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“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • I libri di Vittorio Salvati hanno la capacità di far volare la mente. Basta cominciare a sfogliarli e ci si ritrova catapultati in mille realtà parallele, che vivono il tempo di girare pagina per poi lasciare il lettore testardamente voglioso di immedesimarsi nei protagonisti, così, tanto per capire cosa si prova a essere il personaggio di un libro.
    Con “Il treno di Babele. Sognando Broadway” Salvati ci offre un brillante esempio di romanzo dalla solida struttura “a catena”, dove l’Io narrante interagisce con dei perfetti sconosciuti che lo renderanno partecipe di storie ai limiti dell’incredibile e oltre; sullo sfondo, uno sferragliare di rotaie e un paesaggio che fulmineo si dilegua da un finestrino. L’unità spazio-temporale è tutta racchiusa in uno scompartimento a sei di un treno, simile a quelli dei nostri vecchi espressi, utilizzato dal protagonista per tornare dalla Grande Città alla natia Manpell; nel “Prologo necessario” il protagonista avverte i lettori della sua volontà di raccontare tutto, ma proprio tutto, per condividere la sua avventura cominciata con l’incontro con un uomo straordinario seduto di fronte a lui, il signor Jordan. Nuovi compagni di viaggio animano la cabina a ogni fermata intermedia, ognuno portando la propria storia singolare in un’osmosi di credibile/incredibile.
    Metafora della vita, il treno evoca nelle nostre menti l’idea dello spostamento cadenzato, ai ritmi dei ferrovieri e dei capistazione, ed è da sempre un locus letterario e cinematografico molto amato, per il suo carattere corale ed evocativo, tradizionale, in equilibrio tra attese e ritardi. Spesso si condivide l’esperienza con altre persone, o si fanno incontri interessanti e insperati in quel girotondo di infinite possibilità che la vita ci riserva; veri e propri casi di “serendipity” nei quali da osservatori marginali ci trasformiamo in protagonisti involontari della Storia. Partire, talvolta per dimenticare o ritrovare qualcosa o qualcuno, sperando di riuscirci; fuggire, senza sapere quale sarà la meta, è un rimedio alla quotidianità asfissiante. Un viaggio è comunque un fatto magico: ancora oggi, nella società ipertecnologica, lasciare un luogo per raggiungerne un altro riserva sempre un minimo di incertezza e mistero. Salite quindi sul treno per Manpell, ma cercate di non imbattervi nel signor Jordan, se avete qualcosa da nascondere…
    Un romanzo multiforme da cui farsi rapire, che celebra il piacere del racconto orale e l’immaginazione come alter ego della realtà.

    [... continua]

  • La poesia che avanza di Augusta Bianchi, andrebbe filmata in campo lungo, senza muovere la macchina da presa,  con lei che viene avanti in silenzio, con lo sguardo alto e fisso incontro alla vita. Cosciente di quello che è stato scritto sulle orme lasciate dai suoi passi, sul lenzuolo bianco di una sensibilità che è connubio incantevole in questa scrittrice.
    Ferite, abbandoni, decisioni difficili, scelte dettate dal dolore, sono palpabili tra il suo inchiostro. Buchi neri che non hanno scalfito la curiosità di un animo poetico; di una donna mai stanca di lottare e di scoprire cosa si cela ancora dietro il suono della vita e l’incanto di una natura incontaminata dall’uomo.
    È persona sincera Augusta Bianchi. Che non si nasconde dietro maschere o luoghi comuni, pronta a dipingere se stessa insieme alle sue fragilità e alle sue difficoltà.
    Un gruppo di poesie sincere, dense, fluide, mai scontate e impregnate del profumo dell’esperienza diretta.
    “Ombre allo specchio” è un libro da annusare, insieme a cui soffrire, cercare di capire e dialogare con se stessi; così come fa l’autrice.
    Non vanno spese troppe parole, quando si tratta di una poesia positivamente fruibile a tutti e che punta dritta al cuore di ognuno di noi, alle sensazioni comuni e vicine all’essere umano.
    Un modo in più per conoscere se stessi in un confronto perpetuo con lettere, parole, musiche ed emozioni.

    [... continua]
    recensione di Paolo Coiro