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Racconti

“Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”
Emilio Salgari


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  • 13 maggio 2015 alle ore 11:27
    27 ottobre 2014

    Come comincia: La vita ti mette sempre a dura prova, spesso ti trovi davanti a degli ostacoli da superare, c'è chi non li affronta tirandosi indietro e chi, invece, persiste e li affronta proseguendo il cammino, anche se con grande fatica, pur essendo consapevole che troverà sempre delle difficoltà e sa che le cose non sempre vanno bene come spesso le aveva programmate. A volte alcune scelte costano caro e una volta raggiunte ti fanno star male, ma la tua caparbietà ti porta a farle lo stesso. Le esperienze negative ti portano a soffrire, ti fanno star male da morire, ma sono anche quelle che ti aiutano a guardare in faccia la realtà e ti fanno maturare. Con il tempo capisci che non sempre c'è chi ti aiuta e che su molte cose devi rimboccarti le maniche e cavartela da sola/o , devi avere fiducia in te stessa/o. E' necessario pensare che ce la devi fare, che non devi abbatterti o arrenderti al primo ostacolo che ti si presenta davanti, anzi devi combattere per le cose che ti stanno a cuore e devi imparare a farti rispettare. La vita è una continua lotta, solo i più forti e i più astuti vincono, gli altri, invece, non sono capaci di sopravvivere a certi dolori e se lo fanno, vivono rinchiusi nella gabbia dei loro ricordi. Tutto quello che ho imparato nella vita è questo: è necessario lottare sempre per quello che ti sta cuore, non permettere più a nessuno di sconfiggerti e di calpestare i sogni a cui aspiri, devi contare sempre, solo ed esclusivamente sulle tue forze, non devi appoggiarmi a nessuno, in questo modo anche se sbaglierai nessuno avrà il diritto di giudicarti. Tutto questo ti serve per non permettere più a nessun coglione e a nessuna troia di distruggerti in futuro.

  • 11 maggio 2015 alle ore 14:23
    2013

    Come comincia: L'amore e' farsi le coccole sullo stesso divano.
    L'amore e' fare cose strane pur di far ridere.
    L'amore e' fare facce buffe pur di strappare un sorriso quando si e' arrabbiati per motivi disparati.
    L'amore e' condividere una piccola coperta pur stare vicini l'uno accanto all'altra.
    L'amore e' andare a fare la spesa e cucinare insieme.
    L'amore e' avventurarsi in ogni piccola cosa.
    L'amore e' fare tutto insieme con passione.
    L'amore e' voler stare insieme ogni giorno perche' ami il suo sorriso che ti illumina il viso quando lo vedi.
    L'amore e' essere amici e amanti per sempre.
    Quando trovi l'amore vero vivi un vero e proprio paradiso sulla terra.
    L'amore e' irrevocabile.
    L'amore e' un uomo e una donna che vogliono stare insieme fino alla fine dei tempi.

  • 11 maggio 2015 alle ore 11:17
    Francesca Spada o della disillusione di partito

    Come comincia: Quando si è diretta verso la porta, sua figlia l’ha inseguita a piccoli passi e le ha stretto le gambe forte, all’altezza delle cosce. I bambini sentono sempre ciò che sta per accadere.

    Ora, sale verso i Camaldoli, lungo i tornanti trafficati. Ai semafori lancia uno sguardo ai muretti a secco invasi dalle erbacce, alle scritte che inneggiano all’amore libero. La conosce: è la sua Napoli in disuso, stanca come una vecchia in pantofole. Ma Francesca guarda ormai tutto questo senza disgusto. E’ bella ancora, la ruga tra le sopracciglia non appesantisce il suo sguardo, che resta curioso come quello di un bambino. Fa caldo, nonostante si sia lontani dall’estate. E’ un giorno di ricorrenze e giaculatorie nelle chiese. Sente le mani incollate al volante.
    Sudano come quelle di sua figlia quando gliele ha strette sulla porta di casa dicendole solo, senza guardarla negli occhi: Torno subito.
    Un ragazzo in motorino le taglia la strada, tra le labbra gli penzola una sigaretta, alza le mani in segno di scusa. La frenata brusca la riporta alla realtà, per un attimo si riprende, si dice: ‘Va’ da loro, ti aspettano, cosa cazzo stai facendo’. Ma poi è proprio il pensiero di Renzo a farla andare avanti. E’ convinta di aver interrotto fin troppo il suo cammino, intralciandoglielo come avrebbe fatto una donna qualunque. Allora prosegue, pigiando forte il piede sull’acceleratore e svolta a destra, verso casa sua. E’ l’ultima volta che il suo sguardo si posa su quegli incroci, sulle piazzole di sosta, sulla tettoia del distributore di carburante, lesionato dal vento. Eppure sembrerebbe ancora tutto da fare: la vita, i progetti.

    C’è un posto che è l’ultimo, nel territorio in cui si è deciso di vivere e questo, lei, lo sa bene. Come Renzo, che ha scelto il luogo definitivo della coerenza. Con Renato ne hanno discusso spesso, e sempre parlavano di determinare la propria vita a costo di ogni sofferenza. Discutevano pure di musica: era un modo come un altro per riconoscere – e accettare – la loro mancanza di uso del mondo. Renzo li guardava scuotendo il capo, l’espressione conciliante, ma erano stati momenti di intensa felicità. E pure Renato, dov’è andato a finire? In un buco senza fondo, nello spazio bianco, dentro l’infinito smarrimento della morte. Non credo in Dio, le diceva, credo nell’eternità e anche su questo loro due erano d’accordo. Perciò la scomparsa di Renato non era stata solo un evento doloroso e inaspettato. Era stata, piuttosto, un segno, un messaggio, una rivelazione. Suonavano il piano seduti uno accanto all’altra, le mani che si sfioravano, gli occhi chiusi, lei col capo inclinato verso di lui, lui assorto in un’assenza. La politica, i discorsi intellettuali, le domande pressanti sulla società, su dove stesse andando il Partito, ogni cosa si faceva lontana, in quei momenti. Al liceo Francesca studiava solo quello che le piaceva, ma scrivere l’appassionava e, nonostante il suo carattere ribelle, era molto amata dai professori. Le piaceva Euripide, la storia simbiotica tra Alcesti e Admeto. Quando un argomento catturava la sua attenzione non c’era più niente da fare. Lo aveva tradotto in modo mirabile, il testo, tant’è che il professore s’era pure complimentato con i suoi genitori, aggiungendo qualcosa a proposito della sua incostanza.

    Poi arriva sotto casa e cerca freneticamente le chiavi sul fondo della borsa. E’, anche questo, un ultimo gesto. Ancora tutto potrebbe essere rimescolato, come carte sul tavolo da gioco. Perciò, forse, il pensiero dei volti amici l’afferra: come se anche chi è già morto sia ancora lì, a ricordarle la vita che è stata e che non sarà più, a darle il coraggio di tentare un ultimo salto, attraversando il ponte che separa la vita dal nulla. Poi trova le chiavi, le tiene nel palmo della mano, chiuse nel pugno, e resta ferma, i piedi inchiodati al pavimento. In giardino ha reciso delle rose che tiene strette al petto, avvolte in un foulard. Lascia che le spine la graffino, in un dolore meraviglioso. Ecco che avanza, ora. Senza guardarsi intorno. E’ bene abituarsi all’invisibilità. Anche le scale le sale come se fosse un fantasma, temendo di incontrare qualcuno. Poi gira le chiavi nella toppa ed entra nell’appartamento in cui ristagna un odore di chiuso e di muffa. Tutto, nel palazzo dagli intonaci scrostati, è silenzio. I suoi passi risuonano sul pavimento di marmo, spaventandola. Tergiversa, poi si dirige verso la camera da letto e, d’un tratto, ha paura di non farcela. Tira fuori dall’armadio la coperta fatta all’uncinetto, con le rose e le pagode cinesi. La stende sul materasso con cura, e già le mani le tremano. Spruzza del profumo di colonia che ha trovato sul cassettone mangiato dai tarli. Il buon odore quasi la consola, assieme a quello dei fiori, così struggente e diverso. Chissà perché, apre le rose con le mani, premendo sui petali finché non cedono. Li sparge sul letto con un’indolenza spaventata e muta, poi vi si sdraia sopra, ancora con le scarpe ai piedi. ‘Così non va bene’, pensa. Ha messo in borsa una camicia da notte di seta, la tira fuori, a lungo ne accarezza la consistenza. Dopotutto, si tratta delle ultime cose da fare. Allora si spoglia, la pelle tremante, sentendo il freddo dell’appartamento chiuso da mesi. La pelle delle sue spalle è liscia, senza macchie. Francesca è bella. Si guarda nello specchio della toletta di fronte al letto e si vede. E’ stata sempre una donna desiderabile. Agli uomini piacciono le irregolari come lei, che non calcolano. Sono donne comode e scomode allo stesso tempo, perché non sanno mettere radici. Fanno domande che riguardano la vita, ignorano le querimonie quotidiane, girano le pagine, non restano attaccate. Non ce l’ha col Partito, Francesca. Non più. Hanno detto di lei che era macchiata. Tutti quei figli, la fatica per tenere assieme i fatti, le fughe da casa: queste non sono che piacciono agli uomini del P.C.I. Perciò Renzo meritava di più, più di una come lei, di quella misera esistenza. Gliel’hanno sempre fatto capire. Riprende coraggio, si sdraia sul letto. Accanto a sé ha la copia del libro di Rilke. Non lascia altro, a Renzo. Ma sa che lui capirà.

    E’ quasi fatta. Prende il flacone con mani tremanti, versa l’acqua nel bicchiere. Coordina i gesti con calma, lei che è sempre stata famosa per i suoi scatti d’ira. Due, tre, sette pillole. Hanno un sapore amarissimo. Inizia con uno stordimento, un giramento di testa, quella cosa. Adesso sa cos’è. Il cervello pare spostarsi più in là del cranio, delle mani, del seno. Bene. Dunque è così. Poi avverte un dolore lancinante allo stomaco, e sudori freddi lungo la schiena, la fronte. I volti, certe frasi, s’accavallano dentro la sua mente. Se non fosse tanto doloroso. Stringe i pugni così forte da tagliarsi i palmi delle mani. Non durerà a lungo. Non lo vuole quel dolore che la lega al corpo, a tratti. Il corpo non c’entra niente, non vuole star lì, e inizia a contorcersi. Stende le gambe in un crampo che la taglia in due, prova a scendere dal letto, ma i piedi non riescono a toccare terra. Guarda la stanza con gli occhi chiusi, adesso, in una smorfia che immagina orribile. “Torna presto”, le aveva detto, perentoria, sua figlia, sulla soglia di casa, la bocca imbronciata. Nel momento in cui le appare quel piccolo volto, Francesca smette di pensarlo. E’ solo un attimo, l’ultimo respiro.
     

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:50
    2007

    Come comincia: Ho capito che ogni tanto
    bisogna bendare gli occhi per
    non vedere ciò che ci fa male..
    Ho imparato che non bisogna per
    forza avere le ali per volare lassù..
    ... Ho imparato che basta davvero poco
    per cambiare la tua vita.
    Ho imparato che l'amicizia è davvero
    un tesoro prezioso (se vera)...
    Ho imparato che non tutto ciò che
    sembra vero e sincero lo è...
    Non tutto ciò che luccica è oro...
    Ho imparato che tutto ciò che
    è vero non finisce mai,
    che il volersi bene supera
    tutto, ogni ostacolo e ogni problema.
    Ho imparato a medicare da sole le mie
    ferite....Quelle ferite che non vedi ma che
    senti dentro, un dolore che ti lacera...
    Ho imparato che se stai male,
    solo chi ti vuole davvero bene non ti
    lascia solo....
    Ho imparato a rialzarmi ogni volta
    che cado ...Forse più forte di prima!

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:43
    2010

    Come comincia: Dimentica chi sparla alle tue spalle, chi ti prende in giro, chi umilia, chi ti ha mentito, chi ti ha ferito, deluso, tradito, condannato. Dimentica chi non ti ha mai voluto, chi ti ha fatto soffrire, chi prometteva e non manteneva. Dimentica chi non ti ama, chi ti punta il dito contro, chi non aspetta altro che un tuo sbaglio. Dimentica i brutti periodi,coloro che non valeva la pena avere nella tua vita, le parole di conforto che hai detto a chi non le meritava. Dimentica il male che ti hanno fatto...goditi la vita!

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:42
    2010

    Come comincia: Ci sono momenti in cui guardi le persone che ti circondano alcune sono entrate perchè hanno trovato di meglio, altre vanno e vengono senza motivo. Ma le persone vere sono quelle che sono rimaste nonostante tutto e tutti, tra gioie e amarezze, tra sorrisi e lacrime, che ti accettano così come sei, che sopportano i tuoi difetti e apprezzano i tuoi pregi.

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:41
    2010

    Come comincia: Ho imparato a mandare via gentaglia che per me non ha valore e a piangere solo per chi merita le mie lacrime, il mio dolore e a vivere con un sorriso anche se a volte è difficile davvero. Ho imparato che e’ bellissimo vedere star bene le persone a cui voglio bene. Ho imparato a godere delle cattiverie gratuite che ricevo dagli infami, provo una gran pena per loro che, giorno per giorno, li vedo divorati da tutta quell’invidia che covano. Grazie a loro ho capito quanto valgo!

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:37
    2010

    Come comincia: La vera donna si differenza dalla massa
    perchè prima di amare qualcuno ha imparato ad amare se stessa,
    perchè sa che per rispettare gli altri deve avere rispetto di sè
    perchè sa trasmettere dolcezza e tenerezza 
    ma dentro è forte e indistruttibile.
    La vera donna non vuole stupire la gente ma solo l'uomo che ama.
    La vera donna non aspetta che il destino arrivi a lei, 
    ma fa di tutto per attirarlo a sè.
    La vera donna non si concede, ma si dona senza mai perdere se stessa.

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:32
    2010

    Come comincia: Vorrei una Macchina Fotografica incorporata agli occhi. Sarebbe incredibile, poter racchiudere ogni attimo dal mio punto di vista, rivedere quel sorriso incredibile o quel tramonto mozzafiato in qualsiasi momento, proprio come lo vidi di persona. Senza dover mettere il flash o impostarla su tramonto. No, la mia macchina fotografica dovrebbe vedere essattamente quello che vedo io, in ogni piccolo dettaglio. Dovrebbe anche fare dei video interminabili. Così potrei ricordare tutta la mia vita, con un semplice 'Play' .

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:14
    2010

    Come comincia: Capita spesso di ripensare ai momenti passati, è come se fossero dipinti permanentemente nella nostra memoria, belli o brutti che siano. E anche contro la nostra volontà, quando ne hanno voglia, affiorano nella nostra mente, più o meno graditi. Quando siamo tristi, ci vengono in mente tutti i momenti peggiori della nostra vita, tutti i pensieri più negativi, i momenti più bui. Se siamo fortunati ad essere felici, allora ecco che si fanno vedere tutti i momenti più belli, le grandi gioie e le conquiste della vita. Quindi gente, cerchiamo di essere più felici possibile, perchè non solo la nostra mente ce ne sarà grata, ma anche noi stessi lo saremo, dopo, quando ci ripenseremo.

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:13
    2010

    Come comincia: Lo so a volte sono una bambina.Sono molto permalosa, un pò ingenua, tendo a fidarmi di tutti, a volte sono anche capricciosa, vorrei avere tutto.Sono testarda non cambio idea facilmente.Sono sincera e quando mento mi faccio scoprire immediatamente perchè non so fingere.Quando sono innamorata do tutta me stessa ma se mi fai del male sei fuori dalla mia vita.E poi che dire amo divertirmi, mi piace scherzare e sono molto romantica, amo la musica, credo ancora nel lieto fine, penso che tutto in questa vita abbia un senso, le persone che incontriamo servono a donarci qualcosa. Non mi credo migliore di nessuno ma so quanto valgo. Quando si tratta della vita degli altri so essere molto ottimista, ma poi quando si tratta di me sono molto pessimista XD Il mio sogno? Vivere un amore grande, un vero amore, potrei dirvi tante altre cose ma mi fermo qui non voglio annoiarvi..

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:12
    2010

    Come comincia: Odio la mia sensibilità mi rende vulnerabile, specialmente quando inizio a piangere mi sento debole e indifesa. Mi odio quando dopo tutto il male che mi ha fatto una persona riesco sempre a perdonarla. Mi odio quando sono troppo buona e ingenua e gli altri se ne approfittano.

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:11
    2010

    Come comincia: Ci sono momenti in cui avrei tante cose da dire, ma non lo faccio perchè preferisco starmene qui da sola in silenzio, perchè so che nessuno mi ascolterà. Preferiscono starmene da sola, pur sapendo che ci potrebbe essere qualcuno pronto ad ascoltarmi e a sapere come sto, ma non ho voglia di far nulla per nessuno perchè mi sembra inutile farlo. Ho solo voglia di starmene qui ad aspettare... aspettare una persona che abbia voglia di ascoltarmi o forse questa attesa è inutile perchè non arriverà mai nessuno qui per me che sia disposto/a a capirmi o a capire i miei problemi. Sai la maggior parte delle persone sono egoiste e menefreghiste, perciò tutto quello che dici, che fai, che pensi non gliene frega niente a nessuno. Nessuno mai verrà a chiederti:" Come stai? Di cosa hai bisogno?"

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:02
    2010

    Come comincia: Io una realtà senza amore non riesco a vederla, non riesco più a pensare ad una vita senza una persona che mi ami, che mi sia vicina, che colga i miei momenti di fragilità senza parlare, che sappia regalarmi un sorriso quando ne ho bisogno, non riesco ad addormentarmi senza pensare che quella persona sia la mia metà, la mia ala mancante, il mio cuore, ho voglia di amare ed essere amata, senza limiti, senza doppi fini, ma ho paura... paura che sia solo un bellissimo sogno.

  • 10 maggio 2015 alle ore 8:01
    2010

    Come comincia: Le delusioni, sono sempre dovute ad altri, a qualcuno che che ti volta le spalle, che ti tradisce, che ti giudica, a qualcuno che non ti capisce e di conseguenza agisce facendoti del male, a qualcuno che credevi amico invece lo è stato fino a che gli ha fatto comodo, a qualcuno che si è approfittato della tua ingenuità per arrivare ai propri scopi e poi quando non servi più ti gettano in pasto ai leoni, a qualcuno che dice di amarti, ma che invece dimostra tutt'altro, ecco queste sono le delusioni, il sentirsi ignorati, il sentirsi di troppo.

  • 09 maggio 2015 alle ore 11:11
    Dammi un nome

    Come comincia: Sono l’evento che sancisce la purezza dell’ Amore. Sono il piacere della Mente e la comprensione  dell’ Esistenza. Sono la sconfitta delle paure e la nascita dei Ricordi. Sono il male assoluto della Materia e l’estasi dello Spirito. Non ho rivali, non ho concorrenza, sono l’essenza pura del tormento e del godimento. Sono la fonte della Sapienza e la meta dell’ Ignoranza. Sono la luce della Ricerca e il buio della Sostanza; sono la Calma della tempesta e la bufera della Quiete. Sono il foro nell’ Universo e il nascondiglio nella Terra. Chi mi sente mi Odia, chi mi vede mi Ama. Tu che sei passante tra l’odio e l’amore dammi un nome perché la gente mi brami o mi tema.
     
     
     
     

  • 07 maggio 2015 alle ore 18:52
    6 novembre 2014

    Come comincia:  Non c'è cosa più bella al mondo di due persone che si amano.
    L'amore è quando due persone condividono insieme ogni cosa.
    Quando si perdono in un abbraccio e non pensano al resto del mondo.
    Quando ridono come pazzi e stanno troppo bene insieme.
    Quando due persone si amano tutto diventa possibile, due persone che si amano si prendono cura l'uno dell'altra, si cercano, si proteggono, perchè l'amore lega più di ogni altra cosa. Due persone che si amano di un amore vero, lo fanno incondizionatamente, perchè l'amore è sentirsi liberi di amare veramente.

  • 07 maggio 2015 alle ore 18:49
    2012

    Come comincia: Ogni giorno, ogni momento, mi chiedo cosa succederà quando mi stuferò di lottare, di inseguire un sogno sempre troppo lontano. 
    Quando smetterò di sperare in qualcosa di irreale, quando il mio cuore sarà stanco di battere a ritmo del tuo. 
    Mi chiedo cosa succederà quando smetterò di sorridere per nascondere una lacrima, quando non dirò più "sto bene" ma inizierò a dire "sto male",
    quando non mi basterà più chiudere gli occhi al calar del sole, per rivivere i ricordi più ricchi di colore.

  • 07 maggio 2015 alle ore 18:48
    2012

    Come comincia: Penso ancora che la vita sia un enorme pesce d'aprile, solo che nessuno si è ricordato di avvisarmi.
    Penso ancora che la vita sia un grande incubo, che ogni giorno combatte con i sogni, ed ogni giorno si riconferma campione.
    Penso ancora che le cicatrici smetteranno di bruciare quella mia tenera pelle, solo per vendetta, solo per farmela pagare.
    Penso ancora che l'amore trionferà, che il "per sempre" esisterà, che ogni vita è un po' una favola e che alla fine tutto si aggiusterà.
    Penso ancora che le lacrime siano inutili gocce scese da un cielo troppo nuvoloso, ma che alla fine il sole ritornerà a splendere.
    Penso ancora che il mio cuore faccia da cuscinetto, che attutisca quelle dispute troppo violente per essere lasciate in disparte.
    Penso ancora che riuscirò a non piangere guardando una tua vecchia foto, ed invece le lacrime sono già là che scorrono.

  • 07 maggio 2015 alle ore 18:40
    25 ottobre 2014

    Come comincia: Non esisteva un giorno in cui le nostre parole non sguazzavano nella voglia di sicurezza, di trovare delle risposte e nella ricerca di promesse. Scappavo quando mi chiedevi se saremmo rimasti "per sempre" insieme, non per colpa tua, non perchè ero insicura e neanche per il mio continuo lottare tra amore e destino. Evitavo l'argomento semplicemente perchè a quel per sempre non ci volevo pensare. Non volevo pensare a noi due mano nella mano mentre raggiungevamo l'altare con il mio bellissimo abito da sposa, non volevo pensare alla cerimonia di nozze. Non volevo pensare al futuro, al numero di figli che avremmo avuto e alla scelta del nome avremmo dato loro. Non volevo pensare a nulla neanche ai periodi neri che attraversavamo, ai nostri litigi, alle nostre sfuriate, ai nostri "basta finiamola qui". Non volevo pensare a nulla, nè volevo rispondere alle tue domande. Semplicemente non volevo guardare al futuro. Volevo solo pensare al presente, a noi due, a quello che stavamo vivendo, ai momenti magici che regnavano fra noi in quell'indimenticabile periodo, che hanno colorato la nostra storia. Quel "per sempre" richiedeva tempo e adesso non esiste più per noi.

  • 07 maggio 2015 alle ore 18:34

    Come comincia: chi ha la coscienza a posto e cammina a testa alta, ai coraggiosi, a chi se ne frega del parere degli altri. Buonanotte a chi ha perso la speranza, a chi è sfiduciato/a e non sa più in cosa credere. Buonanotte a questo mondo fatto di gente di merda che riesce sempre a distruggere tutto, buonanotte a chi nonostante le cattiverie spera in un domani migliore. Buonanotte a voi. Buonanotte a te. Buonanotte a me!

  • 06 maggio 2015 alle ore 20:29
    2014

    Come comincia: Dicono:“Tu sei forte, riesci ad andare avanti!” E io rispondo:“ Guarda non lo so, non credevo di amare lui così tanto, invece vaffanculo, il mio cuore è a pezzi per colpa sua.” E mi danno della stupida. Sì, perché è assurdo amare, sopratutto se la persona sembra quasi che se ne sbatta. Ma quando ormai ci sei troppo dentro non puoi più fare nulla per salvarti e ti tocca annegare nella lava ardente, scioglierti e svanire nel nulla. E lui è lì che ti guarda mentre stai male. Lui lo sa benissimo quello che senti, ma tuttavia ama farti male, ama vederti bruciare. 
    Gli amici poi al massimo possono farti un grande applauso , accompagnato da un: “ Te l'avevo detto!” Certo che lo so, cazzo e avevate tutti ragione. Ok, adesso basta stressarmi. La vita è mia e me la gestisco come mi pare e se il mio cuore adesso è rotto, è mio, non è un problema vostro. Che cazzo volete? Fatevi i cazzi vostri. Mi sento morire, sembra come se stessi aspettando che giunga la mia ora. E’ tutta colpa mia, lo so. Forse loro adesso mi vedranno come una sfigata,ma non mi interessa. L'amore che provo è talmente forte e intenso, che anche se fa male, vale la pena giocarmi il tutto per tutto. Lui è talmente bello che mi innamorerei altri milioni di volte. Non serve, se tu che mi stai leggendo, mi dicessi che è sbagliato giocarmi il cuore per chi non ne vale la pena. E’ un problema mio se adesso al posto del cuore mi trovo una voragine.Capita a tutti prima o poi, o no? Sarei stata davvero scontenta se non fosse arrivato nessuno a rubarmi il cuore. Di certo non amo farmi male , nè voglio che restino i segni di questa esperienza. Voglio solo dire fra qualche anno:“Cazzo quanto l'ho amato!” Nessuno può dirmi nulla perchè le conseguenze le sto pagando soltanto io. Lo amo incondizionatamente. E’ un'altra inculata? Non importa la parcheggerò insieme a quella avuta in precedenza. Che problema c'è? C'è chi ha perso una gamba in un incidente, eppure non si è mai fermato. A me lui ha strappato il cuore, eppure esso continua a pulsare e a non arrendersi. Nessuno avrà la soddisfazione di vedermi arresa, nè in uno stato deplorevole. Al massimo o morirò oppure sprizzerò felicità da tutti i pori, le mezze misure nella mia vita non esistono. Le mezze misure mi sembrano cazzate per evitare di scegliere. Io non indugio, mi gioco sempre il tutto per tutto, soprattutto il cuore, anche se poi mi ritrovo a pagare le conseguenze disastrose per aver amato. Mi sento un automa, la mattina mi sveglio, mi vesto, sbrigo qualche faccenda, mangio, arriva di nuovo la sera e vado a letto, ogni giorno vivo questo. In ogni pensiero del giorno c'è lui, sempre in ogni intervallo della giornata, initerrottamente. Si, c'è sempre lui a ricordarmi che sono viva, che mi fa sentire qualcuno e non un automa passivo. Adesso che è sparito, la sua assenza si fa presente. La sua assenza, sembra che mi stalkeri. Forse io sono troppo fusa! E quando mi guardava, nei suoi occhi ci vedevo l'infinito, il mare, anche se mi trovavo nel bel mezzo della mia città. Nei suoi occhi ci vedevo tutto quello che volevo io, tutto quello che volevo compensare alla mia vita. Se prima mi sentivo vuota adesso lo sono di più. Prima avevo un cuore, adesso è vuoto, non ce l'ho più. Adesso c'è solo la sua assenza a ricordarmi quanto mi manca e quanto sia importante per me. Non importa, perchè io questa esperienza la sento bruciare sulla mia pelle e sento che mi cambierà. Vale la pena viverla, devo vivere la vita come capita, non devo riflettere troppo. Non devo avere paura di scegliere. Dagli sbagli si impara. Devo prendere quel treno anche se non so dove mi porterà. La destinazione? E chi se ne frega? Devo sbagliare continuamente, non me ne frega un cazzo. Solo così imparerò a scegliere. Di tanto in tanto arriva qualcuno a tamponare questa ferita scavata nel petto, una serata fra amici, due risate, ma quando torno a casa e mi ritrovo sola tutto torna alla mente e quella piccola felicità provata scompare nell'immediatezza, il dolore si fa sentire a bruciare velocemente quella ferita, come se ci avessero buttato sopra della benzina. Le lacrime imperturbabili, scorrono spesso e solcano le guance del mio viso, sento il suo sguardo addosso, anche se adesso non è con me. Lo immagino accanto a me, come l'ultima volta. E poi, nulla, sparisce e io resto al buio e nelle mie mani restano solo i ricordi che mi fanno dire:“Tu esistevi davvero, non eri un sogno”! Ora mi piacerebbe dire"Non me ne fotte niente di te, io vivo lo stesso alla grande"! Come faccio a vivere con questo cuore ammaccato e ferito? Ogni volta che penso a lui la ferita continua a sanguinare e si fa sempre più profonda. Gli altri sanno solo dirmi:“Su con la vita!” E io dico a me stessa.“Ma ho ancora una vita? Oppure mi è stata rubata anche quella?” No perchè carissimo ragazzo, qui sembra che tu mi abbia rubato tutto quello che c'era di bello in me, persino la voglia di vivere, oltre che il cuore!
    Un pò ti stimo, perchè riesci ad ottenere ciò che vuoi, almeno così sembra.
    Desideravi conquistarmi e farmi star male? Bene, congratulazioni ci sei riuscito! 
    Ma adesso che non ho più un cuore e non ho più amore da dare a nessuno, non vuoi più divertirti con me, sono un bersaglio già conquistato ormai. Mi hai manipolata abbastanza e quindi è giunta l'ora di cambiare marionetta per te. Forza stronzo, a cosa aspetti? Corteggia qualche altra, fai i tuoi discorsetti del cazzo, falla sentire importante e bella e poi zac, divertiti nel farla star male, e godi mentre la vedi cadere per terra dal dolore. Uno stronzo come te riesce a sentirsi vivo solo facendo del male a chi per te darebbe qualsiasi cosa! Ci vuole tanto sadismo per farti sentire vivo? Cazzo, a me bastava guardarti negli occhi o che mi guardassi, per sentirmi viva. Devo solo farmene una ragione, per superare tutto questo dispiacere che mi hai dato. Le tue parole erano solo piene di falsità. Anche se adesso provo ancora tutto quel sentimento, quando ti guardo negli occhi, non riesco a dirti che sei uno stronzo e che mi fai schifo. Se ti guardo negli occhi, mi sento bruciare lentamente, le gambe mi tremano e perdono la loro forza, come se stessi seduta su una sedia elettrica. Se mi ferissi fisicamente potrei guarire, un giorno, ma ferendomi dentro non potrò mai guarire, il dolore resterà permanente, e tu lo sai benissimo, perchè ci sei passato. Sicuramente l'hai fatto a posta, perchè sai che io non sono forte abbastanza e che sono sensibile. Ma perchè te la sei presa proprio con me? Cosa ti ho fatto? Mi pongo tutte queste domande a cui non do risposta, ed è inutile domandarti. Io Ti Amo.

  • 06 maggio 2015 alle ore 12:56
    Caso Clinico I Paziente X

    Come comincia: L’uomo non può vivere senza amore.

    Tutto ruota intorno ad esso.

    Nel suo egoismo vive un incessante e costante bisogno della ricerca d’amore perché più che ogni altra cosa, sa che non può amare se stesso; sarebbe un processo innaturale e, in quest’atto mancato, esige dall’altro suo essere quella percentuale d’amore di cui l’organismo dell’anima ha bisogno quotidianamente.

    E’ da questo che nasce l’egoismo, il male, ecce cc perché vuole e deve sentirsi amato perché sa che l’amore che porta dentro non può completarlo al fine di trovare la pace. Non possiamo innamorarci di noi stessi, nel suo tumultuoso processo di crescita (che può avvenire in anni se posizioniamo il fattore tempo in un punto generico come ad esempio la crescita fisica e quindi l’invecchiamento ma, nel particolare, essa avviene in secondi se paragonato in processi organici e molecolari). Il corpo si muove 24 ore su 24 per il resto della vita fino a che non subentra la morte, di conseguenza, anche le percezioni, sensazioni, pensieri, parole si muovono con esso. Come se il movimento quotidiano del corpo smuova anche il muoversi dell’organismo surreale quale sia anima, pensiero, emozione.

    Detto ciò la domanda potrebbe essere “L’incessante ricerca d’amore da cosa nasce? Cos’è che spinge un muscolo come il cuore inteso fisico e reale e non quello astrofisico e surreale, a rendere l’uomo così tanto accecato? Che sia un semplice amore corporeo o un amore verso un essere che sia una donna o un uomo (o in casi molto più rari ma realmente esistenti verso oggetti o animali portando a ritenere questo tipo di amore una malattia psichica dell’uomo stesso)?”

    La parte più scettica suggerisce senz’altro una risposta del tipo “Non lo potremo mai sapere” ma, dall’altro lato, potremmo pensare “forse possiamo creare un processo di ricerca che possa spiegare al 30, 40% le possibilità esistenti che possono dare ipotetiche risposte e dati più o meno certi sul punto in questione. Sarebbe comunque un 60% di incertezza ed erronea visione psicoanalitica che potrà anche non essere ritenuta scientificamente o dal punto di vista medico esistente ma pur sempre possibile.
     
    Firenze, gennaio 2015.

  • 06 maggio 2015 alle ore 11:02
    Gli invidiosi.........

    Come comincia: Ci sono persone talmente false e talmente invidiose che inevitabilmente si ha la disgrazia di incontrare nella vita. Fanno di tutto per bloccarti la strada e impedirti la corsa. Fanno di tutto per farti sentire una nullità. Non perderanno tempo a parlare male di te dipingendoti nel peggiore dei modi davanti a tutti, soprattutto davanti a chi non ti conosce. I tuoi pregi diventano difetti per i malvagi e per gli invidiosi, ma ricorda che chi guarda i fatti della tua vita è perchè una tutta sua non ce l’ha, chi parla male di te sta descrivendo il suo essere, difetti compresi!

     

  • 06 maggio 2015 alle ore 11:00
    La gente....

    Come comincia: Non date peso alle chiacchiere che tirano su le bocche aperte che parlano tanto per dare un pò di ossigeno alle corde vocali. Chi parla si sà è sempre chi deve darsi una guardata, ogni tanto, allo specchio della propria coscienza. Solitamente coloro che parlano sono proprio quelli che non possono permetterselo. Si sà che a parlare, a giudicare e a denigrare, sono quegli invidiosi, pettegoli, ruffiani e lo fanno soprattutto per sminuire i tuoi pregi, per farti apparire ciò che non sei agli occhi della gente, per potersi creare la ragione e per farsi grandi. Chi ti critica è perchè ti invidia e di solito questi lavativi hanno una vita talmente insignificante che dedicano il tempo della loro vita al ciarlare inutilmente.