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Recensioni

“Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore”
Edward Morgan Forster


Protagonisti di questa pagina sono i libri dei nostri autori e quelli di nomi celebri; se anche tu hai pubblicato un libro e vuoi farlo recensire, chiedi alla Redazione cosa fare.
Se invece ti piace scrivere recensioni, scopri come entrare a far parte del Comitato dei lettori.

elementi per pagina
  • Ho sempre pensato che gli aforismi, i pensieri, che scriviamo più o meno di getto sono frutto di intense riflessioni, che talvolta non sappiamo nemmeno di fare. Un aforisma può racchiudere in se un mondo illimitato. Spesso mi chiedo se essi non sono altro che mini-storie, assaggi, scorci di vita. Recensire dei così brevi pensieri e, in questo caso, anche molto diversi fra loro, liberi, senza un vero e proprio denominatore comune è alquanto difficile. Si possono leggere come cioccolatini: uno dopo l'altro, scartandoli con cura ed ecco che lo si trova, l'anello che li accomuna tutti: la vita. La vita è fatta di tutto ciò di cui ci parla lo scrittore: è un preparativo per "un appuntamento molto importante". Questo giovane autore ci dimostra come si riesca a sintetizzare o, come dice lui, recensire la nostra esistenza attraverso le parole.

    [... continua]
    recensione di Katia Guido

  • La storia che Javier Marías racconta è impalpabile e aleatoria, così come impalpabile è l’amore prima e dopo il suo compimento. Il protagonista è un tenore abituato a viaggiare, che in uno dei non luoghi in cui si ferma instaura una speciale amicizia con una donna sposata. Un’amicizia che scivola nel desiderio e nella voglia di conoscerla. La situazione però è molto singolare: i due non vengono mai lasciati soli dall’accompagnatore della donna, che le fa da cane da guardia per tutto il tempo e che però, alla fine, confessa che «è difficile sapere chi si favorisce con un’azione o con una omissione, ma ci si può anche stancare di non avere preferenze».
    Il confronto con una situazione non comune attira l’attenzione del lettore e accompagna pacatamente nel proseguimento della storia, che è fatta di poche azioni, poco romanticismo, diversi assiomi alla Marías e molte riflessioni. I suoi estimatori considerano “L’uomo sentimentale” un romanzo poco vibrante, io so che è un acquerello dell’amore, dai contorni tenui e con sorpresa finale.
    Il vero uomo sentimentale, infatti, non è colui che vive l’amore fino in fondo bensì chi non se ne riesce a privare, e di fronte alla realtà si trova senza difese. Quando l’illuminazione arriva, e se non arriva da sola viene spiegata bene nella postfazione, il riflettore si sposta e si riconsidera da capo l’intero romanzo.
    Vale la pena leggerlo fino in fondo e lasciarsi trasportare dalla scrittura.

    “E che cosa sono i pensieri? Nulla, signore, qualcosa di così semplice che si può perfino indovinare, qualcosa di così passeggero che, a seconda di come arrivano, si può addirittura raccontare” (Javier Marías)

    [... continua]
    recensione di Cristina Mosca

  • "Ci sono carezze che aggiunte sopra un carico lo fanno vacillare". E, alla fine di una lunga ricerca, anche il peso di una farfalla può determinare un cambiamento. Magari è la stessa farfalla che, nella teoria del caos, scatena un uragano sbattendo le ali dall'altra parte del mondo. Il suo ballo a zig zag attraversa la strada di un cacciatore e di un camoscio. Ma Erri De Luca non racconta di un cacciatore e un camoscio qualsiasi: sono entrambi re. L'animale è il re dei camosci e re dei camosci viene soprannominato anche il cacciatore, che sa arrampicarsi e arrivare dove il branco non lo può fiutare.
    Mentre si legge la loro storia sembra di leggere la versione montana de "Il vecchio e il mare". Di fronte alla "forza, furia e grazia scatenata" del camoscio, l'uomo è una roccia vulnerabile, un "bicchiere a rovescio", un pugno compatto che persino una donna potrebbe sconfiggere, come fa la "mano aperta al gioco della morra cinese, la mano che vince perchè si fa carta intorno al sasso e lo avvolge". 
    Il tutto è condito dalla scrittura bilanciata, musicale e misurata di Erri De Luca.
    Il libro contiene due racconti lunghi, "Il peso della farfalla" e "Visita ad un albero", una bella fotografia in bianco e nero fatta con le parole.

    "Le bestie stanno al presente come vino in bottiglia, pronto a uscire. Le bestie sanno il tempo in tempo, quando serve saperlo. Pensarci prima è rovina di uomini e non prepara alla prontezza. (...) L'uomo sa prevedere, incrociare il futuro combinando i sensi con le ipotesi, il gioco preferito. Ma del presente non capisce niente. (...) Il presente è la sola conoscenza che serve. L'uomo non ci sa stare nel presente" (Erri De Luca)

    [... continua]
    recensione di Cristina Mosca