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Autore

Salvatore Niffoi

in archivio dal 25 gen 2013

1950, Orani (NU)

segni particolari:
Grazie a La vedova scalza, nel 2006, ho vinto il Premio Campiello.

mi descrivo così:
Amo il melange tra italiano e sardo, sia dal punto di vista lessicale che sintattico. L'uso del sardo, non vuole tenere lontani i lettori che non loconoscono, bensì vuole dare alle cose il nome che hanno: esprimo tutto ilsenso della narrazione senza incorrere nel tradimento della traduzione.

25 gennaio 2013 alle ore 9:03

Il bastone dei miracoli

di Salvatore Niffoi

editore: Adelphi

pagine: 156

prezzo: 13,50 €

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Il diavolo esiste? Sì! E risiede in Barbagia. Si chiama Paulu Anzones (noto come Muscadellu), un ricco ereditiero di fortune inimmaginabili, latifondista, imprenditore, sindaco e signore assoluto di Irìchines: insomma l'incarnazione del grado zero dell'umanità, che brama di possedere il Bastone dei miracoli (un oggetto che regala non solo una "buona morte", ma anche la facoltà di accumulare ricchezze).
Il libro narra la storia di un pastore, Licurgo Caminera, appassionato della figura di Omero e delle sue opere, che dà ai suoi 12 figli i nomi di personaggi epici. Di questi, per varie vicende legate alla malattie infantili o ai "mali dell'anima" ne sopravvivono solo sei: Ulisse, Achille, Ercole, Elena, Penelope e Antigone.
A loro, in punto di morte, non lascia un'eredità materiale, ma una fatta di parole ancestrali: sei buste in cui è contenuto, a pezzi, un racconto che di nascosto, egli ha scritto nella sua vita.
Il compito dei figli, dopo la sua morte, è quello di leggerlo gli uni agli altri a turno, ad alta voce e così, rimetterlo in ordine: questo è l'unico modo (secondo il pastore) in cui può essere ricordato degnamente.
E il diavolo? Che c'entra?
Il lettore resterà a bocca aperta quando, insieme ai protagonisti di questa fiaba, aprirà con loro le sei buste...
"Amicu meu, non fare così! Vieni ad accucciarti accanto a me!”

recensione di Francesca Arangio

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