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Autore

Umberto Saba

in archivio dal 20 gen 2003

09 marzo 1883, Trieste

25 agosto 1957, Gorizia

segni particolari:
Ho condotto fino alla morte la mia professione di libraio antiquario. Mia figlia Linuccia è andata in sposa a Carlo Levi.

mi descrivo così:
Sono in me "due razze in antica tenzone": questo il maggior contributo all'acuirsi della mia sensibilità e alla presa di coscienza di diversità e solitudine.

02 settembre 2011 alle ore 18:16

Malinconia

Malinconia
la vita mia
struggi terribilmente;
e non v'è al mondo, non c'è al mondo niente
che mi divaghi.

Niente, o una sola
casa. Figliola,
quella per me saresti.
S'apre una porta; in tue succinte vesti
entri, e mi smaghi.

Piccola tanto,
fugace incanto
di primavera. I biondi
riccioli molti nel berretto ascondi,
altri ne ostenti.

Ma giovinezza,
torbida ebbrezza,
passa, passa l'amore.
Restan sì tristi nel dolente cuore,
presentimenti.

Malinconia,
la vita mia
amò lieta una cosa,
sempre: la Morte. Or quasi è dolorosa,
ch'altro non spero.

Quando non s'ama
più, non si chiama
lei la liberatrice;
e nel dolore non fa più felice
il suo pensiero.

Io non sapevo
questo; ora bevo
l'ultimo sorso amaro
dell'esperienza. Oh quanto è mai più caro
il pensier della morte,

al giovanetto,
che a un primo affetto
cangia colore e trema.
Non ama il vecchio la tomba: suprema
crudeltà della sorte.

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