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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 07 maggio alle ore 0:16
    La voce inquieta dei sogni

    L’ho riconosciuta negli echi
    la voce inquieta dei sogni, 
    i più sbiaditi sono automi 
    inscatolati negli inverni delle viscere.
    Martellano le aurore
    i luoghi frantumati dell’essere.
    Sono i giardini senza gemme
    avvizziti d’incuria,
    rami si staccano uno ad uno
    e quando cala, la luce 
    è un ampio mantello opprimente.
    Mia finestra 
    che ancora raccogli i silenzi,
    sei l’acerbo diamante da far sbocciare
    -vita degli occhi
    orizzonti nuovi tramano in te
    fiori d’armonia.

  • 06 maggio alle ore 20:55
    Le domande di facebook

    Mi chiedi a cosa sto pensando...

    Io racconto la vita d'ogni giorno

    i sentimenti veri degli uomini

    la povertà che li attanaglia

    la loro amicizia nella solidarietà

    e i baci rubati agli angoli delle strade

    E nelle mie rime canto

    la profonda coscienza delle ingiustizie

    e la speranza di un futuro in cui lottare

    nella consapevolezza che non c'è romanticismo

    in chi crede che con la morte tutto finisce
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 06 maggio alle ore 20:53
    Decadenti esperienze

    Adultero nel mio deserto

    me ne vado estraneo al mondo

    nel cammino difforme ai passi
    che la coscienza m'impone

    miscugli di reminiscenze bizzarre non apprezzate

    brumi nudi di pensieri
    a far da guardia alle emozioni

    e obbedire alle passioni innate della vita

    E accetto passivo
    questo mio strano destino

    in versi innocenti di doppi sensi illegittimi

    a incarnare la mia libertà
    nell'alleanza indissolubile tra fede e amore

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 06 maggio alle ore 20:50
    Breve passeggiata nell'anima

    E rimango appiccicato alla mia realtà e al mio vivere

    a riscoprirne l'essenza

    e godere ancora della sua incomoda profondità

    E prendo avido

    tutto ciò che la vita mi offre

    assaporandone il valore

    e accontentando la mia coscienza che in essa rifrange

    muta e glorificata nello spirito

    dal desiderio intrinseco di conoscere le sue Verità

    e divorarne i frutti

    nei fermenti interiori del mio volere essere poeta

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 06 maggio alle ore 14:35

    Non ci sono regole, non esistono limiti in un sentimento. Puoi cacciarlo, puoi respingerlo, ma se è vero niente lo cancella. L'invidia, la rabbia, la gelosia non faranno in modo che esso finisca. Può far perdere ad esso l'equilibrio, ma lui conosce la strada e prima o poi la ritroverà. Quando qualcuno vive in te o tu vivi dentro qualcuno non c'è tempo, non c'è imposizione che cancelli. Ciò che spesso è incomprensibile agli occhi del mondo, spesso può essere compreso solo da chi lo prova. Ciò che nessuno può comprendere, spesso gli interessati lo sentono talmente forte da non saperlo nemmeno gestire. Ciò che il mondo prova a spezzare, spesso fa solo in modo che esso diventi più forte. Perché ciò che nemmeno la lontananza o l'assenza cancella è qualcosa che sicuramente è destinato a durare. 

  • 06 maggio alle ore 6:05
    In via del rivo

    Ho aperto un varco
    tra cerniere e rugiada.
    Era una stanza
    di consapevole armonia,
    c’erano fili attesi di riverberi
    di me di nuvola.
    Domani poi ripiove
    e poco avverto
    il non aver riparo
    mentre una statua ride sul bagnato.
     
    Compro dei fiori, sono fresie
    se mi ricordano di un nodo
    insieme al varco. E come
    sarebbe facile serbar l’odore
    per un palmo che spazzi fuori
    le vie a guinzaglio.
    I tetti sul grigio, i vetri occlusi.
     

  • 05 maggio alle ore 21:18
    Una tranquilla ottusità

    Astrattismi 
    a accendere desideri e velleità

    nella lussuria delle passioni e delle rime

    che s'inseguono sprofondando in incertezze
    e spasmodiche volontà di pace

    Sogni di gloria a uscire dalla bontà
    e far rotolare nel nulla la parte schietta di me
    .
    cesaremoceo

  • 05 maggio alle ore 20:46
    La morte della speranza

    Stili aspri di falsi spiriti

    esaltano sarcasmi e paradossi
    con tumultuose invettive

    in momenti d'assalto all'interiorità

    a pensieri fondati sui desideri d'amore e di semplicità

    ignobili sentimenti di potenza usurpata
    a domare greggi servili

    nella predica di inutili concezioni di dignità

    assurte a finte purificazioni della vita

    E elevano a virtù
    tutte le sofferenze degli uomini

    oppressi dalla negazione
    dei loro nobili istinti d'ogni sovranità interiore

    per assistere inermi
    a quanti modi la vita gli si possa sgretolare

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 05 maggio alle ore 17:06
    Ex nihilo...

    Danzano come
    le ombre
    Ignari del tramonto
    I nulli venuti dal nulla
     

  • 05 maggio alle ore 11:58
    Slancio

    È slancio a un’illusione
    occasione di viaggio
     
    un ansito -forse- che lo diventa
    si arrampica al pensiero, va alle tempie.
     
    Il puro esistere muove dal fondo 
    assordante, si apre
    al pubblico stormire dei cespugli
     
    poi da segni smagriti cresce maggio.
    È vivo, affaccia gli occhi ai davanzali.

  • 05 maggio alle ore 10:42

    Siamo tutto ciò che il resto del mondo non comprende. Nemmeno noi in verità sappiamo capirlo. Siamo quel "Qualcosa" che ogni lontananza non distrugge, ma rafforza.

  • 04 maggio alle ore 21:16

    Ci sono persone che dentro te ci stanno a "Fatica" altre ci stanno di "Casa". Non c'è un contratto di affitto, ne un mutuo da pagare... Sei TU a concedergli quel posto e nessuno può decidere per te "Uno sfratto esecutivo"! 

  • 04 maggio alle ore 21:15
    Acclamiamo l'amore

    E' l'amore che apre gli occhi

    Si può aver accresciuto ogni conoscenza
    nella trascendenza dell'uomo

    a manifestarsi in rispetto di ciò che ci circonda

    attraverso mille pensieri di mille menti eccelse.

    Ed è là

    che però si perdono la consapevolezza dei propri limiti

    l'obiettività e l'onestà intellettuale

    quella che dovrebbe farci prendere coscienza
    di sapere di non sapere

    E invece

    nel complesso rapporto che abbiamo con il mondo

    i giudizi sono diventati il nostro pane quotidiano

    che ci nutre nel corpo e nella mente
    senza che ci accorgiamo dei pregiudizi

    temporanei pensieri sul prossimo
    a demolire tutto il nostro Essere

    che uccidono l'anima

    E allora io predico d'acclamare almeno la libertà d'amare
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 04 maggio alle ore 21:12
    Vita d'artista

    In questa libertà conquistata

    vivo estreme espressioni di volontà

    a crearmi aloni suggestivi
    di passioni tardie e appaganti

    Peccati e poesie

    esotismi e romanticherie

    a dar lezioni a certe greggi di comuni mortali

    che pascolano negli imperfetti estetismi di questa vita

    e vivono nel perenne contrasto tra misticismo e materialismo

    falsità inventate per liberarsi dai crucci d'ogni sorriso

    E propongo a me stesso e a loro la mia etica

    a arricchire la mia vita d'artista

  • 04 maggio alle ore 21:09
    Dedicata ai tanti...saccenti

    Non mi offende né mi preoccupa

    il vostro pensarmi solo un creatore d'emozioni

    a me basta saper godere del sacrificio di me stesso

    dell'impegnar per voi la mia umanità
    nel sentirmi principe delle mie notti

    quando traggo respiro dall'esaltazione di questa mia passione

    a supremo valore del mio vivere

    E me ne frego se ne pago lo scotto

    con la clausura nelle torre eburnee della solitudine

    nel piacere dei sospiri e del celebrar il perduto contatto con il mondo

    vestendomi d'ali e d'adoranti sentimenti

    per volare tra le rime

    scendere negli abissi della verità

    assaporandone ogni veleno fino all'ultima goccia

    e svelare nei versi ciò che d'impuro

    brutto malato equivoco e perverso offre la vita
    .
    cesaremoceo

  • 04 maggio alle ore 21:03
    Io poeta

    Fiumi amari mi scorron dentro

    rimpianti coperti da coltri d'emozioni
    a condannare all'oblio il cuore

    nei libri ancora aperti del godere

    nostalgie d'altri tempi
    a far capire dove va la vita

    Io aquila reale sempre in volo a cercar la verità

    con i sentimenti a farmi da corona

    plano rapace su di voi ogni dì

    anime benedette del mio vissuto

    ornato da pensieri e parole ricevute in dono

    e divenute placide onde su cui naufragare

    Voi

    che siete alimento naturale d'ogni mia condizione di calma interiore

    E a tutti voglio dar ristoro e conforto

    abbeverandovi alla linfa inesauribile della mia passione
    .

  • 04 maggio alle ore 20:59
    Senilità

    Dispiegarmi ancora

    come drappo al vento
    tra le folate del mio vivere poetico

    nell'amore

    nell'entusiasmo di morbide sapienze
    infuse di misteri

    dove ritrovare i sorrisi e le lacrime di questa vita

    Viso di vecchio vedo a volte nel mio riflesso

    scarnito tra lo zillar lieve delle rondini
    e il barrire esorbitante dei gabbiani

    E invidio la magnificenza del mondo

    nei gagliardi sentimenti che m'avvolgono l'anima

    a esaltare il contrasto tra la mia realtà e le mie illusioni

    Io

    un tempo fanciullo patetico e ribelle

    colmo di languori

    rallegrato ad accettarmi nella mia condizione
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 04 maggio alle ore 20:57
    Maestrale

    Spira bufere di passioni
    il maestrale
    adducendo forte ogni emozione ...
    nel cuore piangente
    mentre la mente gode
    sorretta dalla ragione
    Cosi percossa l'anima
    sopporta acuti affanni
    e le sue lacrime scorrono invano
    E le notti
    quando alle ore arse dal di già scorso
    la luna il fresco estivo infonde
    mormora d'azzurro il mare
    scintillando tra le grevi onde

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 04 maggio alle ore 20:44
    Poeticità e politica

    Attingo dai libri d'un mio amico di qualche secolo fa

    l'insegnamento bellissimo d'amare la vita

    in cui non fosse spettacolo
    né il dolore della miseria né l'invidia della ricchezza

    e così nell'anima del fanciullo che vive in me

    sopporto sentimenti che s'aggrappano
    dolorosamente ai tormenti quotidiani

    Lezioni dure ma vitali

    a far comprendere gli insegnamenti necessari
    per viver ogni esperienza dentro aloni d'euforie

    e far divenire eroi del proprio tempo

    purtroppo pero' avvolti in candide nebbie

    E in questi falsi entusiasmi

    inventare crisi esistenziali

    a illudere menti deboli
    nel disprezzo di tutto ciò che non è arte

    Là demagoghi molto poco intelligenti

    convogliano nella propria direzione eversiva sbandati d'ogni ceto

    e in quella spietata realtà uccidono qualsiasi talento.

    E questa umanità

    io la ringrazio

    perché nella mia solitudine

    la sua demagogia

    sara' povertà da ricordare
    quanto meno per non annoiarmi
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 04 maggio alle ore 20:41
    La mia pace,la tua pace

    Nel silenzio

    dentro il cuore

    c'è la pace che hai trovato
    e anche quella che sogni per i tuoi domani

    E non soggezionarti ai segni del tempo che scorre

    perché la tua pace

    è un'opera d'arte aggiunta alla posterità

    quando avrai esaurito la carica di necessità per cui l'hai cercata
    . © ®
    Cesare Moceo

  • E mi chiedo continuamente

    dove deviano dissennate ...
    le vostre menti

    per non riconoscere una retta via

    Nel brio del mio scrivere

    ricchezza inesauribile dal sapore d'uomo e d'umanità'

    recondita e intima sorgente della mia storia e del mio tempo

    puledri mai domi
    gridano stentorei lamenti

    acuti e pungenti

    E soffia forte ancora

    la grigia epopea
    del vivere d'uomini ormai inermi

    anonimi nella loro condizione di miseria
    e d'incongruenze alla vita

    a ansimare nei respiri d'universali affanni

    e perdere anche il piacere di parlare e d'udire

    E inutili sono i tentativi

    di spogliarsi d'ogni paramento

    che non siano le loro umide e tribolate spoglie

    cesare moceo

  • 04 maggio alle ore 20:35
    Ogni giorno...ancora

    Albeggia

    e l'aurora sparge sul mio andare
    la sua luce ancora tenue e dormiente

    Tutt'intorno allegri gabbiani
    svolazzano qua e là

    beccando le onde
    attraverso l'aria fresca del mattino

    empiendo la vita del loro barrire

    E io

    con la mia solitudine e le sue delusioni

    me ne vado languente

    a tentare di levarmi dai fermenti dell'anima

    Domani è un altro giorno...ancora

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 04 maggio alle ore 20:33
    La luce viva delle passioni spente

    Erigo

    nella mia coscienza

    monumenti di moralità e di solidità intellettiva
    a confortarmi l'anima nei momenti degli strazi

    Io prigioniero più dei difetti che dei pregi

    a pascermi di rugiada e d'illusioni

    negli sconfortevoli pensieri che annullano la mia pace

    vivo perturbato ogni giorno
    in tutto ciò che mi succede attorno

    nell'illusione che esso sia solo qualcosa di nuovo e di diverso

    meraviglie della vita forse mai viste e per la prima volta godute

    E ne resto abbagliato

    come quando fuoriesco dai luoghi dell'anima perennemente ombrati

    o dalle tenebre scure dell'interiorità

    rimanendo accecato dal fulgore della luce dei ricordi

    e delle passioni che l'odio del mondo ha ormai spento

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 04 maggio alle ore 20:31
    I doni del mio Dio

    Accademico nella sapienza
    peripatetico nelle verità
    stoico nel mio vivere...
    epicureo nei piaceri
    finanche platonico
    a volte nei sentimenti
    abbraccio tutte le filosofie
    per vincere la paura dei miei domani
    E lenisco gli affanni e i turbamenti
    rifugiandomi sotto i pergolati
    dell'onestà e dei miei sinceri amori
    accettando sotto quei tetti
    chiunque voglia ripararsi
    E tesso le lodi della mia vecchiaia
    che scorgo approssimarsi
    nei segni del tempo e del corpo
    e nella forza rinvigorita della saggezza
    a farne con la dignità custodita
    i più bei doni che Dio m'ha donato

    Cesare Moceo <© ®
    Tutti i diritti riservati

  • 04 maggio alle ore 20:30
    Furor di gioventù

    A te che sei stata e sarai ancora il mio...

    Furor di gioventù

    Passi leggiadri ti portarono a me

    dritta in mezzo ai miei tormenti

    e Tu

    turbine rapace tra quei fermenti

    nell'orgoglio delle tue virtù

    m'hai raccolto
    fiore solitario ignoto al mondo

    guarendo intrinsechi smarrimenti e oscurità dell'anima

    e regalando alle mie labbra
    il suo naturale sorriso

    E t'ho subito amata nella tua aurea bellezza

    da cui trassero ristoro
    il mio cuore e la mia mente

    Cesare Moceo