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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 aprile alle ore 0:29
    La Tomba del Maggiore Tom

    La terra come giaciglio
    per il lungo riposo
    dell'uomo delle stelle,
    mentre la polvere
    gli fa da coperta.
    Gli astri del cielo
    si posano 
    silenziosamente
    sul cranio del Maggiore Tom,
    trasformando
    la luce e i colori
    come un caleidoscopio,
    liberandoli
    nel vuoto cosmico
    sperando che sulla terra
    li vedano.


    Il Maggiore Tom è un personaggio creato dal famosissimo David Bowie che compare come protagonista nelle sue canzoni più famose come Space Oddity, Ashes to Ashes e nel videoclip Blackstar. Ed è grazie a David Bowie che ho trovato l'ispirazione in questa poesia e per questo che gli rivolgo i miei sentiti ringraziamenti.

  • 21 aprile alle ore 23:53
    Fotografie

    Sono io e sono tanti
    nell'onde fregiate di quei fotogrammi
    È percezione o è il mio corpo
    sulla grana distesa?
    Non conosco quei grani
    che ingannano il tempo
    Di me riconosco
    sol quella luce ascosta fra ciglia
    -in goccia di angolo-
    che me palesa in real mia essenza
    Che altri guardino
    mie mille sembianze
    che abbian acume abbastanza
    di veder me
    oltre trame di fotogrammi
    ingessati.

  • 21 aprile alle ore 22:23
    La gloria dei poeti

    Gli anni pian piano si ritirano
    e fan riviver alla mente
    pensieri callosi e striati di nero
    a sembrare artigli della vita
    E intanto mi trascino
    tra le colline del mio sapere
    dentro i miei pensieri
    inzuppati di sudore
    nel malessere che dall'anima
    passa allo stomaco e alla penna
    e il calore dei versi
    a scaldare ogni mio desiderio
    schegge di parole a schizzare
    in lamenti profondi e pensierosi
    E mi fermo a credere e pensare
    che a questo mondo
    tutto è di seconda mano
    e se mai ci fosse gloria nella vita
    essa vada a noi Poeti
    .
    cesare moceo

    se mai ci fosse gloria in questa vita

     

  • 21 aprile alle ore 21:45

    Mi definiscono "Ingestibile", dal carattere "Difficile" e una di quelle persone con quei maledetti "Muri alzati". Mi avete conosciuta poco e avete capito poco di me. In realtà per rendere felice una come me non serve molto a me basta sincerità e rispetto. Ciò che definite "Ingestibile" in realtà è la personalità. Una di quelle non facili da domare e non facile da azzittire. Ciò che definite "Difficile" in realtà è solo una persona che se la ferisci più volte non ci sta a passare sempre sopra le sue ferite per curare i vostri errori. Quei muri... Quelli che dite che vi alzo lasciateli stare adesso... Perché me li avete regalati proprio voi. Credetemi, mai li avrei voluti, ma adesso vene sono grata. Del resto, molto spesso mi tutelano da quella parte di mondo con cui non voglio più avere a che fare.

  • 21 aprile alle ore 20:40
    E non m'invecchia il cuore

    Vorrei chiedere a una stella cadente

    di prendermi per mano e volare con lei

    Avviarci assieme

    tutt'e due splendenti
    tutt'e due cadenti

    a esaudire i desideri l'un dell'altra

    donarci piaceri in lenti sospiri

    tra girasoli annuiti e ricami sfilati

    E incontri diversi

    in sogni dipinti di godurie assetate

    a risplendere ancora

    inseme...in noi
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 21 aprile alle ore 20:37
    Sottili trame d'incomprensione

    Mi libro d'improvviso a fantasticare
    tra le vie impervie dell'intelletto

    affollate di pensieri senza senso

    consuetudine umiliante

    dalla quale il cuore è da tempo
    tristemente deriso

    Eh già il cuore...

    Colui che perdona tutto

    anche i lutti dei sentimenti

    a vantaggio dell'anima

    infedelmente stanca dei suoi godimenti

    oscuramente sconsolanti
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 21 aprile alle ore 12:30

    Detesto e provo pena e compassione per tutte quelle persone che esaminano e controllano la vita di qualcuno. Qualcuno che ritengono ancora "Suo". Provo tristezza nel notare come poi con estrema stupidità gli puntano il dito contro, giudicano la sua vita, le sue azioni e le piccole cose che fa. Provo "Schifo" quando osservando queste persone noto che non solo fanno peggio, ma sono vere e proprie macchine di meccanismi da psicopatici maniacali. Persone in grado di mettere su dei "Teatrini" non indifferenti per farti rabbia, accenderti gelosie o per dimostrarti quando grande sia il loro amore e quanto fedeli ad esso siano. Tranquilli e rilassatevi: Se in voi ci fosse stato davvero AMORE non sareste il passato! Se siete il passato, dei vostri teatrini non ce ne può fregar di meno e soprattutto guardatevi ogni tanto che fate pena e non poca! Poi se vi avanza anche un pò di tempo... Curatevi!

  • 21 aprile alle ore 2:05
    Casa

    Fuggo ancora tra le foglie
    che piangono rugiada:
    l’alba più bella
    troverò
    nel posto più lontano
    dall’ultimo tramonto.

  • 20 aprile alle ore 23:32
    Haiku

    Fior di ciliegio
    Delicate emozioni
    Sgorga l'amore

  • 20 aprile alle ore 21:27
    Senryu

    Nuda e bagnata
    Il corpo arde d'amore
    Fremi in attesa

  • 20 aprile alle ore 20:48
    Quel che potremo dirci

    Continuo imperterrito a scrivere
    inseguito dallo spettro dell'insuccesso
    svelando gl'imbarazzi che mi legano al vivere
    suggestioni che ispirano gli inchiostri
    in sottili trame di tormenti e sospiri
    E m'immergo nelle vibrazioni dell'anima
    in viaggi evanescenti verso le utopie
    in coni d'ombre a dialogare con la fantasia
    e raccontare al mondo quel che potremo dirci
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright
     

  • 20 aprile alle ore 20:37
    La bellezza del mondo

    Incontro ogni giorno il mio tempo

    succube di questa lenta agonia
    che pian piano s'intrufola tra le voglie zittite del vivere

    E mi pento d'aver accettato
    certe false carezze

    calve e rasate scemenze

    cicatrici profonde
    lasciate da mani traditrici e malinconie scottanti

    Aiutami adesso Tu vita
    a cercar di respirare ancora

    e poterlo fare a pieni polmoni

    tra le cruenze e le torture che oscuran la mia mente

    e dammi la forza

    di riaprirmi al mondo e alle sue bellezze
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 20 aprile alle ore 20:18

    Ho smesso di odiare e di portare rancore, semplicemente lascio andare. Non vivo più di rabbia e di malumori, semplicemente scelgo. Sapete... Odiare, portare rancore, provare rabbia porta solo a stare male, a vivere male e non in modo sereno e in pace con se stessi. Lasciare andare e scegliere chi portare avanti e chi lasciare dietro fa proseguire in piena serenità il tuo cammino. Ricorda; chi ti fa del male o ti ferisce per essere punito non ha bisogno del tuo rancore e della tua rabbia, ma della tua felicità e del tuo sorriso. Perché vederti proseguire felice e indifferente lo distruggerà... Vederti a pezzi e piena di rabbia lo renderebbe solo felice ed orgoglioso della consapevolezza di aver vinto! 

  • 20 aprile alle ore 14:00
    Aramat

    Ci siamo incontrati
    nel giardino degli artisti
    Lì abbiamo gustato
    le raffinate delizie dell'amore

  • 19 aprile alle ore 20:51
    Vivo !

    Ah ! Questo mondo

    che mi rende sempre...
    il cuore inaridito

    esaurito dalle illusioni
    e dalle delusioni

    senza che niente

    mi possa più scaldare
    i sentimenti !

    E non sono più

    un giovane uccellino
    che sussulta ai primi palpiti di vita

    ma sento lo stesso ardore e passioni

    sentimenti vasti e impetuosi

    di un aquila che si affaccia
    ai primi amori

    E ogni volta
    sto ancora a barrire

    le magiche sensazioni
    che disperavo d'avvertire

    e che invece mi pervadono
    come un grande sollievo
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 19 aprile alle ore 20:49
    Anche questo sono io

    Voi

    abbiate il piacere di leggermi

    che al resto penso io
    con la mia ironia bambina

    con le mie rime
    a enfatizzare il mio amarmi

    il vedermi dentro le mie trincee

    a difendere la mia isola di dignità

    E mi piace mettere l'ombrello alla mia vita

    raccontarla da cacciatore d'amore

    malinconico e nostalgico
    di un passato diverso

    vissuto in una dimensione diversa

    astratta

    rivendicata dal cuore e dalla sua baldanza

    sospesa tra battiti e pulsazioni
    . © ®
    Cesare Moceo

  • Avvezzo a violenti rovesci d'umore

    vivo come un seme d'anguria

    piantato dentro un campo di fichi d'India
    attorniato dal filo spinato

    Là sto imparando a conoscere il dolore

    la sofferenza e la disperazione

    e a immortalarne l'Essere nei miei versi

    come fossero fotografie senza colore

    in un gioco di parole dettate dall'anima
    nei suoi tormenti interiori

    E in questi insegnamenti
    trascorro la mia vita

    la mia ironia e il mio tagliente sarcasmo
    . © ®
    cesare moceo

  • 19 aprile alle ore 20:42
    Ma che poeta d'Egitto

    Passeggio tra le fronde del mio sapere
    innamorato pazzo dei miei errori

    frugando nell'estrema gelosia dei miei pensieri
    alla ricerca dei piaceri del mio scrivere

    E vi leggo e vi rileggo

    allenando la mente ai messaggi che m'inviate

    senza sapere cosa potrebbe accadere in me
    che girellando in quell'universo

    m'accetto paziente

    cercando di ritrovar me stesso nei misteri

    tra le mie alchimie

    E confesso senza ritegno

    quante volte ho sospirato
    per la bellezza di certi vostri versi

    nel disagio che s'insinua silenzioso
    a far divenir le notti peccaminose

    in crisi d'astinenza d'ispirazione

    negli occhi che si chiudono
    parlandomi d'invidia e di codardia
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 19 aprile alle ore 20:39
    Nel giardino do casa mia

    (La prima Pasqua dopo 48 anni di lavoro)

    Rimango assorto

    a guardare nel vuoto

    fisso

    con gli occhi fermi a contemplare i miei fiori dell'allegria

    rose gladioli sterlizie

    a ispirarmi le parole più dolci nella mente

    e traslarmi nella fanciullesca dimensione
    della mia non più verde gioventù

    con astuti opportunismi che s'insinuano presuntuosi

    a farmi sentire come un quadro
    che resta appeso solo il momento di un attimo

    E cerco la pace tra quei silenzi

    e tra i pentimenti dell'anima

    che minacciano il mio vivere
    con le spine acuminate delle amarezze
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 19 aprile alle ore 20:37
    Una natura diversa

    Scopro ancora,
    attimo dopo attimo,
    la mia natura diversa
    invasa dai demoni della conoscenza,
    che aleggia sovrana nel mio vivere
    e ammanta l'esistenza
    di profonde e lusinghiere critiche.
    Cosciente d'esser pienezza di fiducia
    in chi mi sta accanto,
    vivo nel sogno di un mondo scintillante,
    impregnato di spensieratezza,
    nell'immensa soddisfazione
    di creare il mio universo e viverlo con voi,
    insieme,senza peli finti nel petto;
    naturalmente vero nelle gioie più grandi,
    senza rivestire i piccoli gesti d'ogni giorno
    degli abiti della lussuria
    e senza sentire la necessità
    di battermi a duello con me stesso.
    Ed esser contento di questa felicità raggiunta.

    Cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 19 aprile alle ore 20:34
    Poetiche ambiguità

    Poetiche ambiguità

    Ritorni di fiamma

    scelte vincenti

    occasioni da rivivere al volo
    dondolandosi sulle onde dell'emotivita'

    Belle storie di cuori solitarizzati

    aleatorie

    prese dall'ansia

    altalenanti nell'inquietudine delle paure

    Luci fioche di candele consumate

    che lungi dall'essere lusingate per la luce profusa

    lamentano il fastidio di fiati sommessi

    supplicanti sospiri

    a rendere ancor più crudele
    l'inesorabilita'della loro fine
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 19 aprile alle ore 20:31
    A proposito di elezioni...Io uomo...

    E potrò domani dir
    che m'hai pensato strana persona

    nella mia normalità

    rampante tra i raggi nascenti dell'albe
    a germogliar nuovi giorni in cui sperare

    nel respiro amaro dei risentimenti a grappoli

    in queste anime stanche
    che profumano di mare nel cigolar della vita

    Velati misteri
    sciamano tra le vie del borgo

    affollate d'intenti d'uomini orbi

    pronti a mulinar nel vento
    liquide parole in giorni senza ore

    a spogliar le menti
    e svestir di pudore le anime innocenti

    E le notti cantano i sospiri e le pene
    del popolo che spera
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 19 aprile alle ore 19:35
    È Aprile

    È Aprile, il quarto mese dell’anno.
    Come dire (forse) avere trent’anni,
    intrecci di rigenerate clorofille
    con la ri-apertura della stagione
    di Artemide, la divina Garbo,
    la recita perfetta della resurrezione.
    La natura canta il suo rifiorire,
    noi volti indefinibili, dietro a un Led,
    una primavera per ogni invio (illusi),
    l’usura dell’hardware, l’estate alle porte,
    la ventola rumoreggia, matti per le strade,
    è “Aprile dolce morire”.

  • 19 aprile alle ore 19:17
    Alle cinque della sera

    Le cinque della sera
    Per il toro è nera
    Aspetta la gente 
    Della torta la fetta
    Male gli è andata
    Botte ne ha prese
    Entra malridotto
    Ingannato e maltrattato
    Si atteggia l'uomo
    Non si spaventa
    Col toro avvilito
    Mai è sconfitto
    Il toro non si accorge
    Ch'è arrivata l'ora 
    È un amaro destino 
    Il gioco paga caro
    Oh che tristezza
    Che accappona la pelle
    Tori ne muoiono
    Gente che applaude
    Un uomo ora muore 
    Tanto dispiace
    Muoion anche tori 
    Ventimila l'anno
    Storia che non finisce
    Come il sol nascente
    Di più dobbiam fare
    Per la vita da rispettare
    Tori foche e balene
    Son tante le pene
    Mondo mai civile
    Con gente stupida e vile

  • 19 aprile alle ore 16:00
    Piccoli lampi.

    Immaginato il mare tra le orbite
    come stelle distorte oramai stanche
    di planare su grigi silenzi.
     
    Un piede alla volta
    nel mare di acqua e ricordi
    tra gli sguardi della mia fonte.
     
    Corri bambino solitario
    da amici troppo grandi
    e giochi quasi incivili
     
    sporco di sangue e terriccio
    nella vasca di riposo e di casa
    tra il sapore di pesce bollito
     
    sale e ancora sale dopo la corsa
    il salto beffardo all’onda
    la fatica tantissima
     
    linea sottile che mi teneva
    alla spiaggia e alla poesia
    non c’era amore, fuochi fatui
     
    e musica come comete
    bambino solitario alla radio
    contorno d’anima antica
     
    ho vissuto leggende intere
    in ogni respiro donato
    dalla mia timida voce
    al vasto mondo arcobaleno
     
    e ho protetto feroce
    il cuore e le mie spade
    ma l’animo morbido
    sorride, vecchio
    e mi culla ancora.

    Raffaele di Ianni