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Autore

Raffaele di Ianni

in archivio dal 03 mag 2011

02 maggio 1983, Gaeta (LT)

mi descrivo così:
...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

03 maggio 2011 alle ore 0:33

Nel vagare

Lasciare che di nuvole si riempia l’iride
anche se solo corrispondi uno sguardo
sussurrano echi di ogni immagine tua
a lasciarmi sperare di bellezza e semplicità.

Ombra sottile eppur colma di serenità
ed accarezzi lieve ogni pagina di memoria
come fanno le dita del sole stanco
sulle curve dell’azzurro che lo ammira dal basso.

Potrei liberare i miei propositi fatti di te
far divenire poesia ogni parola donata
apparire attori protagonisti a sfiorarsi muti
nella favola inventata su di un timido palco.

Versi a parlarti del mio soffice veleggiare
quando ti posi sul momento e sull’improvviso
abbandonare anche il passo,
perché inciampa l’anima e di te si incanta.

Raffaele di Ianni

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