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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 giugno alle ore 21:21
    Sosta al mèrio

    Porti poeta all'alba il gregge al monte
    coni le mosse dense d’un pastore
    regge di sogni espandono la fonte
    in gocce asperse dalle rosse more.
     
    Miri le cime ritte al vento greve
    il passo sfiora il verde delle fronde
    poi che la mano inscena danza d’onde
    e dell’azzurro fende un sorso lieve.
     
    Già il sole è in alto e sulla fronte stride
    ch'aduni sotto il mèrio strofe e canto
    a refrigerio d’una sosta breve.
     
    Da lèndini l’assalto ne riceve
    lontano la carezza d’un rimpianto
    che d’ogni ebbrezza l’orizzonte elide.

     

  • 08 giugno alle ore 21:10
    L'ha scritto il vento

    Si è scritto qui
    l’ha scritto il vento
    era nell'oltre
    fra mille spie
    - ed io lo sento –
    come una lucciola
    che sortì scie.
    Trovato appiglio
    su foglia al mirto
    sollievo intorno
    dal rovo irto
    se mi pungevo
    spandeva fiato.
    Rinata stella
    ferita in viso
    da ruga eterna
    donava attesa.
    Di tal paura
    sazio il sorriso
    che poi s’è spento
    come lanterna.
    La notte chiara
    sopiva l’urlo
    e qui ch'è scritto:
    l’ha scritto il vento.

  • 08 giugno alle ore 13:01
    Lascio che sia

    Lascio che sia
    questo sentirmi intorno
    d’aria arroccata, stretto
    un grappolo di ecchimosi
    già di prima mattina
    te, vociare del sangue
    al netto di un sogno
    esfoliato
    nel rito del sapone
    e rivoli inquieti.
     

  • 08 giugno alle ore 12:34
    Notti insonni

    Notti insonni, passate a leggere un libro.
    Col cuore vuoto e chiuso, solitario.
    Parole su parole, accavallate le une alle altre, stridule, senza senso.
    Parole che si alternano a sentimenti confusi, a pensieri, a immagini.
    Notti insonni su un letto freddo, triste e sconsolato, a volte variopinto, a volte grigio e tetro.
    Ma i sogni riaffiorano, insieme ai desideri che sembravano assopiti.
    E tutto ritorna alla mente, durante le notti insonni.

  • 07 giugno alle ore 20:42
    Su veli fradici di nebbia

    È come scuotere un ritratto
    fargli emanare un rouge tremante
    oltre la fissità, temuta in gola
    quando un fragile indugio si scolpisce
    nel corpo molle di tendini del bromo.

    È come svegliare il borgo
    con un tenero grido
    per le agavi già prone.
    Espiantare il torpore
    su veli fradici di nebbie.

  • 07 giugno alle ore 19:12

    C'è stato un momento in cui ci siamo perse di vista io e te. Pensare che eri la mia ombra, il mio sostegno e la mia fonte di saggezza. Eravamo una cosa sola noi due. Ad un certo punto, ho intrapreso un cammino particolare, uno di quei cammini che non sai mai dove ti portano ed è proprio lungo quel percorso che ti ho persa. E' strano, non so come spiegarlo, ma ad un certo punto mi sono fermata e ho sentito un vuoto. Un vuoto enorme nel petto, accompagnato da una strana sensazione di soffocamento. Avevo corso, avevo corso tantissimo... Dietro cose, persone e sogni sbagliati e non avevo più fiato. E' stato lì che ti ho cercata, io ti ho cercata ovunque attorno a me, dentro me, ma tu non c'eri...Non c'eri più. Ho creduto che non sarei mai riuscita a percorrere quel cammino a ritroso, anzi ne ero certa e avevo solo una scelta... Andare avanti. Così feci... Lungo quel cammino mi resi conto di quanto poco contassero le ragioni che mi avevano portato fino a lì e quanto invece TU eri importante per me e quanto importante fosse RITROVARTI. Ho proseguito con l'unico obiettivo di ritrovare la strada giusta, una strada alternativa che mi riportasse a casa, che mi riportasse a te. C'è voluto molto tempo e in quel tempo mi sono resa conto che TU eri la cosa più importante. C'è voluto dolore e forza per affrontare quel viaggio di ritorno.. Ma quella forza l'ho trovata proprio grazie a quel dolore perché mi ha fatto capire che non sarei stata capace di andare mai più in nessun posto senza di te. Non ci sarebbero più stati sogni, persone da amare, momenti fatti di sorrisi, non sarebbe più stato possibile niente senza te. E' così che poco a poco, con estrema volontà e determinazione ho concesso solo a TE la priorità assoluta e ti ho ritrovata. Ti ho ritrovata proprio lì, dove ti avevo lasciata. In una realtà semplice, povera di molte cose, ma ricca di certezze. Ti ho ritrovata lì; negli occhi di quelle poche persone vere che non mi hanno mai abbandonata. Nei giorni semplici di una vita umile. Nelle notti spesso bagnate di lacrime, ma di speranza. Ti ho ritrovata dove avevo lasciato tutto ciò che era essenziale per raggiungere anche tutto il resto. Oggi sei di nuovo con me e ti prometto che non ti perderò di vista mai più.
    "Ciao ME STESSA... Bentornata! Mi sei mancata sai..."?! 

  • 07 giugno alle ore 19:00
    Viandante perso

    Vorrei gioire
    di giochi di libellula
    per disegnar sul volto
    la lucente mezza luna
    che di cristalli accende
    la notte più buia.

     Vorrei gridare al sole
    di bruciarmi dentro,
    di covare e covare
    braci ardite
    di progetti e sogni
    che oggi chiamo vita.

    Agisci, sole, agisci!
    Produci su di me
    gli effetti chiesti!

  • 07 giugno alle ore 18:58
    Il tuo sguardo

    A volte la poesia
    è composta da un solo verso
    Il tuo sguardo

  • 07 giugno alle ore 18:34

    Non si può appartenere a chiunque solo per bisogno. Non si può guardare negli occhi qualcuno e non provare niente, ma continuare a camminargli a fianco. Ci sono persone che si tengono strette nel cuore emozioni e sentimenti veri e fiere di se stesse proseguono il loro cammino solitario. Hanno poco in comune con coloro che privi di sentimenti veri, si esaltano di fronte ad ogni minima sensazione. Così innamorati dell'amore da vederlo e idealizzarlo ovunque e in chiunque susciti loro un po di emozione. No, io faccio parte di coloro che amano camminare anche da soli, per sempre se necessario. Perché l'amore per me è qualcosa di raro e prezioso e non qualcosa da idealizzare per sentirmi meno sola/o.

  • 07 giugno alle ore 10:03
    Meditazione

    In questa notte fanciulla
    Nella quiete di giugno
    Con i pensieri tremuli
    Via, via più intensi
    Inseguo la casa dei sogni.
    Oltre la tempesta
    Dei miei sentieri
    Solo al cospetto
    Di tanti cipressi
    Che pungono il cielo
    Nella calma prossima a morire
    La sola consolazione negli occhi
    Sono le storie passate e diverse
    Pur sempre sepolte nella vita che fugge
    E che ora rifioriscono nella mente
    Prodiga a nutrirsi per vivere meglio.

  • 06 giugno alle ore 19:53

    -MORTE DIGNITOSA -
    Cosa è una morte dignitosa? Non era forse quella che avrebbero dovuto avere Falcone e Borsellino dopo aver speso anni della loro vita per le cose giuste?! Non era forse quella che avrebbero dovuto raggiungere tutte le persone che facevano parte della loro scorta? Cosa è morire con dignità? Non è forse percorrere una vita come un diritto... Quel preciso diritto che avrebbe avuto il piccolo Di Matteo... E crescere, giocare, vivere ed essere felice? E la sua morte... Massacrato, torturato, rapito e sciolto vivo nell'acido è stata una morte dignitosa?! 
    MA PORCA MISERIA! MA STATO DI MERDA! Con quale coraggio puoi solo pensare che una bestia simile abbia diritto ad una morte dignitosa! Non basta che lo stato Italiano, NOI Italiani lo abbiamo campato in carcere tutta la vita e a spese nostre?! Non basta che LUI bestia abbia mangiato ogni giorno, quando molti Italiani onesti, che hanno lavorato una vita, pagato le tasse, aiutato il prossimo non riescono a fare un pasto decente al giorno?? NON BASTA?! Volete una morte dignitosa per lui?? Datelo in pasto alla madre di quella povera creatura... MA LA NOSTRA DIGNITA' INVECE DOVE STA?? E'... DOVE CAZZO STA!? 

  • 06 giugno alle ore 18:45

    - PER UNA VOLTA -
    Lasciate a casa l'educazione, dimenticate che il silenzio vale oro e dateci giù di brutto! Prendete e sparate a zero contro chi per voi non ha mai avuto pietà. Dimenticate che ignorare è arte e imparate che almeno una volta dire ciò che si pensa in faccia ai falliti, a chi ci ha feriti, a chi volutamente ha provato a distruggerci è cosa buona e giusta. Rosicate ancora, guardateci, invidiateci... A noi non interessa. Distruggeteci, non fa nulla abbiamo dalla nostra parte un'arma che voi non conoscete: L'intelligenza! Abbiamo una macchina che voi non possedete: Il cervello! E quando nella vita hai un cervello dotato d'intelligenza anche se stai a zero saprai sempre ricominciare! Non proviamo rancore per voi, a volte nemmeno pena perché siete semplicemente troppo piccoli. Siete solo mosche che ronzano, futili fastidi di cui non ci occuperemo mai. Vi diremo sempre ciò che pensiamo, ma avrete solo un'occasione per ascoltare. Siamo al di sopra di ogni vostro livello per questo non replichiamo mai... E quando forse avrete capto qualcosa di ciò che vi abbiamo detto non potrete nemmeno dirci la vostra... Saremo già troppo lontani, saremo così oltre da non ricordarci più nemmeno chi siate! Mentre voi sarete fermi in un luogo qualunque intenti a guardarvi intorno e capirci qualcosa, noi staremo già danzando più in alto di quanto ci aspettassimo prima di partire. Saluti a voi!

  • 06 giugno alle ore 14:55
    Membrane d'acqua

    Vieni, entriamo 
    in questo taglio 
    di membrane d’acqua.
    Apri gole 
    da ginocchia distese
    in repertori di ammanchi.
    Via le mani dal tatto
    le pupille dal visus
    il sapore dal sale.
    Scavo di pietra
    da ogni lato annulla suture 
    rimesta fiotti alle rampe.
    Guarda, siamo noi 
    nell’ondeggiar d’ossa
    i pesci fradici 
    col grido nella bocca.

  • 06 giugno alle ore 11:44
    L'infinito è in noi

    Lingue insinuanti su labbra umide.
    Calde carezze come disegni d'arabesco sulla pelle sinuosa.
    Il dipinto di una tela dai mille colori, per descrivere il mio amore per te.
    Niente di simile è mai stato creato.
    L'infinito è noi.

  • 06 giugno alle ore 11:43
    Un luogo per il cuore.

    Là dove vivi tu, è intrappolato il mio cuore.
    Un regno incantato e misterioso, difficile da raggiungere.
    Un luogo di pace e di guerra, che incanta, seduce e tormenta.

    Là dove vivi tu, si lasciano tutte le speranze di poter tornare indietro.
    Perché se il cuore è stato catturato, non potrà più essere tuo.
    È un posto che sembra un paradiso, ma che nasconde insidie e sofferenze, senza le quali sarebbe impossibile amarti.

    Là dove vivi tu, è il luogo dove tornerò sempre.

  • 06 giugno alle ore 11:28
    Passione E Ragione

     
     
     
    Non vorrei pensarci!
     
    Sé ci pensassi  un attimo
    Avrei paura di una pena
    Di amore e odio
     
    Quanta nebbia nella mia mente
    Pensieri confusi che indugiano
    Sui ricordi del passato e di oggi
     
    Chiuderei gli occhi per meditare
    Cancellerei quegli attimi indegni
    Da me desiderati e rifiutati
     
    Abbraccerei la mia solitudine
    E resteresti lontana nel nulla
    Ora sono libero!
     
     

     

  • 05 giugno alle ore 22:30
    Grido nel buio

    Vestito di chiarore 
    precipita la notte come in gola 
    a un'onda che si torce.

    Fragile buio il grido 
    dall'eco acuta insorto lì dal borgo 
    infrange il tuo cristallo.

  • 05 giugno alle ore 22:28
    È musica il tuo corpo

    E’ musica il tuo corpo
    disegna spazio fluido, sorriso
    armonico continua senza sosta
    e quasi senza fine
    s’accende l’occhio ai passi sulle note.
     
    E’ musica il tuo corpo
    che danza con la fune
    volteggia, salta e atterra nella corsa
    s’avvita e poi s’afferra, poi l’abbraccio
    ti pare senza sforzo.

  • 05 giugno alle ore 21:23
    Senryu

    L'amore eterno
    E' questa la dedica
    Io t'amo qui e ora

  • 05 giugno alle ore 21:04
    Senryu

    E' triste l'addio
    Si cerca tra i ricordi
    l'attimo eterno

  • 05 giugno alle ore 18:50

    - LE DONNE FORTI -
    Hanno un'anima impregnata di coraggio le donne forti. Nessuna di loro è nata così, ma la vita le ha addestrate assieme ad altre migliaia di arruolate. Non tutte hanno vinto la battaglia, molte si sono perse per strada, alcune si sono arrese e tante ancora stanno lottando. Le donne forti non hanno paura di sbagliare, sanno perfettamente che arricchisce di più uno sbaglio che lascia esperienza e insegnamento, di quanto possa renderle migliori un rimpianto codardo. Le donne forti non hanno paura di mostrare le lacrime, nemmeno di fronte a chi le ha scaturite. Sanno conservare umiltà e fragilità, perché sono consapevoli che queste due qualità non le farà mai nutrire il loro animo con invidia e cattiveria. Le donne forti hanno pianto più delle altre, nessuno le ha regalato niente credetemi... Si sono conquistate un titolo da "Guerriere" con il loro stesso sudore e il loro stesso sangue. Le donne forti spesso vengono evitate, troppo difficili da comprendere, da gestire e in pochi sono capaci di tener loro testa. Non raccontano di sé... Loro semplicemente sono. Non parlano molto... Loro dignitosamente dimostrano. Le donne forti sono orgogliose al punto giusto, senza superbia, senza malizia e hanno un andamento che viaggia a passo deciso. Le donne forti non si accontentano, sono a conoscenza del loro valore. Non si fermeranno mai dove non è apprezzato, dove vengono sminuite, usate o schiacciate dall'ignoranza. Le donne forti profumano di dignità più di chiunque altro al mondo!

  • 05 giugno alle ore 15:35
    Lasciarsi al sé

    Eppure oggi
    voglio distendermi sulla roccia.
    Giuro di aver sublimato me stessa
    oltre il delirio delle misurazioni.
    Di ogni logica ho salvato 
    la diffidenza per gli specchi.

    Sembrava una sciocchezza
    annullare screpolature
    veemenza e distruzioni.

  • 05 giugno alle ore 13:08
    Rottami

    Seduto
    sopra un ceppo di rottami,
    osservo l'onda
    che si rompe sugli indugi,
    deflagrazione di sorrisi
    ad annientare odio 
    e antiche rabbie. 
    E sperpero 
    gli ultimi spiccioli di bile
    in inutili cazzate,
    sgoccioli scampati
    al reato contro un patrimonio
    non più mio.

  • 05 giugno alle ore 2:45
    Visione

    Sibila il vento
    nell'aria
    mentre si scatena
    la bufera,
    che si contorce 
    in un gorgo infernale.
    I Dragoni di Smeraldo
    si scagliano
    nel cielo
    con il portamento dei Re
    e la fierezza dei
    Serpenti.

    La seguente poesia è ispirata a un aneddoto legato a una pittura che ha descritto perfettamente le angosce e i profondi cambiamenti che stavano per accedere nella Cina Imperiale.
    "Dragoni che combattono i vortici nel cielo": Nata dalla visione che ha avuto il pittore, il quale sognò di vedere dei dragoni (in Cina sono simbolo del potere e della forza) intenti ad affrontare dei terribili gorghi nel cielo, questo dipinto rifletteva i timori per l'invasione della Cina da parte dei Mongoli campeggiati da Kublai Khan, nipote del celebre Gengis Khan, che divenne fondatore del primo Impero Cinese della Dinasta Yuan nel 1271.

  • 04 giugno alle ore 17:22
    C'è un treno...

    C'è un treno che va lontano dal cuore.
    Si sposta e raggiunge posti inesplorati e meravigliosi, in cui, a volte, la ragione non può arrivare.
    Fa dei giri strani, imperfetti, superficiali,
    ma arriva imperterrito ovunque l'anima voglia andare.
    Percorre strade sconosciute, impervie, quasi irraggiungibili,
    finché sa che troverà un luogo sicuro, in cui poter riporre il suo cuore affaticato