigioniero steso nel suo palpito,
    aspetta che un baleno ferisca la nube
    e rompa il muro di calce
    e cada l’acqua senza rospi,
    un acqua di pianura senza sole ferito.
    Il prigioniero aspetta nell’ululo spento, nell’aprile giallo.
    Col cuore visse di una patria lontana,
    di un maggio sparito,
    di occhi senza risveglio.
    E il prigioniero visse dormiente nel ferro che scricchiola,
    il prigioniero visse nelle ore senza strade.
    Están amarillos los sauces y es abril,
    están amarillos los sauces y es mayo.

    ELLA
     
    Come prisionero,
    con muros alrededor de vidrio, de hierro,
    nada se ve, nada se puede.
    Te debo librar, pequeño pájaro, suave frágil niña sinuosa,
    aire que anela suspiros.
    Blanca nieve y cenizas y días
    ojos de bruma en la nube del viento oscuro.
    Están amarillos los sauces y es abril,
    están amarillos los sauces y es mayo.
    Debes liberarte, debes ir al cielo,
    debes ir a un cielo,
    donde haya tierra y pasos.
    Está solo el enano sentado,
    ¡un esclavo que come y llueve!
    Y abril es amarillo.
    Acércate Blanca de nieve,
    aprisionada de ceniza.
    Acércate a los umbrales encantados del aire,
    acércate a los umbrales del cielo aprisionado.
    Abril es amarillo y mayo está lejos…
    Espera el prisionero extendido en su pálpito,
    espera que un relámpago hiera la nube
    y rompa el muro da cal
    y caiga el agua sin sapos,
    un agua de llanuras sin sol herido.
    El prisionero espera con el grito apagado en el abril amarillo.
    Vivió con el corazón de una patria lejana,
    de un mayo desaparecido,
    de ojos sin despertar.
    El prisionero vivió dormido en el hierro que cruje,
    el prisionero vivió en las horas sin calles.
    Sono gialli i salici ed è aprile,
    sono gialli i salici ed è maggio.

                                                                       Francesca Lo Bue

  • 07 marzo alle ore 21:17
    Estinte ferite ...bruciano

    Combatti...ama...vivi

    Occhi che si evitano
     
    e s'incontrano
    in sussulti di simulato turbamento

    arie di calma apparente

    a pervadere di paura
    vite mascherate di artefatto coraggio

    e da flussi di rabbie falsificate
    represse in bizzarre tristezze

    ceneri di presunte vergogne patite

    E lanciano sguardi di macabri intenti
    nel mare dell'incoscienza

    che si propagano velocemente

    fino alle loro menti
    incrostate dalla loro stessa merda
    .

    cesare moceo

  • 07 marzo alle ore 20:41
    Al di là dell'apparenza

    Occhi rugosi

    fiameggianti d'ingordigia

    stringono forte il cuore

    quasi a volerne leggere
    i segreti più reconditi

    e tracciarne il destino
    tra gli artigli del vivere

    E violarne le crepe

    perturbate e sgomente

    esponendole al piacere
    che insozza il mondo

    abbandonate agli enigmi
    delle rabbie e dei disprezzi

    E vezzeggiarne il fascino
    .
    Cesare Moceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 07 marzo alle ore 17:24
    Molecole dell'aria t'accarezzano

    Nutrirsi, dunque
    di dolore, del torpore 
    di foglie accartocciate.
    Vaporano prospettive,
    i sogni restano 
    ombre dietro i muri.
    E tu di chi sei
    anima, legata - persa
    in visioni inesplicabili?
    Molecole dell’aria
    t'accarezzano
    senza lasciarsi vivere.
    Rimani in presse 
    di pensieri stanchi
    turbini sola 
    senza luce. 
    Sei nata da un bocciolo,
    morirai essenza, evaporata 
    negli sguardi assenti
    di un mondo piccolo
    di stordimenti.

  • 07 marzo alle ore 16:32
    5 a.m.

    Scalda le mie spalle
    il profumo del caffè.
    Al sole di questa lampadina
    il mistero comprendo
    del salto dei biscotti
    della gioia
    e dei pianeti tutti.
     

  • 07 marzo alle ore 16:27
    Ora pasta!

    Piego al giusto verso
    il verso giusto e
    poetando
    potendo potando
    il basilico pestando.

  • 07 marzo alle ore 11:50
    La donna

    E' come orchidea
    Accarezzala cogli occhi
    Amala con l'anima
    ​La donna è vita

  • Un sorriso dallo scialle di neve
    di marzo città feroce trattengo
    appena un fiocco
    di sasso al vento
    di sguardo luce oblio
    che torna voce
    un attimo
    si fa zaffiro,
    sul proprio passo
    ricalmo muore.

  • 07 marzo alle ore 10:32
    il vento

    forse è stato il vento
    a disegnarti il mare sulla bocca
    e lunghi petali di giglio sulle mani

  • 07 marzo alle ore 5:35
    Aguante

    Está grabada en mi, la espera despierta de los que no entienden. Conosco el animo con que me hablas, el aguante con que me quieres.

  • 06 marzo alle ore 20:57
    Orgoglioso desiderio

    Mi costringo seduto sulla riva

    a riflettere e guardare il mio mare

    sballottato da ciò che la mente
    vuole indurmi a pensare

    E là oltre l'orizzonte

    intravedo uomini votati all'inferno
    da moralità pluraliste

    costretti a vivere d'ateismo
    nel disincanto del mondo

    e immersi nella solitudine
    di giorni malinconici

    con la necessità d'imporsi il silenzio
    al posto del rifiuto

    e a camminare proni
    dentro paludi senza prospettive

    E mi annullo nell'orgoglioso desiderio
    di sparire  da questa manifesta violenza

    da questi silenziosi rinnegamenti
    che cambiano colore

    ma conservano sempre lo stesso cuore

    nero come la pece
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • 06 marzo alle ore 19:57

    Fatemi tutte le morali che volete; non accetto lezioni da chi non vive come predica. Io le "Scelgo" le persone con cui camminare; e lo faccio in base al mio modo di vivere. A loro vado bene... Del vostro pensiero al massimo posso farne un quadretto per arredare quella parte di me che io chiamo: 
    "La Stanza delle cose INUTILI"!

  • 06 marzo alle ore 15:47
    RELAX

    stormo d’uccelli sul ciliegio

    una nuvola bianca

    si posa sul terreno

    mi sdraio

    sul soffice tappeto

    e sogno ad occhi aperti

     

  • 06 marzo alle ore 10:53
    Rondine

    Ho dato la mia vita in mano
    a una rondine,
    per partire e tornare,
    ed essere esuli insieme, alla ricerca di casa,
    e intessere di nostalgia e speranza ogni piccolo nido,
    per chiamare, famiglia, cio che ora mi manca,
    dove crescono alberi,
    da ogni paese,
    con frutti, dal sapore diverso.
    Nei nestri cortili, d'inverno, restano solo, reti e remi,
    perchè le barche, da tempo, hanno condotto i nostri morti oltremare.
    Ognuno fa all'altro,
    " Sapessi cosa ho visto nel mondo lontano ",
    e i nostri bambini allegri,
    ridendo,
    gettano semi presi lontano,
    in crepe aperte dal tempo, sul viso.

  • 06 marzo alle ore 10:38
    Prima casa inclusi i sogni

    A parlarci
    è quell’atrio di respiri 
    nelle porte custodi
    tracce sovrapposte
    del calore sparso lungo gli anni.
    Quanti anni 
    e battiti di ciglia accumulati...
    Un susseguirsi di dettagli lucidi
    o impolverati 
    come gli armadi zeppi di ricordi.
    Nessuna moneta è nel tesoro 
    di tenerezze e sogni condivisi.
    Qualcosa di grande è
    di noi in noi,
    ci abiterà per sempre.
    INSIDE. Non ci lasciare mai...
    Sfilano pareti
    vasi decorati e dolci delle feste
    candele e braci.
    Le piante del terrazzo
    tornano a gemmare, dacché 
    la clorofilla si rinnova
    e da un sospiro d’animo
    si sente ancora il mare provenire 
    da dietro le montagne.

  • 06 marzo alle ore 0:40
    Nel tuo sguardo immergo

    Nel tuo sguardo immergo
    la mia felicità, come soffione 
    nel capriccio del vento.

  • 05 marzo alle ore 21:04
    Le cantilene dei pensieri

    Nelle stanze immense del sapere

    m'inginocchio a questo vivere
    nella meditazione del mio presente

    E recito con labbra tremanti
    e mani tremolanti

    giunte in sussurri spasmodici

    le cantilene monotone
    dei miei pensieri

    lampi di rabbia e di frustrazioni
    dell'anima intrisa di gelo e di paure

    a illuminare le sagome oscure
    che oscillano nell'altalena del terrore

    E chiedo a Dio solide ali
    per volare fuori dal mondo
    .
    cesaremoceo
     

  • 05 marzo alle ore 20:59

    Ne ho viste di storie. Le ho viste nascere e spegnersi. Le ho viste consumarsi nella monotonia e anche distruggersi nelle incomprensioni. Ho visto storie costruite sulla menzogna e altre distrutte dalla verità. La "Nostra" non sarà una storia come le "Altre". Sarà una storia fatta di piccolissime cose, di semplici attenzioni, di gesti frivoli ma intensi e pieni di significato. Saremo dialogo e complicità. Quello che saremo noi la maggior parte del mondo lo ha ormai dimenticato... Ma NOI saremo "Quel particolare" che saprà ricordarglielo.

  • 05 marzo alle ore 20:42
    La panchina del mio pensare

    Respiro

    infranto sugli scogli delle stagioni

    entrando spesso dentro me
    col gracidio strozzato del mio incedere

    Seduto la'

    sulla panchina del mio pensare

    schivo i fulmini feroci di questo vivere

    gridando al mondo

    con la sguaiataggine del mio Spirito libero
    e nel calore degli urli

    i miei sentimenti

    spogliati d'ogni catena

    sogni da cui mi risveglio

    immerso nel sudore
    dei rischi di derive annunciate

    discese verso l'inferno
    che dominano la fantasia

    satira amara di versi d'amore

    costretti alla periferia del cuore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 05 marzo alle ore 20:00
    Accordo

    La musica del volo
    l’abbiamo vista passare per le grate,
    unione di presenza e assenza
    in voce e radice: sublimare
    in congiunzione al fuoco, scritte di cera
    tutti i messaggi al tempo ignaro.
    Preteso un giorno terso
    per la parola accanto, nome al nome
    come in accordo di punti vivi sugli abissi.

  • 05 marzo alle ore 19:45

    E' troppo facile sai?! Troppo facile incontrare una persona "Speciale" e trattarla come non merita. E' troppo facile sottovalutare i "Regali" che la vita poche volte ci concede. Se incontri qualcuno di speciale prenditi cura di lui, niente rimane dove muore poco a poco. Ad un certo punto l'istinto di sopravvivenza prevale e la solitudine, seppur difficile, appare come l'unica via di salvezza. E' troppo facile dopo inveirli contro... Un giorno quando vedrai quella persona stringere la mano di qualcun altro con gli occhi pieni di fierezza ricorda che bastava smettere di pensare a te stesso/a e cominciare a pensare di far in modo che avesse voglia di restare invece che far crescere in essa la voglia di andarsene.

  • 05 marzo alle ore 19:42

    Sai, sono Donna.
    Non cado nella trappola di sterili provocazioni. Nelle subdole trame dettate dall'invidia frustrante di chi non ha raggiunto i suoi scopi. Sai?! Sono Donna e le donne non si confondono con chi rende il suo mondo una "Squallida" piazza dove dare sfogo alle sue "Scenate". Sai... Da DONNA io ti concedo al massimo il posto che ti spetta... Ossia, nessuno!