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in archivio dal 17 giu 2012

Strato Cotugno

16 giugno 1994, Napoli - Italia

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  • 17 giugno 2012 alle ore 19:37
    La Vita del Vecchio Tom

    Come comincia: Dopo poco si fece sera, il vento era più forte, batteva forte sulla schiena e sul viso del vecchio Tom. Oscillavano lievemente gli alberi, e gli uccelli pian piano si

    ritiravano nelle loro ruvide dimore. Come sempre anche quella sera c'era traffico per strada, tante macchine allineate ruggivano con tanti guidatori stanchi e pronti a

    colpire. Le case illuminate sembravano dare conforto a Tom, gli davano una sensazione piacevole e rigenerante, un senso di calma e di benessere. Tutti si ritiravano,

    il tempo passava veloce, incominciava a fare freddo e dopo poco si accorse  che qualcosa lentamente cadeva sul suo naso,stava iniziando a nevicare. Tom era un

    vecchio sulla sessantina o giù di li con un ricco passato alle spalle ,aveva una folta barba,pochi capelli bianchi,occhi di un azzurro mischiato al grigio e  portava

    sempre con se un cappello, uno di quelli di vecchio tipo, ed era molto affezionato ad esso. Senza amici, parenti, denaro, senza una casa,Tom  era da tutti considerato

    come un semplice barbone. Passava l'intera giornata camminando, fumando e contemplando attentamente gli occhi della gente indaffarata;lui invece non faceva

    niente, non aspettava nessuno e questo gli era molto tranquillizante,il suo l'unico obbietivo era qualche birra o una buona sigaretta. Frequentava qualche bar ma non

    durava molto, infatti c'era sempre qualcuno pronto a trovare qualche scusa per insultarlo e poi con leggerezza scacciarlo;ma a lui poco importava, sorrideva, usciva e

    andava via,addentrandosi in lunghe passeggiate che  spesso duravano per ore.  Dopo poco la neve imbiancò l'intera strada, il cappello di Tom era sempre più pesante,

    egli scosse via la neva, rimise il cappelo, e poi prosegui' la sua passegiata solitaria di fine giornata,desiderando qualcosa ancora  da scoprire e vedere. Per Tom il

    passare del tempo non era importante, infatti era da sempre convinto che i minuti, le ore, i secondi, fossero solo una grande invenzione e imposizione degli uomini,

    per questo motivo se ne infischiava e si lasciava andare alla notte;quella notte, che danzava insieme ai suoi lenti passi e che forse gli piaceva anche più di

    contemplare i suoi simili,  gli dava la possibilità di concentrasi meglio, di convivere serenamente con i suoi pensieri, di crearne dei nuovi e abbandonarsi

    profondamente alla vita. Passò un po' di tempo,ormai il silenzio per strada faceva da padrone, Tom di certo non conosceva miseramente l'ora e ne  aveva fatta di

    strada dal mattino, si accorse che le sue vecchie gambe incominciavano a vacillare, era veramente stanco, così dopo una breve ricerca,  e anche con un po' di

    fortuna, riuscì a trovare un posto ben coperto adatto per poterci dormire con comodo.Questa ormai era una consuetudine, egli infatti non badava affatto a un luogo

    fisso dove poter  passare il resto della notte. Assonato prese due coperte dalla sua vecchia amica borsa, si avvinghiò per bene al tessuto spugnoso, e poi sereno come

    un bambino vittorioso si abbandonò al sonno.
    Tom non dormì molto quella notte,diversi pensieri lo avevano infastidito,all'alba infatti era già sveglio.Il sole saliva lentamente ,ed egli, anche se avesse dormito

    poco,si ventiva carico, voglioso di vivere una giornata nuova e tutta da scoprire. Poi si alzò,rimise le vecchie coperte in borsa,si accese una sigaretta,e comincio

    lentamente a dirigersi verso il porto cittadino;nel frattempo il fumo del tabacco si disperdeva velocemente nella aria fresca e il  fitto suono degli uccelli sembrava

    rendere tutto più bello.
    Anche se i suoi passi erano lenti e il terreno era bagnato,la camminata fu piacevole ed egli arrivò in breve tempo al porto. Con tutto che Clean City era una città di

    mare , essa non aveva mai avuto nella sua storia  un gran porto, e questo era scarsamente  utilizzato  da vecchi pescatori;tuttavia a differenza degli altri giorni

    quella mattina li non c'era praticamente nessuno ,il luogo sembrava incantatato.
    Così Tom decise di sedersi su una  spiagetta abbandonata  e vedere il mare,la luce,i pesci,le barche abbondonate,insomma tutto ciò che stranamente,da sempre, lo

    appagava e gli procurava piacere. Poi d'improvviso scrutò una nave all'orrizonte,bianca, maestosa,sembrava un'intensa fonte di luce e inesorabilmente si avvicinava

    sempre più come spinta da una velocità sconfinata. Tom era rapito da quella visione,i suoi occhi erano vaganti nel vuoto, il suo corpo fremeva sempre più e

    dolcemente un sorriso  inarcò le sue sottili labbra. L'aria aveva un profumo tutto nuovo, egli si sentiva diverso quella mattina,percepiva qualcosa di

    straordinario,inspiegabile ,mai sentito prima.Però gli venne sonno,uno di quelli veramente forti, sentì il bisogno di chiudere gli occhi e delicatamente si stese

    sull'umida sabbia mattutina; poi il silenzio fu rotto da un gabbiano che  in lontanza gridò,il mare luccicava intensamente ,e Tom si abbandonò.