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Racconti

“Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”
Emilio Salgari


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  • 18 maggio 2015 alle ore 16:25
    2015

    Come comincia: Siamo portati a pensare che i soldi e i beni materiali donano felicità. Io credo fermamente che la felicità è dentro di noi. Quando sono felice, posso facilmente far felice un'altra persona, è il mio stato d'animo ad influire sulle persone che mi circondano, sui luoghi e sugli eventi della mia vita. Allo stesso modo la mia felicità, i miei pensieri e le mie parole influenzano le mie esperienze, io non ho tutto quello che desidero, ma posso fare di meglio per ottenere le cose a cui aspiro.

  • 17 maggio 2015 alle ore 16:44
    NOSTALGICHE TRISTEZZE

    Come comincia: Jesi (Ancona), aprile 1981.Sotto la luce di una lampada da tavolo papà Armando dipingeva su una tavoletta di compensato. L’ultimo suo ‘capolavoro’ un paesaggio georgico: cielo imbronciato, in lontananza casetta di contadini con aia, due pagliai, un deposito attrezzi, un pantano con oche e anatre, e poi, in primo piano, un contadino intento al  duro lavoro di zappatore.Il monocolore beige dava un senso di pace e di tranquillità.Uno sguardo verso il figlio Alberto senza parlare, voleva un suo giudizio che non poteva non essere che di ammirazione; cosa si poteva pretendere di più da un ex funzionario di banca che, abbandonata la partita doppia, si era incamminato nel difficile lavoro di pittore, si ormai per suo padre la pittura era diventato un lavoro, aveva imparato anche a fare da sé le cornici, si era comprata tutta l’attrezzatura.“A’ papà sei er mejo!”“Ti ringrazio, nella pittura ci metto tutto me stesso, da vecchio impiegato mi sono trasformato in artista della domenica…”“Papà sei un artista di tutti i giorni della settimana!” Mentre parlava Alberto sentiva il suo cuore stringersi, quanto aveva ancora da vivere suo padre? Un tumore alla vescica lo stava distruggendo fisicamente e moralmente infatti poco dopo Armando abbandonò i pennelli e riversò il capo sul tavolino, un pianto dirotto, i dolori si facevano sentire.“Mamma chiama il dottor Tinelli e telefona a Vasco a Pesaro, che venga subito qui.” Suo fratello Vasco era Tenente Colonnello Comandante del Gruppo della Guardia di Finanza.Nel frattempo Armando faticosamente si era messo a letto, occhi chiusi, non si lamentava più per orgoglio.“Dottore ormai siamo alla fine, vorrei almeno che mio padre soffrisse meno, gli prescriva della morfina.”“Le leggi attuali me lo proibiscono, la morfina è prescrivibile solo se il malato è prossimo alla morte suo padre…”“Secondo lei mio padre…”Alberto uscì dalla stanza, non  voleva farsi vedere piangere, uscì nel terrazzo, dominio della madre Mecuccia, tanti alberelli e piante in quel momento fioriti in contrasto con la morte che incombeva su quella casa.Nel frattempo era giunto Vasco in compagnia dell’autista e del capitano Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro.“Vasco il dottor Tinelli non vuol prescrivere a papà la morfina…”“Dottore provveda immediatamente a stilare la ricetta, le dico immediatamente!”“Lo sa le disposizioni di legge…”“Capitano provveda a mettere le manette al dottore per ‘omissioni di atti d’ufficio’, le dico immediatamente!” “Va bene provvedo a scrivere la ricetta.”Il farmacista alla vista di tre appartenenti alla Guardia di Finanza di cui uno di sua conoscenza, non fece obiezioni, sei iniezioni di morfina.Dopo cinque minuti il medicinale fece il suo effetto, Armando si era addormentato, i quattro, anche per rilassarsi, andarono a mangiare al ristorante ‘Galeazzi’ lasciando a casa solo mamma Mecuccia con Mariola.Il padrone del ‘Galeazzi’ vecchio amico di famiglia, era a conoscenza delle condizioni di salute del signor Armando, non fece domande, capiva il silenzio dei suoi avventori. Il vecchio Armando era benvoluto dagli jesini, era una figura storica che aveva fatto del bene a tutti, durante la guerra, rimasto a casa per la sua gamba di legno, aveva provveduto ad aiutare con donazioni (era proprietario di vari terreni agricoli) tanti indigenti.Al rientro a casa c’era voluta un’altra iniezione di morfina praticata da Alberto con le mani tremanti, il dolore era ripreso più violento che mai. Così si era andati avanti sino alle ventidue quando finalmente un dio, al quale Armando vecchio ateo non aveva mai creduto,  lo prese con le sue mani misericordiose. Tutta la via Giani venne a conoscenza dell’accaduto, tutti gli apparecchi televisivi furono spenti in segno di lutto, Rik Rotondo, vecchio trombettista, iniziò i suoi suoni lamentosi e tristi.Il giorno seguente i funerali ai quali parteciparono anche i vari comandanti di reparti della Guardia di Finanza dipendenti da Vasco, in tutto erano circa venti persone in divisa che. dopo il funerale,  sciamarono per le vie di Jesi creando del panico fra i vari esercenti alcuni dei quali abbassarono le saracinesche. Vasco rientrò a Pesaro portando con sé mamma Mecuccia, Alberto rimase solo nell’attico di via Giani, Mariola, la portiera di palazzo, seguitò a sbrigare le faccende di casa come in passato.Alberto nei giorni seguenti visse girando per i posti nei quali era vissuto da giovane, erano in gran parte cambiati: nuovi immancabili supermercati, costruzioni rifatte, rioni nati dove prima c’era la campagna e piacevole novità, notò che vicino a casa dei suoi c’era l’abitazione di Nella sua antica fiamma.“Mariola m’è parso di vedere in quella casa di color rosso una mia amica da studente, si chiama Nella Pergolizzi, non conosco il nome da sposata.”“Gatti il cognome del marito, è geometra a lavora ad Ancona, non hanno figli.”Mariola di antica schiatta contadina, di furbizia nata, condì le notizie fornite con un sorrisetto, capì che Alberto voleva rinfocolare un’antica fiamma giovanile.Erano le nove del mattino: “Gentile signora Nella non immaginerà mai chi parla al telefono…”“Caro signor Alberto, avete scombussolato mezzo paese e pensi che non ti riconosca, la tua voce è rimasta quella di una volta, se vuoi puoi raggiungermi a casa mia, sono sola.”Passando in giardino Alberto notò Mariola, con la scopa in mano, girata di spalle, faceva finta di scopare.“Buongiorno Mariola.”“Buon giorno signor Alberto io sto per andare a casa sua a preparare il pranzo e lei dove va di bello?”L’interpellato preferì evitare una facile battuta, Mariola sapeva perfettamente le direzione di marcia del buon Alberto.“A zonzo cara Mariola, a zonzo!”Alberto fece un giro largo prima di suonare alla villetta di Nella che si presentò in vestaglia trasparente e con sotto poco o niente, buon inizio.  Baci e abbracci, occhi negli occhi, nessuna conversazione, Nella seduta nel divano, Alberto disteso, la testa sul suo pube. La posizione durò poco perché l’Albertone, annusato il buon profumo di gatta, si mise di buona lena a baciarla intensamente, insomma finì come i due vecchi compagni di scuola avevano immaginato e desiderato.“Signor Alberto la vedo particolarmente allegro, ha fatto qualche buon incontro, qualche vecchio amico…”“Mariola amica, amica non  amico, a me piacciono i fiorellini e non i piselli!”“Facevo così per dire, lei anche da giovane, se non ricordo male…”“Ricordi bene Mariola, ricordi bene!”Alberto restò a Jesi una quarantina di giorni, Nella alcune volte lo veniva a trovare a casa sua, nell’attico paterno a rimirare a quadri di papà Armando e…“Nella domani parto, ho finito i giorni di licenza, lo sai che sono maresciallo della Guardia di Finanza che reclama la mia presenza a Messina, purtroppo le cose belle …”Nella aveva preso a piangere silenziosamente, era stata da sempre innamorata di Alberto,a suo tempo avrebbe voluto sposarlo. Alberto salutata e ringraziata Mariola con lauta mancia, alle sei di mattina caricò la sue valige sulla Y10 e prese la via dell’aeroporto di Jesi per poi immettersi ad Ancona nord sulla Bologna – Taranto e poi sulla Salerno – Reggio Calabria, autostrada orribile, con uscita a Villa S.Giovanni, traghettamento ed arrivo a Messina, erano le diciotto quando mise piede a casa sua in viale dei Tigli 23.La gentile, si fa per dire, consorte Maria era fuori casa, non l’aveva avvisata del suo arrivo, i loro rapporti non erano gran che.Al rientro della consorte inizio della solita diatriba:“Potevi almeno telefonare…”“Se possibile evitiamo, cerchiamo di vivere in pace, mi sono fatto il letto nel salone, se ti va prepara la cena.”Due giorni dopo ritorno in caserma, oltre ad essere capo sezione, Alberto era capo laboratorio fotografico: fotografava di tutto, dagli arrestati alle cerimonie, si imbarcava sulle motovedette, sugli elicotteri per rilievi fotografici, alcune volte aveva fotografato dei luoghi dove veniva coltivata la cannabis, altre volte navi sospette, una carica di armi poi sequestrata, altre volte dei fabbricati sconosciuti al fisco, insomma la sua vecchia passione era diventata per lui un lavoro che lo portava a dimenticare i problemi domestici, si rifugiava per ore in camera oscura ed era diventato molto bravo nelle foto in bianco e nero.Famosa era diventata quella storia di cui si parlava in caserma: in visita d’ispezione a Messina, un generale di Palermo si era portato appresso la figlia notoriamente di una bruttezza, di una bruttezza… insomma brutta. Il comandante della Legione di Messina colonnello Andrea Speciale: ad Alberto:"Mon ami, scatta delle foto a tutti i partecipanti al pranzo ed in particolare alla figlia del generale." "Comandante mi dica che è uno scherzo, Genoeffa la racchia rispetto a lei è miss mondo!" "Ecco vedi mi ha fatto ricordare che devo trasferire qualcuno a Marina di Ragusa, posto isolato soprattutto d'inverno, ti troveresti bene." "Maledetto, mi si è inchiappetato porcaccia miseria! " "Signorina sono il maresciallo fotografo della Legione, il colonnello comandante mi ha ordinato di scattarle delle foto, le sarei grato se..."  "Della sua gratitudine non so che farmene, il colonnello può comandare lei ma non me, lasci perdere." Oltre che brutta la dama era pure antipatica e poi il nome, disastrato pure quello: Cunegonda! "Scusi la mia insistenza ma la situazione è questa: se non riesco a fotografarla c'è pronto il mio trasferimento a Marina di Ragusa, posto incantevole per un anacoreta ..." "Ma lei anacoreta non è anzi penso che ci sarebbe una moltitudine di femminucce flerentes insomma piangenti qualora..." "Signorina, le ripeto sono nelle sue mani." "In fondo mi è simpatico ma non è simpatico quello promessole dal colonnello Speciale, mi farò fotografare ma veda di fare presto."  Capelli sciolti per nascondere le orecchie a sventola, luci diffuse di lato e davanti al viso per ammorbidire i duri tratti somatici, riprese dal basso per..., insomma tutti gli accorgimenti per migliorare un pò la situazione anche col ritocco dei negativi e dei positivi. Alla fine della stampa l'Alberto stesso rimase basito, quella non era certo,la figlia del generale, non era la stessa, evviva stavolta a Marina di Ragusa il colonnello ci doveva mandare qualcun altro. Alberto era riuscito a trasformare un  obbrobrio in una ragazza dalla meravigliosa beltade, assolutamente irriconoscibile tanto che suo padre generale, nel ringraziare’ il bravo maresciallo fotografo’, aveva scritto in un bigliettino: ‘Il fidanzato di mia figlia non l’ha riconosciuta nelle fotografie.” A parte il fatto che una cotale bruttura potesse avere un fidanzato  aveva fatto molto piacere all’ Albertone il complimento anche se era diventato il bersaglio  degli strali del comandante della Legione. “Appena trovo nà brutta te la manno così me la fai diventà miss mondo!” La romanità del Colonnello era evidente.Un fatto venne a cambiare la vita del ‘bravo maresciallo fotografo’, l’invito ad una festa danzante al circolo ufficiali di presidio. Era stata sua moglie Maria, maestra elementare, ad ottenere l’invito da parte di una collega il cui marito era ufficiale dell’esercito.Un fiammante smoking, comprato per l’occasione,  aveva fatto diventare Alberto in un belloccio anzichenò ed aveva attirato l’attenzione di varie signore, perlopiù attempate, che non avevano disdegnato un ballo col nuovo arrivato anche  l’interessato aveva premesso che, in quanto alla danza, aveva delle strette parentele con gli orsi, ma alle signore poco importava se ogni tanto si trovavano un piedino sotto quello del ballerino.Rottosi le balle con le tardone,  la moglie Maria finita chissà dove, Alberto si rifugiò in una saletta laterale dove si allungò in un accogliente divano, occhi chiusi ad assaporare il suono ovattato dei pezzi jazz provenienti dalla sala.“Sto andando al bar, posso portarle qualcosa da bere?”Chi era che. ..era una dolce fanciulla, circa vent’enne, degna di essere guardata.Alberto, in piedi cercò di inquadrarla: brunetta, 1,65, capelli lunghi, camicetta rosa non proprio piena (insomma scarsa di seno) , pantaloni neri e scarpe senza tacco.“Sono Annamaria Milafi, l’ho disturbata?”“L’unica cosa che mi disturba è la seconda metà del suo nome, di Marie me ne basta e avanza una: mia moglie.“Come presentazione familiare c’è male, insomma la vuole stà bibita?”“Non sto a dirle quello che vorrei (ammesso che le interessi), andiamo in sala, con la scusa del ballo me la vorrei stringere tipo pomicio, ci sta?”“Mi piacciono le facce toste ma lei esagera, potrei essere sua figlia!”“Senti figlia mia, quello che potrebbe accaderti in sala è il fatto di poter essere fulminata da sguardi infuocati da parte di una signora di tre anni più attempata di me (ti piace attempata?) insomma mia moglie, ci stai?”“Correrò il rischio anche se altra signora, altrettanto attempata, potrebbe non essere d’accordo col nostro incontro troppo ravvicinato, mia madre che potrebbe essere sua moglie, posso darle del tu come si conviene tra padre e figlia?”“Piccola Anna, andiamo in  sala e vediamo quello che succederà.”I due si misero a ballare ostentatamente prima vicino alla moglie di Alberto poi vicino alla madre di Anna col risultato previsto: sguardi infuocati, fiammanti, scintillanti, fiammeggianti, sfavillanti si incrociarono  col sorriso sfottente della strana coppia per nulla impressionata.“Gentile signorina, finiamola cò stà pantomima altrimenti prende a fuoco la sala, au revoir mon petit chou.”“Grazie per il piccolo cavolo, un giorno mi farò recitare da te una poesia di un autore romantico francese, sempre che nel frattempo non accada un patatrac!, ciao bel signore!”In sala, al contrario della previsione di Anna, non accadde nulla ma a casa…“Non ti sei visto, avevi l’espressione ebete di vainqueur de femmes, non hai capito che sono le femminucce  che si fanno avanti, tu sei solo un qualcosa da usare, imbecille!”L’unica cosa che avevano in comune i rimbrotti delle due signore erano l’aggettivo imbecille che sembra valere sia per i maschietti che per le dame.Mara la mamma di Anna: “Mò ti metti con qualcuno che potrebbe essere tuo padre, che figura mi hai fatto fare con due mie colleghe presenti (Mara era impiegata alla Sip), non hanno fatto altro che ridire alle mie spalle, ti proibisco di rivederlo imbecille!”Primo round. Inutile dire che cosa proibita cosa desiderata e così Anna, geometra, impiegata presso uno studio vicino alla caserma di Alberto, appena poteva si rifugiava nella Y 10 del nel maresciallo per qualche casto bacio e, alle insistenze di lui per ‘migliorare’ il rapporto, netta era la risposta di Anna che:“Scusa ma non me la sento di andare oltre, vengo fuori da una storia con un mio coetaneo, devi avere pazienza.”L’Albertone pazienza ne aveva tanta in quanto era in relazione intima con una signora il cui marito, ahi lui,  era spesso lontano da casa. Il problema era sorto perché Anna, con intuito femminile, si accorgeva quando Alberto era di ritorno da un incontro ravvicinato con la cotale signora.“Ti sento addosso un odore di profumo di basso prezzo.”“Il profumo non è di basso prezzo, la cherì mi ha detto che si tratta dello ‘Chanel n.5’, io non me ne intendo ma non stento a credere a madame (così era chiamata da lui la cotale).La storia durava da circa sei mesi sin quando, una sera,  Anna con le lacrime agli occhi:“Imbecille, non capisci che mi sono innamorata di te, non voglio più che ti incontri con la tua amica!”“L’aggettivo imbecille me lo trovo appiccicato addosso un po’ troppo spesso, mi verrà un complesso, inutile che ti dica che c’è solo un modo…ho un’amica direttrice di un albergo vicino alla stazione, non ho che farle una telefonata.”“Vada per la telefonata alla tua amica ma voglio stare con te dalla mattina alla sera, una domenica, porta il vettovagliamento.”Il vettovagliamento era il complesso di viveri per il sostentamento di una comunità di persone. Alberto aveva preso alla lettera il vocabolo e, in pratica, aveva svaligiato la bottega di una vecchio amico:“A Giovà devo fare un gita con tanti conoscenti, vedi tu …”“Ti conosco mascherina, i conoscenti si ridurranno ad una sola unità con tanto di fiorellino, possibilmente giovane e disponibile, hai bisogno di energie, ed energie avrai:prosciutto San Daniele, formaggi molli e duri, sottaceti e sott’oli, insalata russa, culatello, mortadella, bresaola, ciauscolo,  lonza, pancetta, salame di Modena, pane all’olio,ti basta?“Giovà se m’abbuffo poi come finisce niente balayer, va bene fai tu.”“Tutto gratis col patto che mi racconti nei particolari l’incontro ravvicinato, d’accordo?”Alberto all’ingresso dell’albergo stava conversando con Marie Claire direttrice dell’hotel la quale:“Vede l’ingiustizia umana: lei è considerato un mandrillo, tombeur de femmes, io cinquantenne se mi intrattenessi (diciamo intrattenessi) con un giovane ventenne sarei…”“Madame vuol dire mignotta? Lei se ne freghi e si faccia il suo bel toy boy, sempre che riesca a rimorchiare un bel o meno bello giovane, magari con un compenso…ciao Marie Claire è arrivata Anna, ti piace?" "Uh,uh,uh"…”Non aveva fatto in tempo a chiudere la porta della stanza che Alberto si trovò avvinghiato da una furia selvaggia.“Ho desiderato da tanto tempo questo momento, non mi sembra reale essere qui con te con le due vecchie signore gabbate.”“Ma dove li trovi i termini, gabbate, è un vocabolo inusitato…”“Via i vestiti, doccia ensemble  e poi…voglio che sia una cosa speciale, è passato molto tempo da quando ho avuto l’ultimo rapporto, è come se fossi vergine.”“Citando Stecchetti: vergin dai candidi manti ma rotta di dietro e peggio davanti!”Dire che Alberto era stato inopportuno era il minimo, Anna era diventata seria, avvolta nell’accappatoio si era rifugiata nel letto, tutta coperta, capo compreso.Parlare o stare zitto, come riprendere in mano la situazione, la seconda ipotesi la migliore.C’era voluta circa un mezz’ora prima che Anna decidesse di girarsi e guardare in faccia un Alberto dallo sguardo: ‘non volevo offenderti, era solo una battuta anche se inopportuna, perdonami.’Un bacio profondo, a tratti violento,  e poi baci a scendere sino a ‘ciccio’ già in posizione il quale inopportunamente, dopo essere stato preso in bocca, decise di goderecciare…L’atmosfera creatasi non era delle migliori, restarono abbracciati a lungo sin quando Anna girò Alberto supino, prese ‘ciccio’ in mano e, delicatamente, lo introdusse in una gatta tutta bagnata.Stavolta ‘ciccio’ si comportò bene, resistette a lungo, Anna muoveva il bacino in modo da strofinare il clitoride sul pene e provando vari lunghi orgasmi, la baby non aveva dimenticato il suo passato sessuale, era molto brava cosa che fece ingelosire Alberto il quale immaginò la sua amante fra le braccia di un altro…Finito il certamen Anna prese con le mani il volto di Alberto e:“Ti leggo in faccia quello che pensi, si ho avuto un fidanzato col quale facevo sesso, non ne ero innamorata ma, per dirla alla volgare, sapeva scopare alla grande ed io…io sono come immagini. Era un violento, mi ha picchiato e è stata l’ultima volta che ci siamo visti. Per fortuna si è imbarcato su una nave mercantile e non risiede più a Messina, fine della storia, spero!”L’apertura dei pacchi dei viveri riuscì a cambiare l’atmosfera, Anna era sconvolta:“Mai vista tanta salumeria tutta insieme, ti sei portato appresso tutto il negozio, possiamo invitare a mangiare la direttrice, come si chiama, ah  Marie Claire, ti piacerebbe un trio? Pensandoci bene dì la verità ti farebbe piacere? Non voglio saperlo, voglio solo che tu sappia che mi sono innamorata di te, profondamente, pazzamente, ti sogno giorno e notte e non ho intenzione di dividerti con nessuna, sono diventata gelosa,  inquieta, furibonda, furiosa, cieca, assillante, tormentosa, ti basta?”
    Erano passati degli anni, Alberto divorziato da Maria, si era prontamente risposato con Anna, mammina di lei felice e contenta "L'ha voluto lei, solo l'età..."
    A ottanta anni Alberto aveva subito vari interventi chirurgici sempre affettuosamente curato da una sempre più innamorata Anna.
    "Talvolta mi domando quanto ancora vivrò, me lo domando."
    "Pensa a campare e...non rompere!"                      

  • 17 maggio 2015 alle ore 0:19
    2010

    Come comincia: La vita è simile ad un libro da scrivere. non importa se sbaglierai, nella vita si può sempre migliorare. Potrebbe capitare di vedere una persona con una vita migliore della nostra e di volerla imitare, ma la miglior vita da vivere e’ quella che ci costruiamo noi da soli, senza copiare dagli altri. Molte persone dicono di avere tanti problemi nella loro vita e che sembrano irrisolvibili, ma non sanno che proprio così si rovinano l’esistenza. I poeti sanno come riparare una storia, sanno che alla fine della corsa ci sara’ un lieto fine e che il protagonista vincerà la gara che la vita gli ha posto davanti. La vita è una sfida, se riesci a vincere avrai anche tu quel lieto fine. Vivi con il sorriso stampato sulle labbra, vivi la tua vita al meglio!

     

  • 17 maggio 2015 alle ore 0:16
    2011

    Come comincia: Io credo in me, nel mio cuore ...
    credo in ciò che sono e in ciò che non sarò mai, credo nella mia lealtà, al mio essere generosa/o, credo nel mio coraggio che non trema davanti alla paura, credo nella mia coerenza, nel mio donarmi agli altri. Amo i mie pregi, e accetto i miei difetti, non rinnego nulla del mio essere, nemmeno ciò che di me non amo. Io credo in me, una donna come tante, nulla di eccezionale, una donna più che normale. Amo questa vita, che comunque vada, è mia e solo mia e di chi vorrà essere al mio fianco, nel mio cuore. E se non riuscirò mai a migliorare ciò che sono almeno vivrò camminando sempre a testa alta, guardando tutti dritto negli occhi fiera/o di essere semplicemente me stessa/o, avendo ascoltato sempre il mio maestro di vita : il " CUORE "!

  • 17 maggio 2015 alle ore 0:07
    2011

    Come comincia: E ci si stanca di cercare il buono nelle persone. Ci si illude che una possa cambiare con il passare de tempo, poi ti accorgi che non è così, perchè non lo faranno mai. Spesso le persone sono false e egoiste, sono abituate ad usare le persone a loro piacimento e quando si stancano o non le servono più se ne vanno come se niente fosse. Chi se ne frega degli ipocriti e degli opportunisti, io vado avanti per la mia strada con la consapevolezza che la sicerità è un dono di pochi.

  • 16 maggio 2015 alle ore 11:00
    .

    Come comincia: Molte donne con il passare del tempo si fidano sempre meno degli uomini. Il motivo? Ve lo spiego subito! Ci sono donne che si buttano a capofitto in un rapporto come se niente fosse e altre che prima di darti un bacio devono passare settimane, mesi o addirittura anni. La donna facile vince sempre, perchè è inutile prenderci per i fondelli dicendo il contrario, ma una che agisce in quel modo è abituata a giocare con i propri sentimenti e anche con quelli degli altri, invece quella seria ha quasi paura a perdersi in un abbraccio anche quando è sicura di aver trovato quello giusto, anche quando le vengono date vere dimostrazioni. A volte quando una vera donna è stata delusa e trova la persona che è disposta veramente a darle tutto, a fare tutto per lei, quando trova l'uomo che non vuole giocare con i suoi sentimenti, non si fida lo stesso, non si fida neanche se quella persona le sta dando quello che ha sempre sognato. Fino a quando ci saranno uomini che preferiranno andare da quelle facili, quelle sensibili, romantiche e sentimentali, continueranno a rimanere sole.

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:57
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    Come comincia: Ormai i ragazzi pensano solo a divertirsi e non a fidanzarsi, preferiscono farsi l'avventura piuttosto che innamorarsi. Se ne fregano se sei troia o se sei santa, ma intanto si perdono la bellezza del brivido che si prova in una carezza, nel dirsi ti amo, nel guardarsi negli occhi e sorridersi. Alla prima delusione si arrendono e dicono che l'amore è una fregatura e che non esiste, sanno apprezzare solo un corpo nella volgarità e non nelle sensazioni della poesia che esso rivela.

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:52
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    Come comincia: Io non voglio un uomo stronzo che mi faccia star male, uno di quelli montati che si faccia desiderare o addirittura freddo e distaccato, nè voglio uno che si preoccupi se io debba prendere l'iniziativa, ma che lo faccia anche lui di sua spontanea volontà, perchè se due persone vogliono stare insieme lo fanno con entusiasmo. Voglio un uomo che rida fino allo sfinimento insieme a me, che resti a parlare con me intere giornate, una persona che apprezzi le mie abitudini e che mi faccia amare le sue. Voglio un uomo con una bella personalità, non un burattino. Voglio una persona che si occupi delle mie aspettative e al tempo stesso possa mettermi nella condizione di farmi carico io delle sue.

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:49
    2012

    Come comincia: La felicità e il dolore che proviamo sono scritti nel libro della nostra vita, insieme agli sbagli che facciamo e alle esperienze che viviamo. Si, perchè nessuno di noi è perfetto/a, tutti commettiamo degli sbagli e da essi impariamo. La vita è un viaggio un pò strano, pieno di ostacoli da affrontare e di imprevisti che non conosciamo. Tutto quello che dobbiamo fare è prendere le cose così come vengono e affrontarle nel miglior modo possibile, senza dimenticarci di lottare per i nostri sogni.

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:44
    2014

    Come comincia: E' stato davvero amore il nostro, come potrei chiamarlo diversamente? Non fingevamo dolcezza del cazzo, eravamo innamorati, eravamo bellissimi insieme. Non avevo grandi esigenze di sentirti ogni minuto, mi bastava leggere un tuo messaggio e sapere che stavi bene. Quando stavamo insieme, le ore volavano sembrava come se il tempo scorresse velocemente, non vedevo l'ora di vederti e quando venivi a prendermi ti saltavo addosso. Tu mi abbracciavi stringendomi forte a te, volevi stare solo con me, ma riflettendo adesso, mi rendo conto di quanto le cose siano cambiate, non posso credere come la nostra felicità, le nostre risate, le nostre pazzie siano rimaste solo un ricordo. E' incredibile vedere che adesso tutto ciò che riguarda noi sia racchiuso nelle foto, nei messaggi che conserviamo nel cellulare, come siamo finiti è incredibile, chi l'avrebbe mai detto? Siamo così lontani l'uno dall'altra, ho ancora tutti nostri ricordi impressi nella mente, le date, i momenti vissuti con te. Era amore il nostro, cazzo, non era un gioco, non lo è mai stato. Le nostre parole non sono state pronunciate così alla cazzo, tanto per, adesso tutto quell'amore è racchiuso nella parola distanza. I ricordi che abbiamo sono racchiusi dentro il nostro cuore, ci sono troppe cose che ci legano ancora, io non potrei non amarti, non potrei non esserci se avessi bisogno di me, non potrei andarmene se tu mi desiderassi ancora accanto a te. Vorrei ancora regalarti i miei sorrisi, i battiti del mio cuore, ogni mio gesto o parola, il mondo ti regalerei se tu mi cercassi. Guarda bene intorno a te io ci sono, allunga la tua mano vedrai la mia che aspetta di stringere la tua, urla e io correrò da te.

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:39
    2012

    Come comincia:  A chi gode delle mie cadute, a chi incolpandomi e calunniandomi dice che valgo zero. Alla faccia di chi approfitta della mia sensibilità, della mia dolcezza, della mia disponibilità e della mia pazienza sapendo che posso dare molto e troppe volte ho dato a chi non lo meritava. Si alla faccia vostra dico: " Sto bene, non mi vedrete mai strisciare ai vostri piedi, a differenza vostra, io cammino a testa alta perchè sono una persona onesta. Non mi vedrete mai a pezzi, nè elemosinare amicizie di convenienza, non sono come voi che leccate il culo a tutti pur di ricevere il vostro tornaconto. Sono felice e riderò sempre della vostra stupidità, ignoranza e falsità. Mi dispiace per voi infami di merda, ma io sto divinamente bene, sono sempre circondata da persone che mi stimano, mi amano e io ricambio con il cuore, non ho mai pensato di valere zero perchè so quanto valgo, frequenterò sempre persone vere che, come me apprezzano la verità, a voi falliti resta il bruciore di culo perchè vi ho esclusi dalla mia vita mettendovi alla porta. Sono fiera di me e delle scelte che faccio! Voi e tutta la vostra infamia non sarete mai come me neanche sforzandovi e imitandomi... Rosicate"!

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:38
    2010

    Come comincia: Congratulazioni a me e alle mie risate nonostante gli immancabili problemi, ai miei vaffanculo e al mio essere diretta. 
    Si, oggi voglio congratularmi per tutte le volte che ho pianto per amore, per essere stata sincera con gli ipocriti, per aver difeso i miei amici e le persone che amo, non mi pento di averlo fatto, bensì mi congratulo con me stessa perchè non seguirò mai la strada facile della convenienza. Congratulazioni alla mia voglia di rimanere me stessa e di non seguire la moda dei finti perbenisti o della massa dove non si finisce mai di incontrare gente falsa e opportunista, dove lo scopo principale è creare alleanze per ferire e distruggere le persone buone, io preferisco starmene con poche amiche e farmi due risate, semplicemente. Congratulazioni a me perchè ho scelto di non essere mai come la massa, non amo le vie facili quelle fatte di opportunismo e di interessi personali o quella dove il voler apparire va di moda e secondo alcune persone è la migliore, io stimo gli animi umili e altruisti. Io mi amo così come sono, una persona semplice e soprattutto onesta, leale e sincera.

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:25
    2014

    Come comincia: Io non lo so come ho fatto a superare tutto questo dolore che ho subito e che mi stava mangiando viva. Mi ero davvero illusa che saremmo rimasti insieme per tutta la vita e che il mio vero amore fossi tu. Non riesco a capire da dove prendo prendo la forza, dopo tutte le volte che hai spezzato il mio cuore, che mi hai riempita di false speranze, per poi rivelarsi ennesime stronzate uscite dalla tua bocca. Vorrei rinfacciarti di tutte le volte che mi sono rinchiusa nella mia stanza a piangere, credevo che la mia vita non avesse senso, che l'amore fosse una grandissima cazzata, perchè tu non mi amavi come meritavo. Vorrei dirti che adesso mi sento invincibile e che non mi vieni più in mente come prima. Vorrei raccontarti di quell'uomo che mi ha portata a cena, che mi ha abbracciata, anche se non piaceva molto era comunque gentile con me e io ero triste, perchè quelli non erano i tuoi abbracci, non erano i tuoi sguardi e mi facevano sentire fuori luogo, quasi scomoda e quando sono tornata a casa ho pianto tutta la notte. Vorrei dirti che per me non esiste nient'altro di meglio al mondo che vada oltre questo amore anche se è doloroso, dove nessuno ormai crede più nella nostra storia, ma solo noi sappiamo che per essere felici, dobbiamo stare insieme. 

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:22
    2014

    Come comincia: Io ce l'ho fatta, puoi leggerlo nei miei occhi, mi sento più bella adesso. Dopo aver versato troppe lacrime per lui, per la sofferenza che mi ha recato, ora mi ritrovo uno sguardo più vero e più limido. Questi stessi occhi hanno visto l'amore frantumarsi e hanno visto lui andar via con un'altra. Questi occhi appartengono a chi ha tanto amato e perso. Le mie mani non tremano più, le uso solo per spostarmi i capelli dagli occhi, per sfogliare le pagine di un libro. I miei piedi non sono più indecisi nel proseguire il cammino, ma sono pronti per avviarsi a seguire un nuovo amore, per mettersi in discussione, sono pronti ad inciampare un'altra volta nel grande labirinto dell'amore, sono pronti ad ascoltare nuove bugie. I miei piedi hanno saputo rialzarsi e oggi sanno dove dirigersi, hanno la forza di rincorrere i sogni a cui aspiro, adesso cammino senza paura. Le mie notti sono dolci, non più insonni come prima, ora vivo di speranza, sorrido, abbraccio le persone a cui voglio un mondo di bene. La mia vita è nelle mie mani, decido con la mia testa, tutto questo l'ho imparato dopo essermi persa e, credetemi, se vi dico che non è stato facile superare. Un amore che si perde non è mai facile. Decidere di ricominciare una nuova vita, non è mai facile. Oggi posso dire che ce l'ho fatta. Mi sento bellissima, mi sono vestita dei miei tanti sbagli, con la mia nuova forza e anche se ho perso l'amore, non ho perso la voglia di amare.

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:16
    2010

    Come comincia: E' inutile calunniare o inventare balle per arricchire voi stessi e impoverire chi vi sta sulle palle. Pensate che coloro che vi stanno ad ascoltare siano stupidi? Vi sbagliate, siete solo dei presuntuosi nel sentirvi superiori agli altri e arroganti perchè giudicate. Quando aprite la bocca per diffamare, tutto quello che ottenete è rendervi piccoli, ridicoli e codardi. E' l'invidia che vi fa parlare, cazzo è il sedere che vi brucia a farvi rosicare, ogni tanto alzatelo dalla sedia e fate qualcosa di utile per la società, ma soprattutto andate a fanculo!

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:11
    2014

    Come comincia: Sono sola in questa spiaggia, dove sto camminando lentamente. Le onde toccano i miei piedi, il vento mi scompiglia i capelli, il colore tenue del sole che sta tramontando, ombreggia il mio copro. Mi piace stare qui, vorrei rimanere per il resto della mia vita. Mi sono seduta sulla sabbia bagnata e ho scritto il tuo nome, il brusio del mare mi riporta indietro nel tempo e rievoca in me momenti vissuti insieme a te, forse i più belli della mia vita, proprio come questa passeggiata. Le onde cancellano il tuo nome, lo vedo scomparire onda dopo onda. A poco a poco è cancellato per sempre, proprio come hai fatto tu, lasciandomi in balia di un cuore spezzato, senza amore, abbandonato. Mi sento come la sabbia secca, senza valore, senza felicità. Intanto continuo a camminare e scrivo il tuo nome ovunque, ma si cancella sempre, come se provasse fastidio. Forse è la vita che mi sta dicendo che devo lasciarti andare, che non mi appartieni più ormai. Il mio cuore adesso è vuoto perchè ha riempito il tuo, perchè ti amo e non lo meriti. Io resto qui, come se stessi ad aspettarti, nonostante i miei lividi, le mie ferite profonde, sappi che ci sarò sempre.

  • 16 maggio 2015 alle ore 10:09
    2014

    Come comincia: Non sono una top model, ma posso dire di essere me stessa, non mi importa se c'è chi non mi sopporta, ognuno è libero di andare via dalla mia vita. Non sono una persona maleducata a meno che mi stai sul cazzo e hai problemi con me. Vado d'accordo con molte persone, anzi con quasi tutti, io non giudico mai un libro dalla copertina. Non mi interessa chi tu sia, mi importa conquistare là fuori la fiducia delle persone, essere dolce con chi lo merita, ma se mi tradiscono, perdono la mia fiducia e una volta persa non la ridarò, sbaglierò? Me ne frego! Ognuno è perfetto a modo suo.

     

  • 15 maggio 2015 alle ore 13:45
    .

    Come comincia: Anche noi, come le altre persone, cambiamo, anzi, siamo le prime a farlo. Anche noi deludiamo, feriamo gli amici, involontariamente o no, lo facciamo. Spesso per egoismo lasciamo gli amici dietro di noi, perchè imbocchiamo altre strade fatte di persone che poi ci lasciano e se ne vanno. E' inutile incolpare gli altri e descriverli nel peggiore dei modi, prima di lamentarci e di dire quante persone orrende hanno attraversato la nostra vita, guardiamoci dentro e vediamo se siamo perfetti così come spesso ci descriviamo. Tutti abbiamo ferito qualcuno, siamo stati egoisti nei confronti di chi aveva bisogno di noi. Tutti sbagliamo, non è una novità. Nessuno è capace di perdonare perchè nessuno è capace di mettersi nei panni degli altri.

     

  • 15 maggio 2015 alle ore 12:31
    2011

    Come comincia: Io sto bene con le persone semplici come me. Non trovo una spiegazione logica e razionale per poterlo spiegare, ma è come se mi chiamassero. Mi piace chi mi chiama con dei diminutivi, chi mi regala sorrisi quando abbasso lo sguardo e chi capisce al volo quando è il momento buono per non parlarmi. Sono persone semplici al tempo stesso grandi dentro. Io con questi Amici sto bene, sono persone che sento mie e sono in un certo senso gelosa perché ho paura che, da un giorno all’altro, non le veda più.

  • 13 maggio 2015 alle ore 15:35
    14 ottobre 2014

    Come comincia: Buonanotte ai dispiaceri, quelli che ti fanno star male, che ti fanno urlare dentro anche di notte, quelli che li senti bruciare sulla pelle, perchè scottano. A chi si sta facendo forza stringendo i denti perchè sa che questo periodo di merda passerà. Buonanotte a chi ha deciso di non affezionarsi più per evitare di farsi male, per proteggersi. Buonanotte a chi si sta costruendo un muro di difesa, uno scudo per sfuggire dai drammi della vita. A chi aspetta momenti migliori, a chi ha deciso di ricominciare tra un dispiacere e l'altro. A chi sa di amare tanto chi non merita e sa che presto o tardi con il passare del tempo, si libererà. Buonanotte a chi manca l'abbraccio della persona che ama e a chi si accontenta delle proprie braccia perchè adesso sente che siano sufficienti solo quelle per trarre la forza di cui ha bisogno.

     

  • 13 maggio 2015 alle ore 15:29
    2011

    Come comincia: Quando una storia d'amore finisce, ci si sente incredibilmente soli e smarriti e allora per ricominciare è necessario trovare un modo, per colmare il vuoto. E' giusto cominciare con le persone a cui si vuole bene, e' importante capire che "esisti ancora" perchè la persona che ami e che hai perso non è piu' lì con te. Abbraccia sempre, abbraccia l'amica del cuore, la tua mamma, la tua nonna, una conoscenza di vecchia data, un peluche, abbraccia chi ti vuole bene.
    Le tue braccia da sole contro quel dolore non possono farcela!

  • 13 maggio 2015 alle ore 15:25
    15 ottobre 2014

    Come comincia: Spesso mi isolo nella mia stanza, leggo qualcosa, oppure ascolto musica ed ecco che affiorano spontaneamente i ricordi. Sono più forti di me riescono a sconfiggermi in questa battaglia, più tento di mandarli via e più si presentano alla mente. La solitudine, mi fa sentire stupida e spesso mi odio per aver creduto alle sue parole pur sapendo che non avrei dovuto. Però sono stata coraggiosa perchè un'altra al posto mio se ne sarebbe andata via e lo avrebbe lasciato prima uno stronzo come lui, mentre io no, ho preferito restare e vedere che razza di finale avrebbe avuto questa sceneggiata. Nonostante ho vissuto la fine, sono riuscita a sopravvivere ad essa, anche se attorno a me, ancora oggi vedo tanto dolore e tanta distruzione, sono certa che dal dolore nascerà la gioia e dalla distruzione rinascerò meglio di prima, io non demordo.

  • 13 maggio 2015 alle ore 15:12
    2012

    Come comincia: Il tuo silenzio? Regalalo a chi ha orecchie, ma non vuole ascoltare. La tua indifferenza? Riservala a chi non usa il cervello per capire e non ha un cuore capace di amare. Le soddisfazioni più grandi? Arriveranno e tu quel giorno sorriderai di fronte a chi mentendo spudoratamente voleva danneggiarti, forse capiranno che tu a differenza loro, sei capace di ascoltare gli amici, di capire chi è in difficoltà e con il tuo carattere amorevole sei stato/a capace di mantenere i bei rapporti con le persone vere, a differenza loro che vivono di rabbia, di falsità e di cattiveria, chiusi nel guscio della solitudine!

  • 13 maggio 2015 alle ore 14:30
    2011

    Come comincia: Tutti che parlano di amore perfetto. L'amore sta nell'imperfezione, nei mille difetti, in chi ti chiede scusa, nei ti amo, nell'abbraccio, in una carezza dopo uno schiaffo, nel bacio dopo essersi detti mille parolacce per rabbia. Nei momenti di orgoglio in cui gli dici vaffanculo, stronzo, non ti voglio vedere mai più. L'amore lo trovi nei mi manchi, nelle braccia che ti stringono sperando che qualcosa cambi. Io credo nel ti amo espresso negli occhi, scritto su un foglio di carta conservato in un cassetto, nella gelosia, nella mano che ti asciuga le lacrime.

  • 13 maggio 2015 alle ore 14:28
    2010

    Come comincia: Sappiamo quello che vogliamo: abbracci affettuosi, baci, comprensione, piccoli gesti a volte solitudine. Per andare avanti abbiamo anche bisogno di fotografie, quegli scatti di quello che siamo diventati sin da quando eravamo bambini. Abbiamo bisogno di amore perché una persona senza amore è nulla. Abbiamo bisogno degli altri, delle loro attenzioni, di qualsiasi cosa che ci faccia stare bene. Di sguardi dolci, di carezze che sfiorano la pelle facendo venire i brividi, di sorrisi, di cene romantiche, di profumi familiari, di musica, di passeggiate al parco.