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Autore

Ugo Mastrogiovanni

in archivio dal 26 ago 2006

12 marzo 1936, Orria (SA)

mi descrivo così:
Mi diletto a scrivere poesie da quando ero al liceo. Dopo la laurea, la mia vena poetica è stata bloccata dal lavoro. Ora che sono a riposo... spero nei lunghi periodi di riflessione e nipoti permettendo per recuperare i giorni perduti.

24 gennaio 2012 alle ore 13:43

Una lacrima

Bruciante
il vuoto che ti manda in pezzi
inattesa, solinga, esitante,
spesso giunge a sorpresa
da quel profondo lontano
quando al tuo frantumarsi
ribellarsi è vano.
Mille orme cancellate,
insidia fatal della speranza,
riesumando scorre.
Per dignità frenata,
più volte solitaria e schiva,
da un rivolo chiaro e trasparente
si fa gemito e pianto,
mugolio, singulto;
è scroscio, rovescio, un acquazzone.
È sociale, non esclusiva
è uguale per tutti
per umili e nobili, per poveri e ricchi,
per vanità di condotta,
per quel tempo ch’è venuto in uggia,
per chi chiede aiuto.
Se per bontà troppo indulgente
sovente porge una mano,
sapore dell’anima,
inezia, minuzia sostanza di vita
oggettiva realtà.
e così come è venuta
sommessamente piano se ve va.
Questa è la mia lacrima.

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