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Autore

Raffaela Ruju

in archivio dal 03 mag 2006

28 febbraio 1960, Tissi (SS) - Italia

12 gennaio 2007

all’antipode delle mie incoerenze

Ora mi sto leggendo: il mare
in questo giorno di dicembre
in cui mi sale la marea

All’antipode delle mie incoerenze
ho solo una bocca nuda e una finestra
con due foglie morte incollate al vetro
e il silenzio di un pensiero riverso

 

nel posto della sabbia
dove l’orizzonte assale la pioggia

 

Muro di latte e piombo: il cielo
cancella la corteccia del platano
e scortica foglie di filigrana ascensionali

Sul lato opposto dello stesso sogno
di traverso affondo nel rumore prono
bianco come ventre di pesce
nero sospeso e informe come l’evento

 

ho quasi dimenticato il senso della direzione
e senza oscillazione alcuna dondolo a capo chino

 

Questo giardino stretto intorno al collo
è solo una smorfia grottesca di nuvole ghiacce
e un drago strozzato che brama l’inverno

per stordirsi di neve scomposta e sconfitta
in una soffitta di un quarto piano qualunque
con un ascensore di apparenze e di ruderi arcani
dove il tempo toglie il respiro

 

la nebbia ora mi sale come fumo negli occhi
come un madrigale omoritmico di figura ascendente 

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