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Autore

Riccardo Piroddi

in archivio dal 06 feb 2008

11 agosto 1977, Massa Lubrense (na)

segni particolari:
Battuto e Beato

15 giugno 2010

Quel giglio bianco venato di rosso

Quel giglio bianco venato di rosso,con lo stelo reciso,
che avrei voluto appuntare
tra i tuoi capelli sciolti,
una mattina d’estate.


Avrei voluto adornarti,
con questo diadema d’amore
e dopo baciarti, per sentirne il profumo.
Ma non ho avuto il coraggio,
e il giglio bianco venato di rosso,
è rimasto lì, a seccare al sole cocente.


Misera fine per il più bello dei fiori,
triste presagio di una più dura rovina.
Quei giorni passavano splendidi,
e i mesi a seguire altrettanto,
ma poi dopo, tutto marcì,
come quel giglio bianco venato di rosso.


Avrei dovuto appuntarmelo io
quella mattina d’estate,
avrei dovuto piantarmelo dentro.
Di te e di quel giglio, adesso,
è rimasto solo un intenso profumo.

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