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Autore

Rina Brundu

in archivio dal 16 ott 2007

27 giugno 1968, Ogliastra - Dublino - Italia

segni particolari:
Una pazienza infinita.

mi descrivo così:
Sono come una specie di bolla di sapone che a volte è in grado di riflettere tutti i colori dell’arcobaleno e altre volte riesce persino a volare....
Io non sono una scrittrice, io sono uno spirito-che-scrive: é molto diverso!

10 giugno 2012 alle ore 23:31

Filosofico 17: roditori. Un dialogo tra Colette e Plinio.

Intro: Una stanza vuota. Colette e Plinio siedono davanti al camino. Il fuoco è spento. La brace pare morta. Da una finestrella entra un minimo raggio di sole sufficiente ad illuminare bene l’ambiente.

Il racconto

Colette: Il punto sono…
Plinio: Sì?
Colette: Il punto sono queste interrogazioni che ti fai. Senza risposta….
Plinio: Non capisco: se avessero risposta non sarebbero più… interrogazioni, come le chiami tu. Sarebbero affermazioni.
Colette: Però si potrebbe concludere che questo tuo continuo interrogarti sia in fondo in fondo un modo come un altro per… nasconderti.
Plinio: Da cosa?
Colette: O per nascondere….
Plinio: Cosa?
Colette: Non saprei, non saprei Plinio, ma so che tutto ha una ragion d’essere…
Plinio: Sì?
Colette: O dovrebbe….averla.
Plinio: E se fosse soltanto un gioco. Un momento ludico.
Colette: Certo, potrebbe…
Plinio: Ma a che titolo questa tua predica? Quali argomenti porti sul tavolo per indurmi a propormi altrimenti?
Colette: Nessuno, naturalmente. Però…
Plinio: Però?
Colette: Però non si può lanciare il sasso e poi ritirare la mano.
Plinio: Retorica. Di bassa lega. Mi deludi Colette. Pensavo meglio… decisamente meglio.
Colette: Non ho ancora imparato nulla.
Plinio: Non sono un maestro.
Colette: Allora sei un sofista? Parole, parole, soltanto parole….
Plinio: Dovrei “pensarmela addosso”? Anche io?
Colette: Forse lo fai…
Plinio: Quando?
Colette: Quando dirimi… sul nulla. Se la mia è retorica, infatti, la tua è una estetica del lemma. Fine a se stessa. Uno sciorinare autori, nomi, concetti… senza elaborare. E con un pizzico di scetticismo.
Plinio: Mi si addice…
Colette: Ma se… (dubbiosa… quindi si alza all’improvviso e corre verso la finestrella illuminata, guarda fuori).
Plinio: Cosa? Colette?
Colette: Quei fiori….
Plinio: Dove?
Colette: In giardino, naturalmente. A perdita d’occhio! Belli! Colorati!
Plinio: (modesto) Un hobby.  A tempo perso.
Colette: (rapita) Tutto quel colore…
Plinio: Fine… a se stesso?
Colette: (illuminata e triste ad un tempo) Ho capito… adesso…
Plinio: (scuote la testa, disperato) Cosaaa?
Colette: Il mio… il mio… orticello (è rossa sulle gote)…  al momento è un… un deserto. Qualche pianta rara. Esotica. L’occasionale cespuglio selvaggio mal potato e tante… infinite… buche scavate sul terreno alle ricerca di radici. Dolci.
Plinio: Roditori?
Colette: Dell’anima (esce).

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