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in archivio dal 08 feb 2011

Raffaele Cozzolino

06 settembre 1983, Napoli - Italia

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  • 11 gennaio 2013 alle ore 4:14
    Se corpo,avessi la ragione...

    Se corpo, avessi la ragione
    la costanza, o la decisiva svolta
    che fa da paciere tra mente e cuore
    questa paura che l’amata si riveli
    tra due sogni,svanirebbe così,
    con un schiocco di dita.
    Ma tu questo non fai,
    tornare a vivere
    ma tu questo non sai.

     
  • 11 gennaio 2013 alle ore 4:10
    Mia regina...

    Oh, mia regina
    madre di tutte le bellezze

    padrona di questo mio cuor
    diviso da quest’avvento

    di nuova natura,
    sconosciuta fin’ora

    da questo mio corpo.
    Non c’è luce che t’eguaglia

    le parole sembrano infinite,
    ma dalle vostre mani

    e dai meravigliosi occhi,
    belli come la notte,

    io mi sento mangiar l’anima
    ed è lei a prender posto

    a quel vuoto,
    com’io seggo nel suo.

     
  • 11 gennaio 2013 alle ore 3:59
    Debutto della signora viola

    Prima madre, poi moglie ,ed ancora figlia.
    Come madre si presta con eleganza;
    come moglie nell’amore si spoglia,
    come figlia nell’amore si veste.
    Madre dal petto zuppo di lacrime,
    dalle mani dolci e consumate
    sia dal tempo sia da domesticante.
    Moglie dal cuore infinito
    e nelle vesti, che di notte non ha.
    Figlia,nello sconforto e nei segreti
    nelle paure, nelle scoperte e nei giochi.
    Presta nome, quel color:
    vivace,intenso, misterioso;
    come Viola: figlia madre ed amante.

     
  • 22 gennaio 2012 alle ore 19:28
    Quanno ammore dice

    Quanno ammore dice
    ammore fà,e detta
    pè filo e pè segno
    'o ddoce de pparole
    de vase, e dinto 'a n'arietta
    cu' addore de rose viziata
    sé consuma l'attesa
    pè l'uocchie , pè sé vede n'ata vota.

     
  • 22 gennaio 2012 alle ore 19:18
    Ora non resta...

    Ora non resta 
                       che il ricordo di quei baci.

    Ora un ombra
                      d ' un uomo vaga pe le strade di periferia.

    Ora s'incammina
                         verso la stazione,e non un treno che passi
                                                                    che parta,che torni.

    Pian piano se ne va'
                             verso il porto,e non una nave,
                                  ne pescatori,ne passanti...

    solo l'immensità d'un mare nero.

     
  • 17 marzo 2011 alle ore 16:43
    Questa non è l' Italia

    Questa non è la mia Italia,

    questa non è l'Italia che ha fatto innamorare tutti quanti;

    quei bei tempi sono andati,e quanti nomi l'hanno scritta,

    l'hanno amata,"O' sole mio" cantavan le genti...

    Oh mia bella Italia,

    cosa sei ora se non una vecchia cartaccia,

    pe' 'sti quattro sciagurati,

    miei simili, e  non fratelli,

    ed io quasi  mi vrgogno

    d'esser chiamato Italiano.

    La Speranza come la Rivolta

    sembra li li che s'accenda,

    e mai s'è fatta,ne di speranze

    piu s'osteggia lo scaltro vizio

    di un male minore,

    o  "cosi è stato,sempre cosi andrà".

    La bella gente dorme sopita

    in un atroce ,quiete disperazione;

    mentr'io in cuor mio dispero,

    l'animo allora,rigetta l'ira funesta

    in un sol fiato:

    questa non è l'italia.

    Son desto,l'Italia sono io.

     
  • 13 febbraio 2011 alle ore 17:20
    Il primo bacio

    Il piacere rende serene
    le mie labbra ,
    bagnate leggermente
    dall’ unione passionale
    delle tue.
    Luce nostra
    che mai tramonti,
    anche quando non ci sei.

     
  • 08 febbraio 2011 alle ore 17:54
    Di notte s'alza

    Di notte s’ alza
    di giorno si corica.
    La spuma del mare
    sulla bruna muraglia
    si getta,
    onda su onda
    con la sua roca voce.
    Della luna porta il riflesso
    mentre raggiante
    consuma la notte.

     
  • 08 febbraio 2011 alle ore 17:52
    Mia monotona signora

    Mia monotona signora
    prendo di te il male,
    compagna nei miei silenzi
    soffoca questa tua presenza
    soffro della tua assenza.
    Mia monotona signora
    che m’ accompagni verso Morte
    ma e’ un sollievo respirarti
    per quest’ anima
    cosi debole e stanca.
    Per questo t’ odio,
    per questo t’ amo.

     
  • 08 febbraio 2011 alle ore 17:50
    Come ombre alla luce del sole

    Guardo un albero e la sua ombra,
    guardo il vento deformarla,
    qualche foglia vola via
    una in particolare mi trattiene
    non posso far altro che guardare.
    Mentre scende non ha ombre,
    un soffio di vento
    in meravigliose capriole
    sale e scende.
    Scende cullata dal vento
    dolce si posa s'un mucchio di foglie
    dolce si ritrova con le altre.