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Autore

Stefano Esposito

in archivio dal 07 feb 2013

napoli

08 febbraio 2013 alle ore 13:46

Perché mi vuoi bene?

Il racconto

"perchè mi vuoi bene?"

Al momento non tenni molto in considerazione questa domanda, poi dopo un po cominciai a pensarci.

Rispondere in maniera sensata, senza cadere nel mielismo più becero, richiede un certo sforzo e poiché come dice  Palahniuk "niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo  di tutti quelli che ho conosciuto", allora mi faccio aiutare da alcuni bei libri che avevo conosciuto e che  ho sempre sottomano.

Se è vero che la grande "astuzia della Ragione" di hegeliana memoria sia stata l'amore in qualità di potente mezzo usato dalla Natura ai fini dell'accoppiamento e se è vero che l'incanto e il lato romantico sono maschere costruite dall'uomo per celare questa dura e triste verità e che difatti il desiderio sessuale è il motore dell'innamoramento, allora tutto si potrebbe ricondurre a una questione di chimica... ma per noi due questo assunto, da solo, era tristemente riduttivo.

Dovrei quindi provare ad analizzare la mia predisposizione positiva all'incontro con te. In quel periodo per me il futuro passò dall'essere una promessa all'essere una minaccia! Quando ciò che c'era intorno faceva spavento, quando non sapevo nemmeno più chi odiare ed allora cominciai ad odiare me stesso e nel momento più basso che uno strano sprint mi sollevò dall'interno e mi diedi da fare... ho incontrato tanta gente, tante storie e non solo te... quindi anche questo assunto potrebbe risultare un po riduttivo.

“Dopo sei mesi tutti si ritrovarono intorno a lui, curiosi di quella novità, volare per la gioia di volare”

Insomma, come a dire che la novità mi aveva affascinato, curioso solo di vedere come fosse il volare con te. Ma allora come spiegare quella vicinanza? Come spiegare la mia preoccupazione, seria, impegnata, empatica nei confronti delle tue perplessità, nei confronti del tuo essere pessimista? Mi sa che anche la storia della curiosità risulta un po riduttiva.

“Allora signori dove vogliamo arrivare? Vogliamo arrivare a dire che tutti i rapporti siano delle partite gravi e che tutto l'interesse del nostro sforzo sta in questo carattere di gravità?”

...mmm... questo potrebbe avere un senso solo se noi avessimo una profonda e chiara conoscenza dell'altro!

Beh magari tutto rientra nella questione esistenziale di ciascuno di noi “assopiti, timorosi, precari, docili ad ogni riforma, bamboccioni fuoricorso, perditempo incalliti”... forse tutto potrebbe essere ricondotto alla gioia del risveglio della lotta, dalla primavera dell'onda al dissenso contro la crisi economica mondiale...  ma siamo milioni e milioni a vivere ogni giorno questa condizione.
Neppure questo spiega con esaustività totale il perchè io voglio bene proprio te.

“Così sprofondai un giorno
Dalla mia illusione di verità
Dalle mie nostalgie diurne
Bruciato e assetato
Ch'io sia bandito
Da ogni verità”

Ringraziamo Chuck Palahniuk, Friedrich Nietzsche, Charles Boudelaire, Richard Bach, Antonin Artaud, Arthur Schopenhauer e infine l'esercito del surf per essersi prestati a questo gioco e per i loro interventi, che, seppure non ci hanno portato da nessuna parte, se non altro oggi hanno allietato, mentre scrivevo, la mia giornata di lavoro e spero
allieteranno anche la tua mentre leggi. Ti voglio bene!!!

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