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Autore

Simona Salvatore

in archivio dal 02 apr 2012

31 marzo 1979, Gallarate (VA)

29 maggio 2012 alle ore 19:54

Tocchi di stile

di Simona Salvatore

editore: Galassia Arte

pagine: 64

prezzo: 10,80 €

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Sono tocchi in punta di piuma quelli che Simona Salvatore propone con le cinquanta poesie, raccolte per la prima volta in una pubblicazione. In questi tocchi di piuma c’è l’aria e c’è il fuoco: a tratti la piuma si capovolge e graffia la pelle con la punta. Le poesie, brevi e dalle lunghe pause, si sviluppano al ritmo dei “palpiti” che l’autrice cita spesso; i versi costellano di silenzi le attese, i desideri e le delusioni, e lasciano trasparire l’attitudine verso l’eleganza e lo stile aulico.
Non si tratta, però, di una scrittura eterea. La poetica di Simona Salvatore non sfiora, bensì impugna; non blandisce, bensì dichiara; non ubbidisce ad una metrica, ma segue impulsi; e i silenzi non sono fatti per riascoltarsi, bensì per contenere le energie. La sua caratteristica principale è nella sensualità dei versi: sensualità che si esprime non tanto nel contenuto quanto invece nella scelta dei suoni. Per essere letti ad alta voce è necessario infatti un severo utilizzo delle labbra, per via della fitta presenza di parole molto diverse tra loro in accenti e in natura fonetica. Un esempio: “Inebriante realtà / remota / negli argini di una verità / avvizzita”. Consonanti affricate, fricative e vibranti (“fragranza”, “ardire”, “svaporate”), spesso doppie (“vezzeggi”, “amarezza”, “strozzo”, “vezzosa”, “delicatezza”) o accompagnate da labiali od occlusive (“rabbrividisco”, “gorgheggia”, “giogaie”) rendono il respiro poetico più simile ad un lambire di fiamma che ad un refolo di primavera. Suono e sostanza si uniscono nelle frequenti allusioni al fuoco: tornano le vibranti in “divampo”, “rovente”, “vampa”.

“Cullarsi / nel silenzio asprigno di suoni / vociati / in un bisbiglio / che nessuno coglie nel rumore di sé”

recensione di Cristina Mosca

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