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Poesie di Salvatore Messina

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  • 03 gennaio 2006
    Non solo profumi

    Nello splendore
    di questi infiniti ornamenti
    tu meraviglia al labbro
    sobrio ed elegante
    dalle caviglie agli occhi
    m'appari statuaria
    solenne
    donna vergine e santa
     
     non solo di profumi
    sazi l'indole di questa mia stanza
    questo mio grembo rifiorito
    (docile serpe di carni e sangue)
    dati dal corpo tuo silente
     
    traspari ricca barocca
    com'acqua ribollente
    vortice rara poesia
    e femmina
    inferno e paradiso
     
    gocce d'ambra gli occhi
    netti
    felici sulla mia pelle
    scalcianti lineamenti
    cromatici disegni
    museale
    musicale
    arte
    diamante incastonato
     
    ora
    nell'ora dell'oblio
    sei letto cuscini ricamati
    soffitto
    nelle mie mani
    e t'amo
    come l'uomo ama il suo cane
    ed il cane
    la cagna che lo allatta
    senza requiem.

  • 29 dicembre 2005
    La piccola mano

    E' morente
    la piccola mano
    guarnita di pezze
     
    ora è priva di un pane
    in un libero arbitrio
    assoldato
     
    il pianto è solenne
    nell'infausto  clima
    d'un santuario.

  • 14 dicembre 2005
    Quel figlio mio

    All'angolo
    si mostra sconnotato
    quell'uomo nero
    venuto da lontano

    un volto sconosciuto
    nero
    affamato
    coi denti bianchi
    dai santi ripudiato
    cancellato

    stende un braccio
    nero
    di stracci

    la mano è disperata
    nera
    affamata
    consunta

    per pasto
    un cibo rifiutato
    dai cani
    dai cristi in vaticano

    usa note slavate
    vacilla
    dorme senz'occhi
    alla rinfusa

    quel figlio mio.

  • 13 dicembre 2005
    L'alba.

    L'alba s'è spogliata
    del vestito rosa
    Nuda ora m'appare
    di grazia alle labbra
    e brezze.

  • 13 dicembre 2005
    Quando sarà

    Quando sarà
    l'evento affronterò
    a muso duro

    Condannerò presenze
    Le sacre invenzioni

    Spoglio il petto
    insisto
    l'onore della morte.

  • 13 dicembre 2005
    E non mi pento

    Elevo
    il regno degli infami
    oltre gli spazi neri imbellettati
    sì da cancellare
    perpetue consacrazioni
    calici di spine
    sangue ed onestà
    voluti al costo
    d'una benedizione.

  • 10 dicembre 2005
    Spumeggi all'onde

    Raccontami
    l'intimo dell'avventure
    tu che delle spiagge
    spumeggi all'onde
     
    brezze gabbiani
    nuvole colme d'aliti
    sorvolano i tuoi fianchi
    il seno le caviglie
    le labbra rosa il sangue
     
    sconvolgimi di sole
    cheta l'astro li tormenti
    ed ora all'ombre
    esistimi
     
    e lento sia il fuoco.

  • 07 dicembre 2005
    Dei figli miei

    E' sera
    Con gli occhi con la mente
    in te sovrano
    s'addormono i peccati
    l'infami tuoi pensieri consacrati
    dei bimbi il corpo dilaniato offeso
    il sacro latte di tua madre
    (quello che hai infangato ucciso)
    ma
    dei figli miei
    (quelli che hai stuprato)
    quale altro dio dalla croce
    me li depone.

  • 07 dicembre 2005
    E t'amo

    Desto dal sogno
    dove celebrammo l'intimo
    ora mi sei negli occhi
    e t'amo.

  • 07 dicembre 2005
    All'avamposto

    All'avamposto.
    S'è schiarito dalle nebbie
    lo spazio all'avamposto
    ed una croce hanno piantato
    a ricompensa
    Mille bandiere tinte di sangue e carne
    vestono dai tempi a ricordare
    chi tanto a dato a dio
    all'infamie Patrie
    e nulla han preso.