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“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
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elementi per pagina
  • Il minimo è Gianmario Camboni, un giovane scrittore sardo che sviscera, commenta una notevole quantità di aforismi, di massime, di pensieri. Lo fa, appunto, con la coscienza di essere un “minimo”. Accezione per nulla negativa in questo caso, ma che tende a identificare lo scrittore nella sua immagine più nitida di persona comune, che esprime delle sue considerazioni redatte dalla sua esperienza di vita e dalle riflessioni intorno ai fatti.
    Camboni usa intenzionalmente uno stile linguistico semplice, fruibile per tutti. Proprio per questo, la fatica letteraria del nostro, si legge con la stessa piacevolezza e la stessa leggerezza con la quale si fa una chiacchierata al bar con un amico. A ragionar a profondità maggiori, questo libro potrebbe essere utilizzato proprio in questa maniera: leggere una massima di Gianmario, il suo commento, e confrontare il tutto con la propria lente d’ingrandimento. Tutto intorno a un tavolo, tra amici, conoscenti, amanti, sconosciuti. Verrebbero fuori sicuramente dibattiti e scontri verbali interessanti… E le classiche chiacchiere da bar, potrebbero garantirsi un tocco di significato in più.
    Bisogna affermarlo senza mezzi termini: Camboni si proietta verso quello che è il fine massimo della letteratura: mettere in quella grossa lavatrice che è la quotidianità, pensieri, idee, considerazioni, ispirazioni con le quali confrontarsi. Il tutto, per uscirne sicuramente accresciuti e fortificati nel proprio spirito critico.
    “Massime di un minimo”, un gradevole esempio di come la letteratura può assumere una funzione sociale; non solo i grandi scrittori possono mirare a obbiettivo cotanto nobile, ma anche "un certo" Gianmario Camboni.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro

  • Una raccolta di aforismi di un'autrice vera, una poetessa di vita.
    Ricorda le opere di Coelho, mantenendo, però, un'originalità e una forma propria.
    Ogni aforisma è una perla di saggezza, che l'autrice vuole trasmettere non alla mente del lettore, ma direttamente al suo cuore. Riuscire a trasformare sentimenti in parole non è cosa da tutti, ma Cleonice Parisi è riuscita in questo intento. Non si può, leggendo queste pagine, non commuoversi o non fermarsi a riflettere sul loro significato. Non si può restare impassibili o leggere superficialmente questi pensieri fatti di termini o parole scelte con cura e amore. Non si può non sentirsi in qualche modo i diretti interessati o i destinatari di un messaggio. Ogni lettore leggerà in questo piccolo libro anche le proprie esperienze, il proprio dolore, la propria felicità. Ogni pagina racchiude armonia e sentimento quasi come se a scriverla, una dopo l’altra, fossero state le mani di un angelo. La scrittrice riesce ad affidare al lettore un messaggio ben preciso in ogni suo aforisma, ed il lettore deve farne tesoro. Sono dei piccoli insegnamenti, consigli o semplicemente esperienze di vita che il lettore porterà con se e non dimenticherà facilmente.
    Un aforisma che mi ha molto colpita recita così: "... Nessuna cosa fiorisce se non c'è la mano dell'uomo a curarla. ... Accetta il tuo ruolo nella vita, tu esisti per sorridere e portare al mondo l'unico messaggio che conosci, la vita è amore, e solo attraverso l'amore giungerai alla gioia.". Queste parole sembrano descrivere esattamente quello che fa l'autrice. Il suo ruolo è, infatti, quello di trasformare le parole in poesia, di infondere serenità e dare speranza, di sorridere ma anche far sorridere trasmettendo un messaggio di gioia, tutto questo senza perdere di vista la realtà a volte crudele. La vita è tuttaltro che facile; è anche dubbio e male, buio e ombra. È un regalo di Dio, ma allo stesso tempo una “battaglia” continua alla ricerca della felicità interiore, che si può raggiungere solo attraverso un cammino fatto di comprensione, saggezza, fede e umiltà. La vita è ancora amore, comprensione, consapevolezza, dubbio, giustizia, luce, pace, paura, speranza, successo... e tanto altro ancora. Elaborando queste definizioni e trasformandole in piccole parabole, Cleonice Parisi ci accompagna nel nostro cammino di vita, con il cuore perché ognuno di noi è un "Viandante nel cuore". Un piccolo libro che regala una grande gioia.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • La lettura delle Avventure di Pinocchio- Storia di un burattino di Collodi è stata, e continua ad essere, una delle tappe più significative nella formazione di intere generazioni. La storia del burattino discolo, che dopo una serie infinita di disavventure e peripezie riesce finalmente a trasformarsi meritoriamente in un bambino, ha da sempre appassionato e per certi versi intimorito i piccoli lettori, ai quali essa non manca di fungere da monito contro la malvagità e le cattive compagnie, cause di allontanamento dalla strada del bene.
    Al di là dei meriti letterari e del valore socio-pedagogico dell’opera, che si palesano facilmente anche al vasto pubblico, esiste un livello più profondo di interpretazione, un sottobosco di simbologie e significati che si colgono solo attraverso una lettura critica filologica e semantica, affiancata dall’applicazione delle moderne teorie psicanalitiche.
    È proprio dall’analisi di questo subconscio dell’opera letteraria che scaturisce il saggio di Rita Mascialino, paragonabile ad uno scavo archeologico all’interno del lavoro di Collodi, in quanto l’autrice, pienamente consapevole della natura poliedrica che può caratterizzare l’atto dello scrivere, guida il lettore attraverso la stratigrafia del testo, con assoluto rigore analitico e chiarezza espositiva.
    Nei ventiquattro brevi capitoli nei quali è suddiviso il saggio, di agile lettura e sintetica consequenzialità, i personaggi sono presentati sotto una nuova luce, o, per meglio dire, con tutte le loro ombre, quali si celano dietro gli stessi nomi, la caratterizzazione, le ambientazioni e le atmosfere. Ecco allora che emergono il disagio, la solitudine di un burattino pensante e di un bambino di legno, il suo essere manipolato da adulti senza scrupoli e puntualmente abbandonato a se stesso; ecco che il lettore si affianca al protagonista, con una certa dose di immedesimazione, nel suo percorso catartico, fatto di progressi e di passi indietro, facili tentazioni e difficili soluzioni, atti di ignavia e di coraggio.
    La fiaba diventa così una metafora della vita, al contempo tragedia individuale e corale, giacché nel descrivere la tecnica narrativa di Collodi l’autrice dipana i fili dell’umana esistenza, il più delle volte tutt’altro che una favola a lieto fine. Nelle affermazioni pronunciate dai personaggi ed evidenziate con grande perizia nella loro lapidaria significatività, è possibile cogliere la profonda essenza degli aspetti più oscuri dell’animo umano, che generano nel lettore accorto un senso di estremo turbamento, suscitando reazioni di grande impatto emotivo e morale.

    [... continua]