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Autore

Stefano Di Lorito

in archivio dal 23 giu 2008

31 dicembre 1963, Genova

13 maggio 2009

I loghi innamorati

Intro: Una delicata favola tecnologica, dove le cose e gli oggetti di uso quotidiano possono finalmente manifestare sentimenti e sensazioni simili a noi umani. Ma gli effetti della globalizzazione e dello sfrenato consumismo entrano anche nelle favole…

Il racconto

C’erano una volta due loghi. Una era femmina, una loga quindi, era il simbolo grazioso ed elegante di una multinazionale di cosmetici. L’altro era maschio, il lucido ed energico marchio di un’industria automobilistica.
Essendo i simboli di mondi molto lontani e differenti fra loro, logo e loga non si erano mai visti né conosciuti.
Loga se ne stava nei manifesti e sui prodotti di bellezza, alle fiere di estetica, nelle boutiques femminili e nei bagni delle signore.
Logo invece scorrazzava felice per le città, attaccato alle potenti automobili, troneggiava imperioso ai motorshow e ovviamente nei suoi manifesti pubblicitari.
Entrambi comparivano frequentemente negli spots televisivi, ma non si erano mai incontrati.
Un giorno, per sbaglio, un grafico impaginando il nuovo numero di una rivista a grande tiratura, per errore, inserì le pubblicità delle case produttrici di Logo e Loga, in due pagine affiancate. I due si ritrovarono faccia a faccia in decine di migliaia di copie.
Inevitabilmente, si notarono e si trovarono entrambi molto affascinanti. In poche parole s’innamorarono a prima vista. Quando qualcuno leggeva la pubblicazione, i due fingevano di non vedersi nemmeno, ma quando richiudeva la rivista, dopo averla sfogliata, Logo e Loga ne approfittavano per baciarsi di nascosto.
Fattostà che i due amanti simbolici, iniziarono a desiderare di conoscersi profondamente e ad amarsi sempre di più. Sempre più spesso si vedevano in giro per le città i loro manifesti affiancati. Misteriosamente le loro aziende cominciarono a frequentare una le fiere dell’altra. Si videro automobili fiammanti esposte ai meeting di bellezza, creme e prodotti per il corpo fecero capolino tra gli stands delle automobili.
Tanto forte divenne il legame tra Logo e Loga che, piano piano, i prodotti delle due industrie cominciarono ad assumere gli uni i caratteri degli altri.
Una vezzosa automobile sportiva, rosa e profumata, fu lanciata sul mercato con grande successo.
Si videro signore e signorine imbellettarsi con creme e fondotinta metallizzati e cromati, tanto da somigliare esse stesse a delle macchine di lusso.
Nelle strade il traffico, invece dei soliti roboanti rumori di marmitte e clacson, si mise a parlare francese, i suoni si fecero più suadenti e fascinosi, quasi musicali.
Le donne di tutto il pianeta invece, sfrecciavano per le strade come fuoriserie sportive, riuscivano ormai a fare 100 cose alla volta, tanto da sembrare moltiplicate.
Fino a che i consigli di amministrazione delle due aziende, si riunirono, e decisero di effettuare una joint venture. Avrebbero prodotto la perfetta fusione fra il trattamento di bellezza e l’automobile sportiva.
Per il lancio della nuova attività fu creato un marchio tutto nuovo, che somigliava moltissimo a Logo e Loga, e non poteva essere altrimenti, essendo nato dal loro amore.
Adesso, nel mondo si vendono automobili superaccessoriate, attrezzate per la cura del corpo; tutti scendono dalle loro vetture profumati, perfettamente truccati, coi capelli scintillanti e le unghie smaltate.

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