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Autore

Roberto Bani

in archivio dal 28 dic 2005

08 giugno 1960, Torino

segni particolari:
N.N.

mi descrivo così:
Potrei dire solo cose belle di me e alla fine scriverei che sono modesto!

30 dicembre 2005

Un altro mondo

Intro: Gli assi di legno che compongono il palcoscenico di un teatro, sono legna arsa dal sacro fuoco della passione per l'arte. In questo breve scritto, l’autore addensa le emozioni della sua prossima recita in un respiro profondo.

Il racconto

Le luci sono spente.

Mi piace venire qui quando non c'è nessuno. Cammino piano e ascolto il rumore dei miei passi sul legno. Queste assi mi parlano. Mi dicono cose che mi piace ascoltare; miliardi di parole che si avvicinano e che aspettano il loro momento.

Chiudo gli occhi e le parole entrano in me. Sogno con loro, mi danno una nuova vita, mi regalano un'altra avventura. E sono naufrago su un'isola , sono Principe di Danimarca, sono poeta spadaccino, sono diavolo sull'altalena, sono un veneziano geloso.

Non sento il caldo, non sento il freddo, la bocca è asciutta, il cuore danza nel petto, e loro, le parole, che si mettono in fila per uscire, una dietro l'altra, con un ordine preciso, con il giusto tono, con la giusta intenzione. E schizzano fuori dalla bocca, entrano in sala, si aggirano tra le file e si appoggiano sui ricordi, aprono porte antiche, trovano lacrime nascoste, rubano risate alla tristezza, ricordano gesti famigliari, ti trascinano in un altro mondo.

Riapro gli occhi. Le parole continuano a girare, in me. Domani saranno qui ad aspettarmi. Domani, quando da dietro il tendone del sipario sentirò le voci degli spietati sognatori, che con un biglietto comprano un viaggio e un po' della mia vita.

E' tardi, esco dall'uscita di sicurezza. Lascio dentro applausi e lacrime, risate e emozioni.

E respiro l'aria del mondo. Qui fuori bisogna essere solo bravi ad improvvisare, il resto è un caso.

m e r d a,  t a n t a  m e r d a*

 

 

* (è usanza in teatro, prima di una rappresentazione, dirlo come augurio. Una volta, quando si andava a teatro, se uno spettacolo aveva avuto successo, quindi affluenza di pubblico, lo si valutava dallo sterco di cavallo davanti al teatro. Ergo...)

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