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Venerdì 10 Settembre 2010
07:03

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Home > Autori > S > Sara Scialdoni > Racconti

Racconti di Sara Scialdoni


Attendo lo straniero che smuova le mie zolle
Visto da noi: Non c'è inquietudine nell'attesa di questa donna. Solo la fiducia di ricevere un giorno ciò che aspetta, e riceverlo come l'ha immaginato, come ha imparato a sognarlo. Perché ciò che ha vissuto finora non può essere la Verità. L'Amore è ben altro...

Come comincia:

"Quando un amante ti perde significa che è un vigliacco. Quando non riesce a perderti è un ladro". Alda Merini

Io donna, attendo sempre lo straniero che smuova le mie zolle di brezza e tempesta. Sospiro l’amore che s'accenda in un [...continua]


L'ultimo dei sognatori
Visto da noi: Onirico, potente, evocativo e pieno di misteriosi interrogativi. Un testo insolito e dedicatissimo a metà strada tra racconto e poesia.

Come comincia:

Alla Mia Luna Gitana Al mio amico Patrick Edera

"Mi disegno leggera come dolce chimera su lembi di cielo a seguire un veliero tra le braccia del mare nel suo eterno viaggiare. Getto il mio mondo in un sonno profondo di fate di [...continua]


I miei amori non sono mai esistiti *
Visto da noi: Una riflessione densa, delicata e allo stesso tempo decisa. Dovrebbero leggerla soprattutto gli uomini, per imparare a capire di più le donne. E le donne? Ah... quante donne ci si potrebbero riconoscere in queste righe!

Come comincia: I miei amori non sono mai esistiti oppure non sapevano niente, perché nessuno di loro si è presentato puntuale agli appuntamenti col mio cuore. I miei amori li ho tenuti in grembo come figli, come il figlio della vergine Maria, concepiti per non so quale misteriosa opera dello [...continua]

Tracce della sconosciuta che sono
Visto da noi: Frame mentali, la penna scorre sul foglio, o le dita su una tastiera, e i pensieri prendono corpo, trasformandosi in farfalle leggere, o tracciando solchi nell’anima. Cercando di capire e capirsi…

Come comincia:

I Cammino spesso in mezzo alla gente pensandomi altrove. I sogni ad occhi aperti sono inventori di realtà sopra la coscienza e molto più audaci di quelli fatti nel sonno perché non cercano riparo nella gola profonda della notte ma reagiscono alla luce. [...continua]


Colta in flagranza di reato
Visto da noi: La storia triste e silenziosa di una coppia, dell’amore che lento e pesante si è sgretolato ed è caduto con un grasso tonfo nel fango con drappi di silenzio utilizzati per coprire il gusto amaro del tradimento. Paura, passione, silenzio e solitudine. Il tutto raccontato con una voce che ricorda un po’ il Moravia de “La villa del venerdì”.

Come comincia: Lo sguardo si posa al di là del parco che costeggia la strada di fronte. Slitta tra gli alberi, le case, s’insinua nei vicoli stretti, attraversa gli odori dei cesti di frutta sui banchi del mercato. Scova il peccato. E cade. Cade sul verde di un portone al civico ventidue. [...continua]


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