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Poesie di Salvatore Messina

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  • 09 ottobre 2006
    stringimi

    Stringimi
    tu che di latte
    hai le braccia e
    labbra di carne
    in fiore

    stringimi forte
    come il nido al ramo
    o al petto il figlio

    stringimi

    fai del soffitto
    un pane da scaldare
    eppoi ancora sempre
    lasciami scalciare
    e non volermene
    se da puledro
    mi sei carne.

  • 09 ottobre 2006
    aliti fecondi

    Nei giardini
    della mia terra
    m'è testimone
    l'albero dei cedri

    celestiale

    ed ora inneggio
    un cielo trapuntato
    ed aliti fecondi al grembo.

  • 09 ottobre 2006
    Quale canto

    Quale canto
    ascolterò stasera
    quale amore al cuore
     
    pensieri di ragazzo
     
    l'alba intanto muta e muore

  • 09 ottobre 2006
    La piccola mano

    E' morente
    la piccola mano
    guarnita di pezze
    roventi

    ora è priva di un pane
    di un'acqua di fogna stagnante
    in un libero arbitrio assoldato

    il pianto è solenne
    nell'infausto clima
    d'un santuario

    nell'inganno
    il rito si accentua
    per i cristi del mondo
    senza peccato.

  • 09 ottobre 2006
    Ascoltami ragazzo

    Ascoltami ragazzo
    tu che nel cuore porti caramelle
    il sorriso di tua madre i sacramenti
    il cielo variopinto a tutte l'ore
    i sogni tuoi di latte
    e dell'amore
    sappi
    in confidenza
    le infamie della gente
    quelle degli amici
    e di tuo padre

    sai


    ascoltami ragazzo
    evadi l'oratorio degli stupri
    dove i santi fan promesse
    con in mano cose buone
    da ubriacare
    eppoi
    quei consigli consegnati
    benedetti
     
    sai
     
    ascoltami ragazzo
    svolta di corsa l'angolo
    vai dove ti assiste dio
    fai la cosa giusta
     
    e vai a puttane

  • 26 agosto 2006
    Roberto è il nome

    Era il tempo
    del sole
    quando ragazzo
    m'innamorai di lei

    lei di noi

    noi del mare
    e della vita

    quanta strada
    con lei nel sole

    ed io con lei di sole

    quanto amore
    e quanta strada
    quante vele nel mare

    orizzonti

    Roberto è il nome
    di nostro figlio
    nel cuore

  • 12 luglio 2006
    Renato mio

    Celebro
    a passo lesto
    i monti più lontani
    coi piedi nudi affratellati
    agli scarponi all'aquile nei cieli
    M'insinuo alli sentieri alle cordate
    e li tanti rimembranze
    che porto al petto
    Di montagna non sapeva
    Renato mio
    ma d'arte pura al core
    incastonata

    La poesia

  • 01 luglio 2006
    Si fa brezza

    Trapuntato
    negli spazi vaga
    il sogno mio celeste
    da eroe
    sereno poi s'immola
    di luci splende
    irradia cieli e mari
    ed infine
    solenne
    si fa brezza.

  • 18 giugno 2006
    Esterno

    Esterno
    i silenzi delle notti
    perché mie
    tue
    del sangue e della carne
    e vibro come brezza
    del nuovo mio destino
    Dell'aliti
    infiocco l'alba
    il tuo addivenire

    Semplicemente.

  • 06 marzo 2006
    Al mio cospetto

    Si presentò
    solennemente nuda
    al mio cospetto
    Nuda
    come la volle Dio

  • 06 marzo 2006
    Ora è carne

    Non sapeva
    dell'amore il canto
    la grazia dei ricami
    la gloria degli spasmi

    Ora è carne costellata
    sulla mia pelle.

  • 03 febbraio 2006
    Geroglifici

    Geroglifici dipinti d'azzurro
    estasiano gli occhi dei figli alla croce
     
    schizzi disegni d'amore gli scritti
     
    dell'anime pure sono ora solo ricordi
    e guarda a questa mia terra sempre più infame.

  • 30 gennaio 2006
    Ed infine

    T'amo
    come il pane il miele
    quando solenne al grembo
    poso a te il mio sguardo
    t'amo perché pura
    costellata
    infinita
     
    t'amo
    perché vergine
    negli occhi nella mente
    o nei sogni risplendenti all'eco
    t'amo così
    coi sapori dell'estate
    ed ancora
    infine
    con la notte a rifiorire
    perché mia
    solenne e sacra.

  • 18 gennaio 2006
    Animali santi

    E venne verso di te
    il mestierante.
    Leggero aveva il passo lento
    dell'attentatore.
    Ghigno malefico inquisitore
    l'uomo in bianco aveva, vivisettore.
    Giocoso l'accogliesti
    scodinzolante
    candido il manto
    degli innocenti
    Le mani leccasti al delinquente;
    atti d'amore, questi, e d'amicizia antica.
    Il bruto s'avvinghiò sul tuo mantello,
    un lampo fu, una saetta:
    e ti prese la libertà le carni.
    Vivisettore
    squallido abitante di laboratori,
    di stabulari, di scantinati doloranti.
    Manipolatore infame di viscere vive, palpitanti.
    Fredda e ottusa è l'opera tua di morte
    d'animali amici, animali santi:
    scannati, segati, trapiantati, eviscerati, decerebrati,
    scuoiati, bolliti, arrostiti vivi ed infine,
    come il Cristo crocifissi.
    Inutile si rivela il genio tuo assassino,
    ricercatore del nulla, nemico dell'uomo e della tua imbecillità.
    Col pane del sangue e della morte nutri i figli tuoi?
    (saran vampiri!)
    lugubre ricompensa dell'arte tua nefanda:
    padre, barone e santità
    T'acclamano governi erranti, t'incoraggia all'assassinio e ti benedice il Papa, la chiesa, gli incivili, gli ignoranti.
    Mio è il disprezzo e la tua morte
    Gli animali martiri, povere creature, guardano
    all'amico, al santo buono.
    S'affidano a Francesco, ai protezionisti
    e a tutti i santi.

  • 18 gennaio 2006
    Estasiato

    Estasiato, rimembro.

  • 18 gennaio 2006
    Mio padre

    Era un uomo
    come tanti a lui pari
    Era un uomo semplice
    come tanti a lui pari

    Era un uomo semplice pulito
    significante

    Era mio padre.

  • 18 gennaio 2006
    Era sola

    Era sola
    quel giorno al porto
    Sola
    come l'anima mia.

  • 18 gennaio 2006
    Come un bambino

    Mi sono addormentato
    come un bambino
    Avevo lei nel cuore
    e tanta pace.

  • 18 gennaio 2006
    Desto dal sogno

    Desto dal sogno
    dove celebrammo l'intimo
    ora mi sei negli occhi
    e t'amo.

  • 18 gennaio 2006
    Note d'amore

    Quante lacrime
    in questa notte trapuntata
    Note d'amore
    che io al cor concerto.

  • 18 gennaio 2006
    Lo scarpone

    Un passo dopo l'altro
    con fatica
    s'innalza lo scarpone
    alla montagna
    Sentieri nuovi traccia
    all'orizzonte
    con l'animo gioioso
    e il cuore in gola
    Quando alla vetta
    la mano tocca i ghiacci
    il mondo s'allontana
    il cuore si fa brezza
    ed io memore rimembro.

  • 05 gennaio 2006
    Barocco il letto

    Barocco il letto
    dove le membra cheti
    ed io in te nel grembo
    fantastico e maestro
    puro nello stile
    m'insinuo
    "rinascimentale".

  • 05 gennaio 2006
    Mio bene

    Sai di poesia
    di frasi docili
    alle labbra
    di sacri aliti
    perché tu
    mio bene
    al cor risplendi.

  • 03 gennaio 2006
    Solo ai piedi

    Guardo della terra
    le mille sinfonie del tempo
    ed io
    compagno delle brezze
    sconfino la valle delle nebbie
    ai piedi
    soltanto
    i miei scarponi
    de Roma bella assai
    nel cuore
    er core di Renà.

  • 03 gennaio 2006
    Perché carne

    Non t'amo
    perché sei bella
    o di velluto la pulsazioni
    delle tue cosce d'ambra
    t'amo
    semplicemente
    perché carne
    del tuo appartenermi.