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in archivio dal 07 nov 2011

Stefano Saccinto

09 dicembre 1981, Canosa di Puglia (BT) - Italia

elementi per pagina
  • 11 novembre 2011 alle ore 1:03
    Il dado

    La signora ha  ripulito fino all'ultimo centimetro
    il gratta e vinci sull'angolo di un tavolo.
    L'ha guardato senza scomporsi coi suoi occhi vaghi da lumaca
    e senza stracciarlo l'ha infilato in un cestino dell'immondizia.
    Mi ha superato nella fila.
    Aveva capelli scomposti come una specie
    di amorfo covone di spaghetti crespi color merda.
    Ha chiesto un altro gratta e vinci
     Ce l'hai il dado? Dammi il dado.
    Il tabaccaio ha tirato fuori il dado
    e gliel'ha porto.
    Quello non l'ha grattato, se l'è portato via.
    Le signore che giocano al gratta e vinci hanno sempre
    i capelli sulla testa come una specie
    di amorfo covone di spaghetti crespi color merda.
    Per questo io non compro gratta e vinci.
    Magari i capelli ti diventano proprio così.
    Preferisco i miei
    anche se non ce li ho.

    9 maggio 2010. Cirri di bel tempo.

     
  • 09 novembre 2011 alle ore 11:38
    Perdere l'amore. Con l'ispirazione

    Il vero amore è la tua indifferenza
    nei giorni in cui fai tante cose passandomi affianco
    senza degnarmi di uno sguardo o di una parola.
    Mi sento senz'altro più amato
    di quando t'insinui con gli occhi languidi
    in cerca di non so quali attenzioni
    tra me che tento di scrivere alla tastiera
    e lo schermo del computer.
    Ma non lo vedi che mi fai perdere l'ispirazione?
    Beh, io lo vedo. 

    8 maggio 2010. 

     
  • 07 novembre 2011 alle ore 20:28
    Restiamo sempre un po' adulti

    Se tutte le donne che mia moglie afferma mi guardino,
    mi guardassero per davvero,
    sarei l'uomo più felice del mondo.
    Quella puttana non ti toglie gli occhi di dosso.
    Puttana? Dove?
    Quella, che nervi! Quella lì.
    Già. È proprio una puttana.
    Ma a lei non lo posso dire.
    Spero non glielo dica mai nessuno.
    Alle donne certe cose non le puoi dire.
    Non riescono a capirle.
    Certe bionde senza cuore
    ondeggiano come languide meduse dalle curve luminose,
    bellezza delle stagioni.
    Ma è tutta primavera!
    Guarda che vivida trasposizione della curvatura terrestre  – vorrei dire a mia moglie, ma davvero non posso farlo.
    E lo fa lei. È incredibile.
    E come sculetta, proprio qui, davanti ai tuoi occhi – continua – Si muove come una puttana.
    Già. Si muove proprio come una puttana.
    Tutto si mescola nelle mie retine.
    Poppe tramutano in prue che oscillano cave divenendo scialuppe di salvataggio.
    Puttane, che a suo parere mi guardate e a mio parere osservo un'unghia nel mangiarla
    per distrarmi, ma non mi distraggo,
    non potreste andare a vivere un po' più lontano? 
    Se non è consentito toccarvi, annusarvi e neppure desiderarvi,
    non potreste sfilare distanti dagli occhi?
    O almeno catturatemi quel leggendario uomo
    che non sia Dante
    capace di passare la vita intera a fantasticare su una sola donna e
    vedrò di occuparmi di eliminare il problema. 

    8 maggio 2010. Tempo incerto.