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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 30 maggio alle ore 21:17
    L'addio

    Una chimera nei tuoi occhi saturi
    di vuoto appare in lampo e si dissolve
    quasi un riflesso al buio del binario.
    Ma guance senza pianto m’allontana
    lo spazio che si muove e ancora il fischio
    ai timpani implacabile. Saluto
    dentro, ché non ti guardo scomparire
    solo la pioggia sulle mani in basso
    - tenaglie al finestrino e dentro il cuore.

  • 29 maggio alle ore 18:30
    Scenografie di carta

    Scenografie di carta

    si reggono

    ai miei polsi stanchi,

    in cui fluisce

    un fuoco ancestrale,

    una passione

    che non vuole finire,

    un sogno d'amore

    che ritorna

    a farmi male.

    Scenografie di carta

    per disegnare altre strade

    ed il proprio reame,

    per non vedere

    il pianto del reale,

    per essere guardate

    prima di sapere.

  • 29 maggio alle ore 15:22
    Come mi piace...

    Come mi piace...

    ...che ogni momento
    Della tua semplice vita
    Sia sempre e solo 
    Dedicato a me

    ...che sempre mi pensi
    Che il tuo tempo
    Lo spenda solo per me

    ...che la tua mente
    Standomi vicina
    In giorni tanto tristi
    Sia stata buona medicina

    ...che i tuoi pensieri
    Sian sempre miei cari
    E assidui compagni

    ...che il mio cuore
    Di te malato
    Si sia aggravato 
    E mai guarito 

    ...che siamo vicini
    Ancora attaccati
    Come "veri" innamorati

  • 29 maggio alle ore 14:33
    Su nidi di formiche

    Provo a guardare il cielo
    da questo (mio) pianeta
    popoloso e denso 
    provo acqua e roccia, supina 
    con le vertebre sull’erba molle
    sento nidi di formiche nati dalle briciole
    bocche di magma scaldare e minacciare.
    Il cielo preme sopra e sotto, intorno.
    Vibrano radici sotterranee, aeree, avventizie
    nelle venature umane rosse e blu 
    d’ossigeno e rilascio - rilassamento arcobaleno
    in uno spettro che illumina poi oscura
    puntuale, spaziale.
    La (mia) terra, succosa arancia 
    vitamina vita- nostra
    ospite di pulsazioni e cenere
    agghindata di verde, arte e s- meraviglie
    tutt’una con tutti, metastasi di linfe.
    Come vi viene in mente di non ringraziare
    una volta al giorno, il giorno che la libera 
    dal sonno?

  • 29 maggio alle ore 14:08
    E se volessi l’ombra per amarti

    E se volessi l’ombra per amarti
    quella di un’ancora di guerra, nera
    ch’è fianco a steli di cannoni arresi
    dove c’è pace per i solchi
    esplosi come archivi
    di luce amara.
    Tu morbida t’affacci lì dal chiostro
    quando ti spettina l’aurora e un soffio
    dagli occhi di rugiada a me è un intorno.
    Dell’antro poi io saturo ogni poro
    ché non s’asciughi al buio il tuo fulgore
    e limo con le mani sino al sangue
    queste pareti ruvide, scintille
    rimbalzino
    dalle pupille in fiamme.

  • 27 maggio alle ore 13:12

    Non ti hanno dato la vita per restare fermo ad aspettare. Se ti hanno insegnato a camminare è perché una qualunque strada dovrai pur percorrerla. Se ti è stata concessa la parola è perché i tuoi pensieri dovranno pur viaggiare nel mondo. Se la vita ti ha insegnato cosa sia la forza è perché quando capisci che la tua strada è sbagliata e che i tuoi pensieri non sono apprezzati tu abbia la possibilità di voltarti, andartene e cambiarla.

  • 27 maggio alle ore 13:08

    Tutto è cominciato quando ho iniziato a cercare ciò che mi mancava dentro me e non più negli altri. Quando ho capito che forse per stare bene dovevo cambiare io e non far cambiare situazioni e persone. Tutto ha avuto inizio quando mi sono guardato e ho capito che niente mi mancava per stare bene con me stesso e solo quando ci sarei riuscito avrei potuto trovare negli altri quel qualcosa in più per rendermi migliore.

  • 27 maggio alle ore 12:58
    Disagi di lontane costole

    disagi di lontane costole
    precisi e densi
    spigoli d’aria
    nel tempo esteso, e mancano lenti
    giorni che stentano
    multipli d'ore
    quanti ne conto
    ilari istanti
    sulle scene di palpito
    tante si stagliano
    in deserto di piaghe
    nelle pieghe non passano
    né colmano
    gemono tinte
    scarichi enzimi
    in striduli punti
    e salgono 
    contro linee di plinti
    lo spazio diviso
     

  • 27 maggio alle ore 12:34
    Un confine oltrepassato

    Vedevo nei tuoi occhi
    l'amore ormai
    contaminato
    da un confine
    oltrepassato,
    inaridendo
    i fiori
    e le promesse
    che avevamo
    tra le mani strette
    all'anima,
    toccata
    dal ghiaccio
    di quello
    che è rimasto
    del nostro giardino
    segreto,
    dove ogni giorno
    nascevano nuove ali
    per candidi voli
    fra le tue braccia.

  • 27 maggio alle ore 11:37
    Vento di Sole

    Tu sei il vento di sole che perpetua i tramonti.....

  • 27 maggio alle ore 0:45

    La vita stringe spesso la gola, lascia segni che non guariranno mai, assapora il meglio di te e te lo strappa. A volte ti concede qualche regalo, ma quando te lo offre se non sei abbastanza sveglio da afferrarlo ecco che sfuma proprio sotto ai tuoi occhi e quando ne scorgerai la polvere sarà troppo tardi. Da anima semplice e persona comune ho semplicemente capito che nella vita sempre avanti si deve andare e l'unico modo per farlo è  UN PASSO ALLA VOLTA.

  • 27 maggio alle ore 0:04
    Fruscii sugli orli

    Il corpo si fa denso
    riflesso delle mani
    graffi e fessure, gocce
    pause e fruscii sugli orli.
    Non finire non tacere,
    Il corpo è l’attimo
    prima dell’impronta.
    Il sì rubato
    il t’amo sordo,
    la ritrosia per le scarpe
    in un batter d’occhio
    convulsa distopia.
    Ciglia che spostano il paesaggio
    - sulle autostrade piove,
    in qualche modo
    si tratta di poesia.

  • 26 maggio alle ore 23:12
    Lasciami andare

    l'amore non fa sprechi
    ma nulla ha a che vedere con il resto
    se finisce

    lasciami andare
    nella tua stretta
    coltello senza manico

    lasciami andare via
    ora che la certezza ti fa scudo

    lasciami andare tu
    ché io non posso ancora

  • 26 maggio alle ore 19:03
    Su punte di piedi spaiati

    Vivo sospeso
    su punte di piedi spaiati
    tra queste lenzuola che sanno di ignoto
    e di pasti consumati
    mentre masturbo l'idea di un altro dove
    ingoiando le mie stesse emozioni
    come satrapo di tricche ballacche
    in astinenza di rime.

    Non sei aria
    se io non sono vento
    e ruggine la mia pelle
    quando la tua bocca non miete baci
    perchè le mie labbra scivolano
    nell'assemblea del tuo respiro
    ed affoga il mio coito di parole
    nelle intercapedini dei nostri silenzi erosi.

    Non cercarmi ovunque
    se non hai il coraggio delle imperfezioni.

     

  • 26 maggio alle ore 12:12
    Il Vento Alita

                                             
     
     
     
    Alito del mio cuore
    Forte respiro
    Soffia
    Spazza via i grigi
    Disegni del cielo.
     
    Placa la tua ira
    Fai ritornare il sereno
    Fai spuntare il sole
    Per riscaldare i cuori gelidi.
     
    Disegna nel cielo il tuo arco!
     
    Celati nel misterioso tramonto
    Respira la luna
    La marea di lucciole
    Per farla brillare con essa.
     
    Apri il magico mantello stellato
    Oscura i mille pensieri dell'uomo
    E regalagli la dovuta
    E sospirata serenità.
     
     
    “ La luna con le sue amiche luci della notte, tutto può.”
     
     

     

  • 26 maggio alle ore 9:05
    Perché?

    Per convertire tutti gli infedeli!

    Persone innocenti uccidete…
    la vostra non è religione,
    anche se voi lo credete.

    Per vendicarci delle vostre bombe!

    La guerra non è soluzione,
    mai... solo feriti e morti:
    questa è l’unica conclusione.

    Per godere per sempre in paradiso!

    Sono i desideri distorti
    ad avvelenare la mente.
    Ci saranno, di là, risorti?

  • 25 maggio alle ore 22:42
    Giugno (in acrostico)

    Giunco di frali buccole col vento 
    in corsa al mare
    urta
    gangli di spuma
    ne frantuma
    oro di cielo sale.
     

     

  • 25 maggio alle ore 20:59
    Cercate fra i doni di Dio

    Ho visto miseria
    tra grida d'aiuto
    e dita bruciate...
    in roveti ardenti
    Vorrei gridarlo
    alle nuove gioventù
    e far lor vedere
    con occhi diversi
    ripieni d'amore
    di voglia di fare
    attecchita dentro
    sentimenti infiorati
    di suggestioni e ricchezza
    E quando lo dico
    potete credermi folle
    nel pianto dirotto
    degli occhi già stanchi
    così nel mio tempo
    io perdo calore
    e rido di me
    per quei segni di vita
    E resto abbracciato
    a mutilati sorrisi
    e nel loro rimpianto
    ancor m'abbandono
    pensando al mio tempo
    che già se n'è andato
    e al volere che muore
    ogni giorno d'un poco

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 25 maggio alle ore 16:26

    Le persone che incontriamo sicuramente ci cambiano e ci formano, ma ringraziate sempre di aver avuto una mamma ed un papà eccellenti, che anche se hanno sbagliato hanno fatto un buon lavoro. Ricordate che se siete delle belle persone è perché tutto è partito da loro... Gli altri hanno solo aggiunto esperienza sulle basi da loro stessi trasmesse. Io ho avuto questa fortuna

  • 25 maggio alle ore 7:23
    Tout court

    Ho accanto la grammatica
    della fantasia
    e passi di Freud, per capirci
    ancor meno sulla mania di vivere
    Poi qualche disegno di Chagall 
    per una fuga azzurra
    dove il sì è libera intesa con l’inconscio

    “Ricordi, stella, quando si leggeva Prévert
    mimando i giochi insoliti dei versi?”
    Ricordo, sì,
    lacrime sposar sorrisi
    e il fuoco ghermire il ghiaccio

    Tutto e l’opposto, stretti abbracciati

    Volutamente mi lasciavi, per poi tornare
    Eri grande e bambino, attore e scena

    Quando partivi ti chiamavo Fermo
    Al ritorno Mon cher Firmin

  • 24 maggio alle ore 20:45
    Disuguaglianza

    Altra occasione è l’acqua
    di là del valico al confine
    turba ludibrio pubblico
    di bolsi lidi
    ché vivo è il calice di sale
    cui sembra avventi il passo
    e goffo poi
    s’attinge come un bue.

  • 24 maggio alle ore 20:43
    Lontana madre

    Un altro due novembre senza mai
    il sorriso di un fiore sul tuo marmo
    lontana madre decomposta ormai
    nel fiume di memoria già in disarmo.
     
    Il tempo eterna le sentenze crude
    del palpito di un cuore in agonia
    ricuce cura fa l’anestesia
    trapianta e asporta da chirurgo rude.
     
    E franto per congiungermi all’oblio
    che ti nasconde madre, al guscio aspiro
    della dimenticanza nel tuo stringermi
     
    al sole nudo al bacio di un respiro
    al bagno nel tuo pianto senza tingermi
    di grigio e allo svanire in un fruscio.

  • 24 maggio alle ore 20:39
    "muti passaron in quella notte i fanti"

    Non lasciar solo il mio cuor

    felicità

    tra le albe calde del tuo cielo
    e il freddo andare del mio passo confuso

    E nei tramonti d'ogni 'oggi'

    carichi di smunti volti e cuori inariditi

    sciogli il mio canto dal tuo abbandono

    accetta le mie parole

    in questo giorno magico e mariano
    foriero di caldi ricordi

    e siano esse corona
    che ti cinga come allor di premio

    E rimango qua

    tra queste onde

    con gli occhi accesi di speranza

    e la mente persa
    nei sussurri d'un gabbiano che piange il suo cibo.

  • 24 maggio alle ore 20:30
    Definizione #6

    Qualsiasi arte 
    la tua infelicità 
    rovina.

  • 24 maggio alle ore 13:24
    L'amore toroidale

    Tutto è vortice
    nelle corrispondenze
    che si nutrono
    di intesa e comprensione.
    Gira su se stesso il sentimento
    tornando dal vertice alla base
    e ricomincia il giro,
    si rinnova
    nell'unica logica evidente
    che tutto l'amore che dai
    indietro ti ritorna.