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Autore

Ugo Mastrogiovanni

in archivio dal 26 ago 2006

12 marzo 1936, Orria (SA)

mi descrivo così:
Mi diletto a scrivere poesie da quando ero al liceo. Dopo la laurea, la mia vena poetica è stata bloccata dal lavoro. Ora che sono a riposo... spero nei lunghi periodi di riflessione e nipoti permettendo per recuperare i giorni perduti.

18 agosto 2009

Fratello

Cosa rimane del guerriero, stratega dell’intelligenza,
eletto per genio e per impegno, credo di zelo e conoscenza
quando infermità prevale?
Depone lo scudo e il destriero; serra le porte all’arsenale
e cede al giogo.
Torto il corpo, irrigidito, fisso lo sguardo della resa,
vuoto e intimidito tace.
Il ring, l’arena, la sua impresa: un giaciglio di gomma come brace,
in ridotto recinto casa e tetto.
Due tubi di metallo per testate, due sbarre in legno alle fiancate,
candide lenzuola profumate e noi ai piedi del tuo letto,
passivi, e più capaci a niente, aggiorniamo il tuo ultimo diario.
Adorato germano a noi diletto, vani al tuo misero calvario,
impotenti ci frustiamo il petto. Fratello
Freddo il sole s’allontana, gli ultimi giorni si trascina
di questa scarpinata umana spesa a spezzar la schiena.
Marcata la tua impronta, singolare, rimarrà nel tempo sempre uguale,
forse bizzarra, esuberante, capricciosa, ma nata di un cervello geniale.


08/05/2009

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