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in archivio dal 20 giu 2011

Silvia Palombo

London - Inghilterra
Segni particolari: La pazienza è la virtù dei forti...
Mi descrivo così: Sono laureata in Filologia Moderna ed ho un diploma in pianoforte. Amo la musica in tutti i suoi aspetti, la pittura e tutto ciò che si chiama arte. C'è sempre un bel libro sul mio comodino e qualche gatto per casa a farmi compagnia.
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  • Charlotte ha appena terminato il college, e grazie alla sua bravura ha ottenuto una borsa di studio in una prestigiosa università. Tra l'euforismo e i complimenti dei parenti lascia il suo paese di periferia e si trasferisce a Dupont. Appena giunta a destinazione, fa la sua prima conoscenza: la sua compagna di stanza. Bella, aspetto curato, ogni tipo di confort a disposizione: il suo mondo sembra perfetto, come perfetto sembra l'ambiente universitario. Ma, trascorsi pochi giorni, ecco che Charlotte deve scontrarsi con un mondo che fino ad allora aveva ignorato, un mondo fatto di snobbismo (come quello della sua compagna di camera nei confronti di una povera ragazza di paese), di uscite notturne, di appuntamenti clandestini, di feste, di compromessi e di emarginazione. E mentre a casa tutti immaginano la Dupont come il regno della saggezza e della disciplina, Charlotte è costretta, ostacolata dalla sua ingenuità, ad inserirsi in quella realtà per lei così surreale, entrando a far parte di circoli sociali, in parte omologandosi ai suoi compagni, fino a perdere la sua identità di ragazza di paese, in una sorta di ascesa-discesa sociale (al lettore spetta la decisione), talvolta mettendo da parte anche la propria intelligenza. Scoprirà quindi che la sua università, prestigiosa quanto ambita (come i ragazzi che Charlotte frequenta quasi per caso) è la stessa che promuoverà Jojo solo perchè giocatore di punta della squadra di basket della scuola stessa...

    Il libro -  che in apparenza spaventa per la mole -  in realtà scorre molto velocemente, sia per stile che per contenuti. La storia, infatti, non narra solo le vicende di Charlotte, ma descrive una fetta della gioventù americana, dimostrando una certa abilità dell'autore  nell'analizzare la società moderna.

    [... continua]

  • "I primi giorni senza le spinte dei combustibili sono tremendi. Nessuno sa ancora quel che avverrà. Altrimenti, di certo nessuno avrebbe definito quei primi giorni come i più duri della propria vita."
    Questo è quello che pensano gli abitanti del mondo storto. Proprio ora che hanno tutto –  dagli elettrodomestici ai computer, dal riscaldamento alle automobili, dagli ultimi ritrovati in campo tecnologico alle apparecchiature mediche e scientifiche delle sale operatorie – di colpo non possono più usufruirne: sono finiti i combustibili, e quindi possono dire addio alla corrente elettrica. Come far fronte al freddo del pieno inverno? Dove trovare le risorse per il sostentamento della popolazione?  E, soprattutto, come sopravvivere in un mondo in cui il denaro non ha più alcun valore?
    Un libro che, nel suo essere semplice, fa riflettere sul futuro dell'umanità, sulla mancanza di energie alternative, sull'arroganza dell'uomo e sull'egoismo di chi, in un mondo evoluto e teconologico come il nostro, sfida la natura ma anche il prossimo.

    [... continua]

  • Una vita apparentemente felice, quella di Melanie e Stephen. Una casa accogliente, una famiglia perfetta, due bambini meravigliosi. Ma le cose belle, si sa, durano poco. Oppure, i nostri occhi non vedono come sono, perchè filtrano la realtà con il cuore. Perchè Daniel, almeno alla nascita, sembrava un bambino perfetto, come tutti gli altri. Ma, raggiunti i tre anni, manifesta dei comportamenti fuori dal comune. Solo Melanie trova la forza di lottare per il bene del proprio bambino: Daniel, infatti, è autistico. Sola contro i medici, contro il marito Stephen, contro la famiglia, Melanie combatte con il coraggio di una mamma che non si arrende davanti ad una diagnosi, ma che tenta ogni strada possibile, anche quelle anticonvenzionali, affinchè il suo bambino possa essere autosufficiente come gli altri. E coì conosce Andy O'Connor, un uomo da tutti attaccato per i suoi metodi poco scientifici, al quale Melanie affida la propria vita.
    Una storia che narra il coraggio di una donna di portare avanti, giorno per giorno, le difficoltà di essere madre e moglie, e di saper cambiare il corso di un destino che sembrava già pianificato sia per lei che il suo bambino.

    [... continua]

  • Siamo nella Sicilia del 1700. Marianna Ucrìa, "babbasuna mutola", va in sposa al "signor padre zio" all'età di dodici anni, compiendo il destino a lei riservato, come per le altre giovani spose della sua età, dalla sua famiglia: le donne, onde disperdere il patrimonio familiare, sono destinate al convento oppure ad un matrimonio combinato. E la povera Marianna, non ha solo la sventura di nascere femmina, ma si ritrova sordomuta sin dalla prima infanzia, privata quindi di ogni tipo di aspirazione. L'unico compito che le resta è quello di mettere al mondo i propri figli e, quindi, il tanto desiderato erede.

    Ed ecco che, in una casa silenziosa e buia, Marianna trova conforto nella lettura dei testi, aggrappata a quell'ancora di salvezza che le permette di comunicare con il mondo attraverso la sola scrittura – il più bel regalo da parte del suo "dolce padre" sarà un kit di penne e fogli da legare alla vita.  Proprio con la cultura la donna riuscirà a superare gli ostacoli che man mano si presentano ai suoi occhi e a mantenere una lucidità e una forza d'animo superiore alle altre donne aristocratiche contemporanee "tenute in uno stato di ignoranza gallinacea".

    La storia di una donna che, pur vivendo i rituali dell'antica aristocrazia, riesce ad esprimere le proprie emozioni e a prendere consapevolezza dei propri sentimenti, risultando, nelle sue scelte e nei rapporti con chi le sta accanto, di una modernità inaudita.

    [... continua]