Poesie di Raffaele di Ianni su Aphorism.it

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in archivio dal 03 mag 2011

Raffaele di Ianni

02 maggio 1983, Gaeta (LT)
Mi descrivo così: ...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

  • 04 maggio 2013

    Dono di nelumbo

    S'affaccia tra le mani protettrici
    quel sapore dimenticato nel mare
    quando gli animi erano leggeri
    e gli intenti all'universo proiettati.

    S'affaccia e dona la sorpresa
    che scuote l'istinto delle lacrime
    capaci più tardi come rugiada
    a solcare veloci i novelli petali.

    Cosi incido il seme e i vostri nomi
    nella sacralità di questa vita
    aggrappata tra terra ed acqua
    che racchiude causa ed effetto.

    Non s'arresta questa via nuova.

    Non s'arresta questa linfa.

    E' via. E' linfa.

    Raffaele di Ianni.

  • 04 aprile 2013

    Grigio silente

    Nei fuochi di questo giorno
    silenziose le mura grigie
    stanno, circondato lo sguardo
    che si arrampica nelle solitudini
    di una strada, di una placida ora.

    E fugge libera certezza
    di catene ai coraggiosi intenti
    più alti dei monti di Vorrei
    abissale dove l’atto non si consuma.

    Attoniti cosi, dalla voce moderna
    cessata e stanca, che sottolinea
    argomenti d’inferno e pungenti
    ed esalta sopite sensazioni
    di essere una virgola
    tra una vita e l’altra.

  • 25 marzo 2013

    La solita storia

    Come riflessi di conferme
    questi occhi impiantati
    che fuggono ancora dai progetti
    ma non tacciono l'anima.

    Nel loro verde immaturo
    dove leggi le tue follie
    di voli insensati
    ma non scorgi le increspature

    Ma come l'onda muta e decisa
    alle parole tocca rivelare
    dove salda è l'attesa
    perchè s'arresta il battito

    E magari ansia è voce
    di una visione ancora lunga
    incapace a consumare il tempo
    ingannevole più del cuore.

    Raffaele di Ianni

  • 21 febbraio 2013

    BE

    Del fioco bagliore di una luce fuggita
    dalle tenaci porte tue socchiuse
    nutrirmi meravigliandomi dei colori suoi
    già prima che di essa lo splendore
    diventi accecante.

    Imparando a camminare su soffici manti
    di silenzi fatti, interrotti da musiche ridenti
    ove il sospiro della mia condizione
    trova le giuste corde intonate a cantare
    il tuo nome a memoria.

    Nell’immagine ultima di un prato timido
    su cui stendere dei propositi le radici
    confrontando il sogno con la condivisione
    che sai cullare con la dolcezza intima
    di chi tenace, protegge un sogno.

    Raffaele di Ianni.

  • 16 gennaio 2013

    La stanza dei quadri

    Scende l’alito fatato delle nuvole di ieri,
    oramai inutile alla mia curiosità
    sepolta di ardite certezze
    e scoperte insaporite di bellezza,
    che tenta l’assalto ultimo alle trincee
    maturate su questa pelle novella.

    Ed i suoni della meravigliosa luna
    claudicante, affannata e dispersa
    soffici si smarriscono negli echi
    distanti la lunghezza dei nostri sguardi
    dove evanescenti le nostre frasi
    non più donate all’intento
    ma semplici restano incorniciate
    nella stanza dei quadri remoti
    dove deporre le armi d’orgoglio
    e lasciar crescere una magnolia stellata.

    Raffaele di Ianni

  • 18 novembre 2012

    Il finto saggio

    Essere la mano che raccoglie
    le cascate di pianto
    nell’ora morbida
    e provare a cullarti
    soffiando soluzioni.
    Se fossi un saggio
    avrebbero un peso d’oro.
    Ma io,
    similitudine appassita
    di loto
    ho soltanto il consiglio
    dal peso di piuma
    e contorni di cuore.

    Raffaele di Ianni

  • 20 ottobre 2012

    Lungo strade

    Percorsa l’arida strada e scalzo
    mentre il palmo custodiva attesa
    pronta a ricevere, fiore generoso
    il respiro delle tue api laboriose.

    Ma impara il sole a violentare
    l’asfalto ed i piedi di cicatrici
    spegne il buio quel tiepido sorriso
    partorito sui petali annoiati.

    Dimora del tempo non è
    il tempo, che sfugge e ripone
    dove più non arriva il desio
    il dipinto dell’epoca migliore.

    La mia bocca serrata di poesie
    incapace all’urlo ma dello stesso
    tono, conservato nei tuoi angoli
    prova a sciogliere legacci silenziosi.

    Prova, invitandoti a raccogliere gocce
    che piangono dalle vene di speranza
    prima che il vento già nato
    le asciughi in terra, sull’arida strada.

  • 01 ottobre 2012

    Altri altari

    Vedete l’ombra ridente eclissarsi
    tra l’antico e involontario insegnamento
    ed il fiato di una macchia mai nata
    come fosse il bisogno unico di redenzione?

    Perdono, tu che di catene avvolgi lo spirito
    lasciandoti inseguire da altari ed intenzioni
    non appartieni a queste mani giovani
    sei meta disattesa delle mie meditazioni.

    Che si nasce anime vuote e curiose
    non prive di dolore ma feroci cacciatrici
    con su le spalle l’ansia di rosei tramonti
    e sconfinate valli incolore a plasmare panorami.

    Ignare di novelle e miracoli elencati
    bramano la stanchezza della corsa e del desio
    ed abbracciano la quiete solo per ascoltare
    la voce che sale dai silenzi del cuore.

    Raffaele di Ianni

  • 12 agosto 2012

    Mi resta

    Lasciate che gli oboi delle ore vacanti
    attestino i contorni di un cuore senza gemello
    o che scivoli lentamente il sogno di rivoluzioni
    degli sguardi prima, delle emozioni poi.

    Perché privo di sostegni validi e tenaci
    anche la speranza di nuovi mondi cade
    proiettata a giacere inerte e arida
    dove il pensiero non dipinge colori conosciuti.

    Muore l’onirica essenza dell’essere e del esserci
    se le tue labbra deviano dalle mie
    io che seduto al tavolo delle giustificazioni
    trovo conforto in un mantra e nel suo futuro.

    Vestito ancora dai buoni consigli che sperpero
    mercante di sorrisi donati nell’occhio del ciclone
    soltanto uno strato di sublime compiacimento
    prima di concepire ancora l’opportunismo.

    Il tuo animo di capelli morbidi e diffidenze
    che mescola attrazioni sonore ai distacchi
    che anticipa il tuo bisogno di carezze quotidiane
    Ma raggela gli occhi con orizzonti lontani.

    Provando a sciogliere il seme dell’improbabile
    ritrovandosi complici della stessa passione
    dove le mani sanno partorire parole disperate
    conservo gli scrigni delle mie buone intenzioni.

    Ma non torna lo sconfitto abbraccio donato
    disperso tra pianure e montagne troppo nemiche
    mi resta un pensiero onirico dalle tue forme
    mi resta l’amore, da cullare come fosse oro.

    Raffaele di Ianni

  • 05 luglio 2012

    Petali di rosa

    Mirano gli occhi a contare le stelle
    cercando armonie del tuo sapore
    e risposte portate dal vecchio desio
    di sfiorarti i pensieri con lo stupore.

    Ancor vivace il trapassato cantare
    di favole disperse eppur vivaci
    nelle levigate atmosfere dei ricordi
    senza cedere il passo alla distrazione.

    Si nutre l'animo dell'esigenza forte
    ferendo il presente di abbracci e condizionali
    perchè muore in un attimo il confronto
    a te tornando si volta e ride.

    E queste mani saprebbero disegnare
    le geometrie dei tuoi sorrisi incerti
    saprebbero spargere petali di rosa
    e convincerti a volare conservandoli.

    Raffaele di Ianni

  • 26 aprile 2012

    Di Notte

    Tutto nell'assenza di suoni
    febbrili i moti di ragione
    disorientati tra penna e canzoni
    non vogliono scivolare, fuggono.

    Avesse protezione questo lato
    lanciando braccia possessive
    strigendosi cura e protezione
    ignare del sole rinato.

    Insieme dove la notte siede
    con occhi smarriti tra le pieghe
    sui nostri animi legati a caso
    Invidia scalerebbe le stelle!

    Ma nell'assenza sogno elemosina
    non di corpi ma di attimi
    per confondere felice il buio
    per dare al silenzio il tuo nome.

    Raffaele di Ianni

  • 27 febbraio 2012

    Il Contrario

    Fosse di luce, io sarei nascosto, tacito
    e fuggirei l’invasione del raggio
    solo per ritrovarmi timido e vero
    nell’angolo buio e spigoloso del consueto.

    Sapesse ascoltarmi, io smarrirei gli argomenti
    e custodirei le intuizioni tra cenni scontati 
    nel bianco candore di un sorriso,
    o in una smorfia, per chi sappia leggerla.

    Mi arrenderei anche a parole invernali
    lasciando che illusione conservi delusione
    tu non gettarti, anima, in foreste di sensi indiscreti
    ma lasciati amare da chi non sa spiegarsi.

    Raffaele di Ianni