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Poesie di Roberta Canu

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  • 09 gennaio 2012 alle ore 1:16
    Capitano

    E guardi che succede capitano:
    si rianimano le spoglie sponde
    d'innaturale bellezza. Guardi!
    Lampi rubini aldilà del cielo
    invitano gli oceani ad infrangersi
    contro i bordi del mondo. Il cobalto!
    Scintille luminose sprigionate
    dall'ardore marino ch'avanza.
    Non sente anche lei il suon dell'abbandono
    sovrastato da ben più mesto inno?
    Non sono campane, ne quel pallore
    di luna un tenue appiglio di luce
    alla vita che si innabissa, sente?
    La sventura non è che un dono:
    se s'intessono meravigliose
    trame come queste, qual destino!
    Agli eroi più grandi è stato concesso
    il prezioso dono della morte
    perchè è l'assenza ad alimentar
    nel presente il glorioso ricordo.
    Non abbia timor se barca cigola,
    inizi a tremar se pace non giunge.

  • 09 gennaio 2012 alle ore 1:15
    Io non chiedo

    Io non chiedo che di sì fatte spoglie
    sia data all'esordio ben altra patria
    o che fra le lingue mi sia negata
    quella che cara agli arcani miei padri
    carezzò docile le nostre rive,
    ne tanto meno chiedo ch'invano
    fra i morosi indomati s'innalzi
    - quale udire è più dolce s'il cor
    è a parlar con il suo mesto accento?-
    D'Enea lo struggente e amaro pianto
    pel tetro fumo ch'in alto vira
    com'il faro d' un cattivo augurio.
    ma ahi, come limpido un tempo il ricordo
    pareva luccicar d'oro prezioso
    par solo ai ricchi templi eretti agli Dei!
    E or che resta d'una gloria passata
    se non questi mal conservati resti
    in balia di certi ingordi corvi:
    passan razzia come fosse pulizia