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Autore

Sabrina Abeni

in archivio dal 08 mar 2010

27 febbraio 1980, Brescia

segni particolari:
Dottoressa di ricerca in letteratura, amante delle arti, del gotico, del visionario, del fantastico e dell'immaginifico. Autrice dell'opera gotico-visionaria Il Vento dell'Est:ovvero l'intelletto e la decadenza, edita dalla Boopen editore.

mi descrivo così:
Una gotico-visionaria travestita da accademica. Alla ricerca dell'originale e dell'ignoto

01 agosto 2012 alle ore 9:05

L'idolo non è nulla

Intro: Quanto un simulacro può influenzare e sconvolgere le nostre vite?

Il racconto

- Mia moglie mi ha lasciato... Se n'è andata con i miei figli... Ho perso tutto per te...-
- Doveva essere una molto noiosa tua moglie, se invece di stare con lei, stavi sempre dietro di me...-
Mia moglie noiosa?
Tutt'altro!
Era sempre stata più attiva e vivace di me, un tipo creativo nel lavoro e nella vita, una donna che si era realizzata pur non facendo mancare nulla alla famiglia.
Elena invece cosa aveva concluso?
A venticinque anni sognava ancora di entrare nel mondo dello spettacolo, mentre si faceva pagare i suoi vizi dagli altri.
Non aveva nemmeno pensato a curare minimamente la propria cultura, e si crogiolava beata nella sua ignoranza.
E sapete di cosa mi accorsi?
Non era nemmeno bella, non in quell'accezione che le avevo dato in quei mesi.
Invece delle labbra sembrava avere dei salsicciotti mal rifatti ed emetteva un suono fastidioso quando cercava di sorbire il succo fino all'ultima goccia.
Niente a che fare con la classe di mia moglie!
Quella che avevo scambiato per maestosa regalità non era che dozzinale supponenza.
Il furore mi prese contro quel mostro che mi si era appena rivelato, l'afferrai per il collo e strinsi, strinsi, e più stringevo più godevo.
La sua vita così, tra le mie mani, valeva più di un semplice amplesso, si dibatteva convulsamente, ma ora che l'avevo presa, ora che ero il suo padrone, non avrei potuto rinunciare all'unica soddisfazione che era stata in grado di darmi.
Continuai a stringere, anche quando ormai la sua pelle aveva assunto un tonalità bluastra e le sue braccia penzolavano.
La lasciai cadere improvvisamente, orripilato da quello che avevo davanti agli occhi, un corpo morto che ora corrispondeva all'anima morta che vi aveva abitato.

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