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Poesie di Roberto Bani

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  • 16 agosto 2014 alle ore 10:31
    Non rimane mai nulla di noi

    Stanotte ho lasciato che il dolore arrivasse prima del tempo. 
    A volte si ha bisogno di soffrire per capire se si e' ancora capaci di piangere.
    E' un po' come ingannare il giorno chiudendo gli occhi. 
    Ho lasciato chiusa la porta così che tu debba bussare per entrare, 
    così da non trovare i miei desideri perduti dentro ad un sogno.
    Ed e' stato domani che ti ho dimenticata, perche' oggi non ero pronto. 
    E' stato domani che non ti ho sognata perché oggi ho comprato una speranza col tuo nome. 
    Ho provato a ricordare la tua assenza, 
    ed era cosi tagliente che avrei voluto piangere. 
    Non rimane mai nulla di noi. 
    Solo l'istante e la ragione. 
    Ho chiuso la porta, per non disturbare.

  • 07 giugno 2010
    Il mio ragno ed Ulisse

    Vorrei cominciare da quella notte nella quale il ragno che viveva con me, decise che era inutile aspettare Ulisse perché non sarebbe mai più tornato. Se ne andò e lascio la sua tela incompiuta .

    Rimasi ancora un giorno e una notte a vegliare col naso all’insù. Quel dolce talamo di seta pronto per la morte.

    Una morbida melica mi accompagnava sui fili di seta dove raccolsi notizie di te, dove pensai che forse eri andata via con il suo Odisseo e avevi scelto chissà quale scoglio per naufragare, e che forse saresti tornata portata dalla prima marea del Mare della Tranquillità, con un abito bianco e una rosa appassita sul seno, magari annegata dall’ultimo rimorso rimasto nella credenza.

  • 07 giugno 2010
    Dove raccolgo il vento

    Dovrei farti credere che esistono
    giorni dove raccolgo il vento,
    senza note stonate.
    Prendiamo sempre i colori
    dei giorni più tristi
    per colorare il sangue delle nostre ferite,
    guardando stupiti
    come si spengono i fuochi
    della vita.
    Non sappiamo dare un nome
    alle strade affollate e incolori
    che ci confondono.
    Respiriamo la lenta agonia che ci insegue
    e dimentichiamo gli occhi
    tra un bacio e una promessa.
    Vorrei farti credere che non conosco
    il sapore del pane,
    che la paura si è addormentata
    tra le spine di un addio.
    Ma oggi non trovo scuse
    per mentire ancora.

  • 30 aprile 2008
    Confutatis maledictis

    Non conta più nulla,
    nessuna certezza.
    Sublimato il tempo, la carne,
    l'orrore e la dolcezza
    in un feticcio di sentimenti,
    pronto per i giorni della solitudine,
    esiliato nell'indice dei titoli,
    dove si è spenta ogni vanità.

     

    Confusi i maledetti,
    perduti in cerchi nell'acqua,
    complici le troppe emozioni
    e un miracolo senza nome
    dove ho posato il mio
    febbricitante sguardo.

     

    Asportato il cancro dell'amore
    non rimane che la felice
    sicurezza della morte.
    Ti presto la mia pietà
    in cambio delle tue scuse,
    perché non sarò mai troppo lontano
    dalla bocca del leone.

     

    Se sapessi parlarti
    non scriverei poesie di nascosto,
    tra una rinuncia e una bugia.
    Se riuscissi a parlarti
    non capiresti il mio silenzio.

  • 22 gennaio 2008
    I campi di cotone

    Forse non c'è mai nulla
    che valga la pena di essere vissuto.
    Avrei voglia di trovare un luogo dove sorridere,
    dove sapere di essere a casa,
    dove le pietre hanno un nome
    uguale al mio
    e i girasoli non chinano il capo.
    I palmi delle mani
    che si feriscono
    perché accarezzo solitudine
    e tristezza,
    quando il nome dei giorni
    parlano dei miei fiori
    e delle mie notti.
    Vorrei mani da pianista
    per suonare le giuste parole
    e non dover essere dolce quando
    sto baciando con la lingua la morte.
    Il gusto di tutto è sempre
    tra i campi di cotone;
    sai come sono i campi di cotone?
    Sono neve d'estate che costa
    sangue e fatica.
    Poso i piedi sopra una terra
    che ha vomitato tutto di me:
    lasciami essere triste,
    ho cosi poche doti nella gioia che
    ho imparato a piangere parole.
    Il mio capitano, dentro lo stomaco,
    conosce tutte le rotte,
    i fiumi più limacciosi
    e il luogo dove dormi.
    Non girare la pagina del mio piccolo
    dolore.

  • 12 novembre 2007
    Vivere ancora.

    Racchiuso dentro un domani
    ci sarà ancora un posto
    per dimenticare.

  • 02 novembre 2007
    I baci della vita

    Si crede all'amore
    per non scoprire il buio
    che ci lascia dentro
    la vita.
    Viviamo tra anime silenti
    e giorni abbandonati
    su calendari appesi nei cuori
    senza riuscire scegliere
    un attimo per sorridere.

    Quale musica ha suonato
    la tua mano sinistra
    questa notte,
    in quell’attimo
    dove ho provato a sognare.
    Sono scivolato tra le pagine
    di un racconto che nessuno
    scriverà mai più,
    sopra l’ultima barricata del dolore,
    prima della vita.
    Pochi suoni tra pelle e tempo,
    sopra scalinate
    con cento anni di silenzio.
    Appoggia il tuo respiro
    dentro un’altra notte
    dove proverò ad aspettarti;
    asseconda la mia memoria
    e chiedimi perché
    non ho avuto la forza
    per dimenticare
    i baci della vita.

  • 29 marzo 2007
    L'Eroe Distratto

    Sono un eroe distratto,
    che non conosce le virtù,
    che perde i pezzi nell'atrio del portone,
    le chiavi di casa delle amanti,
    e le certezze e i dolori.
    Ma tu,
    ama il mio tacere e sorridi
    se inciampo dentro il tuo cuore
    Ho perduto battaglie
    perché non sapevo di guerre.
    E mi troverai sul ponte di chiodi
    che ho comprato per andare via da te,
    pronto a passare sulla sponda
    di un nuovo amore.
    Ma non so vivere
    senza la disperazione
    e illuminato dalla luna.
    Vieni qui,
    un passo nella nebbia,
    dove si annusa la libertà,
    vieni, ho parole anche per te,
    e ricordi taglienti,
    per scolpire il mio nome
    sulle tue ossa.
    L'eroe migliore sa come morire
    ma ho scordato il perché.

  • 13 settembre 2006
    Cenere e vita

    Notti di muti ricordi
    tra afrori tagliati
    con lingue avide
    Le mie levigate speranze
    si spengono sugli sguardi
    con l’amore che sussurra il suo canto
    dentro mani pietose,
    tra colonnati brillanti
    dove stanche braccia
    si inerpicano
    sopra torri cieche.
    Tu sei acqua morbida
    che appaga la mia sete
    di vendetta.
    Così, da te,
    mi lascerò amare
    e ancora travolgere.

  • 12 luglio 2006
    Resta con me

    Ti sentivo rotolare
    nello stomaco
    fondevi tutto

    dentro me
    non suono
    più musica per te
    segui i mie passi nell'acqua
    mi perdo sempre
    lo sai
    (resto con te)
    mi troverai davanti al solito muro
    a rompermi i pugni sugli angoli
    a insultare un dio qualunque
    non conosco ragioni diverse

    (cosi ti perderò)

    in onda

    la diretta della vita è partita
    ed io non c'ero
    (resta con me)
    Pioggia per domani

  • 17 giugno 2006
    Scale di marmo

    Scale di marmo
    che portano tra soffici lamenti
    da un mare viola bagnati,
    senza il bisogno
    delle nostre miserie di uomini.
    Di quali sogni avrà bisogno
    il giorno di domani,
    di quanti baci avrà bisogno
    la tua ferale bocca?
    Un lento pasto per raccogliere
    le ultime forze,
    nel caldo sapore dell'abbandono.

  • 17 giugno 2006
    Muri

    Un vecchio muro sbiadito
    mostra parole sconnesse
    dove amanti perduti
    hanno lasciato il loro nome.
    Quanto dovrà correre la tua vita,
    per ricordarti di me,
    che passo attraverso il tuo sguardo
    che già si posa su nuovi sorrisi
    e nuove lacrime?
    Scrivi il mio nome
    su un muro di ghiaccio,
    scrivi per sempre
    le tue promesse d'amore.

  • Ho comprato un piccolo dolore
    per farlo crescere in me.
    Scrivo lunghe vite
    per chi ha il fiato corto
    e chiude gli occhi prima della fine.
    Mi allontano dalla riva
    dove credevo di essere salvato.
    Leggo dentro occhi
    dove annega la luce,
    spengo i miei suoni dentro
    fredde accuse.
    Ancora mi farò male,
    combattendo tra dolori
    e passioni.
    Perdonami se muoio,
    senza disturbare,
    col sorriso dei giorni migliori.

  • 22 marzo 2006
    Quel cielo che mi vuole

    Quel cielo
    che non sapevo di volere,
    come opera incompiuta
    e soggiogante sguardo,
    pensa di non avere
    voglia di me,
    perdendo per strada
    le gocce di fantasia,
    in quelle carni
    che muovono nel futuro
    le loro prospettive
    di logiche cieche.
    Suona ancora la mia lirica,
    o morta rimbomba
    sulla carta?
    O morta richiama i tuoi pensieri
    e spenta
    lascia un sospiro
    per te?

  • 22 marzo 2006
    Porte Girevoli

    Legato,
    divelto,
    scomposto,
    stremato,
    in anfratti diramato,
    dentro un fiordo perduto.
    Bevendo lacrime
    dagli occhi di una lupa.
    Timida luce
    che tinge lo sguardo
    di rosso,
    colore unico della notte.
    Assordami,
    fammi urlare
    passando attraverso un respiro
    per vedere
    la femmina del destino
    con luci che tagliano la notte.
    Bevo lacrime
    Dagli occhi di una gazzella.
    Porte girevoli
    per uscire dalle notti
    dove non c’è tempo
    per sognare.
    Un ultimo bacio al giorno.
    Occhi che parlano.
    Un sorriso
    che risponde al silenzio.

  • 13 marzo 2006
    Levigata lussuria

    Levigata lussuria

    scegliere

    sapiente morte

    per spegnere l'amore.

    Raffinata lettura

    del trapasso

    nell'iride illuminato

    dall'addio.

    Gli ultimi tremiti,

    e l'erosa verbosità

    prepara il pulpito

    a vani richiami.

    Una falce che mozza

    l'ultimo mannello

    d'amore dal senno.

    Ci sono sempre treni

    pronti a partire.

  • Senza spendere parole
    si può giocare
    ad inventare amori
    eterni
    come la vita
    di una farfalla.
    Lava dal vetro
    i segni del viaggio.
    Non riesco a scappare
    dal vuoto
    e da esseri bulimici
    che si riempiono di me
    e mi vomitano dietro l'angolo.
    Ma hanno lasciato come obolo
    un bel sorriso e le parole
    che volevo sentire.
    Un cielo per tutti,
    dove qualcuno piangerà
    sulla giusta battuta,
    col giusto tono di voce,
    con l'emozione migliore
    di un vecchio catalogo
    per giovani amanti.
    Come un soffio in bocca
    respiro quell'istante
    che era luce lontana.

  • 06 marzo 2006
    Nuove parole

    Un bolero che suona continuo,

    uno strumento che agli altri si aggiunge 

    sempre più ricco,

    sempre in crescendo,

    sempre più bello.

    Non si scende più da questo desiderio in corsa?

    Regalami ancora una volta

    la storia che avrei voluto vivere.
    Raccontami di quel cavaliere col mio nome,

    raccontami la sua battaglia,

    raccontami la sua vittoria.

    Raccontami le bugie che non sai,

    cantami ancora questa canzone,

    con le giuste parole
    Ora sei tu che hai nuove parole,

    ora sei la sirena che incanta,

    ora sei quello non cercavo più,

    ora sei l'orecchio che ascolta,

     la bocca che parla.
    Il sole non si spegne mai.
    La sabbia sotto i piedi
    occhi rassegnati
    aghi di pino
    libri strappati
    respiri profondi
    Fermo,
    mano,
    piede,
    luce.
    Ancora oggi.
    Ancora domani
    Non si spegne il sole

  • 06 marzo 2006
    Gusto amaro

    Cerco ancora

    Ancora deluso

    Ancora sbagliando

    Non aspetti la mia voce

    Rumore

    La tua voce  suona

    Perfetta come la luce

    Tagliente come un addio

    Non rincorri la pietà

    Come posso  sperare?

    Vado via  e ti lascio il mio nome

    Assaggiando il sale degli occhi

    Non conosco il tuo gioco

    Non scommettere un’altra volta

    Se sorrido è per non morire

    Se sorrido è per i miei giorni

    Accendi gli occhi su di me

    Ora che ritrovo un ricordo

    A spiare dalla serratura

    La vita che si spoglia

  • 14 febbraio 2006
    L'ultima ombra

    Le labbra appoggiano sul ghiaccio.

    Sulla schiena mille anni amari,

    abbandoni  abbracciati  agli occhi.

    I visi del tempo sorridono 

    ad antichi padri,

    figli dell’ulivo,

    con la corteccia sfregiata dai sogni,

    dove battono muti

    cuori di ossidiana

    che il calore ha lasciato scorrere

    dentro mari di stanchezza.

     

    Lontane madri,

    figlie della pazienza,

    tra il profumo di lunghi silenzi

    e quotidiane bugie,

    non lasciano più orme sulla terra.

    Il lento dolore della nuova vita

    strazia per sempre le carni

    lega per sempre il sangue.

    L’ultima ombra.

    L’ultimo caldo bacio.

  • 14 febbraio 2006
    Quelli che sanno

    Ti vorrei lasciare
    gli occhi addosso,
    come un peso sul viso.
    Tenerti lo sguardo abbassato,
    dare il tempo
    al tuo vuoto
    di riempirsi,
    bloccare i tuoi veleni,
    spegnere
    l'istinto di scorpione
    che ti guida alla solitudine.
    Tu, che confondi
    i suoni coi rumori,
    punti il dito sugli specchi
     dove vedi un mondo
    che non ti ama,
    che sai solo disprezzare.
    Sei l'ultima voce
     di una piccola eco
    della parola "odio".

  • 14 febbraio 2006
    Voglio amare il silenzio

    Siete là fuori
    e ascolto il vostro dire
    che non lascia orme.
    Voglio amare il silenzio
    che nulla chiede,
    se non un bacio
    sulla bocca
    Amo quel silenzio
    senza strade
    dove perdere l'orgoglio
    e pezzi di me
    Ho raccolto i vostri visi
    in album pieni di rumori.
    Voglio entrare in quel silenzio
    per non cantare
    il mio nome.
    Accarezzami una volta ancora,
    prima di uscire con l'ombrello,
    prima che piovano ancora,
    monotone,
    le tue bugie.

  • 13 gennaio 2006
    Fantasmi

    Le larve che soffiano in me

    nel  notturno quietar della vita,

    scuotendo il mio incedere lento

    dove sono festuca  nell'aria,

    fan mutare il verbo soave 

    in un  trucido auspicio luttuoso.

    I deserti rinvengono e  tacciono

    dove luce  già si posava,

    partorendo copiosi germogli

    di sembianti parole d’amore.

    Il sommesso rifugio dell’onda,

    tra le orribili piaghe del tempo,

    dove ho letto con flebile voce

    l’ansimare di un caldo piacere.

  • 10 gennaio 2006
    Cartoline senza francobollo

    La testa appoggiava con tragico peso
    Restavano immobili e aperti quegli occhi

    La morte viaggiava nei carri bestiame.

  • 05 gennaio 2006
    Sparisce ogni cosa

    Non chino il  mio capo,  non scende lo sguardo

    la  lingua  è un rasoio,  ti taglia i pensieri.

    Spaventi il domani con sogni bugiardi

    accordo i miei suoni battendomi il petto

    inseguo i tuoi giorni e aspetto il silenzio

    tu mordimi il cuore con dolce violenza

    se il sangue si ferma non darmi respiro

    ho chiuso la bocca , non chino il mio capo

    non scende lo sguardo,  sparisce ogni cosa.