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Autore

Stefano Centrone

in archivio dal 19 dic 2011

02 febbraio 1968, Basilea - Svizzera

segni particolari:
Mi ritengo una persona tranquilla.
Odio chi fa del male ai bambini, alle donne, agli animali.
Odio molto la politica e tutti quei mangia mangia che ci sono.

mi descrivo così:
Sono un operaio da sempre. Ho iniziato a scrivere poesie nel lontano 1997. Vivo dall'82 in provincia di Reggio Nell'Emilia, terra che ho apprezzato ad amarla col tempo. Sono felicemente sposato e padre di due bei bimbetti. A settembre del 2012 ho pubblicato il mio primo libro.

11 ottobre 2012 alle ore 11:13

Torna a Surriento

Smisi di vivere
quando ti vidi triste,
seduto su quella panchina,
di fronte al golfo di Sorrento.

Osservavi l'orizzonte vuoto.
Il tuo viso, aveva i segni del dolore.
I tuoi occhi, si confondevano con le lacrime.

E tu, rannicchiato come un vecchio,
triste ricordavi, i suoi occhi,
il suo viso, la sua immagine.

Così affranto,
non ricordo d'averti mai visto.
Così morto, non ricordo... No!!

Avvicinandomi,
vidi la vera sofferenza,
il vero dolore.

Tu piangevi
e non riuscivi a dir nulla.

Io ti osservavo
e con te conobbi la tristezza.

Mi sedetti al tuo fianco.
Com'era triste quel silenzio,
in quella sera d'autunno.

<Omaggio a due personaggi che hanno dato
un senso alla canzone napoletana e anche
a quella italiana: A Ernesto e Giambattista De Curtis>

Inedita, 11/10/2012

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