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Autore

Sandro Tomolillo

in archivio dal 11 lug 2007

11 giugno 1953, Genova

mi descrivo così:
La forza delle parole non ha eguali; è libertà, pensiero che vede luce, è un po' di me che raggiunge altri.

13 luglio 2007

Parola

Parola. Parola scritta
con tratto d’incerto, su foglio sudato, di cuore tremante;
con piglio sicuro, il tratto deciso, dell’intrigo d’amante;
con lettera tonda, è simile al seno, della donna che ama;
su carta di libro a raccontare leggende, scriver di storia;
su giornale dell’oggi, notizia di ieri, commento sapiente;
sui piccoli schermi, ad esser veloce, sparire ancor prima;
sul primo dei libri, a dire a chi crede qual sia la sua strada.

 

Parola. Parola parlata
con flebile voce, che timida appressa confidenze di donna;
con tono severo, da padre vissuto, impartisce inutil lezione;
quasi roca di fumo, da maschio palese, suscita intimi sensi;
urlata da piazza, rabbia di popolo oppresso, futura coscienza;
cantata con tutte le musiche, entrante nei cuori, dona ricordi;
monotona dal colto che insegna, a indirizzar le menti future;
storpiata e comica dal bimbo, a chieder cibi e infinite carezze.

 

Parola, immenso potere tu hai.
Che sii di tratto o riga di suoni, letta o ascoltata, poco ha valore,
imponi attenzione, comunichi sensi, susciti rabbie o il riso beato.
Per parlare di te, altre parole ho qui usato, cercando un mio senso;
Quante volte, parola, ti ho adoperato per dire ad altri come io sia;
quant’altre in ascolto, provando a capire, cauto a cercare contatto,
a far danni in mille rapporti, e scusare le mie debolezze di uomo.
Alla fine rimani tu sola a tradurmi i pensieri, per questo io t’amo.

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